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	Commenti a: DUE O TRE COSE SUL RACCONTARE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99231</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 09:45:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, Paolo. Il fatto è che entrambi sono  atteggiamenti di difesa: che mi senta inattaccabile o no, il presupposto è, comunque, che qualcuno mi vuole attaccare.
Siamo sotto minaccia e tutti dobbiamo partecipare alla difesa della fortezza, nessuno escluso (medici compresi).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Paolo. Il fatto è che entrambi sono  atteggiamenti di difesa: che mi senta inattaccabile o no, il presupposto è, comunque, che qualcuno mi vuole attaccare.<br />
Siamo sotto minaccia e tutti dobbiamo partecipare alla difesa della fortezza, nessuno escluso (medici compresi).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99230</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 09:16:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valeria, ci ho meditato molto su &quot;questi qua&quot;/&quot;quelli là&quot;. E non so se la spia linguistica sia sufficiente, ma azzardando un po&#039; si potrebbero dipingere due atteggiamenti razzisti distinti:
uno che si sente direttamente toccato nel &quot;proprio&quot;
uno che considera il &quot;prorpio&quot; inattaccabile.
Il primo può portare ad azioni viscerali anche terribili, il secondo a un&#039;esclusione totale dell&#039;altro. Non so quale possa essere peggio, di sicuro andrebbero affrontati con strategie specifiche appropriate.
Ma, ripeto, questo volendo forzare il quadro e fare perno teorico soltanto su un&#039;espressione. Non è un&#039;indagine sociologica la mia, solo una nota.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valeria, ci ho meditato molto su &#8220;questi qua&#8221;/&#8221;quelli là&#8221;. E non so se la spia linguistica sia sufficiente, ma azzardando un po&#8217; si potrebbero dipingere due atteggiamenti razzisti distinti:<br />
uno che si sente direttamente toccato nel &#8220;proprio&#8221;<br />
uno che considera il &#8220;prorpio&#8221; inattaccabile.<br />
Il primo può portare ad azioni viscerali anche terribili, il secondo a un&#8217;esclusione totale dell&#8217;altro. Non so quale possa essere peggio, di sicuro andrebbero affrontati con strategie specifiche appropriate.<br />
Ma, ripeto, questo volendo forzare il quadro e fare perno teorico soltanto su un&#8217;espressione. Non è un&#8217;indagine sociologica la mia, solo una nota.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99229</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 13:35:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paolo.
Non solo i cinesi, ma tutti gli stranieri immigrati vengono indicati come &quot;questi qua&quot;, con estremo disprezzo.
Questo è perlomeno quello che sento e vedo sui mezzi pubblici e andando in giro per Roma.
&quot;Questi&quot; non indica   prossimità, ma qualcosa  che viene percepita come invadenza, prevaricazione, minaccia.
Per questo dicevo che Pincio ha fatto una specie di radiografia delle paure che ci agitano e ha dato loro corpo,  le ha messe in scena.
Anche secondo me un libro importante troppo sottovalutato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paolo.<br />
Non solo i cinesi, ma tutti gli stranieri immigrati vengono indicati come &#8220;questi qua&#8221;, con estremo disprezzo.<br />
Questo è perlomeno quello che sento e vedo sui mezzi pubblici e andando in giro per Roma.<br />
&#8220;Questi&#8221; non indica   prossimità, ma qualcosa  che viene percepita come invadenza, prevaricazione, minaccia.<br />
Per questo dicevo che Pincio ha fatto una specie di radiografia delle paure che ci agitano e ha dato loro corpo,  le ha messe in scena.<br />
Anche secondo me un libro importante troppo sottovalutato.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: and		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99228</link>

		<dc:creator><![CDATA[and]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 12:52:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei migliori libri italiani usciti negli ultimi anni. Per qualità e personalità della scrittura e problematicità dell&#039;argomento. Se ne è parlato fin troppo poco di questo libro, o forse mi sbaglio. Qualche dubbio sul perchè, li ho, ma preferisco non fare polemica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei migliori libri italiani usciti negli ultimi anni. Per qualità e personalità della scrittura e problematicità dell&#8217;argomento. Se ne è parlato fin troppo poco di questo libro, o forse mi sbaglio. Qualche dubbio sul perchè, li ho, ma preferisco non fare polemica.</p>
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		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99227</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 09:51:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace l&#039;ultima risposta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace l&#8217;ultima risposta</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99226</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 08:19:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nota sociolinguistica neutra: davvero i cinesi per i Romani sono &#039;questi qua&#039;?Dalle mie parti, a nord-est, i cinesi sono ancora &#039;quelli là&#039;, pure a un metro dal nostro naso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nota sociolinguistica neutra: davvero i cinesi per i Romani sono &#8216;questi qua&#8217;?Dalle mie parti, a nord-est, i cinesi sono ancora &#8216;quelli là&#8217;, pure a un metro dal nostro naso&#8230;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99225</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 23:45:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto stamattina il lancio di Loredana, ma non avevo tempo per lasciare un commento. Riaprendo il computer poco fa pensavo di trovare un&#039;ondata di post, e invece solo quattro.
Mi dispiace perché ho trovato &lt;i&gt;Cinacittà&lt;/i&gt; un libro molto bello.
Abito a Roma e ho avuto la netta sensazione che Pincio mettesse in scena non tanto un&#039; ucronia, quanto una distopia già presente.
E non perché parla di un futuro non lontano &#039;invaso dai cinesi&#039; quanto della nostra  immaginazione invasa dalla paura dei cinesi, colonizzata completamente dal terrore &#039;di essere sostituiti da &lt;i&gt;questi qua&lt;/i&gt;&#039; (frase che sento spesso sui mezzi pubblici, per strada, anche da amici).
Il libro parla del nostro presente, e sono assolutamente d&#039;accordo con Berselli che  è una riconferma del fatto che le modalità per raccontare la realtà sono molte.
E però il libro parla pure di donne, prostitute, giocattoli sessuali nelle mani di uomini moralmente flaccidi,  incosapevoli e violenti come il protagonista.
A questo proposito, mi pare di aver letto in uno dei post degli ultimi topic qualche accusa di furbizia nei confronti di Pincio.
A me sinceramente  non pare che nel libro ci sia  qualche forma di compiacimento o connivenza o morbosità  verso la violenza sessuale.
C&#039;è un&#039; osservazione fenomenologica della deriva fisica e morale di un uomo che arriva fino all&#039;annientamento di sé e della donna che dice di amare. Il riferimento esplicito è alla &lt;i&gt;Lettera al mio giudice&lt;/i&gt; di Simenon, ma ammiccamenti o complicità io non ne ho visti.
Pincio non fa mai da compare al suo personaggio: tanto questi è indulgente con se stesso quanto il suo autore non lo è mai, perlomeno a me non  è mai sembrato  disposto a sostenere i suoi alibi,  semmai a smascherarli e a rivelarli come tali.
Insomma non lo so cosa si intenda per furbizia in questo caso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto stamattina il lancio di Loredana, ma non avevo tempo per lasciare un commento. Riaprendo il computer poco fa pensavo di trovare un&#8217;ondata di post, e invece solo quattro.<br />
Mi dispiace perché ho trovato <i>Cinacittà</i> un libro molto bello.<br />
Abito a Roma e ho avuto la netta sensazione che Pincio mettesse in scena non tanto un&#8217; ucronia, quanto una distopia già presente.<br />
E non perché parla di un futuro non lontano &#8216;invaso dai cinesi&#8217; quanto della nostra  immaginazione invasa dalla paura dei cinesi, colonizzata completamente dal terrore &#8216;di essere sostituiti da <i>questi qua</i>&#8216; (frase che sento spesso sui mezzi pubblici, per strada, anche da amici).<br />
Il libro parla del nostro presente, e sono assolutamente d&#8217;accordo con Berselli che  è una riconferma del fatto che le modalità per raccontare la realtà sono molte.<br />
E però il libro parla pure di donne, prostitute, giocattoli sessuali nelle mani di uomini moralmente flaccidi,  incosapevoli e violenti come il protagonista.<br />
A questo proposito, mi pare di aver letto in uno dei post degli ultimi topic qualche accusa di furbizia nei confronti di Pincio.<br />
A me sinceramente  non pare che nel libro ci sia  qualche forma di compiacimento o connivenza o morbosità  verso la violenza sessuale.<br />
C&#8217;è un&#8217; osservazione fenomenologica della deriva fisica e morale di un uomo che arriva fino all&#8217;annientamento di sé e della donna che dice di amare. Il riferimento esplicito è alla <i>Lettera al mio giudice</i> di Simenon, ma ammiccamenti o complicità io non ne ho visti.<br />
Pincio non fa mai da compare al suo personaggio: tanto questi è indulgente con se stesso quanto il suo autore non lo è mai, perlomeno a me non  è mai sembrato  disposto a sostenere i suoi alibi,  semmai a smascherarli e a rivelarli come tali.<br />
Insomma non lo so cosa si intenda per furbizia in questo caso.</p>
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		<title>
		Di: Stefano Re		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99224</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Re]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 13:19:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... C&#039;è gente che non vede l&#039;ora di leggere un romanzo che COSTEGGI L&#039;UCRONIA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; C&#8217;è gente che non vede l&#8217;ora di leggere un romanzo che COSTEGGI L&#8217;UCRONIA.</p>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99223</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 13:15:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che bella intervista, recensione....
leggerò il libro....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bella intervista, recensione&#8230;.<br />
leggerò il libro&#8230;.</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sul-raccontare/comment-page-1/#comment-99222</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 10:35:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Picchia duro, il Pincio! Bravo bravo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Picchia duro, il Pincio! Bravo bravo&#8230;</p>
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