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	Commenti a: GLI INTELLETTUALI AL TEMPO DEGLI ACCENDINI BIC	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Riace		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-intellettuali-al-tempo-degli-accendini-bic/comment-page-1/#comment-134701</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riace]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 11:59:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chissà se De Luca ha capito qualcosa del contesto in cui va a predicare il sabotaggio?
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/no-tav-gli-infiltrati-del-caos/2215382]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se De Luca ha capito qualcosa del contesto in cui va a predicare il sabotaggio?<br />
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		Di: Daniele Guerrieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-intellettuali-al-tempo-degli-accendini-bic/comment-page-1/#comment-134700</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 22:33:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se si leggono le cronache di chi c&#039;era, sembra che la violenza sia naturale auto protezione e i sabotaggi non atti dimostrativi ma finalizzati a rallentare i lavori.
Qualcuno non dice la verità. Davvero siamo in presenza di decisioni prese in seguito a un&#039;informazione trasparente e consultazioni democratiche o tali &quot;consultazioni&quot; non hanno mai veramente previsto un significativo cambiamento di rotta? E&#039; importante realizzare l&#039;opera o è più importante fermarla a qualsiasi costo? Come si fa a capire chi ha più probabilità di dire il vero? Secondo me un metodo di massima c&#039;è: chi cita le fonti di quello che afferma, entra nei particolari e descrive osservazioni controllabili e ripetibili non ha necessariamente ragione ma, di solito, è almeno in buona fede; è, viceversa, generalmente interessato a dire cose tese a raggiungere i propri scopi, senza dare importanza alla veridicità di quanto dice, chi fa affermazioni generiche  e non circostanziate o tenta di squalificare l&#039;interlocutore. Peggio ancora è squalificare l&#039;interlocutore con accuse generiche e non circostanziate come quella di essere &quot;nimby&quot; o di opporsi &quot;ideologicamente&quot; a qualsiasi opera.
Purtroppo, essere in mala fede passa troppo spesso per &quot;buon senso&quot;.
PS:	tra i testi che ho letto oggi sui post recenti il peggior &quot;cattivo maestro&quot; mi è parso Cacciari: il conformismo e  la banalità dei luoghi comuni sono veramente dannosi con la loro forza di convincimento che fa a meno di qualsiasi verifica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si leggono le cronache di chi c&#8217;era, sembra che la violenza sia naturale auto protezione e i sabotaggi non atti dimostrativi ma finalizzati a rallentare i lavori.<br />
Qualcuno non dice la verità. Davvero siamo in presenza di decisioni prese in seguito a un&#8217;informazione trasparente e consultazioni democratiche o tali &#8220;consultazioni&#8221; non hanno mai veramente previsto un significativo cambiamento di rotta? E&#8217; importante realizzare l&#8217;opera o è più importante fermarla a qualsiasi costo? Come si fa a capire chi ha più probabilità di dire il vero? Secondo me un metodo di massima c&#8217;è: chi cita le fonti di quello che afferma, entra nei particolari e descrive osservazioni controllabili e ripetibili non ha necessariamente ragione ma, di solito, è almeno in buona fede; è, viceversa, generalmente interessato a dire cose tese a raggiungere i propri scopi, senza dare importanza alla veridicità di quanto dice, chi fa affermazioni generiche  e non circostanziate o tenta di squalificare l&#8217;interlocutore. Peggio ancora è squalificare l&#8217;interlocutore con accuse generiche e non circostanziate come quella di essere &#8220;nimby&#8221; o di opporsi &#8220;ideologicamente&#8221; a qualsiasi opera.<br />
Purtroppo, essere in mala fede passa troppo spesso per &#8220;buon senso&#8221;.<br />
PS:	tra i testi che ho letto oggi sui post recenti il peggior &#8220;cattivo maestro&#8221; mi è parso Cacciari: il conformismo e  la banalità dei luoghi comuni sono veramente dannosi con la loro forza di convincimento che fa a meno di qualsiasi verifica.</p>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-intellettuali-al-tempo-degli-accendini-bic/comment-page-1/#comment-134699</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 10:33:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la prima tentazione con questi sarebbe quella di comportarsi  come quei contadini russi di cui parlò una volta Enzo Biagi,che quando si ritrovano la casa infestata di blatte spengono tutte le stufe e vanno a vivere tutto il tempo necessario nei boschi in maniera tale che quando decidono di rientrare la natura ha già aggiustato le cose e possono riprendere a convivere con i normali rovesci che qualsiasi esistenza incontra (senza che le istituzioni debbano per forza contribuire)
http://www.youtube.com/watch?v=JaAWdljhD5o]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la prima tentazione con questi sarebbe quella di comportarsi  come quei contadini russi di cui parlò una volta Enzo Biagi,che quando si ritrovano la casa infestata di blatte spengono tutte le stufe e vanno a vivere tutto il tempo necessario nei boschi in maniera tale che quando decidono di rientrare la natura ha già aggiustato le cose e possono riprendere a convivere con i normali rovesci che qualsiasi esistenza incontra (senza che le istituzioni debbano per forza contribuire)<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=JaAWdljhD5o" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=JaAWdljhD5o</a></p>
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		<title>
		Di: Maurizio Montanari		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-intellettuali-al-tempo-degli-accendini-bic/comment-page-1/#comment-134698</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 07:18:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Erri De Luca, una bella eccezione.
Facendo una breve rassegna festivaliera, mi rendo conto di quanto sia fondata quella opinione critica, sempre più corposa e sempre più diffusa, che si va scagliando contro la cultura da &#039;Festival&#039;.
Ci sono quattro o più figuri che d&#039;estate svolgono la professione di &#039;ospite di Festival&#039;.
Filosofo, sociologi, psicoanalista.
A distanza di pochi gionri volano di città in città, in lughi nei queli si fa il medesimo uso della parola: belle congiunzioni e esposizioni ruffiane per la platea adorante.
Di solito è sempre la stessa. Nel senso che di anno in anno è il medesimo plotone di plaudenti che si ritrova allo stesso posto, occupa la medesima seggiola.
Ci sono anche i pulman del festival. Non è un idiozia.
A Pontremoli, in occasione del premio &#039;Bancarella&#039;, una parte della platea era composta da gruppi che in sequenza si facevano il Festival della filosofia, della Mente, della felicità, della saggezza, della serenità.
Per ascoltare le stesse persone. Non è uno scherzo. I professionisti del Festival si fanno 3 o 4 ospitate , quasi sempre parlando negli stessi orari.
Questa è la cultura di oggi.
Al termine della serata, mi piglio fuori Camus, e leggendolo mi accorgo di quanto sia mutato il concetto sia di intellettuale che di cultura, virando al peggio, mercificata al pari degli sponsor di questi eventi.
&#039;Visto che non viviamo più tempi di rivoluzione, che siano almeno tempi di rivolta (..)
L&#039;intellettuale, questo spelacchiato, randagio, che la nostra società ora copre di disprezzo, ora minaccia con la pistola in mano, si risveglia in piena notte, ritrova la sua fedele angoscia e si chiede &#039; Che cosa farò in questa galera?.Egli vorrebbe  combattere all&#039;opposizione(....)perfino nel suo paese che lo fa soffrire, senza scrivere niente che possa incoraggiare lo spirito di cedimento. Come può farlo davanti ad una nazione lacerata tra mercanti che la possiedono e poliziotti che la desiderano, dove tutti parlano in nome di un popolo che tace o che grida sotto il peso della propria miseria.
L&#039;intellettuale parlerà con voce esitante, e lo farà invano. (..) gli toccherò sopportare di avere dei nemici.&#039; ( CAMUS. MI RIVOLTO, DUNQUE SIAMO)
Guardo le facce di questi, i loro libri e i loro addetti stampa.
Politicamante &#039;impegnati&#039;, intenti a tracannare spuntini e a stringere mani laide di politicanti.
Per essere visibili, per piazzarsi, per dare un colore nuovo ogni sera al loro vuoto contenitore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erri De Luca, una bella eccezione.<br />
Facendo una breve rassegna festivaliera, mi rendo conto di quanto sia fondata quella opinione critica, sempre più corposa e sempre più diffusa, che si va scagliando contro la cultura da &#8216;Festival&#8217;.<br />
Ci sono quattro o più figuri che d&#8217;estate svolgono la professione di &#8216;ospite di Festival&#8217;.<br />
Filosofo, sociologi, psicoanalista.<br />
A distanza di pochi gionri volano di città in città, in lughi nei queli si fa il medesimo uso della parola: belle congiunzioni e esposizioni ruffiane per la platea adorante.<br />
Di solito è sempre la stessa. Nel senso che di anno in anno è il medesimo plotone di plaudenti che si ritrova allo stesso posto, occupa la medesima seggiola.<br />
Ci sono anche i pulman del festival. Non è un idiozia.<br />
A Pontremoli, in occasione del premio &#8216;Bancarella&#8217;, una parte della platea era composta da gruppi che in sequenza si facevano il Festival della filosofia, della Mente, della felicità, della saggezza, della serenità.<br />
Per ascoltare le stesse persone. Non è uno scherzo. I professionisti del Festival si fanno 3 o 4 ospitate , quasi sempre parlando negli stessi orari.<br />
Questa è la cultura di oggi.<br />
Al termine della serata, mi piglio fuori Camus, e leggendolo mi accorgo di quanto sia mutato il concetto sia di intellettuale che di cultura, virando al peggio, mercificata al pari degli sponsor di questi eventi.<br />
&#8216;Visto che non viviamo più tempi di rivoluzione, che siano almeno tempi di rivolta (..)<br />
L&#8217;intellettuale, questo spelacchiato, randagio, che la nostra società ora copre di disprezzo, ora minaccia con la pistola in mano, si risveglia in piena notte, ritrova la sua fedele angoscia e si chiede &#8216; Che cosa farò in questa galera?.Egli vorrebbe  combattere all&#8217;opposizione(&#8230;.)perfino nel suo paese che lo fa soffrire, senza scrivere niente che possa incoraggiare lo spirito di cedimento. Come può farlo davanti ad una nazione lacerata tra mercanti che la possiedono e poliziotti che la desiderano, dove tutti parlano in nome di un popolo che tace o che grida sotto il peso della propria miseria.<br />
L&#8217;intellettuale parlerà con voce esitante, e lo farà invano. (..) gli toccherò sopportare di avere dei nemici.&#8217; ( CAMUS. MI RIVOLTO, DUNQUE SIAMO)<br />
Guardo le facce di questi, i loro libri e i loro addetti stampa.<br />
Politicamante &#8216;impegnati&#8217;, intenti a tracannare spuntini e a stringere mani laide di politicanti.<br />
Per essere visibili, per piazzarsi, per dare un colore nuovo ogni sera al loro vuoto contenitore.</p>
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