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	Commenti a: FUORI FUOCO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: michele		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 18:50:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[legge Levi, stiamo al punto:
la legge non tutela i &quot;piccoli librai indipendenti&quot; , che saranno cmq in difficolta&#039; nel competere con le grandi catene editoriali (Feltrinelli, Mondadori,etc) e con il web, dove verra&#039; proposto mediamente lo  sconto  del 15%; tutela appunto  le grandi catene dalla concorrenza amazon e simili, che approffittando di un vuoto legislativo della precedente legge, e praticando una azione di dumping, e&#039; arrivata a fare uno sconto del 40%. comprando al 35% e vendendo sottocosto. sono generosi, vogliono aumentare i lettori i signori di amazon? No, vendono tanto altro e trattano il libro come prodotto civetta. perche il li libro , ci si ricordi, ha un prezzo imposto data la propria fiscalita&#039; agevolata. quindi la legge e&#039; stata approvata quando le grandi catene editoriali hanno visto scemare le proprie vendite; ricordiamoci che amazon, che non ha nemmeno un magazzino in Italia, e&#039; approdato nel bel paese a novembre 2010.dopo anni che se ne discuteva.
Sono d&#039;accordo la legge e&#039; debole perche&#039; non riforma il sistema, ma necessaria, cosi&#039; che tutti gli attori del mercato editoriale possano contare su regole uguali per tutti, poi uno i libri li compra dove vuole. altrimenti via il prezzo fisso, senza legge non ha senso. Importante: ultimamente i libri costano di piu&#039;, perche&#039; gli editori in origine hanno gonfiato i prezzi, sapendo di dover vendere a sconti sempre maggiori. Speriamo che adesso con la legge i prezzi possano scendere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>legge Levi, stiamo al punto:<br />
la legge non tutela i &#8220;piccoli librai indipendenti&#8221; , che saranno cmq in difficolta&#8217; nel competere con le grandi catene editoriali (Feltrinelli, Mondadori,etc) e con il web, dove verra&#8217; proposto mediamente lo  sconto  del 15%; tutela appunto  le grandi catene dalla concorrenza amazon e simili, che approffittando di un vuoto legislativo della precedente legge, e praticando una azione di dumping, e&#8217; arrivata a fare uno sconto del 40%. comprando al 35% e vendendo sottocosto. sono generosi, vogliono aumentare i lettori i signori di amazon? No, vendono tanto altro e trattano il libro come prodotto civetta. perche il li libro , ci si ricordi, ha un prezzo imposto data la propria fiscalita&#8217; agevolata. quindi la legge e&#8217; stata approvata quando le grandi catene editoriali hanno visto scemare le proprie vendite; ricordiamoci che amazon, che non ha nemmeno un magazzino in Italia, e&#8217; approdato nel bel paese a novembre 2010.dopo anni che se ne discuteva.<br />
Sono d&#8217;accordo la legge e&#8217; debole perche&#8217; non riforma il sistema, ma necessaria, cosi&#8217; che tutti gli attori del mercato editoriale possano contare su regole uguali per tutti, poi uno i libri li compra dove vuole. altrimenti via il prezzo fisso, senza legge non ha senso. Importante: ultimamente i libri costano di piu&#8217;, perche&#8217; gli editori in origine hanno gonfiato i prezzi, sapendo di dover vendere a sconti sempre maggiori. Speriamo che adesso con la legge i prezzi possano scendere.</p>
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		Di: M.T.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121389</link>

		<dc:creator><![CDATA[M.T.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 09:59:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;errore di questa legge è che è stata fatta per favorire gli interessi delle case editrici appartenenti a una persona che sta al governo, voluta per danneggiare la concorrenza ed effettuare ricavi maggiori per pagare le spese dovute a una famosa sentenza che l&#039;ha condannato.
Poi ci sono altri problemi, certo. In primis che in Italia le persone leggono poco (e male, c&#039;è anche da aggiungere). Poi i costi dei libri (pagare venti euro libri di duecento pagine quando per lo stesso prezzo si vendono quelli di mille è quantomeno strano). Solo per citarne alcuni, ma tutto è concatenato e fa parte di un meccanismo che si sta mostrando il fianco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;errore di questa legge è che è stata fatta per favorire gli interessi delle case editrici appartenenti a una persona che sta al governo, voluta per danneggiare la concorrenza ed effettuare ricavi maggiori per pagare le spese dovute a una famosa sentenza che l&#8217;ha condannato.<br />
Poi ci sono altri problemi, certo. In primis che in Italia le persone leggono poco (e male, c&#8217;è anche da aggiungere). Poi i costi dei libri (pagare venti euro libri di duecento pagine quando per lo stesso prezzo si vendono quelli di mille è quantomeno strano). Solo per citarne alcuni, ma tutto è concatenato e fa parte di un meccanismo che si sta mostrando il fianco.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121388</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 17:03:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo Massimo. Infatti non si capisce come mai tu ti ostini a frequentare quella che hai definito, commenti fa, una bieca &quot;tana di amazzoni&quot;. Il web è grande. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo Massimo. Infatti non si capisce come mai tu ti ostini a frequentare quella che hai definito, commenti fa, una bieca &#8220;tana di amazzoni&#8221;. Il web è grande. 🙂</p>
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		Di: Massimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121387</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 16:58:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma ci voleva Manchette (grandissimo noirista, peraltro) per capire una roba che è sotto gli occhi di tutti?
L&#039;ennesima analisi che lascia il tempo che trova. Non ci sono soluzioni in una società che non lascia alternative: solo qualche rattoppo e molta malafede o cattiva (in)coscienza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma ci voleva Manchette (grandissimo noirista, peraltro) per capire una roba che è sotto gli occhi di tutti?<br />
L&#8217;ennesima analisi che lascia il tempo che trova. Non ci sono soluzioni in una società che non lascia alternative: solo qualche rattoppo e molta malafede o cattiva (in)coscienza &#8230;</p>
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		Di: Baldrus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121386</link>

		<dc:creator><![CDATA[Baldrus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 07:18:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana, nessuna ironia, non so perché sia filtrato questo aspetto. La tua frase mi trova concorde al 100 X 100, forse sono i miei argomenti a sembrare così paradossali da risultare ironici.
Mi scuso per la digressione, ma incollo qui una riflessione di Jean Patrick Manchette: &quot;Il dominio del Male è sociale e politico. Il potere sociale e politico è in mano a delinquenti. Più precisamente, capitalisti senza scrupoli, alleati o identici ai gangster delle organizzazioni criminali, hanno assoldato politici, giornalisti e altri ideologi, come pure magistrati e poliziotti, senza dimenticare i sicari. Così avviene ovunque: questa gente, divisa in clan, lotta con ogni mezzo per accaparrarsi mercati e profitti. Si riconosce qui un&#039;immagine grossomodo analoga a quella che la critica rivoluzionaria ha della società capitalistica in genere. È lampante...&quot;
Come ho scritto (senza ironia purtroppo), è illusorio pensare a un miglioramento della società capitalista. Sarebbe contronatura. Il capitalismo se è messo alle strette scatena guerre mondiali, colpi di stato, genocidi. Penso veramente che se non riusciremo a ragionare in termini comunisti (diciamo socialisti, che è meno minaccioso) ci aspetta l&#039;abisso. E la letteratura è parte del problema, per cui non credo che si possa riformare l&#039;attuale assetto. Solo superarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana, nessuna ironia, non so perché sia filtrato questo aspetto. La tua frase mi trova concorde al 100 X 100, forse sono i miei argomenti a sembrare così paradossali da risultare ironici.<br />
Mi scuso per la digressione, ma incollo qui una riflessione di Jean Patrick Manchette: &#8220;Il dominio del Male è sociale e politico. Il potere sociale e politico è in mano a delinquenti. Più precisamente, capitalisti senza scrupoli, alleati o identici ai gangster delle organizzazioni criminali, hanno assoldato politici, giornalisti e altri ideologi, come pure magistrati e poliziotti, senza dimenticare i sicari. Così avviene ovunque: questa gente, divisa in clan, lotta con ogni mezzo per accaparrarsi mercati e profitti. Si riconosce qui un&#8217;immagine grossomodo analoga a quella che la critica rivoluzionaria ha della società capitalistica in genere. È lampante&#8230;&#8221;<br />
Come ho scritto (senza ironia purtroppo), è illusorio pensare a un miglioramento della società capitalista. Sarebbe contronatura. Il capitalismo se è messo alle strette scatena guerre mondiali, colpi di stato, genocidi. Penso veramente che se non riusciremo a ragionare in termini comunisti (diciamo socialisti, che è meno minaccioso) ci aspetta l&#8217;abisso. E la letteratura è parte del problema, per cui non credo che si possa riformare l&#8217;attuale assetto. Solo superarlo.</p>
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		Di: Lector		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121385</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lector]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 20:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un plauso a Consulente: ha dimostrato in pieno che il post è vero e che questo paese, non solo di lettori, è nei guai serissimi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un plauso a Consulente: ha dimostrato in pieno che il post è vero e che questo paese, non solo di lettori, è nei guai serissimi.</p>
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		<title>
		Di: Consulente		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121384</link>

		<dc:creator><![CDATA[Consulente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 17:17:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema dei &quot;costi&quot; non è questione di sconti o di fabbriche di autori, ma la conseguenza della logica perversa del ricatto a cascata e del prezzo, demenziale, di copertina. Al vertice del &quot;sistema demenziale&quot;, ci stanno i distributori, seguiti da librai e editori, poi troviamo la &quot;casta&quot; dei traduttori, e infine gli autori, plebe pullulante di sfigati, i quali non potendo &quot;farla&quot; ad alcuno, si sentono in dovere di insultarsi fra loro o di insultare i lettori, perdendo tempo prezioso (per pensare) nell&#039;aderire a ridicole petizioni e a correnti &quot;artistiche&quot; (grottesche e sempre più improbabili), o nello stilare manifesti (ridicoli). Gli autori italiani contemporanei, questi sommi commedianti che non sono neppure in grado di tutelare se stessi e la propria intelligenza, credono che sia più importante, cioè più facile, produrre per la &quot;clientela&quot; che per i Lettori Accaniti Speciali (d&#039;altronde, gliel&#039;hanno fatto credere). L&#039;autore (e il redattore) rinuncia a far leggere le sue somme cagate a chi puo&#039;rallegrarlo con un &quot;però sai scrivere&quot; o &quot;però è bella la storia&quot;, perchè rinuncia di principio a Scrivere.
Il sistema è oliato per bene da una corporazione-associazione di ex funzionari dell&#039;agenzia delle entrate che del mercato libraio sa solo quanto gliene viene in tasca: ha sede a Roma-Babilonia, è inutile e anacronistica e si occupa di tutto tranne di quello di cui dovrebbe occuparsi. Risultati: gli &quot;autori&quot; sono talmente depressi che non sanno più dove sbattere la testa, e il loro 5-8%, ma più spesso 5%, dei diritti (chi parlava di 10?), basta soltanto per procurarsi i funghetti allucinogeni che, insieme alle insulse ruffianate di qualche critico pagato in segreto o quelle, dovute o no, di un amico, li aiutano appena a sostenere una vità artistica senza senso e missione (parlo dei romanzieri contemporanei italiani). I redattori hanno uno stipendio adeguato e si capisce perché anche loro si adeguino con astuzia alle regole di questo circolo infernale; ma gli editori (cioè gli imprenditori) e dunque le maggiori librerie, dimostrano di non capire una cippa di &quot;logiche di mercato&quot;. I critici, invece, o stanno a novanta, o stanno fin troppo diritti (per difendere l&#039;intellettualità, cioè il proprio acume). La cigliegina sulla torta è l&#039;azione dei governi: al posto di tutelare gli autori e i lettori, e quindi l&#039;indotto, vincolano uno strumento (sorpassabile) a una serie di leggi infinite, e quindi favoriscono il più forte, il più ricco e il più scemo, fregandosene sia dell&#039;autore che del lettore accanito. Eppure, non ci vuole tanto a sopprimere i &quot;finanziamenti&quot; e gli sconti sull&#039;Iva (poi vediamo se le rese superano il 50%),  e consegnare i soldi a me, il Lettore, e all&#039;Autore, tutelando le sue già scarse facoltà mentali e la sua pessima salute, mandandolo in vacanza (senza internet) in svizzera, in inghilterra, o in costarica, con qualche borsa di &quot;studio&quot; per scrittori falliti.
Librerie. Esempio classico. Vorrei comprare un romanzo perniciosissimo, e dunque decido di andare al tipico franchendising sotto casa. &quot;Libraio&quot;: &quot;non esiste. Però, ecco, ti interessa un contratto...&quot;. Ok, pacca sulla spalla, me ne vado. Cammino cammino e giungo alla modesta vetrina della tipica libreria semi-indipendente vicino alla stazione. Entro. Chiedo. Lo sguardo: &quot;Oddio ma è editato da Marcos y Marcos. Sei sicuro che vuoi ordinarlo?&quot;. Vabbè, no grazie. Cammmino cammino con seguendo il percorso di g.maps e finalmente trovo la tipica libreria indipendente invisibile in un seminterrato di Chinatown. Anche qui, sanno di cosa parlo, anzi sanno di più: &quot;Vade Retro, Walker Percy. Tradizione oscurantista. Ecco, purificati con Weil&quot; ... Ebbene, io questa la chiamo &quot;logica della stupidità&quot;, cioè &quot;illogica degli stupidi&quot;. Se fosse davvero &quot;logica di mercato&quot;, perchè io, Lettore Accanito Speciale, esisto e non trovo mercato?
Mi sento di rappresentare i miei omologhi indipendenti e dipendenti, gli unici veri Lettori Accaniti Speciali. A noialtri non gliene fotte una cippa di correnti, pseudo-problemi sociali creati dai guerrieri del male (le veline), stronzaggini decostruttiviste e/o strutturaliste neoavanguardiste, disfunzioni ideologiche. Ce ne fottiamo dell&#039;ultima questione &quot;semiolotica&quot; scoppiata su Carmilla, grazie a qualche Ming (apro un loro libro a caso: &quot;la puzza di merda era sempre la stessa&quot;, lo chiudo, ci siamo capiti). Noi non li compriamo lo stesso i libri di merda. Siamo indipendenti, dipendenti soltanto dalla roba speciale. Se ce la danno tagliata male, cambiamo pusher, e se non esistono pusher legali per i nostri gusti, ci arrangiamo come possiamo. La logica di mercato è l&#039;ultimo stadio, l&#039;ultimo appiglio: meglio tagliata male che niente. Nel qual caso, preferiamo l&#039;esotico. Entriamo in una libreria turandoci il naso, mentre lo sguardo del tandem promiscuo Stella e Rizzo ci iberna il coppino, e cerchiamo Simenon, per orientarci. Ci riconoscono tutti, perchè alle volte, quando ci sentiamo più forti, alziamo la testa e prendiamo a insultare tutti gli autori in vetrina, tranne i bestseller stranieri (meno male che esistono),  per esorcizzare le nostre fobie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema dei &#8220;costi&#8221; non è questione di sconti o di fabbriche di autori, ma la conseguenza della logica perversa del ricatto a cascata e del prezzo, demenziale, di copertina. Al vertice del &#8220;sistema demenziale&#8221;, ci stanno i distributori, seguiti da librai e editori, poi troviamo la &#8220;casta&#8221; dei traduttori, e infine gli autori, plebe pullulante di sfigati, i quali non potendo &#8220;farla&#8221; ad alcuno, si sentono in dovere di insultarsi fra loro o di insultare i lettori, perdendo tempo prezioso (per pensare) nell&#8217;aderire a ridicole petizioni e a correnti &#8220;artistiche&#8221; (grottesche e sempre più improbabili), o nello stilare manifesti (ridicoli). Gli autori italiani contemporanei, questi sommi commedianti che non sono neppure in grado di tutelare se stessi e la propria intelligenza, credono che sia più importante, cioè più facile, produrre per la &#8220;clientela&#8221; che per i Lettori Accaniti Speciali (d&#8217;altronde, gliel&#8217;hanno fatto credere). L&#8217;autore (e il redattore) rinuncia a far leggere le sue somme cagate a chi puo&#8217;rallegrarlo con un &#8220;però sai scrivere&#8221; o &#8220;però è bella la storia&#8221;, perchè rinuncia di principio a Scrivere.<br />
Il sistema è oliato per bene da una corporazione-associazione di ex funzionari dell&#8217;agenzia delle entrate che del mercato libraio sa solo quanto gliene viene in tasca: ha sede a Roma-Babilonia, è inutile e anacronistica e si occupa di tutto tranne di quello di cui dovrebbe occuparsi. Risultati: gli &#8220;autori&#8221; sono talmente depressi che non sanno più dove sbattere la testa, e il loro 5-8%, ma più spesso 5%, dei diritti (chi parlava di 10?), basta soltanto per procurarsi i funghetti allucinogeni che, insieme alle insulse ruffianate di qualche critico pagato in segreto o quelle, dovute o no, di un amico, li aiutano appena a sostenere una vità artistica senza senso e missione (parlo dei romanzieri contemporanei italiani). I redattori hanno uno stipendio adeguato e si capisce perché anche loro si adeguino con astuzia alle regole di questo circolo infernale; ma gli editori (cioè gli imprenditori) e dunque le maggiori librerie, dimostrano di non capire una cippa di &#8220;logiche di mercato&#8221;. I critici, invece, o stanno a novanta, o stanno fin troppo diritti (per difendere l&#8217;intellettualità, cioè il proprio acume). La cigliegina sulla torta è l&#8217;azione dei governi: al posto di tutelare gli autori e i lettori, e quindi l&#8217;indotto, vincolano uno strumento (sorpassabile) a una serie di leggi infinite, e quindi favoriscono il più forte, il più ricco e il più scemo, fregandosene sia dell&#8217;autore che del lettore accanito. Eppure, non ci vuole tanto a sopprimere i &#8220;finanziamenti&#8221; e gli sconti sull&#8217;Iva (poi vediamo se le rese superano il 50%),  e consegnare i soldi a me, il Lettore, e all&#8217;Autore, tutelando le sue già scarse facoltà mentali e la sua pessima salute, mandandolo in vacanza (senza internet) in svizzera, in inghilterra, o in costarica, con qualche borsa di &#8220;studio&#8221; per scrittori falliti.<br />
Librerie. Esempio classico. Vorrei comprare un romanzo perniciosissimo, e dunque decido di andare al tipico franchendising sotto casa. &#8220;Libraio&#8221;: &#8220;non esiste. Però, ecco, ti interessa un contratto&#8230;&#8221;. Ok, pacca sulla spalla, me ne vado. Cammino cammino e giungo alla modesta vetrina della tipica libreria semi-indipendente vicino alla stazione. Entro. Chiedo. Lo sguardo: &#8220;Oddio ma è editato da Marcos y Marcos. Sei sicuro che vuoi ordinarlo?&#8221;. Vabbè, no grazie. Cammmino cammino con seguendo il percorso di g.maps e finalmente trovo la tipica libreria indipendente invisibile in un seminterrato di Chinatown. Anche qui, sanno di cosa parlo, anzi sanno di più: &#8220;Vade Retro, Walker Percy. Tradizione oscurantista. Ecco, purificati con Weil&#8221; &#8230; Ebbene, io questa la chiamo &#8220;logica della stupidità&#8221;, cioè &#8220;illogica degli stupidi&#8221;. Se fosse davvero &#8220;logica di mercato&#8221;, perchè io, Lettore Accanito Speciale, esisto e non trovo mercato?<br />
Mi sento di rappresentare i miei omologhi indipendenti e dipendenti, gli unici veri Lettori Accaniti Speciali. A noialtri non gliene fotte una cippa di correnti, pseudo-problemi sociali creati dai guerrieri del male (le veline), stronzaggini decostruttiviste e/o strutturaliste neoavanguardiste, disfunzioni ideologiche. Ce ne fottiamo dell&#8217;ultima questione &#8220;semiolotica&#8221; scoppiata su Carmilla, grazie a qualche Ming (apro un loro libro a caso: &#8220;la puzza di merda era sempre la stessa&#8221;, lo chiudo, ci siamo capiti). Noi non li compriamo lo stesso i libri di merda. Siamo indipendenti, dipendenti soltanto dalla roba speciale. Se ce la danno tagliata male, cambiamo pusher, e se non esistono pusher legali per i nostri gusti, ci arrangiamo come possiamo. La logica di mercato è l&#8217;ultimo stadio, l&#8217;ultimo appiglio: meglio tagliata male che niente. Nel qual caso, preferiamo l&#8217;esotico. Entriamo in una libreria turandoci il naso, mentre lo sguardo del tandem promiscuo Stella e Rizzo ci iberna il coppino, e cerchiamo Simenon, per orientarci. Ci riconoscono tutti, perchè alle volte, quando ci sentiamo più forti, alziamo la testa e prendiamo a insultare tutti gli autori in vetrina, tranne i bestseller stranieri (meno male che esistono),  per esorcizzare le nostre fobie.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121383</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 14:54:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Baldrus, per mio limite non comprendo l&#039;eventuale ironia del commento. Mi limito a dire che il mondo letterario è, attualmente, a un empasse, come il resto del paese, e che non è pensabile, sempre a mio modesto parere, isolare un solo aspetto della questione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Baldrus, per mio limite non comprendo l&#8217;eventuale ironia del commento. Mi limito a dire che il mondo letterario è, attualmente, a un empasse, come il resto del paese, e che non è pensabile, sempre a mio modesto parere, isolare un solo aspetto della questione.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Consulente		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121382</link>

		<dc:creator><![CDATA[Consulente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 14:24:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema è che gli italiani &quot;non leggono&quot;... E di chi sarebbe la colpa, se non di mamma-scuola di stato? Insegnanti in graduatoria, insegnanti che non conoscono le materie che insegnano (scuola primaria), assenza di biblioteche scolastiche, egualitarismo insulso, mostruosismi pedagogici (pedagogia: l&#039;unica materia largamente diffusa e compresa tra gli insegnanti) che si riflettono sulle letture consigliate alle scuole elementari e qualche volta anche alle medie; libri di testo orrendi e lacunosi. I bambini e i ragazzi vengono sistematicamente sottovalutati, eccetto che per le loro peggiori capacità: quelle di ingannare, di mentire, di fare male agli altri. I bambini e i ragazzi, in questa logica, sarebbero vasi di coccio da riempire con &quot;valori&quot; non meglio specificati. Questo è un prodotto della retorica sull&#039;alfabetismo, del pedagogismo? Non lo so. E&#039;chiaro, però, che il bambino che legge (non quello che sa farlo, ma quello che vuole farlo) è da considerarsi un miracolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è che gli italiani &#8220;non leggono&#8221;&#8230; E di chi sarebbe la colpa, se non di mamma-scuola di stato? Insegnanti in graduatoria, insegnanti che non conoscono le materie che insegnano (scuola primaria), assenza di biblioteche scolastiche, egualitarismo insulso, mostruosismi pedagogici (pedagogia: l&#8217;unica materia largamente diffusa e compresa tra gli insegnanti) che si riflettono sulle letture consigliate alle scuole elementari e qualche volta anche alle medie; libri di testo orrendi e lacunosi. I bambini e i ragazzi vengono sistematicamente sottovalutati, eccetto che per le loro peggiori capacità: quelle di ingannare, di mentire, di fare male agli altri. I bambini e i ragazzi, in questa logica, sarebbero vasi di coccio da riempire con &#8220;valori&#8221; non meglio specificati. Questo è un prodotto della retorica sull&#8217;alfabetismo, del pedagogismo? Non lo so. E&#8217;chiaro, però, che il bambino che legge (non quello che sa farlo, ma quello che vuole farlo) è da considerarsi un miracolo.</p>
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		Di: Baldrus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/fuori-fuoco/comment-page-1/#comment-121381</link>

		<dc:creator><![CDATA[Baldrus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 12:42:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Il piccolo mondo editoriale italiano non è che lo specchio di quello che avviene nella società”. Come spesso accade nelle affermazioni semplici si nasconde la grande verità. Inutile sperare in un capitalismo etico, la vita può migliorare solo se si accetta di scegliere una nuova forma di società comunista, dove i consumi non siamo finalizzati al mantenimento del sistema e del profitto ma siano il soddisfacimento di esigenze più o meno primarie. Così è inutile sperare in un mercato editoriale equo, la letteratura può migliorare solo se si accetta di scegliere una nuova forma di scrittura comunista, dove per esempio il nome dell’autore passa in secondo piano, e con lui tutte le caste verrebbero polverizzate.
Ma cosa significa letteratura comunista? Si potrà rispondere quando avremo il coraggio di riflettere sulla società comunista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il piccolo mondo editoriale italiano non è che lo specchio di quello che avviene nella società”. Come spesso accade nelle affermazioni semplici si nasconde la grande verità. Inutile sperare in un capitalismo etico, la vita può migliorare solo se si accetta di scegliere una nuova forma di società comunista, dove i consumi non siamo finalizzati al mantenimento del sistema e del profitto ma siano il soddisfacimento di esigenze più o meno primarie. Così è inutile sperare in un mercato editoriale equo, la letteratura può migliorare solo se si accetta di scegliere una nuova forma di scrittura comunista, dove per esempio il nome dell’autore passa in secondo piano, e con lui tutte le caste verrebbero polverizzate.<br />
Ma cosa significa letteratura comunista? Si potrà rispondere quando avremo il coraggio di riflettere sulla società comunista.</p>
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