<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: DISGUSTO VERSUS UMANITA&#039;	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jun 2011 11:03:10 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: michi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120190</link>

		<dc:creator><![CDATA[michi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 11:03:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120190</guid>

					<description><![CDATA[Contraddittorio come lo è l&#039;essere umano tutto.
Ci manca solo che diano delle regole di dress-code per partecipare a un Pride! :-)
Ovviamente le motivazioni di quelli che partecipano sono le più varie: puoi trovarci la ragazzina timida che- non sai che sforzo riuscire a stare là in mezzo senza provare troppa vergogna- ; oppure quello che spera diventi una sorta di occasione per fare coming-out con amici e famiglia - così se mi riprendono mamma e papà finalmente avranno tutto più chiaro grazie al tg dato che ancora non ho trovato il coraggio per dirglielo- ; c&#039;è chi ci va per sfoggiare il bel fisico che si è costruito; chi un personaggio per burlarsi di chi magari nella vita di tutti i giorni non gli rende di certo le cose più facili; chi un ruolo; chi si unisce con leggerezza al gruppo e va per rimorchiare...
Gli uomini vestiti in pelle, con catene ed uniformi ( che di solito il tg adora riprendere), i fetish, gli &#039;orsi&#039;, appartengono a sub-culture che vanno a formare la cultura gay ( se esiste) e che animano i party delle serate a tema nei club così come sono una sorta di codice di appartenenza alle varie preferenze di pratica erotico-sessuale ( così come per gli etero)
C&#039;è anche chi va per i diritti civili perché magari dopo essersi divertito una vita, aver fatto coming-out, pensa che sia ora di metter su famiglia, potendolo fare...
Anche se forse è una decisione da non prendere troppo alla leggera, ad esempio in UK, dove ci si può sposare tra persone delle stesso sesso, numerosi gay ma soprattutto lesbiche stanno ora divorziando, probabilmente perché la possibilità di farlo aveva scatenato una sorta di moda e di gioia che evidentemente poi la - a volte noiosa- routine matrimoniale ha dissipato in poco tempo ( come del resto succede agli etero)
Have a lovely Pride!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contraddittorio come lo è l&#8217;essere umano tutto.<br />
Ci manca solo che diano delle regole di dress-code per partecipare a un Pride! 🙂<br />
Ovviamente le motivazioni di quelli che partecipano sono le più varie: puoi trovarci la ragazzina timida che- non sai che sforzo riuscire a stare là in mezzo senza provare troppa vergogna- ; oppure quello che spera diventi una sorta di occasione per fare coming-out con amici e famiglia &#8211; così se mi riprendono mamma e papà finalmente avranno tutto più chiaro grazie al tg dato che ancora non ho trovato il coraggio per dirglielo- ; c&#8217;è chi ci va per sfoggiare il bel fisico che si è costruito; chi un personaggio per burlarsi di chi magari nella vita di tutti i giorni non gli rende di certo le cose più facili; chi un ruolo; chi si unisce con leggerezza al gruppo e va per rimorchiare&#8230;<br />
Gli uomini vestiti in pelle, con catene ed uniformi ( che di solito il tg adora riprendere), i fetish, gli &#8216;orsi&#8217;, appartengono a sub-culture che vanno a formare la cultura gay ( se esiste) e che animano i party delle serate a tema nei club così come sono una sorta di codice di appartenenza alle varie preferenze di pratica erotico-sessuale ( così come per gli etero)<br />
C&#8217;è anche chi va per i diritti civili perché magari dopo essersi divertito una vita, aver fatto coming-out, pensa che sia ora di metter su famiglia, potendolo fare&#8230;<br />
Anche se forse è una decisione da non prendere troppo alla leggera, ad esempio in UK, dove ci si può sposare tra persone delle stesso sesso, numerosi gay ma soprattutto lesbiche stanno ora divorziando, probabilmente perché la possibilità di farlo aveva scatenato una sorta di moda e di gioia che evidentemente poi la &#8211; a volte noiosa- routine matrimoniale ha dissipato in poco tempo ( come del resto succede agli etero)<br />
Have a lovely Pride!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Barbara F		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120189</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara F]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 17:42:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120189</guid>

					<description><![CDATA[Marco B. grazie della precisazione :) Di Mulino, in effetti, ce n&#039;era uno solo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco B. grazie della precisazione 🙂 Di Mulino, in effetti, ce n&#8217;era uno solo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120188</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 17:13:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120188</guid>

					<description><![CDATA[Poi se invece i gay vogliono fare i gay pride per divertirsi, per evidenziare volutamente e in modo carnevalesco la loro differenza, nessuno, a parte forse il datato concetto di pubblico decoro, glielo vieta (un pubblico decoro, comunque, che non impedisce la fiera del porno, almeno finchè i partecipanti sono maggiorenni). Ma rimmarrebbe una carnevalata, una goliardata, qualcosa di eclatante di cui non si sentirebbe affatto la necessità di esistenza in un paese gay-friendly. Questo perchè, anche se solo in parte, il gay pride deve la sua esistenza esattamente alla repressione, nei confronti della quale attua un liberatorio, momentaneo,  eccezionale rovesciamento che agisce secondo il principio della compensazione delle spinte opposte. In una parola il gay pride è l&#039;altra faccia, lo sfogo, dell&#039;omofobia esattamente come il carnevale medievale era lo sfogo dell&#039;autoritarismo e della persecuzione del povero e del diverso. Tolta l&#039;una, via anche l&#039;altro.Tornerò brevemente sulla comparazione, impropria, col porno etero, di cui tuttavia mi sono finora servito. In esso l&#039;&quot;eccesso compensatorio&quot; è l&#039;essenza, ed è la prova che non abbiamo avuto una liberazione sessuale, ma soprattutto relazionale, completa, anzi magari siamo o più soli e necessitiamo di una proposta sessuale esasperata o per bilanciare pudori o per colmare un&#039;assenza di qualcosa di più autentico (e colmandolo, è opportuna una sollecitazione fortissima per farci dimenticare la mancanza di autenticità stessa dell&#039;esperienza sostitutiva, un po&#039;, intendo, come quando ci si ingozza di cibo di scarsa qualità anzichè mangiare poco e bene). Per il Gay Pride è diverso: la pacchianeria, da quel poco che ne so, è solo un aspetto (per il quale valgono comunque le riflessioni fatte: perde di senso quando nessuno ti discrimina più). L&#039;altro è opposto: da un lato (e l&#039;abbiamo visto) la manifestazione rivendica la differenza, in modo assai goffo devo dire, ma dall&#039;altro cerca di mostrare la liceità, l&#039;ordinarietà, in generale, gli aspetti in comune con gli eterosessuali, in nome della comune umanità. E&#039; il vecchio dilemma che prima ancora era sorto fra uomini e donne: rivendicare la specificità o chiedere l&#039;uguaglianza?
Fatto sta che, con questo secondo aspetto (che io preferisco) e con la realizzazione del primo in modo così estremo e vistoso i gay pride per me sono qualcosa di contraddittorio, dove, accanto ad una semplice coppia che si bacia e non vuol certo essere mostrata a dito, puoi trovare il fantoccio di Ratzinger colle tette e la scritta &quot;habemus papessam trans&quot;, magari in mezzo a stangoni brasiliani seminudi con trucco e parrucco che neanche la più esibizionista delle ragazze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poi se invece i gay vogliono fare i gay pride per divertirsi, per evidenziare volutamente e in modo carnevalesco la loro differenza, nessuno, a parte forse il datato concetto di pubblico decoro, glielo vieta (un pubblico decoro, comunque, che non impedisce la fiera del porno, almeno finchè i partecipanti sono maggiorenni). Ma rimmarrebbe una carnevalata, una goliardata, qualcosa di eclatante di cui non si sentirebbe affatto la necessità di esistenza in un paese gay-friendly. Questo perchè, anche se solo in parte, il gay pride deve la sua esistenza esattamente alla repressione, nei confronti della quale attua un liberatorio, momentaneo,  eccezionale rovesciamento che agisce secondo il principio della compensazione delle spinte opposte. In una parola il gay pride è l&#8217;altra faccia, lo sfogo, dell&#8217;omofobia esattamente come il carnevale medievale era lo sfogo dell&#8217;autoritarismo e della persecuzione del povero e del diverso. Tolta l&#8217;una, via anche l&#8217;altro.Tornerò brevemente sulla comparazione, impropria, col porno etero, di cui tuttavia mi sono finora servito. In esso l'&#8221;eccesso compensatorio&#8221; è l&#8217;essenza, ed è la prova che non abbiamo avuto una liberazione sessuale, ma soprattutto relazionale, completa, anzi magari siamo o più soli e necessitiamo di una proposta sessuale esasperata o per bilanciare pudori o per colmare un&#8217;assenza di qualcosa di più autentico (e colmandolo, è opportuna una sollecitazione fortissima per farci dimenticare la mancanza di autenticità stessa dell&#8217;esperienza sostitutiva, un po&#8217;, intendo, come quando ci si ingozza di cibo di scarsa qualità anzichè mangiare poco e bene). Per il Gay Pride è diverso: la pacchianeria, da quel poco che ne so, è solo un aspetto (per il quale valgono comunque le riflessioni fatte: perde di senso quando nessuno ti discrimina più). L&#8217;altro è opposto: da un lato (e l&#8217;abbiamo visto) la manifestazione rivendica la differenza, in modo assai goffo devo dire, ma dall&#8217;altro cerca di mostrare la liceità, l&#8217;ordinarietà, in generale, gli aspetti in comune con gli eterosessuali, in nome della comune umanità. E&#8217; il vecchio dilemma che prima ancora era sorto fra uomini e donne: rivendicare la specificità o chiedere l&#8217;uguaglianza?<br />
Fatto sta che, con questo secondo aspetto (che io preferisco) e con la realizzazione del primo in modo così estremo e vistoso i gay pride per me sono qualcosa di contraddittorio, dove, accanto ad una semplice coppia che si bacia e non vuol certo essere mostrata a dito, puoi trovare il fantoccio di Ratzinger colle tette e la scritta &#8220;habemus papessam trans&#8221;, magari in mezzo a stangoni brasiliani seminudi con trucco e parrucco che neanche la più esibizionista delle ragazze</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Biscia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120187</link>

		<dc:creator><![CDATA[Biscia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 17:09:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120187</guid>

					<description><![CDATA[Il mio rapporto precedente, decennale, con una donna è finito in parte per gli screzi accumulati nei primi sei anni in cui non riuscivo ad avere il permesso di soggiorno. Uno stress gestito male, ma comunque ingiusto: non avevo il semplice diritto di vivere e lavorare nello stesso paese della persona che amavo. Ora da due anni sto con un uomo. Possiamo mostrarci affetto in pubblico senza guardare chi c&#039;è nei paraggi per essere sicuri di non attirare attenzioni indesiderate, insulti, o addirittura violenze. Posso accennare alla sua esistenza in una conversazione con sconosciuti senza la minima esitazione, nessuno sarà infastidito da questa dichiarazione sulla mia vita privata e sessuale. E visto che stiamo pensando di comprare casa insieme, possiamo prendere in considerazione l’idea di sposarci, che faciliterebbe molto la faccenda sul piano legale, economico e fiscale. Tutto ciò è molto bello. E mi fa rabbia. Mi dà fastidio avere questi privilegi. Non posso, non potrei approfittarne senza l&#039;amaro in bocca: perché ora sì e prima no? E&#039; assurdo! Sono la stessa persona, amo allo stesso modo, anche se con un po’ più di maturità, spero. Il mio rapporto non è più &quot;utile&quot; alla società di quello precedente, non abbiamo nessuna intenzione di fare figli (per scelta: come con la mia ex). Cerchiamo di aiutarci a vicenda, di diventare persone migliori, di essere felici. Forse basta, come utilità? Ma perché ora sì e prima no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio rapporto precedente, decennale, con una donna è finito in parte per gli screzi accumulati nei primi sei anni in cui non riuscivo ad avere il permesso di soggiorno. Uno stress gestito male, ma comunque ingiusto: non avevo il semplice diritto di vivere e lavorare nello stesso paese della persona che amavo. Ora da due anni sto con un uomo. Possiamo mostrarci affetto in pubblico senza guardare chi c&#8217;è nei paraggi per essere sicuri di non attirare attenzioni indesiderate, insulti, o addirittura violenze. Posso accennare alla sua esistenza in una conversazione con sconosciuti senza la minima esitazione, nessuno sarà infastidito da questa dichiarazione sulla mia vita privata e sessuale. E visto che stiamo pensando di comprare casa insieme, possiamo prendere in considerazione l’idea di sposarci, che faciliterebbe molto la faccenda sul piano legale, economico e fiscale. Tutto ciò è molto bello. E mi fa rabbia. Mi dà fastidio avere questi privilegi. Non posso, non potrei approfittarne senza l&#8217;amaro in bocca: perché ora sì e prima no? E&#8217; assurdo! Sono la stessa persona, amo allo stesso modo, anche se con un po’ più di maturità, spero. Il mio rapporto non è più &#8220;utile&#8221; alla società di quello precedente, non abbiamo nessuna intenzione di fare figli (per scelta: come con la mia ex). Cerchiamo di aiutarci a vicenda, di diventare persone migliori, di essere felici. Forse basta, come utilità? Ma perché ora sì e prima no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120186</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 16:43:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120186</guid>

					<description><![CDATA[Personalmente il gay pride *non* mi colpisce esattamente come *non* mi colpisce la scena del porno. Trattasi in entrambi i casi di caricatura, pericolosa solo quando viene impropriamente trattata come modello per la vita reale e non come spazio di finzione e anche di fantasia. Appunto, il problema nasce quando si inizia a pensare che, almeno prima della recente rubymania,mentre nessun etero pensa che un sexy-shop rappresenti (o almeno rappresenti l&#039;unico punto di vista inevitabile de) la sua vita sessuale e affettiva, oggi i gay pride vengono ancora considerati rappresentazione realistica (e non grottesca, come invece mi sembra che siano) di valori, preferenze, atteggiamenti, della cultura gay o addirittura dei gay in toto. Il problema è che, sostenendo che queste siano feste rivendicative di identità, i gay si imprigionano volontariamente in stereotipi, si ghettizzano da soli, accettano la macchietta che di loro, molto tempo addietro, hanno fatto gli etero e cercano persino di sforzarsi verso di essa. Adottare un&#039;identità decisa da altri a proprio scapito nell&#039;illusione di emanciparsi. Esattamente quello che le femministe sostengono facciano le donne quando si mettono al centro dell&#039;attenzione, ma principalmente con una ricercata ipersessualizzazione. Io direi che bisogna evitare di stare dentro un personaggio che non hai nemmeno inventato tu, figuriamoci esporlo come una bandiera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente il gay pride *non* mi colpisce esattamente come *non* mi colpisce la scena del porno. Trattasi in entrambi i casi di caricatura, pericolosa solo quando viene impropriamente trattata come modello per la vita reale e non come spazio di finzione e anche di fantasia. Appunto, il problema nasce quando si inizia a pensare che, almeno prima della recente rubymania,mentre nessun etero pensa che un sexy-shop rappresenti (o almeno rappresenti l&#8217;unico punto di vista inevitabile de) la sua vita sessuale e affettiva, oggi i gay pride vengono ancora considerati rappresentazione realistica (e non grottesca, come invece mi sembra che siano) di valori, preferenze, atteggiamenti, della cultura gay o addirittura dei gay in toto. Il problema è che, sostenendo che queste siano feste rivendicative di identità, i gay si imprigionano volontariamente in stereotipi, si ghettizzano da soli, accettano la macchietta che di loro, molto tempo addietro, hanno fatto gli etero e cercano persino di sforzarsi verso di essa. Adottare un&#8217;identità decisa da altri a proprio scapito nell&#8217;illusione di emanciparsi. Esattamente quello che le femministe sostengono facciano le donne quando si mettono al centro dell&#8217;attenzione, ma principalmente con una ricercata ipersessualizzazione. Io direi che bisogna evitare di stare dentro un personaggio che non hai nemmeno inventato tu, figuriamoci esporlo come una bandiera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120185</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 16:30:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120185</guid>

					<description><![CDATA[JS Mill. Mills è *un altro* ^_^]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>JS Mill. Mills è *un altro* ^_^</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Barbara F		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120184</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara F]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 11:51:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120184</guid>

					<description><![CDATA[Secondo me, invece, la frase di Nussbaum calza perfettamente. Perché se possono esserci ragioni fisiche o patologie insormontabili che impediscono di avere un figlio o fare sport, non ci sono ragioni fisiche o patologie insormontabili che impediscano di sposare chi ci ama, riamati. Ed è proprio quel netto sentimento di empatia che ci porta a pensare di eliminare gli impedimenti sociali e legislativi che impediscono la felicità di chi ci vive accanto pur essendo diverso - è il tipo di pensiero che ha portato a opporsi alla schiavitù anche quando si è persone libere o a teorizzare il diritto di voto per le donne pur essendo maschi (vedi JS Mills).
Spero che questa empatia, che le religioni chiamano carità e rivendicano spesso come loro prerogativa esclusiva, possa un giorno convincere una fetta sufficiente di eterosessuali italiani a concedere il diritto ad una famiglia anche a chi eterosessuale non è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, invece, la frase di Nussbaum calza perfettamente. Perché se possono esserci ragioni fisiche o patologie insormontabili che impediscono di avere un figlio o fare sport, non ci sono ragioni fisiche o patologie insormontabili che impediscano di sposare chi ci ama, riamati. Ed è proprio quel netto sentimento di empatia che ci porta a pensare di eliminare gli impedimenti sociali e legislativi che impediscono la felicità di chi ci vive accanto pur essendo diverso &#8211; è il tipo di pensiero che ha portato a opporsi alla schiavitù anche quando si è persone libere o a teorizzare il diritto di voto per le donne pur essendo maschi (vedi JS Mills).<br />
Spero che questa empatia, che le religioni chiamano carità e rivendicano spesso come loro prerogativa esclusiva, possa un giorno convincere una fetta sufficiente di eterosessuali italiani a concedere il diritto ad una famiglia anche a chi eterosessuale non è</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120183</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 23:16:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120183</guid>

					<description><![CDATA[Premesso che non vorrei mai più vedere manifestazioni omofobiche o peggio ancora violenze contro gli omosessuali in questo paese, e che spero sia approvata la legge attualmente in discussione in parlamento che sancisce pene aggravanti per le violenze contro i gay, posso dire che ogni tanto la sindrome progressista partorisce autentiche scemenze?
«Se pensassi di risposarmi, mi porrei il problema di trarre vantaggio da un privilegio a cui una coppia dello stesso sesso non potrebbe avere accesso».
E un figlio lo farebbe, visto che non tutti possono averne?
E in bicicletta ci va, visto che chi è senza una gamba non può pedalare?
E&#039; quello che definisco il paradigma del minimo comun denominatore.
Cioè eliminiamo tutte le opportunità di differenza e di cultura se non possono essere naturalmente o legalmente condivise.
La democrazia dell&#039;ameba, contro quel cattivone di Darwin.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che non vorrei mai più vedere manifestazioni omofobiche o peggio ancora violenze contro gli omosessuali in questo paese, e che spero sia approvata la legge attualmente in discussione in parlamento che sancisce pene aggravanti per le violenze contro i gay, posso dire che ogni tanto la sindrome progressista partorisce autentiche scemenze?<br />
«Se pensassi di risposarmi, mi porrei il problema di trarre vantaggio da un privilegio a cui una coppia dello stesso sesso non potrebbe avere accesso».<br />
E un figlio lo farebbe, visto che non tutti possono averne?<br />
E in bicicletta ci va, visto che chi è senza una gamba non può pedalare?<br />
E&#8217; quello che definisco il paradigma del minimo comun denominatore.<br />
Cioè eliminiamo tutte le opportunità di differenza e di cultura se non possono essere naturalmente o legalmente condivise.<br />
La democrazia dell&#8217;ameba, contro quel cattivone di Darwin.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120182</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 23:04:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120182</guid>

					<description><![CDATA[Il matrimonio civile è lo strumento che la società ha scelto e strutturato per tutelare e sistemare una serie di assetti. Se l&#039;orientamento sessuale vieta il matrimonio bisogna battersi per quel diritto: poi ciascuno farà le sue scelte liberamente. A me non piace il matrimonio - ma sono etero, quindi posso scegliere se sposarmi o no. Dal momento che scelgo il no, mi assumo la responsabilità di non volere delle tutele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il matrimonio civile è lo strumento che la società ha scelto e strutturato per tutelare e sistemare una serie di assetti. Se l&#8217;orientamento sessuale vieta il matrimonio bisogna battersi per quel diritto: poi ciascuno farà le sue scelte liberamente. A me non piace il matrimonio &#8211; ma sono etero, quindi posso scegliere se sposarmi o no. Dal momento che scelgo il no, mi assumo la responsabilità di non volere delle tutele.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: perseo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/disgusto-versus-umanita/comment-page-1/#comment-120181</link>

		<dc:creator><![CDATA[perseo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 17:32:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4597#comment-120181</guid>

					<description><![CDATA[Paolo ti sfugge che il Gay Pride ha una valenza storico politica. è, per noi, una sorta di festa della liberazione. Mi spiace ma credo che se non si sia vissuta sulla propria pelle la discriminazione non si riesca a capire a pieno la necessità, in questo caso, di essere e di dirsi omosessuali. Poi, ragazz*, davvero, andate almeno una volta nella vostra vita a un gay pride e lasciatevi andare. Vedrete che scoprirete molte cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo ti sfugge che il Gay Pride ha una valenza storico politica. è, per noi, una sorta di festa della liberazione. Mi spiace ma credo che se non si sia vissuta sulla propria pelle la discriminazione non si riesca a capire a pieno la necessità, in questo caso, di essere e di dirsi omosessuali. Poi, ragazz*, davvero, andate almeno una volta nella vostra vita a un gay pride e lasciatevi andare. Vedrete che scoprirete molte cose.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
