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	Commenti a: IL FEMMINISMO COME BRAND	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Denise		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Denise]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 13:09:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono contenta che si associ il discorso della Scuola di Francoforte a quello del femminismo. Ho sempre pensato che nel primo ci fossero in qualche modo in nuce parte delle istanze del secondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contenta che si associ il discorso della Scuola di Francoforte a quello del femminismo. Ho sempre pensato che nel primo ci fossero in qualche modo in nuce parte delle istanze del secondo.</p>
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		Di: lophelia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lophelia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 09:38:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[letto di recente, con qualche perplessità che ha espresso ottimamente Zauberei. Una sensazione di costrizione, il timore di passare da certe gabbie ad altre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>letto di recente, con qualche perplessità che ha espresso ottimamente Zauberei. Una sensazione di costrizione, il timore di passare da certe gabbie ad altre.</p>
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		Di: donatella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 22:01:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo torni buona quell’idea secondo la quale l’emancipazione si è mostrata insufficiente a garantire non solo la libertà vera per le donne, ma la fedeltà a se stesse.  Mentre si è rivelata ottima per inseguire il mito dell’individualismo e del potere, a giudicare dagli esempi di donne riportati nell’articolo; altri se ne potrebbero fare restando in Italia (guardando dentro ai partiti, per esempio, o in alcune organizzazioni pubbliche e private). L’emancipazione, da sola, non può bastare. Un tempo si usava dividere le  donne in vincenti e perdenti, io provavo sempre un enorme fastidio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo torni buona quell’idea secondo la quale l’emancipazione si è mostrata insufficiente a garantire non solo la libertà vera per le donne, ma la fedeltà a se stesse.  Mentre si è rivelata ottima per inseguire il mito dell’individualismo e del potere, a giudicare dagli esempi di donne riportati nell’articolo; altri se ne potrebbero fare restando in Italia (guardando dentro ai partiti, per esempio, o in alcune organizzazioni pubbliche e private). L’emancipazione, da sola, non può bastare. Un tempo si usava dividere le  donne in vincenti e perdenti, io provavo sempre un enorme fastidio.</p>
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		Di: zauberei		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 21:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[eh mica se fanno solo pochi bambini francè! anche l&#039;agricoltura è in crisi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eh mica se fanno solo pochi bambini francè! anche l&#8217;agricoltura è in crisi!</p>
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		Di: francesca violi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 19:00:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Comunque Langone ha ragione nella sua premessa: di figli una volta se ne facevan tanti perchè erano braccia per i campi. Io su queste basi gli proporrei di lasciar perdere lo sterile lavoro intellettuale e andare a zappare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque Langone ha ragione nella sua premessa: di figli una volta se ne facevan tanti perchè erano braccia per i campi. Io su queste basi gli proporrei di lasciar perdere lo sterile lavoro intellettuale e andare a zappare.</p>
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		Di: Laura		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 18:31:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lippa, volevo allegare esattamente QUELL&#039; (moto di ribrezzo)articolo, ma ho visto che lo hai già fatto tu. Aiuto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lippa, volevo allegare esattamente QUELL&#8217; (moto di ribrezzo)articolo, ma ho visto che lo hai già fatto tu. Aiuto!</p>
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		Di: michi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 16:58:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello anche per me e alcune cose mi esaltano mentre altre mi lasciano un po&#039; una &#039;percezione&#039; che mi suggerisce che anche uno sguardo critico, se rimane su di un piano più che altro teorico, può rappresentare una sorta di gabbia dove non mancano pregiuzidi e stereotipi, di altro tipo certo, ma sempre pregiudizi e stereotipi sembrano. Io sento come un qualcosa di base che è tipo una contrapposizione binaria tra un modello di femminista autentica/pura/desidarabile e utile per un movimento versus una femminista schiava del mercato/acritica/costruita in modo errato. E queste dinamiche di contrapposizione mi piacciono poco e le ho sempre percepite come pericolose nonché oggetto di critica. Mi sembra di capire che il femminismo stia subendo ciò che è toccato precedentemente agli omosessuali, attraverso la costruzione di una identità che è diventata sempre di più un lifestyle, un brand da inscenare per sentirsi autentici. Quando un discorso diventa mainstream è difficile di questi tempi che riesca a non farsi inglobare dai meccanismi della mercificazione. Concretamente, con quali azioni il femminismo &#039;giusto&#039; riuscirà a ribellarsi al capitalismo? Decostruire un discorso è diventato facile e certo ancora utile, anche se ora servirebbe tanta tanta creatività per inventarsi una vita diversa, ma come? E siamo sicuri che tutt* vogliano questa vita diversa? Qualche anno fa ho letto un libro molto interessante di Ariel Levy &quot; Female chauvinist pigs. Women and the rise of raunch culture&quot; che mi sembra in tema, è stato tradotto ma come sempre il titolo originale suona moooolto meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello anche per me e alcune cose mi esaltano mentre altre mi lasciano un po&#8217; una &#8216;percezione&#8217; che mi suggerisce che anche uno sguardo critico, se rimane su di un piano più che altro teorico, può rappresentare una sorta di gabbia dove non mancano pregiuzidi e stereotipi, di altro tipo certo, ma sempre pregiudizi e stereotipi sembrano. Io sento come un qualcosa di base che è tipo una contrapposizione binaria tra un modello di femminista autentica/pura/desidarabile e utile per un movimento versus una femminista schiava del mercato/acritica/costruita in modo errato. E queste dinamiche di contrapposizione mi piacciono poco e le ho sempre percepite come pericolose nonché oggetto di critica. Mi sembra di capire che il femminismo stia subendo ciò che è toccato precedentemente agli omosessuali, attraverso la costruzione di una identità che è diventata sempre di più un lifestyle, un brand da inscenare per sentirsi autentici. Quando un discorso diventa mainstream è difficile di questi tempi che riesca a non farsi inglobare dai meccanismi della mercificazione. Concretamente, con quali azioni il femminismo &#8216;giusto&#8217; riuscirà a ribellarsi al capitalismo? Decostruire un discorso è diventato facile e certo ancora utile, anche se ora servirebbe tanta tanta creatività per inventarsi una vita diversa, ma come? E siamo sicuri che tutt* vogliano questa vita diversa? Qualche anno fa ho letto un libro molto interessante di Ariel Levy &#8221; Female chauvinist pigs. Women and the rise of raunch culture&#8221; che mi sembra in tema, è stato tradotto ma come sempre il titolo originale suona moooolto meglio.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 16:19:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Libero risponde, con Camillo Langone: http://letteraviola.it/2011/11/libero-shock-togliete-i-libri-alle-donne-e-torneranno-a-far-figli-foto/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libero risponde, con Camillo Langone: <a href="http://letteraviola.it/2011/11/libero-shock-togliete-i-libri-alle-donne-e-torneranno-a-far-figli-foto/" rel="nofollow ugc">http://letteraviola.it/2011/11/libero-shock-togliete-i-libri-alle-donne-e-torneranno-a-far-figli-foto/</a></p>
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		Di: zauberei		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:34:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello e intenso con delle cose che mi trovano in perfetta sintonia e altre che mi riimandano alla solita distanza. Mi piace molto l&#039;indagine della manipolazione culturale delle blandizie a cui è esposta la donna, ma sento una dichiarazione di pluralità teorica ma una incomprensione delle donne reali di fatto - c&#039;è una ipostatizzazione vecchia e superata di ciò che è femminile e l&#039;idea per cui questo o è anteriore o è dimenticato, e quindi o sei femminista e pure in un certo modo, o sei nevrotica o sei femminista o sei una povera schiava inerte di questa o quella contestualità storica.
Per questo devo dire, io sono per i femminismi confederati in una rete di maglie molto larghe - perchè ammettendo l&#039;esistenza legittima di una come Sarah Pallin - ammetto di non voler consociarmi strettamente per forza nè con lei, nè con chi si permette di considerarla meno donna di me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello e intenso con delle cose che mi trovano in perfetta sintonia e altre che mi riimandano alla solita distanza. Mi piace molto l&#8217;indagine della manipolazione culturale delle blandizie a cui è esposta la donna, ma sento una dichiarazione di pluralità teorica ma una incomprensione delle donne reali di fatto &#8211; c&#8217;è una ipostatizzazione vecchia e superata di ciò che è femminile e l&#8217;idea per cui questo o è anteriore o è dimenticato, e quindi o sei femminista e pure in un certo modo, o sei nevrotica o sei femminista o sei una povera schiava inerte di questa o quella contestualità storica.<br />
Per questo devo dire, io sono per i femminismi confederati in una rete di maglie molto larghe &#8211; perchè ammettendo l&#8217;esistenza legittima di una come Sarah Pallin &#8211; ammetto di non voler consociarmi strettamente per forza nè con lei, nè con chi si permette di considerarla meno donna di me.</p>
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		Di: Nicoletta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-femminismo-come-brand/comment-page-1/#comment-124017</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:54:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao Loredana, ho il libro in libreria, è denso di idee e il sunto di Carmilla è eccellente
come diceva la commentatrice prima di me abbiamo da studiare per rimanere vigili
buona giornata
nicoletta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Loredana, ho il libro in libreria, è denso di idee e il sunto di Carmilla è eccellente<br />
come diceva la commentatrice prima di me abbiamo da studiare per rimanere vigili<br />
buona giornata<br />
nicoletta</p>
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