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	Commenti a: DEEP IMPACT	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: danae		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120638</link>

		<dc:creator><![CDATA[danae]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 10:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[condivido quanto scrive @WM4 sul mestiere dell&#039;editore.
Non si capisce per quale motivo non dovrebbe cambiare, come è nella natura delle cose, come è inevitabile che accada.
Il problema che io vedo - come sempre dall&#039;interno - è nella strada che l&#039;editoria vuole percorrere per mutare con il mutare dei tempi.
Provo a porre i termini della questione per come li vedo.
L&#039;editoria vuole sempre più, nella diade &quot;industria culturale&quot;, concentrarsi sul primo elemento? vuole essere sempre più industria? industria nel senso capitalistico? quindi trarre profitto dal lavoro altrui?
Se sì, inevitabilmente cercherà tutte le strade possibili e immaginabili per &quot;commerciare&quot;, per &quot;fare scelte strategiche&quot; (ho messo tra virgolette, come a dire: sono solo parole, vuote, prive di contenuti). Farà di tutto per &quot;crearsi un mercato&quot;. Si butterà subito su ogni presunta novità tecnologica, ma sempre rincorrendo, sempre arrivando quando ormai è tardi.
Oppure, l&#039;editoria vuole concentrarsi sul secondo elemento? vuole fare cultura? allora, come giustamente sottolinea @WM4, deve farsi carico dei lettori e della lettura. Deve inventarsi qualsiasi cosa per promuovere la lettura. Farà di tutto per &quot;crescere e coltivare lettori&quot;. Userà dunque la tecnologia come strumento per la diffusione di questa meravigliosa pratica.
Ho a che fare tutti i giorni con editoria di saggistica, quindi prendo un esempio da questo settore. Mettiamo che arrivi una proposta di pubblicazione. Mettiamo che chi legge il testo per dare un primo parere orientativo dica: Questo libro è ben fondato, è ben scritto, colma una lacuna in questa disciplina. L&#039;editoria del primo tipo dirà: sì, ma chi se lo legge? ma cosa importa al grande pubblico di questo tema? L&#039;editoria del secondo tipo dirà: come possiamo veicolare questo testo in modo che non sia semplicemente lì, a futura memoria di una lacuna colmata? come possiamo far conoscere questo testo ai lettori, come possiamo fare in modo che sempre più persone siano in grado di leggere anche questo testo?
@ francesca violi,
a proposito di quello che scrivi sulla differenza che vedi tra libri e musica.
Anche l&#039;esperienza della lettura individuale, personale, nella propria &quot;intimità&quot;, è &quot;una fase&quot; della storia della letteratura.
La letteratura nasce da &quot;performance&quot; pubbliche. I testi si ascoltavano nelle piazze, o nelle corti, insieme agli altri. Non si leggevano. Venivano detti. L&#039;esperienza della lettura (e della scrittura, cioè della &quot;stabilizzazione di un testo in una versione definitiva&quot;) è successiva. E inizialmente era una lettura fatta da chi era in grado di leggere per consentire ad altri di ascoltare. Solo in seguito è diventata lettura personale, mentale, non vocale. Queste fasi - che si possono disporre in modo consequenziale lungo un percorso storico - continuano a essere tutte presenti ancora oggi. Da qui la possibilità di confrontare cosa è successo alla musica in rete e cosa sta succedendo e potrà ancora succedere alla letteratura in rete.
Se ti interessa, c&#039;è un libro di Alberto Manguel, ripubblicato di recente da Feltrinelli, che si intitola &quot;Storia della lettura&quot; e che parla proprio di tutto questo, anche con aneddoti curiosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>condivido quanto scrive @WM4 sul mestiere dell&#8217;editore.<br />
Non si capisce per quale motivo non dovrebbe cambiare, come è nella natura delle cose, come è inevitabile che accada.<br />
Il problema che io vedo &#8211; come sempre dall&#8217;interno &#8211; è nella strada che l&#8217;editoria vuole percorrere per mutare con il mutare dei tempi.<br />
Provo a porre i termini della questione per come li vedo.<br />
L&#8217;editoria vuole sempre più, nella diade &#8220;industria culturale&#8221;, concentrarsi sul primo elemento? vuole essere sempre più industria? industria nel senso capitalistico? quindi trarre profitto dal lavoro altrui?<br />
Se sì, inevitabilmente cercherà tutte le strade possibili e immaginabili per &#8220;commerciare&#8221;, per &#8220;fare scelte strategiche&#8221; (ho messo tra virgolette, come a dire: sono solo parole, vuote, prive di contenuti). Farà di tutto per &#8220;crearsi un mercato&#8221;. Si butterà subito su ogni presunta novità tecnologica, ma sempre rincorrendo, sempre arrivando quando ormai è tardi.<br />
Oppure, l&#8217;editoria vuole concentrarsi sul secondo elemento? vuole fare cultura? allora, come giustamente sottolinea @WM4, deve farsi carico dei lettori e della lettura. Deve inventarsi qualsiasi cosa per promuovere la lettura. Farà di tutto per &#8220;crescere e coltivare lettori&#8221;. Userà dunque la tecnologia come strumento per la diffusione di questa meravigliosa pratica.<br />
Ho a che fare tutti i giorni con editoria di saggistica, quindi prendo un esempio da questo settore. Mettiamo che arrivi una proposta di pubblicazione. Mettiamo che chi legge il testo per dare un primo parere orientativo dica: Questo libro è ben fondato, è ben scritto, colma una lacuna in questa disciplina. L&#8217;editoria del primo tipo dirà: sì, ma chi se lo legge? ma cosa importa al grande pubblico di questo tema? L&#8217;editoria del secondo tipo dirà: come possiamo veicolare questo testo in modo che non sia semplicemente lì, a futura memoria di una lacuna colmata? come possiamo far conoscere questo testo ai lettori, come possiamo fare in modo che sempre più persone siano in grado di leggere anche questo testo?<br />
@ francesca violi,<br />
a proposito di quello che scrivi sulla differenza che vedi tra libri e musica.<br />
Anche l&#8217;esperienza della lettura individuale, personale, nella propria &#8220;intimità&#8221;, è &#8220;una fase&#8221; della storia della letteratura.<br />
La letteratura nasce da &#8220;performance&#8221; pubbliche. I testi si ascoltavano nelle piazze, o nelle corti, insieme agli altri. Non si leggevano. Venivano detti. L&#8217;esperienza della lettura (e della scrittura, cioè della &#8220;stabilizzazione di un testo in una versione definitiva&#8221;) è successiva. E inizialmente era una lettura fatta da chi era in grado di leggere per consentire ad altri di ascoltare. Solo in seguito è diventata lettura personale, mentale, non vocale. Queste fasi &#8211; che si possono disporre in modo consequenziale lungo un percorso storico &#8211; continuano a essere tutte presenti ancora oggi. Da qui la possibilità di confrontare cosa è successo alla musica in rete e cosa sta succedendo e potrà ancora succedere alla letteratura in rete.<br />
Se ti interessa, c&#8217;è un libro di Alberto Manguel, ripubblicato di recente da Feltrinelli, che si intitola &#8220;Storia della lettura&#8221; e che parla proprio di tutto questo, anche con aneddoti curiosi.</p>
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		<title>
		Di: Riccardo Bruni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120637</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Bruni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 08:05:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://francescodimitri.co.uk/
Dimitri ha pubblicato la sua versione in ebook di Pan su Amazon, senza un editore. In questo post spiega il motivo. Il prezzo è 2.30 sterline (perché non ha un editore). Sarà interessante vedere come andranno le cose...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://francescodimitri.co.uk/" rel="nofollow ugc">http://francescodimitri.co.uk/</a><br />
Dimitri ha pubblicato la sua versione in ebook di Pan su Amazon, senza un editore. In questo post spiega il motivo. Il prezzo è 2.30 sterline (perché non ha un editore). Sarà interessante vedere come andranno le cose&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Sir Robin		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120636</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sir Robin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 08:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su file sharing e mercato musicale qualche mese fa uscì uno studio molto interessante dell’università di Harvard. Ne ho anche scritto qualcosa, a chi può interessare sta qui: http://www.goodthing.it/php/wordpress/?p=2513
se ne possono trarre buoni parallelismi col mercato librario ma conservando la consapevolezza che si tratta di due sostanze molto diverse fra loro come fa giustamente notare Francesca Violi.
-
Per il resto: non sono d’accordo con Wu Ming 4 quando dice che sarebbe auspicabile poter fruire gratuitamente del testo e pagare, eventualmente, solo i contenuti “hyper”. Perché uno scrittore scrive storie ed è giusto che sia pagato per ciò che scrive e un lettore legge la parola scritta. A mio avviso questa è una esperienza che continua a conservare la sua irrinunciabile specificità che è (e resterà) non sostituibile.
E’ solo una questione di prezzo, e ormai lo sanno in molti, editori in primis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su file sharing e mercato musicale qualche mese fa uscì uno studio molto interessante dell’università di Harvard. Ne ho anche scritto qualcosa, a chi può interessare sta qui: <a href="http://www.goodthing.it/php/wordpress/?p=2513" rel="nofollow ugc">http://www.goodthing.it/php/wordpress/?p=2513</a><br />
se ne possono trarre buoni parallelismi col mercato librario ma conservando la consapevolezza che si tratta di due sostanze molto diverse fra loro come fa giustamente notare Francesca Violi.<br />
&#8211;<br />
Per il resto: non sono d’accordo con Wu Ming 4 quando dice che sarebbe auspicabile poter fruire gratuitamente del testo e pagare, eventualmente, solo i contenuti “hyper”. Perché uno scrittore scrive storie ed è giusto che sia pagato per ciò che scrive e un lettore legge la parola scritta. A mio avviso questa è una esperienza che continua a conservare la sua irrinunciabile specificità che è (e resterà) non sostituibile.<br />
E’ solo una questione di prezzo, e ormai lo sanno in molti, editori in primis.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Melmoth		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120635</link>

		<dc:creator><![CDATA[Melmoth]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 20:26:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra le varie corbellerie editoriali a cui ho assistito spicca nella mia memoria il varo del catalogo ebook del gruppo GEMS. Per ragioni che ancora mi sbalordiscono, gli ebook del gruppo furono messi on line in concomitanza con una promozione che IBS applicava ad alcuni sottomarchi di Gems. Il risultato: su IBS gli ebook costavano un paio di euro DI PIU di quelli cartacei.
.
E&#039; successo davvero, nell&#039;Ottobre dell&#039;anno scorso.
A volte mi viene il dubbio che lo scopo degli editori sia quello di NON vendere ebook, e di NON venderne il più possibile...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le varie corbellerie editoriali a cui ho assistito spicca nella mia memoria il varo del catalogo ebook del gruppo GEMS. Per ragioni che ancora mi sbalordiscono, gli ebook del gruppo furono messi on line in concomitanza con una promozione che IBS applicava ad alcuni sottomarchi di Gems. Il risultato: su IBS gli ebook costavano un paio di euro DI PIU di quelli cartacei.<br />
.<br />
E&#8217; successo davvero, nell&#8217;Ottobre dell&#8217;anno scorso.<br />
A volte mi viene il dubbio che lo scopo degli editori sia quello di NON vendere ebook, e di NON venderne il più possibile&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ienax		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120634</link>

		<dc:creator><![CDATA[ienax]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 17:36:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;A demonio, rileggi che è meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;A demonio, rileggi che è meglio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: demonio pellegrino		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120633</link>

		<dc:creator><![CDATA[demonio pellegrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 17:06:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, ma di cosa sta parlando questo signore dell&#039;intervisa? Se e&#039; sacrosanto dire che i libri - sotto qualsiasi formato - debbano essere pagati e non scaricati illegalmente, e&#039; altrettanto sacrosanto ridere in faccia ad editori italiani che vendono per 15 EurI l&#039;edizione elettronica del principe di Machiavelli, un libro non coperto da diritto d&#039;autore da qualche secolo. ne parlai proprio su questo blog qualche mese fa.
E cosa avrei dovuto fare mesi fa quando vidi il libro di Stella e Rizzo, Vandali, venduto su IBS a 13.50 per la versione cartacea e a 13.99 per quella elettronica? (Ora hanno abbassato il prezzo dell&#039;ebook a 11.99).
Io sono sempre stato contro la pirateria. Ma sono anche e soprattutto contro il farmi prendere per i fondelli.
PS: no comment sull&#039;ipad. Ha ragione Valberici, quando uno cita l&#039;ipad parlando di ebook vuol dire che non sa quello che dice, bonta&#039; sua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, ma di cosa sta parlando questo signore dell&#8217;intervisa? Se e&#8217; sacrosanto dire che i libri &#8211; sotto qualsiasi formato &#8211; debbano essere pagati e non scaricati illegalmente, e&#8217; altrettanto sacrosanto ridere in faccia ad editori italiani che vendono per 15 EurI l&#8217;edizione elettronica del principe di Machiavelli, un libro non coperto da diritto d&#8217;autore da qualche secolo. ne parlai proprio su questo blog qualche mese fa.<br />
E cosa avrei dovuto fare mesi fa quando vidi il libro di Stella e Rizzo, Vandali, venduto su IBS a 13.50 per la versione cartacea e a 13.99 per quella elettronica? (Ora hanno abbassato il prezzo dell&#8217;ebook a 11.99).<br />
Io sono sempre stato contro la pirateria. Ma sono anche e soprattutto contro il farmi prendere per i fondelli.<br />
PS: no comment sull&#8217;ipad. Ha ragione Valberici, quando uno cita l&#8217;ipad parlando di ebook vuol dire che non sa quello che dice, bonta&#8217; sua.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ienax		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120632</link>

		<dc:creator><![CDATA[ienax]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io sono d&#039;accordo a pagare anche 100 Euro per un buon libro, ma deve essere un libro vero, di sostanza e ben confezionato giacché il libro è anche un prodotto. Se spendo 20 Euro per un libro che mi si rompe fra le mani e che è una cavolata, scusate, ma mi girano le balle e non poco.
Per la musica, uguale discorso: purtroppo vedo che si pubblicizzano sempre i soliti quattro, i soliti quattro accordi per dirla tutta e punto. Si pensava ieri che gli mp3 dovessero essere la rivoluzione, invece il Cd è ancora vivo ed è tornato pure il vinile. Questo perché chi ama la cultura e la ama sul serio vuole, anzi pretende un supporto serio. Chi ieri scaricava musica illegalmente continua a farlo, mp3 o non mp3 certificati dalle major discografiche. A me la musica piace ascoltarla e comprarla ma deve essere su di un buon supporto - ci sono infatti in giro certi cd che non sono buoni manco per uso posabicchieri, rigati e registrati malissimo e che però costano l&#039;ira di dio. Insomma, l&#039;Arte ha bisogno di Artisti e di supporti degni creati per durare nel tempo, in ogni senso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono d&#8217;accordo a pagare anche 100 Euro per un buon libro, ma deve essere un libro vero, di sostanza e ben confezionato giacché il libro è anche un prodotto. Se spendo 20 Euro per un libro che mi si rompe fra le mani e che è una cavolata, scusate, ma mi girano le balle e non poco.<br />
Per la musica, uguale discorso: purtroppo vedo che si pubblicizzano sempre i soliti quattro, i soliti quattro accordi per dirla tutta e punto. Si pensava ieri che gli mp3 dovessero essere la rivoluzione, invece il Cd è ancora vivo ed è tornato pure il vinile. Questo perché chi ama la cultura e la ama sul serio vuole, anzi pretende un supporto serio. Chi ieri scaricava musica illegalmente continua a farlo, mp3 o non mp3 certificati dalle major discografiche. A me la musica piace ascoltarla e comprarla ma deve essere su di un buon supporto &#8211; ci sono infatti in giro certi cd che non sono buoni manco per uso posabicchieri, rigati e registrati malissimo e che però costano l&#8217;ira di dio. Insomma, l&#8217;Arte ha bisogno di Artisti e di supporti degni creati per durare nel tempo, in ogni senso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120631</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:45:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, ienax ha spiegato molte cose con cui sono d&#039;accordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, ienax ha spiegato molte cose con cui sono d&#8217;accordo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120630</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:43:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ WM4 e tutti gli altri: però già se parli di contenuti multimediali all&#039;interno del testo alludi a un medium a sé stante che non è quella che adesso chiamiamo &quot;letteratura&quot;, ma qualcos&#039;altro che forse ha ragion d&#039;essere proprio nella civiltà informatica (e su questo ci posso anche stare). Ma un romanzo in quanto tale trasformato in file, così come la canzone, sarà sempre preferita nella sua versione gratuita, per quanto bassa possa essere la sua qualità. Anche gli mp3 hanno qualità audio inferiore (e si sente) rispetto ai cd, ma questo non ne impedisce il downloading. Per quanto riguarda i videogiochi, il circolo virtuoso lì non mi pare affatto presente: molti giochi vengono prodotti solo per XBox, Play e simili perché per pc si sa già che verranno crackati.
*
@ hommequirit: io i vantaggi non li vedo. Ciò di cui parli ha portato a una situazione in cui gli unici musicisti a campare di live hanno un minimo di vent&#039;anni di carriera. Non a caso vecchie cariatidi del passato hanno fatto a gara fare reunion perché ormai questo è l&#039;unico modo che hanno per pagare la bolletta. A stare fuori dai giochi non sono solo gli amatori (che come tu giustamente dici, è bene rimangano fuori), ma qualunque artista non abbia altissima diffusione di massa.
*
Io credo che la crisi di editoria, musica, ecc. non sia dovuta al cambio di medium, l&#039;uso del pc, ecc. ma, in primis, a una crisi in genere della cultura (di cui gli autori sono a loro volta corresponsabili) e in secondo luogo al radicarsi di una mentalità per cui musica, libri, ecc. costino sempre troppo. Pagare 50 euro per andare in discoteca e ubriacarsi o per farsi il proprio viaggetto radical chic va bene, ma spenderne 20 per un libro no. E di fronte a questo non c&#039;è e-book che tenga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ WM4 e tutti gli altri: però già se parli di contenuti multimediali all&#8217;interno del testo alludi a un medium a sé stante che non è quella che adesso chiamiamo &#8220;letteratura&#8221;, ma qualcos&#8217;altro che forse ha ragion d&#8217;essere proprio nella civiltà informatica (e su questo ci posso anche stare). Ma un romanzo in quanto tale trasformato in file, così come la canzone, sarà sempre preferita nella sua versione gratuita, per quanto bassa possa essere la sua qualità. Anche gli mp3 hanno qualità audio inferiore (e si sente) rispetto ai cd, ma questo non ne impedisce il downloading. Per quanto riguarda i videogiochi, il circolo virtuoso lì non mi pare affatto presente: molti giochi vengono prodotti solo per XBox, Play e simili perché per pc si sa già che verranno crackati.<br />
*<br />
@ hommequirit: io i vantaggi non li vedo. Ciò di cui parli ha portato a una situazione in cui gli unici musicisti a campare di live hanno un minimo di vent&#8217;anni di carriera. Non a caso vecchie cariatidi del passato hanno fatto a gara fare reunion perché ormai questo è l&#8217;unico modo che hanno per pagare la bolletta. A stare fuori dai giochi non sono solo gli amatori (che come tu giustamente dici, è bene rimangano fuori), ma qualunque artista non abbia altissima diffusione di massa.<br />
*<br />
Io credo che la crisi di editoria, musica, ecc. non sia dovuta al cambio di medium, l&#8217;uso del pc, ecc. ma, in primis, a una crisi in genere della cultura (di cui gli autori sono a loro volta corresponsabili) e in secondo luogo al radicarsi di una mentalità per cui musica, libri, ecc. costino sempre troppo. Pagare 50 euro per andare in discoteca e ubriacarsi o per farsi il proprio viaggetto radical chic va bene, ma spenderne 20 per un libro no. E di fronte a questo non c&#8217;è e-book che tenga.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/deep-impact/comment-page-1/#comment-120629</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 15:29:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4642#comment-120629</guid>

					<description><![CDATA[Dico, un ebook a 2.90 + iva è ecccellente per me, e non mi importa nulla degli extra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dico, un ebook a 2.90 + iva è ecccellente per me, e non mi importa nulla degli extra.</p>
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			</item>
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