<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: DEL PERCHE&#039; LA TITOLARE SI SENTE STUPIDA	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Jul 2007 18:12:03 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: enrica speziale		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91846</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrica speziale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 18:12:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91846</guid>

					<description><![CDATA[@ sundancekyd:
in quanto responsabile del sito di minimum fax sento di dover chiarire qualcosa.
i video incriminati li ho messi io, ovviamente con il consenso di elena e christian, ma &quot;improvvisando&quot; un esperimento di video-intervista che sul nostro sito non era mai stato fatto; nessuno dei due, al momento delle &quot;riprese&quot;, era consapevole che il video sarebbe andato online. lo abbiamo deciso dopo, pensando di sostituire la canonica intervista per iscritto con qualcosa di più originale e &quot;informale&quot;.
quindi escluderei qualsiasi intento di &quot;lasciar viaggiare nell&#039;etere le chiacchiere alate&quot; evitando di inquadrare le facce per &quot;mostrare di averle fatte ma senza aderirvi pienamente&quot;: molto più semplicemente, inquadrare le facce non era necessario, e non è stato fatto. ma alla fine quel vedo-non vedo ci è sembrato, paradossalmente, bello da vedere.
per finire: elena e christian non erano lì per caso, non sono stati registrati di nascosto e non parlavano dei fatti loro, e sono abbastanza certa che nessuno le avrebbe definite &quot;chiacchiere personalistiche con la pretesa d&#039;essere elevate a sistema planetario&quot; se le stesse identiche frasi fossero state sbobinate e messe per iscritto come tradizione comanda.
insomma ti fa antipatia il video, ne prendiamo atto. ma ci dispiace che tutto venga sempre interpretato nel peggiore dei modi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ sundancekyd:<br />
in quanto responsabile del sito di minimum fax sento di dover chiarire qualcosa.<br />
i video incriminati li ho messi io, ovviamente con il consenso di elena e christian, ma &#8220;improvvisando&#8221; un esperimento di video-intervista che sul nostro sito non era mai stato fatto; nessuno dei due, al momento delle &#8220;riprese&#8221;, era consapevole che il video sarebbe andato online. lo abbiamo deciso dopo, pensando di sostituire la canonica intervista per iscritto con qualcosa di più originale e &#8220;informale&#8221;.<br />
quindi escluderei qualsiasi intento di &#8220;lasciar viaggiare nell&#8217;etere le chiacchiere alate&#8221; evitando di inquadrare le facce per &#8220;mostrare di averle fatte ma senza aderirvi pienamente&#8221;: molto più semplicemente, inquadrare le facce non era necessario, e non è stato fatto. ma alla fine quel vedo-non vedo ci è sembrato, paradossalmente, bello da vedere.<br />
per finire: elena e christian non erano lì per caso, non sono stati registrati di nascosto e non parlavano dei fatti loro, e sono abbastanza certa che nessuno le avrebbe definite &#8220;chiacchiere personalistiche con la pretesa d&#8217;essere elevate a sistema planetario&#8221; se le stesse identiche frasi fossero state sbobinate e messe per iscritto come tradizione comanda.<br />
insomma ti fa antipatia il video, ne prendiamo atto. ma ci dispiace che tutto venga sempre interpretato nel peggiore dei modi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sundancekyd		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91845</link>

		<dc:creator><![CDATA[sundancekyd]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 15:16:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91845</guid>

					<description><![CDATA[I fatti mi costringono a intervenire. Intanto i libri collettanei (mi si perdoni l&#039;orrido neologismo) - quelli cioè che raccolgono i pezzetti sparsi nei giornali pretendendo di unificarli dietro un URsenso (secondo me escogitato del tutto a posteriori e quindi del tutto falsificante) - sono sempre pretesti editoriali. E&#039; vero, lo ammetto, che certe volte è bello rileggere (o scoprire per la prima volta: un&#039;opportunità regalata, dopotutto) finalmente tutti insieme certi articoli dei nostri migliori scrittori &quot;contemporanei viventi&quot; (come Alvaro Rissa), come fu per ISOLE (Einaudi) del notevole Marco Lodoli, o come il SuperAlbo di Sandro Veronesi. Ma non funziona sempre, anzi non funziona quasi mai. Però non voglio andare FUORI TEMA. Vengo al punto (come argomentano i politici): la nostra cara Elena temo abbia della scrittura (forse persino suo malgrado) un&#039;idea spettacolare e un esercizio modaiolo. Altrimenti come spiegare quelle intervistine con l&#039;ineffabile (!) Christian Raimo spezzettate su YouTube (relative proprio a questo libro collettaneo) cui si viene reindirizzati dalla homepage di minimumfax (editore esimio del libro medesimo)? Sono tutte chiacchiere personalistiche con la pretesa d&#039;essere elevate a sistema planetario, però svolte poi anche con atteggiamento sportivo, molto snob. E soprattutto il tocco da maestri è parlare non lasciandosi centrare mai dall&#039;obiettivo, per cui mentre viaggiano nell&#039;etere le chiacchiere alate, le loro fonti d&#039;emissione, i due ineffabili autori, non sono mai inquadrati, ma si intravedono i loro capelli, nel caso di Raimo la barba in controluce, cieli e alberi, le sontuose quinte di un parco, di quelli da canari che frequento anch&#039;io. Vera arte visuale. Vero visionarismo d&#039;autore. Segnaletico magari del poco davvero starci dentro, alle cose. Farle per mostrare d&#039;averle fatte ma senza aderirvi pienamente. Dette, anche, come nel caso del proditorio assunto cui è dedicata questa discussione, ma cn l&#039;aria di non averle dette, cioè d&#039;averle dette ma non necessariamente d&#039;averle meditate o desunte, e di volersene assumere la maternità, d&#039;esserne responsabili...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I fatti mi costringono a intervenire. Intanto i libri collettanei (mi si perdoni l&#8217;orrido neologismo) &#8211; quelli cioè che raccolgono i pezzetti sparsi nei giornali pretendendo di unificarli dietro un URsenso (secondo me escogitato del tutto a posteriori e quindi del tutto falsificante) &#8211; sono sempre pretesti editoriali. E&#8217; vero, lo ammetto, che certe volte è bello rileggere (o scoprire per la prima volta: un&#8217;opportunità regalata, dopotutto) finalmente tutti insieme certi articoli dei nostri migliori scrittori &#8220;contemporanei viventi&#8221; (come Alvaro Rissa), come fu per ISOLE (Einaudi) del notevole Marco Lodoli, o come il SuperAlbo di Sandro Veronesi. Ma non funziona sempre, anzi non funziona quasi mai. Però non voglio andare FUORI TEMA. Vengo al punto (come argomentano i politici): la nostra cara Elena temo abbia della scrittura (forse persino suo malgrado) un&#8217;idea spettacolare e un esercizio modaiolo. Altrimenti come spiegare quelle intervistine con l&#8217;ineffabile (!) Christian Raimo spezzettate su YouTube (relative proprio a questo libro collettaneo) cui si viene reindirizzati dalla homepage di minimumfax (editore esimio del libro medesimo)? Sono tutte chiacchiere personalistiche con la pretesa d&#8217;essere elevate a sistema planetario, però svolte poi anche con atteggiamento sportivo, molto snob. E soprattutto il tocco da maestri è parlare non lasciandosi centrare mai dall&#8217;obiettivo, per cui mentre viaggiano nell&#8217;etere le chiacchiere alate, le loro fonti d&#8217;emissione, i due ineffabili autori, non sono mai inquadrati, ma si intravedono i loro capelli, nel caso di Raimo la barba in controluce, cieli e alberi, le sontuose quinte di un parco, di quelli da canari che frequento anch&#8217;io. Vera arte visuale. Vero visionarismo d&#8217;autore. Segnaletico magari del poco davvero starci dentro, alle cose. Farle per mostrare d&#8217;averle fatte ma senza aderirvi pienamente. Dette, anche, come nel caso del proditorio assunto cui è dedicata questa discussione, ma cn l&#8217;aria di non averle dette, cioè d&#8217;averle dette ma non necessariamente d&#8217;averle meditate o desunte, e di volersene assumere la maternità, d&#8217;esserne responsabili&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: william nessuno		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91844</link>

		<dc:creator><![CDATA[william nessuno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 21:52:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91844</guid>

					<description><![CDATA[Leggiadra LL, la questione dei nick (ma perchè qui li si chiama nick e altrove pomposamente &quot;pseudonimi?&quot;)mi ha veramente nei mesi sfinito. Troppe battaglie da combattere con persone che vorrebbero il web simile a uno &quot;Stato di Polizia&quot; ipercontrollato con passaporti a portata di mano.
Non condvido l&#039;idea della Stancanelli tipo &quot;se aprissi un blog obbligherei tutti a dichiarare la propria identità&quot; meglio che lasci perdere, sarebbe come il turista italiano che va sì in Finlandia, però vuol mangiare gli spaghetti.
Mi disturba essere costretto ogni volta a spiegare che sui miei contratti Rai c&#039;è scritto &quot;alias William Nessuno&quot;, dovermi sempre difendere come se fossi un &quot;presunto colpevole&quot; solo perchè uso il mio pseudonimo, del quale tu conosci perfettamente l&#039;origine.
Resta solo un fatto.
In una società dove l&#039;aggessività, la vigliaccheria, la scorretezza, l&#039;arroganza sono così diffuse (a partire dai vertici), sarebbe ridicolo pensare di escluldere queste cose dalla blogsfera. Purtroppo.
La mia Nonna diceva che se qualcuno ti chiede come ti chiami, di chi sei figlio, devi rispondere IO SONO FIGLIO DELLE MIE AZIONI.
Quindi, il mio pseudonimo non conta, ed è ridicolo volerlo considerare un vulnus.
Quello che conta sono le mie (modeste) azioni nella blogpalla.
Abbracci, Will]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggiadra LL, la questione dei nick (ma perchè qui li si chiama nick e altrove pomposamente &#8220;pseudonimi?&#8221;)mi ha veramente nei mesi sfinito. Troppe battaglie da combattere con persone che vorrebbero il web simile a uno &#8220;Stato di Polizia&#8221; ipercontrollato con passaporti a portata di mano.<br />
Non condvido l&#8217;idea della Stancanelli tipo &#8220;se aprissi un blog obbligherei tutti a dichiarare la propria identità&#8221; meglio che lasci perdere, sarebbe come il turista italiano che va sì in Finlandia, però vuol mangiare gli spaghetti.<br />
Mi disturba essere costretto ogni volta a spiegare che sui miei contratti Rai c&#8217;è scritto &#8220;alias William Nessuno&#8221;, dovermi sempre difendere come se fossi un &#8220;presunto colpevole&#8221; solo perchè uso il mio pseudonimo, del quale tu conosci perfettamente l&#8217;origine.<br />
Resta solo un fatto.<br />
In una società dove l&#8217;aggessività, la vigliaccheria, la scorretezza, l&#8217;arroganza sono così diffuse (a partire dai vertici), sarebbe ridicolo pensare di escluldere queste cose dalla blogsfera. Purtroppo.<br />
La mia Nonna diceva che se qualcuno ti chiede come ti chiami, di chi sei figlio, devi rispondere IO SONO FIGLIO DELLE MIE AZIONI.<br />
Quindi, il mio pseudonimo non conta, ed è ridicolo volerlo considerare un vulnus.<br />
Quello che conta sono le mie (modeste) azioni nella blogpalla.<br />
Abbracci, Will</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91843</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 12:02:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91843</guid>

					<description><![CDATA[allora siamo d&#039;accordo.Se non è scandaloso paragonare dei pazzi criminali(che magari solo perchè hanno esagerato col Bianco Sarti di papà)hanno &quot;eroicamente&quot; sparpagliato corpi altrui con  gli ovviamente fastidiosi digitali parolai anonimi,per un innato senso del sillogismo la prossima volta potrò permettermi di pensare a coloro che stanno fuggendo da un&#039;immobile perchè hanno dei vicini di casa,forse drogati,che turbano la quiete condominiale in termini di assassini in erba]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>allora siamo d&#8217;accordo.Se non è scandaloso paragonare dei pazzi criminali(che magari solo perchè hanno esagerato col Bianco Sarti di papà)hanno &#8220;eroicamente&#8221; sparpagliato corpi altrui con  gli ovviamente fastidiosi digitali parolai anonimi,per un innato senso del sillogismo la prossima volta potrò permettermi di pensare a coloro che stanno fuggendo da un&#8217;immobile perchè hanno dei vicini di casa,forse drogati,che turbano la quiete condominiale in termini di assassini in erba</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stamparassegnata		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91842</link>

		<dc:creator><![CDATA[stamparassegnata]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 10:16:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91842</guid>

					<description><![CDATA[mi sorprendo della sorpresa: chiunque abbia un blog sa che esistono personaggi che si nascondono nell&#039;anonimato per scrivere cose orrende che non direbbero mai dal vivo. Non è l&#039;anonimato in sé che è fastidioso, è il combinato disposto anonimato/contenuto diffamatorio e spesso vessatorio. Serve un controllo, che non è censura, e infatti io, per esempio, uso la moderazione dei commenti. Quella della Stancanelli a me sembrava un&#039;osservazione di buon senso (in una forma un po&#039; virulenta) e mi pareva che lei si riferisse solo a questo fenomeno e non a tutta la blogosfera. (detto questo, ma non c&#039;entra, il libro della Stancanelli è bellissimo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi sorprendo della sorpresa: chiunque abbia un blog sa che esistono personaggi che si nascondono nell&#8217;anonimato per scrivere cose orrende che non direbbero mai dal vivo. Non è l&#8217;anonimato in sé che è fastidioso, è il combinato disposto anonimato/contenuto diffamatorio e spesso vessatorio. Serve un controllo, che non è censura, e infatti io, per esempio, uso la moderazione dei commenti. Quella della Stancanelli a me sembrava un&#8217;osservazione di buon senso (in una forma un po&#8217; virulenta) e mi pareva che lei si riferisse solo a questo fenomeno e non a tutta la blogosfera. (detto questo, ma non c&#8217;entra, il libro della Stancanelli è bellissimo).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ASSU		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91841</link>

		<dc:creator><![CDATA[ASSU]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 09:41:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91841</guid>

					<description><![CDATA[Non ho letto il libro della Stancanelli, in ogni caso mi pare che ciò che si mette in discussione non sia la totalità delle cose scritte, anzi mi sembrano condivise, quanto quelle poche righe che riguardano i blog.
Arrivo in ritardo e le logiche del web (soprattutto dei blog) mi tagliano fuori dal contesto della discussione che dura, in genere, il tempo di prima visualizzazione, vale a dire fino a quando non si pubblica un altro post. In ogni caso, la discussione è interessante e pertanto, sebbene non soffra di mal di partecipazione generalmente diffusa nel web, mi permetto di intervenire.
Lo snobismo di cui lei parla c’è e si percepisce non solo fra quanti non hanno accolto di buon grado o semplicemente non hanno accolto la tendenza, a mio avviso positiva, dei blog, ma anche fra quanti (scrittori, giornalisti, artisti e vips vari) un blog lo hanno aperto. Tuttavia, non lo ritrovo in quanto scrive la Stancanelli che si riferisce ai commentatori anonimi. Personalmente li detesto. Li detesto cordialmente, nel senso che li ignoro giacché profondamente persuasa che l’anonimato corrisponda al nulla e che il nulla possa produrre solo nulla, a meno di non voler soggiacere proni alle logiche dei numerosi &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;troll&lt;/a&gt;.
I blog, Internet, la rete sono, secondo me, il futuro della letteratura, del giornalismo e di molte altre professioni. Ho già avuto modo di scriverne. Ma la rete non è, la rete si fa. E si fa attraverso l’interazione intelligente che non può venire da un’utenza anonima. Personalmente non ho problemi a incontrarmi/scontrarmi con chiunque abbia il coraggio di mostrarsi, di esprimere le proprie opinioni con la propria faccia, il proprio nome e cognome. Possiamo non pensarla allo stesso modo, anzi preferisco così perché la discussione diventa più interessante e arricchente, non saprei cosa farmene di un blog dove tutti vengano a depositare cordiali e doverosi saluti senza nulla aggiungere, come non saprei che farmene di bravo, bene, bis che troppo spesso leggo in rete. Ho invece grossi problemi a interfacciarmi con chi non si palesa perché, anche per me, è un intervento fascista che parte da assunti di verità e verbo che non mi appartengono. Perciò condivido quanto scrive la Stancanelli e auspico che la rete migliori e che si possa pensare che l’interazione intelligente sia una fenice in grado di risorgere dalle proprie ceneri. Ceneri sparse in troppi blog.
Assunta Altieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho letto il libro della Stancanelli, in ogni caso mi pare che ciò che si mette in discussione non sia la totalità delle cose scritte, anzi mi sembrano condivise, quanto quelle poche righe che riguardano i blog.<br />
Arrivo in ritardo e le logiche del web (soprattutto dei blog) mi tagliano fuori dal contesto della discussione che dura, in genere, il tempo di prima visualizzazione, vale a dire fino a quando non si pubblica un altro post. In ogni caso, la discussione è interessante e pertanto, sebbene non soffra di mal di partecipazione generalmente diffusa nel web, mi permetto di intervenire.<br />
Lo snobismo di cui lei parla c’è e si percepisce non solo fra quanti non hanno accolto di buon grado o semplicemente non hanno accolto la tendenza, a mio avviso positiva, dei blog, ma anche fra quanti (scrittori, giornalisti, artisti e vips vari) un blog lo hanno aperto. Tuttavia, non lo ritrovo in quanto scrive la Stancanelli che si riferisce ai commentatori anonimi. Personalmente li detesto. Li detesto cordialmente, nel senso che li ignoro giacché profondamente persuasa che l’anonimato corrisponda al nulla e che il nulla possa produrre solo nulla, a meno di non voler soggiacere proni alle logiche dei numerosi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29" rel="nofollow ugc">troll</a>.<br />
I blog, Internet, la rete sono, secondo me, il futuro della letteratura, del giornalismo e di molte altre professioni. Ho già avuto modo di scriverne. Ma la rete non è, la rete si fa. E si fa attraverso l’interazione intelligente che non può venire da un’utenza anonima. Personalmente non ho problemi a incontrarmi/scontrarmi con chiunque abbia il coraggio di mostrarsi, di esprimere le proprie opinioni con la propria faccia, il proprio nome e cognome. Possiamo non pensarla allo stesso modo, anzi preferisco così perché la discussione diventa più interessante e arricchente, non saprei cosa farmene di un blog dove tutti vengano a depositare cordiali e doverosi saluti senza nulla aggiungere, come non saprei che farmene di bravo, bene, bis che troppo spesso leggo in rete. Ho invece grossi problemi a interfacciarmi con chi non si palesa perché, anche per me, è un intervento fascista che parte da assunti di verità e verbo che non mi appartengono. Perciò condivido quanto scrive la Stancanelli e auspico che la rete migliori e che si possa pensare che l’interazione intelligente sia una fenice in grado di risorgere dalle proprie ceneri. Ceneri sparse in troppi blog.<br />
Assunta Altieri</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91840</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2007 15:08:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91840</guid>

					<description><![CDATA[E se, semplicemente, Elena Stancanelli fosse disinformata?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se, semplicemente, Elena Stancanelli fosse disinformata?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Zetavu		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91839</link>

		<dc:creator><![CDATA[Zetavu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2007 07:57:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91839</guid>

					<description><![CDATA[Lippa,
ma di che ti stupisci. Piuttosto disegnamo il paradosso di noi giornalisti/scrittori  (nel mio caso proprio di tecnologia) stretti tra la sordità della società non solo letteraria, ma dell&#039;establishment in generale. E dall&#039;altra parte l&#039;illusione dei fessi che pensano che la rete &quot;si autoregoli&quot;.
A volte, Lippa, la mia impressione è che noi ci muoviamo e scriviamo in una intercapedine vuota.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lippa,<br />
ma di che ti stupisci. Piuttosto disegnamo il paradosso di noi giornalisti/scrittori  (nel mio caso proprio di tecnologia) stretti tra la sordità della società non solo letteraria, ma dell&#8217;establishment in generale. E dall&#8217;altra parte l&#8217;illusione dei fessi che pensano che la rete &#8220;si autoregoli&#8221;.<br />
A volte, Lippa, la mia impressione è che noi ci muoviamo e scriviamo in una intercapedine vuota.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo Maugeri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91838</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Maugeri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2007 08:14:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91838</guid>

					<description><![CDATA[Intervengo con colpevole ritardo. E mi scuso.
Ritengo che il problema reale non sia determinato dall&#039;uso di nickname. Che male c&#039;è a usare un nickname? La questione vera riguarda i contenuti dei commenti. Concordo, dunque, con Loredana e con quanto scritto da Sergi Garufi.
Aggiungo quest&#039;ulteriore considerazione.
Un commentatore di Letteratitudine ha paragonato il blog a una casa dove il padrone è responsabile del comportamento degli ospiti.
Più che come una casa - a mio avviso - il blog dev&#039;essere visto come una sorta di &quot;locale pubblico&quot;. Badate bene, non &quot;piazza pubblica&quot; ma &quot;locale pubblico&quot;.
Dunque - sempre a mio modesto parere - il blogger, o gestore del blog, così come il titolare di un locale pubblico, deve scegliere il tipo di ambiente che intende garantire ai &quot;clienti&quot; (leggi: frequentatori del blog). È un blog/locale assolutamente libero in cui è consentito di tutto? Dagli insulti, alle provocazioni gratuite, ecc? Bene: che lo si dica chiaramente.
È un blog in cui il gestore si impegna a garantire un clima pacato (al limite intervenendo con tagli, modifche e rimozioni di commenti ritenuti sgradevoli o sconvenienti)?
Bene: anche in tal caso... che lo si dica chiaramente.
In tal modo il &quot;frequentatore&quot; saprà in quale &quot;luogo&quot; sta per entrare e non avrà da lamentarsene.
So bene che ciò che propongo io non è nulla di nuovo, ma - onestamente - non vedo altre soluzioni.
Io la vedo così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo con colpevole ritardo. E mi scuso.<br />
Ritengo che il problema reale non sia determinato dall&#8217;uso di nickname. Che male c&#8217;è a usare un nickname? La questione vera riguarda i contenuti dei commenti. Concordo, dunque, con Loredana e con quanto scritto da Sergi Garufi.<br />
Aggiungo quest&#8217;ulteriore considerazione.<br />
Un commentatore di Letteratitudine ha paragonato il blog a una casa dove il padrone è responsabile del comportamento degli ospiti.<br />
Più che come una casa &#8211; a mio avviso &#8211; il blog dev&#8217;essere visto come una sorta di &#8220;locale pubblico&#8221;. Badate bene, non &#8220;piazza pubblica&#8221; ma &#8220;locale pubblico&#8221;.<br />
Dunque &#8211; sempre a mio modesto parere &#8211; il blogger, o gestore del blog, così come il titolare di un locale pubblico, deve scegliere il tipo di ambiente che intende garantire ai &#8220;clienti&#8221; (leggi: frequentatori del blog). È un blog/locale assolutamente libero in cui è consentito di tutto? Dagli insulti, alle provocazioni gratuite, ecc? Bene: che lo si dica chiaramente.<br />
È un blog in cui il gestore si impegna a garantire un clima pacato (al limite intervenendo con tagli, modifche e rimozioni di commenti ritenuti sgradevoli o sconvenienti)?<br />
Bene: anche in tal caso&#8230; che lo si dica chiaramente.<br />
In tal modo il &#8220;frequentatore&#8221; saprà in quale &#8220;luogo&#8221; sta per entrare e non avrà da lamentarsene.<br />
So bene che ciò che propongo io non è nulla di nuovo, ma &#8211; onestamente &#8211; non vedo altre soluzioni.<br />
Io la vedo così.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/comment-page-1/#comment-91837</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2007 00:03:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/07/05/del-perche-la-titolare-si-sente-stupida/#comment-91837</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono anonimi e anonimi: i nick riconoscibili, che &quot;tornano&quot; spesso e che magari hanno anche un loro blog non li sento anonimi o nascosti, perché alla fine identifico la persona con quel nome. Ci sono poi gli anonimi e basta, senza nick e senza niente con cui identificarli, e quelli mi fanno venire in mente gli automobilisti che suonano il clacson o mandano insulti a tutti quasi senza motivo, anche se magari di persona sono gentilissimi.
Simone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anonimi e anonimi: i nick riconoscibili, che &#8220;tornano&#8221; spesso e che magari hanno anche un loro blog non li sento anonimi o nascosti, perché alla fine identifico la persona con quel nome. Ci sono poi gli anonimi e basta, senza nick e senza niente con cui identificarli, e quelli mi fanno venire in mente gli automobilisti che suonano il clacson o mandano insulti a tutti quasi senza motivo, anche se magari di persona sono gentilissimi.<br />
Simone</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
