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	Commenti a: GAP	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Domiziano Galia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domiziano Galia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 13:27:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Primo: &quot;O scrivono davvero male, oppure un problema c&#039;è.&quot; E se scrivessero davvero male? Io non mi permetto di sostenerlo, ma è chiaro che dall&#039;altra parte ci si permette di escluderlo categoricamente.
Il ragionamento ha peraltro una falla tanto colossale quanto evidente, come accade spesso: gli editori vendono libri. Le donne comprano più libri degli uomini.  Ergo orientano maggiormente il mercato. Nessun editore si priverebbe di lauti guadagni per misoginia editoriale. Considerando peraltro che invece essere maschi illuminati e femministi è un plus sul piano delle pr.
Secondo: una frase come &quot;Le donne sono più brave degli uomini&quot; suscita assensi ed applausi. Se qualcuno si permettesse di sostenere pubblicamente che &quot;Gli uomini sono più bravi delle donne&quot; verrebbe crocifisso. Esistono dati che possono confortare la prima asserzione quanto la seconda. Solo che quelli che sostengono la seconda diventano sempre ed automaticamente prove degli ostacoli sociali contro le donne. Se tra le dieci persone più ricche del mondo, i dieci scrittori, i dieci scienziati, sette sono uomini e tre donne è colpa di una società maschilista. Se sette fossero donne e tre uomini sarebbe perché le donne sono più brave.
Terzo: se le donne fossero davvero tanto più brave e potessero essere pagate mediamente molto meno degli uomini, tutti assumerebbero solo donne. Sia le donne, per la causa del proprio genere. Sia gli uomini per le migliori o peggiori intenzioni.
Quarto: per la cronaca io penso che tendenzialmente le donne siano, ma soprattutto possano essere meglio degli uomini. Che dietro ad ogni grande uomo (e donna) ci sia una grande donna. Ma, fatalmente, che dietro ad ogni uomo (e donna) mediocre ci sia una donna mediocre. As they say: &quot;With great power comes great responsibility&quot;.
Quinto e chiudo: quando il maggior numero di morti per violenza sono uomini, quando il maggior numero di morti sul lavoro sono uomini, quando il maggior numero di drogati sono uomini, quando il maggior numero di carcerati sono uomini, quando il maggior numero di suicidi sono uomini, l&#039;idea superficiale e conveniente che la società sia maschilista non può essere sostenuta avendo una limpida onestà intellettuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Primo: &#8220;O scrivono davvero male, oppure un problema c&#8217;è.&#8221; E se scrivessero davvero male? Io non mi permetto di sostenerlo, ma è chiaro che dall&#8217;altra parte ci si permette di escluderlo categoricamente.<br />
Il ragionamento ha peraltro una falla tanto colossale quanto evidente, come accade spesso: gli editori vendono libri. Le donne comprano più libri degli uomini.  Ergo orientano maggiormente il mercato. Nessun editore si priverebbe di lauti guadagni per misoginia editoriale. Considerando peraltro che invece essere maschi illuminati e femministi è un plus sul piano delle pr.<br />
Secondo: una frase come &#8220;Le donne sono più brave degli uomini&#8221; suscita assensi ed applausi. Se qualcuno si permettesse di sostenere pubblicamente che &#8220;Gli uomini sono più bravi delle donne&#8221; verrebbe crocifisso. Esistono dati che possono confortare la prima asserzione quanto la seconda. Solo che quelli che sostengono la seconda diventano sempre ed automaticamente prove degli ostacoli sociali contro le donne. Se tra le dieci persone più ricche del mondo, i dieci scrittori, i dieci scienziati, sette sono uomini e tre donne è colpa di una società maschilista. Se sette fossero donne e tre uomini sarebbe perché le donne sono più brave.<br />
Terzo: se le donne fossero davvero tanto più brave e potessero essere pagate mediamente molto meno degli uomini, tutti assumerebbero solo donne. Sia le donne, per la causa del proprio genere. Sia gli uomini per le migliori o peggiori intenzioni.<br />
Quarto: per la cronaca io penso che tendenzialmente le donne siano, ma soprattutto possano essere meglio degli uomini. Che dietro ad ogni grande uomo (e donna) ci sia una grande donna. Ma, fatalmente, che dietro ad ogni uomo (e donna) mediocre ci sia una donna mediocre. As they say: &#8220;With great power comes great responsibility&#8221;.<br />
Quinto e chiudo: quando il maggior numero di morti per violenza sono uomini, quando il maggior numero di morti sul lavoro sono uomini, quando il maggior numero di drogati sono uomini, quando il maggior numero di carcerati sono uomini, quando il maggior numero di suicidi sono uomini, l&#8217;idea superficiale e conveniente che la società sia maschilista non può essere sostenuta avendo una limpida onestà intellettuale.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129182</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 07:52:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter, non ho mai parlato di complotto maschilista, ti prego. Parlo, semmai, di una visione molto poco esplicitata che considera le donne come adorabili e indispensabili lettrici, ma tende a considerarle meno in quanto scrittrici, salvo (rare) eccezioni. La vera differenza con gli altri paesi è che altrove la questione viene serenamente posta, qui viene considerata fanatismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, non ho mai parlato di complotto maschilista, ti prego. Parlo, semmai, di una visione molto poco esplicitata che considera le donne come adorabili e indispensabili lettrici, ma tende a considerarle meno in quanto scrittrici, salvo (rare) eccezioni. La vera differenza con gli altri paesi è che altrove la questione viene serenamente posta, qui viene considerata fanatismo.</p>
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		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129181</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 22:15:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la domanda è: a chi fa comodo mantenere questo stato di cose? chi ne trae vantaggio, chi si gode i profitti?dai che non è difficile darsi una risposta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la domanda è: a chi fa comodo mantenere questo stato di cose? chi ne trae vantaggio, chi si gode i profitti?dai che non è difficile darsi una risposta.</p>
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		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129180</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 22:03:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Okay a entrambe. Però non c&#039;è un complotto maschilista condiviso: ci sono dei signori (e signore) con nomi e cognomi, che stanno nelle redazioni di case editrici e giornali e dettano la linea (o quantomeno eseguono). Sono vecchi? Non mi risulta. C&#039;è parecchio TQ in giro, e in nome del &quot;lettore&quot; e del &quot;mercato&quot;, imbandiscono la tavola in questo modo. Perchè prima si dicvhiara di voler spaccare il culo aio passeri, poi quando ci si accomoda si diventa esecutori della necessità. Quante volte l&#039;ho vista questa cosa, cazzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Okay a entrambe. Però non c&#8217;è un complotto maschilista condiviso: ci sono dei signori (e signore) con nomi e cognomi, che stanno nelle redazioni di case editrici e giornali e dettano la linea (o quantomeno eseguono). Sono vecchi? Non mi risulta. C&#8217;è parecchio TQ in giro, e in nome del &#8220;lettore&#8221; e del &#8220;mercato&#8221;, imbandiscono la tavola in questo modo. Perchè prima si dicvhiara di voler spaccare il culo aio passeri, poi quando ci si accomoda si diventa esecutori della necessità. Quante volte l&#8217;ho vista questa cosa, cazzo.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129179</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 21:25:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@valter
nemmeno io sono un test Invalsi (e meno male, perché li detesto), però qui non stiamo valutando le competenze di genere e tu mi dovresti capire se parlo in didattichese.Una delle questioni che sta emergendo è che, se pure si cerca un&#039;autrice è perché a lei si assegnano certe tematiche e non altre e non farmi ripetere perché ho già portato esempi concreti. Questo meccanismo, viziato alla fonte, produce distorsioni di cui fa le spese anche un autore, quando presenta un manoscritto in cui narra la storia di un padre e di una figlia e si sente rispondere, tradotto in soldoni : no, grazie, è roba da femmine. Le conseguenze sono pagate dall&#039;intera società e dall&#039;immaginario che la colonizza, un immaginario preconfezionato, deciso dall&#039;alto e dunque imposto, perché non è frutto di una elaborazione comune, ma di una selezione operata a monte. Altra questione, a mio avviso non disgiunta, è quella della innegabile minor incisività delle donne nella produzione culturale e qui ci sono i dati, che tu rubrichi alla voce &quot;manuale cencelli&quot;. Last but no least, quando una donna scrive una cagata, che chissà perché può giungere a essere pubblicata anche da case editrici importanti, è doppiamente cagata: la prima volta per il romanzo in sé, la seconda per l&#039;autrice. Anche in questo caso, l&#039;esempio è già stato fatto e non mi pare si possano muovere grosse obiezioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@valter<br />
nemmeno io sono un test Invalsi (e meno male, perché li detesto), però qui non stiamo valutando le competenze di genere e tu mi dovresti capire se parlo in didattichese.Una delle questioni che sta emergendo è che, se pure si cerca un&#8217;autrice è perché a lei si assegnano certe tematiche e non altre e non farmi ripetere perché ho già portato esempi concreti. Questo meccanismo, viziato alla fonte, produce distorsioni di cui fa le spese anche un autore, quando presenta un manoscritto in cui narra la storia di un padre e di una figlia e si sente rispondere, tradotto in soldoni : no, grazie, è roba da femmine. Le conseguenze sono pagate dall&#8217;intera società e dall&#8217;immaginario che la colonizza, un immaginario preconfezionato, deciso dall&#8217;alto e dunque imposto, perché non è frutto di una elaborazione comune, ma di una selezione operata a monte. Altra questione, a mio avviso non disgiunta, è quella della innegabile minor incisività delle donne nella produzione culturale e qui ci sono i dati, che tu rubrichi alla voce &#8220;manuale cencelli&#8221;. Last but no least, quando una donna scrive una cagata, che chissà perché può giungere a essere pubblicata anche da case editrici importanti, è doppiamente cagata: la prima volta per il romanzo in sé, la seconda per l&#8217;autrice. Anche in questo caso, l&#8217;esempio è già stato fatto e non mi pare si possano muovere grosse obiezioni.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 19:50:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter, su Facebook sto per l&#039;appunto discutendo su un fatto: quando esce un brutto libro scritto da una donna (nel caso, Cinquanta sfumature di grigio) chissà come mai diventa ancora più brutto. Quando il brutto libro è maschile, in fondo ci si passa sopra. Fissazione? No. Quando, ripeto, le donne recensite sono circa un terzo rispetto agli uomini, e quando nelle antologie, nei festival, nei premi, sono in numero ugualmente minoritario, delle due l&#039;una: o scrivono davvero male, oppure un problema c&#039;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, su Facebook sto per l&#8217;appunto discutendo su un fatto: quando esce un brutto libro scritto da una donna (nel caso, Cinquanta sfumature di grigio) chissà come mai diventa ancora più brutto. Quando il brutto libro è maschile, in fondo ci si passa sopra. Fissazione? No. Quando, ripeto, le donne recensite sono circa un terzo rispetto agli uomini, e quando nelle antologie, nei festival, nei premi, sono in numero ugualmente minoritario, delle due l&#8217;una: o scrivono davvero male, oppure un problema c&#8217;è.</p>
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		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129177</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 19:40:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Ovviamente il commento sopra era per Loredana.
Antonella, io non sono un test INVALSI. Sono un insegnante come te e ho portato una modesta esperienza, non credo viziata da pregiudizi, ma certo con tutti i limiti del caso. Comunque conservatore non è una parolaccia, e chi mi conmosce sa che per me è un&#039;aspetto molto più prezioso del progressismo presunto, che spesso è solo frutto di pigrizia e insofferenza a raccogliere faticose eredità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ovviamente il commento sopra era per Loredana.<br />
Antonella, io non sono un test INVALSI. Sono un insegnante come te e ho portato una modesta esperienza, non credo viziata da pregiudizi, ma certo con tutti i limiti del caso. Comunque conservatore non è una parolaccia, e chi mi conmosce sa che per me è un&#8217;aspetto molto più prezioso del progressismo presunto, che spesso è solo frutto di pigrizia e insofferenza a raccogliere faticose eredità.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129176</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 19:37:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, nient&#039;affatto. Perchè poi valgono soprattutto gli altri fattori (il libro chi lo edita, il libro di che parla - orrenda cosa, per chi pretende di recensire letytaratura). Però, perdonami, non mi piace il punto di partenza, cioè la rivendicazione di genere, anche perchè non funziona così. Ho scritto un romanzo che è la storia di un padre e di una figlia. Sai quanti editori mi hanno detto: bellino, scritto bene, ma a noi interessava la narrazione di una &quot;lei&quot;. Parliamoci chiaro, Loredana, negli ultimi anni le autrici sono molto più ricercate degli autori. Certo che se poi il caso letterario al femminile più eclatante è la Silvia Avallone, allora vien da chiedersi se la scrittura femminile non possa fare di meglio. Io dico che questo dovrebbe farvi incazzare: che di molte signore scrittrici che esistono in questo paese, quelle che gli editori (e i promoters) hanno deciso di portare sugli scudi sono Avallone e Melissa P.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, nient&#8217;affatto. Perchè poi valgono soprattutto gli altri fattori (il libro chi lo edita, il libro di che parla &#8211; orrenda cosa, per chi pretende di recensire letytaratura). Però, perdonami, non mi piace il punto di partenza, cioè la rivendicazione di genere, anche perchè non funziona così. Ho scritto un romanzo che è la storia di un padre e di una figlia. Sai quanti editori mi hanno detto: bellino, scritto bene, ma a noi interessava la narrazione di una &#8220;lei&#8221;. Parliamoci chiaro, Loredana, negli ultimi anni le autrici sono molto più ricercate degli autori. Certo che se poi il caso letterario al femminile più eclatante è la Silvia Avallone, allora vien da chiedersi se la scrittura femminile non possa fare di meglio. Io dico che questo dovrebbe farvi incazzare: che di molte signore scrittrici che esistono in questo paese, quelle che gli editori (e i promoters) hanno deciso di portare sugli scudi sono Avallone e Melissa P.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129175</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 19:35:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma tutto il lungo, interessante e pacato discorso che abbiamo fatto nel post precedente non è servito a nulla? Questo mi sembra l&#039;ideale prosecuzione dell&#039;altro, c&#039;è bisogno di riprendere il discorso dal principio? Invece di fare un passo in avanti, pare che si voglia tornare un attimo indietro e/o non sviluppare e sviscerare ulteriormente la questione. Meno male che sono le ragazze e dunque le &quot;femmine&quot; le più conservatrici. Clinicamente testato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma tutto il lungo, interessante e pacato discorso che abbiamo fatto nel post precedente non è servito a nulla? Questo mi sembra l&#8217;ideale prosecuzione dell&#8217;altro, c&#8217;è bisogno di riprendere il discorso dal principio? Invece di fare un passo in avanti, pare che si voglia tornare un attimo indietro e/o non sviluppare e sviscerare ulteriormente la questione. Meno male che sono le ragazze e dunque le &#8220;femmine&#8221; le più conservatrici. Clinicamente testato.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gap/comment-page-1/#comment-129174</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 19:12:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Detto questo, si deduce che le donne scrivono peggio, no? Dal momento che sono meno recensite e meno presenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Detto questo, si deduce che le donne scrivono peggio, no? Dal momento che sono meno recensite e meno presenti.</p>
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