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	Commenti a: DI LIBRI E DI LIBRAI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: michelangelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michelangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:09:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anch&#039;io non credo a questa storiella del buon libraio amico. Fate la prova, sostituite alla parola libraio del post l&#039;espressione &quot;commessa/o di negozio di abbigliamento&quot; e funziona ugualmente: nelle grandi catene hanno poca formazione, non ti sanno consigliare, sono messe/i lì un po&#039; a casaccio... Quella delle piccole realtà buone vs. le grandi cattive è nella migliore delle ipotesi un falso problema ideologico da età dell&#039;oro, nella peggiore un modo consapevole per dare il colpo di grazia a un mercato che già non sta tanto bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io non credo a questa storiella del buon libraio amico. Fate la prova, sostituite alla parola libraio del post l&#8217;espressione &#8220;commessa/o di negozio di abbigliamento&#8221; e funziona ugualmente: nelle grandi catene hanno poca formazione, non ti sanno consigliare, sono messe/i lì un po&#8217; a casaccio&#8230; Quella delle piccole realtà buone vs. le grandi cattive è nella migliore delle ipotesi un falso problema ideologico da età dell&#8217;oro, nella peggiore un modo consapevole per dare il colpo di grazia a un mercato che già non sta tanto bene.</p>
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		<title>
		Di: MariaGiovanna Luini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121539</link>

		<dc:creator><![CDATA[MariaGiovanna Luini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 09:46:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci si trova spesso a variare il punto di vista per illuminare o nascondere parti dell&#039;evoluzione. I librai che amano la scrittura, che ne fanno ragione di vita esistono. Ogni professione ha l&#039;eccellenza, la mediocrità e l&#039;impoverimento. Non di questo si parla, altrimenti la regola &quot;alcuni sono fantastici, altri non ci credono&quot; potrebbe essere applicata a qualsiasi categoria professionale. Certo, dilaga un modo differente di essere libreria. Si macinano piccole realtà intime e colte, che per anni sono state fonte di piacere intellettuale e cultura, come si macinano libri suddivisi non sul merito pseudo-oggettivo ma sull&#039;importanza della casa editrice. E sulla conseguente distribuzione. spesso capita di percepire la qualità del libraio quando si ordina un libro di piccola ma onesta casa editrice. A Milano a Mondadori Duomoho ricevuto una risposta così: &quot;ah, anche lei chiede questo autore. Ma sa che in tanti lo vogliono? No, ma non lo ordiniamo nemmeno perché la casa editrice e&#039; piccola&quot;. Quindi: mercato ne avrebbe, ma e&#039; nessuno per definizione. Altra libreria in via Farneti, medesima richiesta: &quot;si, e&#039; bravo, funziona... Ne teniamo qui qualche copia perché merita&quot;. Ecco per me la differenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si trova spesso a variare il punto di vista per illuminare o nascondere parti dell&#8217;evoluzione. I librai che amano la scrittura, che ne fanno ragione di vita esistono. Ogni professione ha l&#8217;eccellenza, la mediocrità e l&#8217;impoverimento. Non di questo si parla, altrimenti la regola &#8220;alcuni sono fantastici, altri non ci credono&#8221; potrebbe essere applicata a qualsiasi categoria professionale. Certo, dilaga un modo differente di essere libreria. Si macinano piccole realtà intime e colte, che per anni sono state fonte di piacere intellettuale e cultura, come si macinano libri suddivisi non sul merito pseudo-oggettivo ma sull&#8217;importanza della casa editrice. E sulla conseguente distribuzione. spesso capita di percepire la qualità del libraio quando si ordina un libro di piccola ma onesta casa editrice. A Milano a Mondadori Duomoho ricevuto una risposta così: &#8220;ah, anche lei chiede questo autore. Ma sa che in tanti lo vogliono? No, ma non lo ordiniamo nemmeno perché la casa editrice e&#8217; piccola&#8221;. Quindi: mercato ne avrebbe, ma e&#8217; nessuno per definizione. Altra libreria in via Farneti, medesima richiesta: &#8220;si, e&#8217; bravo, funziona&#8230; Ne teniamo qui qualche copia perché merita&#8221;. Ecco per me la differenza.</p>
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		<title>
		Di: Luca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121538</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 09:04:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono un libraio e lavoro in una libreria a Roma che e’ all’interno di un negozio che vende di tutto di piu’. Volevo portare la mia esperienza e far sapere che, nonostante tutto, nonostante le 60 novita’ giornaliere che dobbiamo esporre e far girare, trovo ancora la possibilita’ di fare bene il mio lavoro; per fortuna non solo i librai non sono tutti uguali (maleducati e perennemente indaffarati ) ma nemmeno i clienti e succede ancora di intrattenersi mezz’ora a parlare con un cliente di un romanzo e saltare di libro in libro come con un amico. Resistiamo! Possono avere il nostro lavoro ma non la nostra passione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un libraio e lavoro in una libreria a Roma che e’ all’interno di un negozio che vende di tutto di piu’. Volevo portare la mia esperienza e far sapere che, nonostante tutto, nonostante le 60 novita’ giornaliere che dobbiamo esporre e far girare, trovo ancora la possibilita’ di fare bene il mio lavoro; per fortuna non solo i librai non sono tutti uguali (maleducati e perennemente indaffarati ) ma nemmeno i clienti e succede ancora di intrattenersi mezz’ora a parlare con un cliente di un romanzo e saltare di libro in libro come con un amico. Resistiamo! Possono avere il nostro lavoro ma non la nostra passione.</p>
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		<title>
		Di: Nicoletta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121537</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 15:26:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per tornare ancora una volta all&#039;argomento del post, un tempo la formazione si faceva sul campo, tanto meglio se si entrava in libreria con un buon bagaglio culturale fosse scolastico e/o di letture proprie
con l&#039;assetto degli ultimi 20 anni non so se vale la pena formare librai se poi li butti nelle librerie di catena con spostamenti di settore continui e turni esasperanti, con programmi gestionali autoreferenziali che non ti permettono di seguire il cliente in modo adeguato per procurare anche ciò che non si ha
anche io frequentavo la Feltrinelli di Ravegnana fino a che non sono diventata libraia a mia volta e mi sono sempre trovata bene con alcuni librai classici come Pietro e Claudio, ma è vero che poi pian piano era passato il messaggio che parlare col cliente era una perdita di tempo... come era ed è bello andare in librerie con una storia come la libreria delle Moline...
va beh, forse ho fatto male a rivedere 84 Charing Cross Road...
Buona lettura a tutti
Nicoletta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per tornare ancora una volta all&#8217;argomento del post, un tempo la formazione si faceva sul campo, tanto meglio se si entrava in libreria con un buon bagaglio culturale fosse scolastico e/o di letture proprie<br />
con l&#8217;assetto degli ultimi 20 anni non so se vale la pena formare librai se poi li butti nelle librerie di catena con spostamenti di settore continui e turni esasperanti, con programmi gestionali autoreferenziali che non ti permettono di seguire il cliente in modo adeguato per procurare anche ciò che non si ha<br />
anche io frequentavo la Feltrinelli di Ravegnana fino a che non sono diventata libraia a mia volta e mi sono sempre trovata bene con alcuni librai classici come Pietro e Claudio, ma è vero che poi pian piano era passato il messaggio che parlare col cliente era una perdita di tempo&#8230; come era ed è bello andare in librerie con una storia come la libreria delle Moline&#8230;<br />
va beh, forse ho fatto male a rivedere 84 Charing Cross Road&#8230;<br />
Buona lettura a tutti<br />
Nicoletta</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121536</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 14:22:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa Paolo, ma stavolta il tuo ragionamento non mi convince. Lo Stato dovrebbe difendere sia te lettore che ami andare dal &lt;i&gt;tuo&lt;/i&gt; librario farti consigliare e discutere di letteratura, sia me che ho bisogno di King o di Virgilio e già conosco la traduzione che mi serve e mi affido alla postapay.
Lo Stato può avere certo un occhio di riguardo per le librerie indipendenti, ma perché ci devo andare di mezzo io, quando poi - e lo dicono in parecchi anche della categoria - questa legge sarà molto gattopardesca?
E&#039; come il discorso della bottega &quot;ah quando c&#039;erano gli alimentari così carini, e invece ora il freddo supermarket&quot;.
Rientrando nel tema, per come la vedo io, lo Stato ha il dovere di supportare la cultura in genere, e quindi la lettura. Ma invece di istituire corsi per librai, perché non sviluppare il sistema bibliotecario? Aumentarne i servizi, i libri, invece di togliere gli sconti? (che poi non penso che i libri venduti da Amazon siano stampati in Cina).
Il problema &quot;grandi librai vs piccoli librai&quot; credo sia apparso ben prima di Amazon e &quot;C&#039;è post@ per te&quot;. Lo Stato non ha mosso un dito in precedenza, e guarda caso lo fa proprio adesso. Io ho sempre sfruttato biblioteche, catene come il Libraccio e le bancarelle dei mercatini. Senza mai scambiare parola con nessuno, sarà per orsaggine mia, ma non la reputo una condizione sufficiente a far sopravvivere le piccole botteghe.
Se poi vogliamo parlare di quelle specializzate, dove trovo i libri che le major scartano, è un altro discorso. Lì di sconti ne ho sempre visti pochi, e pago volentieri il prezzo pieno per il semplice fatto di aver trovato il volume desiderato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Paolo, ma stavolta il tuo ragionamento non mi convince. Lo Stato dovrebbe difendere sia te lettore che ami andare dal <i>tuo</i> librario farti consigliare e discutere di letteratura, sia me che ho bisogno di King o di Virgilio e già conosco la traduzione che mi serve e mi affido alla postapay.<br />
Lo Stato può avere certo un occhio di riguardo per le librerie indipendenti, ma perché ci devo andare di mezzo io, quando poi &#8211; e lo dicono in parecchi anche della categoria &#8211; questa legge sarà molto gattopardesca?<br />
E&#8217; come il discorso della bottega &#8220;ah quando c&#8217;erano gli alimentari così carini, e invece ora il freddo supermarket&#8221;.<br />
Rientrando nel tema, per come la vedo io, lo Stato ha il dovere di supportare la cultura in genere, e quindi la lettura. Ma invece di istituire corsi per librai, perché non sviluppare il sistema bibliotecario? Aumentarne i servizi, i libri, invece di togliere gli sconti? (che poi non penso che i libri venduti da Amazon siano stampati in Cina).<br />
Il problema &#8220;grandi librai vs piccoli librai&#8221; credo sia apparso ben prima di Amazon e &#8220;C&#8217;è post@ per te&#8221;. Lo Stato non ha mosso un dito in precedenza, e guarda caso lo fa proprio adesso. Io ho sempre sfruttato biblioteche, catene come il Libraccio e le bancarelle dei mercatini. Senza mai scambiare parola con nessuno, sarà per orsaggine mia, ma non la reputo una condizione sufficiente a far sopravvivere le piccole botteghe.<br />
Se poi vogliamo parlare di quelle specializzate, dove trovo i libri che le major scartano, è un altro discorso. Lì di sconti ne ho sempre visti pochi, e pago volentieri il prezzo pieno per il semplice fatto di aver trovato il volume desiderato.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Ruud Krol		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121535</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ruud Krol]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 12:46:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No no, caro Marco, faccio proprio parte della Bologna-che-non-conta. Sugli episodi di maleducazione dei commessi Feltrinelli della gestione montroniana si potrebbero far le ore piccole scambiandosi aneddoti anche perché il fatto curioso è che, magari, appena arrivati, &#039;sti ragazzi erano pure carini e intelligenti, simpatici alle genti, poi, dopo poco tempo che stazionavano fra quelle mura, si trasformavano in casi da manuale clinico di schizofrenia. Chissà perché...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No no, caro Marco, faccio proprio parte della Bologna-che-non-conta. Sugli episodi di maleducazione dei commessi Feltrinelli della gestione montroniana si potrebbero far le ore piccole scambiandosi aneddoti anche perché il fatto curioso è che, magari, appena arrivati, &#8216;sti ragazzi erano pure carini e intelligenti, simpatici alle genti, poi, dopo poco tempo che stazionavano fra quelle mura, si trasformavano in casi da manuale clinico di schizofrenia. Chissà perché&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Van basten		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121534</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Van basten]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 10:53:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mah, sono &quot;cresciuto&quot; alla libreria Feltrinelli di Bologna gestita da Montroni (e dalla moglie). Che sia un bravo libraio-manager non si discute: la Feltrinelli di Bologna da quando lui non c&#039;è più versa in uno stato pietoso mentre la libreria Coop presso l&#039;ex cinema ambasciatori pur di dimensioni contenute è una vera libreria (i libri recensiti su tuttolibri o sul domenicale del sole il giorno dopo li trovi esposti, per dire). Sulla gentilezza ed educazione degli anni montroniani invece avrei molti dubbi: credo che spocchiosa arroganza sia la definizione migliore. Sia di Montroni che dei suoi librai. Ovviamente a meno che tu non facessi parte della città &quot;che conta&quot;. Conosco persone rimaste traumatizzate dalla maleducazione dei commessi e del loro capo ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mah, sono &#8220;cresciuto&#8221; alla libreria Feltrinelli di Bologna gestita da Montroni (e dalla moglie). Che sia un bravo libraio-manager non si discute: la Feltrinelli di Bologna da quando lui non c&#8217;è più versa in uno stato pietoso mentre la libreria Coop presso l&#8217;ex cinema ambasciatori pur di dimensioni contenute è una vera libreria (i libri recensiti su tuttolibri o sul domenicale del sole il giorno dopo li trovi esposti, per dire). Sulla gentilezza ed educazione degli anni montroniani invece avrei molti dubbi: credo che spocchiosa arroganza sia la definizione migliore. Sia di Montroni che dei suoi librai. Ovviamente a meno che tu non facessi parte della città &#8220;che conta&#8221;. Conosco persone rimaste traumatizzate dalla maleducazione dei commessi e del loro capo 😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ruud Krol		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121533</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ruud Krol]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 18:42:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sento di sposare in pieno il commento già postato da Sergei.
Mi sentirei di aggiungere che il dottor Romano Montroni è indubbiamente un grande libraio, ma, in passato, la catena per cui lavorava attuava una politica di sconti che ha avuto qualche responsabilità nella scomparsa di piccole e medie librerie. Egli lamenta ora la scarsa qualificazione dei giovani librai e del pubblico italiano in genere. Resto piuttosto sorpreso pensando che la Feltrinelli fu tra le prime a spersonalizzare il rapporto coi clienti preferendo collocare in un più accessibile ordine alfabetico la narrativa piuttosto che sensibilizzare alla conoscenza e alla scoperta delle varie case editrici.Quanto sta avvenendo a danno del sistema librario nazionale mi pare non sia poi molto diverso dalla dura logica che egli stesso e la Feltrinelli hanno applicato in passato.
Aggiungo inoltre che una controproposta è già stata attuata da Montroni stesso, il quale ha realizzato una magnifica libreria presso l&#039;ex cinema Ambasciatori della città felsinea. Per chi non lo conosca il luogo è veramente ammirevole e vale assolutamente la pena di una visita. Il punto è che NON è una libreria o, almeno, non è SOLO una libreria. Qui potrete mangiare, bere o comprare del buon vino o dell&#039;ottima birra, procurarvi prodotti ricercati e sfiziosi, ed è questo il motivo per cui la maggior parte dei suoi clienti frequenta questo ritrovo, ed è già una gran bella cosa, perché poi, forse, ci comprano anche un libro. La libreria tradizionale è bell&#039;e morta anche se chi scrive queste note è tutt&#039;altro che un fan di Amazon e preferirebbe aprire una cartolibreria a Isernia piuttosto che rivolgersi a internet per acquistare un volume (è anche per questo che, ormai, mi procuro i libri solo attraverso due canali: le biblioteche che, almeno per il momento, mi lasciano i loro volumi aggratis, e le librerie d&#039;occasione, che andrebbero riscoperte, eccome se andrebbero riscoperte). Certo, come si sarà capito, il mio modello è piuttosto lontano da quello del libraio-manager alla Montroni, anche se egli ha dimostrato capacità imprenditoriali ammirevoli. Il mio pensiero va, invece, e chi ha frequentato il sottobosco bolognese sa di chi parlo, a Gregorio Kapsomenos, l&#039;ultimo grande libraio vissuto all&#039;ombra delle due torri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento di sposare in pieno il commento già postato da Sergei.<br />
Mi sentirei di aggiungere che il dottor Romano Montroni è indubbiamente un grande libraio, ma, in passato, la catena per cui lavorava attuava una politica di sconti che ha avuto qualche responsabilità nella scomparsa di piccole e medie librerie. Egli lamenta ora la scarsa qualificazione dei giovani librai e del pubblico italiano in genere. Resto piuttosto sorpreso pensando che la Feltrinelli fu tra le prime a spersonalizzare il rapporto coi clienti preferendo collocare in un più accessibile ordine alfabetico la narrativa piuttosto che sensibilizzare alla conoscenza e alla scoperta delle varie case editrici.Quanto sta avvenendo a danno del sistema librario nazionale mi pare non sia poi molto diverso dalla dura logica che egli stesso e la Feltrinelli hanno applicato in passato.<br />
Aggiungo inoltre che una controproposta è già stata attuata da Montroni stesso, il quale ha realizzato una magnifica libreria presso l&#8217;ex cinema Ambasciatori della città felsinea. Per chi non lo conosca il luogo è veramente ammirevole e vale assolutamente la pena di una visita. Il punto è che NON è una libreria o, almeno, non è SOLO una libreria. Qui potrete mangiare, bere o comprare del buon vino o dell&#8217;ottima birra, procurarvi prodotti ricercati e sfiziosi, ed è questo il motivo per cui la maggior parte dei suoi clienti frequenta questo ritrovo, ed è già una gran bella cosa, perché poi, forse, ci comprano anche un libro. La libreria tradizionale è bell&#8217;e morta anche se chi scrive queste note è tutt&#8217;altro che un fan di Amazon e preferirebbe aprire una cartolibreria a Isernia piuttosto che rivolgersi a internet per acquistare un volume (è anche per questo che, ormai, mi procuro i libri solo attraverso due canali: le biblioteche che, almeno per il momento, mi lasciano i loro volumi aggratis, e le librerie d&#8217;occasione, che andrebbero riscoperte, eccome se andrebbero riscoperte). Certo, come si sarà capito, il mio modello è piuttosto lontano da quello del libraio-manager alla Montroni, anche se egli ha dimostrato capacità imprenditoriali ammirevoli. Il mio pensiero va, invece, e chi ha frequentato il sottobosco bolognese sa di chi parlo, a Gregorio Kapsomenos, l&#8217;ultimo grande libraio vissuto all&#8217;ombra delle due torri.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Elvis Pavan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121532</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elvis Pavan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 14:59:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si dovrebbe investire in corsi formazione per librai? Oltre ad un minimo di nozioni di catalogazione non vedo su che altro si possa istruirli, a parte forse inculcare loro qualche trucchetto da piazzista.
 Per essere un buon libraio, uno deve essere una persona sempre curiosa di tutto; non credo che possa bastare un corso rapido di tuttologia.
 Non ritengo che limitando gli sconti si salveranno le piccole librerie ma che piuttosto il problema stia in un malsano rapporto tra editori, distribuzione e vendita come spiega Fabrizio Tosti in questo articolo su NR  http://notizie.radicali.it/articolo/2011-03-08/editoriale/legge-sul-prezzo-dei-libri-il-concreto-rischio-di-un-appiattimento-cu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si dovrebbe investire in corsi formazione per librai? Oltre ad un minimo di nozioni di catalogazione non vedo su che altro si possa istruirli, a parte forse inculcare loro qualche trucchetto da piazzista.<br />
 Per essere un buon libraio, uno deve essere una persona sempre curiosa di tutto; non credo che possa bastare un corso rapido di tuttologia.<br />
 Non ritengo che limitando gli sconti si salveranno le piccole librerie ma che piuttosto il problema stia in un malsano rapporto tra editori, distribuzione e vendita come spiega Fabrizio Tosti in questo articolo su NR  <a href="http://notizie.radicali.it/articolo/2011-03-08/editoriale/legge-sul-prezzo-dei-libri-il-concreto-rischio-di-un-appiattimento-cu" rel="nofollow ugc">http://notizie.radicali.it/articolo/2011-03-08/editoriale/legge-sul-prezzo-dei-libri-il-concreto-rischio-di-un-appiattimento-cu</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/di-libri-e-di-librai/comment-page-1/#comment-121531</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 13:37:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4737#comment-121531</guid>

					<description><![CDATA[Beata solitudo sola beatitudo, Lucio.
A dire il vero io ho almeno 7 &quot;mie(i)&quot; librai/e, e tutti che r/esistono al di fuori delle logiche delle grandi catene. Tutt&#039; mi mostrano strade nuove e collegamenti impensati fra libri e autori, tutt&#039; sono molto conetent&#039; di farlo anche se non sono i miei pochi euretti a garantir loro lo stipendio a fine mese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beata solitudo sola beatitudo, Lucio.<br />
A dire il vero io ho almeno 7 &#8220;mie(i)&#8221; librai/e, e tutti che r/esistono al di fuori delle logiche delle grandi catene. Tutt&#8217; mi mostrano strade nuove e collegamenti impensati fra libri e autori, tutt&#8217; sono molto conetent&#8217; di farlo anche se non sono i miei pochi euretti a garantir loro lo stipendio a fine mese.</p>
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