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	Commenti a: I PRESIDI CHIAMANO&#8230;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Nautilus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nautilus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 09:52:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per le biblioteche scolastiche, il cui stato Laterza definisce “miserevole”, posso portare una testimonianza, avendo assistito a nascita, apogeo, declino e morte di una di esse.
La dotazione libraria era buona, l’aggiornamento continuo, i locali accoglienti. Il punto critico si è dimostrato il personale: condizione sine qua non per il buon funzionamento di una biblioteca scolastica è la presenza di un bravo bibliotecario che metta passione nel suo lavoro. Finchè questa condizione si è verificata, questa biblioteca funzionava bene. Poi è intervenuto lo stato, che destina insegnanti non più atti all’insegnamento a fare da bibliotecari. Il guaio è che spesso non sono atti nemmeno a quello, da cui è seguito il declino e l’attuale stato di coma di una biblioteca scolastica che era arrivata a dare in prestito più di 2000 volumi all’anno.
Sento comunque proprio stamani che la Moratti prevede di chiudere entro 5 anni queste biblioteche, per cui, se fosse vero e ammenochè non vinca il csx, il problema troverà soluzione definitiva.
Quel che però è più indicativo per la questione “interesse alla lettura” è che, problemi di personale a parte (decisivi) si poteva già notare, a cominciare dalla fine degli anni ’90, un lento ma progressivo disinteresse dei ragazzi per la narrativa: i libri prestati sono diventati per lo più inerenti alle materie di studio o, se di narrativa, classici chiaramente “consigliati” dagli insegnanti, cioè letture più obbligate che di libera scelta. Attualmente i pochi libri richiesti son di fantasy.
Quale può essere la causa di questa disaffezione sviluppatasi in così pochi anni ?
Personalmente ipotizzo la diffusione dei PC: videogame, internet, chat,  file-sharing e masterizzazioni hanno eroso drammaticamente il tempo che i ragazzi potevano dedicare alla lettura.
Rimedi ? Zero. Mi pare.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per le biblioteche scolastiche, il cui stato Laterza definisce “miserevole”, posso portare una testimonianza, avendo assistito a nascita, apogeo, declino e morte di una di esse.<br />
La dotazione libraria era buona, l’aggiornamento continuo, i locali accoglienti. Il punto critico si è dimostrato il personale: condizione sine qua non per il buon funzionamento di una biblioteca scolastica è la presenza di un bravo bibliotecario che metta passione nel suo lavoro. Finchè questa condizione si è verificata, questa biblioteca funzionava bene. Poi è intervenuto lo stato, che destina insegnanti non più atti all’insegnamento a fare da bibliotecari. Il guaio è che spesso non sono atti nemmeno a quello, da cui è seguito il declino e l’attuale stato di coma di una biblioteca scolastica che era arrivata a dare in prestito più di 2000 volumi all’anno.<br />
Sento comunque proprio stamani che la Moratti prevede di chiudere entro 5 anni queste biblioteche, per cui, se fosse vero e ammenochè non vinca il csx, il problema troverà soluzione definitiva.<br />
Quel che però è più indicativo per la questione “interesse alla lettura” è che, problemi di personale a parte (decisivi) si poteva già notare, a cominciare dalla fine degli anni ’90, un lento ma progressivo disinteresse dei ragazzi per la narrativa: i libri prestati sono diventati per lo più inerenti alle materie di studio o, se di narrativa, classici chiaramente “consigliati” dagli insegnanti, cioè letture più obbligate che di libera scelta. Attualmente i pochi libri richiesti son di fantasy.<br />
Quale può essere la causa di questa disaffezione sviluppatasi in così pochi anni ?<br />
Personalmente ipotizzo la diffusione dei PC: videogame, internet, chat,  file-sharing e masterizzazioni hanno eroso drammaticamente il tempo che i ragazzi potevano dedicare alla lettura.<br />
Rimedi ? Zero. Mi pare.</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81784</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 22:38:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A fine di archiviazione e rapida consultazione di testi il formato elettronico è strumento ottimo. Ma non credo sia ottimo per il comune lettore, quello di oggi.
Spero che questa notarella serva ad evitar equivoci.
&#039;Notte
g.i.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A fine di archiviazione e rapida consultazione di testi il formato elettronico è strumento ottimo. Ma non credo sia ottimo per il comune lettore, quello di oggi.<br />
Spero che questa notarella serva ad evitar equivoci.<br />
&#8216;Notte<br />
g.i.</p>
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		<title>
		Di: maddalena mongiò		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maddalena mongiò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 22:19:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maddalena: l&#039;alto numero di suicidi non è affatto un indice di scarso livello culturale,
Infatti non ho affermato questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maddalena: l&#8217;alto numero di suicidi non è affatto un indice di scarso livello culturale,<br />
Infatti non ho affermato questo.</p>
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		Di: ivan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81782</link>

		<dc:creator><![CDATA[ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 21:05:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;esigenze&quot;, non &quot;eseigenze&quot;]]></description>
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		Di: ivan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81781</link>

		<dc:creator><![CDATA[ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 21:03:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paolo, hai quasi sicuramente ragione...
La nota di Babsi è corretta. La tecnologia non è indipendente dal manifestarsi delle esigenze: come primo passo non ci vuole molto ad immaginare, ad esempio, una stampante che rileghi direttamente il libro. Quali che siano &quot;le tappe&quot;, i supporti cartacei non possono durare all&#039;infinito, così come sono, anche per eseigenze di spazio. Alcune mutazioni potrebbero interferire con le nostre abitudini (ad esempio, alla biblioteca nazionale di Roma sono presenti milioni di volumi: è impensabile che, dovendo gestire anche i contenuti internet, si decida di mandare in stampa tutto in formato cartaceo, magari con tanto di rilegatura: non si saprebbe neppure come organizzare una tale enciclopedia).
@ Maddalena: l&#039;alto numero di suicidi non è affatto un indice di scarso livello culturale, gli uomini di suicidano spesso nel pieno delle loro facoltà mentali, e dopo adeguata ponderazione dell&#039;atto. Se ci fosse solo una moralità, se quella moralità fosse di stampo cattolico o comunque religioso, allora ci si dovrebbe chiedere come mai i &quot;leggioni&quot; non ne siano venuti a conoscenza, ma non è così. Se apri &quot;il mito di Sisifo&quot; la prima frase non afferma che il problema filosofico per eccellenza è la domanda sull&#039;esistenza di Lucifero, sono semplicemente cambiati i tempi, e la riflessione sulla possibilità di &quot;non-essere&quot; è un &quot;fatto culturale&quot; abbastanza noto.
Stesso discorso per le guerre preventive: Michael Walzer, left-liberal, parla da anni di guerre giuste e di guerre ingiuste, e per l&#039;intervento in Kosovo (per lui necessario e doveroso) si è scomodato San Tommaso, che non era un fesso. Non ho intenzione di suicidarmi dopo questo messaggio, né di partecipare a un&#039;offensiva contro un paese civile, sono su posizioni diversissime rispetto a quelle di Walzer, ma non c&#039;è dubbio che non è la mancanza di cultura a provocare atti che qualcuno può giudicare moralmente riprovevoli: la morale non è &quot;UNA&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo, hai quasi sicuramente ragione&#8230;<br />
La nota di Babsi è corretta. La tecnologia non è indipendente dal manifestarsi delle esigenze: come primo passo non ci vuole molto ad immaginare, ad esempio, una stampante che rileghi direttamente il libro. Quali che siano &#8220;le tappe&#8221;, i supporti cartacei non possono durare all&#8217;infinito, così come sono, anche per eseigenze di spazio. Alcune mutazioni potrebbero interferire con le nostre abitudini (ad esempio, alla biblioteca nazionale di Roma sono presenti milioni di volumi: è impensabile che, dovendo gestire anche i contenuti internet, si decida di mandare in stampa tutto in formato cartaceo, magari con tanto di rilegatura: non si saprebbe neppure come organizzare una tale enciclopedia).<br />
@ Maddalena: l&#8217;alto numero di suicidi non è affatto un indice di scarso livello culturale, gli uomini di suicidano spesso nel pieno delle loro facoltà mentali, e dopo adeguata ponderazione dell&#8217;atto. Se ci fosse solo una moralità, se quella moralità fosse di stampo cattolico o comunque religioso, allora ci si dovrebbe chiedere come mai i &#8220;leggioni&#8221; non ne siano venuti a conoscenza, ma non è così. Se apri &#8220;il mito di Sisifo&#8221; la prima frase non afferma che il problema filosofico per eccellenza è la domanda sull&#8217;esistenza di Lucifero, sono semplicemente cambiati i tempi, e la riflessione sulla possibilità di &#8220;non-essere&#8221; è un &#8220;fatto culturale&#8221; abbastanza noto.<br />
Stesso discorso per le guerre preventive: Michael Walzer, left-liberal, parla da anni di guerre giuste e di guerre ingiuste, e per l&#8217;intervento in Kosovo (per lui necessario e doveroso) si è scomodato San Tommaso, che non era un fesso. Non ho intenzione di suicidarmi dopo questo messaggio, né di partecipare a un&#8217;offensiva contro un paese civile, sono su posizioni diversissime rispetto a quelle di Walzer, ma non c&#8217;è dubbio che non è la mancanza di cultura a provocare atti che qualcuno può giudicare moralmente riprovevoli: la morale non è &#8220;UNA&#8221;&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe Iannozzi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81780</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Iannozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 16:49:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stampare 500 pagine anche con cartuccia rigenerata costa troppo. Per poi aver dei fogli svolazzanti; da metter in ordine con una rilegatura da poco anche, o ti ritrovi a star dietro al vento e ai fogli e a lanciar alte bestemmie. Alla fine, mi costa assai più stamparmelo il libro che non comprarmelo.
Il formato elettronico serve per farmi un&#039;idea. Serve in alcuni casi per autori che esordienti o che sperano di pubblicare poi su carta.
Servono per della manualistica, da consultare. O che ti puoi stampare in ufficio, in quanto per uso lavoro.
Per pubblicizzazione, in definitiva. Ma a poco altro. Più utili a chi li mette on line che non a chi se li scarica, or come ora, considerati i costi di stampa casalinga.
Buon proseguimento.
g.i.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stampare 500 pagine anche con cartuccia rigenerata costa troppo. Per poi aver dei fogli svolazzanti; da metter in ordine con una rilegatura da poco anche, o ti ritrovi a star dietro al vento e ai fogli e a lanciar alte bestemmie. Alla fine, mi costa assai più stamparmelo il libro che non comprarmelo.<br />
Il formato elettronico serve per farmi un&#8217;idea. Serve in alcuni casi per autori che esordienti o che sperano di pubblicare poi su carta.<br />
Servono per della manualistica, da consultare. O che ti puoi stampare in ufficio, in quanto per uso lavoro.<br />
Per pubblicizzazione, in definitiva. Ma a poco altro. Più utili a chi li mette on line che non a chi se li scarica, or come ora, considerati i costi di stampa casalinga.<br />
Buon proseguimento.<br />
g.i.</p>
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		<title>
		Di: maddalena mongiò		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81779</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena mongiò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 16:35:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pensieri in disordine.
E&#039; ben noto, un
manager prospetta linee aziendali anche in assenza di dati, a volte coglie nel segno a volte ipotizza cose che non si concretizzeranno mai. Così pare sia accaduto nel caso del libro elettronico. Tuttavia, fossi un editore, andrei cauto con le conclusioni. Da sempre si afferma che in Italia si legge poco, tuttavia a me personalmente piacerebbe capire cosa si legge e in primis cosa legge la gente nei paesi che son primi in classifica. Insomma, dal punto di vista dell&#039;editore è fondamentale (anche) il fatturato; a me piacerebbe capire se nel paese dei &quot;leggioni&quot; tanta lettura è l&#039;equivalente di un alto livello culturale, per esempio! Mi piacerebbe capire se questo percorso intellettuale ha reso possibile una emancipazione dell&#039;individuo offrendogli gli strumenti per esercitare il proprio spirito critico, per esempio! I dati puri e semplici sul numero di lettori o alchimie varie tra 1) globalmente più competitivi; 2) economicamente più creativi, 3) che  danno più opportunità alle imprese e in cui si usano di più le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, 4) che investono di più in ricerca e sviluppo, 5) più paritari -o se volete - meno maschilisti e meno corrotti, non ci dicono molto, non guardano dietro le quinte. Forse sbaglio, ma nella classifica dei più &quot;leggioni&quot; vi sono paesi con un alto numero di morti per suicidio, ad esempio! vi son paesi che scatenano o cooperano attivamente alle guerre preventive, ad esempio! allora a pensar bene poco importa che siano i più &quot;leggioni&quot; al mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensieri in disordine.<br />
E&#8217; ben noto, un<br />
manager prospetta linee aziendali anche in assenza di dati, a volte coglie nel segno a volte ipotizza cose che non si concretizzeranno mai. Così pare sia accaduto nel caso del libro elettronico. Tuttavia, fossi un editore, andrei cauto con le conclusioni. Da sempre si afferma che in Italia si legge poco, tuttavia a me personalmente piacerebbe capire cosa si legge e in primis cosa legge la gente nei paesi che son primi in classifica. Insomma, dal punto di vista dell&#8217;editore è fondamentale (anche) il fatturato; a me piacerebbe capire se nel paese dei &#8220;leggioni&#8221; tanta lettura è l&#8217;equivalente di un alto livello culturale, per esempio! Mi piacerebbe capire se questo percorso intellettuale ha reso possibile una emancipazione dell&#8217;individuo offrendogli gli strumenti per esercitare il proprio spirito critico, per esempio! I dati puri e semplici sul numero di lettori o alchimie varie tra 1) globalmente più competitivi; 2) economicamente più creativi, 3) che  danno più opportunità alle imprese e in cui si usano di più le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, 4) che investono di più in ricerca e sviluppo, 5) più paritari -o se volete &#8211; meno maschilisti e meno corrotti, non ci dicono molto, non guardano dietro le quinte. Forse sbaglio, ma nella classifica dei più &#8220;leggioni&#8221; vi sono paesi con un alto numero di morti per suicidio, ad esempio! vi son paesi che scatenano o cooperano attivamente alle guerre preventive, ad esempio! allora a pensar bene poco importa che siano i più &#8220;leggioni&#8221; al mondo.</p>
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		Di: maddalena mongiò		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81778</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena mongiò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 16:35:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pensieri in disordine.
E&#039; ben noto, un
manager prospetta linee aziendali anche in assenza di dati, a volte coglie nel segno a volte ipotizza cose che non si concretizzeranno mai. Così pare sia accaduto nel caso del libro elettronico. Tuttavia, fossi un editore, andrei cauto con le conclusioni. Da sempre si afferma che in Italia si legge poco, tuttavia a me personalmente piacerebbe capire cosa si legge e in primis cosa legge la gente nei paesi che son primi in classifica. Insomma, dal punto di vista dell&#039;editore è fondamentale (anche) il fatturato; a me piacerebbe capire se nel paese dei &quot;leggioni&quot; tanta lettura è l&#039;equivalente di un alto livello culturale, per esempio! Mi piacerebbe capire se questo percorso intellettuale ha reso possibile una emancipazione dell&#039;individuo offrendogli gli strumenti per esercitare il proprio spirito critico, per esempio! I dati puri e semplici sul numero di lettori o alchimie varie tra 1) globalmente più competitivi; 2) economicamente più creativi, 3) che  danno più opportunità alle imprese e in cui si usano di più le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, 4) che investono di più in ricerca e sviluppo, 5) più paritari -o se volete - meno maschilisti e meno corrotti, non ci dicono molto, non guardano dietro le quinte. Forse sbaglio, ma nella classifica dei più &quot;leggioni&quot; vi sono paesi con un alto numero di morti per suicidio, ad esempio! vi son paesi che scatenano o cooperano attivamente alle guerre preventive, ad esempio! allora a pensar bene poco importa che siano i più &quot;leggioni&quot; al mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensieri in disordine.<br />
E&#8217; ben noto, un<br />
manager prospetta linee aziendali anche in assenza di dati, a volte coglie nel segno a volte ipotizza cose che non si concretizzeranno mai. Così pare sia accaduto nel caso del libro elettronico. Tuttavia, fossi un editore, andrei cauto con le conclusioni. Da sempre si afferma che in Italia si legge poco, tuttavia a me personalmente piacerebbe capire cosa si legge e in primis cosa legge la gente nei paesi che son primi in classifica. Insomma, dal punto di vista dell&#8217;editore è fondamentale (anche) il fatturato; a me piacerebbe capire se nel paese dei &#8220;leggioni&#8221; tanta lettura è l&#8217;equivalente di un alto livello culturale, per esempio! Mi piacerebbe capire se questo percorso intellettuale ha reso possibile una emancipazione dell&#8217;individuo offrendogli gli strumenti per esercitare il proprio spirito critico, per esempio! I dati puri e semplici sul numero di lettori o alchimie varie tra 1) globalmente più competitivi; 2) economicamente più creativi, 3) che  danno più opportunità alle imprese e in cui si usano di più le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, 4) che investono di più in ricerca e sviluppo, 5) più paritari -o se volete &#8211; meno maschilisti e meno corrotti, non ci dicono molto, non guardano dietro le quinte. Forse sbaglio, ma nella classifica dei più &#8220;leggioni&#8221; vi sono paesi con un alto numero di morti per suicidio, ad esempio! vi son paesi che scatenano o cooperano attivamente alle guerre preventive, ad esempio! allora a pensar bene poco importa che siano i più &#8220;leggioni&#8221; al mondo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paolo beneforti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81777</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolo beneforti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 16:11:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un romanzo stampato con la stampante mi è capitato di doverlo leggere un paio di volte: mai più, spero.
suppongo che il motivo per cui nessuno menziona il metodo stampa-in-casa - che TUTTI conoscono, in teoria o in pratica - sia lo stesso che fa dire a me: mai più!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un romanzo stampato con la stampante mi è capitato di doverlo leggere un paio di volte: mai più, spero.<br />
suppongo che il motivo per cui nessuno menziona il metodo stampa-in-casa &#8211; che TUTTI conoscono, in teoria o in pratica &#8211; sia lo stesso che fa dire a me: mai più!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Babsi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-presidi-chiamano/comment-page-1/#comment-81776</link>

		<dc:creator><![CDATA[Babsi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2005 15:24:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una nota al volo, banalissima. Ogni volta che si parla di &quot;libri virtuali&quot; nessuno menziona il metodo: scarico il file e me lo stampo. Io lo faccio da anni, il costo - se si usa una cartuccia riciclata - è poca cosa. Dubito sia venuto in mente solo a me :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nota al volo, banalissima. Ogni volta che si parla di &#8220;libri virtuali&#8221; nessuno menziona il metodo: scarico il file e me lo stampo. Io lo faccio da anni, il costo &#8211; se si usa una cartuccia riciclata &#8211; è poca cosa. Dubito sia venuto in mente solo a me 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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