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	Commenti a: DITEMI CHE NON E&#039; VERO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102762</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:46:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La verità è assai più gretta e poco filosofica. La pubblica istruzione va affossata, da un lato per lucrare risorse, dall&#039;altro perché cittadini/lavoratori acculturati sono meno gestibili che un branco di buoi telepasciuti. Ad affossare la scuola vanno eliminati i professori, prima nella considerazione sociale e poi nel numero in quanto percettori di reddito. Da quali professori incominciamo? Da quelli di diritto, i più pericolosi perché insegnano, appunto, i diritti di cui ogni cittadino è (?) portatore. Dunque il diritto nella riforma delle superiori viene dimezzato complessivamente quanto a orario, in molte scuole scompare dal curriculum. Ma a chi protesta cosa diciamo? Semplice, che la materia &quot;Diritto&quot; viene sostituita con la più altisonante &quot;Cittadinanza e Costituzione&quot; da assegnarsi agli insegnanti di storia entro l&#039;orario di storia, e perciò a costo zero. Poi a qualche argomentatore a pagamento diamo incarico di filosofeggiare nel merito, qualche commentatore progressista interviene a dire la sua e il gioco è fatto, col crisma pure del libero dibattito. Basterebbe ridere loro in faccia, e non prenderli sul serio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La verità è assai più gretta e poco filosofica. La pubblica istruzione va affossata, da un lato per lucrare risorse, dall&#8217;altro perché cittadini/lavoratori acculturati sono meno gestibili che un branco di buoi telepasciuti. Ad affossare la scuola vanno eliminati i professori, prima nella considerazione sociale e poi nel numero in quanto percettori di reddito. Da quali professori incominciamo? Da quelli di diritto, i più pericolosi perché insegnano, appunto, i diritti di cui ogni cittadino è (?) portatore. Dunque il diritto nella riforma delle superiori viene dimezzato complessivamente quanto a orario, in molte scuole scompare dal curriculum. Ma a chi protesta cosa diciamo? Semplice, che la materia &#8220;Diritto&#8221; viene sostituita con la più altisonante &#8220;Cittadinanza e Costituzione&#8221; da assegnarsi agli insegnanti di storia entro l&#8217;orario di storia, e perciò a costo zero. Poi a qualche argomentatore a pagamento diamo incarico di filosofeggiare nel merito, qualche commentatore progressista interviene a dire la sua e il gioco è fatto, col crisma pure del libero dibattito. Basterebbe ridere loro in faccia, e non prenderli sul serio.</p>
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		Di: sergio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche a me piacerebbe che a scuola si insegnasse davvero cosa è la Costituzione italiana, almeno accoglieremmo tutti con il pernacchione che meritano i commenti sulla Costituzione (che Bossi dichiarò usare al posto della carta igienica) dei sostenitori del non eleggibile (in quanto concessionario pubblico) primo ministro italiano, viste le loro richieste e la proposta di Mavalà Ghedini sul Primus super pares, rigettata dalla corte costituzionale, e anche da &quot;autorevoli&quot; commentatori che si muovono tra il Giornale, Libero, Corriere della Sera e Sole24ore.
Da quel che mi ricordo io della scuola, negli anni Ottanta c&#039;erano pochi libri intonsi alla fine delle superiori come quelli di educazione civica: si è visto come siamo andati a finire.
Se poi il primo ministro avatar Gelmini accusa di antisemitismo i commenti a questo ridicolo, quanto trasugnante di bile, articolo di Israel, beh, altro che una prova dell&#039;idiozia della presunta ministra, lo sarebbe che l&#039;articolo in questione ha ben pochi argomenti da difendere...
Quando avete detto che esce il libro di de michele sulla scuola?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me piacerebbe che a scuola si insegnasse davvero cosa è la Costituzione italiana, almeno accoglieremmo tutti con il pernacchione che meritano i commenti sulla Costituzione (che Bossi dichiarò usare al posto della carta igienica) dei sostenitori del non eleggibile (in quanto concessionario pubblico) primo ministro italiano, viste le loro richieste e la proposta di Mavalà Ghedini sul Primus super pares, rigettata dalla corte costituzionale, e anche da &#8220;autorevoli&#8221; commentatori che si muovono tra il Giornale, Libero, Corriere della Sera e Sole24ore.<br />
Da quel che mi ricordo io della scuola, negli anni Ottanta c&#8217;erano pochi libri intonsi alla fine delle superiori come quelli di educazione civica: si è visto come siamo andati a finire.<br />
Se poi il primo ministro avatar Gelmini accusa di antisemitismo i commenti a questo ridicolo, quanto trasugnante di bile, articolo di Israel, beh, altro che una prova dell&#8217;idiozia della presunta ministra, lo sarebbe che l&#8217;articolo in questione ha ben pochi argomenti da difendere&#8230;<br />
Quando avete detto che esce il libro di de michele sulla scuola?</p>
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		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102760</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valeria, hai ragione da vendere. Bisognerebbe ricominciare dalle pagine di Lakoff sulla spocchia autoreferenziale dei democratici americani, mentre i repubblicani ritornavano sui banchi di scuola a studiare e ad elaborare strategie comunicative vincenti. Il punto è, anche, che questa riforma, e il suo retroterra ideologico, sono condivisi da una parte consistente del PD e della Flc: protestano solo perché Gelmini e Tremonti fanno a colpi di mannaia quello che Fioroni e Bastico avrebbero fatto col bisturi. Perché l&#039;ex DS aveva svenduto il settore scuola ai cattolici della Margheerita, per i quali la pedagogia non-personalistica e non-confessionale è fumo negli occhi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria, hai ragione da vendere. Bisognerebbe ricominciare dalle pagine di Lakoff sulla spocchia autoreferenziale dei democratici americani, mentre i repubblicani ritornavano sui banchi di scuola a studiare e ad elaborare strategie comunicative vincenti. Il punto è, anche, che questa riforma, e il suo retroterra ideologico, sono condivisi da una parte consistente del PD e della Flc: protestano solo perché Gelmini e Tremonti fanno a colpi di mannaia quello che Fioroni e Bastico avrebbero fatto col bisturi. Perché l&#8217;ex DS aveva svenduto il settore scuola ai cattolici della Margheerita, per i quali la pedagogia non-personalistica e non-confessionale è fumo negli occhi.</p>
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		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102759</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:48:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Però, Girolamo, voglio farti una critica pubblica.
Prenditi le tue responsabilità.
Se non lo scrivi tu un cazzo di libro sulla scuola - da scrittore competente non da barbogio saggista - ci tocca tenerci quelli della Mastrocola!
Vergognati e datti una mossa, pelandrone!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Però, Girolamo, voglio farti una critica pubblica.<br />
Prenditi le tue responsabilità.<br />
Se non lo scrivi tu un cazzo di libro sulla scuola &#8211; da scrittore competente non da barbogio saggista &#8211; ci tocca tenerci quelli della Mastrocola!<br />
Vergognati e datti una mossa, pelandrone!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102758</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 22:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per un periodo di tempo ho letto sistematicamente la stampa di destra, sia in carta che su rete, e per un po&#039; ho frequentato (come lettrice)anche il blog di Israel.
Be&#039;, devo dire che quello che leggo oggi per me non è cosa nuova.  Quando scrivevo su &lt;i&gt;un post meditabondo&lt;/i&gt; che ci sono parole che godono di pessima reputazione come &lt;i&gt;pedagogia&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;etica&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;politica&lt;/i&gt;, volevo dire proprio questo.
Su &lt;i&gt;L&#039;Occidentale&lt;/i&gt; di oggi è stato pubblicato un articolo dal titolo &lt;i&gt;L&#039;identità nazionale è cosa seria. Non basta la Costituzione a garantirla&lt;/i&gt;, ma lì se ne trovano molti altri in cui si può reperire quello che appare come un vero e proprio repertorio retorico, dove vengono rivisitati e ridefiniti i concetti che fondano la base di una comunità, in particolare di quella italiana ovviamente.
L&#039;accusa di &lt;i&gt;comunista&lt;/i&gt;, che sembra addirittura risibile sulla bocca di Berlusconi, è stato ribadito in questi repertori (e non parlo solo de &lt;i&gt;L&#039;Occidentale&lt;/i&gt;, ovviamente) in modo sistematico e &#039;scientifico&#039;.
Non si parla tanto di comunismo, ovviamente, ma di baco bolscevico, di illiberalismo, e dunque, in base a questa accusa, tranquillamente si getta discredito sui  padri costituzionali e, di conseguenza, sulla Costituzione (troppo elitaria, troppo distante dal paese reale, troppo pedagogica (appunto) laddove un patto liberale si fonda su quel che c&#039;è, non su un progetto educativo).
E, attenzione, non si attaccano solo i comunisti ma tutti quei liberali che sono in odore di &lt;i&gt;bolscevismo&lt;/i&gt;, sia a livello internazionale (Stuart Mill e Dewey non godono di buona reputazione tra i superliberali italiani di destra, ovviamente) che italiano. Si veda, per esempio, la &lt;a href=&quot;http://www.loccidentale.it/articolo/massimo+teodori+al+grand+hotel+dei+laici.0060443&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;recensione/stroncatura&lt;/a&gt; che Dino Cofrancesco fa a &#039;Storia dei laici nell&#039;Italia clericale e comunista&#039;  di Massimo Teodori (Massimo Teodori!) e con quali argomentazioni. Ne vale la pena, come vale la pena leggersi tutti gli articoli di Cofrancesco.
Ora io non ce l&#039;ho né con &lt;i&gt;l&#039;Occidentale&lt;/i&gt; né con Cofrancesco, in fondo hanno fatto il loro lavoro, ce l&#039;ho con chi ha lasciato che queste cose venissero dette senza opporre un solo argomento, un solo contraddittorio, uno straccio di discussione pubblica.
Perché il revisionismo, storico, ideologico, politico c&#039;è e inizia dal e con il linguaggio. Ed è davvero singolare (ma non sorprendente) che un&#039;operazione così capillarmente &#039;pedagogica&#039;e &#039;(de)formativa&#039; scenda in campo per demonizzare la pedagogia e la formazione come fossero il cavallo di troia del comunismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per un periodo di tempo ho letto sistematicamente la stampa di destra, sia in carta che su rete, e per un po&#8217; ho frequentato (come lettrice)anche il blog di Israel.<br />
Be&#8217;, devo dire che quello che leggo oggi per me non è cosa nuova.  Quando scrivevo su <i>un post meditabondo</i> che ci sono parole che godono di pessima reputazione come <i>pedagogia</i>, <i>etica</i>, <i>politica</i>, volevo dire proprio questo.<br />
Su <i>L&#8217;Occidentale</i> di oggi è stato pubblicato un articolo dal titolo <i>L&#8217;identità nazionale è cosa seria. Non basta la Costituzione a garantirla</i>, ma lì se ne trovano molti altri in cui si può reperire quello che appare come un vero e proprio repertorio retorico, dove vengono rivisitati e ridefiniti i concetti che fondano la base di una comunità, in particolare di quella italiana ovviamente.<br />
L&#8217;accusa di <i>comunista</i>, che sembra addirittura risibile sulla bocca di Berlusconi, è stato ribadito in questi repertori (e non parlo solo de <i>L&#8217;Occidentale</i>, ovviamente) in modo sistematico e &#8216;scientifico&#8217;.<br />
Non si parla tanto di comunismo, ovviamente, ma di baco bolscevico, di illiberalismo, e dunque, in base a questa accusa, tranquillamente si getta discredito sui  padri costituzionali e, di conseguenza, sulla Costituzione (troppo elitaria, troppo distante dal paese reale, troppo pedagogica (appunto) laddove un patto liberale si fonda su quel che c&#8217;è, non su un progetto educativo).<br />
E, attenzione, non si attaccano solo i comunisti ma tutti quei liberali che sono in odore di <i>bolscevismo</i>, sia a livello internazionale (Stuart Mill e Dewey non godono di buona reputazione tra i superliberali italiani di destra, ovviamente) che italiano. Si veda, per esempio, la <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/massimo+teodori+al+grand+hotel+dei+laici.0060443" rel="nofollow ugc">recensione/stroncatura</a> che Dino Cofrancesco fa a &#8216;Storia dei laici nell&#8217;Italia clericale e comunista&#8217;  di Massimo Teodori (Massimo Teodori!) e con quali argomentazioni. Ne vale la pena, come vale la pena leggersi tutti gli articoli di Cofrancesco.<br />
Ora io non ce l&#8217;ho né con <i>l&#8217;Occidentale</i> né con Cofrancesco, in fondo hanno fatto il loro lavoro, ce l&#8217;ho con chi ha lasciato che queste cose venissero dette senza opporre un solo argomento, un solo contraddittorio, uno straccio di discussione pubblica.<br />
Perché il revisionismo, storico, ideologico, politico c&#8217;è e inizia dal e con il linguaggio. Ed è davvero singolare (ma non sorprendente) che un&#8217;operazione così capillarmente &#8216;pedagogica&#8217;e &#8216;(de)formativa&#8217; scenda in campo per demonizzare la pedagogia e la formazione come fossero il cavallo di troia del comunismo.</p>
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		<title>
		Di: supermambanana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102757</link>

		<dc:creator><![CDATA[supermambanana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 21:53:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Girolamo, forse puoi aiutarmi a capire meglio allora, perche&#039; io per vari motivi (non ultimo quello che vivo all&#039;estero da 13 anni ormai) non ho ben presente il panorama italiano, quindi in particolare non saprei dire come Galli Della Loggia, o Israel, si pongono nella italica geografia, se sono pro o contro Gelmini (questi particolari pezzi mi paiono contro ad esempio).
Quindi ho approcciato la questione di oggi con un focus puramente accademico, ho cercato di fare una esegesi di massima del pezzo del Corriere di Galli Della Loggia, e del testo in modo assestante, visto che non conosco altri scritti dell&#039;autore, e a prescindere dalla mia posizione ideologica. In parallelo, mi sono vista il documento di indirizzo di questa nuova materia (che ho trovato qui: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cittadinanza_costituzione/ ). E insomma, circoscrivendo la questione in questo modo (non so cosa &quot;Galli della Loggia stia facendo alla scuola&quot; per esempio, o se ha o non ha potere decisionale in proposito e non ho tempo di appurarlo al momento) mi pare che i distinguo di Della Loggia sulla proposta Gelmini non siano totalmente infondati. E non si tratta soltanto di fornire conoscenza per eventualmente criticare la Costituzione, come (credo) il &quot;partito dell&#039;Istruzione&quot; vorrebbe (se ho compreso bene). Piuttosto, dal mio punto di vista, quello che manca, nella materia proposta, e&#039; un esercizio alla cittadinanza attiva e al pensiero critico: alla fin fine mi pare che la proposta sia per un &#039;insegnamento&#039; a tutti gli effetti, un passaggio di conoscenza dal docente agli alunni, si trasmettono concetti, nozioni, si racconta di questo e di quello. La cosa in effetti ha il rischio di diventare evangelica, nel senso che se la conoscenza viene trasmessa non e&#039; implausibile che chi la riceve la interpreti come &#039;quella giusta&#039;.
Visto che il documento Gelmini si rifa&#039; ad altri Paesi, mi sono quindi andata a vedere in che consiste la materia &quot;Citizenship&quot; nel Paese che mi ospita, tanto per un confronto. Il documento dice, traducendo a braccio (l&#039;originale e&#039; qui: http://curriculum.qcda.gov.uk/key-stages-3-and-4/subjects/citizenship/keystage3/index.aspx) che per Cittadinanza la capacita&#039; di avere un ruolo efficace e attivo nella cosa pubblica. Gli studenti sono invitati a interessarsi a questioni controverse, affrontare discussioni e dibattiti, imparare a prender parte a decisioni importanti, e a forme diverse di azione. Incoraggia il rispetto per entita ed etnie differente, insegna pensiero critico per analizzare idee diverse, credenze, culture e identita&#039;, e i valori che hanno in comune. Mi colpisce soprattutto (e, oh! quanto ci servirebbe in Italia) l&#039;enfasi sulla comunicazione: gli alunni devono impare ad esprimere le loro opinioni in dibattiti formali, comunicare argomenti, prendere in considerazione diversi punti di vista, giustificare i propri punti di vista, rappresentare i punti di vista degli altri con cui possono o non possono essere in accordo. Mi fermo qui, ma si vede come, anche se ovviamente c&#039;e&#039; una parte nozionistica (come funziona il parlamento etc) il taglio della materia e&#039; assolutamente attivo, non passivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girolamo, forse puoi aiutarmi a capire meglio allora, perche&#8217; io per vari motivi (non ultimo quello che vivo all&#8217;estero da 13 anni ormai) non ho ben presente il panorama italiano, quindi in particolare non saprei dire come Galli Della Loggia, o Israel, si pongono nella italica geografia, se sono pro o contro Gelmini (questi particolari pezzi mi paiono contro ad esempio).<br />
Quindi ho approcciato la questione di oggi con un focus puramente accademico, ho cercato di fare una esegesi di massima del pezzo del Corriere di Galli Della Loggia, e del testo in modo assestante, visto che non conosco altri scritti dell&#8217;autore, e a prescindere dalla mia posizione ideologica. In parallelo, mi sono vista il documento di indirizzo di questa nuova materia (che ho trovato qui: <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cittadinanza_costituzione/" rel="nofollow ugc">http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cittadinanza_costituzione/</a> ). E insomma, circoscrivendo la questione in questo modo (non so cosa &#8220;Galli della Loggia stia facendo alla scuola&#8221; per esempio, o se ha o non ha potere decisionale in proposito e non ho tempo di appurarlo al momento) mi pare che i distinguo di Della Loggia sulla proposta Gelmini non siano totalmente infondati. E non si tratta soltanto di fornire conoscenza per eventualmente criticare la Costituzione, come (credo) il &#8220;partito dell&#8217;Istruzione&#8221; vorrebbe (se ho compreso bene). Piuttosto, dal mio punto di vista, quello che manca, nella materia proposta, e&#8217; un esercizio alla cittadinanza attiva e al pensiero critico: alla fin fine mi pare che la proposta sia per un &#8216;insegnamento&#8217; a tutti gli effetti, un passaggio di conoscenza dal docente agli alunni, si trasmettono concetti, nozioni, si racconta di questo e di quello. La cosa in effetti ha il rischio di diventare evangelica, nel senso che se la conoscenza viene trasmessa non e&#8217; implausibile che chi la riceve la interpreti come &#8216;quella giusta&#8217;.<br />
Visto che il documento Gelmini si rifa&#8217; ad altri Paesi, mi sono quindi andata a vedere in che consiste la materia &#8220;Citizenship&#8221; nel Paese che mi ospita, tanto per un confronto. Il documento dice, traducendo a braccio (l&#8217;originale e&#8217; qui: <a href="http://curriculum.qcda.gov.uk/key-stages-3-and-4/subjects/citizenship/keystage3/index.aspx" rel="nofollow ugc">http://curriculum.qcda.gov.uk/key-stages-3-and-4/subjects/citizenship/keystage3/index.aspx</a>) che per Cittadinanza la capacita&#8217; di avere un ruolo efficace e attivo nella cosa pubblica. Gli studenti sono invitati a interessarsi a questioni controverse, affrontare discussioni e dibattiti, imparare a prender parte a decisioni importanti, e a forme diverse di azione. Incoraggia il rispetto per entita ed etnie differente, insegna pensiero critico per analizzare idee diverse, credenze, culture e identita&#8217;, e i valori che hanno in comune. Mi colpisce soprattutto (e, oh! quanto ci servirebbe in Italia) l&#8217;enfasi sulla comunicazione: gli alunni devono impare ad esprimere le loro opinioni in dibattiti formali, comunicare argomenti, prendere in considerazione diversi punti di vista, giustificare i propri punti di vista, rappresentare i punti di vista degli altri con cui possono o non possono essere in accordo. Mi fermo qui, ma si vede come, anche se ovviamente c&#8217;e&#8217; una parte nozionistica (come funziona il parlamento etc) il taglio della materia e&#8217; assolutamente attivo, non passivo.</p>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102756</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:58:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3298#comment-102756</guid>

					<description><![CDATA[Scusate se intervengo ancora, ma è inevitabile.
Gianni Biondillo, come sempre, coglie in una battuta il nocciolo duro di tutta la questione pedagogica dell&#039;ultimo quindicennio.
Banalizzando: il partito dell&#039;Educazione contro il partito dell&#039;Istruzione.
I primi sono convinti che, nella società complessa e globizzata, la scuola non possa più essere il luogo nel quale si apprende un nucleo di saperi di base da mantenere per tuta la vita, poiché in una società dinamica e mutevole ci saranno sempre nuovi contenuti da apprendere. Da qui la visione di una scuola che &quot;insegni ad imparare&quot;, coerente con quello che sappiamo della mente da qualche decennio: che la mente non è una scatola da riempire, che non è neanche &quot;una&quot;, ma multipla; che ogni sapere stimola l&#039;apprendimento di altri saperi, e interagisce con altri apprendimenti perché mette in moto le stesse aree mentali (ad esempio: latino e matematica presuppongono gli stessi processi logici, e possono interagire l&#039;uno con l&#039;altro). Nota bene: non si tratta di mode recenti o passeggere, è almeno dal superamento (parziale, e in avanti) di Dewey ad opera di Bruner e Gardner che esistono queste teorie della mente e della scuola.
Il partito dell&#039;Istruzione, invece, continua a credere che la scuola debba insegnare poche cose fatte bene, senza porsi il problema del dopo. Galli della Loggia è convinto da tempo (pur non sapendo niente di scuola: basta vedere come parla di &quot;uno statuto delle studentesse e degli studenti&quot; senza sapere che è una legge dello Stato che regolamenta diritti e doveri, e non una generica dichiarazione di principio) che per salvare la scuola italiana sia sufficiente ridurre le materie e le ore.
Non è una questione irrilevante: se io credo che ogni ara disciplinare interagisce con le altre, e se credo che la mente sia molteplice e le intelligenze multiple, anche poche ore di una disciplina sono importanti. Se io credo, con Galli della Loggia, Tremonti, Israel, che la mente sia semplice e risponda a stimoli semplici, allora molte discipline forniscono un&#039;infarinatura di conoscenza, e tanto vale abolirle. Stiamo parlando, per capirci, di discipline quali diritto ed economia, musica, i laboratori nei tecnico-professionali, le scienze sociali, la storia dell&#039;arte: tutte materie cassate, o ghettizzate in un singolo indirizzo, dalla riforma-Gelmini.
Israel, Galli della Loggia, Gelmini &#038; compagnia stanno facendo alla scuola quello che quattro black bloc (o figuri da bb travisati) fecero a vetrine, sportelli bancomat e automobili a Genova, scatenando la pelosa indignazione dei telespettatori: c&#039;è qualcuno di quegli indignati a comando che oggi riesce a cogliere la differenza tra una vetrina e l&#039;istituzione scolastica? Tra la cassa metallica di un bancomat e il diritto all&#039;istruzione e alla conoscenza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se intervengo ancora, ma è inevitabile.<br />
Gianni Biondillo, come sempre, coglie in una battuta il nocciolo duro di tutta la questione pedagogica dell&#8217;ultimo quindicennio.<br />
Banalizzando: il partito dell&#8217;Educazione contro il partito dell&#8217;Istruzione.<br />
I primi sono convinti che, nella società complessa e globizzata, la scuola non possa più essere il luogo nel quale si apprende un nucleo di saperi di base da mantenere per tuta la vita, poiché in una società dinamica e mutevole ci saranno sempre nuovi contenuti da apprendere. Da qui la visione di una scuola che &#8220;insegni ad imparare&#8221;, coerente con quello che sappiamo della mente da qualche decennio: che la mente non è una scatola da riempire, che non è neanche &#8220;una&#8221;, ma multipla; che ogni sapere stimola l&#8217;apprendimento di altri saperi, e interagisce con altri apprendimenti perché mette in moto le stesse aree mentali (ad esempio: latino e matematica presuppongono gli stessi processi logici, e possono interagire l&#8217;uno con l&#8217;altro). Nota bene: non si tratta di mode recenti o passeggere, è almeno dal superamento (parziale, e in avanti) di Dewey ad opera di Bruner e Gardner che esistono queste teorie della mente e della scuola.<br />
Il partito dell&#8217;Istruzione, invece, continua a credere che la scuola debba insegnare poche cose fatte bene, senza porsi il problema del dopo. Galli della Loggia è convinto da tempo (pur non sapendo niente di scuola: basta vedere come parla di &#8220;uno statuto delle studentesse e degli studenti&#8221; senza sapere che è una legge dello Stato che regolamenta diritti e doveri, e non una generica dichiarazione di principio) che per salvare la scuola italiana sia sufficiente ridurre le materie e le ore.<br />
Non è una questione irrilevante: se io credo che ogni ara disciplinare interagisce con le altre, e se credo che la mente sia molteplice e le intelligenze multiple, anche poche ore di una disciplina sono importanti. Se io credo, con Galli della Loggia, Tremonti, Israel, che la mente sia semplice e risponda a stimoli semplici, allora molte discipline forniscono un&#8217;infarinatura di conoscenza, e tanto vale abolirle. Stiamo parlando, per capirci, di discipline quali diritto ed economia, musica, i laboratori nei tecnico-professionali, le scienze sociali, la storia dell&#8217;arte: tutte materie cassate, o ghettizzate in un singolo indirizzo, dalla riforma-Gelmini.<br />
Israel, Galli della Loggia, Gelmini &amp; compagnia stanno facendo alla scuola quello che quattro black bloc (o figuri da bb travisati) fecero a vetrine, sportelli bancomat e automobili a Genova, scatenando la pelosa indignazione dei telespettatori: c&#8217;è qualcuno di quegli indignati a comando che oggi riesce a cogliere la differenza tra una vetrina e l&#8217;istituzione scolastica? Tra la cassa metallica di un bancomat e il diritto all&#8217;istruzione e alla conoscenza?</p>
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		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102755</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è saltata una negazione: «e comunque &lt;b&gt;neanche&lt;/b&gt; “Cittadinanza e Costituzione” lo è»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è saltata una negazione: «e comunque <b>neanche</b> “Cittadinanza e Costituzione” lo è»</p>
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		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102754</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:48:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiariamo un equivoco: l&#039;insegnamento &quot;Cittadinanza e Costituzione&quot; è stato istituito da Gelmini, senza peraltro informare noi insegnanti su cosa si dovrebbe mettere in questo contenitore che occupa il 50% delle ore di storia in tutti gli anni di tutti gli ordini di scuola.
Il fatto che non ci fosse una materia specifica (e comunque anche &quot;Cittadinanza e Costituzione&quot; lo è: i sui voti finiscono nel registro di Storia, proprio come la vecchia Educazione Civica) non era né un caso né una disattenzione: discendeva dal presupposto che a educare alla Cittadinanza e ai valori della Costituzione provvede non il solo insegnante di Storia, ma l&#039;intero corpo docente, perché tutte le discipline concorrono a formare il Cittadino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiariamo un equivoco: l&#8217;insegnamento &#8220;Cittadinanza e Costituzione&#8221; è stato istituito da Gelmini, senza peraltro informare noi insegnanti su cosa si dovrebbe mettere in questo contenitore che occupa il 50% delle ore di storia in tutti gli anni di tutti gli ordini di scuola.<br />
Il fatto che non ci fosse una materia specifica (e comunque anche &#8220;Cittadinanza e Costituzione&#8221; lo è: i sui voti finiscono nel registro di Storia, proprio come la vecchia Educazione Civica) non era né un caso né una disattenzione: discendeva dal presupposto che a educare alla Cittadinanza e ai valori della Costituzione provvede non il solo insegnante di Storia, ma l&#8217;intero corpo docente, perché tutte le discipline concorrono a formare il Cittadino.</p>
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		Di: Scatcat		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ditemi-che-non-e-vero/comment-page-1/#comment-102753</link>

		<dc:creator><![CDATA[Scatcat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:59:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie :)
Al momento non è insegnata affatto, se non per qualche iniziativa dei professori o per chi fa diritto: il discorso riguarda una nuova materia che dovrebbe chiamarsi Cittadinanza e Costituzione. Il problema sembra riguardare la chiave in cui verrà svolto questo insegnamento più che la materia in sè.
Quanto al fatto che dovrebbe essere più chiaro, immagino di sì :)! Se hai dei dubbi perchè non gli scrivi direttamente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie 🙂<br />
Al momento non è insegnata affatto, se non per qualche iniziativa dei professori o per chi fa diritto: il discorso riguarda una nuova materia che dovrebbe chiamarsi Cittadinanza e Costituzione. Il problema sembra riguardare la chiave in cui verrà svolto questo insegnamento più che la materia in sè.<br />
Quanto al fatto che dovrebbe essere più chiaro, immagino di sì :)! Se hai dei dubbi perchè non gli scrivi direttamente?</p>
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