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	Commenti a: ECONOMIE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121373</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 09:58:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, non l&#039;ho letto.
Privilegiare l&#039;amore alla mitologia, che sia riflessione sua o tua, non è niente male. Diciamo che ci s&#039;innamora mitologizzando e si impara ad amare seppellendo mitologie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non l&#8217;ho letto.<br />
Privilegiare l&#8217;amore alla mitologia, che sia riflessione sua o tua, non è niente male. Diciamo che ci s&#8217;innamora mitologizzando e si impara ad amare seppellendo mitologie.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121372</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 09:47:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter, solo una cosa: hai letto il libro di Badinter? Ne sto citando solo alcuni passaggi per fare discorsi che appartengono a me. Eventualmente, l&#039;accusa di sciovinismo dovresti dunque virarla nei miei confronti. Ma, a mio parere, non c&#039;è traccia di sciovinismo, in &quot;le conflit&quot;: semmai, c&#039;è il coraggio di privilegiare l&#039;amore alla mitologia. E, per quel che mi riguarda, questo spetta sia alle donne che agli uomini. Spetterebbe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, solo una cosa: hai letto il libro di Badinter? Ne sto citando solo alcuni passaggi per fare discorsi che appartengono a me. Eventualmente, l&#8217;accusa di sciovinismo dovresti dunque virarla nei miei confronti. Ma, a mio parere, non c&#8217;è traccia di sciovinismo, in &#8220;le conflit&#8221;: semmai, c&#8217;è il coraggio di privilegiare l&#8217;amore alla mitologia. E, per quel che mi riguarda, questo spetta sia alle donne che agli uomini. Spetterebbe.</p>
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		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121371</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 09:46:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[foddero=fossero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>foddero=fossero</p>
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		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121370</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 09:44:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che fatica capirsi.
Quando uno o una (il post che ho linkato è di mia moglie) cerca di mostrare gli effetti perversi di un accudimento frettoloso della prole, la cosa viene letta come un&#039;alternativa alla possibilità delle donne di realizzarsi professionalmente. Ma a voi un mondo in cui i figli foddero considerati il valore primario non solo dalla famiglia ma dalla società, e PROPRIO PER QUESTO le coppie (e sottolineo le coppie) fossero incentivate anzichè scoraggiate ad averne con opportuna legislazione e servizi sociali, un mondo così non vi piacerebbe?
L&#039;approccio della Badinter è detestabile proprio perchè sciovinista, pone la realizzazione personale e la genitorialità come alternativi e in termini di valori subordina sistematicamente il secondo al primo.
Poi, Badinter a parte, quando sento marxisti e post-marxisti che elevano l&#039;arrivismo professionale e il prestigio sociale a valori supremi non so se pensare tragicamente alla sindrome di Stoccolma o mettermi a ridere.
Ma la rivoluzione non doveva cominciare da qui, dal riappriopriarsi del corpo e dei sentimenti liberandoli dal regno della merce?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che fatica capirsi.<br />
Quando uno o una (il post che ho linkato è di mia moglie) cerca di mostrare gli effetti perversi di un accudimento frettoloso della prole, la cosa viene letta come un&#8217;alternativa alla possibilità delle donne di realizzarsi professionalmente. Ma a voi un mondo in cui i figli foddero considerati il valore primario non solo dalla famiglia ma dalla società, e PROPRIO PER QUESTO le coppie (e sottolineo le coppie) fossero incentivate anzichè scoraggiate ad averne con opportuna legislazione e servizi sociali, un mondo così non vi piacerebbe?<br />
L&#8217;approccio della Badinter è detestabile proprio perchè sciovinista, pone la realizzazione personale e la genitorialità come alternativi e in termini di valori subordina sistematicamente il secondo al primo.<br />
Poi, Badinter a parte, quando sento marxisti e post-marxisti che elevano l&#8217;arrivismo professionale e il prestigio sociale a valori supremi non so se pensare tragicamente alla sindrome di Stoccolma o mettermi a ridere.<br />
Ma la rivoluzione non doveva cominciare da qui, dal riappriopriarsi del corpo e dei sentimenti liberandoli dal regno della merce?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121369</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 07:03:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va bè Valter spero che la Badinter non intenda che i genitori non devono occuparsi dei figli ... Ciò che, credo, lei reputa indifendibile, è il fatto che, mentre l&#039;uomo perlopiù non prende neppure in considerazione l&#039;idea di rinunciare al suo lavoro per occuparsi dei bambini, molte donne al contrario abdichino completamente e, diciamo, automaticamente, dalla vita professionale, per dedicarsi ai figli, in questo modo rinunciando ad avere un&#039;indipendenza economica, e un peso diverso nella società (se il potere economico è maschile, perpetrerà il modello maschilista  che relega le donne a un certo ruolo ecc.). Ma appunto come dice anche Zauberei, a me pare che in Italia più che la scelta dettata da mentalità e principi nella gran maggioranza dei casi sia il bilancio famigliare a contare: se c&#039;è bisogno di soldi per pagare il mutuo, &quot;scegli&quot; di lavorare in due a prescinere dalle convinzioni. Ma se asilo+babysitter costa più dello stipendio che prenderesti, e non hai i nonni vicini e in forma, &quot;scegli&quot; di non lavorare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bè Valter spero che la Badinter non intenda che i genitori non devono occuparsi dei figli &#8230; Ciò che, credo, lei reputa indifendibile, è il fatto che, mentre l&#8217;uomo perlopiù non prende neppure in considerazione l&#8217;idea di rinunciare al suo lavoro per occuparsi dei bambini, molte donne al contrario abdichino completamente e, diciamo, automaticamente, dalla vita professionale, per dedicarsi ai figli, in questo modo rinunciando ad avere un&#8217;indipendenza economica, e un peso diverso nella società (se il potere economico è maschile, perpetrerà il modello maschilista  che relega le donne a un certo ruolo ecc.). Ma appunto come dice anche Zauberei, a me pare che in Italia più che la scelta dettata da mentalità e principi nella gran maggioranza dei casi sia il bilancio famigliare a contare: se c&#8217;è bisogno di soldi per pagare il mutuo, &#8220;scegli&#8221; di lavorare in due a prescinere dalle convinzioni. Ma se asilo+babysitter costa più dello stipendio che prenderesti, e non hai i nonni vicini e in forma, &#8220;scegli&#8221; di non lavorare.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Lucia Tundo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121368</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucia Tundo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 06:53:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io faccio parte di quelle tantissime che hanno chiesto il part-time per potersi &quot;occupare dei bambini&quot; e davvero, tornassi indietro non lo rifarei e, caro valter, sai cosa mi disse la mia bambina a quattro anni un giorno, guardandomi fare il bagnetto al fratellino di pochi mesi? &quot;Mamma, ma tu torni a lavorare, vero? non è che resti sempre a casa?&quot;.
Non voglio ritornare al trito dibattito sul tempo di qualità contrapposto alla quantità di tempo, ma penso che con delle strutture adeguate le donne possano lavorare e crescere dei figli equilibrati.
Mi cambiò la vita persino una misura a costo praticamente zero come la flessibilità in entrata, che mi permise di portarli a scuola e arrivare al lavoro serenamente (già, nonostante il part-time avevo problemi di entrata, non è che l&#039;orario ridotto risolva proprio tutto). Poi tenni in piedi praticamente da sola (dato che il comitato genitori che avrebbe dovuto appoggiarmi evaporò alla massima velocità, salvo farsi vivi con vibratissime proteste al minimo inconveniente) un servizio di tempo pieno integrato gestito da una cooperativa, questo perché nella provincia profonda non esiste il tempo pieno scolastico.
Ora sono grandi e, sorpresa, a tempo pieno non mi fanno tornare, così mi ritroverò praticamente coi contributi per la pensione dimezzati. No, non lo rifarei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io faccio parte di quelle tantissime che hanno chiesto il part-time per potersi &#8220;occupare dei bambini&#8221; e davvero, tornassi indietro non lo rifarei e, caro valter, sai cosa mi disse la mia bambina a quattro anni un giorno, guardandomi fare il bagnetto al fratellino di pochi mesi? &#8220;Mamma, ma tu torni a lavorare, vero? non è che resti sempre a casa?&#8221;.<br />
Non voglio ritornare al trito dibattito sul tempo di qualità contrapposto alla quantità di tempo, ma penso che con delle strutture adeguate le donne possano lavorare e crescere dei figli equilibrati.<br />
Mi cambiò la vita persino una misura a costo praticamente zero come la flessibilità in entrata, che mi permise di portarli a scuola e arrivare al lavoro serenamente (già, nonostante il part-time avevo problemi di entrata, non è che l&#8217;orario ridotto risolva proprio tutto). Poi tenni in piedi praticamente da sola (dato che il comitato genitori che avrebbe dovuto appoggiarmi evaporò alla massima velocità, salvo farsi vivi con vibratissime proteste al minimo inconveniente) un servizio di tempo pieno integrato gestito da una cooperativa, questo perché nella provincia profonda non esiste il tempo pieno scolastico.<br />
Ora sono grandi e, sorpresa, a tempo pieno non mi fanno tornare, così mi ritroverò praticamente coi contributi per la pensione dimezzati. No, non lo rifarei.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121367</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:39:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dice la Badinter:
&quot;il più indifendibile degli argomenti: così posso occuparmi dei bambini&quot;
Poi naturalmente c&#039;è un altro punto di vista. Quello dei bambini.
http://lafatacentenaria.blogspot.com/2011/09/figli-scritti-sullacqua.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice la Badinter:<br />
&#8220;il più indifendibile degli argomenti: così posso occuparmi dei bambini&#8221;<br />
Poi naturalmente c&#8217;è un altro punto di vista. Quello dei bambini.<br />
<a href="http://lafatacentenaria.blogspot.com/2011/09/figli-scritti-sullacqua.html" rel="nofollow ugc">http://lafatacentenaria.blogspot.com/2011/09/figli-scritti-sullacqua.html</a></p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121366</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:05:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Mara, Danila: io condivido l&#039;idea che non è il fatto di lavorare tutti di più il senso della vita, in parte le scelte che ho fatto anch&#039;io stessa sono state proprio dettate da questo. Però bisogna tener presente una cosa: spesso scegliere di lavorare in due non è una scelta, ma una necessità. L&#039;esempio della manager cazzuta è proprio marginale...vedo tante coppie in cui si lavora entrambi per necessità, e non per pagarsi il vacanzone alle Maldive, ma la rata del mutuo o l&#039;affitto (ovviamente con l&#039;aiuto gratuito di nonni e parenti a tenere i bambini). Se poi uno lavora in modo precario (e ormai in Italia sono tanti), garantirsi una seconda entrata è ancora più fondamentale.
Inoltre, è anche innegabile che manca molto in Italia, anche tra le giovani donne, la percezione che la cura della prole dovrebbe essere cosa dei padri quanto delle madri: e se la rinuncia alla vita professionale della madre spesso è forzata da fattori esterni, dunque c&#039;è una nebbia che rende difficile capire quanto ci sia di scelta e quanto di obbligo, si vede però in tante altre cose nella vita quotdidiana (frequento molte madri e ne sento di ogni che mi fanno rizzare i capelli su quelle che &quot;sono cose da donne&quot;, che &quot;gli uomini sono fatti così&quot; ecc. ecc.).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Mara, Danila: io condivido l&#8217;idea che non è il fatto di lavorare tutti di più il senso della vita, in parte le scelte che ho fatto anch&#8217;io stessa sono state proprio dettate da questo. Però bisogna tener presente una cosa: spesso scegliere di lavorare in due non è una scelta, ma una necessità. L&#8217;esempio della manager cazzuta è proprio marginale&#8230;vedo tante coppie in cui si lavora entrambi per necessità, e non per pagarsi il vacanzone alle Maldive, ma la rata del mutuo o l&#8217;affitto (ovviamente con l&#8217;aiuto gratuito di nonni e parenti a tenere i bambini). Se poi uno lavora in modo precario (e ormai in Italia sono tanti), garantirsi una seconda entrata è ancora più fondamentale.<br />
Inoltre, è anche innegabile che manca molto in Italia, anche tra le giovani donne, la percezione che la cura della prole dovrebbe essere cosa dei padri quanto delle madri: e se la rinuncia alla vita professionale della madre spesso è forzata da fattori esterni, dunque c&#8217;è una nebbia che rende difficile capire quanto ci sia di scelta e quanto di obbligo, si vede però in tante altre cose nella vita quotdidiana (frequento molte madri e ne sento di ogni che mi fanno rizzare i capelli su quelle che &#8220;sono cose da donne&#8221;, che &#8220;gli uomini sono fatti così&#8221; ecc. ecc.).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: danila b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121365</link>

		<dc:creator><![CDATA[danila b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:57:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh sono contenta di sentire che anche altre donne hanno maturato un pensiero critico differente sulla questione lavoro.
Grazie alle lotte degli anni passati la maggiorparte delle donne si è affrancata dalla maternità come obbligo biologico, benchè questa come altre sia una conquista da difendere.
Personalmente non avrei rinunciato all&#039;indipendenza economica però l&#039;avrei fatto il part time se me l&#039;avessero concesso, ANCHE, ebbene si, per occuparmi dei miei figli, i miei figli sono stati una scelta, sono persone e come tutti, hanno bisogno di persone vicino, non di essere considerati un peso o un ingombro che ci impedisce di fare le cose importanti della vita...quali?
Come persona valgo meno se lavoro solo 4 ore e riesco a vivere con meno soldi? Valgo meno della mia vicina che disegna 10 ore al giorno oggettistica su ordinazione per ricchi signori e signore  vogliono il portasapone che nessuno altro ha pagandolo quanto il mio stipendio ?
Se gli uomini eil pensiero maschilista e patriarcale (e tutt* quelli che ci cascano nella trappola del lavoro come liberazione) sono così ottusi e sordi e ciechi da rinunciare a cambiare in questo senso, sono problemi loro, nel privato, e di tutt* se questa è la cultura dominante. E lo è.
Non è la mia cultura però, io voglio poter scegliere ed essere rispettata qualsiasi cosa scelga, e me lo aspetto prima di tutto dalle donne.
Oggi la maggiorparte delle donne, quelle vere, non le borghesi illuminate con la colf straniera, NON SCEGLIE questo è il dramma.
E una donna che invece, potendolo fare, decide di fermarsi qualche anno,  viene considerata una donna debole. Invece la manager che torna al lavoro dopo 15 giorni dal parto, quella si che è tosta....tanto a casa facilmente ha una donna, come lei, che magari i suoi figli li ha dovuti lasciare a km di distanza per permettere a questo mondo di rimanere come è...Scusate ma non ci sto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh sono contenta di sentire che anche altre donne hanno maturato un pensiero critico differente sulla questione lavoro.<br />
Grazie alle lotte degli anni passati la maggiorparte delle donne si è affrancata dalla maternità come obbligo biologico, benchè questa come altre sia una conquista da difendere.<br />
Personalmente non avrei rinunciato all&#8217;indipendenza economica però l&#8217;avrei fatto il part time se me l&#8217;avessero concesso, ANCHE, ebbene si, per occuparmi dei miei figli, i miei figli sono stati una scelta, sono persone e come tutti, hanno bisogno di persone vicino, non di essere considerati un peso o un ingombro che ci impedisce di fare le cose importanti della vita&#8230;quali?<br />
Come persona valgo meno se lavoro solo 4 ore e riesco a vivere con meno soldi? Valgo meno della mia vicina che disegna 10 ore al giorno oggettistica su ordinazione per ricchi signori e signore  vogliono il portasapone che nessuno altro ha pagandolo quanto il mio stipendio ?<br />
Se gli uomini eil pensiero maschilista e patriarcale (e tutt* quelli che ci cascano nella trappola del lavoro come liberazione) sono così ottusi e sordi e ciechi da rinunciare a cambiare in questo senso, sono problemi loro, nel privato, e di tutt* se questa è la cultura dominante. E lo è.<br />
Non è la mia cultura però, io voglio poter scegliere ed essere rispettata qualsiasi cosa scelga, e me lo aspetto prima di tutto dalle donne.<br />
Oggi la maggiorparte delle donne, quelle vere, non le borghesi illuminate con la colf straniera, NON SCEGLIE questo è il dramma.<br />
E una donna che invece, potendolo fare, decide di fermarsi qualche anno,  viene considerata una donna debole. Invece la manager che torna al lavoro dopo 15 giorni dal parto, quella si che è tosta&#8230;.tanto a casa facilmente ha una donna, come lei, che magari i suoi figli li ha dovuti lasciare a km di distanza per permettere a questo mondo di rimanere come è&#8230;Scusate ma non ci sto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: A		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/economie/comment-page-1/#comment-121364</link>

		<dc:creator><![CDATA[A]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 14:58:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4727#comment-121364</guid>

					<description><![CDATA[Concordo. &quot;La crisi&quot; potrebbe aiutarci a rivedere le priorità che non sono (non per me, almeno) spendere tutto il giorno in un rumorosissimo open space, ma coltivare me stessa (i miei interessi, le mie amicizie e via discorrendo). Ottima l&#039;indipendenza economica. Ma perché non ottenerla riformando tempi e modi del lavoro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo. &#8220;La crisi&#8221; potrebbe aiutarci a rivedere le priorità che non sono (non per me, almeno) spendere tutto il giorno in un rumorosissimo open space, ma coltivare me stessa (i miei interessi, le mie amicizie e via discorrendo). Ottima l&#8217;indipendenza economica. Ma perché non ottenerla riformando tempi e modi del lavoro?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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