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	Commenti a: DUE APPELLI, ANZI TRE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: ilaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 21:23:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antonella, guarda che siamo d&#039;accordo su come occorre procedere, e soprattutto a proposito di quali temi, e non specificavo perché mi sentivo tacciata, ma perché pensavo che ci fosse possibilità di fraintendimento nelle mie parole. E non mi hai dato affatto l&#039;impressione di voler mollare, è che mi sembra tiri un&#039;aria di scoraggiamento e divisione in generale - non qui sul blog, fuori.
&quot;Rivendicazioni di ampio respiro&quot; sono esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. E&#039; proprio la mancanza di un lavoro collettivo su quelle aspirazioni che la rivista socialista che ho citato in un altro post vede come una delle cause dell&#039;arresto delle conquiste femministe - e del ritorno di un immaginario (e non solo) sessista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonella, guarda che siamo d&#8217;accordo su come occorre procedere, e soprattutto a proposito di quali temi, e non specificavo perché mi sentivo tacciata, ma perché pensavo che ci fosse possibilità di fraintendimento nelle mie parole. E non mi hai dato affatto l&#8217;impressione di voler mollare, è che mi sembra tiri un&#8217;aria di scoraggiamento e divisione in generale &#8211; non qui sul blog, fuori.<br />
&#8220;Rivendicazioni di ampio respiro&#8221; sono esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. E&#8217; proprio la mancanza di un lavoro collettivo su quelle aspirazioni che la rivista socialista che ho citato in un altro post vede come una delle cause dell&#8217;arresto delle conquiste femministe &#8211; e del ritorno di un immaginario (e non solo) sessista.</p>
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		Di: Giorgia Vezzoli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Vezzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:20:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una risposta è arrivata.
Il mio commento in tre citazioni:
http://vitadastreghe.blogspot.com/2012/02/donne-e-media-tre-citazioni-degli.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una risposta è arrivata.<br />
Il mio commento in tre citazioni:<br />
<a href="http://vitadastreghe.blogspot.com/2012/02/donne-e-media-tre-citazioni-degli.html" rel="nofollow ugc">http://vitadastreghe.blogspot.com/2012/02/donne-e-media-tre-citazioni-degli.html</a></p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126124</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:46:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ilaria, io non ho tacciato nessuna né  di approvazione incondizionata, né di fiducia ingenua, ho solo espresso la mia diffidenza verso quelle che, al momento, sono solo dichiarazioni d&#039;intenti. E questa mia diffidenza non è né qualunquista, né disfattista, perché si basa su fatti che osservo criticamente, che sono nell&#039;ordine: il farraginoso sistema delle pari opportunità, l&#039;indebolimento del ministero delle pari opportunità, la disattesa(anche da questo governo) convenzione cedaw e anche la riforma delle pensioni, che non ho voluto menzionare nel timore di spostare la discussione troppo OT. Di fronte alle misure che fino adesso ha preso questo governo, che chiaramente penalizzano le donne e ignorano le politiche di genere, mi risulta difficile recuperare una verginità che, oltretutto, ho perso da tempo. Questo non significa che io voglia mollare, ma esattamente al contrario mi piacerebbe che riuscissimo a far valere rivendicazioni di ampio respiro, che, lo ripeto, possano incidere sull&#039;assetto istituzionale e sociale di questo paese. Allora, forse, riusciremo finalmente a superare quel tristissimo e offensivo immaginario che tutte qui lamentiamo, cessare con le mailbombing e gli appelli e buttare definitivamente alla spazzatura le tutine celesti e rosa per i/le nostr* figl*.Ma è assolutamente indispensabile, come scrive anche donatella, superare la rappresentanza politica per delega in bianco senza aspettare di vedere, come ho letto non mi ricordo più dove, che si apra uno spiraglio. Dobbiamo aprire una breccia usando la testa d&#039;ariete, altro che spiraglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ilaria, io non ho tacciato nessuna né  di approvazione incondizionata, né di fiducia ingenua, ho solo espresso la mia diffidenza verso quelle che, al momento, sono solo dichiarazioni d&#8217;intenti. E questa mia diffidenza non è né qualunquista, né disfattista, perché si basa su fatti che osservo criticamente, che sono nell&#8217;ordine: il farraginoso sistema delle pari opportunità, l&#8217;indebolimento del ministero delle pari opportunità, la disattesa(anche da questo governo) convenzione cedaw e anche la riforma delle pensioni, che non ho voluto menzionare nel timore di spostare la discussione troppo OT. Di fronte alle misure che fino adesso ha preso questo governo, che chiaramente penalizzano le donne e ignorano le politiche di genere, mi risulta difficile recuperare una verginità che, oltretutto, ho perso da tempo. Questo non significa che io voglia mollare, ma esattamente al contrario mi piacerebbe che riuscissimo a far valere rivendicazioni di ampio respiro, che, lo ripeto, possano incidere sull&#8217;assetto istituzionale e sociale di questo paese. Allora, forse, riusciremo finalmente a superare quel tristissimo e offensivo immaginario che tutte qui lamentiamo, cessare con le mailbombing e gli appelli e buttare definitivamente alla spazzatura le tutine celesti e rosa per i/le nostr* figl*.Ma è assolutamente indispensabile, come scrive anche donatella, superare la rappresentanza politica per delega in bianco senza aspettare di vedere, come ho letto non mi ricordo più dove, che si apra uno spiraglio. Dobbiamo aprire una breccia usando la testa d&#8217;ariete, altro che spiraglio.</p>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126123</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:26:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Charisco anch&#039;io, Valter e Antonella, che il pensare a come andare avanti ora, l&#039;invito a riconoscere gli spazi e i margini di confronto, non rappresentano in alcun modo una approvazione incondizionata di certi provvedimenti, o una fiducia ingenua. Sulle pensioni mi sono espressa in passato, so che lo abbiamo fatto in tante, e ritenere che si debba provare a giocare la partita nella speranza che i dadi siamo un po&#039; meno pesantemente truccati è più che altro un invito a non mollare ora.
Più che quel che farà o non farà Fornero, mi preoccupo di quel che sapremo fare noi, riconoscendo e tenendo conto delle opportunità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Charisco anch&#8217;io, Valter e Antonella, che il pensare a come andare avanti ora, l&#8217;invito a riconoscere gli spazi e i margini di confronto, non rappresentano in alcun modo una approvazione incondizionata di certi provvedimenti, o una fiducia ingenua. Sulle pensioni mi sono espressa in passato, so che lo abbiamo fatto in tante, e ritenere che si debba provare a giocare la partita nella speranza che i dadi siamo un po&#8217; meno pesantemente truccati è più che altro un invito a non mollare ora.<br />
Più che quel che farà o non farà Fornero, mi preoccupo di quel che sapremo fare noi, riconoscendo e tenendo conto delle opportunità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: donatella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126122</link>

		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:06:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto vero, o almeno , se non assisterò al compimento di un disegno nel quale i sacrifici che sono chiamata a fare, anzi, obbligata a fare avranno  un risultato non soltanto per i destinatari ufficiali (i disoccupati, i giovani) ma anche per me, per noi, per il presente o il molto prossimo futuro,  io continuerò ad essere profondamente contraria.
Non solo. Mi chiederò se un progetto politico che non ha a cuore il bene e il presente o l’immediato futuro  del complesso dei  suoi destinatari e non sa provvedervi per ridurre le ingiustizie in un Paese in cui hanno preso il sopravvento, mi chiederò se questo progetto politico per caso non soffra del male che ci ha afflitto negli ultimi vent’anni e che per me consiste in un rapporto altrettanto malato che come cittadini abbiamo intrattenuto col potere.
Non so se in questo spazio è già stato segnalato il  link di una intervista fatta a Marinella Sclavi nella quale lei presenta i fondamenti della democrazia deliberativa, mi scuserete se sarò ripetitiva nel linkarlo ma credo che sia  precisamente il concetto di democrazia che dobbiamo riprendere nelle nostre mani. http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=1056&#038;Itemid=83
.
Sono profondamente in accordo con il commento di Zauberei, penso che il nostro rapporto con il potere debba cambiare radicalmente e per questo risultato dobbiamo configurarlo in una visione soggettiva e collettiva che abbia, a mio parere,  almeno due caratteristiche:
ampiezza,  innovatività e d estremo radicamento nella contemporaneità : non possiamo buttare tutto di ciò che è stato costruito, non possiamo trattenere tutto di ciò che nel costruirlo ha danneggiato l’umanità e il pianeta;
un fortissimo intento, soggettivo e collettivo di realizzare  quella visione: non possiamo continuare a pensare che la rappresentanza politica implichi una delega al limite del patologico.
Patologia rappresentata alla perfezione da taluni personaggi politici che hanno imperversato e imperversano nel Paese e che  secondo me consiste nel continuare ad associare ingenuamente potere e responsabilità malgrado la dimostrazione drammatica che ha negato tale associazione. Ed è per questo che le opposizioni ai governi hanno mancato altrettanto drammaticamente  il loro compito.  L’eccesso di delega consente ai delinquenti di delinquere ciascuno al suo livello di potere. Ed educa tutti gli altri alla passività.
Passare, come dice Sclavi, dal confronto parlamentare al confronto creativo significa impegnarci in prima persona, nella contemporaneità, a disfarci non soltanto della delinquenza che permea tutti i luoghi di potere (non soltanto politico, evidentemente) ma anche di tutti gli strumenti dei quali una democrazia anche un po’ ingenua, come quella uscita da un conflitto bellico in cui l’ “umano” ha provato a se stesso la sua bestialità con il nazismo e il fascismo, strumenti vecchi , inadeguati (penso alle articolazioni della burocrazia ad esempio)o in mano ad acquiescenti personaggi che fanno più danni ad assecondare il delinquente che a delinquere in prima persona.  Penso a certi “funzionari” servili e corrotti. Ma penso anche a funzionari che sintetizzano una cultura dell’impotenza e vi si identificano: avete mai ascoltato questa frase  che rimbomba nelle stanze della pubblica amministrazione sulla bocca di impiegati allucinati ridotti a farsi il mobbing l’uno con l’altro? La frase è : non si può fare. Io la sento tutti i giorni, oramai anche i computer l’hanno imparata e s’impallano a vanvera, senza nemmeno un virus  (ché la pubblica amministrazione dispone di sistemi avanzatissimi di protezione).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto vero, o almeno , se non assisterò al compimento di un disegno nel quale i sacrifici che sono chiamata a fare, anzi, obbligata a fare avranno  un risultato non soltanto per i destinatari ufficiali (i disoccupati, i giovani) ma anche per me, per noi, per il presente o il molto prossimo futuro,  io continuerò ad essere profondamente contraria.<br />
Non solo. Mi chiederò se un progetto politico che non ha a cuore il bene e il presente o l’immediato futuro  del complesso dei  suoi destinatari e non sa provvedervi per ridurre le ingiustizie in un Paese in cui hanno preso il sopravvento, mi chiederò se questo progetto politico per caso non soffra del male che ci ha afflitto negli ultimi vent’anni e che per me consiste in un rapporto altrettanto malato che come cittadini abbiamo intrattenuto col potere.<br />
Non so se in questo spazio è già stato segnalato il  link di una intervista fatta a Marinella Sclavi nella quale lei presenta i fondamenti della democrazia deliberativa, mi scuserete se sarò ripetitiva nel linkarlo ma credo che sia  precisamente il concetto di democrazia che dobbiamo riprendere nelle nostre mani. <a href="http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=1056&#038;Itemid=83" rel="nofollow ugc">http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=1056&#038;Itemid=83</a><br />
.<br />
Sono profondamente in accordo con il commento di Zauberei, penso che il nostro rapporto con il potere debba cambiare radicalmente e per questo risultato dobbiamo configurarlo in una visione soggettiva e collettiva che abbia, a mio parere,  almeno due caratteristiche:<br />
ampiezza,  innovatività e d estremo radicamento nella contemporaneità : non possiamo buttare tutto di ciò che è stato costruito, non possiamo trattenere tutto di ciò che nel costruirlo ha danneggiato l’umanità e il pianeta;<br />
un fortissimo intento, soggettivo e collettivo di realizzare  quella visione: non possiamo continuare a pensare che la rappresentanza politica implichi una delega al limite del patologico.<br />
Patologia rappresentata alla perfezione da taluni personaggi politici che hanno imperversato e imperversano nel Paese e che  secondo me consiste nel continuare ad associare ingenuamente potere e responsabilità malgrado la dimostrazione drammatica che ha negato tale associazione. Ed è per questo che le opposizioni ai governi hanno mancato altrettanto drammaticamente  il loro compito.  L’eccesso di delega consente ai delinquenti di delinquere ciascuno al suo livello di potere. Ed educa tutti gli altri alla passività.<br />
Passare, come dice Sclavi, dal confronto parlamentare al confronto creativo significa impegnarci in prima persona, nella contemporaneità, a disfarci non soltanto della delinquenza che permea tutti i luoghi di potere (non soltanto politico, evidentemente) ma anche di tutti gli strumenti dei quali una democrazia anche un po’ ingenua, come quella uscita da un conflitto bellico in cui l’ “umano” ha provato a se stesso la sua bestialità con il nazismo e il fascismo, strumenti vecchi , inadeguati (penso alle articolazioni della burocrazia ad esempio)o in mano ad acquiescenti personaggi che fanno più danni ad assecondare il delinquente che a delinquere in prima persona.  Penso a certi “funzionari” servili e corrotti. Ma penso anche a funzionari che sintetizzano una cultura dell’impotenza e vi si identificano: avete mai ascoltato questa frase  che rimbomba nelle stanze della pubblica amministrazione sulla bocca di impiegati allucinati ridotti a farsi il mobbing l’uno con l’altro? La frase è : non si può fare. Io la sento tutti i giorni, oramai anche i computer l’hanno imparata e s’impallano a vanvera, senza nemmeno un virus  (ché la pubblica amministrazione dispone di sistemi avanzatissimi di protezione).</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126121</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:57:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Così a occhio direi che il politically correct della Fornero equivale alla lacrima di riserva del decreto sulle pensioni. Vaselina, con grazia.
Su quel che promette e farà qui mi direte voi signore, intanto con le pensioni una bella mazzata alle donne (più che agli uomini l&#039;ha già data). Nei prossimi dieci anni una marea di donne tra i 58 e i 68 anni, che in questo momento ha figli precari disoccupati o sottopagati si troverà dieci anni di lavoro non previsti coi nonni ultraottantenni da curare, il marito anche lui lavoratore e i bei servizi pubblici per anziani che conoscete.
Inter nos: con la manovrina della gentile l&#039;ho preso lassotto anch&#039;io, ma noi maschietti si sa che paghiamo millenari privilegi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così a occhio direi che il politically correct della Fornero equivale alla lacrima di riserva del decreto sulle pensioni. Vaselina, con grazia.<br />
Su quel che promette e farà qui mi direte voi signore, intanto con le pensioni una bella mazzata alle donne (più che agli uomini l&#8217;ha già data). Nei prossimi dieci anni una marea di donne tra i 58 e i 68 anni, che in questo momento ha figli precari disoccupati o sottopagati si troverà dieci anni di lavoro non previsti coi nonni ultraottantenni da curare, il marito anche lui lavoratore e i bei servizi pubblici per anziani che conoscete.<br />
Inter nos: con la manovrina della gentile l&#8217;ho preso lassotto anch&#8217;io, ma noi maschietti si sa che paghiamo millenari privilegi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126120</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:56:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[zauberei, probabilmente non riesco a spiegarmi bene. Non sto a sindacare sulle intenzioni della Fornero, ma sto constatando che mancanoancora gli strumenti. Se voglio andare a zappare, devo avere la zappa, altrimenti tutte le mie buone intenzioni sono destinate a rimanere tali. Posso anche usare le mani, ma il lavoro che ne verrà fuori sarà necessariamente un fallimento.
 Per me il punto non è tanto la Fornero in sé, perchè non ritengo che la politica sia fatta da una ministra sola e dalle sue dichiarazioni. Per me il punto sono piuttosto (ma non solo) gli indirizzi di un governo e questo ha ulteriormente indebolito un ministero già debole, accorpandolo ad un altro. E&#039; un dato di fatto ed è sintomatico dell&#039;importanza accordata alle politiche di genere. Ora, se non ci ribelliamo di fronte a questa tendenza evidente, le singole azioni di protesta contro un immaginario svilito e svilente restano azioni isolate, scollegate, deboli e inefficaci.Questo non significa che io non partecipi e non firmi e non boicotti. Ma da sole queste azioni non bastano, se non sono raccordate da una lotta di più ampio respiro, che insista sull&#039;assetto istituzionale di questo paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>zauberei, probabilmente non riesco a spiegarmi bene. Non sto a sindacare sulle intenzioni della Fornero, ma sto constatando che mancanoancora gli strumenti. Se voglio andare a zappare, devo avere la zappa, altrimenti tutte le mie buone intenzioni sono destinate a rimanere tali. Posso anche usare le mani, ma il lavoro che ne verrà fuori sarà necessariamente un fallimento.<br />
 Per me il punto non è tanto la Fornero in sé, perchè non ritengo che la politica sia fatta da una ministra sola e dalle sue dichiarazioni. Per me il punto sono piuttosto (ma non solo) gli indirizzi di un governo e questo ha ulteriormente indebolito un ministero già debole, accorpandolo ad un altro. E&#8217; un dato di fatto ed è sintomatico dell&#8217;importanza accordata alle politiche di genere. Ora, se non ci ribelliamo di fronte a questa tendenza evidente, le singole azioni di protesta contro un immaginario svilito e svilente restano azioni isolate, scollegate, deboli e inefficaci.Questo non significa che io non partecipi e non firmi e non boicotti. Ma da sole queste azioni non bastano, se non sono raccordate da una lotta di più ampio respiro, che insista sull&#8217;assetto istituzionale di questo paese.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126119</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:20:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(eh ma da mo che se ne tiene conto - solo che, ora - una certa dichiarazione ha una funzione rispetto a uno scopo isolato)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(eh ma da mo che se ne tiene conto &#8211; solo che, ora &#8211; una certa dichiarazione ha una funzione rispetto a uno scopo isolato)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126118</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:18:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5053#comment-126118</guid>

					<description><![CDATA[Saluta Giorgia e Donatella e Ilaria che siamo tutte d&#039;accordo:)
Antonella alcune cose, magari sei nuova di questo blog e della rete in cui si iscrive, ma stai serena che per tutti qui la questione femminile è una questione politica, è davvero la premessa condivisa. Poi sulle reali intenzioni della Fornero, ivi comprese le reali possibilità il commentarium si divide. So che ieri o l&#039;altro ieri ha convocato una commissione parlamentare per discutere queste problematiche - se non sbaglio, e sono portata a credere che sia su questi temi in buona fede. Alle volte ho la sensazione che si scambi la presunzione di malafede per attenzione politica quando invece è qualcosa di altro, che ha a che fare con altre grandezze. Posso sbagliarmi.
In ogni caso la questione in termini di logiche di efficacia è proprio un&#039;altra. Quando ti interessa un argomento politico, una certa posizione, e un certo politico rilascia delle dichiarazioni a te favorevoli, è da cretini non prenderle sul serio. Devi andare dal politico e metterlo davanti alla responsabilità delle sue parole e far vedere che GLI CREDI. Il problema della nostra democrazia è anche la deresponsabilizzazione avvallata dal qualunquismo e disfattismo dell&#039;elettorato per cui tanto siccome i politici sono cattivi eh era scontato che tradissero le premesse. Non deve essere più scontato. In un certo senso si deve ritrovare la verginità, così che poi ci si incazza come quando la tolgono per davvero - cosa che alla fine non si fa mai. E&#039; tutto un frignare permanente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saluta Giorgia e Donatella e Ilaria che siamo tutte d&#8217;accordo:)<br />
Antonella alcune cose, magari sei nuova di questo blog e della rete in cui si iscrive, ma stai serena che per tutti qui la questione femminile è una questione politica, è davvero la premessa condivisa. Poi sulle reali intenzioni della Fornero, ivi comprese le reali possibilità il commentarium si divide. So che ieri o l&#8217;altro ieri ha convocato una commissione parlamentare per discutere queste problematiche &#8211; se non sbaglio, e sono portata a credere che sia su questi temi in buona fede. Alle volte ho la sensazione che si scambi la presunzione di malafede per attenzione politica quando invece è qualcosa di altro, che ha a che fare con altre grandezze. Posso sbagliarmi.<br />
In ogni caso la questione in termini di logiche di efficacia è proprio un&#8217;altra. Quando ti interessa un argomento politico, una certa posizione, e un certo politico rilascia delle dichiarazioni a te favorevoli, è da cretini non prenderle sul serio. Devi andare dal politico e metterlo davanti alla responsabilità delle sue parole e far vedere che GLI CREDI. Il problema della nostra democrazia è anche la deresponsabilizzazione avvallata dal qualunquismo e disfattismo dell&#8217;elettorato per cui tanto siccome i politici sono cattivi eh era scontato che tradissero le premesse. Non deve essere più scontato. In un certo senso si deve ritrovare la verginità, così che poi ci si incazza come quando la tolgono per davvero &#8211; cosa che alla fine non si fa mai. E&#8217; tutto un frignare permanente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-appelli-anzi-tre/comment-page-1/#comment-126117</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:06:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5053#comment-126117</guid>

					<description><![CDATA[@zauberei
io non ho esposto semplicemente le mie opinioni sulle reali intenzioni della Fornero, ma ho menzionato il farraginoso funzionamento del ministero delle pari opportunità e alcune inadempienze relative alla convenzione cedaw, elementi, questi, che vanificano le dichiarazioni d&#039;intenti. Queste non sono mie opinioni, ma dati di fatto. Ne vogliamo tenere conto e iniziare una lotta di più ampio respiro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@zauberei<br />
io non ho esposto semplicemente le mie opinioni sulle reali intenzioni della Fornero, ma ho menzionato il farraginoso funzionamento del ministero delle pari opportunità e alcune inadempienze relative alla convenzione cedaw, elementi, questi, che vanificano le dichiarazioni d&#8217;intenti. Queste non sono mie opinioni, ma dati di fatto. Ne vogliamo tenere conto e iniziare una lotta di più ampio respiro?</p>
]]></content:encoded>
		
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