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	Commenti a: DI FILM E DI TACCHI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Sessismo e religione cattolica: un connubio inevitabile? &#171; D I S . A M B . I G U A N D O		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123411</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sessismo e religione cattolica: un connubio inevitabile? &#171; D I S . A M B . I G U A N D O]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:44:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] del 13 novembre 2011, il post in cui Loredana Lipperini riprende l&#8217;articolo dell&#8217;Unità Di film e di tacchi, e quello di Zauberei La questione delle donnine nude. Share this:Like this:LikeBe the first to [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] del 13 novembre 2011, il post in cui Loredana Lipperini riprende l&#8217;articolo dell&#8217;Unità Di film e di tacchi, e quello di Zauberei La questione delle donnine nude. Share this:Like this:LikeBe the first to [&#8230;] </p>
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		Di: herato		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123410</link>

		<dc:creator><![CDATA[herato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:39:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ nickdrago e hommequirit:
parlo per me, non so gli altri come la pensino, anche se credo di interpretare, nel mio pensiero, anche quello di Lorella Zanardo.
Tra le tante lotte che desideriamo combattere, la più importante non è quella che caccia berlusconi! La lotta più importante, in questo momento, è quella sulla questione femminile, sui modelli, sui frames.
Non ha senso non intervenire contro l&#039;articolo della Rigotti, accettare la photogallery di Repubblica, ignorare il manifesto del pd con la gonnellina svolazzante, non notare il ruolo ancillare dedicato alle donne da Santoro, solo perché sono nostri alleati nella lotta contro Berlusconi! La lotta che porrà un &quot;compagno sessista&quot; al potere non è la mia lotta.
Non è snobismo di sinistra. È semplicemente dare la priorità ad un altro obbiettivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ nickdrago e hommequirit:<br />
parlo per me, non so gli altri come la pensino, anche se credo di interpretare, nel mio pensiero, anche quello di Lorella Zanardo.<br />
Tra le tante lotte che desideriamo combattere, la più importante non è quella che caccia berlusconi! La lotta più importante, in questo momento, è quella sulla questione femminile, sui modelli, sui frames.<br />
Non ha senso non intervenire contro l&#8217;articolo della Rigotti, accettare la photogallery di Repubblica, ignorare il manifesto del pd con la gonnellina svolazzante, non notare il ruolo ancillare dedicato alle donne da Santoro, solo perché sono nostri alleati nella lotta contro Berlusconi! La lotta che porrà un &#8220;compagno sessista&#8221; al potere non è la mia lotta.<br />
Non è snobismo di sinistra. È semplicemente dare la priorità ad un altro obbiettivo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123409</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:10:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@maddalena Bellissimo il tuo commento! Le divise mi ricordano il film &quot;L&#039;onda&quot;, tra l&#039;altro, e ci sono molto allergica.
@Rita Charbonnier Già, la rabbia in questo momento è forse l&#039;unica cosa in crescita e che non riescono a portarci via. La connoterei positivamente come grinta, però.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@maddalena Bellissimo il tuo commento! Le divise mi ricordano il film &#8220;L&#8217;onda&#8221;, tra l&#8217;altro, e ci sono molto allergica.<br />
@Rita Charbonnier Già, la rabbia in questo momento è forse l&#8217;unica cosa in crescita e che non riescono a portarci via. La connoterei positivamente come grinta, però.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123408</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:53:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E cosa dire di &quot;Disclosures&quot;, in Italia tradotto con &quot;Rivelazioni&quot; con Demi Moore, Michael Douglas ed i ruoli nello sexual harassment invertiti?
http://www.youtube.com/watch?v=9yx8B24CSD0
per sostenere la tesi che il potere non ha sesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E cosa dire di &#8220;Disclosures&#8221;, in Italia tradotto con &#8220;Rivelazioni&#8221; con Demi Moore, Michael Douglas ed i ruoli nello sexual harassment invertiti?<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9yx8B24CSD0" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=9yx8B24CSD0</a><br />
per sostenere la tesi che il potere non ha sesso.</p>
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		Di: Rita Charbonnier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123407</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Charbonnier]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 00:46:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meraviglioso, Julia.
&quot;Mi piace la tua rabbia&quot; dice Julia a Lillian. &quot;Non fartela portare via da nessuno&quot;.
Ecco. Non facciamoci portare via la nostra rabbia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meraviglioso, Julia.<br />
&#8220;Mi piace la tua rabbia&#8221; dice Julia a Lillian. &#8220;Non fartela portare via da nessuno&#8221;.<br />
Ecco. Non facciamoci portare via la nostra rabbia.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: maddalena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123406</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 22:56:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi ho immaginato sedute a quel tavolo, dove l&#039;Unità era aperto a quella pagina, e vi ho sentito rifiutare l&#039;idea di indossare una precipua divisa per dare maggiore forza alle proprie idee. E ho pensato che, in fondo, la libertà delle donne in un mondo nuovo è proprio sotto quel tavolo, ove quattro diversi tipi di scarpe riescono a camminare per la stessa strada.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ho immaginato sedute a quel tavolo, dove l&#8217;Unità era aperto a quella pagina, e vi ho sentito rifiutare l&#8217;idea di indossare una precipua divisa per dare maggiore forza alle proprie idee. E ho pensato che, in fondo, la libertà delle donne in un mondo nuovo è proprio sotto quel tavolo, ove quattro diversi tipi di scarpe riescono a camminare per la stessa strada.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123405</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 20:05:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ot, ma non tanto. Qui da Umbria Libri...attenzione che non è solo questione di tacchi a stiletto, mocassini o rossetto. Un libro può essere molto peggio: stampe del &#039;700 mostravano le donnine poco rispettabili sempre con il segno distintivo di un libro accanto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ot, ma non tanto. Qui da Umbria Libri&#8230;attenzione che non è solo questione di tacchi a stiletto, mocassini o rossetto. Un libro può essere molto peggio: stampe del &#8216;700 mostravano le donnine poco rispettabili sempre con il segno distintivo di un libro accanto!</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123404</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:59:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perdonate se copio-incollo &lt;a href=&quot;http://www.carmillaonline.com/archives/2011/03/003834.html#003834&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;una cosa già scritta&lt;/a&gt;, ma se ogni volta che qualcuno ripete la solita stronzata sulla scuola italiana dovessi inventarmi qualcosa di nuovo avrei i calli ai polpastrelli.
«Andiamo a verificarla, questa scuola che prima del 1968 funzionava così bene. Abbiamo uno strumento che può darci qualche risposta, uno strumento imprescindibile per chi voglia occuparsi con cognizione di causa della scuola: la ricerca sulle competenze alfabetiche degli italiani che, a cavallo tra secondo e terzo millennio, ha fotografato una situazione preoccupante: circa un terzo degli italiani ha competenze alfabetiche modeste, al limite dell&#039;analfabetismo. Stiamo parlando della capacità di comprendere un articolo di giornale, di trovare l&#039;informazione nel tabellone degli orari ferroviari, di compilare un bollettino di conto corrente. Per contro, poco meno del 10% degli italiani è in possesso di un patrimonio di competenze linguistiche e di un numero di vocaboli conosciuti medio-alti. Ebbene, se prendiamo il 1968 come discrimine, scopriamo che tra gli italiani che hanno terminato gli studi prima del &#039;68 la percentuale di soggetti ai limiti dell&#039;analfabetismo, riferito alla comprensione dei testi in prosa sale al 63%, mentre quella che si colloca nelle fasce medio-alte è di appena l&#039;1.9%. La scuola pre-Sessantotto, quella tanto cara a Gelmini, a Tremonti, a Mastrocola; quella dell&#039;esame in quinta elementare, dei voti numerici, dei contenuti e della memorizzazione generava una società analfabeta. Ma a parlare della scuola, a suonarsela e a cantarsela tra loro, erano – e in buona parte sono – sempre gli stessi: quel 2% di istruiti che avevano superato una selezione neanche darwiniana, ma malthusiana». Nel dettaglio: «Rispetto alla comprensione di grafici e operazioni matematiche, le percentuali sono rispettivamente del 61% e del 52.3% nella fascia dell&#039;analfabetismo, dell&#039;1.5% e del 4.8% nella fascia di eccellenza. Al contrario, tra gli scolarizzati dopo la metà degli anni Settanta la prima fascia varia tra il 21.9-15.4% (27.2-18.2%, 23.5-19% nella lettura di grafici e operazioni matematiche), e la fascia medio-alta tra il 11.4-14.6% (8.4-9.6%, 10.9-11.4% nelle altre competenze)».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonate se copio-incollo <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2011/03/003834.html#003834" rel="nofollow ugc">una cosa già scritta</a>, ma se ogni volta che qualcuno ripete la solita stronzata sulla scuola italiana dovessi inventarmi qualcosa di nuovo avrei i calli ai polpastrelli.<br />
«Andiamo a verificarla, questa scuola che prima del 1968 funzionava così bene. Abbiamo uno strumento che può darci qualche risposta, uno strumento imprescindibile per chi voglia occuparsi con cognizione di causa della scuola: la ricerca sulle competenze alfabetiche degli italiani che, a cavallo tra secondo e terzo millennio, ha fotografato una situazione preoccupante: circa un terzo degli italiani ha competenze alfabetiche modeste, al limite dell&#8217;analfabetismo. Stiamo parlando della capacità di comprendere un articolo di giornale, di trovare l&#8217;informazione nel tabellone degli orari ferroviari, di compilare un bollettino di conto corrente. Per contro, poco meno del 10% degli italiani è in possesso di un patrimonio di competenze linguistiche e di un numero di vocaboli conosciuti medio-alti. Ebbene, se prendiamo il 1968 come discrimine, scopriamo che tra gli italiani che hanno terminato gli studi prima del &#8217;68 la percentuale di soggetti ai limiti dell&#8217;analfabetismo, riferito alla comprensione dei testi in prosa sale al 63%, mentre quella che si colloca nelle fasce medio-alte è di appena l&#8217;1.9%. La scuola pre-Sessantotto, quella tanto cara a Gelmini, a Tremonti, a Mastrocola; quella dell&#8217;esame in quinta elementare, dei voti numerici, dei contenuti e della memorizzazione generava una società analfabeta. Ma a parlare della scuola, a suonarsela e a cantarsela tra loro, erano – e in buona parte sono – sempre gli stessi: quel 2% di istruiti che avevano superato una selezione neanche darwiniana, ma malthusiana». Nel dettaglio: «Rispetto alla comprensione di grafici e operazioni matematiche, le percentuali sono rispettivamente del 61% e del 52.3% nella fascia dell&#8217;analfabetismo, dell&#8217;1.5% e del 4.8% nella fascia di eccellenza. Al contrario, tra gli scolarizzati dopo la metà degli anni Settanta la prima fascia varia tra il 21.9-15.4% (27.2-18.2%, 23.5-19% nella lettura di grafici e operazioni matematiche), e la fascia medio-alta tra il 11.4-14.6% (8.4-9.6%, 10.9-11.4% nelle altre competenze)».</p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123403</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:27:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(ero io quella)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ero io quella)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-film-e-di-tacchi/comment-page-1/#comment-123402</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:26:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@nickdrago: quando due politiche parlano si vorrebbe sapere cosa dicono e non solo come son vestite, anche se sono donne. E&#039; snob dirlo? A me sembra invece parte integrante delle &quot;lotte comuni&quot;, se ti riferisci a quelle volte migliorare la condizione femminile in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@nickdrago: quando due politiche parlano si vorrebbe sapere cosa dicono e non solo come son vestite, anche se sono donne. E&#8217; snob dirlo? A me sembra invece parte integrante delle &#8220;lotte comuni&#8221;, se ti riferisci a quelle volte migliorare la condizione femminile in Italia.</p>
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