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	Commenti a: DELICATESSEN PER LETTORI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 10:49:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ok incrociamo le dita, comunque peccato che, come al solito, i programmi televisivi interessanti vengano messi in onda nelle fasce orarie più bizzarre...
P.S.
mi sono persa una parola per strada nel precedente commento: destra (mano destra)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok incrociamo le dita, comunque peccato che, come al solito, i programmi televisivi interessanti vengano messi in onda nelle fasce orarie più bizzarre&#8230;<br />
P.S.<br />
mi sono persa una parola per strada nel precedente commento: destra (mano destra)</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 10:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma grazie Anna Luisa!!!! No, non è per niente facile, ma quanto mai divertente. Incrociamo, incrociamo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma grazie Anna Luisa!!!! No, non è per niente facile, ma quanto mai divertente. Incrociamo, incrociamo&#8230;</p>
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		Di: Anna Luisa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 08:23:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Domenica mattina ore 9, tazzina di caffè nella mano e telecomando nell&#039;altra:mi sembra che tra pulcini, arance e parrucche di maccheroni (geniale!) il *Gran Concerto* sia ben decollato. Mica facile gestire una trasmissione così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica mattina ore 9, tazzina di caffè nella mano e telecomando nell&#8217;altra:mi sembra che tra pulcini, arance e parrucche di maccheroni (geniale!) il *Gran Concerto* sia ben decollato. Mica facile gestire una trasmissione così.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/delicatessen-per-lettori/comment-page-1/#comment-96864</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 08:08:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sergio caro, ammetto che tre citazioni per un&#039;unica conversazione possano infastidire: che posso farci se da quella chiacchierata sono venute fuori riflessioni che condivido in pieno e mi hanno colpita?
Ps. No Google?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio caro, ammetto che tre citazioni per un&#8217;unica conversazione possano infastidire: che posso farci se da quella chiacchierata sono venute fuori riflessioni che condivido in pieno e mi hanno colpita?<br />
Ps. No Google?</p>
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		Di: sergio garufi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 06:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[una curiosità a margine: chi cazzo è &#039;sto francesco dimitri col quale parli sempre?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>una curiosità a margine: chi cazzo è &#8216;sto francesco dimitri col quale parli sempre?</p>
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		Di: enrico gregori		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/delicatessen-per-lettori/comment-page-1/#comment-96862</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico gregori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 17:04:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[All&#039;esimio dottor Federico Motta, presidente dell&#039;Associazione Italiana Editori, bisognerebbe far presente che il termine &quot;scannerizzare&quot; non compare per ora in alcun dizionario. La parola prevista dalla lingua italiana è &quot;scansionare&quot;.
Esiste, semmai, &quot;scannare&quot;, ma si tratta d&#039;altro e la correlazione con certi editori italiani viene fin troppo automatica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;esimio dottor Federico Motta, presidente dell&#8217;Associazione Italiana Editori, bisognerebbe far presente che il termine &#8220;scannerizzare&#8221; non compare per ora in alcun dizionario. La parola prevista dalla lingua italiana è &#8220;scansionare&#8221;.<br />
Esiste, semmai, &#8220;scannare&#8221;, ma si tratta d&#8217;altro e la correlazione con certi editori italiani viene fin troppo automatica.</p>
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		Di: Guglielmo Pispisa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Pispisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 15:52:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi permetto di interrompere l&#039;interessante dibattito sulla Gamberetta per tornare due minuti sul copyleft e ciò che ne consegue. Il festival di Arezzo è una manifestazione importante perché, per quanto mi risulti, in Italia è l&#039;unico luogo di confronto dove si cerca di comprendere, attraverso discussioni aperte anche ad autori che non praticano il copyleft (come De Cataldo), quale sia la portata del cambiamento (irreversibile) nella gestione e fruizione del diritto d&#039;autore. Un luogo dove si cerca di capire prima ancora che di convincere o di difendere il proprio interesse personale. All&#039;opposto insomma di quel che fa il mittente della lettera citata da Loredana, che si erge a difensore della legalità sol perché, a me sembra, da presidente dell&#039;associazione editori, gli pare che questa legalità difenda i suoi interessi.
Chiudo con un piccolo aneddoto. Qualche mese fa a Negrar siamo stati invitati (parlo da Kai Zen) a una rappresentazione teatrale tratta dal nostro libro messa in scena dai benemeriti della Compagnia Fantasma. Il tutto organizzato dal comune. Alla fine dello spettacolo si presentano due funzionari SIAE che chiedono come mai non sono stati avvisati ecc. Viene loro spiegato che lo spettacolo era gratuito e tratto da un libro concesso in licenza creative commons, dunque liberamente fruibile. Viene anche mostrata loro la licenza sul colophon del libro.
Risultato? La SIAE ha multato il comune. Multa di duecento euro, mi pare, che noi Kai Zen stiamo ovviamente adoperandoci per far annullare. Dunque la SIAE ha deliberatamente multato un soggetto che rappresentava un&#039;opera che sia l&#039;autore che l&#039;editore avevano espressamente concesso liberamente.
La mia domanda è: gli interessi di CHI ha voluto tutelare la SIAE con quella multa? Non quelli miei di autore, non quelli di Mondadori quale editore, visto che entrambi avevamo acconsentito al libero utilizzo dell&#039;opera. E allora? Forse ha voluto tutelare gli interessi suoi, gli interessi di un apparato che scricchiola per la vetustà del modo di intendere il proprio stesso ruolo?
Ma allora perché lo chiamano ancora diritto d&#039;autore? Visto che a quanto pare non sono io, autore, e nemmeno l&#039;editore a disporne, che lo chiamino diritto siae e basta. Facciano una legge che dichiari che tutte le opere di ingegno appartengono alla siae e buonanotte.
Ma se non vogliamo che si faccia questa minchiata (chiedo scusa ma quanno ce vo&#039;...) allora sarà il caso di capire che in questo mondo con queste tecnologie, intendere il diritto d&#039;autore come lo si faceva cinquant&#039;anni fa è solo ridicolo, patetico e dannoso. Il festival del copyleft è un buon posto dal quale partire per cominciare a capirci qualcosa insieme, perché tutto, anche le mie opinioni, è perfettibile, ma se uno si rifiuta di constatare che il mondo cambia...
Grazie, scusate l&#039;interruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di interrompere l&#8217;interessante dibattito sulla Gamberetta per tornare due minuti sul copyleft e ciò che ne consegue. Il festival di Arezzo è una manifestazione importante perché, per quanto mi risulti, in Italia è l&#8217;unico luogo di confronto dove si cerca di comprendere, attraverso discussioni aperte anche ad autori che non praticano il copyleft (come De Cataldo), quale sia la portata del cambiamento (irreversibile) nella gestione e fruizione del diritto d&#8217;autore. Un luogo dove si cerca di capire prima ancora che di convincere o di difendere il proprio interesse personale. All&#8217;opposto insomma di quel che fa il mittente della lettera citata da Loredana, che si erge a difensore della legalità sol perché, a me sembra, da presidente dell&#8217;associazione editori, gli pare che questa legalità difenda i suoi interessi.<br />
Chiudo con un piccolo aneddoto. Qualche mese fa a Negrar siamo stati invitati (parlo da Kai Zen) a una rappresentazione teatrale tratta dal nostro libro messa in scena dai benemeriti della Compagnia Fantasma. Il tutto organizzato dal comune. Alla fine dello spettacolo si presentano due funzionari SIAE che chiedono come mai non sono stati avvisati ecc. Viene loro spiegato che lo spettacolo era gratuito e tratto da un libro concesso in licenza creative commons, dunque liberamente fruibile. Viene anche mostrata loro la licenza sul colophon del libro.<br />
Risultato? La SIAE ha multato il comune. Multa di duecento euro, mi pare, che noi Kai Zen stiamo ovviamente adoperandoci per far annullare. Dunque la SIAE ha deliberatamente multato un soggetto che rappresentava un&#8217;opera che sia l&#8217;autore che l&#8217;editore avevano espressamente concesso liberamente.<br />
La mia domanda è: gli interessi di CHI ha voluto tutelare la SIAE con quella multa? Non quelli miei di autore, non quelli di Mondadori quale editore, visto che entrambi avevamo acconsentito al libero utilizzo dell&#8217;opera. E allora? Forse ha voluto tutelare gli interessi suoi, gli interessi di un apparato che scricchiola per la vetustà del modo di intendere il proprio stesso ruolo?<br />
Ma allora perché lo chiamano ancora diritto d&#8217;autore? Visto che a quanto pare non sono io, autore, e nemmeno l&#8217;editore a disporne, che lo chiamino diritto siae e basta. Facciano una legge che dichiari che tutte le opere di ingegno appartengono alla siae e buonanotte.<br />
Ma se non vogliamo che si faccia questa minchiata (chiedo scusa ma quanno ce vo&#8217;&#8230;) allora sarà il caso di capire che in questo mondo con queste tecnologie, intendere il diritto d&#8217;autore come lo si faceva cinquant&#8217;anni fa è solo ridicolo, patetico e dannoso. Il festival del copyleft è un buon posto dal quale partire per cominciare a capirci qualcosa insieme, perché tutto, anche le mie opinioni, è perfettibile, ma se uno si rifiuta di constatare che il mondo cambia&#8230;<br />
Grazie, scusate l&#8217;interruzione.</p>
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		<title>
		Di: arvicola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arvicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 15:01:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a proposito delle osservazioni di michele:
è vero che talvolta può essere del tutto irrilevante, ai fini dell&#039;efficacia della narrazione, che l&#039;autore ci descriva o meno la tipologia delle pietre incastonate nelle mura della stanza x, eccetera; MA SE DECIDE DI FARLO NON DEVE FARLO ALLA CAZZO. La sciatteria dovuta a pigrizia non è giustificabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a proposito delle osservazioni di michele:<br />
è vero che talvolta può essere del tutto irrilevante, ai fini dell&#8217;efficacia della narrazione, che l&#8217;autore ci descriva o meno la tipologia delle pietre incastonate nelle mura della stanza x, eccetera; MA SE DECIDE DI FARLO NON DEVE FARLO ALLA CAZZO. La sciatteria dovuta a pigrizia non è giustificabile.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/delicatessen-per-lettori/comment-page-1/#comment-96859</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 17:39:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[p.s. correggete con F7 i vari errori ortografici da soli!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. correggete con F7 i vari errori ortografici da soli!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/delicatessen-per-lettori/comment-page-1/#comment-96858</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 17:36:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io conosco solo gli editor televisivi e sono tutti tristi.
Credo che un lavoro di revisione sulla bozza di un romanzo farebbe bene a chiunque, qualunque autore, soprattutto fantasy. Certo ci sono vari livelli di &quot;editing&quot; di un testo. Dalla correzione ortografica a veri e propri rimaneggiamenti testuali e di senso.
Io devo dire che per quanto molto esasperante il lavoro di Gamberetta può risultare molto utile. Da diversi mesi la seguo nel blog, non sempre riesco a finire i pamphlet, ma poiché mi sto accingendo a scribacchiare pure io m&#039;ha fatto piacere qualcuno ancora apprezzi la documentazione &quot;prima della storia&quot;.
Scritto questo, vorrei ricordare della &quot;willing suspension of disbelief&quot; che è assolutamente necessaria per il fantasy. Anche nei giochi di ruolo, dove la regolamentazione è diventata maniacale, capita per riuscire a raggiungere momenti epici di dover allentare la corda. Altrimenti diventano gli scacchi. Ed è un altro, bellissimo, ma un altro gioco. Con il metro di paragone spietato che usa Gamberetta Tolkien stesso potrebbe vacillare (pure Omero sonnecchiava, diciamolo). Mentre il 99,9% dei lettori non si rende conto di niente. Il fascino della storia è talmente potente che ti SEMBRA tutto perfetto.
Come proposta di lavoro accorperei quindi i pregevoli sforzi di Gamberetta con un altro editor che fa da interfaccia con l&#039;autore e abbia una griglia di giudizio più &quot;comune&quot;.
Sarebbe poi bello parlare del fantasy, che appunto in rete sta popolando. Ma come nota la Catonessa, effettivamente troppa gente si crede che mettendo due orecchie a punta e giustificando ogni cosa con la magia si faccia il fantasy.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io conosco solo gli editor televisivi e sono tutti tristi.<br />
Credo che un lavoro di revisione sulla bozza di un romanzo farebbe bene a chiunque, qualunque autore, soprattutto fantasy. Certo ci sono vari livelli di &#8220;editing&#8221; di un testo. Dalla correzione ortografica a veri e propri rimaneggiamenti testuali e di senso.<br />
Io devo dire che per quanto molto esasperante il lavoro di Gamberetta può risultare molto utile. Da diversi mesi la seguo nel blog, non sempre riesco a finire i pamphlet, ma poiché mi sto accingendo a scribacchiare pure io m&#8217;ha fatto piacere qualcuno ancora apprezzi la documentazione &#8220;prima della storia&#8221;.<br />
Scritto questo, vorrei ricordare della &#8220;willing suspension of disbelief&#8221; che è assolutamente necessaria per il fantasy. Anche nei giochi di ruolo, dove la regolamentazione è diventata maniacale, capita per riuscire a raggiungere momenti epici di dover allentare la corda. Altrimenti diventano gli scacchi. Ed è un altro, bellissimo, ma un altro gioco. Con il metro di paragone spietato che usa Gamberetta Tolkien stesso potrebbe vacillare (pure Omero sonnecchiava, diciamolo). Mentre il 99,9% dei lettori non si rende conto di niente. Il fascino della storia è talmente potente che ti SEMBRA tutto perfetto.<br />
Come proposta di lavoro accorperei quindi i pregevoli sforzi di Gamberetta con un altro editor che fa da interfaccia con l&#8217;autore e abbia una griglia di giudizio più &#8220;comune&#8221;.<br />
Sarebbe poi bello parlare del fantasy, che appunto in rete sta popolando. Ma come nota la Catonessa, effettivamente troppa gente si crede che mettendo due orecchie a punta e giustificando ogni cosa con la magia si faccia il fantasy.</p>
]]></content:encoded>
		
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