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	Commenti a: DUE DOMANDE, DUE PESI, DUE MISURE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132578</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 14:18:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io, in questo caso specifico, vedo solo la strumentalizzazione. non generalizzo, eh. grazie per il chiarimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io, in questo caso specifico, vedo solo la strumentalizzazione. non generalizzo, eh. grazie per il chiarimento.</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132577</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 12:26:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[right, il secondo che è di troppo – e scusa per la frase contorta.
Semplificando: essere in tante/i a un evento del genere è un fatto che ha un peso specifico importante, secondo me. Io dalle mie parti ho visto di persona che l&#039;evento ha innescato vari meccanismi positivi, anche se ovviamente non ha risolto (e nemmeno inquadrato completamente) il problema.
Poi si può sempre dire a me non sta bene perché… e quindi non partecipo, ma credo sia più utile dire “partiamo da qui e aggiungiamo…”. Io tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno, tutto qua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>right, il secondo che è di troppo – e scusa per la frase contorta.<br />
Semplificando: essere in tante/i a un evento del genere è un fatto che ha un peso specifico importante, secondo me. Io dalle mie parti ho visto di persona che l&#8217;evento ha innescato vari meccanismi positivi, anche se ovviamente non ha risolto (e nemmeno inquadrato completamente) il problema.<br />
Poi si può sempre dire a me non sta bene perché… e quindi non partecipo, ma credo sia più utile dire “partiamo da qui e aggiungiamo…”. Io tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno, tutto qua.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132576</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 11:45:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nessuna accusa di qualunquismo, ma non mi è chiaro il significato del tuo intervento, in particolare nel periodo: &quot;ma secondo me la massa critica ha un proprio valore e una visibilità che  i giusti distinguo che ciascuno può legittimamente mettere in campo dubito possano equivalere.&quot; mi sono permessa di togliere un che, mi sembrava un refuso. Per il resto, non ho capito che vuoi dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nessuna accusa di qualunquismo, ma non mi è chiaro il significato del tuo intervento, in particolare nel periodo: &#8220;ma secondo me la massa critica ha un proprio valore e una visibilità che  i giusti distinguo che ciascuno può legittimamente mettere in campo dubito possano equivalere.&#8221; mi sono permessa di togliere un che, mi sembrava un refuso. Per il resto, non ho capito che vuoi dire.</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132575</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 11:30:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara Antonella, io ho partecipato all’evento e posso dirti come è stato vissuto nella mia città: come un momento per portare in piazza tanta gente che ritiene che la violenza contro le donne sia un tema importante; tra ueste persone, molti maschi e molte/i giovanissime/i.
Ci sono sempre diversi modi di leggere le cose: certo, si può dire che le palestre e le scuole di danza ch hanno aperto le loro porte alle prove si sono fatte pubblicità, ma si può anche dire che hanno generosamente offerto uno spazio. Si può dire che ‘oddio buttarla in coreografia e ballare a comando non intacca il dominio patriarcale’, ma si può anche dire che l’energia che si è sprigionata dall’evento ha fatto sentire meno sole molte donne (e sono tante ad avermi detto così, comprese alcune che non hanno ballato e hanno solo visto i video in rete). Si può dire che manca una prospettiva politica e una visione strategica del problema, ma si può anche dire che a molte/i questo evento ha dato voce e coraggio. Si può evitare di ballare con chi vuole approfittare dell’evento per ragioni elettorali, oppure si può ballarci insieme e poi chiedere loro ragione delle loro opinioni.
Nessuna accusa di snobberia, ma secondo me la massa critica ha un proprio valore e una visibilità che che i giusti distinguo che ciascuno può legittimamente mettere in campo dubito possano equivalere.
Favorevole invece, ovviamente, al non fermarsi qui: c&#039;è molto altro da fare, con visione politica e con urgenza, senza dubbi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara Antonella, io ho partecipato all’evento e posso dirti come è stato vissuto nella mia città: come un momento per portare in piazza tanta gente che ritiene che la violenza contro le donne sia un tema importante; tra ueste persone, molti maschi e molte/i giovanissime/i.<br />
Ci sono sempre diversi modi di leggere le cose: certo, si può dire che le palestre e le scuole di danza ch hanno aperto le loro porte alle prove si sono fatte pubblicità, ma si può anche dire che hanno generosamente offerto uno spazio. Si può dire che ‘oddio buttarla in coreografia e ballare a comando non intacca il dominio patriarcale’, ma si può anche dire che l’energia che si è sprigionata dall’evento ha fatto sentire meno sole molte donne (e sono tante ad avermi detto così, comprese alcune che non hanno ballato e hanno solo visto i video in rete). Si può dire che manca una prospettiva politica e una visione strategica del problema, ma si può anche dire che a molte/i questo evento ha dato voce e coraggio. Si può evitare di ballare con chi vuole approfittare dell’evento per ragioni elettorali, oppure si può ballarci insieme e poi chiedere loro ragione delle loro opinioni.<br />
Nessuna accusa di snobberia, ma secondo me la massa critica ha un proprio valore e una visibilità che che i giusti distinguo che ciascuno può legittimamente mettere in campo dubito possano equivalere.<br />
Favorevole invece, ovviamente, al non fermarsi qui: c&#8217;è molto altro da fare, con visione politica e con urgenza, senza dubbi.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132574</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 18:27:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Idem nel contesto nostrano: io non posso e non voglio ballare con chi, mentre patrocina (o fa finta di patrocinare) la causa antiviolenza poi sostiene l&#039;esercito contro le  notav. Questo significa usare il tema della violenza di genere come bandiera progressista da esibire in campagna elettorale, sulla pelle di chi quella violenza la subisce. Non in mio nome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Idem nel contesto nostrano: io non posso e non voglio ballare con chi, mentre patrocina (o fa finta di patrocinare) la causa antiviolenza poi sostiene l&#8217;esercito contro le  notav. Questo significa usare il tema della violenza di genere come bandiera progressista da esibire in campagna elettorale, sulla pelle di chi quella violenza la subisce. Non in mio nome.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132573</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 18:22:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciò che manca è, come sempre, una prospettiva politica nel senso genuino del termine. l&#039;articolo dice testualmente &quot; best form of action would be to lobby their own governments to stop their patriarchal, neo-colonial influence in so-called &#039;developing countries&quot; e cioè che la migliore forma di azione sarebbe quella di influenzare i propri governi a interrompere la loro influenza patriarcale e neocoloniale nei cosiddetti paesi in via di sviluppo&quot;. Ciò significa avere il coraggio e la capacità di intervenire su quelle politiche neocolonialiste che causano guerre, povertà, marginalità ed esportano modelli, di chiara matrice patriarcale, nei paesi in perenne via di sviluppo, contribuendo a far sì che essi rimangano tali. Io ho capito a cosa si riferisce l&#039;autrice: alle multinazionali del petrolio, alle miniere come quella di Pascua Lama, alle piantagioni di cotone in Argentina, per far posto alla quali si cacciano dalle loro terre i Mapuche, seminando, appunto, povertà, distruzione, marginalità tra le popolazioni locali. Quella povertà e quel degrado, di cui noi occidentali siamo artefici, è poi terreno fertile su cui si sviluppano dinamiche di subalternità e di violenza che vedono come bersagli privilegiati le donne. Ora, chiudere gli occhi su questi fattori e buttarla a ballo coreografico (a comando, tra l&#039;altro) per me non è un modo per combattere la violenza di genere. Ed è parte integrante del neocolonialismo non rimuovere, ma anzi alimentare le cause che determinano rapporti di subalternità, per poi, contestualmente, ergersi a salvatori e salvatrici delle vittime che quello stesso sistema, che non si osa mettere in discussione, ha creato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che manca è, come sempre, una prospettiva politica nel senso genuino del termine. l&#8217;articolo dice testualmente &#8221; best form of action would be to lobby their own governments to stop their patriarchal, neo-colonial influence in so-called &#8216;developing countries&#8221; e cioè che la migliore forma di azione sarebbe quella di influenzare i propri governi a interrompere la loro influenza patriarcale e neocoloniale nei cosiddetti paesi in via di sviluppo&#8221;. Ciò significa avere il coraggio e la capacità di intervenire su quelle politiche neocolonialiste che causano guerre, povertà, marginalità ed esportano modelli, di chiara matrice patriarcale, nei paesi in perenne via di sviluppo, contribuendo a far sì che essi rimangano tali. Io ho capito a cosa si riferisce l&#8217;autrice: alle multinazionali del petrolio, alle miniere come quella di Pascua Lama, alle piantagioni di cotone in Argentina, per far posto alla quali si cacciano dalle loro terre i Mapuche, seminando, appunto, povertà, distruzione, marginalità tra le popolazioni locali. Quella povertà e quel degrado, di cui noi occidentali siamo artefici, è poi terreno fertile su cui si sviluppano dinamiche di subalternità e di violenza che vedono come bersagli privilegiati le donne. Ora, chiudere gli occhi su questi fattori e buttarla a ballo coreografico (a comando, tra l&#8217;altro) per me non è un modo per combattere la violenza di genere. Ed è parte integrante del neocolonialismo non rimuovere, ma anzi alimentare le cause che determinano rapporti di subalternità, per poi, contestualmente, ergersi a salvatori e salvatrici delle vittime che quello stesso sistema, che non si osa mettere in discussione, ha creato.</p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132572</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 16:19:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anttonellaf è vero, è interessante l&#039;articolo dell&#039;Huffington Post.
Soprattutto comprendo le reazioni negative delle vittime o testimoni di stupri di massa e torture a chi gli dice tipo balliamoci sopra.
Però secondo me non è del tutto giusto quando dice: le femminsite bianche occidentali studiate e privilegiate (tipo la Ensler) dovrebbero occuparsi della parità di genere a casa loro. Cioè sono d&#039;accordo, è quel che dovrebbero fare e secondo me 1B. Rising lo faceva, si danzava in tutto il mondo, ognuna vicina a casa sua, perchè gli abusi sulle donne succedono in tutto il mondo, anche se con modalità e intensità diverse. Almeno, io l&#039;ho percepita più così che &quot;balliamo per le povere donne del terzo mondo&quot;:  nel video della campagna oltre alla donna infibulata o quella sfregiata con l&#039;acido o l&#039;asiatica sfruttata nello sweatshop c&#039;è la lavoratrice occidentale molestata dal collega in ufficio o la bianca picchiata dal marito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anttonellaf è vero, è interessante l&#8217;articolo dell&#8217;Huffington Post.<br />
Soprattutto comprendo le reazioni negative delle vittime o testimoni di stupri di massa e torture a chi gli dice tipo balliamoci sopra.<br />
Però secondo me non è del tutto giusto quando dice: le femminsite bianche occidentali studiate e privilegiate (tipo la Ensler) dovrebbero occuparsi della parità di genere a casa loro. Cioè sono d&#8217;accordo, è quel che dovrebbero fare e secondo me 1B. Rising lo faceva, si danzava in tutto il mondo, ognuna vicina a casa sua, perchè gli abusi sulle donne succedono in tutto il mondo, anche se con modalità e intensità diverse. Almeno, io l&#8217;ho percepita più così che &#8220;balliamo per le povere donne del terzo mondo&#8221;:  nel video della campagna oltre alla donna infibulata o quella sfregiata con l&#8217;acido o l&#8217;asiatica sfruttata nello sweatshop c&#8217;è la lavoratrice occidentale molestata dal collega in ufficio o la bianca picchiata dal marito.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132571</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 14:47:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://sopravviverenonmibasta.wordpress.com/2013/02/17/non-accusatemi-di-essere-snob-se-non-mi-piacciono-i-calderoni/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sopravviverenonmibasta.wordpress.com/2013/02/17/non-accusatemi-di-essere-snob-se-non-mi-piacciono-i-calderoni/" rel="nofollow ugc">http://sopravviverenonmibasta.wordpress.com/2013/02/17/non-accusatemi-di-essere-snob-se-non-mi-piacciono-i-calderoni/</a></p>
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		<title>
		Di: Giorgia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132570</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 14:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La maternità è una scelta consapevole che è sbagliato impedire o forzare. Però è una scelta da fare al momento giusto, ovvero prima di avere rapporti sessuali che potenzialmente possono portare alla  maternità. Tante donne sbagliano il momento di fare la scelta di maternità: quando sei già mamma di un essere che vive in te la scelta l&#039;hai già liberamente fatta. Per fare un esempio semplice: io liberamente scelgo di non bagnarmi, ma se poi passo il mio tempo sul bordo di una piscina piana di gente che si tuffa metto a rischio la mia libera scelta, ma cià non significa che non sia stata libera. Dunque la risposta alla prima domanda è si.
La mia risposta è si, anche alla seconda domanda, l&#039;importante però è che il consultorio non commetta lo stesso errore, porti cioè a pensare che la libera scelta di maternità si debba fare quando già si è mamma. Sarebbe fuorviante.
In tutti i casi di maternità forzata, obbligata da violenza di ogni tipo la scelta non è stata compiuta quindi è corretto che la donna la faccia, anche se in ritardo, proprio perchè la maternità deve essere sempre una libera scelta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maternità è una scelta consapevole che è sbagliato impedire o forzare. Però è una scelta da fare al momento giusto, ovvero prima di avere rapporti sessuali che potenzialmente possono portare alla  maternità. Tante donne sbagliano il momento di fare la scelta di maternità: quando sei già mamma di un essere che vive in te la scelta l&#8217;hai già liberamente fatta. Per fare un esempio semplice: io liberamente scelgo di non bagnarmi, ma se poi passo il mio tempo sul bordo di una piscina piana di gente che si tuffa metto a rischio la mia libera scelta, ma cià non significa che non sia stata libera. Dunque la risposta alla prima domanda è si.<br />
La mia risposta è si, anche alla seconda domanda, l&#8217;importante però è che il consultorio non commetta lo stesso errore, porti cioè a pensare che la libera scelta di maternità si debba fare quando già si è mamma. Sarebbe fuorviante.<br />
In tutti i casi di maternità forzata, obbligata da violenza di ogni tipo la scelta non è stata compiuta quindi è corretto che la donna la faccia, anche se in ritardo, proprio perchè la maternità deve essere sempre una libera scelta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-domande-due-pesi-due-misure/comment-page-1/#comment-132569</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 01:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lipperini
Può darsi che ci sia della confusione in quel che dico, hai ragione. Tra l&#039;altro si dice anche che ognuno di noi visto da lontano paia confuso e strano. Sarà vero?
Ma concedimi di dire un&#039;ultima cosa, che forse chiarirà la ragione del mio intervento.
Ho conosciuto una donna interessata da una gravidanza isterica, l&#039;estate scorsa; quel che ho capito di questa donna è che sfogò nella falsa gravidanza ciò che per lei era un sentito dovere da soddisfare. Questo dovere consisteva nella necessità di diventare madre per ottenere una stima sociale. Ciò le fu prodotto dalla famiglia e, cosa che sembra incredibile nell&#039;Italia di oggi, dall&#039;ambiente extra-famigliare che lei ha frequentato sino a prima del ricovero. Non ti dirò per quale ragione è stata ricoverata perché mi fa male scriverlo.
Ma è per questa ragione che dico che non è così vero che le donne abbiano sempre il controllo sulla possibilità di rimanere incinte. Questa è una affermazione che viene smentita da quei casi che dimostrano il contrario.
Spero vorrai considerare anche questo nel novero delle violenze che le donne subiscono, e magari dedicare un po&#039; del tuo tempo a vedere che esiste una cultura minoritaria, in Italia, improntata su un tacito obbligo sociale per le donne di procreare. Se non si soddisfa quest&#039;obbligo certe donne stanno male, veramente male.
Tutto qui.
Nel salutarti, sono io che ringrazio te: lo scambio è stato simpatico.
Un saluto e buon lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lipperini<br />
Può darsi che ci sia della confusione in quel che dico, hai ragione. Tra l&#8217;altro si dice anche che ognuno di noi visto da lontano paia confuso e strano. Sarà vero?<br />
Ma concedimi di dire un&#8217;ultima cosa, che forse chiarirà la ragione del mio intervento.<br />
Ho conosciuto una donna interessata da una gravidanza isterica, l&#8217;estate scorsa; quel che ho capito di questa donna è che sfogò nella falsa gravidanza ciò che per lei era un sentito dovere da soddisfare. Questo dovere consisteva nella necessità di diventare madre per ottenere una stima sociale. Ciò le fu prodotto dalla famiglia e, cosa che sembra incredibile nell&#8217;Italia di oggi, dall&#8217;ambiente extra-famigliare che lei ha frequentato sino a prima del ricovero. Non ti dirò per quale ragione è stata ricoverata perché mi fa male scriverlo.<br />
Ma è per questa ragione che dico che non è così vero che le donne abbiano sempre il controllo sulla possibilità di rimanere incinte. Questa è una affermazione che viene smentita da quei casi che dimostrano il contrario.<br />
Spero vorrai considerare anche questo nel novero delle violenze che le donne subiscono, e magari dedicare un po&#8217; del tuo tempo a vedere che esiste una cultura minoritaria, in Italia, improntata su un tacito obbligo sociale per le donne di procreare. Se non si soddisfa quest&#8217;obbligo certe donne stanno male, veramente male.<br />
Tutto qui.<br />
Nel salutarti, sono io che ringrazio te: lo scambio è stato simpatico.<br />
Un saluto e buon lavoro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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