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	Commenti a: FAME DI PREMI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: BetteDavis		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[BetteDavis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 18:54:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivisibilissimo quello che dice Sinibaldi (che, sia detto per inciso, mi è sempre sembrato sexyssimo: fine della parte pop). E occorrerebbe, prendendo lo spunto dalla fine del suo intervento, operare sui meccanismi materiali che influiscono sul mercato dei libri. Insomma, essere un po&#039; marxisti per una volta (lo dico da anticomunista sfegatato). Qualche suggerimento normativo: 1) approvare un provvedimento che offra autentici e non fittizi sgravi fiscali ai privati che finanziano i libri (non l&#039;arte in generale: spesso gli interventi a favore dell&#039;editoria di libri vengono schiacciati tra quelli a favore dell&#039;editoria dei giornali e quelli a favore di una generica &quot;arte&quot;); 2) finanziare parzialmente le spese vive delle PICCOLE librerie (affitti e bollette) 3) approvare una legge che faccia divieto o scoraggi le concentrazioni tra editori e distributori (che stanno spazzando via le piccole librerie e che rendono impraticabile l&#039;apertura di queste nei piccoli centri: vedasi il danno apocalittico compiuto dalle varie Feltrinelli d&#039;Italia e il silenzio assordante intorno ai provvedimenti presentati in Parlamento: siamo informatissimi dei problemi del Terzo Mondo ma ci dimentichiamo con disinvoltura i nostri); 4)usare nel pomeriggio i locali delle scuole per promuovere gruppi di lettura, magari facendo collaborare gli studenti degli ultimi anni che preparano gli esami di maturità (sono previsti crediti scolastici a chi fa un corso di vela, non si capisce perché non dovrebbero essere accordati a chi fa della propria scuola un centro pulsante di cultura/lettura). Ovviamente ci sarebbero tanti altri suggerimenti ma bisogna ponderarli per bene. L&#039;unico rischio FINALE, quello vero, già in corso, è quello di arrivare a considerare i libri come le carceri, cioè un bene necessario ma improduttivo. Vostro, BetteDavis]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivisibilissimo quello che dice Sinibaldi (che, sia detto per inciso, mi è sempre sembrato sexyssimo: fine della parte pop). E occorrerebbe, prendendo lo spunto dalla fine del suo intervento, operare sui meccanismi materiali che influiscono sul mercato dei libri. Insomma, essere un po&#8217; marxisti per una volta (lo dico da anticomunista sfegatato). Qualche suggerimento normativo: 1) approvare un provvedimento che offra autentici e non fittizi sgravi fiscali ai privati che finanziano i libri (non l&#8217;arte in generale: spesso gli interventi a favore dell&#8217;editoria di libri vengono schiacciati tra quelli a favore dell&#8217;editoria dei giornali e quelli a favore di una generica &#8220;arte&#8221;); 2) finanziare parzialmente le spese vive delle PICCOLE librerie (affitti e bollette) 3) approvare una legge che faccia divieto o scoraggi le concentrazioni tra editori e distributori (che stanno spazzando via le piccole librerie e che rendono impraticabile l&#8217;apertura di queste nei piccoli centri: vedasi il danno apocalittico compiuto dalle varie Feltrinelli d&#8217;Italia e il silenzio assordante intorno ai provvedimenti presentati in Parlamento: siamo informatissimi dei problemi del Terzo Mondo ma ci dimentichiamo con disinvoltura i nostri); 4)usare nel pomeriggio i locali delle scuole per promuovere gruppi di lettura, magari facendo collaborare gli studenti degli ultimi anni che preparano gli esami di maturità (sono previsti crediti scolastici a chi fa un corso di vela, non si capisce perché non dovrebbero essere accordati a chi fa della propria scuola un centro pulsante di cultura/lettura). Ovviamente ci sarebbero tanti altri suggerimenti ma bisogna ponderarli per bene. L&#8217;unico rischio FINALE, quello vero, già in corso, è quello di arrivare a considerare i libri come le carceri, cioè un bene necessario ma improduttivo. Vostro, BetteDavis</p>
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		Di: riccardo ferrazzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 13:38:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho capito perché, soprattutto nel mondo letterario, si deve sempre stare in attesa (critica o speranzosa) dell&#039;intervento del Potere. Per amor del cielo, il Potere può (per definizione). Regala prebende, favorisce questo o quello; ma alla fine le cose valide restano e quelle che hanno fatto il loro tempo marciscono. Mi par di ricordare che l&#039;opera omnia di Leonid Breznev aveva tirature leggendarie in Russia. Allo stesso modo, gli editori più importanti possono pure monopolizzare i più famosi premi letterari. Ma poi, come al festival di Sanremo, la canzone che vende di più non è quella premiata. Dunque, gloria ai premi letterari (che resteranno in piedi solo finché resterà qualcuno che crede al responso delle giurie, cioè ancora per poco).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho capito perché, soprattutto nel mondo letterario, si deve sempre stare in attesa (critica o speranzosa) dell&#8217;intervento del Potere. Per amor del cielo, il Potere può (per definizione). Regala prebende, favorisce questo o quello; ma alla fine le cose valide restano e quelle che hanno fatto il loro tempo marciscono. Mi par di ricordare che l&#8217;opera omnia di Leonid Breznev aveva tirature leggendarie in Russia. Allo stesso modo, gli editori più importanti possono pure monopolizzare i più famosi premi letterari. Ma poi, come al festival di Sanremo, la canzone che vende di più non è quella premiata. Dunque, gloria ai premi letterari (che resteranno in piedi solo finché resterà qualcuno che crede al responso delle giurie, cioè ancora per poco).</p>
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		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fame-di-premi/comment-page-1/#comment-100329</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 12:38:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scrive questo perchè ancora non conosce &quot;Il Piano del Governo per la cultura&quot;,o forse perchè lo conosce fin troppo bene
p.s. a proposito,a me questa faccenda che il premier con la sua schiera di ministri precedentemente trattati col cloroformio abbia sempre un Piano e mai un progetto comincia a turbarmi.Forse era meglio tenerci l&#039;indecisionismo scientifico del centrosinistra che prelomeno non tangeva le regalie,intese come poteri propulsivi per l&#039;isitituzione e il mantenimento di presidi atti a favorire lo sviluppo del senso critico,che i padri della patria hanno voluto farci giungere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scrive questo perchè ancora non conosce &#8220;Il Piano del Governo per la cultura&#8221;,o forse perchè lo conosce fin troppo bene<br />
p.s. a proposito,a me questa faccenda che il premier con la sua schiera di ministri precedentemente trattati col cloroformio abbia sempre un Piano e mai un progetto comincia a turbarmi.Forse era meglio tenerci l&#8217;indecisionismo scientifico del centrosinistra che prelomeno non tangeva le regalie,intese come poteri propulsivi per l&#8217;isitituzione e il mantenimento di presidi atti a favorire lo sviluppo del senso critico,che i padri della patria hanno voluto farci giungere</p>
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		Di: Denise		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fame-di-premi/comment-page-1/#comment-100328</link>

		<dc:creator><![CDATA[Denise]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giustissimo, e detto bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giustissimo, e detto bene.</p>
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		Di: marco v		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fame-di-premi/comment-page-1/#comment-100327</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 12:12:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... ma che bello questo articolo! Perfetto. Soprattutto la chiusura, che ricorda i luoghi deputati - senza snobismi - della cultura: scuole, biblioteche. Ho la sensazione che anche un certo tipo di spettacolarizzazione della cultura abbia la sua crisi e il suo scandalo (Grinzane) in parallelo con la crisi economica. Finiscono modelli, certi slogan ora ci sembrano antiquati (quando non ridicoli), alcuni signorotti locali della cultura mostrano tutta la loro vacuità, l&#039;arroganza, e i disvalori che nutrivano le loro ambizioni.
È il momento giusto per rivedere il sistema. Secondo me (ma so benissimo che non si tratta soltanto di questo, per carità) partendo da una semplice formula (parafrasi kantiana): la cultura come fine, non come mezzo.
La cultura deve essere tolta dalle mani di politicanti, amministratori, organizzatori, uffici eventi-stampa-marketing, che la vedono come strumento di promozione di sé, dei loro fini. I quali esulano dai valori, spesso, trasmessi da quella stessa cultura che promuovono a livello di massa.
La cultura deve tornare ad essere spudoratamente no-profit. Un volontariato attivo, con anche dei professionisti, ma non al centro del sistema. Il sistema deve dare somma zero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ma che bello questo articolo! Perfetto. Soprattutto la chiusura, che ricorda i luoghi deputati &#8211; senza snobismi &#8211; della cultura: scuole, biblioteche. Ho la sensazione che anche un certo tipo di spettacolarizzazione della cultura abbia la sua crisi e il suo scandalo (Grinzane) in parallelo con la crisi economica. Finiscono modelli, certi slogan ora ci sembrano antiquati (quando non ridicoli), alcuni signorotti locali della cultura mostrano tutta la loro vacuità, l&#8217;arroganza, e i disvalori che nutrivano le loro ambizioni.<br />
È il momento giusto per rivedere il sistema. Secondo me (ma so benissimo che non si tratta soltanto di questo, per carità) partendo da una semplice formula (parafrasi kantiana): la cultura come fine, non come mezzo.<br />
La cultura deve essere tolta dalle mani di politicanti, amministratori, organizzatori, uffici eventi-stampa-marketing, che la vedono come strumento di promozione di sé, dei loro fini. I quali esulano dai valori, spesso, trasmessi da quella stessa cultura che promuovono a livello di massa.<br />
La cultura deve tornare ad essere spudoratamente no-profit. Un volontariato attivo, con anche dei professionisti, ma non al centro del sistema. Il sistema deve dare somma zero.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fame-di-premi/comment-page-1/#comment-100326</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 09:17:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;intervento è così lucido che Sinibaldi non ha nemmeno bisogno di specificare quanto questo alla fine danneggi i cittadini, lettori e non lettori...
Quindi: da dove si può ripartire?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento è così lucido che Sinibaldi non ha nemmeno bisogno di specificare quanto questo alla fine danneggi i cittadini, lettori e non lettori&#8230;<br />
Quindi: da dove si può ripartire?</p>
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