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	Commenti a: FUOCHI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Simone Regazzoni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113710</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Regazzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 14:44:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lady yoko.
Provo a metterla così: se pensiamo che le narrazioni (non entro nel tema di alto/basso, buona/cattiva letteratura perché mi interessa poco) siano parte essenziale della costituzione del nostro immaginario, e che l&#039;immaginario non sia semplicemente qualcosa che si aggiunge a una realtà già costitutita di per sé (solo D&#039;Avanzo e qualche filosofo sprovveduto crede nell&#039;esistenza dei puri &quot;fatti&quot;) ma un elemento che contribuice alla sua strutturazione, credo che, senza individuare nessi di causalità diretta (che peraltro talvolta non mancano), si può senza dubbio dire che la letteratura è uno dei fattori costituenti della realtà. Solo a questo punto credo sarbbe interessante provare a valutare quanto oggi tale &quot;potere costituente&quot; sia prerogativa, in particolare, della letteratura di genere o &quot;pop&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lady yoko.<br />
Provo a metterla così: se pensiamo che le narrazioni (non entro nel tema di alto/basso, buona/cattiva letteratura perché mi interessa poco) siano parte essenziale della costituzione del nostro immaginario, e che l&#8217;immaginario non sia semplicemente qualcosa che si aggiunge a una realtà già costitutita di per sé (solo D&#8217;Avanzo e qualche filosofo sprovveduto crede nell&#8217;esistenza dei puri &#8220;fatti&#8221;) ma un elemento che contribuice alla sua strutturazione, credo che, senza individuare nessi di causalità diretta (che peraltro talvolta non mancano), si può senza dubbio dire che la letteratura è uno dei fattori costituenti della realtà. Solo a questo punto credo sarbbe interessante provare a valutare quanto oggi tale &#8220;potere costituente&#8221; sia prerogativa, in particolare, della letteratura di genere o &#8220;pop&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113709</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 14:39:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Yoko, noto che spesso tu ribatti solo i punti in modo strumentale, parli di quelli che ti fanno comodo e ignori tranquillamente gli altri.
La citazione da Wiki, diceva anche che molti critici ritengono che il romanzo possa aver alimentato la causa abolizionista nel 1850...
Trovo divertente la sicurezza con cui commenti che quella di Lincoln fosse solo una battuta  vuota, ti trovavi lì accanto suppongo...
Non credi che ogni guerra veda sempre coinvolti sia ideali che cause strutturali politiche ed economiche?...
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Yoko, noto che spesso tu ribatti solo i punti in modo strumentale, parli di quelli che ti fanno comodo e ignori tranquillamente gli altri.<br />
La citazione da Wiki, diceva anche che molti critici ritengono che il romanzo possa aver alimentato la causa abolizionista nel 1850&#8230;<br />
Trovo divertente la sicurezza con cui commenti che quella di Lincoln fosse solo una battuta  vuota, ti trovavi lì accanto suppongo&#8230;<br />
Non credi che ogni guerra veda sempre coinvolti sia ideali che cause strutturali politiche ed economiche?&#8230;<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lady yoko		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113708</link>

		<dc:creator><![CDATA[lady yoko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 14:28:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Marotta
Quella di Di Lincoln è una battuta,la guerra civile americana scoppiò per ben altre cause molto più concrete e anche poco umanitarie.
@Regazzoni
Sulla &quot;portata&quot;.
Tutte le domande si possono porre,ci mancherebbe!
Quanto al resto,in ogni testo si posson ovviamente rintracciare &quot;valori&quot;di vario genere,positivi o negativi,l&#039;importante è che non si scivoli apertamente nel moralismo più scoperto ed ovvio,e comunque diffido sempre di una letteratura con intenti etici.
Non contesto quindi i vari aspetti con cui tu connoti quella che chiami &quot;portata etica&quot;,quanto che questa possa avere un&#039;incidenza concreta sulla realtà.(Tanto per restare alla famosa domanda.)
Non saremmo a questo punto....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marotta<br />
Quella di Di Lincoln è una battuta,la guerra civile americana scoppiò per ben altre cause molto più concrete e anche poco umanitarie.<br />
@Regazzoni<br />
Sulla &#8220;portata&#8221;.<br />
Tutte le domande si possono porre,ci mancherebbe!<br />
Quanto al resto,in ogni testo si posson ovviamente rintracciare &#8220;valori&#8221;di vario genere,positivi o negativi,l&#8217;importante è che non si scivoli apertamente nel moralismo più scoperto ed ovvio,e comunque diffido sempre di una letteratura con intenti etici.<br />
Non contesto quindi i vari aspetti con cui tu connoti quella che chiami &#8220;portata etica&#8221;,quanto che questa possa avere un&#8217;incidenza concreta sulla realtà.(Tanto per restare alla famosa domanda.)<br />
Non saremmo a questo punto&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113707</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 10:55:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Yoko è fuori tema il fatto di pesare &#039;La capanna dello zio Tom&#039; col movimento sui diritti civili. Come se qualcuno avesse detto che se non era per il Romanzo allora in U.S.A ci sarebbe la schiavitu&#039;.
cito comunque da Wikipedia per onor di verità (per quanto vale Wiki)
&#039;La capanna dello Zio Tom è stato il romanzo best-seller del XIX secolo e molti critici ritengono che esso possa aver alimentato la causa abolizionista del 1850. Nell’anno successivo alla sua pubblicazione, 300.000 copie del libro sono state vendute solo negli Stati Uniti. Il figlio dell&#039;autrice scrisse che quando Abraham Lincoln incontrò la Stowe all&#039;inizio della guerra civile americana dichiarò: &quot;Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra&quot; &#039;.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Yoko è fuori tema il fatto di pesare &#8216;La capanna dello zio Tom&#8217; col movimento sui diritti civili. Come se qualcuno avesse detto che se non era per il Romanzo allora in U.S.A ci sarebbe la schiavitu&#8217;.<br />
cito comunque da Wikipedia per onor di verità (per quanto vale Wiki)<br />
&#8216;La capanna dello Zio Tom è stato il romanzo best-seller del XIX secolo e molti critici ritengono che esso possa aver alimentato la causa abolizionista del 1850. Nell’anno successivo alla sua pubblicazione, 300.000 copie del libro sono state vendute solo negli Stati Uniti. Il figlio dell&#8217;autrice scrisse che quando Abraham Lincoln incontrò la Stowe all&#8217;inizio della guerra civile americana dichiarò: &#8220;Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra&#8221; &#8216;.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113706</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 09:23:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non capisco perché i due elementi di contenuto e forma non possano essere concepiti in modo più fluido.
Credo che fosse chiaro che i casi in cui un&#039;opera di narrativa potesse incidere nei tempi in senso morale siano delle eccezioni, se parliamo di grosse influenze.
Yoko come sempre mi sembra che leggi le cose in modo sempre un po&#039; estremo.
La domanda e la risposta erano molto semplici:
Loredana &quot;La letteratura può intervenire sul mondo dal punto di vista etico? Può denunciarne la corruzione?
Winslow “Certamente può, e lo testimonia l’effetto che La capanna dello zio Tom ha avuto sulla questione della schiavitù negli Stati Uniti. O a quello che ha Saviano nel suo paese. &quot;
Intervenire sul mondo non vuol dire che un testo sia l&#039;unico fattore di rivoluzione di un epoca o il fattore dominante, denunciare la corruzione è proprio uno degli ambiti della parola scritta, fino dall&#039;alba dei tempi.
Il tuo esempio sullo schiavismo e la capanna dello zio tom è decisamente fuori tema.
Anche gomorra non avrebbe avuto effetto se non ci fosse stato il lavoro della magistratura ad attaccare i clan, ma questo non toglie che il libro e il suo successo abbia attaccato la camorra a suo modo.
Influenzare l&#039;opinione pubblica e concentrare l&#039;attenzione su un tema in un dato momento è assolutamente un modo per intervenire sul mondo.
Continui, Yoko, a dire che qualcosa deve essere solo questo o solo quello come se la letteratura fosse un&#039;entità univoca. Letteratura è solo un termine per identificare un oceano di cose diverse tra loro e spesso in contraddizione e conflitto.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco perché i due elementi di contenuto e forma non possano essere concepiti in modo più fluido.<br />
Credo che fosse chiaro che i casi in cui un&#8217;opera di narrativa potesse incidere nei tempi in senso morale siano delle eccezioni, se parliamo di grosse influenze.<br />
Yoko come sempre mi sembra che leggi le cose in modo sempre un po&#8217; estremo.<br />
La domanda e la risposta erano molto semplici:<br />
Loredana &#8220;La letteratura può intervenire sul mondo dal punto di vista etico? Può denunciarne la corruzione?<br />
Winslow “Certamente può, e lo testimonia l’effetto che La capanna dello zio Tom ha avuto sulla questione della schiavitù negli Stati Uniti. O a quello che ha Saviano nel suo paese. &#8221;<br />
Intervenire sul mondo non vuol dire che un testo sia l&#8217;unico fattore di rivoluzione di un epoca o il fattore dominante, denunciare la corruzione è proprio uno degli ambiti della parola scritta, fino dall&#8217;alba dei tempi.<br />
Il tuo esempio sullo schiavismo e la capanna dello zio tom è decisamente fuori tema.<br />
Anche gomorra non avrebbe avuto effetto se non ci fosse stato il lavoro della magistratura ad attaccare i clan, ma questo non toglie che il libro e il suo successo abbia attaccato la camorra a suo modo.<br />
Influenzare l&#8217;opinione pubblica e concentrare l&#8217;attenzione su un tema in un dato momento è assolutamente un modo per intervenire sul mondo.<br />
Continui, Yoko, a dire che qualcosa deve essere solo questo o solo quello come se la letteratura fosse un&#8217;entità univoca. Letteratura è solo un termine per identificare un oceano di cose diverse tra loro e spesso in contraddizione e conflitto.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simone Regazzoni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113705</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Regazzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 09:22:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi scuso per la mancata firma del post precedente, era un eccesso di strutturalismo forse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso per la mancata firma del post precedente, era un eccesso di strutturalismo forse.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: deleted		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113704</link>

		<dc:creator><![CDATA[deleted]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 09:20:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lady yoko: hai indubbiamente ragione a stigmatizzare il rischio di una letteratura asservita ad altro: questo o quel messaggio educativo, morale, politico, religioso. Con le buone intenzioni, e i buoni sentimenti, si fa spesso cattiva letteratura. E lo stesso vale per il cinema: difficile negare che &quot;Il trionfo della volontà&quot; della Riefenstahl sia un capolavoro cinematografico. O che la fascinazione tarantiniana per un&#039;estetica della violenza senza troppe preocupazioni etiche non abbia prodotto film strepitosi. Sul fatto, poi, che l&#039; &quot;ethical criticism&quot; scada spesso nel ridicolo concordo in toto. Concordo anche su De Sade: una lettura meramente politica, come molti hanno dimostrato, è riduttiva e semplicistica. L&#039;eros messo in scena, dovremmo dire, è &quot;al di là dell&#039;etica&quot; (per usare una formula di Lévinas; certo, poi si può anche tirare in ballo la lettura di Lacan, ma fare di De Sade un autore profondamente etico a me sembra problematico): De Sade ci parla de lato distruttivo del godimento con sommo compiacimento. Compiacimento ben presente anche ne &quot;Le 120 giornate di Sodoma&quot; di Pasolini.
Detto questo, credo però occorra anche fare attenzione a non cancellare, a priori, la possibilità che la letteratura abbia una portata etica. Quando dico &quot;portata&quot; intendo molte cose: che un autore possa decidere che la questione dell&#039;etica debba avere un ruolo centrale nei suoi romanzi (senza che ciò significhi che ci sta facendo la morale); che un romanzo o più romanzi, in un certo contesto, e magari al di là delle intenzioni degli autori, possano avere effetti etici (ora inorridirai, ma credo che effetti di questo tipo la saga di Harry Potter li abbia avuti su un&#039;intera generazione di giovani lettori); che si possano elaborare a aprtire dalla letteratura riflessioni sull&#039;etica, e che si possano legittimamente porre agli autori domande circa il rapporto tra letteratura ed etica.
Se si eliminano certe ingenuità presenti sia nella critica contenutistica sia in certo fondamentalismo da primo strutturalismo (ormai scemato), credo che ci sia spazio per differenti prosettive di interrogazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lady yoko: hai indubbiamente ragione a stigmatizzare il rischio di una letteratura asservita ad altro: questo o quel messaggio educativo, morale, politico, religioso. Con le buone intenzioni, e i buoni sentimenti, si fa spesso cattiva letteratura. E lo stesso vale per il cinema: difficile negare che &#8220;Il trionfo della volontà&#8221; della Riefenstahl sia un capolavoro cinematografico. O che la fascinazione tarantiniana per un&#8217;estetica della violenza senza troppe preocupazioni etiche non abbia prodotto film strepitosi. Sul fatto, poi, che l&#8217; &#8220;ethical criticism&#8221; scada spesso nel ridicolo concordo in toto. Concordo anche su De Sade: una lettura meramente politica, come molti hanno dimostrato, è riduttiva e semplicistica. L&#8217;eros messo in scena, dovremmo dire, è &#8220;al di là dell&#8217;etica&#8221; (per usare una formula di Lévinas; certo, poi si può anche tirare in ballo la lettura di Lacan, ma fare di De Sade un autore profondamente etico a me sembra problematico): De Sade ci parla de lato distruttivo del godimento con sommo compiacimento. Compiacimento ben presente anche ne &#8220;Le 120 giornate di Sodoma&#8221; di Pasolini.<br />
Detto questo, credo però occorra anche fare attenzione a non cancellare, a priori, la possibilità che la letteratura abbia una portata etica. Quando dico &#8220;portata&#8221; intendo molte cose: che un autore possa decidere che la questione dell&#8217;etica debba avere un ruolo centrale nei suoi romanzi (senza che ciò significhi che ci sta facendo la morale); che un romanzo o più romanzi, in un certo contesto, e magari al di là delle intenzioni degli autori, possano avere effetti etici (ora inorridirai, ma credo che effetti di questo tipo la saga di Harry Potter li abbia avuti su un&#8217;intera generazione di giovani lettori); che si possano elaborare a aprtire dalla letteratura riflessioni sull&#8217;etica, e che si possano legittimamente porre agli autori domande circa il rapporto tra letteratura ed etica.<br />
Se si eliminano certe ingenuità presenti sia nella critica contenutistica sia in certo fondamentalismo da primo strutturalismo (ormai scemato), credo che ci sia spazio per differenti prosettive di interrogazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lady yoko		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113703</link>

		<dc:creator><![CDATA[lady yoko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 00:55:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Senza crogiolarsi nello strutturalismo,un testo letterario è comunque già  un fine per se stesso per la lingua,lo stile,la struttura,l&#039;intreccio... senza bisogno di messaggi educativi o d&#039;altro tipo.
Un approccio meramente contenutistico del testo è sempre fuorviante della qualità dell&#039;opera letteraria che è quel che conta.
Per quanto mi riguarda potrebbe pure contenere l&#039;elogio del male,se ben scritto.
Pare invece che da noi oggii si sia più attenti ai messaggi che alla qualità.
L&#039;autonomia della letteratura si è infatti affermata soprattutto come autonomia dall&#039;etica.
E certo ethical criticism americano che stigmatizza i romanzi della Austin per il ruolo subordinato delle donne o Proust per solipsismo,è ridicolo.
Quel che mi interessa di un&#039;opera ,più di cosa dice è come lo dice.
E&#039; un discorso generale scaturito dalla domanda a Wislow,non certo relativo alle sue opere che ,come ho già detto,non conosco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza crogiolarsi nello strutturalismo,un testo letterario è comunque già  un fine per se stesso per la lingua,lo stile,la struttura,l&#8217;intreccio&#8230; senza bisogno di messaggi educativi o d&#8217;altro tipo.<br />
Un approccio meramente contenutistico del testo è sempre fuorviante della qualità dell&#8217;opera letteraria che è quel che conta.<br />
Per quanto mi riguarda potrebbe pure contenere l&#8217;elogio del male,se ben scritto.<br />
Pare invece che da noi oggii si sia più attenti ai messaggi che alla qualità.<br />
L&#8217;autonomia della letteratura si è infatti affermata soprattutto come autonomia dall&#8217;etica.<br />
E certo ethical criticism americano che stigmatizza i romanzi della Austin per il ruolo subordinato delle donne o Proust per solipsismo,è ridicolo.<br />
Quel che mi interessa di un&#8217;opera ,più di cosa dice è come lo dice.<br />
E&#8217; un discorso generale scaturito dalla domanda a Wislow,non certo relativo alle sue opere che ,come ho già detto,non conosco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113702</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 22:15:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi sembra che Winslow lo dichiari nell&#039;intervista pubblicata qui sopra. Non si propone di educare le masse. Ma se riesce &quot;a portare l’attenzione del lettore su alcune questioni&quot;, tanto meglio. L&#039;etica è dappertutto. Dov&#039;è che non c&#039;è un bene e un male, un giusto e sbagliato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra che Winslow lo dichiari nell&#8217;intervista pubblicata qui sopra. Non si propone di educare le masse. Ma se riesce &#8220;a portare l’attenzione del lettore su alcune questioni&#8221;, tanto meglio. L&#8217;etica è dappertutto. Dov&#8217;è che non c&#8217;è un bene e un male, un giusto e sbagliato?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuochi-2/comment-page-1/#comment-113701</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 21:38:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4109#comment-113701</guid>

					<description><![CDATA[Credo che un libro possa intervenire sulla mentalità. E&#039; poi compito delle persone che recepiscono il messaggio intervenire sul mondo (e loro responsabilità decidere come farlo: un buon pezzo d&#039;arte è universale ed ambiguo, non è un dittatore di carta)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che un libro possa intervenire sulla mentalità. E&#8217; poi compito delle persone che recepiscono il messaggio intervenire sul mondo (e loro responsabilità decidere come farlo: un buon pezzo d&#8217;arte è universale ed ambiguo, non è un dittatore di carta)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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