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	Commenti a: GIOCATTOLI NON CONFORMI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137685</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 15:04:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Calenda Maia: totalmente d&#039;accordo con te, capisco anche il tuo smarrimento verso i propositi della tua bambina... forse, banalmente, puoi rispondere che ne riparlerete quando lei e la sua amica del cuore saranno entrambe più grandi perché ci si sposa da adulti! (e forse chiedendole pure cosa ne pensa la sua amica perché puoi già spiegarle che, oltre che da grandi, si deve essere d&#039;accordo in due per sposarsi!) ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Calenda Maia: totalmente d&#8217;accordo con te, capisco anche il tuo smarrimento verso i propositi della tua bambina&#8230; forse, banalmente, puoi rispondere che ne riparlerete quando lei e la sua amica del cuore saranno entrambe più grandi perché ci si sposa da adulti! (e forse chiedendole pure cosa ne pensa la sua amica perché puoi già spiegarle che, oltre che da grandi, si deve essere d&#8217;accordo in due per sposarsi!) 😉</p>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137684</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 14:59:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro k., le &quot;teorie del gender&quot; esistono solo nella mente dei religiosi oltranzisti e reazionari (soprattutto di stampo cristiano ma non solo), per il resto esistono da anni nuovi studi accettati pacificamente dalle scienze psicologiche e sociali che stanno (tentando di) descrivere l&#039;estrema complessità della sessualità umana, lontana mille miglia dalla semplificazione biblica di tipo rigidamente fisiologico e binario e dalle sue derivazioni più &quot;laiche&quot;. Del resto, è dall&#039;avvento della psicanalisi che la conoscenza e la percezione della sessualità umana sta cambiando facendosi sempre più complessa, ricca di sfumature e di variabili non sempre interdipendenti.
Capisco il tuo senso di smarrimento: la semplificazione binaria cui abbiamo aderito per quasi due millenni attraverso l&#039;egemonico dettame culturale di origine giudaico-cristiano era comodissimo come il mondo diviso in due blocchi; purtroppo la realtà umana sfugge sempre alle divisioni rigide e mostra un ventaglio di variabili molto più variegato.
Il problema è che culturalmente si sta tentando un ritorno deciso a quella semplificazione, non tanto per ragioni filosofiche o religiose, quanto di mero marketing. Evito volutamente di citare chi pensa questa marcia indietro come una questione di potere, perché lì siamo nella cattiva fede più totale e chiunque frequenta questo blog sa dove si vorrebbe andare a parare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro k., le &#8220;teorie del gender&#8221; esistono solo nella mente dei religiosi oltranzisti e reazionari (soprattutto di stampo cristiano ma non solo), per il resto esistono da anni nuovi studi accettati pacificamente dalle scienze psicologiche e sociali che stanno (tentando di) descrivere l&#8217;estrema complessità della sessualità umana, lontana mille miglia dalla semplificazione biblica di tipo rigidamente fisiologico e binario e dalle sue derivazioni più &#8220;laiche&#8221;. Del resto, è dall&#8217;avvento della psicanalisi che la conoscenza e la percezione della sessualità umana sta cambiando facendosi sempre più complessa, ricca di sfumature e di variabili non sempre interdipendenti.<br />
Capisco il tuo senso di smarrimento: la semplificazione binaria cui abbiamo aderito per quasi due millenni attraverso l&#8217;egemonico dettame culturale di origine giudaico-cristiano era comodissimo come il mondo diviso in due blocchi; purtroppo la realtà umana sfugge sempre alle divisioni rigide e mostra un ventaglio di variabili molto più variegato.<br />
Il problema è che culturalmente si sta tentando un ritorno deciso a quella semplificazione, non tanto per ragioni filosofiche o religiose, quanto di mero marketing. Evito volutamente di citare chi pensa questa marcia indietro come una questione di potere, perché lì siamo nella cattiva fede più totale e chiunque frequenta questo blog sa dove si vorrebbe andare a parare.</p>
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		<title>
		Di: Calenda Maia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137683</link>

		<dc:creator><![CDATA[Calenda Maia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 11:36:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P.S. ma ripeto, l&#039;evitare commenti include secondo me anche la scelta &#039;&#039;consona&#039;&#039; al genere. In questo periodo sto digerendo il periodo rosa &#038; glitterato di mia figlia che ha quasi 5 anni, che adora i mini pony, hello kitty e tutto l&#039;armamentario &quot;da femmina&quot; in quanto lo considero una fase necessaria. Poi quando mi dice che un giorno sposerà la sua migliore amica, non sono ancora preparata a rispondere :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. ma ripeto, l&#8217;evitare commenti include secondo me anche la scelta &#8221;consona&#8221; al genere. In questo periodo sto digerendo il periodo rosa &amp; glitterato di mia figlia che ha quasi 5 anni, che adora i mini pony, hello kitty e tutto l&#8217;armamentario &#8220;da femmina&#8221; in quanto lo considero una fase necessaria. Poi quando mi dice che un giorno sposerà la sua migliore amica, non sono ancora preparata a rispondere 🙂</p>
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		<title>
		Di: Calenda Maia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137682</link>

		<dc:creator><![CDATA[Calenda Maia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 11:28:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Luca Perilli
Premesso che secondo me  l&#039;identificazione di genere può avvenire in base a diversi stimoli, come per esempio i bagni divisi oppure qualche mamma incinta che si presenta a scuola, che obbligano i bambini a vedere che sono fatti in modo diverso e che solo le femmine hanno il seno e possono avere bambini, ecc...
la mia soluzione personale è quella adottata negli asili e nelle scuole materne &quot;normali&quot; : i bambini hanno accesso a tutti i tipi di giocattoli, dai bambolotti alle costruzioni, e possono giocare con quello che vogliono senza che gli adulti commentino le loro scelte come giuste o sbagliate. Eventualmente occorre prepararsi a difendere il bambino che prende in mano il passeggino oppure la bambina che vuole fare il pompiere dalle obiezioni degli estranei che li ridicolizzano, come si farebbe quando un estraneo dice a un maschietto di non piangere perché i maschi non piangono. Ho in mente adesso un post di Lorenzo Gasparrini in cui raccontava di una maestra che riservava il gioco con la cucina alle femmine e quello delle automobili ai maschi, ecco a me sembra che l&#039;apartheid lavorativo e la poca considerazione del contributo femminile si rifletta e sia coltivato in questi atteggiamenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Luca Perilli<br />
Premesso che secondo me  l&#8217;identificazione di genere può avvenire in base a diversi stimoli, come per esempio i bagni divisi oppure qualche mamma incinta che si presenta a scuola, che obbligano i bambini a vedere che sono fatti in modo diverso e che solo le femmine hanno il seno e possono avere bambini, ecc&#8230;<br />
la mia soluzione personale è quella adottata negli asili e nelle scuole materne &#8220;normali&#8221; : i bambini hanno accesso a tutti i tipi di giocattoli, dai bambolotti alle costruzioni, e possono giocare con quello che vogliono senza che gli adulti commentino le loro scelte come giuste o sbagliate. Eventualmente occorre prepararsi a difendere il bambino che prende in mano il passeggino oppure la bambina che vuole fare il pompiere dalle obiezioni degli estranei che li ridicolizzano, come si farebbe quando un estraneo dice a un maschietto di non piangere perché i maschi non piangono. Ho in mente adesso un post di Lorenzo Gasparrini in cui raccontava di una maestra che riservava il gioco con la cucina alle femmine e quello delle automobili ai maschi, ecco a me sembra che l&#8217;apartheid lavorativo e la poca considerazione del contributo femminile si rifletta e sia coltivato in questi atteggiamenti.</p>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137681</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 21:29:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[M. il senso del mio esilarante messaggio è quello di  provare a esprimere sotto forma di parodia le difficoltà  che ci sono  nel  trasmettere  le teorie educative gender.  Difficoltà, che ammetto ci sono però anche nel recepirle. A me per esempio non convincono per niente. Negano la realtà e per questo appaiono   demenziali e confuse (come il mio precedente messaggio)
Contraccambio la buonanotte
Ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>M. il senso del mio esilarante messaggio è quello di  provare a esprimere sotto forma di parodia le difficoltà  che ci sono  nel  trasmettere  le teorie educative gender.  Difficoltà, che ammetto ci sono però anche nel recepirle. A me per esempio non convincono per niente. Negano la realtà e per questo appaiono   demenziali e confuse (come il mio precedente messaggio)<br />
Contraccambio la buonanotte<br />
Ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137680</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 18:21:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ElenaElle: condivido e ti comprendo: anch&#039;io ho dovuto faticare per avere l&#039;ultima parola... ma anche per recuperare certe cose che avevo frettolosamente contestato ai miei!
@Calenda Maia: credo tu abbia perfettamente descritto il dilemma e le contraddizioni che si pongono ai genitori e soprattutto ai figli quando gli insegnamenti della società cozzano decisamente con quelli familiari. La domanda, terribile nella sua banalità, è quindi: che fare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ElenaElle: condivido e ti comprendo: anch&#8217;io ho dovuto faticare per avere l&#8217;ultima parola&#8230; ma anche per recuperare certe cose che avevo frettolosamente contestato ai miei!<br />
@Calenda Maia: credo tu abbia perfettamente descritto il dilemma e le contraddizioni che si pongono ai genitori e soprattutto ai figli quando gli insegnamenti della società cozzano decisamente con quelli familiari. La domanda, terribile nella sua banalità, è quindi: che fare?</p>
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		<title>
		Di: Calenda Maia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137679</link>

		<dc:creator><![CDATA[Calenda Maia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 13:52:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non conto più le storie di mamme di maschi avvicinate da perfetti estranei che raccomandano di non mostrare fiori ai figli, di non farli giocare con le bambole, e più in generale di evitare qualunque contatto con &quot;cose da femmina&quot; che avrebbero evidentemente il potere di contaminare e corrompere la virilità che sboccia. Lo stesso terrore non si manifesta con le femmine probabilmente perché si tollera la &#039;&#039;promozione&#039;&#039; della femmina nel territorio del maschio mentre la &#039;&#039;degradazione&#039;&#039; del maschio verso la femmina è ridicolizzata e intollerabile.
Detto questo, mi pare che l&#039;imporre ai bambini giochi divisi per genere sia una cosa del tutto analoga a scoraggiare i bambini dallo scegliere secondo il genere: cioè se una bambina mostra di amare le bambole rosa, DEVE poter giocare con le bambole rosa, così come se un maschietto adora le macchinine, DEVE poter giocare con le macchinine.
Il comprendonio di un bambino di 2-4 anni è limitato e non vorrei che capisse che dove io vedo manipolazione di marketing, lui vede il rifiuto della sua natura. In parole povere se io faccio capire a una bambina che non mi va bene che giochi con la Barbie (perché è frutto del marketing sessista), lei invece capisce dai compagni che la Barbie rosa è cosa da femmine e deduce che non mi sta bene che lei ami le cose da femmine, e forse che non mi sta nemmeno bene che lei sia una femmina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non conto più le storie di mamme di maschi avvicinate da perfetti estranei che raccomandano di non mostrare fiori ai figli, di non farli giocare con le bambole, e più in generale di evitare qualunque contatto con &#8220;cose da femmina&#8221; che avrebbero evidentemente il potere di contaminare e corrompere la virilità che sboccia. Lo stesso terrore non si manifesta con le femmine probabilmente perché si tollera la &#8221;promozione&#8221; della femmina nel territorio del maschio mentre la &#8221;degradazione&#8221; del maschio verso la femmina è ridicolizzata e intollerabile.<br />
Detto questo, mi pare che l&#8217;imporre ai bambini giochi divisi per genere sia una cosa del tutto analoga a scoraggiare i bambini dallo scegliere secondo il genere: cioè se una bambina mostra di amare le bambole rosa, DEVE poter giocare con le bambole rosa, così come se un maschietto adora le macchinine, DEVE poter giocare con le macchinine.<br />
Il comprendonio di un bambino di 2-4 anni è limitato e non vorrei che capisse che dove io vedo manipolazione di marketing, lui vede il rifiuto della sua natura. In parole povere se io faccio capire a una bambina che non mi va bene che giochi con la Barbie (perché è frutto del marketing sessista), lei invece capisce dai compagni che la Barbie rosa è cosa da femmine e deduce che non mi sta bene che lei ami le cose da femmine, e forse che non mi sta nemmeno bene che lei sia una femmina.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137678</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 13:43:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Luca
Ma certo che non sono un blocco di marmo ecc. ecc. ecc.
E per fortuna che l&#039;ultima parola sarà quella dei figli!!! (io da figlia ho lottato tanto per averla questa ultima parola...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Luca<br />
Ma certo che non sono un blocco di marmo ecc. ecc. ecc.<br />
E per fortuna che l&#8217;ultima parola sarà quella dei figli!!! (io da figlia ho lottato tanto per averla questa ultima parola&#8230;)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137677</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 13:10:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ElenaElle: Forse dobbiamo sfatare un altro mito: che tutto si decida in famiglia scambiando i figli per un blocco di marmo da forgiare una volta e per sempre in un determinato e solo modo. Esiste anche una società che spesso va in altra direzione rispetto al tipo di educazione scelto dalla famiglia. Il ruolo difficilissimo di chi educa è cercare di introdurre nei figli un approccio critico rispetto a quello che li circonda; l&#039;esempio diventa in questo caso fondamentale.
Tuttavia, ci piaccia o no, l&#039;ultima parola sarà quella dei figli (se sapranno e vorranno crescere!)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ElenaElle: Forse dobbiamo sfatare un altro mito: che tutto si decida in famiglia scambiando i figli per un blocco di marmo da forgiare una volta e per sempre in un determinato e solo modo. Esiste anche una società che spesso va in altra direzione rispetto al tipo di educazione scelto dalla famiglia. Il ruolo difficilissimo di chi educa è cercare di introdurre nei figli un approccio critico rispetto a quello che li circonda; l&#8217;esempio diventa in questo caso fondamentale.<br />
Tuttavia, ci piaccia o no, l&#8217;ultima parola sarà quella dei figli (se sapranno e vorranno crescere!)&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/giocattoli-non-conformi/comment-page-1/#comment-137676</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 12:02:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ritrovo molto in quello che dice Francesca Violi: ho avuto un infanzia (felicissima) da maschiaccio e mi sono divertita moltissimo. Tutti i giochi di mio fratello erano i miei e per il compleanno ricordo di aver chiesto guanti da portiere (ovviamente giocavo a calcio) e palloni.
Poi se mi guardo indietro mi dico che sicuramente la mia scelta di fare il maschio (dicevo anche di chiamarmi Marco e avevo i capelli corti e sempre e solo pantaloni) sicuramente ha a che vedere con una percezione di maggiore libertà in quel ruolo. Oltretutto ero particolarmente accettata dal gruppo dei pari che era tutto al maschile, avendo un fratello di poco più grande di me.
...
Come mi comporto coi miei figli maschi? Cercando di offrire loro alternative. A casa nostra ci sono sempre state bambole e giochi per fare la cucina e i bimbi apprezzano. Però ho notato che il mio primogenito che ora ha 6 anni sta molto cambiando e da giudizi categorici su ciò che è da maschio e ciò che è da femmina. E di certo non li ha introiettati in famiglia dove il padre ha sempre avuto un ruolo accudente e fa in casa più di quello che faccio io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ritrovo molto in quello che dice Francesca Violi: ho avuto un infanzia (felicissima) da maschiaccio e mi sono divertita moltissimo. Tutti i giochi di mio fratello erano i miei e per il compleanno ricordo di aver chiesto guanti da portiere (ovviamente giocavo a calcio) e palloni.<br />
Poi se mi guardo indietro mi dico che sicuramente la mia scelta di fare il maschio (dicevo anche di chiamarmi Marco e avevo i capelli corti e sempre e solo pantaloni) sicuramente ha a che vedere con una percezione di maggiore libertà in quel ruolo. Oltretutto ero particolarmente accettata dal gruppo dei pari che era tutto al maschile, avendo un fratello di poco più grande di me.<br />
&#8230;<br />
Come mi comporto coi miei figli maschi? Cercando di offrire loro alternative. A casa nostra ci sono sempre state bambole e giochi per fare la cucina e i bimbi apprezzano. Però ho notato che il mio primogenito che ora ha 6 anni sta molto cambiando e da giudizi categorici su ciò che è da maschio e ciò che è da femmina. E di certo non li ha introiettati in famiglia dove il padre ha sempre avuto un ruolo accudente e fa in casa più di quello che faccio io.</p>
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