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	Commenti a: FARE, O NON FARE. NON C&#039;E&#039; PROVARE. A PROPOSITO DI CHIRU&#039;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Nov 2015 11:55:10 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fare-o-non-fare-non-ce-provare-a-proposito-di-chiru/comment-page-1/#comment-139378</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 11:55:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Loredana,
non ho ancora letto il libro di Michela Murgia, lo farò a breve sono un suo estimatore, questo mio commento quindi potrebbe non essere pertinente me ne scuso. Sono cresciuto in un minuscolo paese di montagna abitato da bambini e donne per dieci mesi all&#039;anno, i bambini nati tutti tra ottobre e novembre, a maggio solo quelli del medico e del farmacista, quelli del parroco non è dato sapere. L&#039;uomo più vicino stava in Svizzera gli altri sparsi tra Soccarda e Amburgo, emigranti erano chiamati; quella E, oggi, sembra distinguerli dai migranti, nell&#039;immaginario più simili a rondini senza meta che a padri di famiglia, ma creda gentile Loredana erano la stessa cosa anche nella clandestinità dell&#039;approdo e nell&#039;ostilità dell&#039;accoglienza, nella triste allegria dell&#039;ozio forzato e nella propensione alla rissa per noia, nel cordone ombelicale mai reciso con la terra di partenza. Io sono stato allevato da madri di madri ché le nostre erano in troppe faccende affaccendate. Ho conosciuto Caterina che vegliava sulla pulizia delle mie orecchie e raccontava storie; ho conosciuto Maria che aggiustava le ossa con un solo rapido gesto della mano e aveva pozioni che allevavano di ogni dolore, anche dei figli attesi per maggio. Ho conosciuto Silvia insuperata ciclope dell&#039;arte casearia come nessun altro umano né prima ne dopo di lei; ho conosciuto Ido, con la o finale, genio della norcineria, sola depositaria di ricette millenarie e delle storie più truci. Ho conosciuto Antonia capace di sedere per giorni e notti senza resa nel palazzo del potere per affermare i diritti della montagna. Sono state mie Maestre e nessuno mai avrebbe osato discutere il loro potere. Io ho avuto le mie Maestre, ma forse sono stato solo un bambino fortunato allevato dalle ultime streghe prima della loro definitiva sconfitta. Io ho conosciuto le Madri e il mio rammarico più grande è di non essere degno di loro, la mia generazione di uomini non è degna dei ventri che li hanno partoriti. Ecco Gentile Loredana Lipperini mi scuso ancora se non sono stato pertinente, tra qualche giorno Leggerò il romanzo della Signora Michela Murgia e forse mi accorgerò della mia pessima figura da solo. Andrea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Loredana,<br />
non ho ancora letto il libro di Michela Murgia, lo farò a breve sono un suo estimatore, questo mio commento quindi potrebbe non essere pertinente me ne scuso. Sono cresciuto in un minuscolo paese di montagna abitato da bambini e donne per dieci mesi all&#8217;anno, i bambini nati tutti tra ottobre e novembre, a maggio solo quelli del medico e del farmacista, quelli del parroco non è dato sapere. L&#8217;uomo più vicino stava in Svizzera gli altri sparsi tra Soccarda e Amburgo, emigranti erano chiamati; quella E, oggi, sembra distinguerli dai migranti, nell&#8217;immaginario più simili a rondini senza meta che a padri di famiglia, ma creda gentile Loredana erano la stessa cosa anche nella clandestinità dell&#8217;approdo e nell&#8217;ostilità dell&#8217;accoglienza, nella triste allegria dell&#8217;ozio forzato e nella propensione alla rissa per noia, nel cordone ombelicale mai reciso con la terra di partenza. Io sono stato allevato da madri di madri ché le nostre erano in troppe faccende affaccendate. Ho conosciuto Caterina che vegliava sulla pulizia delle mie orecchie e raccontava storie; ho conosciuto Maria che aggiustava le ossa con un solo rapido gesto della mano e aveva pozioni che allevavano di ogni dolore, anche dei figli attesi per maggio. Ho conosciuto Silvia insuperata ciclope dell&#8217;arte casearia come nessun altro umano né prima ne dopo di lei; ho conosciuto Ido, con la o finale, genio della norcineria, sola depositaria di ricette millenarie e delle storie più truci. Ho conosciuto Antonia capace di sedere per giorni e notti senza resa nel palazzo del potere per affermare i diritti della montagna. Sono state mie Maestre e nessuno mai avrebbe osato discutere il loro potere. Io ho avuto le mie Maestre, ma forse sono stato solo un bambino fortunato allevato dalle ultime streghe prima della loro definitiva sconfitta. Io ho conosciuto le Madri e il mio rammarico più grande è di non essere degno di loro, la mia generazione di uomini non è degna dei ventri che li hanno partoriti. Ecco Gentile Loredana Lipperini mi scuso ancora se non sono stato pertinente, tra qualche giorno Leggerò il romanzo della Signora Michela Murgia e forse mi accorgerò della mia pessima figura da solo. Andrea</p>
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		<title>
		Di: CREPASCOLO		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[CREPASCOLO]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 10:31:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Letto l&#039;estratto al quale sono arrivato mettendo la manina del cursore sul nome Chirù. Bello. Io avrei levato tutti quei riferimenti a Uomo-Tigre , Barbie e Goldrake x renderlo  universale. Bambole e pupazzi e robot. Bulli e pupe. Non credo lo leggerò perchè mi è piaciuto e desidero conservare l&#039;idea , probabilmente errata , che la autrice intenda dirmi/ci che insegnare significa comunicare lo sgomento davanti alle cose, la consapevolezza che prima o poi arriva, come una luccicanza kinghiana, che la maggior parte degli esseri umani recita un copione scritto da altri o da nessuno, con poche variazioni, sotto lo sguardo innocente e sbigottito di chi, talento e malezione, vede i fili dei pupazzi, il senso della rotazione degli ingranaggi, il vero motore del sorriso da smilex del Joker sul faccino di plastica di Barbie. Brr. Non lo leggerò. Nonono.
Ho letto da qualche parte che Yoda è stato realizzato studiando la mimica e lo chassis del volto di Mark Hamill/Luke Skywalker. Maestro e allievo come due momenti della stessa persona ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letto l&#8217;estratto al quale sono arrivato mettendo la manina del cursore sul nome Chirù. Bello. Io avrei levato tutti quei riferimenti a Uomo-Tigre , Barbie e Goldrake x renderlo  universale. Bambole e pupazzi e robot. Bulli e pupe. Non credo lo leggerò perchè mi è piaciuto e desidero conservare l&#8217;idea , probabilmente errata , che la autrice intenda dirmi/ci che insegnare significa comunicare lo sgomento davanti alle cose, la consapevolezza che prima o poi arriva, come una luccicanza kinghiana, che la maggior parte degli esseri umani recita un copione scritto da altri o da nessuno, con poche variazioni, sotto lo sguardo innocente e sbigottito di chi, talento e malezione, vede i fili dei pupazzi, il senso della rotazione degli ingranaggi, il vero motore del sorriso da smilex del Joker sul faccino di plastica di Barbie. Brr. Non lo leggerò. Nonono.<br />
Ho letto da qualche parte che Yoda è stato realizzato studiando la mimica e lo chassis del volto di Mark Hamill/Luke Skywalker. Maestro e allievo come due momenti della stessa persona ?</p>
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