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	Commenti a: FOIBE E WU MING: UN FINTO SCANDALO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84847</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2006 15:06:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra di essere su un altro pianeta! So solo una cosa: il nonno della mia &quot;compagna&quot; è stato legato con del filo di ferro ad altri suoi compagni di sventuara e gettato ancora vivo in una foiba! Non era fascista, non era collaborazionista, era amatissimo dai suoi dipendenti e da tutti i suoi amici (in maggioranza non italiani). Foibe si, foibe no, foibe forse, foibe chissa. Io so solo che lui era innocente e cio&#039; malgrado è crepato dentro una foiba.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra di essere su un altro pianeta! So solo una cosa: il nonno della mia &#8220;compagna&#8221; è stato legato con del filo di ferro ad altri suoi compagni di sventuara e gettato ancora vivo in una foiba! Non era fascista, non era collaborazionista, era amatissimo dai suoi dipendenti e da tutti i suoi amici (in maggioranza non italiani). Foibe si, foibe no, foibe forse, foibe chissa. Io so solo che lui era innocente e cio&#8217; malgrado è crepato dentro una foiba.</p>
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		<title>
		Di: a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84846</link>

		<dc:creator><![CDATA[a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2006 07:31:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ivan
non me ne volere, ma hai portato il discorso su temi che non possono essere affrontati nelle poche righe di un commento.
preferisco quindi astenermi da semplificazioni/banalizzazioni prive di reale utilità.
solo una parola su Nietzsche: non dimetichiamoci che era un poveretto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ivan<br />
non me ne volere, ma hai portato il discorso su temi che non possono essere affrontati nelle poche righe di un commento.<br />
preferisco quindi astenermi da semplificazioni/banalizzazioni prive di reale utilità.<br />
solo una parola su Nietzsche: non dimetichiamoci che era un poveretto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea.nobili		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84845</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea.nobili]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 17:54:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nietzsche?
Di cosa vogliamo parlare?
Dalla morale dei «servi» e di quella invece iperborea e solare degli eroi?
Delle losche trame ordite da sacerdoti repressi e complessati che bramano il potere ai danni dei cavalieri duri e puri?
Del circolo del tempo in Zarathustra?
Dell&#039;essere al di là del bene e del male che in realtà si riduce all&#039;autodeterminarsi la propria morale?
Della dottrina di Imperium e del suo dissolversi per via della predicazione cristiana (ultimo punto di non-ritorno assieme al templarismo che Nietzsche concede alla storia).
O ancora vogliamo parlare del radicalismo aristocratico che Geroge Brandes (unico &quot;umano&quot; ad avere avuto rapporti epistolari seri con il nostro) usa per definire la dottrina nicciana?
Secondo me, accantonando la nostra &quot;volontà di potenza&quot;, dovremmo imparare ad essere abbastanza &quot;superuomini&quot; per parlare d&#039;altro?
E non credo sia solo importante leggere solo Nietzsche, ma anche la critica a Nietzsche. Fermo restando che l&#039;ultima opera su Nietzsche non-faziosa è quella di Massimo Fini.
E&#039; grottesco che nel post di cui sopra avessi scritto proprio: «Cosa vogliamo raccontarci la storiella del distruttore di valori che è in realtà il primo creatore?».
Poi mi son detto: nooooo, mi accuserebbero quantomeno di fare un uso distorto del filosofo di Saint Moritz.
Su Vattimo.
Vorrei che tu potessi leggere &quot;Il cattiverio e le beatitudini&quot; una letterina tratta dal breve epistolario che il professorone torinese ha tenuto con l&#039;estremista nazimaoista Franco Giorgio Freda (quello di p.zza Fontana). Lì capiresti che l&#039;esimio professorone torinese sa anche recitare.
Ma fatto questo sfoggio di cultura assolutamente inutile, ma doveroso per farti capire che proprio digiuno non sono e dopo averti dimostrato che sommariamente frequento Nietzche, e che ho quantomeno ho sentito nominare Vattimo cosa cambia?
Per me &quot;rispettare la vita altrui&quot; resta un valore universale.
Se Nietzsche non la pensa così forse, bontà sua, è lui ad essersi perso qualche anno &quot;di&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nietzsche?<br />
Di cosa vogliamo parlare?<br />
Dalla morale dei «servi» e di quella invece iperborea e solare degli eroi?<br />
Delle losche trame ordite da sacerdoti repressi e complessati che bramano il potere ai danni dei cavalieri duri e puri?<br />
Del circolo del tempo in Zarathustra?<br />
Dell&#8217;essere al di là del bene e del male che in realtà si riduce all&#8217;autodeterminarsi la propria morale?<br />
Della dottrina di Imperium e del suo dissolversi per via della predicazione cristiana (ultimo punto di non-ritorno assieme al templarismo che Nietzsche concede alla storia).<br />
O ancora vogliamo parlare del radicalismo aristocratico che Geroge Brandes (unico &#8220;umano&#8221; ad avere avuto rapporti epistolari seri con il nostro) usa per definire la dottrina nicciana?<br />
Secondo me, accantonando la nostra &#8220;volontà di potenza&#8221;, dovremmo imparare ad essere abbastanza &#8220;superuomini&#8221; per parlare d&#8217;altro?<br />
E non credo sia solo importante leggere solo Nietzsche, ma anche la critica a Nietzsche. Fermo restando che l&#8217;ultima opera su Nietzsche non-faziosa è quella di Massimo Fini.<br />
E&#8217; grottesco che nel post di cui sopra avessi scritto proprio: «Cosa vogliamo raccontarci la storiella del distruttore di valori che è in realtà il primo creatore?».<br />
Poi mi son detto: nooooo, mi accuserebbero quantomeno di fare un uso distorto del filosofo di Saint Moritz.<br />
Su Vattimo.<br />
Vorrei che tu potessi leggere &#8220;Il cattiverio e le beatitudini&#8221; una letterina tratta dal breve epistolario che il professorone torinese ha tenuto con l&#8217;estremista nazimaoista Franco Giorgio Freda (quello di p.zza Fontana). Lì capiresti che l&#8217;esimio professorone torinese sa anche recitare.<br />
Ma fatto questo sfoggio di cultura assolutamente inutile, ma doveroso per farti capire che proprio digiuno non sono e dopo averti dimostrato che sommariamente frequento Nietzche, e che ho quantomeno ho sentito nominare Vattimo cosa cambia?<br />
Per me &#8220;rispettare la vita altrui&#8221; resta un valore universale.<br />
Se Nietzsche non la pensa così forse, bontà sua, è lui ad essersi perso qualche anno &#8220;di&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ivan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84844</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 17:18:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Probabile che tu non abbia letto Nietzsche, dopotutto non è reato; probabile che ti sia perso qualche decennio di storia, filosofia, letteratura.
Dopotutto Vattimo, come V. Damme, non parlava del tutto a caso (solo che V. Damme recitava, Vattimo no)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabile che tu non abbia letto Nietzsche, dopotutto non è reato; probabile che ti sia perso qualche decennio di storia, filosofia, letteratura.<br />
Dopotutto Vattimo, come V. Damme, non parlava del tutto a caso (solo che V. Damme recitava, Vattimo no)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea.nobili		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84843</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea.nobili]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 17:08:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«I valori assoluti non esistono, quindi la proposta abluzione risulta quantomeno equivoca. Dove sono, chi li ha visti, nella terra di Platonia?»
Il tutto mi ricorda un vecchio film di Van Damme la cui colonna sonora era Cowboys from Hell dei Pantera e dove ad un certo punto il protagonista diceva: «C&#039;é solo una regola: non esiste nessuna regola».
Under the lights where we stand tall
Nobody touches us at all
Showdown, shootout, spread fear within, without
We’re gonna take what’s ours to have
Spread the word throughout the land
They say the bad guys wear black
We’re tagged and can’t turn back
You see us comin’
And you all together run for cover
We’re takin over this town]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«I valori assoluti non esistono, quindi la proposta abluzione risulta quantomeno equivoca. Dove sono, chi li ha visti, nella terra di Platonia?»<br />
Il tutto mi ricorda un vecchio film di Van Damme la cui colonna sonora era Cowboys from Hell dei Pantera e dove ad un certo punto il protagonista diceva: «C&#8217;é solo una regola: non esiste nessuna regola».<br />
Under the lights where we stand tall<br />
Nobody touches us at all<br />
Showdown, shootout, spread fear within, without<br />
We’re gonna take what’s ours to have<br />
Spread the word throughout the land<br />
They say the bad guys wear black<br />
We’re tagged and can’t turn back<br />
You see us comin’<br />
And you all together run for cover<br />
We’re takin over this town</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ivan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84842</link>

		<dc:creator><![CDATA[ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 16:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guarda che non sono &quot;valori assoluti&quot;, sono valori comunemente accettati da molte comunità (per esempio, almeno per iscritto: dalle democrazie occidentali).
Per inciso, quelli che nomini non sono valori assoluti in alcun senso (non sono valori non vincolati a nulla): il rispetto della propria persona fisica trova un limite nel genere di offesa che una certa persona può &quot;produrre&quot;, e che può comportare la perdita del diritto corrispondente al valore-integrità-fisica (es: leg. difesa)
Della seconda, lo hai detto tu: con una serie di limitazioni.
Ma credo si tratti di un equivoco sulla parola. Intendevo fare notare che, &quot;dalla morte di dio in poi&quot; (metto le virgolette perché, evidentemente, non mi riferisco a un funerale) di valori assoluti è bene non parlare.
Quanto ai valori universalmente riconosciuti, invece, sarei d&#039;accordo su quelli che citi, ma si pone un altro problema: quanto è universale un valore che fonda una legge continuamente violata, tanto per dire? Quanto è universale un valore che può essere a fondamento di una legge solo in una fetta di mondo? Et cetera.
Quanta forza resta ai valori se non sono né assoluti né universali? Resta il diritto, secondo me; restano tot comunità che concordano diritti, ma non valori. Sono cose differenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda che non sono &#8220;valori assoluti&#8221;, sono valori comunemente accettati da molte comunità (per esempio, almeno per iscritto: dalle democrazie occidentali).<br />
Per inciso, quelli che nomini non sono valori assoluti in alcun senso (non sono valori non vincolati a nulla): il rispetto della propria persona fisica trova un limite nel genere di offesa che una certa persona può &#8220;produrre&#8221;, e che può comportare la perdita del diritto corrispondente al valore-integrità-fisica (es: leg. difesa)<br />
Della seconda, lo hai detto tu: con una serie di limitazioni.<br />
Ma credo si tratti di un equivoco sulla parola. Intendevo fare notare che, &#8220;dalla morte di dio in poi&#8221; (metto le virgolette perché, evidentemente, non mi riferisco a un funerale) di valori assoluti è bene non parlare.<br />
Quanto ai valori universalmente riconosciuti, invece, sarei d&#8217;accordo su quelli che citi, ma si pone un altro problema: quanto è universale un valore che fonda una legge continuamente violata, tanto per dire? Quanto è universale un valore che può essere a fondamento di una legge solo in una fetta di mondo? Et cetera.<br />
Quanta forza resta ai valori se non sono né assoluti né universali? Resta il diritto, secondo me; restano tot comunità che concordano diritti, ma non valori. Sono cose differenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84841</link>

		<dc:creator><![CDATA[a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 16:26:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[beh no, quelle sono chiare,
però non mi convincono.
alcuni valori assoluti sono facili da individuare.
ad esempio, il diritto al rispetto della propria integrità fisica da parte altrui (per gli atti autolesionistici il discorso è più complesso.)ma anche - per restare nell&#039;attualità - la libertà di pensiero/parola (pur con tutta una serie di limitazioni piuttosto articolate).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>beh no, quelle sono chiare,<br />
però non mi convincono.<br />
alcuni valori assoluti sono facili da individuare.<br />
ad esempio, il diritto al rispetto della propria integrità fisica da parte altrui (per gli atti autolesionistici il discorso è più complesso.)ma anche &#8211; per restare nell&#8217;attualità &#8211; la libertà di pensiero/parola (pur con tutta una serie di limitazioni piuttosto articolate).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ivan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84840</link>

		<dc:creator><![CDATA[ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 15:57:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Neppure le ultime righe?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Neppure le ultime righe?</p>
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		<title>
		Di: a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84839</link>

		<dc:creator><![CDATA[a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 14:38:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ivan
confermo: pietas e non pietà.
la pietà sappiamo cosa significa.
la pietas è evocativa di un  sentimento di rispetto che nella fattispecie è più appropriato.
il resto del commento non l&#039;ho capito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ivan<br />
confermo: pietas e non pietà.<br />
la pietà sappiamo cosa significa.<br />
la pietas è evocativa di un  sentimento di rispetto che nella fattispecie è più appropriato.<br />
il resto del commento non l&#8217;ho capito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ivan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/foibe-e-wu-ming-un-finto-scandalo/comment-page-2/#comment-84838</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 11:12:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;però,
un&#039;articolessa del genere senza neppure una parola di pietas per gli infoibati.&quot;
Giusto per precisare: la pietas era &quot;quella di Enea&quot;, nell&#039;uso corrente della lingua italiana (devozione agli dèi, facciamo anche alla patria; ma non ha uno spettro di significato troppo ampio)
&quot;Il punto è, più semplicemente, che non esistono motivazioni che possano giustificare simili orrori e quelli come te cercano di trovarne esclusivamente per tentare di celare il loro furore ideologico.&quot;
E dov&#039;è questo furore? La contestualizzazione è fondamentale per evitare di saltare di palo in frasca, e in questo caso sarebbe fondamentale per evitare la proliferazione di dilemmi morali, veri o fasulli. Quale morto valga di più...ad esempio. Non era di questo che si parlava.
&quot;Come diceva Montaigne &quot;una vita umana è una vita umana&quot;.&quot;
Salvo alcune osservazioni sul relativismo culturale tutta l&#039;esistenza di Montaigne puzza di &quot;conservazione&quot; (ed è davvero un eufemismo).
&quot;Per parlare di valori assoluti, di vita e di morte, bisognerebbe prima sciacquarsi la bocca.&quot;
I valori assoluti non esistono, quindi la proposta abluzione risulta quantomeno equivoca. Dove sono, chi li ha visti, nella terra di Platonia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;però,<br />
un&#8217;articolessa del genere senza neppure una parola di pietas per gli infoibati.&#8221;<br />
Giusto per precisare: la pietas era &#8220;quella di Enea&#8221;, nell&#8217;uso corrente della lingua italiana (devozione agli dèi, facciamo anche alla patria; ma non ha uno spettro di significato troppo ampio)<br />
&#8220;Il punto è, più semplicemente, che non esistono motivazioni che possano giustificare simili orrori e quelli come te cercano di trovarne esclusivamente per tentare di celare il loro furore ideologico.&#8221;<br />
E dov&#8217;è questo furore? La contestualizzazione è fondamentale per evitare di saltare di palo in frasca, e in questo caso sarebbe fondamentale per evitare la proliferazione di dilemmi morali, veri o fasulli. Quale morto valga di più&#8230;ad esempio. Non era di questo che si parlava.<br />
&#8220;Come diceva Montaigne &#8220;una vita umana è una vita umana&#8221;.&#8221;<br />
Salvo alcune osservazioni sul relativismo culturale tutta l&#8217;esistenza di Montaigne puzza di &#8220;conservazione&#8221; (ed è davvero un eufemismo).<br />
&#8220;Per parlare di valori assoluti, di vita e di morte, bisognerebbe prima sciacquarsi la bocca.&#8221;<br />
I valori assoluti non esistono, quindi la proposta abluzione risulta quantomeno equivoca. Dove sono, chi li ha visti, nella terra di Platonia?</p>
]]></content:encoded>
		
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