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	Commenti a: E&#039; ORMAI PASSATO UN LUSTRO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Laooconte		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laooconte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2006 14:54:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono detrattori in tutto, e fondamentalmente avrei criticato maggiormente un Ellis o un Welsh rispetto ad un &quot;gargantuano&quot; Wallace.
A sottrarre siamo capaci tutti, non c&#039;è bisogno che qualcuno ci aiuti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono detrattori in tutto, e fondamentalmente avrei criticato maggiormente un Ellis o un Welsh rispetto ad un &#8220;gargantuano&#8221; Wallace.<br />
A sottrarre siamo capaci tutti, non c&#8217;è bisogno che qualcuno ci aiuti.</p>
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		Di: michele23266		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele23266]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2006 08:20:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è uscito il nuovo Inciquid 10, sul sito deIquindici, numero resistente, in ricordo di Carlo Giuliani....
www.iquindici.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è uscito il nuovo Inciquid 10, sul sito deIquindici, numero resistente, in ricordo di Carlo Giuliani&#8230;.<br />
<a href="http://www.iquindici.org" rel="nofollow ugc">http://www.iquindici.org</a></p>
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		Di: michele23266		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele23266]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2006 08:19:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è uscito il nuovo Inciquid 10, sul sito deIquindici, numero resistente, in ricordo di Carlo Giuliani....
www.iquindici.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è uscito il nuovo Inciquid 10, sul sito deIquindici, numero resistente, in ricordo di Carlo Giuliani&#8230;.<br />
<a href="http://www.iquindici.org" rel="nofollow ugc">http://www.iquindici.org</a></p>
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		<title>
		Di: un figlio ideale di Bruno Munari		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[un figlio ideale di Bruno Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2006 20:32:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eulalio Torricelli da Forlì vs il mondo! :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eulalio Torricelli da Forlì vs il mondo! 🙂</p>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-ormai-passato-un-lustro/comment-page-2/#comment-87128</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2006 19:44:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eulalio Torricelli da Forlì:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eulalio Torricelli da Forlì:-)</p>
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		Di: uff		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[uff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2006 09:27:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solita tattica: insulta, aggredisce, poi cerca di fare il carino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solita tattica: insulta, aggredisce, poi cerca di fare il carino.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: andrea b		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-ormai-passato-un-lustro/comment-page-2/#comment-87126</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea b]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2006 08:25:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, tra la lunga fila dei suoi libri, con braccia  gambe e coda arrotolati al montante della libreria c&#039;ho pure una sua scimmia ZiZì  e una volta in preda a un raptus folle volevo comperare una sua litografia e ancora fabbricarmi da me una macchina inutile. Le hai mai viste? sono bellissime, puah i mobiles di Calder...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, tra la lunga fila dei suoi libri, con braccia  gambe e coda arrotolati al montante della libreria c&#8217;ho pure una sua scimmia ZiZì  e una volta in preda a un raptus folle volevo comperare una sua litografia e ancora fabbricarmi da me una macchina inutile. Le hai mai viste? sono bellissime, puah i mobiles di Calder&#8230;</p>
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		<title>
		Di: andrea b		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-ormai-passato-un-lustro/comment-page-2/#comment-87125</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea b]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2006 08:18:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spettatrice, mi chiedo anch&#039;io qual è il problema. Ho citato il testo in cui Munari parla del metodo Munari. E&#039; un metodo per sviluppare l&#039;individualità, non c&#039;è molto da aggiungere. Poi Munari era una persona civile e sapeva che esiste una società civili alla quale da individui partecipiamo, ma questo non significa che negasse l&#039;individualità (casomai l&#039;individualismo). Su ti avevo fatto l&#039;esempio dei viali con alberi di specie diversa, secondo me ci si poteva fermare lì, nel senso che è una cosa così bella che possiamo ammutolire, immaginarcela e godere.
Guarda sono uno con la fissa di Munari, mi sono fissato da quando ascoltai una sua lunghissima intervista a radio3 una domenica pomeriggio di boh dieci anni fa, da allora ho eretto un altarino come il bambino Antoine dei 400 colpi a Bazac (lo so che non bisognerebbe, ma è un altarino metaforico e simpatico. Ho un altarino anche per Dubuffet, eh).
Scusami se ti ho preso per, in realtà nel mio primo post avevo cercato di scriverti una cosa carina: che Munari era il tuo destino e non lo sapevi. Ok, è un complimento cervellotico, però io abito a cervellotic city e da noi ci diciamo cose così :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spettatrice, mi chiedo anch&#8217;io qual è il problema. Ho citato il testo in cui Munari parla del metodo Munari. E&#8217; un metodo per sviluppare l&#8217;individualità, non c&#8217;è molto da aggiungere. Poi Munari era una persona civile e sapeva che esiste una società civili alla quale da individui partecipiamo, ma questo non significa che negasse l&#8217;individualità (casomai l&#8217;individualismo). Su ti avevo fatto l&#8217;esempio dei viali con alberi di specie diversa, secondo me ci si poteva fermare lì, nel senso che è una cosa così bella che possiamo ammutolire, immaginarcela e godere.<br />
Guarda sono uno con la fissa di Munari, mi sono fissato da quando ascoltai una sua lunghissima intervista a radio3 una domenica pomeriggio di boh dieci anni fa, da allora ho eretto un altarino come il bambino Antoine dei 400 colpi a Bazac (lo so che non bisognerebbe, ma è un altarino metaforico e simpatico. Ho un altarino anche per Dubuffet, eh).<br />
Scusami se ti ho preso per, in realtà nel mio primo post avevo cercato di scriverti una cosa carina: che Munari era il tuo destino e non lo sapevi. Ok, è un complimento cervellotico, però io abito a cervellotic city e da noi ci diciamo cose così 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-ormai-passato-un-lustro/comment-page-2/#comment-87124</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2006 05:37:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spettatrice, piccola donna delle grandi pianure, ti ho ripresa in &#039;Cazzeggi letterari&#039;:- )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spettatrice, piccola donna delle grandi pianure, ti ho ripresa in &#8216;Cazzeggi letterari&#8217;:- )</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/e-ormai-passato-un-lustro/comment-page-1/#comment-87123</link>

		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2006 22:50:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Barbieri è tardi, sono stanca, assonnata
Comunque
a me non va di trattarti male, ma che tu mi confonda coi WU mi da fastidio e non perchè non abbia buoni rapporti con loro, ma perchè loro sono maschi e io NO e ci tengo a restare nella mia metà del cielo.
Ho inviato IO (chiedi a LL la verifica degli iP), non i WM le parole di Munari, pensi che non sia in grado? o pensi che a un munariano non &#039;gliela si fa&#039; (cosa, poi, visto che sono aliena alla società dei furbi a cui Munari oppone la società delle persone responsabili collettivamente e individualmente) e che per citarlo o per meditarci sopra bisogna per forza avere un patentino?
Quelle parole sono sue e non parlano solo di segnali stradali o di bon ton, ma anche di strumenti conoscitivi che sono fatti propri e tramandati dalla collettività e dell&#039;importanza del collettivo rispetto al singolo. Ho il diritto di estrapolare dalle parole di Munari degli stimoli che credo siano utili? non so tu, ma io credo che sia quello che si fa abitualmente. Nè tu nè io abbiamo la verità in tasca e ognuno di noi legge Munari senza confonderlo con la stele di Rosetta sicuramente, ma su piani e livelli diversi di comprensione e lettura, come normalmente accade. Aggiungo, a partire dal mio punto di vista mediocrissimo (che non intendo far coincidere con quello dei WU e neanche copincollare a quello di Munari) che si fa torto a chi pensa che &#039;la collettività è potenzialmente dotata dal punto di vista artistico, estetico, creativo&#039; supponendo che questo significhi omologazione e mancanza di invidualità. Non lo sosteneva Munari che insegnava a tutti, indistintamente, e non solo a ricchi a geni o presunti tali, non lo sostiene chi oggi pensa che la sua attività pedagogica e creativa abbia il senso di risvegliare un potenziale socialmente/collettivamente presente. Da quì all&#039;appiattimento delle personalità c&#039;è un abisso e per riempirlo ci vuole una buona dose di miopia o di malafede. Siamo una entità collettiva e come tale cresciamo, ma siamo anche individui e l&#039;interazione procede, se non forzata da valori di estrema competizione e da artificiosi obiettivi di &#039;alto&#039;/&#039;basso&#039;, anche in armonia e senza arrecare danno all&#039;individuo e quindi alla collettività. Infatti è il contributo diverso di ciascuno che permette la crescita e lo sviluppo di nuove forme e idee individuali e collettive. Dove sta il problema? a quelli che pensano che al mondo ci devono per forza essere degli idoli irragiungibili e &#039;modelli&#039; a me viene da rinfacciare la loro società immaginata (e , purtroppo, realizzata) che comprende una selezione Darwiniana con risultati di masse
ignoranti, ignorate e rese mandria e nuclei di privilegiati dei saperi (di
qualunque tipo). Trovo che chi ha simili idee della società sia a un passo dalle caste e dalle intoccabili aristocrazie. Questo mondo va in quella direzione. Immaginare noi stessi e quindi anche la collettività in termini di collaborazione e crescita condivisa (non omologata e omologante, ma condivisa come strumenti e possibilità) creativa, estetica e artistica comporta un agire diverso e, in prospettiva, un mondo e relazioni meno piramidali e saperi diffusi e riacquistati (riconquistati). Munari per fare quello che faceva: insegnare metodi e creatività era mosso da un sentire (razionale, razionalizzato o inconscio, poco importa) di questo tipo, se si fosse considerato modello irragiungibile e Maestro di pochi eletti non avrebbe seguito la strada che ha seguito. Che quindi lo spirito si acquieti, niente viene contestato a Munari (che egli
lo abbia fatto con le migliori o peggiori intenzioni) anzi viene reso omaggio
a questa sua sensibilità sociale e a quella che mi piace considerare come la
sua migliore intuizione e pratica. Barbieri perdona, dico ciò senza
nulla levare alle macchine inutili, alle sculture da viaggio, al design, agli oggetti
d&#039;uso comune da lui creati ecc. Resta il fatto che per me i bambini del
laboratorio di ceramica sono le sue opere migliori e quando lanciano in aria
la pizza di fango argilloso e gridano danno delle emozioni che neanche le
Gioconde, con o senza baffi.
Besos
ps: un appunto:
quando scrivi
non è obbligatorio parlare di cose che non si capiscono e non si amano e non si conoscono.
posso sorvolare e condividere il &#039;non si amano&#039; (anche se si può amare in modi e intensità e &#039;lucidità&#039; diverse) e il conoscono (si può aver letto o praticato poco o anche nulla), ma il &#039;capiscono&#039; proprio non mi va giù. Vedi Barbieri dare del tarato (questo per me significa &#039;non capire&#039;) lo trovo veramente eccessivo soprattutto quando usato per mettere un&#039;ipotetica museruola a una persona che magari cerca solo di dare una versione di ciò che, leggendo, lo ha interessato e colpito. Nell&#039;insieme quelle tre paroline cercano di intimidire l&#039;interlucutore che dovrebbe zittirsi per manifesta inferiorità rispetto al munariano doc. Se tu sei tra quelli che dovrebbero, causa le loro competenze, illuminare il mio cammino di povera ignorante ti faccio presente che non solo preferisco la mia sana ignoranza, ma che continuerò ad attingere le mie informazioni alla fonte e a usare, per capire, quel poco cervello che ho. Mi spiace non poter condividere l&#039;arroganza intellettuale che traspare da un simile atteggiamento, soprattutto non mi va di essere oggetto di tale arroganza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barbieri è tardi, sono stanca, assonnata<br />
Comunque<br />
a me non va di trattarti male, ma che tu mi confonda coi WU mi da fastidio e non perchè non abbia buoni rapporti con loro, ma perchè loro sono maschi e io NO e ci tengo a restare nella mia metà del cielo.<br />
Ho inviato IO (chiedi a LL la verifica degli iP), non i WM le parole di Munari, pensi che non sia in grado? o pensi che a un munariano non &#8216;gliela si fa&#8217; (cosa, poi, visto che sono aliena alla società dei furbi a cui Munari oppone la società delle persone responsabili collettivamente e individualmente) e che per citarlo o per meditarci sopra bisogna per forza avere un patentino?<br />
Quelle parole sono sue e non parlano solo di segnali stradali o di bon ton, ma anche di strumenti conoscitivi che sono fatti propri e tramandati dalla collettività e dell&#8217;importanza del collettivo rispetto al singolo. Ho il diritto di estrapolare dalle parole di Munari degli stimoli che credo siano utili? non so tu, ma io credo che sia quello che si fa abitualmente. Nè tu nè io abbiamo la verità in tasca e ognuno di noi legge Munari senza confonderlo con la stele di Rosetta sicuramente, ma su piani e livelli diversi di comprensione e lettura, come normalmente accade. Aggiungo, a partire dal mio punto di vista mediocrissimo (che non intendo far coincidere con quello dei WU e neanche copincollare a quello di Munari) che si fa torto a chi pensa che &#8216;la collettività è potenzialmente dotata dal punto di vista artistico, estetico, creativo&#8217; supponendo che questo significhi omologazione e mancanza di invidualità. Non lo sosteneva Munari che insegnava a tutti, indistintamente, e non solo a ricchi a geni o presunti tali, non lo sostiene chi oggi pensa che la sua attività pedagogica e creativa abbia il senso di risvegliare un potenziale socialmente/collettivamente presente. Da quì all&#8217;appiattimento delle personalità c&#8217;è un abisso e per riempirlo ci vuole una buona dose di miopia o di malafede. Siamo una entità collettiva e come tale cresciamo, ma siamo anche individui e l&#8217;interazione procede, se non forzata da valori di estrema competizione e da artificiosi obiettivi di &#8216;alto&#8217;/&#8217;basso&#8217;, anche in armonia e senza arrecare danno all&#8217;individuo e quindi alla collettività. Infatti è il contributo diverso di ciascuno che permette la crescita e lo sviluppo di nuove forme e idee individuali e collettive. Dove sta il problema? a quelli che pensano che al mondo ci devono per forza essere degli idoli irragiungibili e &#8216;modelli&#8217; a me viene da rinfacciare la loro società immaginata (e , purtroppo, realizzata) che comprende una selezione Darwiniana con risultati di masse<br />
ignoranti, ignorate e rese mandria e nuclei di privilegiati dei saperi (di<br />
qualunque tipo). Trovo che chi ha simili idee della società sia a un passo dalle caste e dalle intoccabili aristocrazie. Questo mondo va in quella direzione. Immaginare noi stessi e quindi anche la collettività in termini di collaborazione e crescita condivisa (non omologata e omologante, ma condivisa come strumenti e possibilità) creativa, estetica e artistica comporta un agire diverso e, in prospettiva, un mondo e relazioni meno piramidali e saperi diffusi e riacquistati (riconquistati). Munari per fare quello che faceva: insegnare metodi e creatività era mosso da un sentire (razionale, razionalizzato o inconscio, poco importa) di questo tipo, se si fosse considerato modello irragiungibile e Maestro di pochi eletti non avrebbe seguito la strada che ha seguito. Che quindi lo spirito si acquieti, niente viene contestato a Munari (che egli<br />
lo abbia fatto con le migliori o peggiori intenzioni) anzi viene reso omaggio<br />
a questa sua sensibilità sociale e a quella che mi piace considerare come la<br />
sua migliore intuizione e pratica. Barbieri perdona, dico ciò senza<br />
nulla levare alle macchine inutili, alle sculture da viaggio, al design, agli oggetti<br />
d&#8217;uso comune da lui creati ecc. Resta il fatto che per me i bambini del<br />
laboratorio di ceramica sono le sue opere migliori e quando lanciano in aria<br />
la pizza di fango argilloso e gridano danno delle emozioni che neanche le<br />
Gioconde, con o senza baffi.<br />
Besos<br />
ps: un appunto:<br />
quando scrivi<br />
non è obbligatorio parlare di cose che non si capiscono e non si amano e non si conoscono.<br />
posso sorvolare e condividere il &#8216;non si amano&#8217; (anche se si può amare in modi e intensità e &#8216;lucidità&#8217; diverse) e il conoscono (si può aver letto o praticato poco o anche nulla), ma il &#8216;capiscono&#8217; proprio non mi va giù. Vedi Barbieri dare del tarato (questo per me significa &#8216;non capire&#8217;) lo trovo veramente eccessivo soprattutto quando usato per mettere un&#8217;ipotetica museruola a una persona che magari cerca solo di dare una versione di ciò che, leggendo, lo ha interessato e colpito. Nell&#8217;insieme quelle tre paroline cercano di intimidire l&#8217;interlucutore che dovrebbe zittirsi per manifesta inferiorità rispetto al munariano doc. Se tu sei tra quelli che dovrebbero, causa le loro competenze, illuminare il mio cammino di povera ignorante ti faccio presente che non solo preferisco la mia sana ignoranza, ma che continuerò ad attingere le mie informazioni alla fonte e a usare, per capire, quel poco cervello che ho. Mi spiace non poter condividere l&#8217;arroganza intellettuale che traspare da un simile atteggiamento, soprattutto non mi va di essere oggetto di tale arroganza.</p>
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