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	Commenti a: I GIORNALI, I SOCIAL, I GIUSTIZIERI CHE DORMONO IN NOI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Jan 2020 10:18:39 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 10:18:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buon anno e buona epifania.
Riflettevo sulla proposta dei Wu Ming di ricominciare a popolare il web con una blogosfera di nuovo &quot;tipo&quot;.
Una cosa che per esempio mi manca del blog è la &quot;discussione&quot;. Se si fa caso, su facebook o su twitter o su qualsiasi altro social, la discussione tende ad essere monodiretta tra l&#039;account proponente e i vari commentatori. Come se si fosse ad una conferenza, ognuno fa una domanda al relatore e questi gli risponde. I social sono &quot;centripeti&quot;.
Il bello dei forum (soprattutto) e dei blog attivi era (uso l&#039;imperfetto, pensando alla blogosfera evolutasi negli anni &#039;00) proprio l&#039;idea di comunità che si relazionava.
Anche su youtube, dove si raggiungono cifre incredibili rispetto ad un blog, resta l&#039;impronta &quot;narcisistica&quot;, se mi si passa il termine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buon anno e buona epifania.<br />
Riflettevo sulla proposta dei Wu Ming di ricominciare a popolare il web con una blogosfera di nuovo &#8220;tipo&#8221;.<br />
Una cosa che per esempio mi manca del blog è la &#8220;discussione&#8221;. Se si fa caso, su facebook o su twitter o su qualsiasi altro social, la discussione tende ad essere monodiretta tra l&#8217;account proponente e i vari commentatori. Come se si fosse ad una conferenza, ognuno fa una domanda al relatore e questi gli risponde. I social sono &#8220;centripeti&#8221;.<br />
Il bello dei forum (soprattutto) e dei blog attivi era (uso l&#8217;imperfetto, pensando alla blogosfera evolutasi negli anni &#8217;00) proprio l&#8217;idea di comunità che si relazionava.<br />
Anche su youtube, dove si raggiungono cifre incredibili rispetto ad un blog, resta l&#8217;impronta &#8220;narcisistica&#8221;, se mi si passa il termine.</p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2019 02:09:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Terribilmente vero quel che scrivete tu e WuMing, Loredana. Io fuggii da Twitter anni fa dopo che mi scoprii a insultare pesantemente una serie di seguaci di Bagnai che a loro volta risposero con insulti a una mia educatissima (ma circostanziata) richiesta di spiegazioni sulle tesi contenute ne &quot;Il tramonto dell&#039;Euro&quot;: non sapendo o, più verosimilmente, non volendo rispondermi, si partì da Bildeberg (di cui ero stato dipinto come un &quot;esponente di punta&quot; mandato a &quot;provocare&quot;, sic!) e si finì a insulti degni della Marina Nord di Pescara...
Eppure, senza tante retoriche e analisi, basterebbe ricordare e ricordarsi che esprimersi in Rete e sui Social è come parlare per strada con un megafono più o meno potente. Il fatto che a dimenticarsene siano personaggi pubblici e Testate giornalistiche, poi, è davvero inquietante e preoccupante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terribilmente vero quel che scrivete tu e WuMing, Loredana. Io fuggii da Twitter anni fa dopo che mi scoprii a insultare pesantemente una serie di seguaci di Bagnai che a loro volta risposero con insulti a una mia educatissima (ma circostanziata) richiesta di spiegazioni sulle tesi contenute ne &#8220;Il tramonto dell&#8217;Euro&#8221;: non sapendo o, più verosimilmente, non volendo rispondermi, si partì da Bildeberg (di cui ero stato dipinto come un &#8220;esponente di punta&#8221; mandato a &#8220;provocare&#8221;, sic!) e si finì a insulti degni della Marina Nord di Pescara&#8230;<br />
Eppure, senza tante retoriche e analisi, basterebbe ricordare e ricordarsi che esprimersi in Rete e sui Social è come parlare per strada con un megafono più o meno potente. Il fatto che a dimenticarsene siano personaggi pubblici e Testate giornalistiche, poi, è davvero inquietante e preoccupante.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Patrizia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-giornali-i-social-i-giustizieri-che-dormono-in-noi/comment-page-1/#comment-141284</link>

		<dc:creator><![CDATA[Patrizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2019 15:46:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana,
non scrivo dalla parte di chi non ha la minima colpa ma da quella di chi si è schierato e schierandosi ha, anche se involontariamente mancato di umanità e di attenzione per le vittime e per le famiglie che sono coinvolte.
L&#039;altro ieri ho letto un tweet di Filippo Sensi che raccontava di sé che non nascondeva di aver pianto per le due ragazzine travolte e uccise, avendo lui una figlia della stessa età.
Ho immaginato che Sensi vivesse anche nella stessa zona delle ragazzine che sono morte.
E ho provato rabbia. Il suo dolore mi sembrava solo un dolore autoriferito, che non riusciva a concepire di identificarsi con un vecchio morto sulle strisce, con un bambino travolto da una macchina in un quartiere popolare. Ho scritto un twiit che nessuno mi si è filato, ed è stato molto meglio così.
Quello che mi fa ribollire è: ma i ricchi provano empatia solo per situazioni che li riguardano direttamente?
Forse in quest&#039;epoca avara di sentimenti di umana simpatia verso gli altri, un po&#039; tutti siamo meschini di generosità verso le sofferenze di chi ci è lontano.
Il twist l&#039;ho pure cancellato perché un po&#039; me ne vergognavo.
Non è che non provi dispiacere per la disgrazia che è capitata a quelle due povere creature; è che leggo la vita con i miei schemi di giustizia o ingiustizia sociale. A volte si rischia di mostrarsi crudeli.
Ora dopo quello che ho letto da Lei, forse devo avere come limite ai miei ragionamenti da esplicitare, quello che possano o meno essere un affronto a chi soffre veramente. Un abbraccio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana,<br />
non scrivo dalla parte di chi non ha la minima colpa ma da quella di chi si è schierato e schierandosi ha, anche se involontariamente mancato di umanità e di attenzione per le vittime e per le famiglie che sono coinvolte.<br />
L&#8217;altro ieri ho letto un tweet di Filippo Sensi che raccontava di sé che non nascondeva di aver pianto per le due ragazzine travolte e uccise, avendo lui una figlia della stessa età.<br />
Ho immaginato che Sensi vivesse anche nella stessa zona delle ragazzine che sono morte.<br />
E ho provato rabbia. Il suo dolore mi sembrava solo un dolore autoriferito, che non riusciva a concepire di identificarsi con un vecchio morto sulle strisce, con un bambino travolto da una macchina in un quartiere popolare. Ho scritto un twiit che nessuno mi si è filato, ed è stato molto meglio così.<br />
Quello che mi fa ribollire è: ma i ricchi provano empatia solo per situazioni che li riguardano direttamente?<br />
Forse in quest&#8217;epoca avara di sentimenti di umana simpatia verso gli altri, un po&#8217; tutti siamo meschini di generosità verso le sofferenze di chi ci è lontano.<br />
Il twist l&#8217;ho pure cancellato perché un po&#8217; me ne vergognavo.<br />
Non è che non provi dispiacere per la disgrazia che è capitata a quelle due povere creature; è che leggo la vita con i miei schemi di giustizia o ingiustizia sociale. A volte si rischia di mostrarsi crudeli.<br />
Ora dopo quello che ho letto da Lei, forse devo avere come limite ai miei ragionamenti da esplicitare, quello che possano o meno essere un affronto a chi soffre veramente. Un abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
		
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