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	Commenti a: E A PROPOSITO DI LOCOMOTIVE&#8230;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2004 07:11:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stark, è vero: a me capita lo stesso anche in autobus, o in metropolitana, dal momento che i percorsi romani sono fatalmente lunghi. Molti leggono, molti ascoltano musica, altri si guardano intorno:e, come diceva anche Blog-Ink, il set è invitante.
Caro Anodino, la sottoscritta è ben lieta che i ragnetti e scarabocchi trovino sia pur temporanea dimora da queste parti. Come vede, non tutte le conversazioni vengono abbandonate perchè altre vi si sovrappongono. Per come la intendo io, permangono tutte, ed è piacevole riprenderle anche quando altre vi si intrecciano. Mi saluti Attilio e Ottavio e torni quando vuole.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stark, è vero: a me capita lo stesso anche in autobus, o in metropolitana, dal momento che i percorsi romani sono fatalmente lunghi. Molti leggono, molti ascoltano musica, altri si guardano intorno:e, come diceva anche Blog-Ink, il set è invitante.<br />
Caro Anodino, la sottoscritta è ben lieta che i ragnetti e scarabocchi trovino sia pur temporanea dimora da queste parti. Come vede, non tutte le conversazioni vengono abbandonate perchè altre vi si sovrappongono. Per come la intendo io, permangono tutte, ed è piacevole riprenderle anche quando altre vi si intrecciano. Mi saluti Attilio e Ottavio e torni quando vuole.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: stark		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 21:11:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra semplice. Perché il treno è un luogo che mette faccia a faccia, per molto tempo e senza possibilità di uscita, perfetti estranei. Personalmente, è soprattutto quando sono in treno che mi accorgo che esistono anche gli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra semplice. Perché il treno è un luogo che mette faccia a faccia, per molto tempo e senza possibilità di uscita, perfetti estranei. Personalmente, è soprattutto quando sono in treno che mi accorgo che esistono anche gli altri.</p>
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		Di: stark		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 21:11:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra semplice. Perché il treno è un luogo che mette faccia a faccia, per molto tempo e senza possibilità di uscita, perfetti estranei. Personalmente, è soprattutto quando sono in treno che mi accorgo che esistono anche gli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra semplice. Perché il treno è un luogo che mette faccia a faccia, per molto tempo e senza possibilità di uscita, perfetti estranei. Personalmente, è soprattutto quando sono in treno che mi accorgo che esistono anche gli altri.</p>
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		<title>
		Di: Blog-inK		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Blog-inK]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 20:11:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...perchè il treno è il potenziale scenario e &#039;set&#039; di un romanzo che sia scritto, visivo o parlato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;perchè il treno è il potenziale scenario e &#8216;set&#8217; di un romanzo che sia scritto, visivo o parlato&#8230;</p>
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		Di: Anodino.blog		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anodino.blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 16:11:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara signora mia Lipperini,
veda, io qui mi attardo anzi mi illanguidisco e mi sento poscia in colpa perché, in fin dei conti, ritengo (sotto sotto) che sostenere uno di cotesti diari o weblogs sia cosa quasi licenziosa.
Per cui non mi appresto certo con le mie magrissime risorse informatiche a costruire un mio di diario  o quaderno di appunti su questi  monitors.
Quindi mi comporto quasi come parassita coinvolto in una mia traviante coazione a ripetere scempiaggini.
Veda: io qui vengo e parlo, cioè scrivo mentre ora qui si tratta di treni che transitano, vanno, e scompaiono su di un fondo nebbioso di questo tetro paese;
essi procedono come queste parole, anzi questi segni neri sul monitor, (anche il medesimo fosse pure plasmatico) ed io questi stessi ragnetti, scarabocchi, scaracchietti odio quanto i convogli sfuggenti in quella landa desolata, piatta e cinica insieme.
Il treno mi offre un solo vantaggio: mi installo tutto raggrinzito in un compartimento sperando che il fato sia benigno e mi lasci isolato, non mi presenti troppi contatti con gli umani, mi permetta di immergermi in una lettura possibilmente protettiva ed isolante quanto il vallo Adrianeo o la muraglia cinese.
Così mi corazzo contro il mondo, così questi segnini emanati da cotesto aggeggio, dai suoi tasti, dall&#039;intrico di fili e masse apparentemente inerti,  mi consentono con il medesimo di collegarmi e di disprezzarmi nello stesso tempo, che francamente, forse dico, avrei meglio da fare; al contempo questi cifrette di pixel mi permettono di viaggiare in un territorio che forse amerei, in cui potrei anche mescolarmi fisicamente.
E mi rendo conto che con questo convoglio mi trasporto nel luogo più effimero che vi sia: il blog. Qui la conversazione di ieri, già tanto avvincente, è terribilmente transeunte; oggi oramai  è consumata, consunta, disfatta, disciolta a volte putrefatta.
Simbolo di questi tempi in cui tutto bisogna che si dissolva più che rapidamente, il discorso, il concorso, il racconto, il pensiero perché immediatamente bisogna sovrapporre altro, ancora, materiali, segni, cose e tutto diviene vano più vano del già evanescente scenario nostro vitale.
L&#039;immagine pur bella osservata la sera prima già è sparita, archiviata, andata nel gran calderone o dimenticatoio ossessivo che già tremila umani coatti con i loro telefonucci digitali camerati ci propinano nove mila migliaia di istantanee affinché ci anneghiamo con loro godendo di tanta maravigliosa comunicazione.
Ora, mi perdoni, ma debbo assentarmi che i miei due fratelli Attilio ed Ottavio, con cui convivo forzosamente, mi stanno insultando obbrobriosamente ingiungendomi di lasciare questo marchingegno  e di recarmi in stalla a cambiare la lettiera alle vacche.
Mi voglia scusare per l&#039;amaro mio fiele profuso.
Suo Anodino.blog]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara signora mia Lipperini,<br />
veda, io qui mi attardo anzi mi illanguidisco e mi sento poscia in colpa perché, in fin dei conti, ritengo (sotto sotto) che sostenere uno di cotesti diari o weblogs sia cosa quasi licenziosa.<br />
Per cui non mi appresto certo con le mie magrissime risorse informatiche a costruire un mio di diario  o quaderno di appunti su questi  monitors.<br />
Quindi mi comporto quasi come parassita coinvolto in una mia traviante coazione a ripetere scempiaggini.<br />
Veda: io qui vengo e parlo, cioè scrivo mentre ora qui si tratta di treni che transitano, vanno, e scompaiono su di un fondo nebbioso di questo tetro paese;<br />
essi procedono come queste parole, anzi questi segni neri sul monitor, (anche il medesimo fosse pure plasmatico) ed io questi stessi ragnetti, scarabocchi, scaracchietti odio quanto i convogli sfuggenti in quella landa desolata, piatta e cinica insieme.<br />
Il treno mi offre un solo vantaggio: mi installo tutto raggrinzito in un compartimento sperando che il fato sia benigno e mi lasci isolato, non mi presenti troppi contatti con gli umani, mi permetta di immergermi in una lettura possibilmente protettiva ed isolante quanto il vallo Adrianeo o la muraglia cinese.<br />
Così mi corazzo contro il mondo, così questi segnini emanati da cotesto aggeggio, dai suoi tasti, dall&#8217;intrico di fili e masse apparentemente inerti,  mi consentono con il medesimo di collegarmi e di disprezzarmi nello stesso tempo, che francamente, forse dico, avrei meglio da fare; al contempo questi cifrette di pixel mi permettono di viaggiare in un territorio che forse amerei, in cui potrei anche mescolarmi fisicamente.<br />
E mi rendo conto che con questo convoglio mi trasporto nel luogo più effimero che vi sia: il blog. Qui la conversazione di ieri, già tanto avvincente, è terribilmente transeunte; oggi oramai  è consumata, consunta, disfatta, disciolta a volte putrefatta.<br />
Simbolo di questi tempi in cui tutto bisogna che si dissolva più che rapidamente, il discorso, il concorso, il racconto, il pensiero perché immediatamente bisogna sovrapporre altro, ancora, materiali, segni, cose e tutto diviene vano più vano del già evanescente scenario nostro vitale.<br />
L&#8217;immagine pur bella osservata la sera prima già è sparita, archiviata, andata nel gran calderone o dimenticatoio ossessivo che già tremila umani coatti con i loro telefonucci digitali camerati ci propinano nove mila migliaia di istantanee affinché ci anneghiamo con loro godendo di tanta maravigliosa comunicazione.<br />
Ora, mi perdoni, ma debbo assentarmi che i miei due fratelli Attilio ed Ottavio, con cui convivo forzosamente, mi stanno insultando obbrobriosamente ingiungendomi di lasciare questo marchingegno  e di recarmi in stalla a cambiare la lettiera alle vacche.<br />
Mi voglia scusare per l&#8217;amaro mio fiele profuso.<br />
Suo Anodino.blog</p>
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		<title>
		Di: Speraben		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-a-proposito-di-locomotive/comment-page-1/#comment-71120</link>

		<dc:creator><![CDATA[Speraben]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 15:11:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tutti questi discorsi mi fanno venire voglia di leggere Trenità di -mi pare- Giuseppe Antonelli (spero di non sbagliare).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tutti questi discorsi mi fanno venire voglia di leggere Trenità di -mi pare- Giuseppe Antonelli (spero di non sbagliare).</p>
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		<title>
		Di: A.Liz		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-a-proposito-di-locomotive/comment-page-1/#comment-71119</link>

		<dc:creator><![CDATA[A.Liz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 13:11:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perché il treno si sposta e ha grandi quadrate finestre.
E da quelle finestre si vede il passaggio di colori appartenenti a cose che vanno via. Si avvicinano e poi scappano dai tuoi occhi, dalla parte della scia.
E la geografia è sottomessa alla legge delle gallerie... perché il treno chiude gli occhi e nel tunnel ti fa cieco e sordo, poi li riapre e tutto potrebbe essere cambiato, così come tutto potrebbe essere uguale... e in un divenire così frenetico che sia Eurostar o IR da pendolare, è impossibile non farsi travolgere!
Un saluto. Bellissimo blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché il treno si sposta e ha grandi quadrate finestre.<br />
E da quelle finestre si vede il passaggio di colori appartenenti a cose che vanno via. Si avvicinano e poi scappano dai tuoi occhi, dalla parte della scia.<br />
E la geografia è sottomessa alla legge delle gallerie&#8230; perché il treno chiude gli occhi e nel tunnel ti fa cieco e sordo, poi li riapre e tutto potrebbe essere cambiato, così come tutto potrebbe essere uguale&#8230; e in un divenire così frenetico che sia Eurostar o IR da pendolare, è impossibile non farsi travolgere!<br />
Un saluto. Bellissimo blog.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-a-proposito-di-locomotive/comment-page-1/#comment-71118</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 09:11:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo so che è una cosa di bassa lega e che sarà l&#039;ennesimo a scriverlo, ma stiamo raccogliendo qualche racconto di blogger sul blog
iraccontideivicini.splinder.com .
Se vuoi venirci a trovare siamo lì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so che è una cosa di bassa lega e che sarà l&#8217;ennesimo a scriverlo, ma stiamo raccogliendo qualche racconto di blogger sul blog<br />
iraccontideivicini.splinder.com .<br />
Se vuoi venirci a trovare siamo lì.</p>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-a-proposito-di-locomotive/comment-page-1/#comment-71117</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 09:11:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Arrivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivo.</p>
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		<title>
		Di: Giulia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2004 08:11:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah, guarda, lui parlava e lei guardava fisso davanti a sé e teneva la schiena dritta, come ad evitare l&#039;eccesso di contatto fisico. A me sembrava una tattica per farsi desiderare (infatti poi hanno limonato come ragazzini, e questo secondo Emiliano provava che in realtà stavano già insieme). Come passatempo, comunque, è divertente. E poi tiene in allenamento la fantasia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, guarda, lui parlava e lei guardava fisso davanti a sé e teneva la schiena dritta, come ad evitare l&#8217;eccesso di contatto fisico. A me sembrava una tattica per farsi desiderare (infatti poi hanno limonato come ragazzini, e questo secondo Emiliano provava che in realtà stavano già insieme). Come passatempo, comunque, è divertente. E poi tiene in allenamento la fantasia.</p>
]]></content:encoded>
		
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