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	Commenti a: FILONI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: sprunki pyramixed		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sprunki pyramixed]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 02:54:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The game&#039;s technical infrastructure is robust and secure.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The game&#8217;s technical infrastructure is robust and secure.</p>
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		<title>
		Di: Kai Zen J		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Kai Zen J]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 11:18:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una risata li (ri)seppellirà (e non parlo di quella di strisci la notizia): un&#039;occhiata a &quot;Suck&quot; di Christopher Moore non guasterebbe...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una risata li (ri)seppellirà (e non parlo di quella di strisci la notizia): un&#8217;occhiata a &#8220;Suck&#8221; di Christopher Moore non guasterebbe&#8230;</p>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:49:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Milena per favore, niente panico! O meglio, il panico è il mio, da wordpress: se qualche commento appare in moderazione è semplicemente perchè, avendo bloccato due IP per vecchi motivi, a volte vengono messi in moderazione anche gli altri :)
Rispetto, invece, a quel che scrivevi: vedi il rischio? Siamo finite entrambe a personalizzare la discussione. Tu stai pensando, peraltro correttamente, al tuo caso e io sto tentando di pensare al quadro generale. In quel quadro, l&#039;attività relativa a informazioni e recensioni della Delos, tanto per fare nomi e cognomi, è tutt&#039;altro che benefica. Con questo tu e il tuo lavoro entrate poco, nel mio discorso. Per quanto riguarda la rete, insisto sul vecchio discorso: esistono commentatori con la stessa funzione delle tricoteuses sedute intorno alla ghigliottina, guardano e sghignazzano, chiunque sia il bersaglio. Esistono qui, in altri blog letterari o no, nei cosiddetti siti satirici, e via così.
Questo, però, permettimi, è marginale rispetto al fenomeno di cui si parlava: e che riguarda le responsabilità degli editori, non dei lettori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milena per favore, niente panico! O meglio, il panico è il mio, da wordpress: se qualche commento appare in moderazione è semplicemente perchè, avendo bloccato due IP per vecchi motivi, a volte vengono messi in moderazione anche gli altri 🙂<br />
Rispetto, invece, a quel che scrivevi: vedi il rischio? Siamo finite entrambe a personalizzare la discussione. Tu stai pensando, peraltro correttamente, al tuo caso e io sto tentando di pensare al quadro generale. In quel quadro, l&#8217;attività relativa a informazioni e recensioni della Delos, tanto per fare nomi e cognomi, è tutt&#8217;altro che benefica. Con questo tu e il tuo lavoro entrate poco, nel mio discorso. Per quanto riguarda la rete, insisto sul vecchio discorso: esistono commentatori con la stessa funzione delle tricoteuses sedute intorno alla ghigliottina, guardano e sghignazzano, chiunque sia il bersaglio. Esistono qui, in altri blog letterari o no, nei cosiddetti siti satirici, e via così.<br />
Questo, però, permettimi, è marginale rispetto al fenomeno di cui si parlava: e che riguarda le responsabilità degli editori, non dei lettori.</p>
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		<title>
		Di: milena d		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/filoni/comment-page-1/#comment-102062</link>

		<dc:creator><![CDATA[milena d]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:21:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi fa tristezza vedere, da ieri sera, i miei due commenti in attesa di approvazione, bloccati come fossi un troll, quando non ho mai offeso, ne&#039; insultato, ne&#039; criticato alcuno, ne&#039; usato toni men che civili.
Mi spiace molto. Probabilmente finira&#039; in moderazione anche questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa tristezza vedere, da ieri sera, i miei due commenti in attesa di approvazione, bloccati come fossi un troll, quando non ho mai offeso, ne&#8217; insultato, ne&#8217; criticato alcuno, ne&#8217; usato toni men che civili.<br />
Mi spiace molto. Probabilmente finira&#8217; in moderazione anche questo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: tinamarti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/filoni/comment-page-1/#comment-102061</link>

		<dc:creator><![CDATA[tinamarti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 20:53:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[si, ma io intendevo che si tende  abattere il ferro anche dopo un po&#039; che non è più caldo e quindi si va oltre l&#039;intasamento, praticamente alla repulsione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>si, ma io intendevo che si tende  abattere il ferro anche dopo un po&#8217; che non è più caldo e quindi si va oltre l&#8217;intasamento, praticamente alla repulsione</p>
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		<title>
		Di: milena d		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/filoni/comment-page-1/#comment-102060</link>

		<dc:creator><![CDATA[milena d]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 18:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[O.K. , ho riletto il mio primo commento.
In effetti, una frase che si prestava a fraintendimenti c&#039;era.
Bollitura che avanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O.K. , ho riletto il mio primo commento.<br />
In effetti, una frase che si prestava a fraintendimenti c&#8217;era.<br />
Bollitura che avanza.</p>
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		<title>
		Di: milena d		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/filoni/comment-page-1/#comment-102059</link>

		<dc:creator><![CDATA[milena d]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:55:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se l&#039;hai intesa come &quot;poverini editi con coraggio da case editrici minori e non abbastanza difesi dalla rete&quot; devo essermi spiegata proprio malissimo, :-(
Al punto da apparire infantile e ingenua, il che mi rattrista abbastanza. Tutto l&#039;opposto di cio&#039; che intendevo. Innanzitutto il discorso era strettamente personale e non generale, la &quot;poverina&quot; ero io e parlavo del mio caso.
Al coraggio non ci pensavo neppure.   Ne&#039; mi aspettavo &quot;difesa&quot; dalla rete. Figurarsi. Parlavo piuttosto di attacchi generalizzati ad alzo zero.
Dicevo solo che il gran polverone levatosi intorno al fantasy italiano e al baby boom finisce per danneggiare in proporzione di piu&#039;, dal punto di vista del passa parola e delle vendite,  chi non ha marketing e diffusione capillare alle spalle.
E che io mi sono trovata coinvolta mio malgrado, a mo&#039; di bersaglio casuale, in ogni tipo di polemiche, per via dei forum, della casa editrice (sulle cui idee, appunto, non commento) che non c&#039;entravano e non c&#039;entrano niente con cio&#039; che scrivo, ma che ne hanno indirettamente danneggiato il giudizio obiettivo.
Poi qui la chiudo anch&#039;io, per carita&#039;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;hai intesa come &#8220;poverini editi con coraggio da case editrici minori e non abbastanza difesi dalla rete&#8221; devo essermi spiegata proprio malissimo, 🙁<br />
Al punto da apparire infantile e ingenua, il che mi rattrista abbastanza. Tutto l&#8217;opposto di cio&#8217; che intendevo. Innanzitutto il discorso era strettamente personale e non generale, la &#8220;poverina&#8221; ero io e parlavo del mio caso.<br />
Al coraggio non ci pensavo neppure.   Ne&#8217; mi aspettavo &#8220;difesa&#8221; dalla rete. Figurarsi. Parlavo piuttosto di attacchi generalizzati ad alzo zero.<br />
Dicevo solo che il gran polverone levatosi intorno al fantasy italiano e al baby boom finisce per danneggiare in proporzione di piu&#8217;, dal punto di vista del passa parola e delle vendite,  chi non ha marketing e diffusione capillare alle spalle.<br />
E che io mi sono trovata coinvolta mio malgrado, a mo&#8217; di bersaglio casuale, in ogni tipo di polemiche, per via dei forum, della casa editrice (sulle cui idee, appunto, non commento) che non c&#8217;entravano e non c&#8217;entrano niente con cio&#8217; che scrivo, ma che ne hanno indirettamente danneggiato il giudizio obiettivo.<br />
Poi qui la chiudo anch&#8217;io, per carita&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/filoni/comment-page-1/#comment-102058</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:35:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@anghelos Un mio piccolo puntiglio è stato ed è ricordare come un vincolo sia apportatore di miglioramenti se ben sfruttato e uno stereotipo (che è un vincolo) sia una risorsa per chi la sa usare. Il vantaggio sfruttabile dello stereotipo, anche quando invertito o infranto clamorosamente, ma ciononostante mantenuto, è quello della riconoscibilità, dell&#039;immediato canale privilegiato che crea tra il lettore smaliziato e l&#039;autore smaliziato. Che ne sarebbe dei fumetti giapponesi senza gli stereotipi? Che ne sarebbe del fantastico (o del poliziesco, o della fiaba) senza gli stereotipi? Tolkien stesso, padre fondatore, rielaborò in modo originale e con convinzione (essenziale, agli autori forse spesso manca) un corpus di stereotipi precedente! Il guaio è che giovarsi degli stereotipi senza apportare nulla di nuovo è come andare in Ferrari senza patente: non perdona. In questo caso crea cloni. Non brutti, uguali. Letto uno qualsiasi di loro, gli altri sono inutili. Più la realtà ha stilemi specifici ed è settoriale più è vero. Croce sosteneva che solo i discepoli sono di una scuola, i maestri sono solo loro stessi. Il genere si crea sull&#039;onda del successo di un vero e bel lavoro dotato di una personalità che colleghi meno abili tentano di ricalcare più o meno scopertamente sperando di farsi le ossa così (discorso che più di una volta mi sono trovato a fare riguardo alla scena musicale metal, che col fantastico ha spesso punti di contatto: esce fuori un nuovo modo di fare metal, lo si cataloga in un nuovo minuzioso sottogenere e subito spunta chi vorrebbe seguire quegli stilemi come una bibbia, nati paradossalmente come delle libertà e non come tali, risultando identico al &quot;maestro&quot;). PS Il fenomeno &quot;uno nuovo-&#062; dieci nuovi identici a lui funziona anche col canone estetico femminile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@anghelos Un mio piccolo puntiglio è stato ed è ricordare come un vincolo sia apportatore di miglioramenti se ben sfruttato e uno stereotipo (che è un vincolo) sia una risorsa per chi la sa usare. Il vantaggio sfruttabile dello stereotipo, anche quando invertito o infranto clamorosamente, ma ciononostante mantenuto, è quello della riconoscibilità, dell&#8217;immediato canale privilegiato che crea tra il lettore smaliziato e l&#8217;autore smaliziato. Che ne sarebbe dei fumetti giapponesi senza gli stereotipi? Che ne sarebbe del fantastico (o del poliziesco, o della fiaba) senza gli stereotipi? Tolkien stesso, padre fondatore, rielaborò in modo originale e con convinzione (essenziale, agli autori forse spesso manca) un corpus di stereotipi precedente! Il guaio è che giovarsi degli stereotipi senza apportare nulla di nuovo è come andare in Ferrari senza patente: non perdona. In questo caso crea cloni. Non brutti, uguali. Letto uno qualsiasi di loro, gli altri sono inutili. Più la realtà ha stilemi specifici ed è settoriale più è vero. Croce sosteneva che solo i discepoli sono di una scuola, i maestri sono solo loro stessi. Il genere si crea sull&#8217;onda del successo di un vero e bel lavoro dotato di una personalità che colleghi meno abili tentano di ricalcare più o meno scopertamente sperando di farsi le ossa così (discorso che più di una volta mi sono trovato a fare riguardo alla scena musicale metal, che col fantastico ha spesso punti di contatto: esce fuori un nuovo modo di fare metal, lo si cataloga in un nuovo minuzioso sottogenere e subito spunta chi vorrebbe seguire quegli stilemi come una bibbia, nati paradossalmente come delle libertà e non come tali, risultando identico al &#8220;maestro&#8221;). PS Il fenomeno &#8220;uno nuovo-&gt; dieci nuovi identici a lui funziona anche col canone estetico femminile</p>
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		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/filoni/comment-page-1/#comment-102057</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:22:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tinamarti Se l&#039;ideologia dei commercianti si chiama consumismo un motivo ci sarà, no? Ogni cosa non ha valore in sè per questa visione, ma è &quot;expendable&quot;, sacrificabile, strumentale, batti-il-ferro-finchè-è-caldo, ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tinamarti Se l&#8217;ideologia dei commercianti si chiama consumismo un motivo ci sarà, no? Ogni cosa non ha valore in sè per questa visione, ma è &#8220;expendable&#8221;, sacrificabile, strumentale, batti-il-ferro-finchè-è-caldo, ecc.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/filoni/comment-page-1/#comment-102056</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 16:17:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non me la sono presa affatto con te, Milena, ma il discorso sui &quot;“poverini” editi con coraggio da case editrici minori&quot; e non abbastanza difesi dalla rete è tuo :) Quanto al discorso &quot;pubblico X così posso pubblicare Y&quot;, è il mantra di molti editori piccoli e medi, e non mi sembra contribuisca a risolvere la problematica generale.
Inoltre, e poi chiudo la questione, quando parlo dell&#039;influenza nefasta di e-zine poco professionali, non parlo di singoli blog: parlo, appunto, di vere e proprie riviste on line che dovrebbero fornire informazione su quanto avviene nel mondo della narrativa fantastica e invece reiterano l&#039;equivoco, e anche i vampiri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non me la sono presa affatto con te, Milena, ma il discorso sui &#8220;“poverini” editi con coraggio da case editrici minori&#8221; e non abbastanza difesi dalla rete è tuo 🙂 Quanto al discorso &#8220;pubblico X così posso pubblicare Y&#8221;, è il mantra di molti editori piccoli e medi, e non mi sembra contribuisca a risolvere la problematica generale.<br />
Inoltre, e poi chiudo la questione, quando parlo dell&#8217;influenza nefasta di e-zine poco professionali, non parlo di singoli blog: parlo, appunto, di vere e proprie riviste on line che dovrebbero fornire informazione su quanto avviene nel mondo della narrativa fantastica e invece reiterano l&#8217;equivoco, e anche i vampiri.</p>
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