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	Commenti a: I PRO VITA E I CONSULTORI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123388</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 21:06:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispetto le posizioni diverse dalla mia, ma chiedo che la mia, e quella di altre donne, venga rispettata. Conosco quel filmato. Trovo che non sia giusto parlarne qui. L&#039;aborto - e mi sembra di ripetere da millenni la stessa cosa - è una scelta dolorosissima. Ma quella scelta deve esserci. Non ammetto campagne intimidatorie qui: perchè di intimidazione, in questo caso, si tratta. Disponibile a discutere su argomenti, non sul terrorismo nei confronti delle donne. Grazie. Spero non si ripeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto le posizioni diverse dalla mia, ma chiedo che la mia, e quella di altre donne, venga rispettata. Conosco quel filmato. Trovo che non sia giusto parlarne qui. L&#8217;aborto &#8211; e mi sembra di ripetere da millenni la stessa cosa &#8211; è una scelta dolorosissima. Ma quella scelta deve esserci. Non ammetto campagne intimidatorie qui: perchè di intimidazione, in questo caso, si tratta. Disponibile a discutere su argomenti, non sul terrorismo nei confronti delle donne. Grazie. Spero non si ripeta.</p>
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		Di: angela		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123387</link>

		<dc:creator><![CDATA[angela]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 19:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è capitato per caso di imbattermi nel tuo blog. ho riflettuto molto , non sapevo come scriverti che non la pensavo come voi e non essere presa per una bacchettona.... ho trovato su You Tube una testimonianza che val la pena di ascoltare. Spero di dare un contributo al vostro dibattito Semplicemente vorrei che ascoltaste le parole di Gianna Jessen , una sopravvissuta all&#039;aborto.
Gianna Jessen, la bambina di Dio
La storia di Gianna Jessen, una donna che non doveva nascere. La madre adolescente, incinta di sei mesi e mezzo viene sottoposta ad aborto salino tardivo ma nonostante tutto la bambina nasce viva. Una testimonianza molto toccante che aiuta a riflettere sui diritti del nascituro, sul diritto alla vita, sulla normalità e disabilità, sull&#039;identità dell&#039;uomo e della donna. Il discorso è stato tenuto da Gianna nel 2008, nella Queen&#039;s Hall - Parlament of Victoria, a Melbourne, in Australia.
In inglese con sottotitoli in italiano, il file si trova su YouTube.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è capitato per caso di imbattermi nel tuo blog. ho riflettuto molto , non sapevo come scriverti che non la pensavo come voi e non essere presa per una bacchettona&#8230;. ho trovato su You Tube una testimonianza che val la pena di ascoltare. Spero di dare un contributo al vostro dibattito Semplicemente vorrei che ascoltaste le parole di Gianna Jessen , una sopravvissuta all&#8217;aborto.<br />
Gianna Jessen, la bambina di Dio<br />
La storia di Gianna Jessen, una donna che non doveva nascere. La madre adolescente, incinta di sei mesi e mezzo viene sottoposta ad aborto salino tardivo ma nonostante tutto la bambina nasce viva. Una testimonianza molto toccante che aiuta a riflettere sui diritti del nascituro, sul diritto alla vita, sulla normalità e disabilità, sull&#8217;identità dell&#8217;uomo e della donna. Il discorso è stato tenuto da Gianna nel 2008, nella Queen&#8217;s Hall &#8211; Parlament of Victoria, a Melbourne, in Australia.<br />
In inglese con sottotitoli in italiano, il file si trova su YouTube.</p>
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		<title>
		Di: Nicoletta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123386</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 12:51:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Ilaria
Sempre a proposito sia di anni Settanta che di stupro, segnalo che qui si può scaricare il libro &quot;La politica dello stupro&quot;, versione italiana autoprodotta da Limenetimena nel 1976:
http://www.scribd.com/doc/63928955/La-Politica-Dello-Stupro-Diana-E-H-Russell-1975-Versione-Italiana-Limenetimena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ilaria<br />
Sempre a proposito sia di anni Settanta che di stupro, segnalo che qui si può scaricare il libro &#8220;La politica dello stupro&#8221;, versione italiana autoprodotta da Limenetimena nel 1976:<br />
<a href="http://www.scribd.com/doc/63928955/La-Politica-Dello-Stupro-Diana-E-H-Russell-1975-Versione-Italiana-Limenetimena" rel="nofollow ugc">http://www.scribd.com/doc/63928955/La-Politica-Dello-Stupro-Diana-E-H-Russell-1975-Versione-Italiana-Limenetimena</a>.</p>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123385</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:40:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paola m A proposito del corpo e degli anni &#039;70. Io diffonderei anche Processo per stupro, tanto per far capire di cosa parliamo. Purtroppo scopro che nemmeno certe docenti di diritto lo conoscono. E&#039; uno dei tanti aspetti della questione del corpo, ovviamente ce ne sono altri. Quelli di cui parliamo qui, quelli, più leggeri, ma solo fino a un certo punto, perché tutto è collegato, del post successivo a questo. Ecco, forse dobbiamo liberarci anche della distinzione tra leggero e pesante. Tutto pesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paola m A proposito del corpo e degli anni &#8217;70. Io diffonderei anche Processo per stupro, tanto per far capire di cosa parliamo. Purtroppo scopro che nemmeno certe docenti di diritto lo conoscono. E&#8217; uno dei tanti aspetti della questione del corpo, ovviamente ce ne sono altri. Quelli di cui parliamo qui, quelli, più leggeri, ma solo fino a un certo punto, perché tutto è collegato, del post successivo a questo. Ecco, forse dobbiamo liberarci anche della distinzione tra leggero e pesante. Tutto pesa.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: angelo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123384</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:27:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sottoscrivo l&#039;appello e diffondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sottoscrivo l&#8217;appello e diffondo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: letteredalucca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123383</link>

		<dc:creator><![CDATA[letteredalucca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:51:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per paola m: io vedo invece, fra le tante cause del fallimento di quel referendum, anche una malcelata diffidenza nella ricerca scientifica, un&#039;indifferenza pericolosissima sulla necessaria informazione in materia, la voglia di lasciarsi andare a logiche semplici di &quot;non sono cose sulle quali possa votare una persona di istruzione media, perchè è roba da scienziati&quot; eccetera.
esiste, drammaticamente anche dalla &quot;mia&quot; parte politica, la sinistra, una certa resistenza ideologica ai concetti di genetica, ricerca, scienza applicata.
finchè la società civile organizzata lascierà questo campo alla politica senza pretendere di essere informata e senza fare lo sforzo necessario per farlo, i governanti faranno sempre quello che fa più comodo, cioè spesso accontentare le gerarchie vaticane per un po&#039; di bieco appoggio alle loro politiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per paola m: io vedo invece, fra le tante cause del fallimento di quel referendum, anche una malcelata diffidenza nella ricerca scientifica, un&#8217;indifferenza pericolosissima sulla necessaria informazione in materia, la voglia di lasciarsi andare a logiche semplici di &#8220;non sono cose sulle quali possa votare una persona di istruzione media, perchè è roba da scienziati&#8221; eccetera.<br />
esiste, drammaticamente anche dalla &#8220;mia&#8221; parte politica, la sinistra, una certa resistenza ideologica ai concetti di genetica, ricerca, scienza applicata.<br />
finchè la società civile organizzata lascierà questo campo alla politica senza pretendere di essere informata e senza fare lo sforzo necessario per farlo, i governanti faranno sempre quello che fa più comodo, cioè spesso accontentare le gerarchie vaticane per un po&#8217; di bieco appoggio alle loro politiche.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: milva		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123382</link>

		<dc:creator><![CDATA[milva]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:29:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I consultori sono sotto attacco.
In nome della difesa della vita i politici di centrodestra, uomini e
donne, con l&#039;incondizionato appoggio del Vaticano, stanno portando
disagio, dolore e miseria materiale e morale nell&#039;esistenza di molte
donne che si rivolgono ai consultori in cerca di aiuto e si ritrovano
proiettate in una “valle di lacrime” da cui non c&#039;è via d&#039;uscita.
Questi personaggi sostengono, per pura propaganda, che i consultori
sono fabbriche di aborti mentre i dati diffusi dal ministero della
Sanità dicono che gli aborti in Italia sono costantemente diminuiti e
questo proprio grazie ai consultori, laici pubblici e gratuiti, e alla
legge 194, che permettono alle donne di decidere come e quando
diventare madri e ne salvaguardano la vita e la salute.
La propaganda in nome della vita serve a smantellare le strutture
sociosanitarie pubbliche per vendere a caro prezzo servizi diagnostici
di primaria importanza e creare nuove fasce di esclusione sociale,
così da avere il bacino di utenza e profitto per le associazioni
confessionali del movimento per la vita e i comitati di bioetica.
Ma la vita siamo noi, e vogliamo difenderci.
Nella Regione Lazio, da oltre un anno, abbiamo formato l&#039; &quot;Assemblea
permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia&quot; un
coordinamento formato da operatrici dei consultori, ginecologhe,
collettivi femministi di movimento, sindacaliste, donne aderenti ad
associazioni e partiti di centrosinistra e singole.
Ci siamo rese conto che l&#039;attacco ai consultori, Regione dopo Regione,
fa parte di un disegno nazionale che ha come obiettivo
l&#039;autodeterminazione delle donne in senso complessivo e per questo
riteniamo necessario coordinarci con tutte le altre donne nelle altre
Regioni che si stanno difendendo.
Vi proponiamo un incontro nazionale da tenersi a Roma tra il 20 e il
22 gennaio prossimo. Vi proponiamo di mettere insieme tutte le forze
per difenderci e per elaborare strategie di rilancio dei consultori
che sono una parte fondamentale del welfare e della democrazia cui non
abbiamo nessuna intenzione di rinunciare.
per aderire all&#039;appello e contribuire alla costruzione dell&#039;incontro:
lavitasiamonoi@googlegroups.com
Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I consultori sono sotto attacco.<br />
In nome della difesa della vita i politici di centrodestra, uomini e<br />
donne, con l&#8217;incondizionato appoggio del Vaticano, stanno portando<br />
disagio, dolore e miseria materiale e morale nell&#8217;esistenza di molte<br />
donne che si rivolgono ai consultori in cerca di aiuto e si ritrovano<br />
proiettate in una “valle di lacrime” da cui non c&#8217;è via d&#8217;uscita.<br />
Questi personaggi sostengono, per pura propaganda, che i consultori<br />
sono fabbriche di aborti mentre i dati diffusi dal ministero della<br />
Sanità dicono che gli aborti in Italia sono costantemente diminuiti e<br />
questo proprio grazie ai consultori, laici pubblici e gratuiti, e alla<br />
legge 194, che permettono alle donne di decidere come e quando<br />
diventare madri e ne salvaguardano la vita e la salute.<br />
La propaganda in nome della vita serve a smantellare le strutture<br />
sociosanitarie pubbliche per vendere a caro prezzo servizi diagnostici<br />
di primaria importanza e creare nuove fasce di esclusione sociale,<br />
così da avere il bacino di utenza e profitto per le associazioni<br />
confessionali del movimento per la vita e i comitati di bioetica.<br />
Ma la vita siamo noi, e vogliamo difenderci.<br />
Nella Regione Lazio, da oltre un anno, abbiamo formato l&#8217; &#8220;Assemblea<br />
permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia&#8221; un<br />
coordinamento formato da operatrici dei consultori, ginecologhe,<br />
collettivi femministi di movimento, sindacaliste, donne aderenti ad<br />
associazioni e partiti di centrosinistra e singole.<br />
Ci siamo rese conto che l&#8217;attacco ai consultori, Regione dopo Regione,<br />
fa parte di un disegno nazionale che ha come obiettivo<br />
l&#8217;autodeterminazione delle donne in senso complessivo e per questo<br />
riteniamo necessario coordinarci con tutte le altre donne nelle altre<br />
Regioni che si stanno difendendo.<br />
Vi proponiamo un incontro nazionale da tenersi a Roma tra il 20 e il<br />
22 gennaio prossimo. Vi proponiamo di mettere insieme tutte le forze<br />
per difenderci e per elaborare strategie di rilancio dei consultori<br />
che sono una parte fondamentale del welfare e della democrazia cui non<br />
abbiamo nessuna intenzione di rinunciare.<br />
per aderire all&#8217;appello e contribuire alla costruzione dell&#8217;incontro:<br />
<a href="mailto:lavitasiamonoi@googlegroups.com">lavitasiamonoi@googlegroups.com</a><br />
Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123381</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:12:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, vorrei segnalare il tema a chi, qualche post fa, si chiedeva perché le donne negli anni &#039;70 insistessero tanto sul loro corpo: questo significa essere titolari del proprio corpo. E grazie ad Ilaria per aver postato l&#039;intervista con il medico che risponde ad una domanda che mi stavo facendo: &quot;ma perché oggi gli obiettori sono tanti di più rispetto a trent&#039;anni fa?&quot;. E per finire, non credo che il referendum sulla legge 40 sia fallito perché la&quot;sorellanza&quot; non è mai esistita, ma invece proprio perché oggi, qualunque cosa sia stata a livello &quot;di massa&quot;, essa non esiste più. O si è inabissata talmente bene da riemergere solo per piccole isole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, vorrei segnalare il tema a chi, qualche post fa, si chiedeva perché le donne negli anni &#8217;70 insistessero tanto sul loro corpo: questo significa essere titolari del proprio corpo. E grazie ad Ilaria per aver postato l&#8217;intervista con il medico che risponde ad una domanda che mi stavo facendo: &#8220;ma perché oggi gli obiettori sono tanti di più rispetto a trent&#8217;anni fa?&#8221;. E per finire, non credo che il referendum sulla legge 40 sia fallito perché la&#8221;sorellanza&#8221; non è mai esistita, ma invece proprio perché oggi, qualunque cosa sia stata a livello &#8220;di massa&#8221;, essa non esiste più. O si è inabissata talmente bene da riemergere solo per piccole isole.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123379</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:09:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono contento che già il primo commento riprenda il tema della legge sulla fecondazione assistita, purtroppo ignorato nel comunicato del Feminist Blog Camp.
Sorvolare sulla legge 40, per quanto smontata quasi per intero dalla magistratura, è una dimenticanza grave. Fra l&#039;altro, è uno di quei terreni dove uomini e donne soffrono e lottano fianco a fianco, trattandosi di un percorso che discende da una scelta condivisa e non, come nell&#039;interruzione di gravidanza, da un possibile abbandono, o da un disaccordo. E&#039; indelebile nella mia mente la rabbia cieca che provai di fronte allo smarrimento di mia moglie quando, varcando la soglia della clinica per l&#039;ennesima fivet, trovammo il professore stravolto da una visita dei carabinieri, che invece di dare la caccia ai mafiosi giravano per le cliniche sospettate di fare vietatissime diagnosi pre impianto, o - sommo orrore - fecondare più di tre ovuli, o impiantarne meno di tre. Non ho sperimentato gli ormoni e le manipolazioni sul mio corpo, ma non per questo ho sofferto meno. Ecco, aver dimenticato nel comunicato questo tema mi pare una deriva che discende direttamente dall&#039;esito infausto del referendum, che potè fallire solo perché le stesse donne, in massa, non andarono a votare. In quell&#039;occasione si è potuto toccare con mano, io credo, come la famosa &quot;sorellanza&quot; non sia mai esistita. Sono diritti quelli che dobbiamo chiedere a gran voce, per le donne e per gli uomini. Il resto, che sia sorellanza, solidarietà o qualsiasi altra cosa, ha a che fare con la sfera delle emozioni e dei sentimenti, che trovano il loro giusto spazio nel privato, e non nelle leggi e nelle pratiche pubbliche.
Per il resto, come non essere d&#039;accordo? Cacciare i movimenti per la vita dai consultori dovrebbe essere un obiettivo di tutti i cittadini in quanto tali, non importa se uomini o donne: che preparazione, che riconoscimento civile e legale, che autorità hanno questi soggetti per poter operare in strutture pubbliche, urtando pesantemente la sensibilità traumatizzata di persone già sufficientemente tormentate, di fronte a un passo così triste?
Riaffermare il diritto a usufruire delle prestazioni assicurate dalla legge 194 è necessario, a fronte di un istituto incomprensibile come l&#039;obiezione di coscienza. Se sei medico, lo sai da prima di laurearti che il servizio sanitario può chiederti certe cose. Se non ti piace, puoi scegliere un altro mestiere, o fare il dentista. Aveva forse senso per i medici che già esercitavano quando la legge fu varata, ma ora?
E insisto, non devono essere patrimonio esclusivo delle donne, certe battaglie. E&#039; ora che anche gli uomini si sveglino e siano meno tiepidi, di fronte a queste minacce. Spero di leggere qualche altro commento maschile, a questo post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contento che già il primo commento riprenda il tema della legge sulla fecondazione assistita, purtroppo ignorato nel comunicato del Feminist Blog Camp.<br />
Sorvolare sulla legge 40, per quanto smontata quasi per intero dalla magistratura, è una dimenticanza grave. Fra l&#8217;altro, è uno di quei terreni dove uomini e donne soffrono e lottano fianco a fianco, trattandosi di un percorso che discende da una scelta condivisa e non, come nell&#8217;interruzione di gravidanza, da un possibile abbandono, o da un disaccordo. E&#8217; indelebile nella mia mente la rabbia cieca che provai di fronte allo smarrimento di mia moglie quando, varcando la soglia della clinica per l&#8217;ennesima fivet, trovammo il professore stravolto da una visita dei carabinieri, che invece di dare la caccia ai mafiosi giravano per le cliniche sospettate di fare vietatissime diagnosi pre impianto, o &#8211; sommo orrore &#8211; fecondare più di tre ovuli, o impiantarne meno di tre. Non ho sperimentato gli ormoni e le manipolazioni sul mio corpo, ma non per questo ho sofferto meno. Ecco, aver dimenticato nel comunicato questo tema mi pare una deriva che discende direttamente dall&#8217;esito infausto del referendum, che potè fallire solo perché le stesse donne, in massa, non andarono a votare. In quell&#8217;occasione si è potuto toccare con mano, io credo, come la famosa &#8220;sorellanza&#8221; non sia mai esistita. Sono diritti quelli che dobbiamo chiedere a gran voce, per le donne e per gli uomini. Il resto, che sia sorellanza, solidarietà o qualsiasi altra cosa, ha a che fare con la sfera delle emozioni e dei sentimenti, che trovano il loro giusto spazio nel privato, e non nelle leggi e nelle pratiche pubbliche.<br />
Per il resto, come non essere d&#8217;accordo? Cacciare i movimenti per la vita dai consultori dovrebbe essere un obiettivo di tutti i cittadini in quanto tali, non importa se uomini o donne: che preparazione, che riconoscimento civile e legale, che autorità hanno questi soggetti per poter operare in strutture pubbliche, urtando pesantemente la sensibilità traumatizzata di persone già sufficientemente tormentate, di fronte a un passo così triste?<br />
Riaffermare il diritto a usufruire delle prestazioni assicurate dalla legge 194 è necessario, a fronte di un istituto incomprensibile come l&#8217;obiezione di coscienza. Se sei medico, lo sai da prima di laurearti che il servizio sanitario può chiederti certe cose. Se non ti piace, puoi scegliere un altro mestiere, o fare il dentista. Aveva forse senso per i medici che già esercitavano quando la legge fu varata, ma ora?<br />
E insisto, non devono essere patrimonio esclusivo delle donne, certe battaglie. E&#8217; ora che anche gli uomini si sveglino e siano meno tiepidi, di fronte a queste minacce. Spero di leggere qualche altro commento maschile, a questo post.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-pro-vita-e-i-consultori/comment-page-1/#comment-123378</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 13:54:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4863#comment-123378</guid>

					<description><![CDATA[Da un&#039;intervista di Paolo Izzo a Carlo Flamigni:
&quot;Ritiene ci sia il rischio che si torni all’aborto “fai-da-te”?
Un altro problema vero è questo: c’è un numero smisurato di medici che si rifiutano di intervenire, facendo obiezione di coscienza; in alcune regioni si arriva quasi al 90% di obiettori. Quindi diventa sempre più difficile rispettare i tempi: ci sono ragazze impaurite perché vengono rinviate e c’è un problema di sicurezza, perché più avanti interrompi la gravidanza, maggiori rischi fai correre alle donne. Poi c’è la fuga dagli ospedali, dove le donne sono trattate male e magari, di fianco allo sportello in cui vanno a prenotare l’IVG, trovano la segreteria del Movimento per la Vita che fa loro un secondo processo! Queste donne, allora, ricorrono alle amiche per ottenere un”indirizzo” alternativo, che può portarle all’estero, nell’ambulatorio privato di uno dei medici dell’ospedale che ha fatto obiezione oppure da una “mammana”, che interrompe la gravidanza con metodi antichi. I rischi sono alti. Si sta riorganizzando un mercato dell’orrore.
...
Voi scrivete che la legge 194 funziona bene ed è ben applicata, ma che l’unica modifica che fareste è proprio sul tema dell’obiezione di coscienza.
Quando la 194 fu approvata, l’obiezione di coscienza era necessaria perché c’erano vecchi ostetrici che, quando avevano deciso di fare quel mestiere, al pensiero di dover interrompere una gravidanza sarebbero morti d’infarto. Invece, da quel momento in poi ci siamo trovati di fronte al “problema” che la IVG fa parte della tutela della salute delle donne: se fossi un medico cattolico che non vuole interrompere le gravidanze, non andrei in un ospedale pubblico di ostetricia dove la prevenzione e la salute della donna sono al centro del mio lavoro. Vado a fare un’altra cosa! Cioè: non metto un musulmano a vendere carne di maiale! Questo andrebbe rivisto della legge, anche perché io stesso ho avuto molti collaboratori che sono venuti a dirmi che volevano fare obiezione, ma non perché fossero religiosi, ma perché: “mi rompo le scatole”, “è una cosa ripetitiva”, “mi danneggia nella carriera, perché se il direttore sanitario cattolico sa che non ho fatto obiezione, la prossima volta che ci sarà da assegnare un posto di aiuto non lo dà a me”. La libertà è un conto, ma quando c’è di mezzo la salute delle donne non ci può essere un criterio acritico per cui uno decide quello che vuole sulla base di principi e interessi privati e nessuno va a vedergli nelle tasche…&quot;
Intanto, in una lettera al Manifesto di oggi, Izzo segnala che il 18 novembre inizierà il convegno &quot;Scienza e vita&quot; che avrà per tema &quot;l&#039;educazione alla democrazia&quot; e al quale parteciperanno Bersani, Alfano, Casini e Maroni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un&#8217;intervista di Paolo Izzo a Carlo Flamigni:<br />
&#8220;Ritiene ci sia il rischio che si torni all’aborto “fai-da-te”?<br />
Un altro problema vero è questo: c’è un numero smisurato di medici che si rifiutano di intervenire, facendo obiezione di coscienza; in alcune regioni si arriva quasi al 90% di obiettori. Quindi diventa sempre più difficile rispettare i tempi: ci sono ragazze impaurite perché vengono rinviate e c’è un problema di sicurezza, perché più avanti interrompi la gravidanza, maggiori rischi fai correre alle donne. Poi c’è la fuga dagli ospedali, dove le donne sono trattate male e magari, di fianco allo sportello in cui vanno a prenotare l’IVG, trovano la segreteria del Movimento per la Vita che fa loro un secondo processo! Queste donne, allora, ricorrono alle amiche per ottenere un”indirizzo” alternativo, che può portarle all’estero, nell’ambulatorio privato di uno dei medici dell’ospedale che ha fatto obiezione oppure da una “mammana”, che interrompe la gravidanza con metodi antichi. I rischi sono alti. Si sta riorganizzando un mercato dell’orrore.<br />
&#8230;<br />
Voi scrivete che la legge 194 funziona bene ed è ben applicata, ma che l’unica modifica che fareste è proprio sul tema dell’obiezione di coscienza.<br />
Quando la 194 fu approvata, l’obiezione di coscienza era necessaria perché c’erano vecchi ostetrici che, quando avevano deciso di fare quel mestiere, al pensiero di dover interrompere una gravidanza sarebbero morti d’infarto. Invece, da quel momento in poi ci siamo trovati di fronte al “problema” che la IVG fa parte della tutela della salute delle donne: se fossi un medico cattolico che non vuole interrompere le gravidanze, non andrei in un ospedale pubblico di ostetricia dove la prevenzione e la salute della donna sono al centro del mio lavoro. Vado a fare un’altra cosa! Cioè: non metto un musulmano a vendere carne di maiale! Questo andrebbe rivisto della legge, anche perché io stesso ho avuto molti collaboratori che sono venuti a dirmi che volevano fare obiezione, ma non perché fossero religiosi, ma perché: “mi rompo le scatole”, “è una cosa ripetitiva”, “mi danneggia nella carriera, perché se il direttore sanitario cattolico sa che non ho fatto obiezione, la prossima volta che ci sarà da assegnare un posto di aiuto non lo dà a me”. La libertà è un conto, ma quando c’è di mezzo la salute delle donne non ci può essere un criterio acritico per cui uno decide quello che vuole sulla base di principi e interessi privati e nessuno va a vedergli nelle tasche…&#8221;<br />
Intanto, in una lettera al Manifesto di oggi, Izzo segnala che il 18 novembre inizierà il convegno &#8220;Scienza e vita&#8221; che avrà per tema &#8220;l&#8217;educazione alla democrazia&#8221; e al quale parteciperanno Bersani, Alfano, Casini e Maroni.</p>
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