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	Commenti a: I SOLITI DATI E UNA DOMANDA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111825</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 22:56:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P.S. La chitarra c&#039;era già. A un certo punto a cena è uscita non &quot;La locomotiva&quot;, ma &quot;Io vagabondo&quot; dei Nomadi.
Sigh.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. La chitarra c&#8217;era già. A un certo punto a cena è uscita non &#8220;La locomotiva&#8221;, ma &#8220;Io vagabondo&#8221; dei Nomadi.<br />
Sigh.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111824</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 22:53:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Diana
Hurt (nella versione di Cash) la faccio nel mio ultimo reading. E Mercy seat, e One, e Solitary man.
La versione di Cash è un po&#039; come la versione di Barney.
Ma è proprio questo il punto.
Voce e chitarra nude, per guadare il millennio.
Cash insegna: la soluzione è spoliazione, andare all&#039;essenziale.
Anche un buon editing è fatto così: asciugare un testo, togliere il superfluo, le strizzatine d&#039;occhio.
Vorrei dire, anche a Daniele, quello che non va nella cultura di massa non è che è semplice (e il mio non è snobismo), è che è carica d&#039;inutile, di puramente ornamentale. Se togli il superfluo resta il vuoto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Diana<br />
Hurt (nella versione di Cash) la faccio nel mio ultimo reading. E Mercy seat, e One, e Solitary man.<br />
La versione di Cash è un po&#8217; come la versione di Barney.<br />
Ma è proprio questo il punto.<br />
Voce e chitarra nude, per guadare il millennio.<br />
Cash insegna: la soluzione è spoliazione, andare all&#8217;essenziale.<br />
Anche un buon editing è fatto così: asciugare un testo, togliere il superfluo, le strizzatine d&#8217;occhio.<br />
Vorrei dire, anche a Daniele, quello che non va nella cultura di massa non è che è semplice (e il mio non è snobismo), è che è carica d&#8217;inutile, di puramente ornamentale. Se togli il superfluo resta il vuoto.</p>
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		<title>
		Di: lady yoko		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111823</link>

		<dc:creator><![CDATA[lady yoko]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 18:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@marotta
&quot;Dov&#039;è la persona e dov&#039;è il personaggio?&quot;
Al di là di ogni dotta analisi,tutto si riduce a questa domanda.
O meglio,a chi sa dare una risposta.
Si può solo notare che maschere e abiti di scena appartengono a molti guardaroba.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@marotta<br />
&#8220;Dov&#8217;è la persona e dov&#8217;è il personaggio?&#8221;<br />
Al di là di ogni dotta analisi,tutto si riduce a questa domanda.<br />
O meglio,a chi sa dare una risposta.<br />
Si può solo notare che maschere e abiti di scena appartengono a molti guardaroba.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111822</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 17:11:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[esatto,
dico che parliamo ma non sappiamo cosa sta succedendo in giro,
vorrei che la parte di popolazione che non sa più leggere si mischiasse con quella che sa iper-leggere e che non possiamo aspettare che la televisione e il mercato si estinguano perché non succederà.
Anzi dico che la televisione è la nostra mamma e il mercato è il nostro papà.
che siamo in questo tempo e ci dobbiamo fare i conti.
che quello che non si conosce o condivide non è per forza peggiore di quello che si ama.
bisogna conoscere il presente, viverlo e capirlo se no non ci possiamo mettere le mani per cambiarlo.
e in ultima istanza sostengo che illudersi stare fuori dalla cultura pop e dal consumismo è una fuga da una parte di sé.
Secondo me il grande fratello è Brecht, è teatro dell&#039;assurdo, ma una forma di teatro mutante dove approdano soggetti che erano già scritti e artefatti  già da casa. Un mutante, in parte persona vera e in parte personaggio, con copioni scritti da sé per recitare una parte televisiva e con quella sfondare,.
Tutti siamo, alla fin fine, performer navigati, maschere che hanno ucciso l&#039;attore, non sappiamo la sintassi ma siamo esperti della grammatica dell&#039;apparire, poeti del protagonismo e del nascondere la realtà di sé, dal presidente del consiglio all&#039;ultimo provinante del grande fratello.
I personaggi di alberto sordi sono vivi e abitano le nostre giornate, in politica e alla tele.
Dove è la persona e dove il personaggio?
Questo è il nostro presente,
cosa è autentico e cosa prodotto artificiale?
gli adolescenti copiano gli adulti o è il contrario?
Se non entriamo in questa dimensione assurda e se non ci sforziamo a capire dall&#039;interno senza difenderci, perdiamo la presa sul presente e arriveremo sempre in ritardo sulla realtà. The show must go on.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>esatto,<br />
dico che parliamo ma non sappiamo cosa sta succedendo in giro,<br />
vorrei che la parte di popolazione che non sa più leggere si mischiasse con quella che sa iper-leggere e che non possiamo aspettare che la televisione e il mercato si estinguano perché non succederà.<br />
Anzi dico che la televisione è la nostra mamma e il mercato è il nostro papà.<br />
che siamo in questo tempo e ci dobbiamo fare i conti.<br />
che quello che non si conosce o condivide non è per forza peggiore di quello che si ama.<br />
bisogna conoscere il presente, viverlo e capirlo se no non ci possiamo mettere le mani per cambiarlo.<br />
e in ultima istanza sostengo che illudersi stare fuori dalla cultura pop e dal consumismo è una fuga da una parte di sé.<br />
Secondo me il grande fratello è Brecht, è teatro dell&#8217;assurdo, ma una forma di teatro mutante dove approdano soggetti che erano già scritti e artefatti  già da casa. Un mutante, in parte persona vera e in parte personaggio, con copioni scritti da sé per recitare una parte televisiva e con quella sfondare,.<br />
Tutti siamo, alla fin fine, performer navigati, maschere che hanno ucciso l&#8217;attore, non sappiamo la sintassi ma siamo esperti della grammatica dell&#8217;apparire, poeti del protagonismo e del nascondere la realtà di sé, dal presidente del consiglio all&#8217;ultimo provinante del grande fratello.<br />
I personaggi di alberto sordi sono vivi e abitano le nostre giornate, in politica e alla tele.<br />
Dove è la persona e dove il personaggio?<br />
Questo è il nostro presente,<br />
cosa è autentico e cosa prodotto artificiale?<br />
gli adolescenti copiano gli adulti o è il contrario?<br />
Se non entriamo in questa dimensione assurda e se non ci sforziamo a capire dall&#8217;interno senza difenderci, perdiamo la presa sul presente e arriveremo sempre in ritardo sulla realtà. The show must go on.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: diana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111821</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 17:01:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... locomotiva, con la L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; locomotiva, con la L.</p>
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		<title>
		Di: diana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111820</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 17:01:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oddio, &quot;La ocomotiva&quot;. Ma se sai fare &quot;Hurt&quot;, e penso di sì (nella versione di Cash), vai con quella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oddio, &#8220;La ocomotiva&#8221;. Ma se sai fare &#8220;Hurt&#8221;, e penso di sì (nella versione di Cash), vai con quella.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111819</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 16:54:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@daniele e diana
Per come la vedo io, il vero problema è una visione bidimensionale del tempo, come una linea dove si può solo andare avanti, sostare o tornare indietro. In realtà quella linea potrebbe essere un circolo.
Meglio ancora, ogni punto l&#039;intersezione con un&#039;altra linea.
Ma verrebbe fuori un discorsone, lasciamo perdere.
Vado a cena con un gruppo di amici adesso, mi hanno chiesto di portare la chitarra. Non la porto perchè so che a un certo punto vien fuori &quot;La locomotiva&quot; di Guccini. Neanche a me piacciono le nostalgie d&#039;antan.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@daniele e diana<br />
Per come la vedo io, il vero problema è una visione bidimensionale del tempo, come una linea dove si può solo andare avanti, sostare o tornare indietro. In realtà quella linea potrebbe essere un circolo.<br />
Meglio ancora, ogni punto l&#8217;intersezione con un&#8217;altra linea.<br />
Ma verrebbe fuori un discorsone, lasciamo perdere.<br />
Vado a cena con un gruppo di amici adesso, mi hanno chiesto di portare la chitarra. Non la porto perchè so che a un certo punto vien fuori &#8220;La locomotiva&#8221; di Guccini. Neanche a me piacciono le nostalgie d&#8217;antan.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: diana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111818</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 16:31:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[perché divinizzazione? Io credo di aver capito che Marotta dice che perdiamo qualcosa ma anche guadagniamo qualcosa, altrimenti non sopravviveremmo in una società così complessa. E&#039; una semplice presa d&#039;atto che indietro non si torna. E che c&#039;è molto di buono e utile da coltivare e sperabilmente migliorare. Questo non significa divinizzare il passato, ma puntare - se mai - sulle potenzialità del presente. Almeno per come la vedo io.
.
personalmente, quando vedevo mia nipote quattordicenne spendere interi pomeriggi (disperati!) sulle versioni di greco, pensavo che davvero, quel tempo lo avrebbe impiegato meglio facendo e studiando altro, e in un altro modo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>perché divinizzazione? Io credo di aver capito che Marotta dice che perdiamo qualcosa ma anche guadagniamo qualcosa, altrimenti non sopravviveremmo in una società così complessa. E&#8217; una semplice presa d&#8217;atto che indietro non si torna. E che c&#8217;è molto di buono e utile da coltivare e sperabilmente migliorare. Questo non significa divinizzare il passato, ma puntare &#8211; se mai &#8211; sulle potenzialità del presente. Almeno per come la vedo io.<br />
.<br />
personalmente, quando vedevo mia nipote quattordicenne spendere interi pomeriggi (disperati!) sulle versioni di greco, pensavo che davvero, quel tempo lo avrebbe impiegato meglio facendo e studiando altro, e in un altro modo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111817</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 16:29:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No no. Ferma tutto.
Tutto utile se lo scopo è creare valore.
Critica, contatto nostalgia e delirio, ma anche di più, rivoluzione e rifondazione.
Ma sempre nella sintesi e nella comprensione.
Non blob ma brodo.
Perché se non leggi il presente, se non ci affondi le mani, hai voglia a criticare e a delirare ma si finisce sempre con lo scivolare sulla calotta del pregiudizio e dell&#039;ignoranza che ci mette sul livello di chi celebra l&#039;ampolla del po,  o di chi si commuove con biutiful e prende l&#039;autobus in pellegrinaggio da una santa mediatica come la povera Sarah Scazzi.
Ignoranza e pregiudizio.
Come sempre voglio sostenere che il pop è storia, è accademia, è roba di cinquanta anni fa.
Wharol vaticinava il nostro presente già quaranta anni fa.
Oggi i luoghi di culto sono i supermercati, il tabù è andare alla Pam con la borsa di tela della Coop e viceversa..
O noi assimiliamo il presente e accettiamo che una boiata condivisa da milioni di persone non è più una boiata, ma un qualcosa che ha forza, che segna il tempo e va preso seriamente in considerazione, oppure continueremo a stare sul fico a borbottare senza sapere cosa accade davvero e ancora più grave, senza potere sul presente.
D:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No no. Ferma tutto.<br />
Tutto utile se lo scopo è creare valore.<br />
Critica, contatto nostalgia e delirio, ma anche di più, rivoluzione e rifondazione.<br />
Ma sempre nella sintesi e nella comprensione.<br />
Non blob ma brodo.<br />
Perché se non leggi il presente, se non ci affondi le mani, hai voglia a criticare e a delirare ma si finisce sempre con lo scivolare sulla calotta del pregiudizio e dell&#8217;ignoranza che ci mette sul livello di chi celebra l&#8217;ampolla del po,  o di chi si commuove con biutiful e prende l&#8217;autobus in pellegrinaggio da una santa mediatica come la povera Sarah Scazzi.<br />
Ignoranza e pregiudizio.<br />
Come sempre voglio sostenere che il pop è storia, è accademia, è roba di cinquanta anni fa.<br />
Wharol vaticinava il nostro presente già quaranta anni fa.<br />
Oggi i luoghi di culto sono i supermercati, il tabù è andare alla Pam con la borsa di tela della Coop e viceversa..<br />
O noi assimiliamo il presente e accettiamo che una boiata condivisa da milioni di persone non è più una boiata, ma un qualcosa che ha forza, che segna il tempo e va preso seriamente in considerazione, oppure continueremo a stare sul fico a borbottare senza sapere cosa accade davvero e ancora più grave, senza potere sul presente.<br />
D:</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/i-soliti-dati-e-una-domanda/comment-page-2/#comment-111816</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 15:42:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4007#comment-111816</guid>

					<description><![CDATA[@Marotta
Come immaginavo, la tua finisce coll&#039;essere una divinizzazione dell&#039;esistente. Lo spirito del tempo ha sempre una necessità, ergo ogni critica è nostalgia o delirio, entrambi inutili.
I danni di un progressismo avvitato su se stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marotta<br />
Come immaginavo, la tua finisce coll&#8217;essere una divinizzazione dell&#8217;esistente. Lo spirito del tempo ha sempre una necessità, ergo ogni critica è nostalgia o delirio, entrambi inutili.<br />
I danni di un progressismo avvitato su se stesso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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