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	Commenti a: DOVE STANNO GLI ELEFANTI E UN COMUNICATO DEGLI ATIPICI MONDADORI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Sat, 16 Feb 2013 20:39:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 20:39:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Alessandro, sottolineare le criticità della riforma Ichino-Fornero non significa affatto sostenere che le riforme precedenti fossero positive. Cerchiamo di non confondere acque e affettati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alessandro, sottolineare le criticità della riforma Ichino-Fornero non significa affatto sostenere che le riforme precedenti fossero positive. Cerchiamo di non confondere acque e affettati.</p>
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		Di: Alessandro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Feb 2013 20:33:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Essere preda degli ideologismi significa chiudersi nella torre d&#039;avorio dei dogmi senza accettare confronti con la realtà. Il fatto è che mentre in altri paesi (non voglio parlare degli Usa, bastano Germania, Francia, Austria, Benelux o paesi scandinavi) c&#039;è un sistema di tutele che mira ad aiutare il lavoratore licenziato a trovare il più velocemente possibile un nuovo posto di lavoro, noi ne abbiamo uno che cerca il più possibile di tenere il lavoratore nel posto che ha. E&#039; evidente che in un&#039;epoca di trasformazioni economiche sempre più rapide, questa impostazione è sempre meno sostenibile. E non dà neanche i risultati che si vorrebbe: nel 2012 abbiamo avuto un tasso di disoccupazione pari a quasi il doppio di quello della germania, quasi tre volte quello dell&#039;austria, un paio di punti sopra quello della francia; che altri dati servono per capire che non funziona?
Con la questione precari mondadori, comunque, questo c&#039;entra poco. La loro è una storia che inizia da molto prima della riforma fornero ed è fatta di co.co.co e co.co.pro rinnovati per anni quando questo tipo di contratti non avrebbe dovuto prevedere reiterazioni prolungate (ma sulla cosa hanno sempre chiuso un occhio tutti, dagli ispettorati del lavoro ai sindacati, dai governi di centrodestra a quelli di centrosinistra). Una valutazione senza ideologismni della riforma fornero dovrebbe riconoscere che la legge ha avuto almeno il merito di far emergere l&#039;anomalia di due riforme - prima la treu e poi la biagi - che in sostanza hanno mancato l&#039;obiettivo: nel caso specifico, la mondadori non potrà piuù rinnovare i contratti e dovrà assumere, oppure passare tutti a partita iva ma facendoli lavorare da casa (con problemi organizzativi non indifferenti) perché altrimenti la partita iva non è facilmente difendibile.
Invece, a leggere i commenti, sembra quasi che i precari mondadori siano diventati precari solo per colpa della riforma. Questo è prosciutto sugli occhi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essere preda degli ideologismi significa chiudersi nella torre d&#8217;avorio dei dogmi senza accettare confronti con la realtà. Il fatto è che mentre in altri paesi (non voglio parlare degli Usa, bastano Germania, Francia, Austria, Benelux o paesi scandinavi) c&#8217;è un sistema di tutele che mira ad aiutare il lavoratore licenziato a trovare il più velocemente possibile un nuovo posto di lavoro, noi ne abbiamo uno che cerca il più possibile di tenere il lavoratore nel posto che ha. E&#8217; evidente che in un&#8217;epoca di trasformazioni economiche sempre più rapide, questa impostazione è sempre meno sostenibile. E non dà neanche i risultati che si vorrebbe: nel 2012 abbiamo avuto un tasso di disoccupazione pari a quasi il doppio di quello della germania, quasi tre volte quello dell&#8217;austria, un paio di punti sopra quello della francia; che altri dati servono per capire che non funziona?<br />
Con la questione precari mondadori, comunque, questo c&#8217;entra poco. La loro è una storia che inizia da molto prima della riforma fornero ed è fatta di co.co.co e co.co.pro rinnovati per anni quando questo tipo di contratti non avrebbe dovuto prevedere reiterazioni prolungate (ma sulla cosa hanno sempre chiuso un occhio tutti, dagli ispettorati del lavoro ai sindacati, dai governi di centrodestra a quelli di centrosinistra). Una valutazione senza ideologismni della riforma fornero dovrebbe riconoscere che la legge ha avuto almeno il merito di far emergere l&#8217;anomalia di due riforme &#8211; prima la treu e poi la biagi &#8211; che in sostanza hanno mancato l&#8217;obiettivo: nel caso specifico, la mondadori non potrà piuù rinnovare i contratti e dovrà assumere, oppure passare tutti a partita iva ma facendoli lavorare da casa (con problemi organizzativi non indifferenti) perché altrimenti la partita iva non è facilmente difendibile.<br />
Invece, a leggere i commenti, sembra quasi che i precari mondadori siano diventati precari solo per colpa della riforma. Questo è prosciutto sugli occhi.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 17:20:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[laura.a. Non ho detto che altrove sia rose e fiori. Ho detto che ho la sensazione che in questo ambiente sia più frequente. Che è ben diverso. In ogni caso, in questo ambiente è particolarmente irritante il continuo richiamo al prestigio, alla passione, al fare le cose perchè ti piace farle anzichè al fatto che magni e paghi er gas.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>laura.a. Non ho detto che altrove sia rose e fiori. Ho detto che ho la sensazione che in questo ambiente sia più frequente. Che è ben diverso. In ogni caso, in questo ambiente è particolarmente irritante il continuo richiamo al prestigio, alla passione, al fare le cose perchè ti piace farle anzichè al fatto che magni e paghi er gas.</p>
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		Di: laura a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dove-stanno-gli-elefanti-e-un-comunicato-degli-atipici-mondadori/comment-page-1/#comment-132487</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 15:22:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[anche alla luce dei commenti di claudia e girolamo, a me sembra che il punto  sia avere contratti &quot;forti&quot;. Utopistico in questo momento? Se si intende questo momento come una condizione di estrema frammentazione e coscienza poco diffusa tra i lavoratori, sì. E&#039; su questo che si deve lavorare a mio avviso, per poter aspirare a norme meno aggirabili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anche alla luce dei commenti di claudia e girolamo, a me sembra che il punto  sia avere contratti &#8220;forti&#8221;. Utopistico in questo momento? Se si intende questo momento come una condizione di estrema frammentazione e coscienza poco diffusa tra i lavoratori, sì. E&#8217; su questo che si deve lavorare a mio avviso, per poter aspirare a norme meno aggirabili.</p>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dove-stanno-gli-elefanti-e-un-comunicato-degli-atipici-mondadori/comment-page-1/#comment-132486</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:58:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo sia poco chiaro alla cosiddetta opinione pubblica un aspetto centrale del mondo del lavoro: il pieno rispetto dei contratti di lavoro – diritti e doveri, come si dice – non è un dato, ma un obiettivo. È sempre stato così, sia chiaro. Uno dei primi segni del mutamento di clima, agli inizi degli anni Ottanta, fu quando nelle fabbriche di un noto imprenditore &quot;progressista&quot; proprietario di un&#039;azienda all&#039;epoca leader di settore gli stipendi cominciarono ad essere consegnati in buste aperte (in violazione della legge che tutela il lavoratore dal prelievo di una &quot;tangentina&quot; da parte del padrone). È per questo che, in generale, il ragionamento &quot;abbassiamo le tutele, ma estendiamole a tutti&quot; è valido solo dal punto di vista logico, non certo da quello della concreta realtà dei fatti. Se i lavoratori non hanno la forza di imporre, o creare, diritti, se chi dovrebbe tutelare i lavoratori firma gli accordi a prescindere (è successo alla Findus di Latina, che è come dire Findus-Italia: vedi l&#039;articolo in ultima pagina del &quot;manifesto&quot; di oggi), addirittura prima ancora di entrare in contrattazione (è successo nella scuola con gli scatti di anzianità arretrati che saranno pagati con i fondi delle scuole), non si abbassa solo il livello di tutela del lavoro, si allarga l&#039;area di illegalità, precarizzazione coatta, costrizione alla firma in bianco, ecc. Poi in televisione va in onda &quot;Boris&quot;, e il pubblico ride pensando che non sia tutto vero: io ho ribattezzato alcuni amici coi nomi dei personaggi di &quot;Boris&quot;. Di nuovo, i fratelli Ichino, come Treu, Biagi, Damiani, ecc., queste cose le sanno benissimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo sia poco chiaro alla cosiddetta opinione pubblica un aspetto centrale del mondo del lavoro: il pieno rispetto dei contratti di lavoro – diritti e doveri, come si dice – non è un dato, ma un obiettivo. È sempre stato così, sia chiaro. Uno dei primi segni del mutamento di clima, agli inizi degli anni Ottanta, fu quando nelle fabbriche di un noto imprenditore &#8220;progressista&#8221; proprietario di un&#8217;azienda all&#8217;epoca leader di settore gli stipendi cominciarono ad essere consegnati in buste aperte (in violazione della legge che tutela il lavoratore dal prelievo di una &#8220;tangentina&#8221; da parte del padrone). È per questo che, in generale, il ragionamento &#8220;abbassiamo le tutele, ma estendiamole a tutti&#8221; è valido solo dal punto di vista logico, non certo da quello della concreta realtà dei fatti. Se i lavoratori non hanno la forza di imporre, o creare, diritti, se chi dovrebbe tutelare i lavoratori firma gli accordi a prescindere (è successo alla Findus di Latina, che è come dire Findus-Italia: vedi l&#8217;articolo in ultima pagina del &#8220;manifesto&#8221; di oggi), addirittura prima ancora di entrare in contrattazione (è successo nella scuola con gli scatti di anzianità arretrati che saranno pagati con i fondi delle scuole), non si abbassa solo il livello di tutela del lavoro, si allarga l&#8217;area di illegalità, precarizzazione coatta, costrizione alla firma in bianco, ecc. Poi in televisione va in onda &#8220;Boris&#8221;, e il pubblico ride pensando che non sia tutto vero: io ho ribattezzato alcuni amici coi nomi dei personaggi di &#8220;Boris&#8221;. Di nuovo, i fratelli Ichino, come Treu, Biagi, Damiani, ecc., queste cose le sanno benissimo.</p>
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		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dove-stanno-gli-elefanti-e-un-comunicato-degli-atipici-mondadori/comment-page-1/#comment-132485</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:53:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo, è esattamente quello che è successo a me, anche se nel contesto dell&#039;università. Succede praticamente sempre che a un co.co.co venga imposto un orario come se si trattasse di lavoro dipendente mentre non lo è, e non dà nessuna delle garanzie del lavoro dipendente e peró i datori (nel mio caso una macchina burocratica mostruosa come un&#039;università dove le tutele dovrebbero essere applicate sistematicamente, se non altro per timore di ricorsi e vertenze) sono lasciati liberi di agire indisturbati. Il fatto poi che riportando l&#039;abuso al sindacato mi sia stato detto che non potevano farci niente perché il co.co.co non è lavoro dipendente e quindi loro non se ne occupano, mi ha lasciata non dico basita, dico annientata. E siccome questa prassi come dici giustamente è consolidata, queste tipologie contrattuali semplicemente devono sparire perché in un paese come questo non hanno senso di esistere. O meglio: un senso ce l&#039;hanno visto che chi ne beneficia è da anni esclusivamente il datore di lavoro a danni del lavoratore, di qualsiasi settore si tratti (oggi applicati pure alla P.A. ed è scandaloso, perché si può anche pensare che il privato possa fare quello che vuole - che non è vero - ma che lo faccia il pubblico è demenziale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, è esattamente quello che è successo a me, anche se nel contesto dell&#8217;università. Succede praticamente sempre che a un co.co.co venga imposto un orario come se si trattasse di lavoro dipendente mentre non lo è, e non dà nessuna delle garanzie del lavoro dipendente e peró i datori (nel mio caso una macchina burocratica mostruosa come un&#8217;università dove le tutele dovrebbero essere applicate sistematicamente, se non altro per timore di ricorsi e vertenze) sono lasciati liberi di agire indisturbati. Il fatto poi che riportando l&#8217;abuso al sindacato mi sia stato detto che non potevano farci niente perché il co.co.co non è lavoro dipendente e quindi loro non se ne occupano, mi ha lasciata non dico basita, dico annientata. E siccome questa prassi come dici giustamente è consolidata, queste tipologie contrattuali semplicemente devono sparire perché in un paese come questo non hanno senso di esistere. O meglio: un senso ce l&#8217;hanno visto che chi ne beneficia è da anni esclusivamente il datore di lavoro a danni del lavoratore, di qualsiasi settore si tratti (oggi applicati pure alla P.A. ed è scandaloso, perché si può anche pensare che il privato possa fare quello che vuole &#8211; che non è vero &#8211; ma che lo faccia il pubblico è demenziale.</p>
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		<title>
		Di: laura a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dove-stanno-gli-elefanti-e-un-comunicato-degli-atipici-mondadori/comment-page-1/#comment-132484</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:42:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie Claudia, preciso meglio: quel tipo di contratto prevedeva un tot di ore giornaliere in orario a tua scelta, mentre di fatto pretendevano illegalmente la presenza in una fascia fissa decisa da loro - come appunto se tu fossi stata assunta a tempo indeterminato (resistito pochissimo infatti). Questo in un esercizio al pubblico, che considerava il tutto normalissimo perché usanza consolidata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Claudia, preciso meglio: quel tipo di contratto prevedeva un tot di ore giornaliere in orario a tua scelta, mentre di fatto pretendevano illegalmente la presenza in una fascia fissa decisa da loro &#8211; come appunto se tu fossi stata assunta a tempo indeterminato (resistito pochissimo infatti). Questo in un esercizio al pubblico, che considerava il tutto normalissimo perché usanza consolidata.</p>
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		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dove-stanno-gli-elefanti-e-un-comunicato-degli-atipici-mondadori/comment-page-1/#comment-132483</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È vero quello che dice Laura, ma sulla questione dell&#039;applicazione arbitraria dei contratti di collaborazione continuativa e a progetto si e discusso a lungo, è uno dei cardini del pensiero di Ichino quello di imporre una regolarizzazione proprio dell&#039;abuso di quella tipologia contrattuale per evitare forme di mobbing. Poi è chiaro che pur di lavorare c&#039;e chi accetta l&#039;abuso, ma quella è una scelta personale. Io non l&#039;ho accettato quell&#039;unica volta in vita mia in mi è stato fatto quel tipo di contratto e infatti non me l&#039;hanno rinnovato in quanto considerata una rompiballe. Ma mica si può andare avanti così. Il problema è proprio il rispetto delle leggi ed emerge anche da quello che scrivi tu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È vero quello che dice Laura, ma sulla questione dell&#8217;applicazione arbitraria dei contratti di collaborazione continuativa e a progetto si e discusso a lungo, è uno dei cardini del pensiero di Ichino quello di imporre una regolarizzazione proprio dell&#8217;abuso di quella tipologia contrattuale per evitare forme di mobbing. Poi è chiaro che pur di lavorare c&#8217;e chi accetta l&#8217;abuso, ma quella è una scelta personale. Io non l&#8217;ho accettato quell&#8217;unica volta in vita mia in mi è stato fatto quel tipo di contratto e infatti non me l&#8217;hanno rinnovato in quanto considerata una rompiballe. Ma mica si può andare avanti così. Il problema è proprio il rispetto delle leggi ed emerge anche da quello che scrivi tu.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: laura a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dove-stanno-gli-elefanti-e-un-comunicato-degli-atipici-mondadori/comment-page-1/#comment-132482</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:26:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per il resto quoto in pieno l&#039;intervento di Maurizio, con cui farei un Manifesto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per il resto quoto in pieno l&#8217;intervento di Maurizio, con cui farei un Manifesto.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: laura a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dove-stanno-gli-elefanti-e-un-comunicato-degli-atipici-mondadori/comment-page-1/#comment-132481</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:25:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nota a margine per @zaub e tutt*, non direi proprio che siano tutti bravi a rispettare le regole al di fuori degli ambienti in questione, garantito e provato sulla mia pelle negli anni del mio variegato curriculum.
Il punto è che certe forme contrattuali sembrano fatte apposta per non essere rispettate: la ditta ti fa un co.co.co. con l&#039;indicazione obbligatoria di una fascia oraria, poi te ne impone tutt&#039;altre - per fare un&#039;esempio.
Questo per dire che il problema non è il rispetto delle leggi, sono proprio certe leggi - e Ichino quando ha avuto l&#039;idea (e soprattutto ovviamente gli altri prima di lui) sapeva benissimo in che paese viveva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nota a margine per @zaub e tutt*, non direi proprio che siano tutti bravi a rispettare le regole al di fuori degli ambienti in questione, garantito e provato sulla mia pelle negli anni del mio variegato curriculum.<br />
Il punto è che certe forme contrattuali sembrano fatte apposta per non essere rispettate: la ditta ti fa un co.co.co. con l&#8217;indicazione obbligatoria di una fascia oraria, poi te ne impone tutt&#8217;altre &#8211; per fare un&#8217;esempio.<br />
Questo per dire che il problema non è il rispetto delle leggi, sono proprio certe leggi &#8211; e Ichino quando ha avuto l&#8217;idea (e soprattutto ovviamente gli altri prima di lui) sapeva benissimo in che paese viveva.</p>
]]></content:encoded>
		
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