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	Commenti a: IL GENRE BENDER DEL FANTASTICO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Realtà vs Fantasia 2 &#171; Lit Skeight 3.0		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106360</link>

		<dc:creator><![CDATA[Realtà vs Fantasia 2 &#171; Lit Skeight 3.0]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 11:53:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] viene sempre in mente la pittura. E in questi giorni è un collegamento che ho fatto spesso leggendo i numerosi interventi (con annesso dibattito) in materia su [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] viene sempre in mente la pittura. E in questi giorni è un collegamento che ho fatto spesso leggendo i numerosi interventi (con annesso dibattito) in materia su [&#8230;] </p>
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		Di: Realismo vs Fantasia &#171; Lit Skeight 3.0		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106359</link>

		<dc:creator><![CDATA[Realismo vs Fantasia &#171; Lit Skeight 3.0]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 15:33:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] viene sempre in mente la pittura. E in questi giorni è un collegamento che ho fatto spesso leggendo i numerosi interventi (con annesso dibattito) in materia su [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] viene sempre in mente la pittura. E in questi giorni è un collegamento che ho fatto spesso leggendo i numerosi interventi (con annesso dibattito) in materia su [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: iguana jo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106358</link>

		<dc:creator><![CDATA[iguana jo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 21:38:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il genre bender sembra una cosa grandissima e bellissima (e chi ha letto Lethem o Murakami già lo sa), però non mi pare che qua da noi ci sia qualcuno in grado di provarci con qualche possibilità di successo.
I motivi ve li potete immaginare.
Soprattutto mi pare che in Italia ci sia un&#039;ignoranza ENORME su quali siano caratteristiche, evoluzioni e meccanismi del &lt;i&gt;genere&lt;/i&gt; fantastico, cosa che invece un Lethem conosce a menadito.
Poi se avete qualche esempio capace di dimostrarmi il contrario ben venga, sarò più che felice di leggermi qualcosa nato in italia e all&#039;altezza degli autori citati.
(Uno dei pochi tentativi di genre bender nostrano poteva essere forse Guerra agli umani, ma il risultato, almeno da quel punto di vista, è davvero terribile. Secondo me.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il genre bender sembra una cosa grandissima e bellissima (e chi ha letto Lethem o Murakami già lo sa), però non mi pare che qua da noi ci sia qualcuno in grado di provarci con qualche possibilità di successo.<br />
I motivi ve li potete immaginare.<br />
Soprattutto mi pare che in Italia ci sia un&#8217;ignoranza ENORME su quali siano caratteristiche, evoluzioni e meccanismi del <i>genere</i> fantastico, cosa che invece un Lethem conosce a menadito.<br />
Poi se avete qualche esempio capace di dimostrarmi il contrario ben venga, sarò più che felice di leggermi qualcosa nato in italia e all&#8217;altezza degli autori citati.<br />
(Uno dei pochi tentativi di genre bender nostrano poteva essere forse Guerra agli umani, ma il risultato, almeno da quel punto di vista, è davvero terribile. Secondo me.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ema		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106357</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ema]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 15:28:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho sentito ben parlare di Lethem, speriamo bene.
A parte questo trovo che la definizione stessa di &quot;commistione di generi&quot; sia  figlia(stra) dell&#039;etichettamento forzato della narrativa. Che è amica del &quot;io so&#039; mainstream e voialtri GENERI nun sete un...&quot;, per parafrasare il Marchese del Grillo.
E il fatto che faccia notizia è buono da una parte e meno dall&#039;altra, perché significa ancora che si sta dando troppa importanza all&#039;incasellamento (&quot;oddio, ma questo qui non scriveva mica fantastico! e che ci fa l&#039;alabarda spaziale a Manhattan? AIUTO!&quot;). Però pace, e se serve per la causa (del fantastico, che NON è un genere a mio avviso) tanto meglio.
Mitico Wu Ming 4.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sentito ben parlare di Lethem, speriamo bene.<br />
A parte questo trovo che la definizione stessa di &#8220;commistione di generi&#8221; sia  figlia(stra) dell&#8217;etichettamento forzato della narrativa. Che è amica del &#8220;io so&#8217; mainstream e voialtri GENERI nun sete un&#8230;&#8221;, per parafrasare il Marchese del Grillo.<br />
E il fatto che faccia notizia è buono da una parte e meno dall&#8217;altra, perché significa ancora che si sta dando troppa importanza all&#8217;incasellamento (&#8220;oddio, ma questo qui non scriveva mica fantastico! e che ci fa l&#8217;alabarda spaziale a Manhattan? AIUTO!&#8221;). Però pace, e se serve per la causa (del fantastico, che NON è un genere a mio avviso) tanto meglio.<br />
Mitico Wu Ming 4.</p>
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		<title>
		Di: Amatissima &#8211; Toni Morrison &#171; V(ale)ntinamente		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106356</link>

		<dc:creator><![CDATA[Amatissima &#8211; Toni Morrison &#171; V(ale)ntinamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 13:25:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...]  Tanto per gettare il mio legnetto nel fuoco delle discussioni sul fantastico (io linko questo, ma Loredana ne parla da tanto tempo, di fantastico: leggetevi il suo blog, che è bello, [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;]  Tanto per gettare il mio legnetto nel fuoco delle discussioni sul fantastico (io linko questo, ma Loredana ne parla da tanto tempo, di fantastico: leggetevi il suo blog, che è bello, [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: G.P.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106355</link>

		<dc:creator><![CDATA[G.P.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 21:59:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quel mattino di primavera del 2008, Jeanne appena uscita dal suo palazzo in rue Vaux, a Parigi, XX arrondissement, percepì un rumore che riconobbe subito. Eppure, l’aveva sentito solo una volta, ed era stato quasi quarant’anni prima.
Il rumore di un corpo umano che si schianta per terra.
Una decappottabile che spandeva musicaccia inchiodò, degli spilungoni incappucciati che risalivano la china si immobilizzarono e lungo il marciapiede dove giaceva il corpo una signora con un cane fece due passi senza vedere nulla poi alzando gli occhi si bloccò di colpo e altre persone ancora smisero di muoversi. In pochi secondi l’insieme dei passanti finì di passare, formando un semicerchio davanti alla facciata del commissariato dal quale era caduta la donna.
La macchina ferma continuava a pulsare suoni, e ci fu qualche secondo vestito soltanto dagli indolenziti battiti dei bassi. Poi la donna stesa sul marciapiede cominciò a tremare dalla testa ai piedi. Nessuno si mosse.
Tranne Jeanne. Senza avere coscienza dei propri movimenti, si ritrovò inginocchiata vicino alla donna per terra.
Jeanne vide che aveva una ventina d’anni, dei tratti asiatici e che stava morendo. Con le dita andò in cerca delle sue dita. La morente l’afferrava.
– Parti tranquilla, ragazza mia.
Dopo aver pronunciato queste parole, Jeanne fu colta da un vuoto, poi si trovò in piedi, a contemplarsi le mani e gli avambracci coperti di sangue.
– Non avrebbe dovuto farlo.
Quella che aveva parlato: occhi azzurri, capelli corti, sulla trentina, tenuta nera elegante.
– Cosa?
– Non avrebbe dovuto toccarla. Bisognava aspettare i pompieri. Del resto, sono arrivati.
Frastuono brutale di una sirena che si spegne di colpo.
Bagliori della delicata luce primaverile sui caschi e sulla sottile coperta metallica. Tizi alti chini sulla morta per praticarle il bocca a bocca.
– Siamo obbligati finché il medico non dichiara il decesso – spiegò un altro pezzo d’uomo. – A meno che la testa non sia separata dal corpo.
– Lei è italiana? – domandò la donna in nero a Jeanne mentre si scostavano.
– Perché me lo chiede?
– Ha parlato alla vittima in italiano. In un momento come quello…
Non terminò la frase. Jeanne capì quello che voleva dire. «In un momento come quello, non ci si controlla».
Il momento in questione doveva essere passato perché Jeanne le avrebbe mollato molto volentieri una sberla, ma si astenne.
– Vada a farsi fottere – si limitò a rispondere.
– Non prima di finire il servizio – ribatté la donna in nero prendendo dalla tasca posteriore una tessera barrata col tricolore. – Capitano di polizia Fleur Dipietri.
Ha un documento d’identità?
– È illegale soccorrere le persone?
Il capitano sospirò:
– No, certo, ma lei è un testimone importante, dovrò interrogarla.
– Non ho con me la carta d’identità, ma abito qui – disse Jeanne. – Al terzo piano. Il palazzo a destra del commissariato, quello da cui la gente passa dalle finestre. Mi chiamo Jeanne Lhomond.
Dietro di lei una voce urlò:
– Ho visto tutto! L’hanno buttata dalla finestra! Assassini! L’ha visto anche lei, eh, Jeanne? – No, disse Jeanne, non ho visto.
E scappò via.
Una mezz’ora più tardi, nei dintorni del commissariato bruciavano le prime macchine, dei fumi lacrimogeni si alzavano sul boulevard de Belleville e l’incaricato del potere dell’oligarchia francese in un comunicato dell’Eliseo dichiarava che non sarebbe stata tollerata alcuna violenza. Nello stesso momento, dopo aver messo alcune cose in una sacca, dissolto la scheda del cellulare nell’acido, preso tutto quello che poteva da un bancomat e abbandonato le carte di credito su una panchina, Jeanne si diede alla latitanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel mattino di primavera del 2008, Jeanne appena uscita dal suo palazzo in rue Vaux, a Parigi, XX arrondissement, percepì un rumore che riconobbe subito. Eppure, l’aveva sentito solo una volta, ed era stato quasi quarant’anni prima.<br />
Il rumore di un corpo umano che si schianta per terra.<br />
Una decappottabile che spandeva musicaccia inchiodò, degli spilungoni incappucciati che risalivano la china si immobilizzarono e lungo il marciapiede dove giaceva il corpo una signora con un cane fece due passi senza vedere nulla poi alzando gli occhi si bloccò di colpo e altre persone ancora smisero di muoversi. In pochi secondi l’insieme dei passanti finì di passare, formando un semicerchio davanti alla facciata del commissariato dal quale era caduta la donna.<br />
La macchina ferma continuava a pulsare suoni, e ci fu qualche secondo vestito soltanto dagli indolenziti battiti dei bassi. Poi la donna stesa sul marciapiede cominciò a tremare dalla testa ai piedi. Nessuno si mosse.<br />
Tranne Jeanne. Senza avere coscienza dei propri movimenti, si ritrovò inginocchiata vicino alla donna per terra.<br />
Jeanne vide che aveva una ventina d’anni, dei tratti asiatici e che stava morendo. Con le dita andò in cerca delle sue dita. La morente l’afferrava.<br />
– Parti tranquilla, ragazza mia.<br />
Dopo aver pronunciato queste parole, Jeanne fu colta da un vuoto, poi si trovò in piedi, a contemplarsi le mani e gli avambracci coperti di sangue.<br />
– Non avrebbe dovuto farlo.<br />
Quella che aveva parlato: occhi azzurri, capelli corti, sulla trentina, tenuta nera elegante.<br />
– Cosa?<br />
– Non avrebbe dovuto toccarla. Bisognava aspettare i pompieri. Del resto, sono arrivati.<br />
Frastuono brutale di una sirena che si spegne di colpo.<br />
Bagliori della delicata luce primaverile sui caschi e sulla sottile coperta metallica. Tizi alti chini sulla morta per praticarle il bocca a bocca.<br />
– Siamo obbligati finché il medico non dichiara il decesso – spiegò un altro pezzo d’uomo. – A meno che la testa non sia separata dal corpo.<br />
– Lei è italiana? – domandò la donna in nero a Jeanne mentre si scostavano.<br />
– Perché me lo chiede?<br />
– Ha parlato alla vittima in italiano. In un momento come quello…<br />
Non terminò la frase. Jeanne capì quello che voleva dire. «In un momento come quello, non ci si controlla».<br />
Il momento in questione doveva essere passato perché Jeanne le avrebbe mollato molto volentieri una sberla, ma si astenne.<br />
– Vada a farsi fottere – si limitò a rispondere.<br />
– Non prima di finire il servizio – ribatté la donna in nero prendendo dalla tasca posteriore una tessera barrata col tricolore. – Capitano di polizia Fleur Dipietri.<br />
Ha un documento d’identità?<br />
– È illegale soccorrere le persone?<br />
Il capitano sospirò:<br />
– No, certo, ma lei è un testimone importante, dovrò interrogarla.<br />
– Non ho con me la carta d’identità, ma abito qui – disse Jeanne. – Al terzo piano. Il palazzo a destra del commissariato, quello da cui la gente passa dalle finestre. Mi chiamo Jeanne Lhomond.<br />
Dietro di lei una voce urlò:<br />
– Ho visto tutto! L’hanno buttata dalla finestra! Assassini! L’ha visto anche lei, eh, Jeanne? – No, disse Jeanne, non ho visto.<br />
E scappò via.<br />
Una mezz’ora più tardi, nei dintorni del commissariato bruciavano le prime macchine, dei fumi lacrimogeni si alzavano sul boulevard de Belleville e l’incaricato del potere dell’oligarchia francese in un comunicato dell’Eliseo dichiarava che non sarebbe stata tollerata alcuna violenza. Nello stesso momento, dopo aver messo alcune cose in una sacca, dissolto la scheda del cellulare nell’acido, preso tutto quello che poteva da un bancomat e abbandonato le carte di credito su una panchina, Jeanne si diede alla latitanza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106354</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 11:41:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In tutta franchezza, Sascha, sei insopportabile.
Hai già letto Lethem? Sai già che non ha idee? Sai già che ha scritto un romanzo senza trama originale? Come puoi nutrire pregiudizi di questo tipo? La tua non è franchezza: analogamente a quanto sostieni a proposito del Web, è puro, e spesso acidissimo, preconcetto. D&#039;accordo: detesti i generi, trovi la Rete uno dei mali del mondo. Posso chiederti: secondo te, alla discussione, questo serve a qualcosa?
A me, personalmente, no.
Ma proprio no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tutta franchezza, Sascha, sei insopportabile.<br />
Hai già letto Lethem? Sai già che non ha idee? Sai già che ha scritto un romanzo senza trama originale? Come puoi nutrire pregiudizi di questo tipo? La tua non è franchezza: analogamente a quanto sostieni a proposito del Web, è puro, e spesso acidissimo, preconcetto. D&#8217;accordo: detesti i generi, trovi la Rete uno dei mali del mondo. Posso chiederti: secondo te, alla discussione, questo serve a qualcosa?<br />
A me, personalmente, no.<br />
Ma proprio no.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106353</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 10:30:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo gli anni del Grande Rigetto il tempo della Grande Abbuffata, ovvero &#039;Franza o Spagna purchè se magna&#039;, ovvero, questo è ciò che vuole il mercato.
Alla base, interessi di bottega, pubblicità, posti e prebende: un establishment critico invecchiato su modelli deteriori che dovrebbe essere sostituito da uno nuovo su modelli moderni, basati sulla narratologia, sulle neuroscienze, sul pensiero complesso, l&#039;antropologia mitopoietica e il copincolla.
In sottofondo il basso continuo: &#039;i critici disprezzano i generi i critici disprezzano i generi i critici disprezzano i generi etc etc etc&#039;
Dopo generazioni che conoscevano la realtà attraverso i film, è il momento delle generazioni che la conoscono attraverso la tivù (che è meglio perchè a differenza del cinema è gratis), in attesa maturino le generazioni formatesi sui videogames.
Brutta sorpresa: le vecchie generazioni di critici hanno potuto contare su posti pubblici nelle scuole o università e rubriche su giornali con tanto di stipendio; le nuove non saranno così fortunate e dovranno parlare di Tolkien gratis o quasi ma pare non se ne rendano ancora conto...
(gender bender: quando non hai una trama originale, quando non sai creare dei personaggi, quando non hai idee personali, allora è il momento di mescolare gli stili e i generi nelle speranza che quel che non riesci a dire con un genere solo possa far finta di dirlo con due o tre e se non riesci a divertire puoi sempre farlo passare come simbolo della totalità)
(p.s. personale: gli autori e lettori del fantastico non sono profughi del Darfur o delle favelas e se hanno una connessione a Internet non sono nemmeno così poveri per gli standard italiani. Parlargli con una certa franchezza non gli farà certo male - del resto s&#039;è visto proprio qui, se non hanno un nemico esterno cominciano a dilaniarsi fra di loro)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli anni del Grande Rigetto il tempo della Grande Abbuffata, ovvero &#8216;Franza o Spagna purchè se magna&#8217;, ovvero, questo è ciò che vuole il mercato.<br />
Alla base, interessi di bottega, pubblicità, posti e prebende: un establishment critico invecchiato su modelli deteriori che dovrebbe essere sostituito da uno nuovo su modelli moderni, basati sulla narratologia, sulle neuroscienze, sul pensiero complesso, l&#8217;antropologia mitopoietica e il copincolla.<br />
In sottofondo il basso continuo: &#8216;i critici disprezzano i generi i critici disprezzano i generi i critici disprezzano i generi etc etc etc&#8217;<br />
Dopo generazioni che conoscevano la realtà attraverso i film, è il momento delle generazioni che la conoscono attraverso la tivù (che è meglio perchè a differenza del cinema è gratis), in attesa maturino le generazioni formatesi sui videogames.<br />
Brutta sorpresa: le vecchie generazioni di critici hanno potuto contare su posti pubblici nelle scuole o università e rubriche su giornali con tanto di stipendio; le nuove non saranno così fortunate e dovranno parlare di Tolkien gratis o quasi ma pare non se ne rendano ancora conto&#8230;<br />
(gender bender: quando non hai una trama originale, quando non sai creare dei personaggi, quando non hai idee personali, allora è il momento di mescolare gli stili e i generi nelle speranza che quel che non riesci a dire con un genere solo possa far finta di dirlo con due o tre e se non riesci a divertire puoi sempre farlo passare come simbolo della totalità)<br />
(p.s. personale: gli autori e lettori del fantastico non sono profughi del Darfur o delle favelas e se hanno una connessione a Internet non sono nemmeno così poveri per gli standard italiani. Parlargli con una certa franchezza non gli farà certo male &#8211; del resto s&#8217;è visto proprio qui, se non hanno un nemico esterno cominciano a dilaniarsi fra di loro)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ayame		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106352</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ayame]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 08:33:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Milena d: con me sfondi una porta aperta :) è il lettore mainstream che non pensa che ci sia qualcos&#039;altro, oltre alle pile di vampiri e angeli innamorati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Milena d: con me sfondi una porta aperta 🙂 è il lettore mainstream che non pensa che ci sia qualcos&#8217;altro, oltre alle pile di vampiri e angeli innamorati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: eleas		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-genre-bender-del-fantastico/comment-page-1/#comment-106351</link>

		<dc:creator><![CDATA[eleas]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 May 2010 14:57:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi colpisce dopo tutto quel che ho letto in questi giorni, come il fulcro resti sempre il medesimo, siamo esterofili e non vediamo cosa di buono cresce dalle nostre parti. Gli altri qualunque astrusità scrivano nei loro romanzi hanno diritto a un&#039;etichetta (inglese) che dia loro una sorta di placet, i nostri come giustamente faceva notare Loredana son tutti cretini, tutti wannabe (siamo esterofili usiamo gli inglesismi). Tutti pieni di se stessi al punto da sproloquiare se qualcuno falcidia il loro lavoro facendo oltretutto informazione(?). Resto convinto che pur con tutta la litigiosità del caso emersa tra Natale con i monnezzoni e questi giorni con il de bello giellico siamo in presenza di un assai interessante movimento letterario del fantastico. Un qualcosa che negli ultimi anni come faceva notare Francesco Falconi sta assumendo caratteristiche precise.
Sarebbe il caso di prenderne coscienza a livello diciamo ufficiale? Loredana docet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi colpisce dopo tutto quel che ho letto in questi giorni, come il fulcro resti sempre il medesimo, siamo esterofili e non vediamo cosa di buono cresce dalle nostre parti. Gli altri qualunque astrusità scrivano nei loro romanzi hanno diritto a un&#8217;etichetta (inglese) che dia loro una sorta di placet, i nostri come giustamente faceva notare Loredana son tutti cretini, tutti wannabe (siamo esterofili usiamo gli inglesismi). Tutti pieni di se stessi al punto da sproloquiare se qualcuno falcidia il loro lavoro facendo oltretutto informazione(?). Resto convinto che pur con tutta la litigiosità del caso emersa tra Natale con i monnezzoni e questi giorni con il de bello giellico siamo in presenza di un assai interessante movimento letterario del fantastico. Un qualcosa che negli ultimi anni come faceva notare Francesco Falconi sta assumendo caratteristiche precise.<br />
Sarebbe il caso di prenderne coscienza a livello diciamo ufficiale? Loredana docet.</p>
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