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	Commenti a: FAMILY LIFE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: prostata		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89561</link>

		<dc:creator><![CDATA[prostata]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 20:32:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Vietare non serve. Solo la parola e la riflessione ci possono aiutare&quot;.
Sante parole.
Brevemente, penso che più che di movimenti femministi ci sia bisogno di un &quot;nuovo femminismo&quot; - non inteso come &quot;fondamentalismo&quot;, ma come attenzione diffusa ai diritti delle donne -, che comunque conservi i contributi validi del movimento femminile (non pochi...).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vietare non serve. Solo la parola e la riflessione ci possono aiutare&#8221;.<br />
Sante parole.<br />
Brevemente, penso che più che di movimenti femministi ci sia bisogno di un &#8220;nuovo femminismo&#8221; &#8211; non inteso come &#8220;fondamentalismo&#8221;, ma come attenzione diffusa ai diritti delle donne -, che comunque conservi i contributi validi del movimento femminile (non pochi&#8230;).</p>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89560</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 20:16:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se il linguaggio è un sintomo, alcor è grave.
dott. maletto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se il linguaggio è un sintomo, alcor è grave.<br />
dott. maletto</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89559</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 12:34:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anch&#039;io penso che un certo pensiero della differenza si sia rivelato alla fine abbastanza una fregatura. Non mi piace questo cercare una qualche sostanza fondamentale dell&#039;essere femminile, mi puzza- a volte- di fondamentalismo. Prima, d&#039;accordo, ce lo dicevano i maschi a partire dai padri della chiesa chi eravamo, ma sostituirne l&#039;autorità con quella di certe madri non mi pare una soluzione ottimale. Se non altro, perché certe cose sono comunque cambiate troppo da poco per valutarne gli effetti profondi:i vari mezzi, per esempio, che ci liberano dalla necessità di proceare (o abortire)esistono da un tempo che riguardo al prima è un secondo.
In queste condizioni come possiamo individuare con certezza ciò che non è solo frutto di vari condizionamenti? E quanto conta poi alla fine l&#039;individualità concreta di ogni donna (che le donne siano soggetti individuali pari ai maschi non è una acquisizione così tranquilla)sullo sfondo di questa sostanza comune?Una a cui, ad esempio, fa schifo allattare (perché la mamma è stata fredda e anaffettiva, ma anche perché teme che le caschino le tette), deve sentirsi una merda? Deve temere di non poter trovare UN MODO SUO per essere una madre decente?
Poi senti dire alla radio che il 70% dei manager italiani è sfavorevole al part-time e ti cascano alla grande. Part-time, asili ecc. sono queste le cose che servirebbero per sviluppare un modo leggermente diverso di stare al mondo, per chi lo vuole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io penso che un certo pensiero della differenza si sia rivelato alla fine abbastanza una fregatura. Non mi piace questo cercare una qualche sostanza fondamentale dell&#8217;essere femminile, mi puzza- a volte- di fondamentalismo. Prima, d&#8217;accordo, ce lo dicevano i maschi a partire dai padri della chiesa chi eravamo, ma sostituirne l&#8217;autorità con quella di certe madri non mi pare una soluzione ottimale. Se non altro, perché certe cose sono comunque cambiate troppo da poco per valutarne gli effetti profondi:i vari mezzi, per esempio, che ci liberano dalla necessità di proceare (o abortire)esistono da un tempo che riguardo al prima è un secondo.<br />
In queste condizioni come possiamo individuare con certezza ciò che non è solo frutto di vari condizionamenti? E quanto conta poi alla fine l&#8217;individualità concreta di ogni donna (che le donne siano soggetti individuali pari ai maschi non è una acquisizione così tranquilla)sullo sfondo di questa sostanza comune?Una a cui, ad esempio, fa schifo allattare (perché la mamma è stata fredda e anaffettiva, ma anche perché teme che le caschino le tette), deve sentirsi una merda? Deve temere di non poter trovare UN MODO SUO per essere una madre decente?<br />
Poi senti dire alla radio che il 70% dei manager italiani è sfavorevole al part-time e ti cascano alla grande. Part-time, asili ecc. sono queste le cose che servirebbero per sviluppare un modo leggermente diverso di stare al mondo, per chi lo vuole.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Nicolò La Rocca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89558</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicolò La Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 11:39:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me l&#039;articolo LA anteposto è un retaggio di una sudditanza linguistica nei confronti del nord-Italia, della Polentonia, insomma. Uh, quanti strafalcioni mi è toccato sentire da quando sono emigrato in Polentonia... LA Maria, LA Marina (e perché non la Montagna?). Ma anche &quot;te&quot; usato sempre come pronome soggetto (!), o &quot;in teoria&quot; e &quot;piuttosto che&quot; reiterati senza vergogna. Ma l&#039;elenco sarebbe infinito... E poi &#039;sti polentoni si arrabbiano per certe piccole sviste di noi terroni, tipo: &quot;scendo il cane che lo piscio&quot; ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me l&#8217;articolo LA anteposto è un retaggio di una sudditanza linguistica nei confronti del nord-Italia, della Polentonia, insomma. Uh, quanti strafalcioni mi è toccato sentire da quando sono emigrato in Polentonia&#8230; LA Maria, LA Marina (e perché non la Montagna?). Ma anche &#8220;te&#8221; usato sempre come pronome soggetto (!), o &#8220;in teoria&#8221; e &#8220;piuttosto che&#8221; reiterati senza vergogna. Ma l&#8217;elenco sarebbe infinito&#8230; E poi &#8216;sti polentoni si arrabbiano per certe piccole sviste di noi terroni, tipo: &#8220;scendo il cane che lo piscio&#8221; 😉</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89557</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 08:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Vins
credo che abbiamo scritto in contemporanea, sì, chiamare la jelinek &quot;la&quot; è un riflesso psicologico di massa, sono d&#039;accordo.
Quello che dico io è solo che non mi pare valga la pena sprecare energie per convincere qualcuno a chiamarmi solo per cognome, su questa strada passerebbero i millenni, prima che io, oltre alla mancanza dell&#039;articolo, ottenessi anche il riconoscimento di alcuni diritti.
Sono convinta che la riflessione sul linguaggio non porti a nessuna sovversione dei valori, è troppo lenta. E resta limitata a ceti cittadini colti e riflessivi che sono anche abbastanza autoreferenziali.
Molto più sovversivo, a mio parere, è non mollare mai su altre cose, usando le leggi che già abbiamo.
Adesso non voglio intasare qui, ma per fare un esempio fantasioso, i federali beccarono Al Capone grazie alla legge sul fisco, cioè a quel che c&#039;era. Quando ho saputo che una donna allattava suo figlio in macchina, portatole dal padre ogni quattro ore, perchè non voleva che il suo datore di lavoro pensasse che la maternità abbassava il suo rendimento, ho pensato che bisognava denunciare lei per maltrattamenti al bambino (e per stupidità), non perché, come certamente faceva, accettava che davanti al suo cognome ci fosse l&#039;articolo femminile.
E subito dopo, se il suo datore di lavoro davvero l&#039;avesse discriminata per questo, trascinare lui in tribunale. Ma lei voleva far carriera. Meno doloroso per tutti/e, sarebbe stato l&#039;obbligo di un nido aziendale.
E questo avrebbe toccato e rispettato i diritti della persona madre e della persona bambino più dell&#039;eventuale uso di poeta invece che di poetessa per la Cavalli o la Merini o tutte quelle che non conosco perché non sono antologizzate.
Poete, sì, ma sepolte.
@Lipperini
A me piace il &quot;La&quot;, come ho detto mi piace essere donna, e mi piacciono le donne, e mi fa anche piacere, vedendo tanti articoli femminili, che ci siano tante donne che fanno pubblicamente qualcosa. Non ci fossero gli articoli, visto lo stato delle cose, penserei che sono tutti uomini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Vins<br />
credo che abbiamo scritto in contemporanea, sì, chiamare la jelinek &#8220;la&#8221; è un riflesso psicologico di massa, sono d&#8217;accordo.<br />
Quello che dico io è solo che non mi pare valga la pena sprecare energie per convincere qualcuno a chiamarmi solo per cognome, su questa strada passerebbero i millenni, prima che io, oltre alla mancanza dell&#8217;articolo, ottenessi anche il riconoscimento di alcuni diritti.<br />
Sono convinta che la riflessione sul linguaggio non porti a nessuna sovversione dei valori, è troppo lenta. E resta limitata a ceti cittadini colti e riflessivi che sono anche abbastanza autoreferenziali.<br />
Molto più sovversivo, a mio parere, è non mollare mai su altre cose, usando le leggi che già abbiamo.<br />
Adesso non voglio intasare qui, ma per fare un esempio fantasioso, i federali beccarono Al Capone grazie alla legge sul fisco, cioè a quel che c&#8217;era. Quando ho saputo che una donna allattava suo figlio in macchina, portatole dal padre ogni quattro ore, perchè non voleva che il suo datore di lavoro pensasse che la maternità abbassava il suo rendimento, ho pensato che bisognava denunciare lei per maltrattamenti al bambino (e per stupidità), non perché, come certamente faceva, accettava che davanti al suo cognome ci fosse l&#8217;articolo femminile.<br />
E subito dopo, se il suo datore di lavoro davvero l&#8217;avesse discriminata per questo, trascinare lui in tribunale. Ma lei voleva far carriera. Meno doloroso per tutti/e, sarebbe stato l&#8217;obbligo di un nido aziendale.<br />
E questo avrebbe toccato e rispettato i diritti della persona madre e della persona bambino più dell&#8217;eventuale uso di poeta invece che di poetessa per la Cavalli o la Merini o tutte quelle che non conosco perché non sono antologizzate.<br />
Poete, sì, ma sepolte.<br />
@Lipperini<br />
A me piace il &#8220;La&#8221;, come ho detto mi piace essere donna, e mi piacciono le donne, e mi fa anche piacere, vedendo tanti articoli femminili, che ci siano tante donne che fanno pubblicamente qualcosa. Non ci fossero gli articoli, visto lo stato delle cose, penserei che sono tutti uomini.</p>
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		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89556</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 08:09:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[alcor, non credo che il linguaggio sia solo una forma riflessa, anzi confido nella potenza ideologica che esso esercita sulla sfera sociole.
un ragazzino, a furia di sentire: le donne sono tutte puttane, sporco negro, quell&#039;ebreo di merda, non è che ci metta tanto a ritrovarsi maschilista, razzista, antisemita.
la riflessione delle femministe sul linguaggio era (spero lo sia ancora) un modo per causare una sovversione di alcuni valori che sembravano non poter essere messi in discussione.
quando cominciando una mail collettiva scrivo &quot;carissim*&quot;, a qualcuno verrà da pensare che non è stato soltanto un errore di battitura.
comunque in linea generale sono d&#039;accordo con te, che le radici sono state intaccate poco, sebbene questa del linguaggio (se non si fosse spesso risolta in mera pedanteria) sarebbe potuta essere una strada valida.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>alcor, non credo che il linguaggio sia solo una forma riflessa, anzi confido nella potenza ideologica che esso esercita sulla sfera sociole.<br />
un ragazzino, a furia di sentire: le donne sono tutte puttane, sporco negro, quell&#8217;ebreo di merda, non è che ci metta tanto a ritrovarsi maschilista, razzista, antisemita.<br />
la riflessione delle femministe sul linguaggio era (spero lo sia ancora) un modo per causare una sovversione di alcuni valori che sembravano non poter essere messi in discussione.<br />
quando cominciando una mail collettiva scrivo &#8220;carissim*&#8221;, a qualcuno verrà da pensare che non è stato soltanto un errore di battitura.<br />
comunque in linea generale sono d&#8217;accordo con te, che le radici sono state intaccate poco, sebbene questa del linguaggio (se non si fosse spesso risolta in mera pedanteria) sarebbe potuta essere una strada valida.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89555</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 08:00:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungo che non solo la politica non ha fatto il suo lavoro: ma che i danni peggiori li hanno fatti i media, cartacei e non.
Però mi sento in obbligo di spiegare il mio &quot;la&quot;. Semplicemente, prima di aprire il blog, si parlava e sparlava della sottoscritta in quanto curatrice della famigerata antologia, citandomi come &quot;la Lipperini&quot;. Ho ripreso l&#039;epiteto per gioco, ed è rimasto. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo che non solo la politica non ha fatto il suo lavoro: ma che i danni peggiori li hanno fatti i media, cartacei e non.<br />
Però mi sento in obbligo di spiegare il mio &#8220;la&#8221;. Semplicemente, prima di aprire il blog, si parlava e sparlava della sottoscritta in quanto curatrice della famigerata antologia, citandomi come &#8220;la Lipperini&#8221;. Ho ripreso l&#8217;epiteto per gioco, ed è rimasto. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89554</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 07:59:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e solo ora vedo la grande sfuriata di veronica sul &quot;quotidiano&quot;:
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/lettera-veronica/lettera-veronica/lettera-veronica.html
(devo ancora imparare come di fa un link, mea culpa)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e solo ora vedo la grande sfuriata di veronica sul &#8220;quotidiano&#8221;:<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/lettera-veronica/lettera-veronica/lettera-veronica.html" rel="nofollow ugc">http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/lettera-veronica/lettera-veronica/lettera-veronica.html</a><br />
(devo ancora imparare come di fa un link, mea culpa)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89553</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 07:56:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il linguaggio è un sintomo, e come nelle malattie, curando il sintomo non cavi un ragno dal buco.
Questa è almeno la mia convinzione, e ne sono convinta perchè credo che il lavoro delle femministe, pur meritorio (delle ultime non so perchè è molto che non leggo niente in merito)si è sempre mosso o in superficie, con rivendicazioni che avrebbero preteso una guardia armata a ogni angolo di strada, o così in profondo da restare teoriche (e a dire la verità queste sono anche le migliori, secondo me, vedi la Irigaray).
Comunque è vero che si è tornati indietro, in tutti i sensi.
E che la politica non ha fatto il suo lavoro, e questa è colpa nostra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il linguaggio è un sintomo, e come nelle malattie, curando il sintomo non cavi un ragno dal buco.<br />
Questa è almeno la mia convinzione, e ne sono convinta perchè credo che il lavoro delle femministe, pur meritorio (delle ultime non so perchè è molto che non leggo niente in merito)si è sempre mosso o in superficie, con rivendicazioni che avrebbero preteso una guardia armata a ogni angolo di strada, o così in profondo da restare teoriche (e a dire la verità queste sono anche le migliori, secondo me, vedi la Irigaray).<br />
Comunque è vero che si è tornati indietro, in tutti i sensi.<br />
E che la politica non ha fatto il suo lavoro, e questa è colpa nostra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/family-life/comment-page-1/#comment-89552</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 07:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Problemi di semantica femminista: perché in un elenco di nomi, prendiamo come esempio la lista dei nobel, diciamo:
Pamuk, Pinter, LA Jelinek, Coetzee? Mica ci viene in mente di dire IL Fo o IL Saramago? Sarà forse che ci sorprendiamo che una donna sappia scrivere?
Perciò quell&#039;articolo (posto o tolto) non è la mimetizzazione di cui parla alcor, ma probabilmente un riflesso psicologico di massa.
Un altro tema invece è quello delle parole come poeta; se esiste poetessa, perché non usarlo? lo capirei nel caso di &quot;medico&quot; (che non presuppone un femminile) oppure per i plurali &quot;obbligatoriamente&quot; al maschile (altre lingue stanno elaborando forme &quot;paritarie&quot; di plurale)
p.s. chiudo dicendo che secondo me l&#039;unico vero emancipato qui dentro è nicolò LA rocca (sorry, nicolò, m&#039;è scappata!).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Problemi di semantica femminista: perché in un elenco di nomi, prendiamo come esempio la lista dei nobel, diciamo:<br />
Pamuk, Pinter, LA Jelinek, Coetzee? Mica ci viene in mente di dire IL Fo o IL Saramago? Sarà forse che ci sorprendiamo che una donna sappia scrivere?<br />
Perciò quell&#8217;articolo (posto o tolto) non è la mimetizzazione di cui parla alcor, ma probabilmente un riflesso psicologico di massa.<br />
Un altro tema invece è quello delle parole come poeta; se esiste poetessa, perché non usarlo? lo capirei nel caso di &#8220;medico&#8221; (che non presuppone un femminile) oppure per i plurali &#8220;obbligatoriamente&#8221; al maschile (altre lingue stanno elaborando forme &#8220;paritarie&#8221; di plurale)<br />
p.s. chiudo dicendo che secondo me l&#8217;unico vero emancipato qui dentro è nicolò LA rocca (sorry, nicolò, m&#8217;è scappata!).</p>
]]></content:encoded>
		
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