<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: I LIBRI DELLE RAGAZZE	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 Jun 2012 08:28:46 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129081</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2012 08:28:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129081</guid>

					<description><![CDATA[bette, hai ragione da vendere!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bette, hai ragione da vendere!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: bette		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129080</link>

		<dc:creator><![CDATA[bette]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 20:21:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129080</guid>

					<description><![CDATA[C&#039;ero anch&#039;io, ieri pomeriggio, al convegno. E ne sono uscita col seguente pensiero.
Chi pratica uno sport nutre la convinzione che faccia un gran bene. Ma, per fortuna, non si fanno spesso pensosi problematici convegni per studiare come instillare la passione per l&#039;esercizio fisico nelle persone più giovani. Forse perché gli affari dei venditori di articoli sportivi vanno molto meglio degli affari di editori e librai?
Come che sia, io che non pratico alcuno sport non sono affatto turbata dall&#039;esistenza di sportivi, campi sportivi, abbigliamenti sportivi, attrezzi sportivi.
Mi turberebbe, invece, se venissero a provocarmi con continui inviti - aperti o subdoli, sempre benintenzionati per carità - a darmi all&#039;attività fisica.
Dopo i convegni sulla &quot;promozione&quot; della lettura mi viene spesso il desiderio che ogni tentativo di convincere della bontà della lettura stessa sia inane. Specialmente a confronto di quanto sa essere convincente la lettura, da sola, su chi abbia una minima sensibilità ad essa. E chi non ce l&#039;ha, ha tutto il diritto di vivere in pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;ero anch&#8217;io, ieri pomeriggio, al convegno. E ne sono uscita col seguente pensiero.<br />
Chi pratica uno sport nutre la convinzione che faccia un gran bene. Ma, per fortuna, non si fanno spesso pensosi problematici convegni per studiare come instillare la passione per l&#8217;esercizio fisico nelle persone più giovani. Forse perché gli affari dei venditori di articoli sportivi vanno molto meglio degli affari di editori e librai?<br />
Come che sia, io che non pratico alcuno sport non sono affatto turbata dall&#8217;esistenza di sportivi, campi sportivi, abbigliamenti sportivi, attrezzi sportivi.<br />
Mi turberebbe, invece, se venissero a provocarmi con continui inviti &#8211; aperti o subdoli, sempre benintenzionati per carità &#8211; a darmi all&#8217;attività fisica.<br />
Dopo i convegni sulla &#8220;promozione&#8221; della lettura mi viene spesso il desiderio che ogni tentativo di convincere della bontà della lettura stessa sia inane. Specialmente a confronto di quanto sa essere convincente la lettura, da sola, su chi abbia una minima sensibilità ad essa. E chi non ce l&#8217;ha, ha tutto il diritto di vivere in pace.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129079</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 20:16:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129079</guid>

					<description><![CDATA[*mode genitore orgoglioso ON*
Io sono contento che la mia seienne abbia iniziato a leggere da sola Geronimo Stilton... anche il viaggio più lungo inizia con un piccolo passo :-)
*mode genitore orgoglioso OFF*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*mode genitore orgoglioso ON*<br />
Io sono contento che la mia seienne abbia iniziato a leggere da sola Geronimo Stilton&#8230; anche il viaggio più lungo inizia con un piccolo passo 🙂<br />
*mode genitore orgoglioso OFF*</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129078</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 18:06:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129078</guid>

					<description><![CDATA[Nella relazione completa si evidenziava il fatto che la lettura è contagio: chi ha genitori che leggono è in vantaggio. Attenzione, che leggono, non che fanno lavori intellettuali. Per esempio, i figli di ricercatori universitari (quelli del campione, naturalmente), sono lettori deboli. Quindi, concordo sul fatto che leggere a voce alta ai figli è un&#039;esperienza bellissima e spesso pagante. Spesso e non sempre, perché non esiste la formula della lettura. Alice: sì, e proprio per questo bisognerebbe porre una quadrupla attenzione all&#039;offerta. Cosa che non avviene sempre, perché le giovani lettrici sono viste più come prede-consumatrici che come importantissime future grandi lettrici adulte. Ma questa è un&#039;altra storia (forse).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella relazione completa si evidenziava il fatto che la lettura è contagio: chi ha genitori che leggono è in vantaggio. Attenzione, che leggono, non che fanno lavori intellettuali. Per esempio, i figli di ricercatori universitari (quelli del campione, naturalmente), sono lettori deboli. Quindi, concordo sul fatto che leggere a voce alta ai figli è un&#8217;esperienza bellissima e spesso pagante. Spesso e non sempre, perché non esiste la formula della lettura. Alice: sì, e proprio per questo bisognerebbe porre una quadrupla attenzione all&#8217;offerta. Cosa che non avviene sempre, perché le giovani lettrici sono viste più come prede-consumatrici che come importantissime future grandi lettrici adulte. Ma questa è un&#8217;altra storia (forse).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129077</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 17:11:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129077</guid>

					<description><![CDATA[I veri lettori forti sono ragazzine adolescenti che usano internet. Il libro che cambia la vita, almeno da lettore, arriva a 13-14 anni. In due righe, quello che dico e su cui lavoro da una vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I veri lettori forti sono ragazzine adolescenti che usano internet. Il libro che cambia la vita, almeno da lettore, arriva a 13-14 anni. In due righe, quello che dico e su cui lavoro da una vita.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129076</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 17:06:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129076</guid>

					<description><![CDATA[@ Loredana
Non so quale sia la reale diffusione di Dahl, so che mia figlia (di soli tre anni più giovane della tua) lo ha letto quasi tutto (il suo preferito è &quot;Il GGG&quot;). Ma sarà che a Bologna c&#039;è una libreria per ragazzi meritevolissima, la &quot;Giannino Stoppani&quot;, e c&#039;è – so per certo – una buona scuola di base. E ci sono biblioteche dove anche un bambino di 8 anni può farsi la sua tessera e prendersi un il suo libro...
Diciamo che per genitori che si ritagliano un angolo di tempo per leggere storie ai figli (ma quale ritaglio: momenti bellissimi!) sono strutture che aiutano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Loredana<br />
Non so quale sia la reale diffusione di Dahl, so che mia figlia (di soli tre anni più giovane della tua) lo ha letto quasi tutto (il suo preferito è &#8220;Il GGG&#8221;). Ma sarà che a Bologna c&#8217;è una libreria per ragazzi meritevolissima, la &#8220;Giannino Stoppani&#8221;, e c&#8217;è – so per certo – una buona scuola di base. E ci sono biblioteche dove anche un bambino di 8 anni può farsi la sua tessera e prendersi un il suo libro&#8230;<br />
Diciamo che per genitori che si ritagliano un angolo di tempo per leggere storie ai figli (ma quale ritaglio: momenti bellissimi!) sono strutture che aiutano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Guglielmo Pispisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129075</link>

		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Pispisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 17:03:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129075</guid>

					<description><![CDATA[Vorrei dire una parola sul tema della lettura che &quot;deve&quot; o &quot;non deve&quot; essere faticosa, richiamato da Loredana sopra. A mio avviso non è che deve... la lettura è faticosa. Il punto è che la fatica non dovrebbe essere vista come un problema, e oggi invece spesso accade il contrario, almeno per le attività intellettuali. Un buon allenamento di calcio è molto faticoso, assai più che giocare a freccette, ma difficilmente i ragazzi che lo fanno se ne lamentano o smettono per giocare a freccette. Ciò accade perché giocare a calcio concretizza uno status cui viene attribuito dalla maggior parte delle persone un valore elevato. Leggere un libro è più faticoso di giocare a Farmville; leggere Dostoevskij è più faticoso di leggere Dan Brown, ma entrambe le cose sono molto più appaganti se ci si allena a farle, così come è appagante suonare uno strumento una volta che si è superata la fase della frustrazione del dilettante che inciampa a ogni nota. Una volta che si è allenati si capisce il valore delle attività complesse e faticose; bisogna però che dalla società in genere si conferisca una considerazione speciale a quelle attività perché chi non è abituato a praticarle si impegni a provarci. Questo è il difficile, far passare il messaggio che leggere non è da sfigati ma il contrario, che chi legge è più potente, più bello, più popolare, tromba di più ecc. Ok non è vero ma in mezzo a tutte le minchiate che ci raccontano, questa sarebbe almeno utile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei dire una parola sul tema della lettura che &#8220;deve&#8221; o &#8220;non deve&#8221; essere faticosa, richiamato da Loredana sopra. A mio avviso non è che deve&#8230; la lettura è faticosa. Il punto è che la fatica non dovrebbe essere vista come un problema, e oggi invece spesso accade il contrario, almeno per le attività intellettuali. Un buon allenamento di calcio è molto faticoso, assai più che giocare a freccette, ma difficilmente i ragazzi che lo fanno se ne lamentano o smettono per giocare a freccette. Ciò accade perché giocare a calcio concretizza uno status cui viene attribuito dalla maggior parte delle persone un valore elevato. Leggere un libro è più faticoso di giocare a Farmville; leggere Dostoevskij è più faticoso di leggere Dan Brown, ma entrambe le cose sono molto più appaganti se ci si allena a farle, così come è appagante suonare uno strumento una volta che si è superata la fase della frustrazione del dilettante che inciampa a ogni nota. Una volta che si è allenati si capisce il valore delle attività complesse e faticose; bisogna però che dalla società in genere si conferisca una considerazione speciale a quelle attività perché chi non è abituato a praticarle si impegni a provarci. Questo è il difficile, far passare il messaggio che leggere non è da sfigati ma il contrario, che chi legge è più potente, più bello, più popolare, tromba di più ecc. Ok non è vero ma in mezzo a tutte le minchiate che ci raccontano, questa sarebbe almeno utile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129074</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 16:25:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129074</guid>

					<description><![CDATA[Sono stato fin bambino un lettore naive, onnivoro, stregato dalla fantascienza, dal fantasy, dai romanzi d&#039;avventura (a cominciare da Salgari) e purtroppo allergico ai classici, che sto cercando faticosamente di recuperare in età matura, concedendomi però il diritto di non leggere se riemerge l&#039;antica allergia. Mia moglie, al contrario, è una lettrice talmente solida da aver fatto dei libri una professione. Con i nostri bimbi di due anni e mezzo stiamo provando a creare da una parte la massima familiarità con l&#039;oggetto libro, proponendo loro i volumi cartonati e colorati adatti alla loro età insieme agli altri giocattoli, e dall&#039;altra ad appassionarli alla narrazione attraverso il racconto di storie che finché erano piccolissimi mimavamo ostentando le pagine che le contenevano, e adesso leggiamo loro prima che si addormentino. Devo dire che loro apprezzano: li troviamo spesso intenti a &quot;leggere&quot; (sempre con il libro a rovescio, chissà perché) e quando li mettiamo a letto sono sempre loro a sollecitare la favola o la filastrocca. Poi giocano molto con i nostri libri, ahimè massacrandoli e usandoli a guisa di costruzioni per fare casette e altre cose. Nel complesso, per ora sembrano ben avviati e sono curiosi quando vedono leggere noi. Nonostante siano molto piccoli, hanno manifestato anche curiosità per i simboli e cominciano a distinguere diverse lettere dell&#039;alfabeto e quasi tutti i numeri. Insomma, anche se è presto per giudicare, mi pare che da questa esperienza per ora felice (nonché dalla mia) si possa trarre qualche timida conclusione: i libri vanno proposti, non imposti; la curiosità nasce se l&#039;oggetto libro è qualcosa di familiare, che viene visto spesso in mano agli adulti; il contatto fisico con il libro è importante già da quando i bimbi sono piccoli. E, riguardo alle preferenze di lettura, concordo con le nonne e le insegnanti di qualche post sopra: non bisogna pretendere di imporre il genere, si rischia di causare reazioni allergiche. Se letteratura commerciale deve essere, che commerciale sia. Poi, quando i gusi matureranno, ciascuno sceglierà in piena coscienza e da sé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato fin bambino un lettore naive, onnivoro, stregato dalla fantascienza, dal fantasy, dai romanzi d&#8217;avventura (a cominciare da Salgari) e purtroppo allergico ai classici, che sto cercando faticosamente di recuperare in età matura, concedendomi però il diritto di non leggere se riemerge l&#8217;antica allergia. Mia moglie, al contrario, è una lettrice talmente solida da aver fatto dei libri una professione. Con i nostri bimbi di due anni e mezzo stiamo provando a creare da una parte la massima familiarità con l&#8217;oggetto libro, proponendo loro i volumi cartonati e colorati adatti alla loro età insieme agli altri giocattoli, e dall&#8217;altra ad appassionarli alla narrazione attraverso il racconto di storie che finché erano piccolissimi mimavamo ostentando le pagine che le contenevano, e adesso leggiamo loro prima che si addormentino. Devo dire che loro apprezzano: li troviamo spesso intenti a &#8220;leggere&#8221; (sempre con il libro a rovescio, chissà perché) e quando li mettiamo a letto sono sempre loro a sollecitare la favola o la filastrocca. Poi giocano molto con i nostri libri, ahimè massacrandoli e usandoli a guisa di costruzioni per fare casette e altre cose. Nel complesso, per ora sembrano ben avviati e sono curiosi quando vedono leggere noi. Nonostante siano molto piccoli, hanno manifestato anche curiosità per i simboli e cominciano a distinguere diverse lettere dell&#8217;alfabeto e quasi tutti i numeri. Insomma, anche se è presto per giudicare, mi pare che da questa esperienza per ora felice (nonché dalla mia) si possa trarre qualche timida conclusione: i libri vanno proposti, non imposti; la curiosità nasce se l&#8217;oggetto libro è qualcosa di familiare, che viene visto spesso in mano agli adulti; il contatto fisico con il libro è importante già da quando i bimbi sono piccoli. E, riguardo alle preferenze di lettura, concordo con le nonne e le insegnanti di qualche post sopra: non bisogna pretendere di imporre il genere, si rischia di causare reazioni allergiche. Se letteratura commerciale deve essere, che commerciale sia. Poi, quando i gusi matureranno, ciascuno sceglierà in piena coscienza e da sé.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: pinetta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129073</link>

		<dc:creator><![CDATA[pinetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 14:05:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129073</guid>

					<description><![CDATA[2 piccole cose, una sulla qualità delle proposte e una sulle modalità per avicinare alla lettura.
Concordo pienamente sulla proposta di autori come Dahl, Pitzorno, Piumini, Nostlinger...Sono quelli che inizialmente ho letto a voce alta in classe. Con il GGG, per esempio, abbiamo riso a crepapelle e ci siamo anche commossi. Poi sono corsi tutti in biblioteca e in libreria a prendere altri libri che hanno letto da soli.
Da qui la seconda cosa, l&#039;ho già detta ma vorrei rinforzarla, anche come consiglio per i genitori: se volete bambini lettori bisogna che vedano gli adulti leggere.
E poi ritagliatevi dei momenti per leggere loro una storia, anche &quot;a puntate&quot;, come faceva mio nonno quando ci leggeva &quot;I miserabili&quot;, un capitolo al giorno, alla stessa ora...L&#039;attesa è una sensazione bellissima, andrebbe reimparata!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 piccole cose, una sulla qualità delle proposte e una sulle modalità per avicinare alla lettura.<br />
Concordo pienamente sulla proposta di autori come Dahl, Pitzorno, Piumini, Nostlinger&#8230;Sono quelli che inizialmente ho letto a voce alta in classe. Con il GGG, per esempio, abbiamo riso a crepapelle e ci siamo anche commossi. Poi sono corsi tutti in biblioteca e in libreria a prendere altri libri che hanno letto da soli.<br />
Da qui la seconda cosa, l&#8217;ho già detta ma vorrei rinforzarla, anche come consiglio per i genitori: se volete bambini lettori bisogna che vedano gli adulti leggere.<br />
E poi ritagliatevi dei momenti per leggere loro una storia, anche &#8220;a puntate&#8221;, come faceva mio nonno quando ci leggeva &#8220;I miserabili&#8221;, un capitolo al giorno, alla stessa ora&#8230;L&#8217;attesa è una sensazione bellissima, andrebbe reimparata!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-libri-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-129072</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2012 13:11:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5323#comment-129072</guid>

					<description><![CDATA[Pinetta, la cosa divertente, per chi insegna, è che dentro Hunger Games c&#039;è un classico :) Ovvero &quot;Il signore delle mosche&quot; di Golding (volendo, c&#039;è anche L&#039;uomo in fuga di Stephen King).
Ieri, al convegno, è stato detto che la lettura deve essere &quot;faticosa&quot;. Non concordo. La lettura è un piacere. Però, detto questo, va anche detto che molti libri per ragazzi e bambini, scegliendo la via della serialità e del ghost writing, perdono necessariamente in linguaggio e inventiva. Mia figlia, vent&#039;anni, mi ha detto qualche giorno fa con stupore che nessuno dei coetanei che frequenta ha letto Roald Dahl quando era piccolo. E Dahl (così come Rowling) è un classico. Diciamo che i piani sono molto, molto diversi, e accanto al libro usa e getta sarebbe bello poter offrire non Dostoevskij ma, appunto, una Rowling, o un Dahl, o una Pitzorno, per quanto riguarda i più giovani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pinetta, la cosa divertente, per chi insegna, è che dentro Hunger Games c&#8217;è un classico 🙂 Ovvero &#8220;Il signore delle mosche&#8221; di Golding (volendo, c&#8217;è anche L&#8217;uomo in fuga di Stephen King).<br />
Ieri, al convegno, è stato detto che la lettura deve essere &#8220;faticosa&#8221;. Non concordo. La lettura è un piacere. Però, detto questo, va anche detto che molti libri per ragazzi e bambini, scegliendo la via della serialità e del ghost writing, perdono necessariamente in linguaggio e inventiva. Mia figlia, vent&#8217;anni, mi ha detto qualche giorno fa con stupore che nessuno dei coetanei che frequenta ha letto Roald Dahl quando era piccolo. E Dahl (così come Rowling) è un classico. Diciamo che i piani sono molto, molto diversi, e accanto al libro usa e getta sarebbe bello poter offrire non Dostoevskij ma, appunto, una Rowling, o un Dahl, o una Pitzorno, per quanto riguarda i più giovani.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
