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	Commenti a: DUE O TRE COSE SULLA DISTOPIA, SUL SERIO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Francesca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sulla-distopia-sul-serio/comment-page-1/#comment-141658</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 15:27:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno,
grazie per l’interessante articolo. Nella piccola realtà in cui lavoro stiamo affrontando il genere distopico già da tempo prima della pandemia. Continuiamo a porci domande sui “mondi alternativi” ed è un viaggio assolutamente ricco. Con delle storie per ragazzi, già pubblicate in una collana dedicata, abbiamo iniziato a studiare “molti mondi”, chiavi di accesso a future proiezioni. Lieti che possa essere una bella onda da cavalcare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno,<br />
grazie per l’interessante articolo. Nella piccola realtà in cui lavoro stiamo affrontando il genere distopico già da tempo prima della pandemia. Continuiamo a porci domande sui “mondi alternativi” ed è un viaggio assolutamente ricco. Con delle storie per ragazzi, già pubblicate in una collana dedicata, abbiamo iniziato a studiare “molti mondi”, chiavi di accesso a future proiezioni. Lieti che possa essere una bella onda da cavalcare.</p>
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		Di: Giulia Abbate		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/due-o-tre-cose-sulla-distopia-sul-serio/comment-page-1/#comment-141657</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulia Abbate]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 08:54:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante, grazie.
Inizialmente, ovvero quando non era ancora diffuso l&#039;attuale innamoramento per la distopia (favorito dalla letteratura YA, forse: e moltissim* lettori e lettrici, specialmente giovani, non considerano la distopia ma &quot;il distopico&quot;) quello di &quot;distopia&quot; era un termine meramente tecnico: distopia è l&#039;anti-utopia, è l&#039;immaginare un futuro peggiore del nostro. Poco importava se questo futuro fosse indagato e scandagliato o se fosse lo scenario per storie emblematiche, come nel caso di &quot;La Strada&quot;: era comunque distopico, perché appunto rispondeva a quel segmento.
Oggi naturalmente questo sottogenere si è evoluto e noi che lo studiamo da un po&#039; siamo impegnat* a capire come, per poter includere la metamorfosi negli studi critici (ci abbiamo provato nel &quot;Manuale di scrittura di fantascienza&quot;, Odoya 2019, che ho scritto con Franco Ricciardiello, nel quale abbiamo incluso come sottogeneri della fantascienza sia la &quot;distopia&quot; che il &quot;distopico&quot;, distinguendoli.)
Comunque, non è del tutto vero che manchi l&#039;utopia: da qualche anno percepivo un certo bisogno sottotraccia di questo tipo di narrazione, e con la pandemia (e il ritornello &quot;siamo in una distopia!&quot;) il bisogno è aumentato ancora. Prima del 2020, la forte spinta ambientalista delle giovani generazioni aveva già dato origine a un nuovo genere di narrazione, figlio della fantascienza ma anche dell&#039;ecofiction: il solarpunk, che è lo sforzo di narrare un futuro sostenibile, ecologico, inclusivo/femminista e anticapitalista. E non solo: il solarpunk vuole anche capire come arrivarci, per questo è molto attento alla ricerca scientifica e ai progressi tecnologici volti alla preservazione, al risparmio, al riuso. (Cosa buffa: questa nuova utopia ecologica/anarchica è spesso anche postapocalittica!)
Studiandolo, mi/ci è molto piaciuto, quindi ci stiamo lavorando per diffonderne i temi e gli scenari, e con l&#039;apertura di un sito web apposito stiamo ricevendo tantissime richieste di collaborazione: è un segnale interessante pure questo, secondo me.
Spero che anche l&#039;utopia, come la distopia, possa vivere un momento di discussione e di diffusione che la renda accessibile e alla portata di tutt*, come è stato per la distopia.
Grazie :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante, grazie.<br />
Inizialmente, ovvero quando non era ancora diffuso l&#8217;attuale innamoramento per la distopia (favorito dalla letteratura YA, forse: e moltissim* lettori e lettrici, specialmente giovani, non considerano la distopia ma &#8220;il distopico&#8221;) quello di &#8220;distopia&#8221; era un termine meramente tecnico: distopia è l&#8217;anti-utopia, è l&#8217;immaginare un futuro peggiore del nostro. Poco importava se questo futuro fosse indagato e scandagliato o se fosse lo scenario per storie emblematiche, come nel caso di &#8220;La Strada&#8221;: era comunque distopico, perché appunto rispondeva a quel segmento.<br />
Oggi naturalmente questo sottogenere si è evoluto e noi che lo studiamo da un po&#8217; siamo impegnat* a capire come, per poter includere la metamorfosi negli studi critici (ci abbiamo provato nel &#8220;Manuale di scrittura di fantascienza&#8221;, Odoya 2019, che ho scritto con Franco Ricciardiello, nel quale abbiamo incluso come sottogeneri della fantascienza sia la &#8220;distopia&#8221; che il &#8220;distopico&#8221;, distinguendoli.)<br />
Comunque, non è del tutto vero che manchi l&#8217;utopia: da qualche anno percepivo un certo bisogno sottotraccia di questo tipo di narrazione, e con la pandemia (e il ritornello &#8220;siamo in una distopia!&#8221;) il bisogno è aumentato ancora. Prima del 2020, la forte spinta ambientalista delle giovani generazioni aveva già dato origine a un nuovo genere di narrazione, figlio della fantascienza ma anche dell&#8217;ecofiction: il solarpunk, che è lo sforzo di narrare un futuro sostenibile, ecologico, inclusivo/femminista e anticapitalista. E non solo: il solarpunk vuole anche capire come arrivarci, per questo è molto attento alla ricerca scientifica e ai progressi tecnologici volti alla preservazione, al risparmio, al riuso. (Cosa buffa: questa nuova utopia ecologica/anarchica è spesso anche postapocalittica!)<br />
Studiandolo, mi/ci è molto piaciuto, quindi ci stiamo lavorando per diffonderne i temi e gli scenari, e con l&#8217;apertura di un sito web apposito stiamo ricevendo tantissime richieste di collaborazione: è un segnale interessante pure questo, secondo me.<br />
Spero che anche l&#8217;utopia, come la distopia, possa vivere un momento di discussione e di diffusione che la renda accessibile e alla portata di tutt*, come è stato per la distopia.<br />
Grazie 🙂</p>
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