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	Commenti a: DIMMI SOLO UNA PAROLA, VIA TWITTER	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: virginialess		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137493</link>

		<dc:creator><![CDATA[virginialess]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 21:12:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel senso di canale di trasmissione in  tempo reale da luoghi/situazioni critiche?
Sì certo, per informare, diffondere, attivare ecc.
Criticavo la pretesa di utilizzare i social per &quot;sputare sentenze&quot; a richiesta, ovviamente insignificanti, sui più svariati temi, come appunto lamenta l&#039;articolo.
Chi vuole esprimersi seriamente (intorno a ciò che sa) ha bisogno di spazi più ampi (tra cui i blog) per articolare il discorso. Anche su Gaza e Kobane, avendo qualcosa d&#039;interessante da dirne, con buona pace delle signore in questione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel senso di canale di trasmissione in  tempo reale da luoghi/situazioni critiche?<br />
Sì certo, per informare, diffondere, attivare ecc.<br />
Criticavo la pretesa di utilizzare i social per &#8220;sputare sentenze&#8221; a richiesta, ovviamente insignificanti, sui più svariati temi, come appunto lamenta l&#8217;articolo.<br />
Chi vuole esprimersi seriamente (intorno a ciò che sa) ha bisogno di spazi più ampi (tra cui i blog) per articolare il discorso. Anche su Gaza e Kobane, avendo qualcosa d&#8217;interessante da dirne, con buona pace delle signore in questione.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137492</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 19:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invece bisogna farlo, secondo me, virginialess: perchè in questo momento ti danno la misura di quel che accade. Per questo post sono stata fatta fuori dalle amicizie di non poche pure-e-dure che dal momento che non posto e non twitto su Gaza e Kobane mi considerano il male. Ma questo va compreso, e prima ancora appreso. Perchè è questo che ci sta immobilizzando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invece bisogna farlo, secondo me, virginialess: perchè in questo momento ti danno la misura di quel che accade. Per questo post sono stata fatta fuori dalle amicizie di non poche pure-e-dure che dal momento che non posto e non twitto su Gaza e Kobane mi considerano il male. Ma questo va compreso, e prima ancora appreso. Perchè è questo che ci sta immobilizzando.</p>
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		<title>
		Di: virginialess		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137491</link>

		<dc:creator><![CDATA[virginialess]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 17:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Privilegiata ormai in alto e altissimo loco, la scelta di pronunciarsi su argomenti complessi mediante due frasette e un&#039;immagine o, meglio, un cinguettio, sembra aver prodotto una demenza generalizzata. A proposito di femminicidio come d&#039;altro.
Penso che le &quot;intellettuali&quot; davvero impegnate darebbero un buon esempio evitando i social...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Privilegiata ormai in alto e altissimo loco, la scelta di pronunciarsi su argomenti complessi mediante due frasette e un&#8217;immagine o, meglio, un cinguettio, sembra aver prodotto una demenza generalizzata. A proposito di femminicidio come d&#8217;altro.<br />
Penso che le &#8220;intellettuali&#8221; davvero impegnate darebbero un buon esempio evitando i social&#8230;</p>
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		Di: Mammamsterdam		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137490</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mammamsterdam]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 06:08:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che dite tu e Jacky Brown (e lo dico semplificando, ma penso di aver capito) è un po&#039; quello che sta capitando ora con Sabrina Guzzanti e il suo tweet che improvvisamente è diventato 1) solidarietà a Riina e 2) pubblicità per il suo film. Solo a me è sembrato sarcasmo per come ci siamo ridotti? Non so se sia perché la gente non vuole sentire e preferisce cercare e trovare conferme al sentire che le viene inculcato come ottimo e desiderabile, o se in effetti lo spartiacque sarà sempre e comunque nella differenza tra chi sa leggere l&#039; ironia, e chi proprio non ce la fa. Senza esprimermi al momento né sugli uni né sugli altri. (cioè, ma quello che hai detto ieri si capiva tanto bene, e pure il tweet della Guzzanti si capiva tanto bene, o sono io che non ci arrivo?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che dite tu e Jacky Brown (e lo dico semplificando, ma penso di aver capito) è un po&#8217; quello che sta capitando ora con Sabrina Guzzanti e il suo tweet che improvvisamente è diventato 1) solidarietà a Riina e 2) pubblicità per il suo film. Solo a me è sembrato sarcasmo per come ci siamo ridotti? Non so se sia perché la gente non vuole sentire e preferisce cercare e trovare conferme al sentire che le viene inculcato come ottimo e desiderabile, o se in effetti lo spartiacque sarà sempre e comunque nella differenza tra chi sa leggere l&#8217; ironia, e chi proprio non ce la fa. Senza esprimermi al momento né sugli uni né sugli altri. (cioè, ma quello che hai detto ieri si capiva tanto bene, e pure il tweet della Guzzanti si capiva tanto bene, o sono io che non ci arrivo?)</p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137489</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 21:51:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tragico e beffardo destino unisce le divisioni per il potere (più o meno effimero) tra i gruppi femministi con quello tra le associazioni LGBT... siamo forse all&#039;entropia definitiva delle/dei discriminati attraverso l&#039;accettazione contenta della propria schiavitù e oppressione!?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tragico e beffardo destino unisce le divisioni per il potere (più o meno effimero) tra i gruppi femministi con quello tra le associazioni LGBT&#8230; siamo forse all&#8217;entropia definitiva delle/dei discriminati attraverso l&#8217;accettazione contenta della propria schiavitù e oppressione!?</p>
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		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137488</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 13:33:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Loredana, già, scusa, ho dimenticato di dire proprio che l&#039;articolo l&#039;ho letto grazie alla tua segnalazione! Si vede che tra lo scandalo per una scollacciatura e l&#039;altra ti era avanzato un po&#039; di tempo... :-(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Loredana, già, scusa, ho dimenticato di dire proprio che l&#8217;articolo l&#8217;ho letto grazie alla tua segnalazione! Si vede che tra lo scandalo per una scollacciatura e l&#8217;altra ti era avanzato un po&#8217; di tempo&#8230; 🙁</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137487</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 11:51:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maddalena, è così. La questione del potere (o presunto tale, perché nella stragrande maggioranza dei casi di potere non si tratta, ma di momentanea visibilità, spesso neanche gradita) resta centrale e non abbastanza affrontata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maddalena, è così. La questione del potere (o presunto tale, perché nella stragrande maggioranza dei casi di potere non si tratta, ma di momentanea visibilità, spesso neanche gradita) resta centrale e non abbastanza affrontata.</p>
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		Di: maddalena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137486</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 10:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Purtroppo alla oggettiva fase discendente dei movimenti delle donne, femministi e no, si accompagna, se non precede, una loro precipua   condizione, difficilissima da superare: avere diffidenza l&#039;una dell&#039;altra, soprattutto quando qualcuna delle associate vuole passare dalle parole ai fatti. Si viene tacciate di volere gestire il potere, di parlare anche per le altre in silenzio, di arrogarsi pensieri non propri. Ma è così difficile per noi donne declinare al femminile l&#039;azione politica? Ci fa così paura &quot;il potere&quot;, da deprecarlo a parole e da inibirlo anche a quelle che vorrebbero affrontare le sfide nuove che il genere femminile trova sul proprio cammino? Possibile che non ragioniamo sugli obiettivi, ma sulla malafede di chi vorrebbe agire nella direzione delle mete condivise da raggiungere? Semmai riuscissimo almeno ad individuarle!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo alla oggettiva fase discendente dei movimenti delle donne, femministi e no, si accompagna, se non precede, una loro precipua   condizione, difficilissima da superare: avere diffidenza l&#8217;una dell&#8217;altra, soprattutto quando qualcuna delle associate vuole passare dalle parole ai fatti. Si viene tacciate di volere gestire il potere, di parlare anche per le altre in silenzio, di arrogarsi pensieri non propri. Ma è così difficile per noi donne declinare al femminile l&#8217;azione politica? Ci fa così paura &#8220;il potere&#8221;, da deprecarlo a parole e da inibirlo anche a quelle che vorrebbero affrontare le sfide nuove che il genere femminile trova sul proprio cammino? Possibile che non ragioniamo sugli obiettivi, ma sulla malafede di chi vorrebbe agire nella direzione delle mete condivise da raggiungere? Semmai riuscissimo almeno ad individuarle!!!</p>
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		Di: jackie brown		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137485</link>

		<dc:creator><![CDATA[jackie brown]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 10:05:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Supponi che, come è ben possibile che accadesse, nel 1962 o 1963 io facessi una conferenza sulla psichiatria. Fra le altre cose, mi capitava allora di spiegare come, per un qualsiasi individuo sofferente e in difficoltà, l’essere etichettato come malato di mente potesse in certi casi contribuire a un’interiorizzazione dell’etichetta. Ossia, inconsapevolmente, insensibilmente, questa persona poteva essere sospinta ad assumere alcuni dei comportamenti socialmente previsti per il ruolo “malato di mente”. Sempre ci tenevo però a precisare che questo fenomeno, già studiato da Lemert e da Becker non spiega affatto né l’inizio né la natura del disturbo mentale, anche se talora può influenzarne, in qualche misura, il decorso, o il decorso apparente. Ora, ecco il punto. Nel 1962 potevano venire ad ascoltarmi sì e no trenta persone; parlando con loro avevo l’impressione che la maggior parte di loro avesse compreso senza equivoci quello che volevo dire. Anni dopo, mi venivano ad ascoltare non trenta, ma trecento persone. la metà di loro se ne tornava a casa convinta che io avessi detto che la malattia mentale non esiste, perché io avevo detto che se un soggetto è trattato da pazzo egli si adegua all’etichetta solo per questo motivo e non perché affetto da una malattia mentale. Ed eccomi sistemato, per loro ero un antipsichiatra.”
Giovanni Jervis, Gilberto Corbellini, La razionalità negata
potresti fare un ashtag #voisietequi con link affanculo
ma perché ti accolli tutt@ gli/le squinternat@?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Supponi che, come è ben possibile che accadesse, nel 1962 o 1963 io facessi una conferenza sulla psichiatria. Fra le altre cose, mi capitava allora di spiegare come, per un qualsiasi individuo sofferente e in difficoltà, l’essere etichettato come malato di mente potesse in certi casi contribuire a un’interiorizzazione dell’etichetta. Ossia, inconsapevolmente, insensibilmente, questa persona poteva essere sospinta ad assumere alcuni dei comportamenti socialmente previsti per il ruolo “malato di mente”. Sempre ci tenevo però a precisare che questo fenomeno, già studiato da Lemert e da Becker non spiega affatto né l’inizio né la natura del disturbo mentale, anche se talora può influenzarne, in qualche misura, il decorso, o il decorso apparente. Ora, ecco il punto. Nel 1962 potevano venire ad ascoltarmi sì e no trenta persone; parlando con loro avevo l’impressione che la maggior parte di loro avesse compreso senza equivoci quello che volevo dire. Anni dopo, mi venivano ad ascoltare non trenta, ma trecento persone. la metà di loro se ne tornava a casa convinta che io avessi detto che la malattia mentale non esiste, perché io avevo detto che se un soggetto è trattato da pazzo egli si adegua all’etichetta solo per questo motivo e non perché affetto da una malattia mentale. Ed eccomi sistemato, per loro ero un antipsichiatra.”<br />
Giovanni Jervis, Gilberto Corbellini, La razionalità negata<br />
potresti fare un ashtag #voisietequi con link affanculo<br />
ma perché ti accolli tutt@ gli/le squinternat@?</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dimmi-solo-una-parola-via-twitter/comment-page-1/#comment-137484</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 08:08:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avevo linkato anche io l&#039;articolo (fin qui la cosa migliore che ho letto sull&#039;argomento), per dar voce a chi ha parlato e scritto in un modo che non sarei stata in grado di fare, perché credo che fare rete dovrebbe essere questo. Sulla vicenda curda, in modo simile a quanto avvenuto con Gaza, mi sembra ci si muova, quando si accusa l&#039;altrui silenzio, più per ostilità verso quelli che si reputano avversari (femminismi, intellettuali, altro) che per chiedere una partecipazione che, in modi e forme diversi, c&#039;è già.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo linkato anche io l&#8217;articolo (fin qui la cosa migliore che ho letto sull&#8217;argomento), per dar voce a chi ha parlato e scritto in un modo che non sarei stata in grado di fare, perché credo che fare rete dovrebbe essere questo. Sulla vicenda curda, in modo simile a quanto avvenuto con Gaza, mi sembra ci si muova, quando si accusa l&#8217;altrui silenzio, più per ostilità verso quelli che si reputano avversari (femminismi, intellettuali, altro) che per chiedere una partecipazione che, in modi e forme diversi, c&#8217;è già.</p>
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