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	Commenti a: DETTA IN MODO SEMPLICE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Jul 2014 08:24:47 +0000</lastBuildDate>
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		Di: francesca violi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2014 08:24:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io invece la lettura da filtro la faccio principalmente consultando scaffali e valutazioni (non tanto le stellette, quanto i solitamente ben articolati e argomentati commenti) dei miei vicini di anobii, cioè altri lettori che ho selezionato nel tempo e di cui apprezzo sensibilità e gusti. Lo trovo un metodo poco dispersivo, e le delusioni sono rarissime. Mi resta così molto tempo per la lettura &quot;vera&quot;, che per me rimane (che sia ereader o da libro ac quistato o preso in biblioteca) quella in cui ti immergi fino a dimenticarti di quel che c&#039;è intorno a te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece la lettura da filtro la faccio principalmente consultando scaffali e valutazioni (non tanto le stellette, quanto i solitamente ben articolati e argomentati commenti) dei miei vicini di anobii, cioè altri lettori che ho selezionato nel tempo e di cui apprezzo sensibilità e gusti. Lo trovo un metodo poco dispersivo, e le delusioni sono rarissime. Mi resta così molto tempo per la lettura &#8220;vera&#8221;, che per me rimane (che sia ereader o da libro ac quistato o preso in biblioteca) quella in cui ti immergi fino a dimenticarti di quel che c&#8217;è intorno a te.</p>
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		Di: broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137224</link>

		<dc:creator><![CDATA[broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 18:18:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Effettivamente, parlare come ho fatto di “lettura frammentata” puo’ essere fuorviante. Uno pensa d’ istinto ad un mero saltabeccare che non lascia traccia. Ed allora ha ragione Andrea a rimpiangere il buon vecchio Tomo e quelle immersioni prolungate che oggi sentiamo come formative.
Ma vediamola in un altro modo. Chi legge dedica una parte del suo tempo a decidere cosa leggere e una parte a sprofondarsi nella lettura prescelta. Sono due fasi distinte, entrambe importanti e guai se la seconda si estinguesse. Ma anche la prima, per quanto frammentata possa essere, è importante e viene condotta per lo più… leggendo. E’ così che ci si informa, è così che si conosce per poi deliberare dove sprofondarsi.
Distinguerei allora tra “lettura di filtro” e “lettura di consumo”. Ebbene, 20 anni fa destinavo il 15% della mia vita di lettore al filtro e l’ 85% al consumo. Oggi, nell’ era dell’ abbondanza, sono a 50/50. Non saprei dire se la mia vita di lettore sia o meno migliorata, io penso tutto sommato di sì (come claudia). E’ vero, le sedute di lettura vera e propria si sono ristrette, d’ altro canto leggo in modo più mirato: stili e contenuti sono quasi sempre quelli che desidero approcciare. Prima, spesso, dovevo adattarmi a quel che passava il convento.
Certo, leggere l’ unico libro disponibile puo’ essere, in un certo senso, rassicurante. Sapere che - anche grazie alla penuria - nulla sfugge al nostro vaglio, abbassa il costo opportunità. Ma anche essere protagonisti di una ricerca originale puo’ avere i suoi lati positivi. Prima, al più, di originale potevamo avere una certa interpretazione del libro, ora anche il percorso che ci ha condotto a quel libro.
In fondo, quando nell’ altro post si diceva che “… dobbiamo imparare a essere lettori… digitali migliori&quot;, personalmente lo intendo in questo modo: dobbiamo imparare a scindere le due letture per sopravvivere nell’ era dell’ abbondanza. E dobbiamo raffinare soprattutto la “lettura di filtro”, una realtà nuova per noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Effettivamente, parlare come ho fatto di “lettura frammentata” puo’ essere fuorviante. Uno pensa d’ istinto ad un mero saltabeccare che non lascia traccia. Ed allora ha ragione Andrea a rimpiangere il buon vecchio Tomo e quelle immersioni prolungate che oggi sentiamo come formative.<br />
Ma vediamola in un altro modo. Chi legge dedica una parte del suo tempo a decidere cosa leggere e una parte a sprofondarsi nella lettura prescelta. Sono due fasi distinte, entrambe importanti e guai se la seconda si estinguesse. Ma anche la prima, per quanto frammentata possa essere, è importante e viene condotta per lo più… leggendo. E’ così che ci si informa, è così che si conosce per poi deliberare dove sprofondarsi.<br />
Distinguerei allora tra “lettura di filtro” e “lettura di consumo”. Ebbene, 20 anni fa destinavo il 15% della mia vita di lettore al filtro e l’ 85% al consumo. Oggi, nell’ era dell’ abbondanza, sono a 50/50. Non saprei dire se la mia vita di lettore sia o meno migliorata, io penso tutto sommato di sì (come claudia). E’ vero, le sedute di lettura vera e propria si sono ristrette, d’ altro canto leggo in modo più mirato: stili e contenuti sono quasi sempre quelli che desidero approcciare. Prima, spesso, dovevo adattarmi a quel che passava il convento.<br />
Certo, leggere l’ unico libro disponibile puo’ essere, in un certo senso, rassicurante. Sapere che &#8211; anche grazie alla penuria &#8211; nulla sfugge al nostro vaglio, abbassa il costo opportunità. Ma anche essere protagonisti di una ricerca originale puo’ avere i suoi lati positivi. Prima, al più, di originale potevamo avere una certa interpretazione del libro, ora anche il percorso che ci ha condotto a quel libro.<br />
In fondo, quando nell’ altro post si diceva che “… dobbiamo imparare a essere lettori… digitali migliori&#8221;, personalmente lo intendo in questo modo: dobbiamo imparare a scindere le due letture per sopravvivere nell’ era dell’ abbondanza. E dobbiamo raffinare soprattutto la “lettura di filtro”, una realtà nuova per noi.</p>
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		Di: Andrea F		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137223</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea F]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 15:45:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarò vecchio coi miei 40, ma per me l&#039;esperienza immersiva di un bel Tomo da 2000 pagine, uno di quelli che ti costringe (costringe?) a sessioni di 2-3 ore, è ancora fondamentale. Irrinunciabile.
Prendere un Tomo tra le mani è, per me, la migliore vacanza possibile. Poi, sì, quando poso l&#039;e-reader e prendo in mano il tablet, adotto anch&#039;io una modalità di lettura frammentaria e transmediale.
Ma il Tomo risponde a esigenze diverse.
E l&#039;idea che la forma del Tomo stia passando mi inquieta. Su Project Gutemberg ci sono probabilmente più Tomi di quanti sarei in grado di leggere, ma. Che pensiero decadente. Il mondo finisce ma chìssene: ho la biblioteca piena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarò vecchio coi miei 40, ma per me l&#8217;esperienza immersiva di un bel Tomo da 2000 pagine, uno di quelli che ti costringe (costringe?) a sessioni di 2-3 ore, è ancora fondamentale. Irrinunciabile.<br />
Prendere un Tomo tra le mani è, per me, la migliore vacanza possibile. Poi, sì, quando poso l&#8217;e-reader e prendo in mano il tablet, adotto anch&#8217;io una modalità di lettura frammentaria e transmediale.<br />
Ma il Tomo risponde a esigenze diverse.<br />
E l&#8217;idea che la forma del Tomo stia passando mi inquieta. Su Project Gutemberg ci sono probabilmente più Tomi di quanti sarei in grado di leggere, ma. Che pensiero decadente. Il mondo finisce ma chìssene: ho la biblioteca piena.</p>
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		Di: broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137222</link>

		<dc:creator><![CDATA[broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 13:44:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ritrovo nel resoconto di claudia (22.7 10.36). Il mio percorso di lettore è ben descritto nel suo resoconto, del quale sottoscrivo ogni parola. Con un’ aggiunta, ovvero un mutamento nelle preferenze personali. Noto infatti una decisa transizione dalla letteratura alla saggistica. Chissà che anche questa variante non sia imputabile alla quella strumentazione tecnologica che tanto ha contribuito a frammentare la lettura. In fondo è la stessa strumentazione che agevola il contatto e la discussione con terzi, magari terzi sconosciuti: ed è molto più facile dilungarsi a discutere la tesi contenuta in un saggio che non l’ evocazione esalata da un verso.
Speriamo solo che questo mutamento nella mia “domanda” di lettore non sia condiviso dalla maggioranza, così da riorientare l’ offerta. Non sia mai. Molti scrittori, già oggi, non vedono l’ ora di riconvertirsi degradando le loro qualità per farsi “decifratori del reale”. Scrivono romanzi sognando di scrivere saggi. Li vedo  ansiosi di rimpiazzare le affidabili quanto noiose metodologie quantitative con qualcosa che sia alla loro portata, qualcosa di “romanzesco”. Magari qualche bolsa allegoria con cui appesantire i loro testi. Temo il rischio si affievolisca quell’ intimità di relazione con le cose descritte che, se da un lato rappresenta un’ epistemologia decisamente scadente, dall’ altro è essenziale per avere un prodotto artistico. Già oggi, troppo spesso, l’ artista intervistato intona il suo “resistere, resistere, resistere!” fuori luogo. Questo uomo di mondo, una volta sul proscenio, resiste a tutto, anche a parlare del suo libro. A tutto, tranne che ad esecrare un qualche disegno di legge in itinere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ritrovo nel resoconto di claudia (22.7 10.36). Il mio percorso di lettore è ben descritto nel suo resoconto, del quale sottoscrivo ogni parola. Con un’ aggiunta, ovvero un mutamento nelle preferenze personali. Noto infatti una decisa transizione dalla letteratura alla saggistica. Chissà che anche questa variante non sia imputabile alla quella strumentazione tecnologica che tanto ha contribuito a frammentare la lettura. In fondo è la stessa strumentazione che agevola il contatto e la discussione con terzi, magari terzi sconosciuti: ed è molto più facile dilungarsi a discutere la tesi contenuta in un saggio che non l’ evocazione esalata da un verso.<br />
Speriamo solo che questo mutamento nella mia “domanda” di lettore non sia condiviso dalla maggioranza, così da riorientare l’ offerta. Non sia mai. Molti scrittori, già oggi, non vedono l’ ora di riconvertirsi degradando le loro qualità per farsi “decifratori del reale”. Scrivono romanzi sognando di scrivere saggi. Li vedo  ansiosi di rimpiazzare le affidabili quanto noiose metodologie quantitative con qualcosa che sia alla loro portata, qualcosa di “romanzesco”. Magari qualche bolsa allegoria con cui appesantire i loro testi. Temo il rischio si affievolisca quell’ intimità di relazione con le cose descritte che, se da un lato rappresenta un’ epistemologia decisamente scadente, dall’ altro è essenziale per avere un prodotto artistico. Già oggi, troppo spesso, l’ artista intervistato intona il suo “resistere, resistere, resistere!” fuori luogo. Questo uomo di mondo, una volta sul proscenio, resiste a tutto, anche a parlare del suo libro. A tutto, tranne che ad esecrare un qualche disegno di legge in itinere.</p>
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		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137221</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 13:56:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema è che oggi non ci sono solo dieci, cento narratori. Ce ne sono migliaia ognuno con il suo bel diritto di scrivere e farsi pubblicare. Nel campo giallistico, che conosco meglio, pochi vivono o sopravvivono con il loro lavoro. Io un nuovo modo per &quot;veicolare storie&quot; e camparci non lo vedo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è che oggi non ci sono solo dieci, cento narratori. Ce ne sono migliaia ognuno con il suo bel diritto di scrivere e farsi pubblicare. Nel campo giallistico, che conosco meglio, pochi vivono o sopravvivono con il loro lavoro. Io un nuovo modo per &#8220;veicolare storie&#8221; e camparci non lo vedo.</p>
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		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137220</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 21:28:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma, scusa, Loredana dove sta il problema? Io ho scritto centinaia di articoli sugli scacchi. Poi mi è venuto il ghiribizzo di buttarci giù un libro e mi è andata bene con la Mursia che mi ha dato l&#039;opportunità di scriverne altri. Se fosse stato respinto mi sarebbe certo dispiaciuto ma avrei continuato a scrivere articoli o a fare altro. Voglio dire non si vive soltanto per pubblicare. Se va bene va bene, se va male pazienza. O no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma, scusa, Loredana dove sta il problema? Io ho scritto centinaia di articoli sugli scacchi. Poi mi è venuto il ghiribizzo di buttarci giù un libro e mi è andata bene con la Mursia che mi ha dato l&#8217;opportunità di scriverne altri. Se fosse stato respinto mi sarebbe certo dispiaciuto ma avrei continuato a scrivere articoli o a fare altro. Voglio dire non si vive soltanto per pubblicare. Se va bene va bene, se va male pazienza. O no?</p>
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		<title>
		Di: Marco F		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137219</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco F]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 13:06:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I modelli economici che si sono affermati sul web sono in effetti a beneficio di pochissimi (cioè i &quot;distributori&quot; come Google, Amazon, Apple...  come del resto Booking, Tripadvisor in altri ambiti) e a svantaggio dei creatori di contenuti.
Secondo me ha ha sempre più senso parlare di micropagamenti, o in direzione apparentemente opposta di abbonamenti, perché se il modello dev&#039;essere l&#039;advertising si sa che gli articoli sui gattini o le solite bufale che girano su facebook tirano molto più clic di un bel racconto, il problema è che in Italia non sono pochi quelli che hanno paura di usare una prepagata per fare acquisti online...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I modelli economici che si sono affermati sul web sono in effetti a beneficio di pochissimi (cioè i &#8220;distributori&#8221; come Google, Amazon, Apple&#8230;  come del resto Booking, Tripadvisor in altri ambiti) e a svantaggio dei creatori di contenuti.<br />
Secondo me ha ha sempre più senso parlare di micropagamenti, o in direzione apparentemente opposta di abbonamenti, perché se il modello dev&#8217;essere l&#8217;advertising si sa che gli articoli sui gattini o le solite bufale che girano su facebook tirano molto più clic di un bel racconto, il problema è che in Italia non sono pochi quelli che hanno paura di usare una prepagata per fare acquisti online&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gattorosso		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137218</link>

		<dc:creator><![CDATA[gattorosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 12:51:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo l&#039;autorevole parere del Grande Timoniere, il colore conta, eccome! :D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;autorevole parere del Grande Timoniere, il colore conta, eccome! 😀</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137217</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 12:45:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gattorosso, non gatto grigio, scusa :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gattorosso, non gatto grigio, scusa 🙂</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/detta-in-modo-semplice/comment-page-1/#comment-137216</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 12:44:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@gattogrigio, dici bene, ha deluso le aspettative, ma questo succede con una certa sistematicità in tutti i campi: laddove ci sono aspettative e non sperimentazione, ci sarà delusione. Rispetto alla democratizzazione - anche se questo personalmente è un termine che mi spalanca un ampio spettro di perplessità, su non ha senso dilungarsi ora - le aspettative che sono rimaste disattese hanno lasciato spazio ad altro, forse meno &quot;democratico&quot; ma non per questo meno interessante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@gattogrigio, dici bene, ha deluso le aspettative, ma questo succede con una certa sistematicità in tutti i campi: laddove ci sono aspettative e non sperimentazione, ci sarà delusione. Rispetto alla democratizzazione &#8211; anche se questo personalmente è un termine che mi spalanca un ampio spettro di perplessità, su non ha senso dilungarsi ora &#8211; le aspettative che sono rimaste disattese hanno lasciato spazio ad altro, forse meno &#8220;democratico&#8221; ma non per questo meno interessante.</p>
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