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	Commenti a: DUE AL MESE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: stefania nardini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-al-mese/comment-page-1/#comment-93737</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefania nardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 13:39:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le condizioni socio economiche possono solo amplificare, estremizzare una &quot;tendenza&quot;,  purtroppo! E cio&#039; che sta accadendo ai confini del Messico, in quel luogo preciso, lo si ritrova nei singoli casi di cronaca quotidiana in tutto il mondo.
Vi segnalo anche questo sito:http://www.mujeresdejuarez.org/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le condizioni socio economiche possono solo amplificare, estremizzare una &#8220;tendenza&#8221;,  purtroppo! E cio&#8217; che sta accadendo ai confini del Messico, in quel luogo preciso, lo si ritrova nei singoli casi di cronaca quotidiana in tutto il mondo.<br />
Vi segnalo anche questo sito:<a href="http://www.mujeresdejuarez.org/" rel="nofollow ugc">http://www.mujeresdejuarez.org/</a></p>
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		Di: naima		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-al-mese/comment-page-1/#comment-93736</link>

		<dc:creator><![CDATA[naima]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 13:05:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la guerra contro le donne non è &quot;il&quot; caso isolato, ma la quotidianità con il pensiero che sulle donne è tutto permesso.
Anche mettere in dubbio che 400 donne uccise con regolarità escano fuori dal concetto di &quot;maschilismo&quot;, perchè il comportamento criminale maschilista segue deteminati percorsi.
Questo del percorso mentale è un po&#039; da Criminal Minds. Forse è utile per concludere un&#039;indagine (ma nel caso specifico non mi pare abbia dato buoni frutti), ma non risolve il problema della violenza sulle donne che è diversa da tutte le altre violenze perchè le si somma l&#039;abitudine (anche quando superata, negata o messa a tacere) al pensiero che la donna sia un entità o troppo forte o troppo debole o troppo perfetta o completamente imperfetta, da amare o da odiare, da prendere come punto di riferimento o da non considerare.
Sempre troppo. Sempre ai limiti  di quello che si può ammettere, concedere, accettare.
E chiaramente anche per le ragioni socio-economiche dell&#039;analisi di Stefania Nardini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la guerra contro le donne non è &#8220;il&#8221; caso isolato, ma la quotidianità con il pensiero che sulle donne è tutto permesso.<br />
Anche mettere in dubbio che 400 donne uccise con regolarità escano fuori dal concetto di &#8220;maschilismo&#8221;, perchè il comportamento criminale maschilista segue deteminati percorsi.<br />
Questo del percorso mentale è un po&#8217; da Criminal Minds. Forse è utile per concludere un&#8217;indagine (ma nel caso specifico non mi pare abbia dato buoni frutti), ma non risolve il problema della violenza sulle donne che è diversa da tutte le altre violenze perchè le si somma l&#8217;abitudine (anche quando superata, negata o messa a tacere) al pensiero che la donna sia un entità o troppo forte o troppo debole o troppo perfetta o completamente imperfetta, da amare o da odiare, da prendere come punto di riferimento o da non considerare.<br />
Sempre troppo. Sempre ai limiti  di quello che si può ammettere, concedere, accettare.<br />
E chiaramente anche per le ragioni socio-economiche dell&#8217;analisi di Stefania Nardini.</p>
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		<title>
		Di: stefania nardini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-al-mese/comment-page-1/#comment-93735</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefania nardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 10:35:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su questa tragedia, perché di tragedia si tratta, é uscito anche il film &quot;Bordertown&quot;. Un film americano, all&#039;americana, con Jennifer Lopez e Antonio Banderas, che al di là di tutto merita di essere visto.
Il problema di Juarez, sia pure non avendo letto il libro di cui parla Loredana Lipperini, e che comprero&#039;, non é legata a un serial killer, quanto allo sfruttamento della manodopera femminile in una zona di frontiera dove si produce tutto il superfluo, il tecnologico per l&#039;America. E sono le mani delicate delle donne ad essere usate per assemblare i marchingegni elettronici. Queste donne vengono pagate una miseria. Usate come macchine, e il loro corpo identificato come bersaglio da un universo maschile che  non conosce remore ma solo ideologia di &quot;consumo&quot;. Sulla questione di Jurez da anni esistono comitati che si vanno battendo per portarealla luce questo orrore. La tv francese ha fatto anche un documentario molto interessante.
E&#039; una storia terribile quanto emblematica, intorno alla quale dovrebbe stringersi la solidarietà di tuttele donne del mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su questa tragedia, perché di tragedia si tratta, é uscito anche il film &#8220;Bordertown&#8221;. Un film americano, all&#8217;americana, con Jennifer Lopez e Antonio Banderas, che al di là di tutto merita di essere visto.<br />
Il problema di Juarez, sia pure non avendo letto il libro di cui parla Loredana Lipperini, e che comprero&#8217;, non é legata a un serial killer, quanto allo sfruttamento della manodopera femminile in una zona di frontiera dove si produce tutto il superfluo, il tecnologico per l&#8217;America. E sono le mani delicate delle donne ad essere usate per assemblare i marchingegni elettronici. Queste donne vengono pagate una miseria. Usate come macchine, e il loro corpo identificato come bersaglio da un universo maschile che  non conosce remore ma solo ideologia di &#8220;consumo&#8221;. Sulla questione di Jurez da anni esistono comitati che si vanno battendo per portarealla luce questo orrore. La tv francese ha fatto anche un documentario molto interessante.<br />
E&#8217; una storia terribile quanto emblematica, intorno alla quale dovrebbe stringersi la solidarietà di tuttele donne del mondo.</p>
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		Di: Luigi Weber		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-al-mese/comment-page-1/#comment-93734</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi Weber]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 22:03:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile signora Lipperini,
io sfortunatamente non ho letto il libro, anche se conosco a grandi linee la storia di Ciudad Juarez. Non avendo letto il libro, appunto, le porgo una domanda senza, mi creda, nessuna intenzione polemica, ma solo per provare a capire.
Sono, come tutti, sgomento di fronte all&#039;enormità di questa tragedia, e ancor di più di fronte al suo quieto, sistematico protrarsi. Ma mi domando (e se nel libro tale ipotesi viene scartata, o demolita, io non lo so): è così improbabile pensare che questo massacro sia, più che l&#039;opera di un serial killer infaticabile, o di un gruppo altrettanto infaticabile di serial killer - eventualità remota, se non mi sbaglio: ho sentito dire che i serial killer agiscono sempre isolati - il risultato orribile di un mercato fiorente come quello degli snuff movies?
Lei nel suo post parla di &quot;guerra contro le donne&quot;, e dio sa se ce ne sono, nel mondo, di casi che dimostrano la fondatezza di quella formula. Solo che qui, in questo particolare quadro, mi pare più probabile che la ragione sia un&#039;altra. Non si uccidono e si stuprano e si torturano 400 donne con quel ritmo così regolare per una questione di maschilismo. Le aberrazioni omicide o solo violente del maschilismo sono da un lato più irregolari (raptus possessivi, gelosia, tutela del patrimonio, preferenze verso i figli maschi e così via), dall&#039;altro persino più sistematiche (le bambine uccise alla nascita). Insomma, dietro quella vicenda a me sembra piuttosto profilarsi un qualche tipo di spaventoso commercio intorno alla carne umana o al dolore. Che sia carne e dolore di donna è particolarmente triste, ma come nel caso similare dei bambini, si tratta solo dei più indifesi, cioè dei soggetti più &quot;comodi&quot;.
Magari però mi sbaglio, e l&#039;inchiesta ha già scartato questa ipotesi. In tal caso mi scuso, e la ringrazio comunque dell&#039;attenzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signora Lipperini,<br />
io sfortunatamente non ho letto il libro, anche se conosco a grandi linee la storia di Ciudad Juarez. Non avendo letto il libro, appunto, le porgo una domanda senza, mi creda, nessuna intenzione polemica, ma solo per provare a capire.<br />
Sono, come tutti, sgomento di fronte all&#8217;enormità di questa tragedia, e ancor di più di fronte al suo quieto, sistematico protrarsi. Ma mi domando (e se nel libro tale ipotesi viene scartata, o demolita, io non lo so): è così improbabile pensare che questo massacro sia, più che l&#8217;opera di un serial killer infaticabile, o di un gruppo altrettanto infaticabile di serial killer &#8211; eventualità remota, se non mi sbaglio: ho sentito dire che i serial killer agiscono sempre isolati &#8211; il risultato orribile di un mercato fiorente come quello degli snuff movies?<br />
Lei nel suo post parla di &#8220;guerra contro le donne&#8221;, e dio sa se ce ne sono, nel mondo, di casi che dimostrano la fondatezza di quella formula. Solo che qui, in questo particolare quadro, mi pare più probabile che la ragione sia un&#8217;altra. Non si uccidono e si stuprano e si torturano 400 donne con quel ritmo così regolare per una questione di maschilismo. Le aberrazioni omicide o solo violente del maschilismo sono da un lato più irregolari (raptus possessivi, gelosia, tutela del patrimonio, preferenze verso i figli maschi e così via), dall&#8217;altro persino più sistematiche (le bambine uccise alla nascita). Insomma, dietro quella vicenda a me sembra piuttosto profilarsi un qualche tipo di spaventoso commercio intorno alla carne umana o al dolore. Che sia carne e dolore di donna è particolarmente triste, ma come nel caso similare dei bambini, si tratta solo dei più indifesi, cioè dei soggetti più &#8220;comodi&#8221;.<br />
Magari però mi sbaglio, e l&#8217;inchiesta ha già scartato questa ipotesi. In tal caso mi scuso, e la ringrazio comunque dell&#8217;attenzione.</p>
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		<title>
		Di: achille		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-al-mese/comment-page-1/#comment-93733</link>

		<dc:creator><![CDATA[achille]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 18:23:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questa spaventosa serie di omicidi, è anche al centro dell&#039;ultimo romanzo di Roberto Bolaño, 2666 (qui Ciudad Juàrez viene chiamata Santa Teresa). Per la verità nelle prime tre parti del libro, quelle finora pubblicate da Adelphi, gli omicidi non hanno ancora conquistato il centro della scena, cosa che dovrebbe avvenire nella quarta parte (&quot;la parte dei crimini&quot;). Già dal loro primo apparire comunque, l&#039;orrore di questi omicidi avvolge completamente la scrittura di Bolaño, e finisce per inghiottire tutta la narrazione. La città di frontiera è una sorta di ultimo insediamento umano accerchiato dal deserto. Il libro mi è sembrato davvero impressionante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questa spaventosa serie di omicidi, è anche al centro dell&#8217;ultimo romanzo di Roberto Bolaño, 2666 (qui Ciudad Juàrez viene chiamata Santa Teresa). Per la verità nelle prime tre parti del libro, quelle finora pubblicate da Adelphi, gli omicidi non hanno ancora conquistato il centro della scena, cosa che dovrebbe avvenire nella quarta parte (&#8220;la parte dei crimini&#8221;). Già dal loro primo apparire comunque, l&#8217;orrore di questi omicidi avvolge completamente la scrittura di Bolaño, e finisce per inghiottire tutta la narrazione. La città di frontiera è una sorta di ultimo insediamento umano accerchiato dal deserto. Il libro mi è sembrato davvero impressionante.</p>
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