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	Commenti a: DI FESTIVAL E DI ALTRO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2006 08:17:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Suppongo che sia un problema tecnico: comunque, senza voler essere scortese, ammetterai che se il commento scomparso era questo, non aggiungeva molto alla discussione :)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suppongo che sia un problema tecnico: comunque, senza voler essere scortese, ammetterai che se il commento scomparso era questo, non aggiungeva molto alla discussione 🙂</p>
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		Di: Bettizia Dario		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bettizia Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2006 08:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si tratta di un problema tecnico o i commenti appaiono e scompaiono?
Non ho mai letto un noir né credo di esser interessato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di un problema tecnico o i commenti appaiono e scompaiono?<br />
Non ho mai letto un noir né credo di esser interessato.</p>
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		Di: marco v		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86890</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 19:03:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Nicolò La Rocca
... appunto. Il fatto che certi boss abbiano la laurea (beh, per quel poco che significa) non dimostra che abbiamo a che fare con un fenomeno radicato quanto solo una cultura può e sa essere..?.. e allora, dico, non è proprio la Storia che ci insegna come i tentivi di &quot;frattura&quot; - termine terrificante - sono sempre stati inutili e/o comunque destinati a correggere il male con un danno di egual misura? Posso far sparire un ladro di polli: ma posso far sparire, è solo un esempio paradigmatico, 5 milioni di ladri di polli che ammazzano da 50 anni 1000 polli al giorno dei quali 750 nutrono anche me?
Così, forse, a nessuno nel mondo dei volenterosi combattenti dei ladri di polli verrebbe in mente di scatenare una guerra contro i suddetti ladri senza guardare in faccia nessuno. E la loro unica speranza sarebbe quella, nel corso dei decenni, di spostare l&#039;approvazione dei figli e dei nipoti dei ladri in un alveo di legalità.
Penso che la situazione sia talmente drammatica - proprio perché così radicata da rappresentare ormai una vera e propria cultura, per quanto aberrante la vogliamo considerare - che ho raggiunto l&#039;assoluta convinzione che chiunque e qualunqua cosa sarà a sconfiggerla in futuro... non avrà sparato un solo colpo.
Ma chissà se sono riuscito a spiegarmi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Nicolò La Rocca<br />
&#8230; appunto. Il fatto che certi boss abbiano la laurea (beh, per quel poco che significa) non dimostra che abbiamo a che fare con un fenomeno radicato quanto solo una cultura può e sa essere..?.. e allora, dico, non è proprio la Storia che ci insegna come i tentivi di &#8220;frattura&#8221; &#8211; termine terrificante &#8211; sono sempre stati inutili e/o comunque destinati a correggere il male con un danno di egual misura? Posso far sparire un ladro di polli: ma posso far sparire, è solo un esempio paradigmatico, 5 milioni di ladri di polli che ammazzano da 50 anni 1000 polli al giorno dei quali 750 nutrono anche me?<br />
Così, forse, a nessuno nel mondo dei volenterosi combattenti dei ladri di polli verrebbe in mente di scatenare una guerra contro i suddetti ladri senza guardare in faccia nessuno. E la loro unica speranza sarebbe quella, nel corso dei decenni, di spostare l&#8217;approvazione dei figli e dei nipoti dei ladri in un alveo di legalità.<br />
Penso che la situazione sia talmente drammatica &#8211; proprio perché così radicata da rappresentare ormai una vera e propria cultura, per quanto aberrante la vogliamo considerare &#8211; che ho raggiunto l&#8217;assoluta convinzione che chiunque e qualunqua cosa sarà a sconfiggerla in futuro&#8230; non avrà sparato un solo colpo.<br />
Ma chissà se sono riuscito a spiegarmi&#8230;</p>
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		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86889</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 16:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Marco V. Guarda, credo nell&#039;istruzione, tra l&#039;altro sono un insegnante. Però ti ricordo che un boss che ho conosciuto era laureato in filosofia con il massimo dei voti ed era il preside di un liceo classico. Un altro mafioso che ho conosciuto era un medico. E la manovalanza quasi sempre ha un diploma. Almeno in Sicilia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco V. Guarda, credo nell&#8217;istruzione, tra l&#8217;altro sono un insegnante. Però ti ricordo che un boss che ho conosciuto era laureato in filosofia con il massimo dei voti ed era il preside di un liceo classico. Un altro mafioso che ho conosciuto era un medico. E la manovalanza quasi sempre ha un diploma. Almeno in Sicilia.</p>
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		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86888</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 16:15:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Marco V. Eventi che hanno creato fratture? La scoperta dell&#039;america. La rivoluzione francese. Il Risorgimento. La seconda guerra mondiale. L&#039;invenzione della radio. Certo, c&#039;è stato tutto un prima, un durante e un dopo che non possiamo ignorare. Mica studiamo la Storia con le categorie della scuola elementare. Ci mancherebbe. Ma è innegabile che spesso è la frattura che ci aiuta nel giro di boa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marco V. Eventi che hanno creato fratture? La scoperta dell&#8217;america. La rivoluzione francese. Il Risorgimento. La seconda guerra mondiale. L&#8217;invenzione della radio. Certo, c&#8217;è stato tutto un prima, un durante e un dopo che non possiamo ignorare. Mica studiamo la Storia con le categorie della scuola elementare. Ci mancherebbe. Ma è innegabile che spesso è la frattura che ci aiuta nel giro di boa.</p>
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		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86887</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 16:09:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando parlo di carcere non mi riferisco soltanto al luogo fisico nel quale rinchiudere i colpevoli di singoli reati, ma anche al luogo legale nel quale assassinare i paradigmi economici e sociali che hanno permesso lo sviluppo della società meridionale così com&#039;è adesso. La criminalità organizzata è stata funzionale allo sviluppo capitalistico del sud. Umberto Santino ha scritto delle pagine molto interessanti su queste cose. La violenza mafiosa ha permesso fino agli anni sessanta il controllo della forza lavoro dei contadini (cioè fino a quando la proprietà terriera è stata alla base dei processi economici), ha gestito, negli anni ottanta, i rapporti di forza nell&#039;imprenditoria edile abusiva, ha impastato un polpettone indigesto fatto di politica, impresa e sottosviluppo culturale (che non è necessariamente quello di competenza degli assistenti sociali, ma penso ai tanti laureati ignoranti, imbevuti di cultura catodica e caratterizzati dall&#039;assenza di aspirazioni e tensione civile, che poi occupano i posti di comando), ecc. ecc. Insomma, contro il Sistema ci vogliono i cataclismi. Poi, è ovvio, ognuno nel suo piccolo, dal basso, fa il suo dovere, cerca di dare il proprio contributo. Credo molto alla resistenza policentrica, diffusa sul territorio, come i partigiani. Ma bisognerebbe unire le forze e chiedere al governo un&#039;azione forte e decisa. Farla diventare una specie di metro di giudizio del suo operato. Spiegare che tutte le chiacchiere sullo sviluppo economico del sud, se non prevedono un&#039;aggressione reale alla criminalità, restano chiacchiere (accettando anche il rischio di una spettacolarizzazione della giustizia, male minore quasi inevitabile). Bisognerebbe capire che cosa si intenda per economia. Quale economia vogliamo favorire. Per fare ciò ci vogliono comunità intellettuali coese, con le idee chiare. Ma gli intellettuali messi alla prova spesso piegano le ginocchia: accettano consulenze da politici sospetti, organizzano manifestazioni facendosi sponsorizzare da amministrazioni colluse, chiedono finanziamenti a enti misteriosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parlo di carcere non mi riferisco soltanto al luogo fisico nel quale rinchiudere i colpevoli di singoli reati, ma anche al luogo legale nel quale assassinare i paradigmi economici e sociali che hanno permesso lo sviluppo della società meridionale così com&#8217;è adesso. La criminalità organizzata è stata funzionale allo sviluppo capitalistico del sud. Umberto Santino ha scritto delle pagine molto interessanti su queste cose. La violenza mafiosa ha permesso fino agli anni sessanta il controllo della forza lavoro dei contadini (cioè fino a quando la proprietà terriera è stata alla base dei processi economici), ha gestito, negli anni ottanta, i rapporti di forza nell&#8217;imprenditoria edile abusiva, ha impastato un polpettone indigesto fatto di politica, impresa e sottosviluppo culturale (che non è necessariamente quello di competenza degli assistenti sociali, ma penso ai tanti laureati ignoranti, imbevuti di cultura catodica e caratterizzati dall&#8217;assenza di aspirazioni e tensione civile, che poi occupano i posti di comando), ecc. ecc. Insomma, contro il Sistema ci vogliono i cataclismi. Poi, è ovvio, ognuno nel suo piccolo, dal basso, fa il suo dovere, cerca di dare il proprio contributo. Credo molto alla resistenza policentrica, diffusa sul territorio, come i partigiani. Ma bisognerebbe unire le forze e chiedere al governo un&#8217;azione forte e decisa. Farla diventare una specie di metro di giudizio del suo operato. Spiegare che tutte le chiacchiere sullo sviluppo economico del sud, se non prevedono un&#8217;aggressione reale alla criminalità, restano chiacchiere (accettando anche il rischio di una spettacolarizzazione della giustizia, male minore quasi inevitabile). Bisognerebbe capire che cosa si intenda per economia. Quale economia vogliamo favorire. Per fare ciò ci vogliono comunità intellettuali coese, con le idee chiare. Ma gli intellettuali messi alla prova spesso piegano le ginocchia: accettano consulenze da politici sospetti, organizzano manifestazioni facendosi sponsorizzare da amministrazioni colluse, chiedono finanziamenti a enti misteriosi.</p>
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		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86886</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 16:01:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... ma chi è questo pinocchio che vorrebbe la pioggia di sale grosso..?.. chi si crede? Dio? Non gliel&#039;ha spiegato nessuno che con quel metro di misura non resterebbe nessuno fuori di galera, e forse non resterebbe nessuno vivo? Io rimango sempre basito quando certa gente buttà lì sentenze da Popeye-Antropologo per la quale le emergenze di tipo culturale - essendo lente - non hanno nessuna possibilità di modificare la storia mentre atti di violenza pura e quasi indiscriminata (mi ricorda molto l&#039;atteggiamento dell&#039;esercito israeliano nei confronti dei palestinesti rifugiati..) garantirebbero chissà quale svolta. Basta guardarsi alle spalle per scoprire che è esattamente il contrario: non c&#039;è nessuna evoluzione umana, sociale, che non debba largamente la propria emersione a lenti processi culturali che non a eventi, picchi di intervento (militare e non). Ci sono luoghi della Terra dove ci si è combattuti, scontrati, odiati, ammazzati per 40 anni, 70 anni, 100 anni, 200 anni, 1000 anni... e non si è spostato di un capello il comportamento di un gruppo umano, di una cultura, rispetto ad un&#039;altra.
Per quanto ne so, c&#039;è soltanto una cosa che è in odio al Sistema, e che spesso ne ha rivelato un&#039;altrimenti immotivata paura: l&#039;istruzione.
Uno slogan? Istruzione, non D-istruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ma chi è questo pinocchio che vorrebbe la pioggia di sale grosso..?.. chi si crede? Dio? Non gliel&#8217;ha spiegato nessuno che con quel metro di misura non resterebbe nessuno fuori di galera, e forse non resterebbe nessuno vivo? Io rimango sempre basito quando certa gente buttà lì sentenze da Popeye-Antropologo per la quale le emergenze di tipo culturale &#8211; essendo lente &#8211; non hanno nessuna possibilità di modificare la storia mentre atti di violenza pura e quasi indiscriminata (mi ricorda molto l&#8217;atteggiamento dell&#8217;esercito israeliano nei confronti dei palestinesti rifugiati..) garantirebbero chissà quale svolta. Basta guardarsi alle spalle per scoprire che è esattamente il contrario: non c&#8217;è nessuna evoluzione umana, sociale, che non debba largamente la propria emersione a lenti processi culturali che non a eventi, picchi di intervento (militare e non). Ci sono luoghi della Terra dove ci si è combattuti, scontrati, odiati, ammazzati per 40 anni, 70 anni, 100 anni, 200 anni, 1000 anni&#8230; e non si è spostato di un capello il comportamento di un gruppo umano, di una cultura, rispetto ad un&#8217;altra.<br />
Per quanto ne so, c&#8217;è soltanto una cosa che è in odio al Sistema, e che spesso ne ha rivelato un&#8217;altrimenti immotivata paura: l&#8217;istruzione.<br />
Uno slogan? Istruzione, non D-istruzione.</p>
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		<title>
		Di: spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86885</link>

		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 13:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nicolò, non ho vissuto la criminalità strutturata della sicilia, quindi non so cosa rispondere. La parte che mi è capitato di vedere aveva molti aspetti di marginalità che in alcuni case un assistente sociale avrebbe potuto alleviare.
Purtroppo sembra che la Mafia sia strettamente incrociata con la gestione politica dell&#039;Italia oltre che con fortissime forze economiche e trovare risposta a questo dramma non sarà facile, non mi illudo che la sola galera sia sufficiente. Bisognerebbe avere il coraggio di colpire la struttura economica e l&#039;aspetto &#039;legale&#039; in cui si ricicla, ma oltre che vedere in quanti ci &#039;mangiano&#039; bisogna anche capire in cosa si differenzia dall&#039;economia in &#039;generale&#039;. Non sarà facile, ma bisogna provarci e con i mezzi più idonei.
Non dobbiamo combattere soltanto la criminalità ma il modello su cui si fonda.
quindi da qualche parte bisogna partire e se si parte da ragazzini è meglio perchè anche solo sapere che si può vivere (e bene) senza diventare mafiosi non tutti riescono a immaginarlo. Ognuno di noi può fare qualcosa (senza sostituire le forze dello stato che dovrebbero farne altre) nei modi e nei termini che può, senza fermarsi in attesa del cataclisma che &#039;se li piglia tutti&#039; (magari). Lasciami solo dire che quando penso alla sicilia e ai suoi problemi, non mi vengono in mente solo festival, ma anche Impastato che da altri anni e altre utopie aveva preso il suo coraggio e la sua determinazione pur essendo nato in una famiglia con simpatie mafiose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicolò, non ho vissuto la criminalità strutturata della sicilia, quindi non so cosa rispondere. La parte che mi è capitato di vedere aveva molti aspetti di marginalità che in alcuni case un assistente sociale avrebbe potuto alleviare.<br />
Purtroppo sembra che la Mafia sia strettamente incrociata con la gestione politica dell&#8217;Italia oltre che con fortissime forze economiche e trovare risposta a questo dramma non sarà facile, non mi illudo che la sola galera sia sufficiente. Bisognerebbe avere il coraggio di colpire la struttura economica e l&#8217;aspetto &#8216;legale&#8217; in cui si ricicla, ma oltre che vedere in quanti ci &#8216;mangiano&#8217; bisogna anche capire in cosa si differenzia dall&#8217;economia in &#8216;generale&#8217;. Non sarà facile, ma bisogna provarci e con i mezzi più idonei.<br />
Non dobbiamo combattere soltanto la criminalità ma il modello su cui si fonda.<br />
quindi da qualche parte bisogna partire e se si parte da ragazzini è meglio perchè anche solo sapere che si può vivere (e bene) senza diventare mafiosi non tutti riescono a immaginarlo. Ognuno di noi può fare qualcosa (senza sostituire le forze dello stato che dovrebbero farne altre) nei modi e nei termini che può, senza fermarsi in attesa del cataclisma che &#8216;se li piglia tutti&#8217; (magari). Lasciami solo dire che quando penso alla sicilia e ai suoi problemi, non mi vengono in mente solo festival, ma anche Impastato che da altri anni e altre utopie aveva preso il suo coraggio e la sua determinazione pur essendo nato in una famiglia con simpatie mafiose.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86884</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 11:03:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@besos. Le iniziative culturali vanno bene, gli inteventi sul sociale servono a prospettare nuove idee di se stessi. Questo è vero. Il problema è che alla maggior parte dei soggetti del Sistema, a vari livelli - quindi non solo quello della manovalanza, che è anzi marginale - non interessano le altre identità potenziali. Loro rispondono a un ethos vincente che è forte e complesso, un ethos che impone certe scelte e non altre (che vengono scartate con derisione). E&#039; ingenuo, per esempio, credere alla vulgata per la quale in Sicilia gli imprenditori, i commercianti, i liberi professionisti devono piegarsi alla mafia soltanto per paura. Lo fanno anche perché aderiscono a un modello vincente. In tutti gli snodi del potere la criminalità ti offre le chiavi per decifrare la realtà e per dominarla. L&#039;azione culturale - in senso lato, comprendendo certo anche le fiere dell&#039;impegno civile e dei maestri di strada, ma non fermandosi a queste cose - deve prospettare nuovi modelli vincenti fondati sul rispetto delle regole civili. Ora, mi rendo conto che ciò rischia di trasformarsi in chiacchiera, aria fritta, se non si danno delle coordinate precise. Pure mi rendo conto che coloro che avrebbero il compito di mettere in atto queste cose spesso sono pedine e/o soggetti del Sistema. Cosa devono fare allora gli intellettuali? Boh... Forse devono invocare un evento traumatico - l&#039;azione repressiva e organizzata di un governo legalitario, un&#039;azione massiccia della magistratura, ecc. - che implicitamente diventerà un&#039;iniziativa culturale. Dobbiamo azzerare e ricominciare. Non dobbiamo combattere soltanto la criminalità ma il modello su cui si fonda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@besos. Le iniziative culturali vanno bene, gli inteventi sul sociale servono a prospettare nuove idee di se stessi. Questo è vero. Il problema è che alla maggior parte dei soggetti del Sistema, a vari livelli &#8211; quindi non solo quello della manovalanza, che è anzi marginale &#8211; non interessano le altre identità potenziali. Loro rispondono a un ethos vincente che è forte e complesso, un ethos che impone certe scelte e non altre (che vengono scartate con derisione). E&#8217; ingenuo, per esempio, credere alla vulgata per la quale in Sicilia gli imprenditori, i commercianti, i liberi professionisti devono piegarsi alla mafia soltanto per paura. Lo fanno anche perché aderiscono a un modello vincente. In tutti gli snodi del potere la criminalità ti offre le chiavi per decifrare la realtà e per dominarla. L&#8217;azione culturale &#8211; in senso lato, comprendendo certo anche le fiere dell&#8217;impegno civile e dei maestri di strada, ma non fermandosi a queste cose &#8211; deve prospettare nuovi modelli vincenti fondati sul rispetto delle regole civili. Ora, mi rendo conto che ciò rischia di trasformarsi in chiacchiera, aria fritta, se non si danno delle coordinate precise. Pure mi rendo conto che coloro che avrebbero il compito di mettere in atto queste cose spesso sono pedine e/o soggetti del Sistema. Cosa devono fare allora gli intellettuali? Boh&#8230; Forse devono invocare un evento traumatico &#8211; l&#8217;azione repressiva e organizzata di un governo legalitario, un&#8217;azione massiccia della magistratura, ecc. &#8211; che implicitamente diventerà un&#8217;iniziativa culturale. Dobbiamo azzerare e ricominciare. Non dobbiamo combattere soltanto la criminalità ma il modello su cui si fonda.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-festival-e-di-altro/comment-page-1/#comment-86883</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 10:04:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nicolò, non ho detto il contrario, ho solo aggiunto che l&#039;attività (culturale e sociale) dal basso non è opposta a questo, non sostituisce un processo di indagine e di intervento. La sua funzione è quella di far emergere (se fatta bene e non in forma paternalistica) altre istanze e possibilità di vita. Non capisco perchè ci si ostina a vedere la cosa come se si trattasse di scegliere tra l&#039;una o l&#039;altro, non mi pare di averlo scritto (non mi pare che altri lo abbiano scritto).
besos
Non chiedo patenti a nessuno, non ho specificato le mie e non lo farò, ti dirò solo che qualche mio ex compagno di scuola sta scontando l&#039;ergastolo per un &#039;banale&#039; assassinio, altri hanno avuto i loro guai. Questo non fa di me una persona che ha le ricette per risolvere un dramma, so solo, per esperienza diretta, che farsi un&#039;idea di se stessi e di un mondo alternativo da ragazzi aiuta a non finire dentro le starde tracciate e da &#039;destino&#039;.
Nient&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicolò, non ho detto il contrario, ho solo aggiunto che l&#8217;attività (culturale e sociale) dal basso non è opposta a questo, non sostituisce un processo di indagine e di intervento. La sua funzione è quella di far emergere (se fatta bene e non in forma paternalistica) altre istanze e possibilità di vita. Non capisco perchè ci si ostina a vedere la cosa come se si trattasse di scegliere tra l&#8217;una o l&#8217;altro, non mi pare di averlo scritto (non mi pare che altri lo abbiano scritto).<br />
besos<br />
Non chiedo patenti a nessuno, non ho specificato le mie e non lo farò, ti dirò solo che qualche mio ex compagno di scuola sta scontando l&#8217;ergastolo per un &#8216;banale&#8217; assassinio, altri hanno avuto i loro guai. Questo non fa di me una persona che ha le ricette per risolvere un dramma, so solo, per esperienza diretta, che farsi un&#8217;idea di se stessi e di un mondo alternativo da ragazzi aiuta a non finire dentro le starde tracciate e da &#8216;destino&#8217;.<br />
Nient&#8217;altro.</p>
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