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	Commenti a: DISTINZIONI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 11:01:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[allora caro andrea non vedo in giro molti intellettuali. La definizione che ne dai è molto &quot;platonica&quot;. Alla vetta della piramide i filosofi. Sarebbe da provare. Ma Adorno mi sembra abbia chiarito la nuova dimensione merceologica dell&#039;artista moderno. Mi sembra che sia in atto un&#039;involuzione Preferisco allora una posizione alla Houellebecq o le analisi lucide di un Gottfried Benn. Però vorrei sbagliarmi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>allora caro andrea non vedo in giro molti intellettuali. La definizione che ne dai è molto &#8220;platonica&#8221;. Alla vetta della piramide i filosofi. Sarebbe da provare. Ma Adorno mi sembra abbia chiarito la nuova dimensione merceologica dell&#8217;artista moderno. Mi sembra che sia in atto un&#8217;involuzione Preferisco allora una posizione alla Houellebecq o le analisi lucide di un Gottfried Benn. Però vorrei sbagliarmi</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 08:35:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;Intellettuale&#039; è la definizione di una funzione fondamentale per il bene della società.
Da qui la rabbia, quando non viene svolta come dovrebbe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Intellettuale&#8217; è la definizione di una funzione fondamentale per il bene della società.<br />
Da qui la rabbia, quando non viene svolta come dovrebbe.</p>
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		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 07:40:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma la definizione di &quot;intellettuale&quot; non è un vezzo? non basterebbe dire scrittore (cioè che scrive cose pubblicate tramite mediatori)?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la definizione di &#8220;intellettuale&#8221; non è un vezzo? non basterebbe dire scrittore (cioè che scrive cose pubblicate tramite mediatori)?</p>
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		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 07:35:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Cosa voglio dire?
Che nei tre casi citati chi leggge non si sente, mai, voyeur.&quot;
Mah! straordinaria questa capacità telepatica di sapere interpretare cosa provano tanti diversi lettori dei tre autori. Un pensiero fantastico e una conoscenza del voyeurismo perfetta!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cosa voglio dire?<br />
Che nei tre casi citati chi leggge non si sente, mai, voyeur.&#8221;<br />
Mah! straordinaria questa capacità telepatica di sapere interpretare cosa provano tanti diversi lettori dei tre autori. Un pensiero fantastico e una conoscenza del voyeurismo perfetta!</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/distinzioni/comment-page-1/#comment-98421</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 19:30:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aspetta Alessandro. Ho scritto:
&quot;Il risultato è che i suoi libri, quando riescono ad arrivare sotto gli occhi del lettore, sono unanimenente apprezzati e amati&quot;
cioè non sono amati soltanto dallo zoccolo duro che segue Gipi sul blog o negli incontri pubblici, dai suoi fan insomma. Sono amati in generale da chi diventa suo lettore, anche se prima non lo conosceva.
Tieni presente che l&#039;ultimo lavoro LMVDM (che se ho capito conosci) è stato distribuito in edicola con Internazionale ed esaurito praticamente subito.
Ora è ristampato da Coconino allo stesso prezzo.
Se invece penso a un fumetto meno popolare direi il lavoro di Alan Moore. Che tuttavia è un genio assoluto.
(So che penserai: ma Moore ha più lettori di Gipi, ma questo dipende da tanti fattori, diversi dal carattere popolare o non della narrazione).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aspetta Alessandro. Ho scritto:<br />
&#8220;Il risultato è che i suoi libri, quando riescono ad arrivare sotto gli occhi del lettore, sono unanimenente apprezzati e amati&#8221;<br />
cioè non sono amati soltanto dallo zoccolo duro che segue Gipi sul blog o negli incontri pubblici, dai suoi fan insomma. Sono amati in generale da chi diventa suo lettore, anche se prima non lo conosceva.<br />
Tieni presente che l&#8217;ultimo lavoro LMVDM (che se ho capito conosci) è stato distribuito in edicola con Internazionale ed esaurito praticamente subito.<br />
Ora è ristampato da Coconino allo stesso prezzo.<br />
Se invece penso a un fumetto meno popolare direi il lavoro di Alan Moore. Che tuttavia è un genio assoluto.<br />
(So che penserai: ma Moore ha più lettori di Gipi, ma questo dipende da tanti fattori, diversi dal carattere popolare o non della narrazione).</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/distinzioni/comment-page-1/#comment-98420</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 16:36:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ops, Francesco -- mi ero perso una fetta del dibattito DI QUA. ORa capisco meglio. Medito medito...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ops, Francesco &#8212; mi ero perso una fetta del dibattito DI QUA. ORa capisco meglio. Medito medito&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Alessandro Lanni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/distinzioni/comment-page-1/#comment-98419</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Lanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 15:57:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea, pero&#039;, non per difendere questi &quot;intellettuali&quot; (che poi chi e&#039; oggi che si definirebbe intellettuale, un dieci per cento di quelli che oi definiremmo tali), ma mica una cosa scritta da un intellettuale deve essere per forza cervellotica.
Io non sono andato mai a un incontro con Gipi, mi fido che ci sia un amore bulgaro, anche se mi viene il dubbio che sia bulgaro proprio perche&#039; sono tutti li&#039;. Insomma, anche ai raduni dei Baglioni fan club c&#039;e&#039; lo stesso amore bulgaro.
Boh, io non so se sia un problema reale questa storia del medium fumetto e della cattiva fama che ha. Corto Maltese e&#039; stato un gran successo, molto intellettuale e molto di successo. E se non piace non dipende solo da snobberia, ma magari proprio perche&#039; e&#039; un linguaggio che va conosciuto e poi apprezzato.
E&#039; vero, altrove i fumetti hanno un altro status e altre vendite, ma lo stesso discorso vale anche per i libri.
Per dire, esistono fumetti molto snob e libri molto pop (e&#039; una banalita&#039;, ma mettiamo le cose a posto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, pero&#8217;, non per difendere questi &#8220;intellettuali&#8221; (che poi chi e&#8217; oggi che si definirebbe intellettuale, un dieci per cento di quelli che oi definiremmo tali), ma mica una cosa scritta da un intellettuale deve essere per forza cervellotica.<br />
Io non sono andato mai a un incontro con Gipi, mi fido che ci sia un amore bulgaro, anche se mi viene il dubbio che sia bulgaro proprio perche&#8217; sono tutti li&#8217;. Insomma, anche ai raduni dei Baglioni fan club c&#8217;e&#8217; lo stesso amore bulgaro.<br />
Boh, io non so se sia un problema reale questa storia del medium fumetto e della cattiva fama che ha. Corto Maltese e&#8217; stato un gran successo, molto intellettuale e molto di successo. E se non piace non dipende solo da snobberia, ma magari proprio perche&#8217; e&#8217; un linguaggio che va conosciuto e poi apprezzato.<br />
E&#8217; vero, altrove i fumetti hanno un altro status e altre vendite, ma lo stesso discorso vale anche per i libri.<br />
Per dire, esistono fumetti molto snob e libri molto pop (e&#8217; una banalita&#8217;, ma mettiamo le cose a posto)</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/distinzioni/comment-page-1/#comment-98418</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 10:51:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Alessandro Lanni
Che la tecnica di Gipi nel disegno e nella narrazione sia raffinata è vero, non potrebbe essere diversamente, però il risultato non è una storia cervellotica. Sono finora storie ambientate nella provincia di Pisa, di famiglie tutto sommato normali.
Poi lui sa fare in modo che il racconto non sia lineare, ma lo fa diciamo così con molta gentilezza. E sono storie che alla fine portano alla luce un dolore che tutti possono capire, sentire. Sono storie di vita.
Gipi ha rinunciato alla sua parte visionaria e fantastica per concentrarsi su una forma di realismo. Negli incontri dice sempre che la sua tecnica è influenzata dalla leggibilità (non mi vengono ora parole migliori).
Il risultato è che i suoi libri, quando riescono ad arrivare sotto gli occhi del lettore, sono unanimenente apprezzati e amati (davvero non ho mai visto un tale amore &#039;bulgaro&#039;).
Mentre Marco Corona, disegnatore spledido, narratore geniale, produce però storie &#039;sospese&#039;, più difficili da leggere, bellissime per particolari che esplodono dentro, per le atmosfere, per le suggestioni, per l&#039;ispirazione.
A costituire un problema per tutti è invece il medium fumetto. Cioè si fa fatica a raggiungere il lettore, perché c&#039;è un pregiudizio sul fumetto come arte per &#039;bambini&#039;.
Poi io terrei distinto il &#039;pop&#039; dal &#039;popolare&#039;. Nel senso che quello del pop è un linguaggio nato in un certo periodo storico e non necessariamente popolare, tant&#039;è che oggi è utilizzato per produrre arte visiva e anche libri di fiction e saggistica secondo me più elitari che popolari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Alessandro Lanni<br />
Che la tecnica di Gipi nel disegno e nella narrazione sia raffinata è vero, non potrebbe essere diversamente, però il risultato non è una storia cervellotica. Sono finora storie ambientate nella provincia di Pisa, di famiglie tutto sommato normali.<br />
Poi lui sa fare in modo che il racconto non sia lineare, ma lo fa diciamo così con molta gentilezza. E sono storie che alla fine portano alla luce un dolore che tutti possono capire, sentire. Sono storie di vita.<br />
Gipi ha rinunciato alla sua parte visionaria e fantastica per concentrarsi su una forma di realismo. Negli incontri dice sempre che la sua tecnica è influenzata dalla leggibilità (non mi vengono ora parole migliori).<br />
Il risultato è che i suoi libri, quando riescono ad arrivare sotto gli occhi del lettore, sono unanimenente apprezzati e amati (davvero non ho mai visto un tale amore &#8216;bulgaro&#8217;).<br />
Mentre Marco Corona, disegnatore spledido, narratore geniale, produce però storie &#8216;sospese&#8217;, più difficili da leggere, bellissime per particolari che esplodono dentro, per le atmosfere, per le suggestioni, per l&#8217;ispirazione.<br />
A costituire un problema per tutti è invece il medium fumetto. Cioè si fa fatica a raggiungere il lettore, perché c&#8217;è un pregiudizio sul fumetto come arte per &#8216;bambini&#8217;.<br />
Poi io terrei distinto il &#8216;pop&#8217; dal &#8216;popolare&#8217;. Nel senso che quello del pop è un linguaggio nato in un certo periodo storico e non necessariamente popolare, tant&#8217;è che oggi è utilizzato per produrre arte visiva e anche libri di fiction e saggistica secondo me più elitari che popolari.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/distinzioni/comment-page-1/#comment-98417</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 07:53:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alessandro, si e no. &#039;Sì&#039; perchè certo, hai ragione, di &#039;giocatori&#039; ce ne sono. Ma tu mi citi CoC che, vado a memoria, è del 1981. 1981. D&#038;D? 1974. E non c&#039;è stato niente nel frattempo? Niente Ars Magica, niente Over the Edge, niente Changeling, niente Nobilis, niente Dogs in the Vineyard, niente Spirit of the Century? I regolamenti mutano, il gdr ha una storia dinamica (Ekerot cita Onstage, un prodotto italiano di cui dovremmo andare orgogliosi... ma, quanti dei presenti lo conoscevano?)
Considerando il tuo discorso, la stessa intellighentia che ha il diritto di non sapere (anzi, che è addirittura sano che non sappia) cos&#039;è un gdr per motivi &#039;anagrafici&#039; non dovrebbe parlare di iPod, creative common, facebook, eccetera. Il che mi pare assurdo.
Rapido esempio. Di recente è uscito un meraviglioso remake di CoC, con un regolamento  diverso - un regolamento che è, come tutti i regolamenti di gdr, una implicita teoria narrativa (in questo caso, su cosa sia l&#039;horror). Ed è, secondo me, uno dei migliori prodotti horror degli ultimi anni, assieme a Casa di Foglie. Che a sua volta è un libro con elementi ludici. Però è Libro, e merita analisi, e gli accademici e i giornalisti ci si interrogano. Del remake di CoC (si chiama Trail of Cthulhu, per chi fosse curioso), nisba. Non voglio ri-cadere nell&#039;equivoco della legittimazione, ma è una forma di miopia su cui è interessante porsi domande, no? Perchè o si dà per scontato che tutti quelli che ignorano i gdr sono stupidi e superficiali (cosa che non credo), o ci sono altri fattori culturali in gioco. Gli stessi, per tornare a bomba, che fanno sì che, quando propongo la recensione di un gdr (che fisicamente è un libro a tutti gli effetti) a una redazione grossa, mi si risponda &#039;no, grazie&#039;. Forse sarò guidato dalle mie passioni, non dico di no, ma a me sembra che qui di domande da porsi ce ne siano eccome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro, si e no. &#8216;Sì&#8217; perchè certo, hai ragione, di &#8216;giocatori&#8217; ce ne sono. Ma tu mi citi CoC che, vado a memoria, è del 1981. 1981. D&amp;D? 1974. E non c&#8217;è stato niente nel frattempo? Niente Ars Magica, niente Over the Edge, niente Changeling, niente Nobilis, niente Dogs in the Vineyard, niente Spirit of the Century? I regolamenti mutano, il gdr ha una storia dinamica (Ekerot cita Onstage, un prodotto italiano di cui dovremmo andare orgogliosi&#8230; ma, quanti dei presenti lo conoscevano?)<br />
Considerando il tuo discorso, la stessa intellighentia che ha il diritto di non sapere (anzi, che è addirittura sano che non sappia) cos&#8217;è un gdr per motivi &#8216;anagrafici&#8217; non dovrebbe parlare di iPod, creative common, facebook, eccetera. Il che mi pare assurdo.<br />
Rapido esempio. Di recente è uscito un meraviglioso remake di CoC, con un regolamento  diverso &#8211; un regolamento che è, come tutti i regolamenti di gdr, una implicita teoria narrativa (in questo caso, su cosa sia l&#8217;horror). Ed è, secondo me, uno dei migliori prodotti horror degli ultimi anni, assieme a Casa di Foglie. Che a sua volta è un libro con elementi ludici. Però è Libro, e merita analisi, e gli accademici e i giornalisti ci si interrogano. Del remake di CoC (si chiama Trail of Cthulhu, per chi fosse curioso), nisba. Non voglio ri-cadere nell&#8217;equivoco della legittimazione, ma è una forma di miopia su cui è interessante porsi domande, no? Perchè o si dà per scontato che tutti quelli che ignorano i gdr sono stupidi e superficiali (cosa che non credo), o ci sono altri fattori culturali in gioco. Gli stessi, per tornare a bomba, che fanno sì che, quando propongo la recensione di un gdr (che fisicamente è un libro a tutti gli effetti) a una redazione grossa, mi si risponda &#8216;no, grazie&#8217;. Forse sarò guidato dalle mie passioni, non dico di no, ma a me sembra che qui di domande da porsi ce ne siano eccome.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/distinzioni/comment-page-1/#comment-98416</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 02:34:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/01/19/distinzioni/#comment-98416</guid>

					<description><![CDATA[Ci volevo solo dire che vedere citati su Lipperatura il D&#038;D, il Richiamo di Cthulhu, io ci aggiungo di mio GiRSA e ONSTAGE, fa proprio piacere e mi fa sentire molto meno nerd.
Chissà se il fatto che Spielberg e Lucas siano stati grandissimi fan di Gigax ha significato qualcosa :) Ve lo immaginate partecipare ad una sessione con Antonioni che masterizzava?
Il discorso di cultura alta e bassa, è antico. Sarò banale ma penso proprio che non abbia senso. Se fosse vero quello che dicono i critici, ossia che ogni generazione di scrittori\lettori sia un gradino inferiore alla precedente, adesso scriverebbero solo cinghiali per oranghi.
Né il successo di pubblico può essere l&#039;unica garanzia di qualità. Forse il tempo è davvero l&#039;unico a poter mettere bocca in questa faccenda. Ma poiché il tempo è nient&#039;altro - in questo caso - che una lunga striscia di pubblici e critici che si susseguono, non starei a fidarmi troppo neanche di lui.
Nel senso che spesso non è facile capire la differenza tra il giudizio del tempo e il giudizio della moda. A meno di non avere proprietà prolettiche...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci volevo solo dire che vedere citati su Lipperatura il D&amp;D, il Richiamo di Cthulhu, io ci aggiungo di mio GiRSA e ONSTAGE, fa proprio piacere e mi fa sentire molto meno nerd.<br />
Chissà se il fatto che Spielberg e Lucas siano stati grandissimi fan di Gigax ha significato qualcosa 🙂 Ve lo immaginate partecipare ad una sessione con Antonioni che masterizzava?<br />
Il discorso di cultura alta e bassa, è antico. Sarò banale ma penso proprio che non abbia senso. Se fosse vero quello che dicono i critici, ossia che ogni generazione di scrittori\lettori sia un gradino inferiore alla precedente, adesso scriverebbero solo cinghiali per oranghi.<br />
Né il successo di pubblico può essere l&#8217;unica garanzia di qualità. Forse il tempo è davvero l&#8217;unico a poter mettere bocca in questa faccenda. Ma poiché il tempo è nient&#8217;altro &#8211; in questo caso &#8211; che una lunga striscia di pubblici e critici che si susseguono, non starei a fidarmi troppo neanche di lui.<br />
Nel senso che spesso non è facile capire la differenza tra il giudizio del tempo e il giudizio della moda. A meno di non avere proprietà prolettiche&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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