<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: FIGURI E FIGURACCE	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2015 08:25:39 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138821</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 08:25:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138821</guid>

					<description><![CDATA[@ picobeta
1) Trovare un&#039;efficace narrazione politica non è faccenda semplice, soprattutto quando non si hanno alle spalle gruppi di potere, denaro, mass media. Come segnalavo in precedenza, il collettivo di cui faccio parte ha attivato un laboratorio specificamente dedicato alla narrazione politica delle lotte contro le Grandi Opere Dannose Inutili Imposte, su richiesta delle stesse realtà in lotta, a dimostrazione che il problema è sentito eccome. E anche la proposta di una giornata di mobilitazione nazionale sui territori nasceva dalla convinzione che il discorso andrebbe affrontato in un&#039;ottica assai più allargata e contestuale. Ma ci sono molti fattori che ostacolano questi passaggi, in primis la difficoltà di creare un ponte politico e comunicativo tra il locale e il globale, più facile a dirsi che a farsi. Ma anche il fatto che le narrazioni dominanti non sono certo quelle prodotte dai movimenti, ma dai loro detrattori. Questo senza considerare gli ostacoli culturali: buona parte dell&#039;immaginario politico collettivo rimane ancorato alla vecchia idea che una grande opera crea posti di lavoro, e quindi… Nel frattempo il paese sprofonda sotto una slavina di fango, detriti, cemento e pattume.
.
2) Io non ho parlato di &quot;correlazione necessaria tra posizioni favorevoli o contrarie sulla TAV e una possibile deriva sessista&quot;, ma, tutto al contrario, di &quot;una coincidenza che si addice perfettamente allo spirito dei tempi&quot;. E non mi riferivo al sessismo in quanto tale, bensì all&#039;atteggiamento sempre più in voga nel sottobosco della nuova politica italiana di sminuire il sessismo, sdoganarlo con una risata e accusare poi le donne che dovessero sentirsi offese di bacchettonismo femminista. Spero di essermi spiegato meglio.
.
3) Sulle apparenze colte soggettivamente c&#039;è poco da dire. Io comunque non credo che ci sia chissà quale reticenza a raccontare luci e ombre nella vita di un movimento. Casomai si tratta di distinguere come affrontarli. Perché se intorno a un movimento ci sono tutti i mass media nazionali che cercano di criminalizzarlo, di dividerne le componenti in buone e cattive (appunto in un&#039;ottica strumentalmente manichea), nonché solerti magistrati che cercano di far passare i militanti per terroristi, in una grottesca parodia degli anni Settanta, be&#039;, per quanto mi riguarda non si possono avere dubbi sulla necessità di raccontare le cose in modo completamente diverso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ picobeta<br />
1) Trovare un&#8217;efficace narrazione politica non è faccenda semplice, soprattutto quando non si hanno alle spalle gruppi di potere, denaro, mass media. Come segnalavo in precedenza, il collettivo di cui faccio parte ha attivato un laboratorio specificamente dedicato alla narrazione politica delle lotte contro le Grandi Opere Dannose Inutili Imposte, su richiesta delle stesse realtà in lotta, a dimostrazione che il problema è sentito eccome. E anche la proposta di una giornata di mobilitazione nazionale sui territori nasceva dalla convinzione che il discorso andrebbe affrontato in un&#8217;ottica assai più allargata e contestuale. Ma ci sono molti fattori che ostacolano questi passaggi, in primis la difficoltà di creare un ponte politico e comunicativo tra il locale e il globale, più facile a dirsi che a farsi. Ma anche il fatto che le narrazioni dominanti non sono certo quelle prodotte dai movimenti, ma dai loro detrattori. Questo senza considerare gli ostacoli culturali: buona parte dell&#8217;immaginario politico collettivo rimane ancorato alla vecchia idea che una grande opera crea posti di lavoro, e quindi… Nel frattempo il paese sprofonda sotto una slavina di fango, detriti, cemento e pattume.<br />
.<br />
2) Io non ho parlato di &#8220;correlazione necessaria tra posizioni favorevoli o contrarie sulla TAV e una possibile deriva sessista&#8221;, ma, tutto al contrario, di &#8220;una coincidenza che si addice perfettamente allo spirito dei tempi&#8221;. E non mi riferivo al sessismo in quanto tale, bensì all&#8217;atteggiamento sempre più in voga nel sottobosco della nuova politica italiana di sminuire il sessismo, sdoganarlo con una risata e accusare poi le donne che dovessero sentirsi offese di bacchettonismo femminista. Spero di essermi spiegato meglio.<br />
.<br />
3) Sulle apparenze colte soggettivamente c&#8217;è poco da dire. Io comunque non credo che ci sia chissà quale reticenza a raccontare luci e ombre nella vita di un movimento. Casomai si tratta di distinguere come affrontarli. Perché se intorno a un movimento ci sono tutti i mass media nazionali che cercano di criminalizzarlo, di dividerne le componenti in buone e cattive (appunto in un&#8217;ottica strumentalmente manichea), nonché solerti magistrati che cercano di far passare i militanti per terroristi, in una grottesca parodia degli anni Settanta, be&#8217;, per quanto mi riguarda non si possono avere dubbi sulla necessità di raccontare le cose in modo completamente diverso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138819</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 07:09:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138819</guid>

					<description><![CDATA[Più il tempo passa e più tutte le disquisizioni e i paroloni che serpeggiano in certi spazi “culturali” mi arrivano come un cicaleggio vuoto e fastidioso (sarà la vecchiaia). Quasi sempre l’assunto dell’intervento è bianco o nero. Niente sfumature di grigio che sarebbe già meglio. Qui, almeno, abbiamo questi “scontri” tra Picobeta e Wu Ming che ridanno valore alla passione unita all’intelligenza critica e civile. Io sono più dalla parte di Picobeta, ma senza esagerare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più il tempo passa e più tutte le disquisizioni e i paroloni che serpeggiano in certi spazi “culturali” mi arrivano come un cicaleggio vuoto e fastidioso (sarà la vecchiaia). Quasi sempre l’assunto dell’intervento è bianco o nero. Niente sfumature di grigio che sarebbe già meglio. Qui, almeno, abbiamo questi “scontri” tra Picobeta e Wu Ming che ridanno valore alla passione unita all’intelligenza critica e civile. Io sono più dalla parte di Picobeta, ma senza esagerare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: picobeta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138818</link>

		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 19:32:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138818</guid>

					<description><![CDATA[@ Wu Ming 4
1) il confronto di cui lamento l&#039;assenza è quello tra le altre grandi opere e la TAV Torino-Lione, per cui altre opere nettamente più negative rispetto alla Torino-Lione secondo i criteri enunciati dai NO TAV sono ignorate sia dalle popolazioni locali, che anzi le vivono senza problemi, e sia dagli intellettuali e consulenti tecnici NO TAV. La Torino-Lione assume quindi un ruolo di feticcio, di simbolo in toto negativo anche perché non è collocato nel contesto di altre opere in costruzione o in esercizio in Italia e altri paesi europei. Se inserita in questo contesto, allora la reale consistenza della presunta demoniaca opera la collocherebbe tra le entità diaboliche di seconda schiera. Ma un diavoletto minore non è buon materiale per una efficace narrazione politica.
2) in sostanza condivido quello che lei scrive, che non vedo in contraddizione con il mio punto di vista per cui non esiste una correlazione necessaria tra posizioni favorevoli o contrarie sulla TAV e una possibile deriva sessista.
3) qui accetto il rimprovero di Luca Perilli di essere andato fuori tema e provo a precisare il mio punto di vista anche se mi muovo con qualche incertezza su questo terreno. In letteratura un mondo in bianco e nero è scipito come una verdura lessa, in politica è invece efficace, soprattutto in un mondo sempre più complesso e con un sistematico deficit di risorse di comprensione rispetto alle tante, troppe complessità. Circa i movimenti da lei citati non mi disturbano le contraddizioni e le oscillazioni, perché si tratta di fenomeni del tutto fisiologici e inevitabili, me pare che siano raccontati secondo schemi troppo dicotomici. Mi pare, appunto, mi pare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Wu Ming 4<br />
1) il confronto di cui lamento l&#8217;assenza è quello tra le altre grandi opere e la TAV Torino-Lione, per cui altre opere nettamente più negative rispetto alla Torino-Lione secondo i criteri enunciati dai NO TAV sono ignorate sia dalle popolazioni locali, che anzi le vivono senza problemi, e sia dagli intellettuali e consulenti tecnici NO TAV. La Torino-Lione assume quindi un ruolo di feticcio, di simbolo in toto negativo anche perché non è collocato nel contesto di altre opere in costruzione o in esercizio in Italia e altri paesi europei. Se inserita in questo contesto, allora la reale consistenza della presunta demoniaca opera la collocherebbe tra le entità diaboliche di seconda schiera. Ma un diavoletto minore non è buon materiale per una efficace narrazione politica.<br />
2) in sostanza condivido quello che lei scrive, che non vedo in contraddizione con il mio punto di vista per cui non esiste una correlazione necessaria tra posizioni favorevoli o contrarie sulla TAV e una possibile deriva sessista.<br />
3) qui accetto il rimprovero di Luca Perilli di essere andato fuori tema e provo a precisare il mio punto di vista anche se mi muovo con qualche incertezza su questo terreno. In letteratura un mondo in bianco e nero è scipito come una verdura lessa, in politica è invece efficace, soprattutto in un mondo sempre più complesso e con un sistematico deficit di risorse di comprensione rispetto alle tante, troppe complessità. Circa i movimenti da lei citati non mi disturbano le contraddizioni e le oscillazioni, perché si tratta di fenomeni del tutto fisiologici e inevitabili, me pare che siano raccontati secondo schemi troppo dicotomici. Mi pare, appunto, mi pare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138817</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 10:01:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138817</guid>

					<description><![CDATA[@ picobeta
1) E&#039; falso che &quot;non si è quasi mai tentato un confronto sul senso, sul costo, sull&#039;impatto di molte altre opere&quot; che sarebbero anche più dannose e impattanti della Torino-Lione. La verità è che questi tentativi vengono fatti continuamente, lungo tutta la penisola, da comitati di cittadini che vivono sui territori dove queste opere faraoniche vengono edificate e che sono destinati a subirne le conseguenze dirette. Il fatto che tali tentativi di confronto e di analisi manchino di ricettori politici è il vero problema. La lotta in Val Susa ha goduto di grande esposizione mediatica per una serie di motivi che sarebbe lungo riassumere, ma appunto di potenziali &quot;Val Susa&quot; ce ne sono moltissime in Italia.
2) Le pulsioni sessiste e violente albergano in tutti noi, a prescindere dall&#039;appartenenza politica o religiosa. Individui &quot;antropologicamente angelicati&quot; non se ne sono mai visti né nella storia né in letteratura (la definizione non calza nemmeno ai santi).
C&#039;è poi chi dà libero sfogo verbale o fisico a certe pulsioni e ne subisce le conseguenze (anche legali) - e a fronte di un comportamento del genere a mio avviso è da ritenersi positivo se poi fa pubblica ammenda, accettando una stigmatizzazione sociale del suddetto comportamento. C&#039;è invece una modalità più ridanciana e blanda, quindi nell&#039;immediato meno grave e molto diffusa, attraverso la quale i modelli sessisti si riproducono con estrema naturalezza (&quot;si fa per scherzare…&quot;, &quot;e fattela una risata…&quot;). Fatto salvo il diverso grado di gravità, bisogna riscontrare che in questo secondo caso è molto più difficile fare accettare un discorso critico su certi atteggiamenti, rispetto ai quali in realtà dovrebbe attivarsi un livello di sensibilità più acuto, più sottile. Anche questo è lavoro su se stessi che andrebbe avviato. E non solo dai senatori della repubblica. Al contrario nel corso degli ultimi anni certi vizi privati sono stati evidentemente sdoganati, quando non addirittura scambiati per pubbliche virtù - complice forse anche quell&#039;ambiguo medium pubblico/privato che è il social network.
3) La sua &quot;invasione di campo&quot; è rivelatrice di un modo di pensare che le impedisce di cogliere un punto dirimente per quanto riguarda l&#039;agire di uno scrittore &quot;nel mondo reale&quot;. Accettare che il mondo non sia diviso in bianco e nero, non sia dicotomico ma complesso, che il bene e il male non siano nettamente confinati da una parte o dall&#039;altra, non può impedire di schierarsi. Anche perché altrimenti non lo si farebbe mai (molti colleghi infatti preferiscono tenersi fuori dai conflitti reali). Allo stesso modo, schierarsi non significa sposare una causa come fosse una crociata, ma al contrario fornire il proprio contributo critico, narrativo e inventivo. Aggiungo che stare dalla parte di coloro che in una determinata circostanza si ritiene di dover difendere può significare anche stare dalla parte di soggetti &quot;brutti, sporchi e cattivi&quot; e schierarsi con loro non li fa diventare bellini (ecco l&#039;equivoco rivelatore). Potrei fornirle svariati esempi in questo senso che riguardano l&#039;attività del collettivo di cui faccio parte, alcuni le direbbero qualcosa (Cesare Battisti), altri quasi niente (Bambini di Satana, collettivo Hobo), ma qui vorrei legare la mia considerazione soprattutto ai movimenti in lotta (ad es: precari della logistica, No Tav, No Muos, partigiani della scuola pubblica, ecc.). Un movimento, se è un movimento vero, vivo, non è un moloch, è composto da tante persone e attraversato da contraddizioni, dibattiti, spinte diverse. Appoggiare una lotta perché convinti delle sue ragioni significa non tanto condividere ogni scelta, ogni pratica, ogni parola, quanto piuttosto entrare in una discussione, in un insieme di pratiche, relazionarsi a una comunità di persone che pensano e agiscono. Questo è quello che facciamo - o cerchiamo di fare - quando ci muoviamo &quot;nel mondo reale&quot;. Toccherebbe poi ai nostri lettori dirle se e quanto i personaggi dei nostri romanzi si trovano ad affrontare problematiche molto diverse da quelle che ho evidenziato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ picobeta<br />
1) E&#8217; falso che &#8220;non si è quasi mai tentato un confronto sul senso, sul costo, sull&#8217;impatto di molte altre opere&#8221; che sarebbero anche più dannose e impattanti della Torino-Lione. La verità è che questi tentativi vengono fatti continuamente, lungo tutta la penisola, da comitati di cittadini che vivono sui territori dove queste opere faraoniche vengono edificate e che sono destinati a subirne le conseguenze dirette. Il fatto che tali tentativi di confronto e di analisi manchino di ricettori politici è il vero problema. La lotta in Val Susa ha goduto di grande esposizione mediatica per una serie di motivi che sarebbe lungo riassumere, ma appunto di potenziali &#8220;Val Susa&#8221; ce ne sono moltissime in Italia.<br />
2) Le pulsioni sessiste e violente albergano in tutti noi, a prescindere dall&#8217;appartenenza politica o religiosa. Individui &#8220;antropologicamente angelicati&#8221; non se ne sono mai visti né nella storia né in letteratura (la definizione non calza nemmeno ai santi).<br />
C&#8217;è poi chi dà libero sfogo verbale o fisico a certe pulsioni e ne subisce le conseguenze (anche legali) &#8211; e a fronte di un comportamento del genere a mio avviso è da ritenersi positivo se poi fa pubblica ammenda, accettando una stigmatizzazione sociale del suddetto comportamento. C&#8217;è invece una modalità più ridanciana e blanda, quindi nell&#8217;immediato meno grave e molto diffusa, attraverso la quale i modelli sessisti si riproducono con estrema naturalezza (&#8220;si fa per scherzare…&#8221;, &#8220;e fattela una risata…&#8221;). Fatto salvo il diverso grado di gravità, bisogna riscontrare che in questo secondo caso è molto più difficile fare accettare un discorso critico su certi atteggiamenti, rispetto ai quali in realtà dovrebbe attivarsi un livello di sensibilità più acuto, più sottile. Anche questo è lavoro su se stessi che andrebbe avviato. E non solo dai senatori della repubblica. Al contrario nel corso degli ultimi anni certi vizi privati sono stati evidentemente sdoganati, quando non addirittura scambiati per pubbliche virtù &#8211; complice forse anche quell&#8217;ambiguo medium pubblico/privato che è il social network.<br />
3) La sua &#8220;invasione di campo&#8221; è rivelatrice di un modo di pensare che le impedisce di cogliere un punto dirimente per quanto riguarda l&#8217;agire di uno scrittore &#8220;nel mondo reale&#8221;. Accettare che il mondo non sia diviso in bianco e nero, non sia dicotomico ma complesso, che il bene e il male non siano nettamente confinati da una parte o dall&#8217;altra, non può impedire di schierarsi. Anche perché altrimenti non lo si farebbe mai (molti colleghi infatti preferiscono tenersi fuori dai conflitti reali). Allo stesso modo, schierarsi non significa sposare una causa come fosse una crociata, ma al contrario fornire il proprio contributo critico, narrativo e inventivo. Aggiungo che stare dalla parte di coloro che in una determinata circostanza si ritiene di dover difendere può significare anche stare dalla parte di soggetti &#8220;brutti, sporchi e cattivi&#8221; e schierarsi con loro non li fa diventare bellini (ecco l&#8217;equivoco rivelatore). Potrei fornirle svariati esempi in questo senso che riguardano l&#8217;attività del collettivo di cui faccio parte, alcuni le direbbero qualcosa (Cesare Battisti), altri quasi niente (Bambini di Satana, collettivo Hobo), ma qui vorrei legare la mia considerazione soprattutto ai movimenti in lotta (ad es: precari della logistica, No Tav, No Muos, partigiani della scuola pubblica, ecc.). Un movimento, se è un movimento vero, vivo, non è un moloch, è composto da tante persone e attraversato da contraddizioni, dibattiti, spinte diverse. Appoggiare una lotta perché convinti delle sue ragioni significa non tanto condividere ogni scelta, ogni pratica, ogni parola, quanto piuttosto entrare in una discussione, in un insieme di pratiche, relazionarsi a una comunità di persone che pensano e agiscono. Questo è quello che facciamo &#8211; o cerchiamo di fare &#8211; quando ci muoviamo &#8220;nel mondo reale&#8221;. Toccherebbe poi ai nostri lettori dirle se e quanto i personaggi dei nostri romanzi si trovano ad affrontare problematiche molto diverse da quelle che ho evidenziato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138816</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 07:11:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138816</guid>

					<description><![CDATA[@Label:
Ammesso che si possa essere d&#039;accordo sulla tua analisi (un po&#039; troppo raffinata pensando al tenore della frase e di chi l&#039;ha scritta), resta un problema: ma queste benedette &quot;classi dirigenti&quot; quando capiranno che devono tornare a dare il caro, vecchio &quot;buon esempio&quot; sia nei pensieri che nelle parole che nelle opere (tanto per citare il catechismo...)!??
@picobeta:
Ancora una volta fuori tema... ma non dovevamo andarci a gustare i buoni dolci da panetteria delle mie parti (magari passando per la nuova, fiammante Superstrada Valdichienti con le sue gallerie &quot;risparmiose&quot;: un nuovo sport pericoloso alla portata di tutti)!??]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Label:<br />
Ammesso che si possa essere d&#8217;accordo sulla tua analisi (un po&#8217; troppo raffinata pensando al tenore della frase e di chi l&#8217;ha scritta), resta un problema: ma queste benedette &#8220;classi dirigenti&#8221; quando capiranno che devono tornare a dare il caro, vecchio &#8220;buon esempio&#8221; sia nei pensieri che nelle parole che nelle opere (tanto per citare il catechismo&#8230;)!??<br />
@picobeta:<br />
Ancora una volta fuori tema&#8230; ma non dovevamo andarci a gustare i buoni dolci da panetteria delle mie parti (magari passando per la nuova, fiammante Superstrada Valdichienti con le sue gallerie &#8220;risparmiose&#8221;: un nuovo sport pericoloso alla portata di tutti)!??</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: picobeta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138815</link>

		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 19:24:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138815</guid>

					<description><![CDATA[@wu ming 4
Non ho dimenticato quanto da lei scritto sul discorso più ampio, ma di fatto questo discorso più ampio non si è quasi mai articolato oltre l&#039;opposizione all&#039;opera feticcio, senza che sia anche stato anche solo tentato un confronto sul senso, sul costo, sull&#039;impatto di molte altre opere che, secondo i criteri di valutazione dei NO TAV, sarebbero molto più negative del tunnel di base della Torino-Lione. Perché se il discorso più ampio fosse reale, allora dovrei trovare scritto a caratteri cubitali sui siti NO TAV che l&#039;autostrada Asti-Cuneo è molto più devastante, consuma molto più territorio, ha un impatto ecologico molto più pesante, è ispirato a un modello di trasporto su gomma molto più impattante della Torino-Lione. Ma nella trama della vicenda NO TAV, di questo passaggio non c&#039;è traccia e la Asti-Cuneo è uno solo dei tanti possibili esempi, che ho scelto per motivi di pura pigrizia visto che vivo a Torino l&#039;ho sotto gli occhi quasi quanto la TAV.
.
Le esternazioni di Zucchetti sono di gran lunga più pesanti e violente di quelle senz&#039;altro non perdonabili di Esposito, travalicano di molto i limiti del codice penale, danno sfogo alle più ignobili pulsioni che vedono come prima se non unica soluzione a una divergenza di opinioni il ricorrere alla violenza più sconciante e sessista e, infine, si manifestano nel cuore della vicenda politica NO TAV e non, come nel caso di Esposito, nel tifo calcistico, che è spesso sentina e nei casi più fortunati valvola di sfogo di instinti deteriori.  Le scuse di Zucchetti sono inevitabili, anche per motivi di dinamica processuale, e questo rattoppo in forma di pentimento da parte di Zucchetti non può nascondere il fatto che pulsioni sessiste e violente albergano anche in individui che si vorrebbe antropologicamente angelicati in quanto coinvolti in una lotta che si condivide.
.
E adesso mi scuso in anticipo, perché ora mi allargo ulteriormente e tento con sfrontatezza una invasione in un campo che lei occupa ottimamente, cioè quello della creazione letteraria. La mia sensazione è che voi che professionalmente raccontate storie (e in qualche misura anche chi consuma molte delle storie da voi prodotte), viviate in una strana situazione di sdoppiamento per cui:
- quando vi muovete nel mondo delle storie, abbiate bisogno di personaggi a tutto tondo, contradditori, fatti di virtù ma anche di sangue e di merda, con la ragione e il torto quasi mai nettamente attribuiti agli uni o agli altri
- quando vi muovete del mondo reale, non riusciate invece a tollerare che un mondo dicotomico, nettamente sezionato nel bianco e nel nero, in cui i buoni sono in toto antropologicamente buoni perché ne condividete la causa, mentre i cattivi sono cattivi integralmente, antropologicamente, culturalmente, sessisticamente, corrottamente, mafiosamente e vai di neologismo da dopo cena.
.
A me sembra così, ma le ripeto che qui ho invaso il suo campo, per cui quello che dico può valere assai poco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@wu ming 4<br />
Non ho dimenticato quanto da lei scritto sul discorso più ampio, ma di fatto questo discorso più ampio non si è quasi mai articolato oltre l&#8217;opposizione all&#8217;opera feticcio, senza che sia anche stato anche solo tentato un confronto sul senso, sul costo, sull&#8217;impatto di molte altre opere che, secondo i criteri di valutazione dei NO TAV, sarebbero molto più negative del tunnel di base della Torino-Lione. Perché se il discorso più ampio fosse reale, allora dovrei trovare scritto a caratteri cubitali sui siti NO TAV che l&#8217;autostrada Asti-Cuneo è molto più devastante, consuma molto più territorio, ha un impatto ecologico molto più pesante, è ispirato a un modello di trasporto su gomma molto più impattante della Torino-Lione. Ma nella trama della vicenda NO TAV, di questo passaggio non c&#8217;è traccia e la Asti-Cuneo è uno solo dei tanti possibili esempi, che ho scelto per motivi di pura pigrizia visto che vivo a Torino l&#8217;ho sotto gli occhi quasi quanto la TAV.<br />
.<br />
Le esternazioni di Zucchetti sono di gran lunga più pesanti e violente di quelle senz&#8217;altro non perdonabili di Esposito, travalicano di molto i limiti del codice penale, danno sfogo alle più ignobili pulsioni che vedono come prima se non unica soluzione a una divergenza di opinioni il ricorrere alla violenza più sconciante e sessista e, infine, si manifestano nel cuore della vicenda politica NO TAV e non, come nel caso di Esposito, nel tifo calcistico, che è spesso sentina e nei casi più fortunati valvola di sfogo di instinti deteriori.  Le scuse di Zucchetti sono inevitabili, anche per motivi di dinamica processuale, e questo rattoppo in forma di pentimento da parte di Zucchetti non può nascondere il fatto che pulsioni sessiste e violente albergano anche in individui che si vorrebbe antropologicamente angelicati in quanto coinvolti in una lotta che si condivide.<br />
.<br />
E adesso mi scuso in anticipo, perché ora mi allargo ulteriormente e tento con sfrontatezza una invasione in un campo che lei occupa ottimamente, cioè quello della creazione letteraria. La mia sensazione è che voi che professionalmente raccontate storie (e in qualche misura anche chi consuma molte delle storie da voi prodotte), viviate in una strana situazione di sdoppiamento per cui:<br />
&#8211; quando vi muovete nel mondo delle storie, abbiate bisogno di personaggi a tutto tondo, contradditori, fatti di virtù ma anche di sangue e di merda, con la ragione e il torto quasi mai nettamente attribuiti agli uni o agli altri<br />
&#8211; quando vi muovete del mondo reale, non riusciate invece a tollerare che un mondo dicotomico, nettamente sezionato nel bianco e nel nero, in cui i buoni sono in toto antropologicamente buoni perché ne condividete la causa, mentre i cattivi sono cattivi integralmente, antropologicamente, culturalmente, sessisticamente, corrottamente, mafiosamente e vai di neologismo da dopo cena.<br />
.<br />
A me sembra così, ma le ripeto che qui ho invaso il suo campo, per cui quello che dico può valere assai poco</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138814</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 12:15:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138814</guid>

					<description><![CDATA[@ picobeta
io i link li seguo, e sarebbe carino che non fossi l&#039;unico a farlo. Continuare ad accusarmi di non essere &quot;turbato&quot; nella mia sensibilità da altre grandi opere che non siano la TAV significa non avere nemmeno aperto il link che le segnalavo nella precedente discussione che avemmo sugli stessi temi, vale a dire questo: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19913
Come spiegavo a suo tempo in questo blog, ridurre tutto alla Val Susa, senza inserire la questione in un discorso mooooolto più ampio sui modelli di sviluppo e sulla salvaguardia del territorio, non avrebbe senso. Quindi, insomma, le provocazioni possono essere recapitate a un altro indirizzo.
Quanto al link segnalatomi, non posso che ringraziare, perché è una conferma perfetta di quanto affermavo. Dopo quella squallida e feroce uscita sessista su Facebook, Zucchetti non solo non è stato coperto dal movimento No Tav, ma ha anche dovuto chiedere doverosamente scusa alla persona a cui aveva rivolto le proprie parole, definendo queste ultime &quot;inqualificabili&quot; e la propria furia &quot;ingiustificata&quot;.
Ecco qui la vicenda ricostruita da fonte non certo vicina al movimento valsusino:
http://www.lastampa.it/2012/05/30/cronaca/no-tav-docente-del-poliminaccia-una-donna-xytmrOrcj1gVwlWfnhoMvM/pagina.html
Zucchetti dunque dimostra che il sessismo è male atavico e comune - e lo sappiamo - ma che quando si viene colti in castagna si può anche evitare di chiamare in causa la fantomatica &quot;sindrome da femminismo anni Settanta&quot;. La differenza tra essere maschilisti rendendosene conto e l&#039;essere maschilisti autoindulgenti e ridanciani è precisamente questa. La seconda modalità è a mio avviso un connotato sempre più inequivoco del potere in questo paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ picobeta<br />
io i link li seguo, e sarebbe carino che non fossi l&#8217;unico a farlo. Continuare ad accusarmi di non essere &#8220;turbato&#8221; nella mia sensibilità da altre grandi opere che non siano la TAV significa non avere nemmeno aperto il link che le segnalavo nella precedente discussione che avemmo sugli stessi temi, vale a dire questo: <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19913" rel="nofollow ugc">http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19913</a><br />
Come spiegavo a suo tempo in questo blog, ridurre tutto alla Val Susa, senza inserire la questione in un discorso mooooolto più ampio sui modelli di sviluppo e sulla salvaguardia del territorio, non avrebbe senso. Quindi, insomma, le provocazioni possono essere recapitate a un altro indirizzo.<br />
Quanto al link segnalatomi, non posso che ringraziare, perché è una conferma perfetta di quanto affermavo. Dopo quella squallida e feroce uscita sessista su Facebook, Zucchetti non solo non è stato coperto dal movimento No Tav, ma ha anche dovuto chiedere doverosamente scusa alla persona a cui aveva rivolto le proprie parole, definendo queste ultime &#8220;inqualificabili&#8221; e la propria furia &#8220;ingiustificata&#8221;.<br />
Ecco qui la vicenda ricostruita da fonte non certo vicina al movimento valsusino:<br />
<a href="http://www.lastampa.it/2012/05/30/cronaca/no-tav-docente-del-poliminaccia-una-donna-xytmrOrcj1gVwlWfnhoMvM/pagina.html" rel="nofollow ugc">http://www.lastampa.it/2012/05/30/cronaca/no-tav-docente-del-poliminaccia-una-donna-xytmrOrcj1gVwlWfnhoMvM/pagina.html</a><br />
Zucchetti dunque dimostra che il sessismo è male atavico e comune &#8211; e lo sappiamo &#8211; ma che quando si viene colti in castagna si può anche evitare di chiamare in causa la fantomatica &#8220;sindrome da femminismo anni Settanta&#8221;. La differenza tra essere maschilisti rendendosene conto e l&#8217;essere maschilisti autoindulgenti e ridanciani è precisamente questa. La seconda modalità è a mio avviso un connotato sempre più inequivoco del potere in questo paese.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: picobeta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138813</link>

		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 08:48:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138813</guid>

					<description><![CDATA[@wu ming4
Sono d&#039;accordo sulla sua prima fase, che descrive con ottima sintesi il bifronte Esposito, meno se non per nulla su quanto segue, cioè sulla pretesa esistenza di una contiguità antropologica e culturale tra l&#039;essere a favore della TAV e una mentalità e un linguaggio aggressivo e sessista.
.
Le sottopongo in proposito questa frase, la cui esegesi è terribilmente semplice e univoca:
&quot;Piccina, solo per avvertirti che ho diramato un piccolo ordine di servizio fra i compagni e in Valle di Susa. Se osi far vedere la tua bella faccina di m.... da quelle parti ti sfondiamo la faccetta&quot;. Non sono certo che il link funzioni anche sul suo PC, per via delle tante complicazioni di internet, ma qui può trovare la signorile esternazione in tutta la sua estensione e nel suo completo squallore:
https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-prn2/v/t1.0-9/s720x720/149744_3690013222855_1572522723_n.jpg?oh=facd5f192d4ce56cc0d60ee86e380921&#038;oe=55FEF88F
.
Le lascio il facile esercizio di individuare chi abbia scritto questa frase, ma non la seguo nella sua semplificazione di rendere simili frasi esemplificative di una particolare visione dell&#039;evoluzione delle reti ferroviarie europee, sia essa favorevole o sia essa contraria alla costruzione di un tunnel di base tra la Valle di Susa e la Valle della Maurienne.
.
Intanto Johnny se salisse a Cascina di Langa e volesse di nuovo guardare la città, come unico passero che non cadrà mai, vedrebbe sì le torri della città ma anche lo svincolo autostradale e altre delizie d&#039;asfalto che per quanto ben più deturpanti di un tunnel di base non sembrano turbare la sue sensibilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@wu ming4<br />
Sono d&#8217;accordo sulla sua prima fase, che descrive con ottima sintesi il bifronte Esposito, meno se non per nulla su quanto segue, cioè sulla pretesa esistenza di una contiguità antropologica e culturale tra l&#8217;essere a favore della TAV e una mentalità e un linguaggio aggressivo e sessista.<br />
.<br />
Le sottopongo in proposito questa frase, la cui esegesi è terribilmente semplice e univoca:<br />
&#8220;Piccina, solo per avvertirti che ho diramato un piccolo ordine di servizio fra i compagni e in Valle di Susa. Se osi far vedere la tua bella faccina di m&#8230;. da quelle parti ti sfondiamo la faccetta&#8221;. Non sono certo che il link funzioni anche sul suo PC, per via delle tante complicazioni di internet, ma qui può trovare la signorile esternazione in tutta la sua estensione e nel suo completo squallore:<br />
<a href="https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-prn2/v/t1.0-9/s720x720/149744_3690013222855_1572522723_n.jpg?oh=facd5f192d4ce56cc0d60ee86e380921&#038;oe=55FEF88F" rel="nofollow ugc">https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-prn2/v/t1.0-9/s720x720/149744_3690013222855_1572522723_n.jpg?oh=facd5f192d4ce56cc0d60ee86e380921&#038;oe=55FEF88F</a><br />
.<br />
Le lascio il facile esercizio di individuare chi abbia scritto questa frase, ma non la seguo nella sua semplificazione di rendere simili frasi esemplificative di una particolare visione dell&#8217;evoluzione delle reti ferroviarie europee, sia essa favorevole o sia essa contraria alla costruzione di un tunnel di base tra la Valle di Susa e la Valle della Maurienne.<br />
.<br />
Intanto Johnny se salisse a Cascina di Langa e volesse di nuovo guardare la città, come unico passero che non cadrà mai, vedrebbe sì le torri della città ma anche lo svincolo autostradale e altre delizie d&#8217;asfalto che per quanto ben più deturpanti di un tunnel di base non sembrano turbare la sue sensibilità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Label		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138812</link>

		<dc:creator><![CDATA[Label]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 07:59:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138812</guid>

					<description><![CDATA[&quot;godere per la sconfitta della juventus è come essere impotenti ed esultare se qualcuno fa godere la tua donna&quot;
In effetti la frase non è sessista, a meno che non si voglia considerare tale ogni espressione linguistica che esplicitamente o meno faccia riferimento al sesso. È sicuramente volgare, se si accetta ancora il criterio del riferimento al sesso. È sicuramente una battuta non riuscita, non brillante, anche volendo mantenervi il sesso. Infine l&#039;analogia è sbagliata: per quanto riguarda il rintuzzare al tifoso di una squadra che non ha vinto nulla ma che voglia sfottere la juventus che ha perduto, quella giusta sarebbe stata: &quot;godere per la sconfitta della juventus è come essere impotenti ed esultare se qualcun&#039;altro NON fa godere la tua donna&quot;.
Tuttavia il tifo calcistico è per definizione uno sfogatoio dei peggiori istinti e chiunque peggiora tifando e tira il fuori il peggio di sé, come su un Facebook. Lo sfottò in questi casi è da comprendrere come manifestazione belluina ineliminabile di una buona parte dei comportamenti umani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;godere per la sconfitta della juventus è come essere impotenti ed esultare se qualcuno fa godere la tua donna&#8221;<br />
In effetti la frase non è sessista, a meno che non si voglia considerare tale ogni espressione linguistica che esplicitamente o meno faccia riferimento al sesso. È sicuramente volgare, se si accetta ancora il criterio del riferimento al sesso. È sicuramente una battuta non riuscita, non brillante, anche volendo mantenervi il sesso. Infine l&#8217;analogia è sbagliata: per quanto riguarda il rintuzzare al tifoso di una squadra che non ha vinto nulla ma che voglia sfottere la juventus che ha perduto, quella giusta sarebbe stata: &#8220;godere per la sconfitta della juventus è come essere impotenti ed esultare se qualcun&#8217;altro NON fa godere la tua donna&#8221;.<br />
Tuttavia il tifo calcistico è per definizione uno sfogatoio dei peggiori istinti e chiunque peggiora tifando e tira il fuori il peggio di sé, come su un Facebook. Lo sfottò in questi casi è da comprendrere come manifestazione belluina ineliminabile di una buona parte dei comportamenti umani.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/figuri-e-figuracce/comment-page-1/#comment-138811</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 07:44:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6949#comment-138811</guid>

					<description><![CDATA[@ picobeta
il senso delle mie parole è precisamente questo infatti: Esposito sa fare bene &quot;il mestiere della poiitica&quot; (il suo CV è consultabile sia su Wikipedia sia sul suo sito personale) ed è un maschio coatto qualunque nei modi di pensare nonché di reagire alle critiche circa il sessismo che manifesta. Senza stupore e senza scandalo facevo notare non già la contraddizione tra le due cose, ma la compatibilità tra esse in questa cupio dissolvi della politica (che è altra cosa dal &quot;mestiere della&quot;). Esposito è a tutti gli effetti un uomo nuovo, su misura per questo tempo, in grado di imporre con la forza la propria idea di &quot;modernità&quot; a un territorio contro il volere dei suoi abitanti e di usare insulti sessisti al bar dello Sport/Facebook, insultando poi le donne che gli fanno notare quanto ciò sia grezzo, offensivo e fuori luogo. Esposito è un sincero democratico 2.0. Se dovessi scegliere un personaggio manifesto dell&#039;Italia pidina di oggi credo che non riuscirei a trovare un&#039;icona più azzeccata di lui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ picobeta<br />
il senso delle mie parole è precisamente questo infatti: Esposito sa fare bene &#8220;il mestiere della poiitica&#8221; (il suo CV è consultabile sia su Wikipedia sia sul suo sito personale) ed è un maschio coatto qualunque nei modi di pensare nonché di reagire alle critiche circa il sessismo che manifesta. Senza stupore e senza scandalo facevo notare non già la contraddizione tra le due cose, ma la compatibilità tra esse in questa cupio dissolvi della politica (che è altra cosa dal &#8220;mestiere della&#8221;). Esposito è a tutti gli effetti un uomo nuovo, su misura per questo tempo, in grado di imporre con la forza la propria idea di &#8220;modernità&#8221; a un territorio contro il volere dei suoi abitanti e di usare insulti sessisti al bar dello Sport/Facebook, insultando poi le donne che gli fanno notare quanto ciò sia grezzo, offensivo e fuori luogo. Esposito è un sincero democratico 2.0. Se dovessi scegliere un personaggio manifesto dell&#8217;Italia pidina di oggi credo che non riuscirei a trovare un&#8217;icona più azzeccata di lui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
