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	Commenti a: GLI SFRUTTATI (EDITORIALI) DI CASA NOSTRA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Oct 2013 12:59:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134889</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2013 12:59:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le virgolette usate su &quot;boicottaggio&quot; non sono un caso.
Però ci sono libri che non puoi evitare di acquistare. Non ti piace la politica della casa editrice, non ti piace il formato del libro, non ti piace l&#039;impaginazione, non ti piacciono i troppi refusi, non ti piace la collocazione delle note, non ti piace che i numeri di pagina siano centrati, non ti piace la carta usata, ma, miodio, quel libro ti serve e non puoi prenderlo in prestito: sottolinei, scrivi a margine, lo consulti, lo usuri, lo consulti ancora.
Questo per dire che capita che piacere e bisogno non si trovino spesso così d&#039;accordo.
Allora, ripeto: raccontare le situazioni editoriali degradanti è utile. Far sì che le persone si stimino abbastanza per non essere, loro malgrado, complici di una situazione mortificante è utile. Credo che questo aspetto non sia trascurabile.
I titoli di studio raggiunti è vero che rafforzano la stima personale, ma è anche vero che rendono più esposti alle frustrazioni e alle mortificazioni. Può darsi che con il trascorrere del tempo, quando la soddisfazione di aver superato la prova istituzionale si spegne, la stima di sé ne sia influenzata, soprattutto per la difficoltà a concretizzare il proprio percorso di studi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le virgolette usate su &#8220;boicottaggio&#8221; non sono un caso.<br />
Però ci sono libri che non puoi evitare di acquistare. Non ti piace la politica della casa editrice, non ti piace il formato del libro, non ti piace l&#8217;impaginazione, non ti piacciono i troppi refusi, non ti piace la collocazione delle note, non ti piace che i numeri di pagina siano centrati, non ti piace la carta usata, ma, miodio, quel libro ti serve e non puoi prenderlo in prestito: sottolinei, scrivi a margine, lo consulti, lo usuri, lo consulti ancora.<br />
Questo per dire che capita che piacere e bisogno non si trovino spesso così d&#8217;accordo.<br />
Allora, ripeto: raccontare le situazioni editoriali degradanti è utile. Far sì che le persone si stimino abbastanza per non essere, loro malgrado, complici di una situazione mortificante è utile. Credo che questo aspetto non sia trascurabile.<br />
I titoli di studio raggiunti è vero che rafforzano la stima personale, ma è anche vero che rendono più esposti alle frustrazioni e alle mortificazioni. Può darsi che con il trascorrere del tempo, quando la soddisfazione di aver superato la prova istituzionale si spegne, la stima di sé ne sia influenzata, soprattutto per la difficoltà a concretizzare il proprio percorso di studi.</p>
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		<title>
		Di: (**)		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134888</link>

		<dc:creator><![CDATA[(**)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 12:16:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ ElenaElle
non so che tipo di discussione possiamo fare, ho solo fatto un commento, se ci sono altri sviluppi posso dire altre cose, ma leggendo le tue parole questo mi è venuto, non vedo cos&#039;altro dire. Capisco che posso sembrare maleducato o aggressivo, ma penso che sia utile dirti ciò che ti dico.
@ Davide
Di problemi ce ne sono certo, e io neanche li conosco tutti, per questo vorrei che se ne parlasse in maniera concreta. Però evitare l&#039;acquisto è possibile, basta avere chiaro il perché lo si fa e a cosa teniamo di più. Ci sono anche le biblioteche. Ma non comprare non equivale proprio a boicottare, se non c&#039;è un&#039;azione pubblica che scredita i comportamenti di un&#039;azienda il tuo singolo non acquisto non ha forza. Qua stiamo parlando di case editrici e di qualità del prodotto, e fra le regole civili da seguire per una casa editrice non ci sono né la qualità letteraria né la qualità tipografica né il buon editing eccetera, ergo non ti piace non ne acquisti i prodotti, non per boicottarla, ma perché non ti piace. E in ambito lavorativo non stiamo parlando di stranieri che si piegano per fame, stiamo parlando di gente con due lauree e un master.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ ElenaElle<br />
non so che tipo di discussione possiamo fare, ho solo fatto un commento, se ci sono altri sviluppi posso dire altre cose, ma leggendo le tue parole questo mi è venuto, non vedo cos&#8217;altro dire. Capisco che posso sembrare maleducato o aggressivo, ma penso che sia utile dirti ciò che ti dico.<br />
@ Davide<br />
Di problemi ce ne sono certo, e io neanche li conosco tutti, per questo vorrei che se ne parlasse in maniera concreta. Però evitare l&#8217;acquisto è possibile, basta avere chiaro il perché lo si fa e a cosa teniamo di più. Ci sono anche le biblioteche. Ma non comprare non equivale proprio a boicottare, se non c&#8217;è un&#8217;azione pubblica che scredita i comportamenti di un&#8217;azienda il tuo singolo non acquisto non ha forza. Qua stiamo parlando di case editrici e di qualità del prodotto, e fra le regole civili da seguire per una casa editrice non ci sono né la qualità letteraria né la qualità tipografica né il buon editing eccetera, ergo non ti piace non ne acquisti i prodotti, non per boicottarla, ma perché non ti piace. E in ambito lavorativo non stiamo parlando di stranieri che si piegano per fame, stiamo parlando di gente con due lauree e un master.</p>
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		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134887</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 11:04:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Faccina, secondo me, non sbaglia a sollevare la questione da un&#039;altra prospettiva. Fa capire che se una situazione degradante è diffusa, le responsabilità non sono da ricercare in una sola direzione: guardarsi allo specchio per comprendere meglio un problema che ci riguarda, sarebbe forse un primo passo. Ossia, intervenire anche su se stessi non sarebbe cosa così stupida. Perlomeno, per non essere complici silenziosi di una gestione lavorativa scorretta.
C&#039;è però un problema, faccina. Oddio, di problemi ce ne sono molti...
Il problema riguarda il &quot;boicottaggio&quot; di una casa editrice che squalifica le competenze: in certi casi non è possibile evitare l&#039;acquisto di un libro presso quella casa editrice.
Dunque, che fare, oltre che scrivere lettere di scontento in inverno?
Iniziare delle campagne per spiegare la situazione sarebbe una soluzione, e magari incentivare una maggiore stima del proprio valore sarebbe un&#039;altra soluzione. Perché è tanto facile da parte di un aguzzino aver a che fare con persone che non si stimano.
Ma perché una persona non si stima? Questa è un&#039;altra questione problematica. Assai problematica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Faccina, secondo me, non sbaglia a sollevare la questione da un&#8217;altra prospettiva. Fa capire che se una situazione degradante è diffusa, le responsabilità non sono da ricercare in una sola direzione: guardarsi allo specchio per comprendere meglio un problema che ci riguarda, sarebbe forse un primo passo. Ossia, intervenire anche su se stessi non sarebbe cosa così stupida. Perlomeno, per non essere complici silenziosi di una gestione lavorativa scorretta.<br />
C&#8217;è però un problema, faccina. Oddio, di problemi ce ne sono molti&#8230;<br />
Il problema riguarda il &#8220;boicottaggio&#8221; di una casa editrice che squalifica le competenze: in certi casi non è possibile evitare l&#8217;acquisto di un libro presso quella casa editrice.<br />
Dunque, che fare, oltre che scrivere lettere di scontento in inverno?<br />
Iniziare delle campagne per spiegare la situazione sarebbe una soluzione, e magari incentivare una maggiore stima del proprio valore sarebbe un&#8217;altra soluzione. Perché è tanto facile da parte di un aguzzino aver a che fare con persone che non si stimano.<br />
Ma perché una persona non si stima? Questa è un&#8217;altra questione problematica. Assai problematica.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134886</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 06:59:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ astireschi tra parentesi
Il tuo contributo alla discussione è prezioso! Grazie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ astireschi tra parentesi<br />
Il tuo contributo alla discussione è prezioso! Grazie!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: (**)		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134885</link>

		<dc:creator><![CDATA[(**)]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 22:06:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ danae e per chi ha scritto la mail. Ho letto la mail. Se non ti piace il modo in cui ti chiedono di lavorare perché continui a farlo? Chi ha scritto la mail cosa pensa, che arriverà qualcuno a dargli ciò che pretendono? Se la realtà è così diffusa pensate che la responsabilità non sia anche vostra? Sta scritto da qualche parte che le case editrici devono pubblicare lavori di qualità? Sono aziende private, ognuno pubblica ciò che vuole, se ti piace bene, se non ti piace non lavorarci. @ ElenaElle, stesso discorso, non ti piace la qualità di Einaudi, non comprargli i libri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ danae e per chi ha scritto la mail. Ho letto la mail. Se non ti piace il modo in cui ti chiedono di lavorare perché continui a farlo? Chi ha scritto la mail cosa pensa, che arriverà qualcuno a dargli ciò che pretendono? Se la realtà è così diffusa pensate che la responsabilità non sia anche vostra? Sta scritto da qualche parte che le case editrici devono pubblicare lavori di qualità? Sono aziende private, ognuno pubblica ciò che vuole, se ti piace bene, se non ti piace non lavorarci. @ ElenaElle, stesso discorso, non ti piace la qualità di Einaudi, non comprargli i libri</p>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134884</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 15:59:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fretta e foga di azzerare i costi, Elena. Non ridurre: azzerare. Qualche anno fa io e mia moglie partecipammo allo start up, mettendoci soldi,  di una piccola casa editrice, che avrebbe dovuto pubblicare poco e solo libri di qualità raccolti in giro per il mondo, in particolare in oriente (uno dei soci era italo indiano e aveva una buona conoscenza della letteratura di tutto il sud est asiatico). Dopo un annetto ci siamo dovuti sfilare tra le liti, perché la gestione del socio che aveva assunto su sé anche la parte manageriale (io e mia moglie non potevamo, lavorando e avendo due bambini piccoli) aveva di fatto ridefinito l&#039;obiettivo aziendale, che possiamo riassumere così: pubblicare qualsiasi cosa che, venendo da posti esotici, si riesca a descrivere in termini suggestivi in modo da creare un caso; questo, ovviamente, cercando di non pagare (attenzione: non &quot;pagare poco&quot;, proprio &quot;non pagare&quot;) né gli editor né chi si occupa della comunicazione e della promozione, che possono essere efficacemente appaltati gratis a studenti da lusingare con la prospettiva di uno stage o amatori disposti a lavorare senza corrispettivo per puro hobby. Sfornammo un libro bello perché l&#039;autore era un grande e l&#039;editing lo fece mia moglie, che è una professionista del settore; poi il nulla e tante incazzature. Penso che la storia sia paradigmatica di cos&#039;è oggi il mondo dell&#039;editoria. In cui il male non sta solo in Amazon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fretta e foga di azzerare i costi, Elena. Non ridurre: azzerare. Qualche anno fa io e mia moglie partecipammo allo start up, mettendoci soldi,  di una piccola casa editrice, che avrebbe dovuto pubblicare poco e solo libri di qualità raccolti in giro per il mondo, in particolare in oriente (uno dei soci era italo indiano e aveva una buona conoscenza della letteratura di tutto il sud est asiatico). Dopo un annetto ci siamo dovuti sfilare tra le liti, perché la gestione del socio che aveva assunto su sé anche la parte manageriale (io e mia moglie non potevamo, lavorando e avendo due bambini piccoli) aveva di fatto ridefinito l&#8217;obiettivo aziendale, che possiamo riassumere così: pubblicare qualsiasi cosa che, venendo da posti esotici, si riesca a descrivere in termini suggestivi in modo da creare un caso; questo, ovviamente, cercando di non pagare (attenzione: non &#8220;pagare poco&#8221;, proprio &#8220;non pagare&#8221;) né gli editor né chi si occupa della comunicazione e della promozione, che possono essere efficacemente appaltati gratis a studenti da lusingare con la prospettiva di uno stage o amatori disposti a lavorare senza corrispettivo per puro hobby. Sfornammo un libro bello perché l&#8217;autore era un grande e l&#8217;editing lo fece mia moglie, che è una professionista del settore; poi il nulla e tante incazzature. Penso che la storia sia paradigmatica di cos&#8217;è oggi il mondo dell&#8217;editoria. In cui il male non sta solo in Amazon.</p>
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		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134883</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 14:18:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia sensazione da lettrice è che alcuni dei grandi editori negli ultimi anni hanno puntato molto sulle copertine e pochissimo sulla correzione dei testi e sulle traduzioni. Per esempio in Einaudi nel corso del tempo ho notato questa discrepanza: copertine sempre più belle e testi con refusi imperdonabili.
Oppure un&#039;altra delle sviste più gravi è quando la quarta di copertina non corrisponde in modo fedele al contenuto o peggio ancora quando si rivela in essa un colpo di scena che nel libro avviene ad almeno metà lettura.
Tante volte mi sono chiesta: ma esistono ancora i correttori di bozze? E&#039; colpa della fretta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia sensazione da lettrice è che alcuni dei grandi editori negli ultimi anni hanno puntato molto sulle copertine e pochissimo sulla correzione dei testi e sulle traduzioni. Per esempio in Einaudi nel corso del tempo ho notato questa discrepanza: copertine sempre più belle e testi con refusi imperdonabili.<br />
Oppure un&#8217;altra delle sviste più gravi è quando la quarta di copertina non corrisponde in modo fedele al contenuto o peggio ancora quando si rivela in essa un colpo di scena che nel libro avviene ad almeno metà lettura.<br />
Tante volte mi sono chiesta: ma esistono ancora i correttori di bozze? E&#8217; colpa della fretta?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: danae		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134882</link>

		<dc:creator><![CDATA[danae]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 14:04:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mail è durissima e verissima. Descrive una realtà ormai diffusa. Ancora una volta, penso che sia necessario tenere insieme tutti i pezzi, guardare la filiera nella sua totalità. Pensavo che non è poi così strano che mi si chieda di essere veloce nei lavori di redazione: se il testo che sto lavorando, una volta diventato libro, vivrà in libreria solo tre mesi, è poi così importante la qualità? (si capisce che la mia è un&#039;amara domanda retorica?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mail è durissima e verissima. Descrive una realtà ormai diffusa. Ancora una volta, penso che sia necessario tenere insieme tutti i pezzi, guardare la filiera nella sua totalità. Pensavo che non è poi così strano che mi si chieda di essere veloce nei lavori di redazione: se il testo che sto lavorando, una volta diventato libro, vivrà in libreria solo tre mesi, è poi così importante la qualità? (si capisce che la mia è un&#8217;amara domanda retorica?)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134881</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 10:20:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Chi domina Zam-Zammah, il “drago dal soffio di fuoco”, domina il Punjab, perché il grande pezzo di bronzo verde è sempre il primo bottino dei conquistatori&quot;(e per questo che si continua a perdere tempo sul gossip politico riguardante esecutivi che manco riescono a gestire l&#039;ordinario e che non hanno idea che quanto riportato qui non è nemmeno particolarmente scandaloso rispetto alla realtà di un mercato del lavoro che fa davvero paura)
http://www.youtube.com/watch?v=UGEqiwKEe5c]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chi domina Zam-Zammah, il “drago dal soffio di fuoco”, domina il Punjab, perché il grande pezzo di bronzo verde è sempre il primo bottino dei conquistatori&#8221;(e per questo che si continua a perdere tempo sul gossip politico riguardante esecutivi che manco riescono a gestire l&#8217;ordinario e che non hanno idea che quanto riportato qui non è nemmeno particolarmente scandaloso rispetto alla realtà di un mercato del lavoro che fa davvero paura)<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UGEqiwKEe5c" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=UGEqiwKEe5c</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/gli-sfruttati-editoriali-di-casa-nostra/comment-page-1/#comment-134880</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 08:32:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non si tratta affatto di lamentazioni, in effetti. L&#039;esternalizzazione è in atto, non se ne parla, e molti degli studi editoriali che propongono tariffe da fame sono anche, se posso dire la mia, di dubbia competenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si tratta affatto di lamentazioni, in effetti. L&#8217;esternalizzazione è in atto, non se ne parla, e molti degli studi editoriali che propongono tariffe da fame sono anche, se posso dire la mia, di dubbia competenza.</p>
]]></content:encoded>
		
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