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	Commenti a: DIRITTI E DOVERI DIGITALI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: vincent		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109882</link>

		<dc:creator><![CDATA[vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 19:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto abbastanza distrattamente i commenti peraltro pregevoli. Trovo che l&#039;e-book trovi resistenze inconsce abbastanza forti. Ci sono delle resistenze massime tra lettori e editori e la matassa è dura da sbrogliare.
Ci vorrà lo psicoterapeuta ad hoc? Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto abbastanza distrattamente i commenti peraltro pregevoli. Trovo che l&#8217;e-book trovi resistenze inconsce abbastanza forti. Ci sono delle resistenze massime tra lettori e editori e la matassa è dura da sbrogliare.<br />
Ci vorrà lo psicoterapeuta ad hoc? Saluti.</p>
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		<title>
		Di: Marco Drago		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109881</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Drago]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 08:03:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io sono un autore in passato pubblicato e spero anche in futuro. E secondo me e&#039; gıusto che prima o poi quelli come me sı autopubblichino i loro nuovi ebook senza edıtore e senza agente. tutti i soldi all&#039;autore mi sembra l&#039;unica cosa giusta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono un autore in passato pubblicato e spero anche in futuro. E secondo me e&#8217; gıusto che prima o poi quelli come me sı autopubblichino i loro nuovi ebook senza edıtore e senza agente. tutti i soldi all&#8217;autore mi sembra l&#8217;unica cosa giusta.</p>
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		<title>
		Di: Commentando Silvio Sosio &#171; goodthing.it		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109880</link>

		<dc:creator><![CDATA[Commentando Silvio Sosio &#171; goodthing.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:41:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] riferisco alle prese di posizione emerse dai quotidiani e dal dibattito che ne è scaturito in rete qui , qui e qui. Ma anche qui e qui. Ci sarebbero altri “luoghi” molto interessanti, ma mi fermo. [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] riferisco alle prese di posizione emerse dai quotidiani e dal dibattito che ne è scaturito in rete qui , qui e qui. Ma anche qui e qui. Ci sarebbero altri “luoghi” molto interessanti, ma mi fermo. [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109879</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:25:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@daniele: secondo me il problema è selezionare questi libri da imporre &quot;a furor di popolo&quot; per poi offrirli all&#039;attenzione delle masse. In rete circolano infatti migliaia di libri autopubblicati, disponibili a basso costo o anche gratis, la maggioraprte scartati immagino da editori tradizionali. Ma chi si mette, gratis, a leggerseli per trovare quelli buoni? Per esempio Vibrisse lo faceva (non so se è ancora attivo): visionava manoscritti e pubblicava online (scaricabili gratuitamente), quelli che riteneva meritevoli, per poi propoli a un editore cartaceo. C&#039;era tutta una squadra di lettori volontari che leggevano e redigevano schede di valutazione, e poi immagino un comitato che decideva quali libri selezionare. Insomma un lavorone, con un ruolo intermedio tra CE e agente letterario. E pochi sono stati i testi da loro ritenuti validi per la pubblicazione online...
http://www.vibrisselibri.net/?page_id=13
per dire che secondo me non è che in rete circoli poi tutto questo ben di dio di capolavori misconosciuti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@daniele: secondo me il problema è selezionare questi libri da imporre &#8220;a furor di popolo&#8221; per poi offrirli all&#8217;attenzione delle masse. In rete circolano infatti migliaia di libri autopubblicati, disponibili a basso costo o anche gratis, la maggioraprte scartati immagino da editori tradizionali. Ma chi si mette, gratis, a leggerseli per trovare quelli buoni? Per esempio Vibrisse lo faceva (non so se è ancora attivo): visionava manoscritti e pubblicava online (scaricabili gratuitamente), quelli che riteneva meritevoli, per poi propoli a un editore cartaceo. C&#8217;era tutta una squadra di lettori volontari che leggevano e redigevano schede di valutazione, e poi immagino un comitato che decideva quali libri selezionare. Insomma un lavorone, con un ruolo intermedio tra CE e agente letterario. E pochi sono stati i testi da loro ritenuti validi per la pubblicazione online&#8230;<br />
<a href="http://www.vibrisselibri.net/?page_id=13" rel="nofollow ugc">http://www.vibrisselibri.net/?page_id=13</a><br />
per dire che secondo me non è che in rete circoli poi tutto questo ben di dio di capolavori misconosciuti.</p>
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		<title>
		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109878</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:24:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3832#comment-109878</guid>

					<description><![CDATA[@ Claudia B.
Se gli studenti delle scuole avessero la minima coscienza ed autorevolezza per chiedere di cambiare qualcosa, ci saremmo risparmiati decenni di professori psicopatici e zaini da quindici chili.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Claudia B.<br />
Se gli studenti delle scuole avessero la minima coscienza ed autorevolezza per chiedere di cambiare qualcosa, ci saremmo risparmiati decenni di professori psicopatici e zaini da quindici chili.<br />
D.</p>
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		<title>
		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109877</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:21:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3832#comment-109877</guid>

					<description><![CDATA[Quello che volevo sottolineare io, è che visto che l&#039;editoria tradizionale continuerà certamente ad esistere anche con materiale digitale, perchè non creare delle alternative?
Adesso con l&#039;editoria di carta l&#039;editore è essenziale anche per la stampa, lo stoccaggio e la distribuzione delle copie.
Con il digitale, invece questo aspetto viene a cadere, e si possono immaginare scenari diversi, certamente paralleli, visto che il futuro vedrà certamente posto per una frammentazione di realtà contigue anziché la sostituzione di qualcosa con qualcos&#039;altro.
Certo che ci sarà sempre una massa che avrà voglia di sapere solo quello che gli viene sparato addosso passivamente da qualche media di fiducia, e una minoranza che si andrà a cercare attivamente qualcosa di diverso.
Io non credo assolutamente che venga pubblicato solo l&#039;1% delle opere proposte perchè il restante 99 non meriti la pubblicazione, ma perché l&#039;editore ha una sua linea, deve rientrare nei costi, si deve sobbarcare un investimento ecc.
Quando  le idee nuove,vengono messe su e avviate, poi forse, vanno da qualche parte.
Se, grazie alla rete, si creassero dei luoghi letterari dove ebooks di esordienti e non, vengono presentati da persone competenti o imposti a furor di popolo, il tutto pagando due o tre euro agli autori tramite paypal o simili per ogni download, allora si, che si sfrutterebbe realmente la tecnologia per cambiare approccio, poi parallelamente che esistano pure gli editori con i loro piani editoriali e le loro collane.
Sono certo che in rete, romanzi scartati da vari editori potrebbero diventare certamente dei casi letterari.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che volevo sottolineare io, è che visto che l&#8217;editoria tradizionale continuerà certamente ad esistere anche con materiale digitale, perchè non creare delle alternative?<br />
Adesso con l&#8217;editoria di carta l&#8217;editore è essenziale anche per la stampa, lo stoccaggio e la distribuzione delle copie.<br />
Con il digitale, invece questo aspetto viene a cadere, e si possono immaginare scenari diversi, certamente paralleli, visto che il futuro vedrà certamente posto per una frammentazione di realtà contigue anziché la sostituzione di qualcosa con qualcos&#8217;altro.<br />
Certo che ci sarà sempre una massa che avrà voglia di sapere solo quello che gli viene sparato addosso passivamente da qualche media di fiducia, e una minoranza che si andrà a cercare attivamente qualcosa di diverso.<br />
Io non credo assolutamente che venga pubblicato solo l&#8217;1% delle opere proposte perchè il restante 99 non meriti la pubblicazione, ma perché l&#8217;editore ha una sua linea, deve rientrare nei costi, si deve sobbarcare un investimento ecc.<br />
Quando  le idee nuove,vengono messe su e avviate, poi forse, vanno da qualche parte.<br />
Se, grazie alla rete, si creassero dei luoghi letterari dove ebooks di esordienti e non, vengono presentati da persone competenti o imposti a furor di popolo, il tutto pagando due o tre euro agli autori tramite paypal o simili per ogni download, allora si, che si sfrutterebbe realmente la tecnologia per cambiare approccio, poi parallelamente che esistano pure gli editori con i loro piani editoriali e le loro collane.<br />
Sono certo che in rete, romanzi scartati da vari editori potrebbero diventare certamente dei casi letterari.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109876</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 11:29:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@&#039;povna
&quot;i ragazzi non aspettano altro, e spesso bombardano gli insegnanti, se appena appena si rivelano ‘informaticamente affidabili’ di domande su se e dove “posso acquistare [sì, acquistate, non scaricare] il libro online?&quot;
A me sembra una cosa ottima, posto che non si riveli una fregatura per gli autori, come si sta discutendo qui e nell&#039;altro thread. Per quanto riguarda la mia esperienza (Trentino), i ragazzi sono ancora molto legati a forme tradizionali di trasmissione del sapere (dev&#039;essere l&#039;aria buona, e le poche pretese dei genitori che a volte combinano in maniera davvero sorprendente cultura alta e senso pratico). Per come stanno le cose nelle scuole del Nord, personalmente da insegnante inviterei gli studenti smanettoni a dedicarsi senza dubbio a Internet e all&#039;editoria digitale, senza però che gli altri si sentano per forza arretrati, cioè senza creare ulteriori forme di antagonismo socio-economico, di cui non si sente proprio il bisogno. In fondo ciò che conta è il testo, cioè il contenuto, e non il supporto, che può essere anche una fotocopia su carta riciclata per non parlare della parola (scusate l&#039;inghippo) che a scuola è ancora più incisiva del testo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@&#8217;povna<br />
&#8220;i ragazzi non aspettano altro, e spesso bombardano gli insegnanti, se appena appena si rivelano ‘informaticamente affidabili’ di domande su se e dove “posso acquistare [sì, acquistate, non scaricare] il libro online?&#8221;<br />
A me sembra una cosa ottima, posto che non si riveli una fregatura per gli autori, come si sta discutendo qui e nell&#8217;altro thread. Per quanto riguarda la mia esperienza (Trentino), i ragazzi sono ancora molto legati a forme tradizionali di trasmissione del sapere (dev&#8217;essere l&#8217;aria buona, e le poche pretese dei genitori che a volte combinano in maniera davvero sorprendente cultura alta e senso pratico). Per come stanno le cose nelle scuole del Nord, personalmente da insegnante inviterei gli studenti smanettoni a dedicarsi senza dubbio a Internet e all&#8217;editoria digitale, senza però che gli altri si sentano per forza arretrati, cioè senza creare ulteriori forme di antagonismo socio-economico, di cui non si sente proprio il bisogno. In fondo ciò che conta è il testo, cioè il contenuto, e non il supporto, che può essere anche una fotocopia su carta riciclata per non parlare della parola (scusate l&#8217;inghippo) che a scuola è ancora più incisiva del testo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: danae		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109875</link>

		<dc:creator><![CDATA[danae]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:36:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ francesca violi
sono d&#039;accordo! Il lavoro editoriale è soprattutto, e a monte, un discorso culturale da portare avanti e attorno al quale costruire tutto il resto.
Anche a me l&#039;intervista a Santachiara è piaciuta molto proprio perché riconosce l&#039;importanza e la specificità dei differenti ruoli e chiede che vengano riconosciuti (anche economicamente).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ francesca violi<br />
sono d&#8217;accordo! Il lavoro editoriale è soprattutto, e a monte, un discorso culturale da portare avanti e attorno al quale costruire tutto il resto.<br />
Anche a me l&#8217;intervista a Santachiara è piaciuta molto proprio perché riconosce l&#8217;importanza e la specificità dei differenti ruoli e chiede che vengano riconosciuti (anche economicamente).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109874</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 07:20:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Se l’editore serve solo a scegliere la roba buona dalle fetecchie, per quello e meglio di loro bastano gli autori o i lettori (anche critici).&quot;
Non sono d&#039;accordo...
Innanzitutto l&#039;editore non fa solo questo, ma si spera che abbia un piano editoriale, un&#039;idea precisa sul &quot;discorso&quot; culturale che vuole fare. Per curare e pubblicare collane di narrativa italiana, straniera con realtive traduzioni, riedizioni di classici, critica, saggistica, poesia...serve personale competente, che abbia presente il panorama nazionale e internazionale, quanto è stato scritto e pubblicato nel passato e che viene pubblicato al momento, che faccia editing, magari scouting, ecc.
E poi secondo me la selezione dei manoscritti che si fa a monte è fondamentale: i &quot;lettori&quot; delle CE concordano sul fatto che 99 manoscritti su 100 finiscono nel cestino. Chi ha voglia, quale lettore o critico, di investire gratis tanto del suo tempo a vagliare tra centinaia di autopubblicazioni, per  imbattersi nell&#039;1% decente, e poi consigliarlo, sempre gratis, a tutti gli altri? E poi un lettore che conosce già una certa CE può in qualche modo valutare la sua serietà, la sua qualità ecc. e immaginare che se ha investito su una certa opera un po&#039; ci crede.
Infatti a me nel discorso di Santachiara piace anche che riconosce il ruolo dell&#039;editore, ed è contro il collega americano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se l’editore serve solo a scegliere la roba buona dalle fetecchie, per quello e meglio di loro bastano gli autori o i lettori (anche critici).&#8221;<br />
Non sono d&#8217;accordo&#8230;<br />
Innanzitutto l&#8217;editore non fa solo questo, ma si spera che abbia un piano editoriale, un&#8217;idea precisa sul &#8220;discorso&#8221; culturale che vuole fare. Per curare e pubblicare collane di narrativa italiana, straniera con realtive traduzioni, riedizioni di classici, critica, saggistica, poesia&#8230;serve personale competente, che abbia presente il panorama nazionale e internazionale, quanto è stato scritto e pubblicato nel passato e che viene pubblicato al momento, che faccia editing, magari scouting, ecc.<br />
E poi secondo me la selezione dei manoscritti che si fa a monte è fondamentale: i &#8220;lettori&#8221; delle CE concordano sul fatto che 99 manoscritti su 100 finiscono nel cestino. Chi ha voglia, quale lettore o critico, di investire gratis tanto del suo tempo a vagliare tra centinaia di autopubblicazioni, per  imbattersi nell&#8217;1% decente, e poi consigliarlo, sempre gratis, a tutti gli altri? E poi un lettore che conosce già una certa CE può in qualche modo valutare la sua serietà, la sua qualità ecc. e immaginare che se ha investito su una certa opera un po&#8217; ci crede.<br />
Infatti a me nel discorso di Santachiara piace anche che riconosce il ruolo dell&#8217;editore, ed è contro il collega americano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: 'povna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/diritti-e-doveri-digitali/comment-page-2/#comment-109873</link>

		<dc:creator><![CDATA['povna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 00:23:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3832#comment-109873</guid>

					<description><![CDATA[@daniele(2): esattamente, anche secondo me... anche quelli di testo (o la parte più specificicamente di studio &#039;manualistica&#039; etc) - e (mutatis mutandis) anche per i corsi universitari...
@claudia b: ma infatti ai ragazzi piacerebbe molto... può darsi che sia solo una percezione distorta dell&#039;ordine di scuola (superiori) e delle regioni (Lombardia, Toscana, Emilia) dove ho potuto consultare dati e (appunto) domande sul campo: i ragazzi non aspettano altro, e spesso bombardano gli insegnanti, se appena appena si rivelano &#039;informaticamente affidabili&#039; di domande su se e dove &quot;posso acquistare [sì, acquistate, non scaricare] il libro online?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@daniele(2): esattamente, anche secondo me&#8230; anche quelli di testo (o la parte più specificicamente di studio &#8216;manualistica&#8217; etc) &#8211; e (mutatis mutandis) anche per i corsi universitari&#8230;<br />
@claudia b: ma infatti ai ragazzi piacerebbe molto&#8230; può darsi che sia solo una percezione distorta dell&#8217;ordine di scuola (superiori) e delle regioni (Lombardia, Toscana, Emilia) dove ho potuto consultare dati e (appunto) domande sul campo: i ragazzi non aspettano altro, e spesso bombardano gli insegnanti, se appena appena si rivelano &#8216;informaticamente affidabili&#8217; di domande su se e dove &#8220;posso acquistare [sì, acquistate, non scaricare] il libro online?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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