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	Commenti a: GABBIE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Raul Montanari		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 20:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I cavalieri del post-noir!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I cavalieri del post-noir!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: grazia verasani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[grazia verasani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 16:55:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sottoscrivo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sottoscrivo!</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 08:27:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehi, Nic, grazie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ehi, Nic, grazie!</p>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 23:38:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bravo, Nicola!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo, Nicola!</p>
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		<title>
		Di: Nicola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gabbie/comment-page-1/#comment-102507</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 15:21:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, è la prima volta che vengo qui. io non conosco Montanari, mi perdoni. a dir la verità non leggo libri di genere (e qui montanari ha ragione. non l&#039;ho mai letto per un pregiudizio che ho sui gialli). non ho mai letto un giallo di Biondillo. Solo che ho letto il suo libro Metropoli per principianti, per lavoro, e ne sono rimasto folgorato.
Ora ho comprato il suo nuovo romanzo, l&#039;ho iniziato ieri e mi sta lasciando senza fiato. Non so che genere sia. A me pare letteratura e basta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, è la prima volta che vengo qui. io non conosco Montanari, mi perdoni. a dir la verità non leggo libri di genere (e qui montanari ha ragione. non l&#8217;ho mai letto per un pregiudizio che ho sui gialli). non ho mai letto un giallo di Biondillo. Solo che ho letto il suo libro Metropoli per principianti, per lavoro, e ne sono rimasto folgorato.<br />
Ora ho comprato il suo nuovo romanzo, l&#8217;ho iniziato ieri e mi sta lasciando senza fiato. Non so che genere sia. A me pare letteratura e basta.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gabbie/comment-page-1/#comment-102506</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:54:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per &#039;impegno a lunga gittata&#039; mi riferivo a una politica editoriale più lingimirante ed intelligente. Un po&#039; quello che dice Loredana nel suo post di oggi.
Io ho come l&#039;impressione che tra lettori e scrittori ci sia, o comunque ci potrebbe essere, un&#039;alleanza molto più profonda di quello che appare o che si vuole fare apparire.
In fondo né tu scrittore, né io lettrice ci riconosciamo nelle etichette che ci hanno cucito addosso.
(non ti sarà di grande conforto, ma io non ti ho mai percepito come autore  noir e basta. Leggo ogni libro come se fosse il primo, indipendentemente dalle fascette editoriali e dai giudizi dei critici. E ti posso dire che molti lettori che conosco lo fanno).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per &#8216;impegno a lunga gittata&#8217; mi riferivo a una politica editoriale più lingimirante ed intelligente. Un po&#8217; quello che dice Loredana nel suo post di oggi.<br />
Io ho come l&#8217;impressione che tra lettori e scrittori ci sia, o comunque ci potrebbe essere, un&#8217;alleanza molto più profonda di quello che appare o che si vuole fare apparire.<br />
In fondo né tu scrittore, né io lettrice ci riconosciamo nelle etichette che ci hanno cucito addosso.<br />
(non ti sarà di grande conforto, ma io non ti ho mai percepito come autore  noir e basta. Leggo ogni libro come se fosse il primo, indipendentemente dalle fascette editoriali e dai giudizi dei critici. E ti posso dire che molti lettori che conosco lo fanno).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Alessandra C		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gabbie/comment-page-1/#comment-102505</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandra C]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:45:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raul prima di tutto, scusa.
Detto questo tu non ti scrollerai, mai,  l&#039;etichetta di autore noir, ma cerca di capire che altri autori non riusciranno, mai, a uscire dalle gabbie dei generi, sottogeneri e pseudo generi proposti, ciglicamente, in varie forme.
Personalmente non mi sembra opportuno per ribadire di non essere un autore di genere crearne un altro, anche se si trattava di una provocazione.
Magari sto sbagliando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raul prima di tutto, scusa.<br />
Detto questo tu non ti scrollerai, mai,  l&#8217;etichetta di autore noir, ma cerca di capire che altri autori non riusciranno, mai, a uscire dalle gabbie dei generi, sottogeneri e pseudo generi proposti, ciglicamente, in varie forme.<br />
Personalmente non mi sembra opportuno per ribadire di non essere un autore di genere crearne un altro, anche se si trattava di una provocazione.<br />
Magari sto sbagliando.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gabbie/comment-page-1/#comment-102504</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:19:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo, Valeria. Però dovresti spiegarmi in cosa consiste questo investimento a lunga gittata. Se sono qui a dirvi che è da una vita che cerco - con il mio lavoro letterario a tutto campo - di togliermi questa targa dal cofano e me la trovo regolarmente appiccicata!
Per quanto riguarda le vendite il discorso è semplicissimo: a me questa storia del noir ha fatto solo danno.
Anzitutto perché, come sa chiunque abbia studiato quel minimo di marketing, è sbagliatissimo promettere qualcosa che il prodotto non mantiene. Ogni volta che un  vero appassionato di letteratura poliziesca, tratto in inganno dalla targa, compra un mio libro aspettandosi di trovare cadaveri a go-go, io subisco un danno incalcolabile; perché quel lettore sarà deluso dal mio libro, non ne acquisterà un altro e innescherà un passaparola negativo.
Altro danno: il mio libro viene scartato a priori da un certo pubblico, soprattutto femminile, che sarebbe invece molto interessato al tipo di romanzo psicologico che faccio.
Terzo, ma non ultimo: faccio fatica ad avere il tipo di recensioni LETTERARIE che sarebbero le più adatte a quello che scrivo; non posso pensare di vincere i concorsi LETTERARI che sarebbero pure loro i più adatti e che non a caso vincevo all&#039;inizio, prima dell&#039;immatricolazione.
Questa situazione personale è, lo ripeto, condivisa in notevole misura da parecchi altri autori e titoli.
Aggiungo, per congedarmi, un ultimo elemento: che mentre Grazia Verasani e Gianni Biondillo hanno acquistato popolarità come autori proprio con i loro libri noir con investigatore seriale, il che dà un minimo di giustificazione all&#039;etichetta, io l&#039;investigatore seriale non l&#039;ho mai messo perché per me la vita quotidiana di un impiegato delle poste è molto più interessante di quella di un commissario. Quindi nel mio caso questa insistenza è particolarmente insensata - il che non vuol dire che Gianni non abbia ragione a far notare che i suoi ultimi quattro (quattro!) libri non sono libri noir... tre, addirittura, non sono nemmeno romanzi.
Ciao davvero a tutti, grazie per l&#039;attenzione e un bacio a Loredana.
r]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, Valeria. Però dovresti spiegarmi in cosa consiste questo investimento a lunga gittata. Se sono qui a dirvi che è da una vita che cerco &#8211; con il mio lavoro letterario a tutto campo &#8211; di togliermi questa targa dal cofano e me la trovo regolarmente appiccicata!<br />
Per quanto riguarda le vendite il discorso è semplicissimo: a me questa storia del noir ha fatto solo danno.<br />
Anzitutto perché, come sa chiunque abbia studiato quel minimo di marketing, è sbagliatissimo promettere qualcosa che il prodotto non mantiene. Ogni volta che un  vero appassionato di letteratura poliziesca, tratto in inganno dalla targa, compra un mio libro aspettandosi di trovare cadaveri a go-go, io subisco un danno incalcolabile; perché quel lettore sarà deluso dal mio libro, non ne acquisterà un altro e innescherà un passaparola negativo.<br />
Altro danno: il mio libro viene scartato a priori da un certo pubblico, soprattutto femminile, che sarebbe invece molto interessato al tipo di romanzo psicologico che faccio.<br />
Terzo, ma non ultimo: faccio fatica ad avere il tipo di recensioni LETTERARIE che sarebbero le più adatte a quello che scrivo; non posso pensare di vincere i concorsi LETTERARI che sarebbero pure loro i più adatti e che non a caso vincevo all&#8217;inizio, prima dell&#8217;immatricolazione.<br />
Questa situazione personale è, lo ripeto, condivisa in notevole misura da parecchi altri autori e titoli.<br />
Aggiungo, per congedarmi, un ultimo elemento: che mentre Grazia Verasani e Gianni Biondillo hanno acquistato popolarità come autori proprio con i loro libri noir con investigatore seriale, il che dà un minimo di giustificazione all&#8217;etichetta, io l&#8217;investigatore seriale non l&#8217;ho mai messo perché per me la vita quotidiana di un impiegato delle poste è molto più interessante di quella di un commissario. Quindi nel mio caso questa insistenza è particolarmente insensata &#8211; il che non vuol dire che Gianni non abbia ragione a far notare che i suoi ultimi quattro (quattro!) libri non sono libri noir&#8230; tre, addirittura, non sono nemmeno romanzi.<br />
Ciao davvero a tutti, grazie per l&#8217;attenzione e un bacio a Loredana.<br />
r</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gabbie/comment-page-1/#comment-102503</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 07:57:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Insomma, la scimmia non si può uccidere e dalla gabbia non si può scappare. Guarda, Montanari (mi viene meglio il cognome, ti conosco così) come lettrice sono molto solidale con te, ma ti devo anche dire che quando scelgo o leggo un libro il genere è l&#039;ultima della mie preoccupazioni.
C&#039;è, è vero, una pigrizia che contagia un po&#039; tutti gli anelli della catena (e non mi pare che siano i lettori i più pigri), ma - proprio per questo - a che serve un sottogenere?
Non sarebbe meglio, come dice Loredana, tentare di smuovere quella pigrizia? Magari sarebbe un investimento a più lunga gittata, perché poi questa inerzia non mi pare che  porti - alla resa dei conti - a grandi risultati commerciali. Visto che,  in soldoni, al di là dei grandi discorsi di critica, estetica, etica ecc. ecc. ecc. ,  è questo l&#039;obiettivo degli editori: ti marchio un libro come noir, ti nascondo che è un libro di racconti, ci metto sopra una copertina che acchiappa, lo faccio  passare in tv e, alla fine,  qualche copia in più  riesco a venderla.
Contenti loro.
Questo almeno è il mio punto di vista da scontenta lettrice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma, la scimmia non si può uccidere e dalla gabbia non si può scappare. Guarda, Montanari (mi viene meglio il cognome, ti conosco così) come lettrice sono molto solidale con te, ma ti devo anche dire che quando scelgo o leggo un libro il genere è l&#8217;ultima della mie preoccupazioni.<br />
C&#8217;è, è vero, una pigrizia che contagia un po&#8217; tutti gli anelli della catena (e non mi pare che siano i lettori i più pigri), ma &#8211; proprio per questo &#8211; a che serve un sottogenere?<br />
Non sarebbe meglio, come dice Loredana, tentare di smuovere quella pigrizia? Magari sarebbe un investimento a più lunga gittata, perché poi questa inerzia non mi pare che  porti &#8211; alla resa dei conti &#8211; a grandi risultati commerciali. Visto che,  in soldoni, al di là dei grandi discorsi di critica, estetica, etica ecc. ecc. ecc. ,  è questo l&#8217;obiettivo degli editori: ti marchio un libro come noir, ti nascondo che è un libro di racconti, ci metto sopra una copertina che acchiappa, lo faccio  passare in tv e, alla fine,  qualche copia in più  riesco a venderla.<br />
Contenti loro.<br />
Questo almeno è il mio punto di vista da scontenta lettrice.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gabbie/comment-page-1/#comment-102502</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 21:26:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Generi o post-generi servono però almeno a evidenziare quanto un libro come il citato &quot;La strada&quot; (C.McCarthy) non consista in più che una fastidiosa escrescenza della science-fiction socio-apocalittica prosperata nei 40/50. E con esiti assai più comunicativi e originali...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Generi o post-generi servono però almeno a evidenziare quanto un libro come il citato &#8220;La strada&#8221; (C.McCarthy) non consista in più che una fastidiosa escrescenza della science-fiction socio-apocalittica prosperata nei 40/50. E con esiti assai più comunicativi e originali&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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