<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: GENERI	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/generi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/generi/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 17 Jan 2011 17:32:01 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Marco Pellitteri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115224</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Pellitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 17:32:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115224</guid>

					<description><![CDATA[Scusate se non leggo i commenti, probabilmente dico una cosa già scritta da molti qui: complimenti calorosi al papà (quello vero, non quello televisivo) per la tenerezza e bellezza delle sue parole al figlio ventiduenne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se non leggo i commenti, probabilmente dico una cosa già scritta da molti qui: complimenti calorosi al papà (quello vero, non quello televisivo) per la tenerezza e bellezza delle sue parole al figlio ventiduenne.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Amedeo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115223</link>

		<dc:creator><![CDATA[Amedeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 09:49:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115223</guid>

					<description><![CDATA[@ Murasaki, mi spiace ma devo contestarti un pò di cose.
1) Non sono mica così d&#039;accordo che &quot;ognuno può dispiacersi di quel che gli pare&quot;, sai?! Un genitore - se vogliamo parlare di ruoli, ma il discorso vale per ogni generica persona - non dovrebbe dispiacersi se a suo figlio o a sua figlia piacciono persone dello stesso sesso, se magari vogliono anche costruire insieme una famiglia. E se se ne dispiace - e ahimè, devo ammettere, se se ne sente legittimato! - è proprio perchè la cultura italiana, la capacità critica e di messa in discussione del nostro paese è pari a zero. Molte altre nazioni misurano un grado di accettazione e integrazione - e riconoscimento legale! - delle coppie omosessuali solo perchè hanno rivisto culturalmente il ruolo e l&#039;immagine del maschile e del femminile, processo che in Italia è a dir poco arretrato. Quindi: mi spiace, ma se a me piacciono i maschi nessuno ha il diritto di dispiacersene.
2)Ne consegue che: no, non credo sia utile a nessuno organizzare una trasmissione &quot;sul dispiacere di un genitore&quot; che scopre l&#039;omosessualità di un figlio o una figlia. Invece di parlare di dispiacere, delusione, vergogna dei genitori, come se fossero una reazione naturale e prevedibile, si potrebbero organizzare incontri, dibattiti, confronti e quant&#039;altro tra genitori in difficoltà e altri che, al contrario, vivono serenamente l&#039;omosessualità dei figli. Questo sì che sarebbe costruttivo!
3)Come hai notato tu, l&#039;assurdità della puntata è proprio tutta lì: chiedere legalmente ad un tribunale un risarcimento per vedersi taciuta l&#039;omosessualità di un figlio. Il padre avrebbe chiesto questo risarcimento se la madre gli avesse taciuto un eventuale fidanzamento annuale tra suo figlio e una ragazza? MMh, credo proprio di no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Murasaki, mi spiace ma devo contestarti un pò di cose.<br />
1) Non sono mica così d&#8217;accordo che &#8220;ognuno può dispiacersi di quel che gli pare&#8221;, sai?! Un genitore &#8211; se vogliamo parlare di ruoli, ma il discorso vale per ogni generica persona &#8211; non dovrebbe dispiacersi se a suo figlio o a sua figlia piacciono persone dello stesso sesso, se magari vogliono anche costruire insieme una famiglia. E se se ne dispiace &#8211; e ahimè, devo ammettere, se se ne sente legittimato! &#8211; è proprio perchè la cultura italiana, la capacità critica e di messa in discussione del nostro paese è pari a zero. Molte altre nazioni misurano un grado di accettazione e integrazione &#8211; e riconoscimento legale! &#8211; delle coppie omosessuali solo perchè hanno rivisto culturalmente il ruolo e l&#8217;immagine del maschile e del femminile, processo che in Italia è a dir poco arretrato. Quindi: mi spiace, ma se a me piacciono i maschi nessuno ha il diritto di dispiacersene.<br />
2)Ne consegue che: no, non credo sia utile a nessuno organizzare una trasmissione &#8220;sul dispiacere di un genitore&#8221; che scopre l&#8217;omosessualità di un figlio o una figlia. Invece di parlare di dispiacere, delusione, vergogna dei genitori, come se fossero una reazione naturale e prevedibile, si potrebbero organizzare incontri, dibattiti, confronti e quant&#8217;altro tra genitori in difficoltà e altri che, al contrario, vivono serenamente l&#8217;omosessualità dei figli. Questo sì che sarebbe costruttivo!<br />
3)Come hai notato tu, l&#8217;assurdità della puntata è proprio tutta lì: chiedere legalmente ad un tribunale un risarcimento per vedersi taciuta l&#8217;omosessualità di un figlio. Il padre avrebbe chiesto questo risarcimento se la madre gli avesse taciuto un eventuale fidanzamento annuale tra suo figlio e una ragazza? MMh, credo proprio di no.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Murasaki		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115222</link>

		<dc:creator><![CDATA[Murasaki]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 08:54:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115222</guid>

					<description><![CDATA[A me però sfugge la questione di fondo.
Il padre è dispiaciuto e accasciato perché scopre che il figlio è gay. D&#039;accordo, nel senso che se è così, è così punto e basta, e ognuno può dispiacersi di quel che gli pare. Ma una volta che il padre è rimasto dispiaciuto, che cosa cambia? Cosa c&#039;entra il fatto che la moglie lo ha informato o no? Se il figlio è gay lo è anche se il padre non lo sa, mi sembra. O anche se il padre lo sa. E se il figlio è maggiorenne va a vivere con chi gli pare, punto.
Insomma, buona parte della trasmissione era impostata su cose che non c&#039;entravano un accidente col tema principale, che era la separazione per colpa, chiesta per motivi che si giustificano solo con un eccessivo ricorso all&#039;alcool, mi sembra.
Si può fare una trasmissione sul dispiacere di un genitore nello scoprire che la prole è gay (o sulla serenità con cui tale fatto è accolto) ma non vedo il collegamento con un tribunale o una separazione dal coniuge.
Prima di dare addosso al padre, che alla fine ha espresso le sue opinioni, il problema mi sembra l&#039;impostazione della trasmissione, che procede con un filo logico davvero strano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me però sfugge la questione di fondo.<br />
Il padre è dispiaciuto e accasciato perché scopre che il figlio è gay. D&#8217;accordo, nel senso che se è così, è così punto e basta, e ognuno può dispiacersi di quel che gli pare. Ma una volta che il padre è rimasto dispiaciuto, che cosa cambia? Cosa c&#8217;entra il fatto che la moglie lo ha informato o no? Se il figlio è gay lo è anche se il padre non lo sa, mi sembra. O anche se il padre lo sa. E se il figlio è maggiorenne va a vivere con chi gli pare, punto.<br />
Insomma, buona parte della trasmissione era impostata su cose che non c&#8217;entravano un accidente col tema principale, che era la separazione per colpa, chiesta per motivi che si giustificano solo con un eccessivo ricorso all&#8217;alcool, mi sembra.<br />
Si può fare una trasmissione sul dispiacere di un genitore nello scoprire che la prole è gay (o sulla serenità con cui tale fatto è accolto) ma non vedo il collegamento con un tribunale o una separazione dal coniuge.<br />
Prima di dare addosso al padre, che alla fine ha espresso le sue opinioni, il problema mi sembra l&#8217;impostazione della trasmissione, che procede con un filo logico davvero strano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115221</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 17:32:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115221</guid>

					<description><![CDATA[Sono mamma di un gay, ma perchè specificare? Sono mamma di un ragazzo meraviglioso e sono orgogliosa di avere un figlio così. Lui rappresenta il mio più grande successo. Quando i figli hanno fiducia in te hai raggiunto l&#039;obiettivo. Tutto il resto sono chiacchere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono mamma di un gay, ma perchè specificare? Sono mamma di un ragazzo meraviglioso e sono orgogliosa di avere un figlio così. Lui rappresenta il mio più grande successo. Quando i figli hanno fiducia in te hai raggiunto l&#8217;obiettivo. Tutto il resto sono chiacchere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Claudia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115220</link>

		<dc:creator><![CDATA[Claudia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 12:09:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115220</guid>

					<description><![CDATA[Che belle le parole del padre di Amedeo. Che bella persona.
La televisione non ci rappresenta. Questa farsa continua non siamo noi.
Siamo caduti in basso, stiamo toccando il fondo. Povero Stivale, pieno di gente che guarda &#039;sta televisione, che va a mangiare la pizza il sabato, che telefona col cellulare nuovo dentro la macchina nuova, che va in palestra tre volte alla settimana per mantenersi bella, che lavora otto ore per essere pagata una miseria, che fa finta che tutto vada bene quando stiamo andando a scatafascio.
Quand&#039;è che ci sveglieremo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che belle le parole del padre di Amedeo. Che bella persona.<br />
La televisione non ci rappresenta. Questa farsa continua non siamo noi.<br />
Siamo caduti in basso, stiamo toccando il fondo. Povero Stivale, pieno di gente che guarda &#8216;sta televisione, che va a mangiare la pizza il sabato, che telefona col cellulare nuovo dentro la macchina nuova, che va in palestra tre volte alla settimana per mantenersi bella, che lavora otto ore per essere pagata una miseria, che fa finta che tutto vada bene quando stiamo andando a scatafascio.<br />
Quand&#8217;è che ci sveglieremo?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115219</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 12:34:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115219</guid>

					<description><![CDATA[&quot;@ Paolo1984
Beh… il riferimento alla fiction con Banfi è a dir poco imbarazzante…&quot;
Vabbè ora passerò per uno &quot;stracultista&quot;...manco l&#039;ho vista in realtà, ho solo letto le polemiche che fece Paola Binetti perchè a suo dire una fiction di prima serata non poteva parlare di omosessualità in toni leggeri e &quot;tranquillizzanti&quot; dato che lei evidentemente la considera una malattia
Comunque gli altri esempi che ho fatto mi pare che affrontino il tema da prospettive diverse, certo meno becere rispetto a quelle del programma televisivo.
Poi certo si può dire che già all&#039;americano medio degli Oscar  non gliene frega nulla (magari vede Hollywood come un&#039;accozzaglia di liberal sinistroidi) e figuriamoci all&#039;italiano.
Comunque ribadisco che il problema più che sullo schermo (sì, sta anche là o almeno in certi programmi di certi schermi) è in noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;@ Paolo1984<br />
Beh… il riferimento alla fiction con Banfi è a dir poco imbarazzante…&#8221;<br />
Vabbè ora passerò per uno &#8220;stracultista&#8221;&#8230;manco l&#8217;ho vista in realtà, ho solo letto le polemiche che fece Paola Binetti perchè a suo dire una fiction di prima serata non poteva parlare di omosessualità in toni leggeri e &#8220;tranquillizzanti&#8221; dato che lei evidentemente la considera una malattia<br />
Comunque gli altri esempi che ho fatto mi pare che affrontino il tema da prospettive diverse, certo meno becere rispetto a quelle del programma televisivo.<br />
Poi certo si può dire che già all&#8217;americano medio degli Oscar  non gliene frega nulla (magari vede Hollywood come un&#8217;accozzaglia di liberal sinistroidi) e figuriamoci all&#8217;italiano.<br />
Comunque ribadisco che il problema più che sullo schermo (sì, sta anche là o almeno in certi programmi di certi schermi) è in noi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauison		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115218</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauison]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 11:53:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115218</guid>

					<description><![CDATA[Innanzitutto Salve. Ti(Vi) leggo spesso anche se mi astengo dal commentare.
Concordo con l&#039;indignazione di Amedeo.
Trovo assurdo che nel 2011 si debbano &quot;pesare&quot; le persone attraverso il filtro della classificazione: quello è omosessuale, quello è etero, quell&#039;altro è di sinistra, quello ancora di destra(e si potrebbe andare avanti all&#039;infinito tra religioni, etnie, gusti di gelati).
Trovo che prescindere dalle azioni, pensieri, sentimenti di un essere umano sia stupido oltre che limitante, è che la dialettica della contrapposizione forzata a cui vogliono farci abituare sia la principale causa di tutto. O sei con me o sei contro. Il bianco non è il nero.
peccato che nel mezzo ci siano tante altre sfumature.
Saluti, Maurizio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto Salve. Ti(Vi) leggo spesso anche se mi astengo dal commentare.<br />
Concordo con l&#8217;indignazione di Amedeo.<br />
Trovo assurdo che nel 2011 si debbano &#8220;pesare&#8221; le persone attraverso il filtro della classificazione: quello è omosessuale, quello è etero, quell&#8217;altro è di sinistra, quello ancora di destra(e si potrebbe andare avanti all&#8217;infinito tra religioni, etnie, gusti di gelati).<br />
Trovo che prescindere dalle azioni, pensieri, sentimenti di un essere umano sia stupido oltre che limitante, è che la dialettica della contrapposizione forzata a cui vogliono farci abituare sia la principale causa di tutto. O sei con me o sei contro. Il bianco non è il nero.<br />
peccato che nel mezzo ci siano tante altre sfumature.<br />
Saluti, Maurizio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Don Cave		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115217</link>

		<dc:creator><![CDATA[Don Cave]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 11:45:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115217</guid>

					<description><![CDATA[@ Paolo1984
Beh... il riferimento alla fiction con Banfi è a dir poco imbarazzante...
Comunque l&#039;ho detto in un precedente intervento: &quot;pluralismo di argomenti&quot; (per cui si affrontano anche temi un tempo considerati tabù; il programma di cui si sta parlando lo fa) non significa &quot;pluralismo di prospettive&quot;. E&#039; tutta qui la faccenda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paolo1984<br />
Beh&#8230; il riferimento alla fiction con Banfi è a dir poco imbarazzante&#8230;<br />
Comunque l&#8217;ho detto in un precedente intervento: &#8220;pluralismo di argomenti&#8221; (per cui si affrontano anche temi un tempo considerati tabù; il programma di cui si sta parlando lo fa) non significa &#8220;pluralismo di prospettive&#8221;. E&#8217; tutta qui la faccenda.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115216</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 11:30:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115216</guid>

					<description><![CDATA[@ Don Cave
Io ho parlato pure di serie tv come Will &#038; Grace (che in Italia ha avuto un po&#039; di problemi di messa in onda), se vuoi possiamo parlare pure di Friends dove Ross ha un&#039;ex moglie lesbica e Chandler un padre transessuale il tutto raccontato con la leggerezza (che non è superficialità) tipica di quel telefilm, in Italia qualche tempo fa fece scalpore una fiction di prima serata con Lino Banfi alle prese con una figlia lesbica, comunque i film che ho citato sono tre opere in cui recitano attori molto popolari (anche se Felicity Huffmann è più nota in USA che da noi) e che hanno avuto candidature all&#039;Oscar..comunque non voglio aprire una discussione su cosa è cultura di massa e cosa no. Quello che ci tengo a dire è che io sarò liberal, ma in me non c&#039;è alcun ottimismo, anzi, ho detto che le fiction, e l&#039;arte in generale non libera (forse può liberare chi la fa, ma anche là non sono sicuro), sono le persone che devono decidere di liberarsi da sè da certi pregiudizi e certe paure.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Don Cave<br />
Io ho parlato pure di serie tv come Will &amp; Grace (che in Italia ha avuto un po&#8217; di problemi di messa in onda), se vuoi possiamo parlare pure di Friends dove Ross ha un&#8217;ex moglie lesbica e Chandler un padre transessuale il tutto raccontato con la leggerezza (che non è superficialità) tipica di quel telefilm, in Italia qualche tempo fa fece scalpore una fiction di prima serata con Lino Banfi alle prese con una figlia lesbica, comunque i film che ho citato sono tre opere in cui recitano attori molto popolari (anche se Felicity Huffmann è più nota in USA che da noi) e che hanno avuto candidature all&#8217;Oscar..comunque non voglio aprire una discussione su cosa è cultura di massa e cosa no. Quello che ci tengo a dire è che io sarò liberal, ma in me non c&#8217;è alcun ottimismo, anzi, ho detto che le fiction, e l&#8217;arte in generale non libera (forse può liberare chi la fa, ma anche là non sono sicuro), sono le persone che devono decidere di liberarsi da sè da certi pregiudizi e certe paure.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/generi/comment-page-1/#comment-115215</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 09:09:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4195#comment-115215</guid>

					<description><![CDATA[Amedeo, hai ragione, secondo me. La tv è onnipresente in Italia. Ho fatto un breve giro in Umbria, durante le vacanze, e in ogni bar, in ogni ristorante, perfino in ogni hotel c&#039;è un televisore acceso. E non è che si vede la CNN, come negli aeroporti, si vede Striscia la notizia o la serie infinita di pseudo discussioni e programmi contenitore che sciorinano luoghi comuni, e i nostri luoghi comuni trasudano e comunicano, fondamentalmente, misoginia, omofobia e razzismo. E&#039; una presenza invadente ma alla quale si è così assuefatti da non accorgersene.
Un uso, un controllo, una regolamentazione della qualità dei programmi sarebbe un passo importante per qualche avanzamento nella direzione di una società equilibrata e accogliente (accogliente in un senso ampio e profondo, nel senso di un riconoscimento delle diversità e del diritto alla diversità di ognuno/a, del fornire strumenti - cosa che sarebbe possibile -per affrontare le questioni anziché incancrenirle o peggio sfruttarle per qualunque interesse). Che manchi la qualità di elaborazione è certo, che la tv sia una droga, sono d&#039;accordo con Binaghi. Un problema, a mio avviso, è l&#039;uso politico che se ne fa, oltre naturalmente al danno sociale e mentale che viene fatto laddove qualche cosa di buono, concordo con zauberei, si potrebbe fare, e non importa se da destra o da sinistra. Non tutte le destre sono come la nostra, o come quella americana, e Krugman ha riportato proprio in questi giorni l&#039;attenzione sulle campagne mediatiche dell&#039;odio. Da noi sembra un approccio più morbido, ma io non lo trovo per questo meno insidioso, semmai anche più efficace.
Infine, sulla scarsa propensione culturale a prendere una posizione fuori dal coro, indubbiamente in tv sarà più difficile, ma certo fa parte anche del sistema educativo il non formarci a una responsabilità individuale verso la società. Una tv che si è ormai sostituita alla scuola potrebbe fare qualcosa, ed è grave, concordo, che faccia il contrario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amedeo, hai ragione, secondo me. La tv è onnipresente in Italia. Ho fatto un breve giro in Umbria, durante le vacanze, e in ogni bar, in ogni ristorante, perfino in ogni hotel c&#8217;è un televisore acceso. E non è che si vede la CNN, come negli aeroporti, si vede Striscia la notizia o la serie infinita di pseudo discussioni e programmi contenitore che sciorinano luoghi comuni, e i nostri luoghi comuni trasudano e comunicano, fondamentalmente, misoginia, omofobia e razzismo. E&#8217; una presenza invadente ma alla quale si è così assuefatti da non accorgersene.<br />
Un uso, un controllo, una regolamentazione della qualità dei programmi sarebbe un passo importante per qualche avanzamento nella direzione di una società equilibrata e accogliente (accogliente in un senso ampio e profondo, nel senso di un riconoscimento delle diversità e del diritto alla diversità di ognuno/a, del fornire strumenti &#8211; cosa che sarebbe possibile -per affrontare le questioni anziché incancrenirle o peggio sfruttarle per qualunque interesse). Che manchi la qualità di elaborazione è certo, che la tv sia una droga, sono d&#8217;accordo con Binaghi. Un problema, a mio avviso, è l&#8217;uso politico che se ne fa, oltre naturalmente al danno sociale e mentale che viene fatto laddove qualche cosa di buono, concordo con zauberei, si potrebbe fare, e non importa se da destra o da sinistra. Non tutte le destre sono come la nostra, o come quella americana, e Krugman ha riportato proprio in questi giorni l&#8217;attenzione sulle campagne mediatiche dell&#8217;odio. Da noi sembra un approccio più morbido, ma io non lo trovo per questo meno insidioso, semmai anche più efficace.<br />
Infine, sulla scarsa propensione culturale a prendere una posizione fuori dal coro, indubbiamente in tv sarà più difficile, ma certo fa parte anche del sistema educativo il non formarci a una responsabilità individuale verso la società. Una tv che si è ormai sostituita alla scuola potrebbe fare qualcosa, ed è grave, concordo, che faccia il contrario.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
