<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: IL GIORNO PIU&#039; BELLO?	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Aug 2026 05:55:18 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Subnet Tool		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-195491</link>

		<dc:creator><![CDATA[Subnet Tool]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 05:55:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-195491</guid>

					<description><![CDATA[The TBC Talent Calculator helps plan optimal talent builds for raids.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The TBC Talent Calculator helps plan optimal talent builds for raids.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sprunki incredibox		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-194474</link>

		<dc:creator><![CDATA[sprunki incredibox]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 03:11:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-194474</guid>

					<description><![CDATA[Originally a mod for Incredibox, Sprunki has evolved into a standalone music experience.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Originally a mod for Incredibox, Sprunki has evolved into a standalone music experience.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121967</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 14:12:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121967</guid>

					<description><![CDATA[zauberei senti io sono molto d&#039;accordo con te, ma lo sono anche con walter che scrive, magari con un tono apparentemente più sentenzioso, ma molto giusto, “Nel mio modello le pulsioni individualistiche si possono sacrificare in nome di un valore più grande, e in base a questo vivo, comunico, educo.”
tu zauberei dici che secondo te il discorso della pedagogia dei sentimenti non può dire che luoghi comuni o retorica.
stamane ho scritto un pezzo che poi non ho postato perchè temevo proprio che fosse un po&#039; &quot;vacuo&quot;, o comunque troppo basato sulle mie esperienze.
però sinceramente dei problemi ci sono, in questo nuovo modo libero di scegliere, e perchè no scegliere bene, per farti capire che ho capito.
detto in soldoni, mi sembra ci sia come una &quot;politica&quot; o comunque un disinteresse che accetta che molte troppe persone della mia generazione, non so, figlie di consumismo/arrivismi e vezzi intellettuali non si preoccupino minimamente della questione &quot;farsi una famiglia&quot;. ora, non dico che uno debba farsela per forza sta domanda, ma, convieni che è un tantinello strano che suoni quasi più interessante e più stimabile in società non farsela? quasi che se te la fai sei uno un po&#039; ingenuo un po&#039; debole, come se figliare amare fosse una roba per gente che ha rinunciato a se stessa. credimi, non sto inventando o esagerando nulla.
chi ha detto che se faccio un figlio non mi realizzo, o che se mi realizzo non devo pensare anche a cosa mangia il mio ragazzo, e che se ci penso sono una poverella che pensa poco a se stessa? capisci le mie domande?
il mio ragazzo stamane mi faceva ridere dicendo che sotto sotto c&#039;è che se io e lui viviamo insieme, compriamo una sola scarpiera, se viviamo separati ne compriamo due.
e però questo a livello subdolo, diciamo. che ne dici di tutti quei ragazzi che, forti di una cultura che li ha emancipati e secolarizzati spendono anni a cercare di realizzarsi non guardando in faccia niente e nessuno, ma con atteggiamenti di egoismo che rasenta la patologia &quot;sociale&quot;(ovviamente questo lo dico io, loro stanno bene così)?
mi viene in mente tutto quel discorso magari un po&#039; retorico di pasolini per cui &quot;è in atto una trasformazione bla bla&quot;. nel senso, secondo me un minimo questo tipo di egoismo/edonismo hanno creato danni, più che arricchire e liberare le persone. non mi piace quel velato senso di &quot;se penso a me e mi realizzo sono più forte&quot;, come se donasse invulnerabilità. c&#039;è gente che ha fatto duemila esperienze, e poi, per mancata educazione sentimentale è incapace di far durare una storia più di un mese, accampando la cazzata della persona ideale, che non si riesce a trovare...ma perchè nessuno ha mai detto a queste persone pure colte che la persona ideale non esiste?
perchè la parola impegno oggi suscita ilarità? perchè se penso che amare significa esserci e garantire una presenza e sforzarmi di risolvere problemi che quotidianamente si pongono devo sentirmi rispondere &quot;tu hai un senso troppo responsabile dello stare insieme. un rapporto deve essere una cosa che da&#039; piacere, non impegnativa&quot;. ma che è???
io dico molto francamente: sono una persona di cultura medio-alta (a dispetto del modo emotivo di scrivere che inficia e anzi quasi lascia supporre il contrario :) il mio ragazzo pure sono in terapia da quasi due anni parlo comunico problematizzo eppure spesso non ci si incontra. ora, e concludo, non è che questo non incontrarsi non è legato a me e lui in particolare, o comunque al fatto che siamo una coppia, ma anche a un&#039;educazione che abbiamo ricevuto, che ci ha dissuaso dal pensare che impegno non significhi sacrificio, bensì lavoro che rende frutti affidabili e gustosi?
la mia psicologa, che è tutto fuorchè una reazionaria, dice che, anche se lo si possiede sgangherato, un &quot;senso&quot; di famiglia è sempre una cosa positiva, &quot;sana&quot;, per l&#039;uomo. poi vabbè, penso che spesso quando dico vorrei un lavoro però anche del tempo per me però anche tempo per la casa e così via, il primo a non capire sia proprio chi mi sta accanto. ma questo non deve far sì che io pensi tu vuoi ostacolarmi dunque ciao, no?
non so, credo che almeno ci si debba provare, a proporre soluzioni concilianti e funzionali. anche perchè sono certa che se rinunciassi a qualsiasi delle cose che ho detto, io la vivrei come una rinuncia.
e aggiungo che qualora invece mi trovo a parlare con persone che invece credono nella coppia, il mio problematizzare e anelare a un qualcosa di felice e vero, è visto come un&#039;utopia/che rottura di coglioni/de che te lamenti bla bla. che so, tipo sai, ho molta comprensione del fenomeno della depressione post partum, pur non avendo figli, arghhhh, suoni come una bestemmia, come il seme di una mamma snaturata. vorrei ci fossero meno posizioni categoriche, e più trasversali, se così si può dire. comunque come dicevo sono cose complesse. perdonatemi l&#039;effetto stream-of-consciousness.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>zauberei senti io sono molto d&#8217;accordo con te, ma lo sono anche con walter che scrive, magari con un tono apparentemente più sentenzioso, ma molto giusto, “Nel mio modello le pulsioni individualistiche si possono sacrificare in nome di un valore più grande, e in base a questo vivo, comunico, educo.”<br />
tu zauberei dici che secondo te il discorso della pedagogia dei sentimenti non può dire che luoghi comuni o retorica.<br />
stamane ho scritto un pezzo che poi non ho postato perchè temevo proprio che fosse un po&#8217; &#8220;vacuo&#8221;, o comunque troppo basato sulle mie esperienze.<br />
però sinceramente dei problemi ci sono, in questo nuovo modo libero di scegliere, e perchè no scegliere bene, per farti capire che ho capito.<br />
detto in soldoni, mi sembra ci sia come una &#8220;politica&#8221; o comunque un disinteresse che accetta che molte troppe persone della mia generazione, non so, figlie di consumismo/arrivismi e vezzi intellettuali non si preoccupino minimamente della questione &#8220;farsi una famiglia&#8221;. ora, non dico che uno debba farsela per forza sta domanda, ma, convieni che è un tantinello strano che suoni quasi più interessante e più stimabile in società non farsela? quasi che se te la fai sei uno un po&#8217; ingenuo un po&#8217; debole, come se figliare amare fosse una roba per gente che ha rinunciato a se stessa. credimi, non sto inventando o esagerando nulla.<br />
chi ha detto che se faccio un figlio non mi realizzo, o che se mi realizzo non devo pensare anche a cosa mangia il mio ragazzo, e che se ci penso sono una poverella che pensa poco a se stessa? capisci le mie domande?<br />
il mio ragazzo stamane mi faceva ridere dicendo che sotto sotto c&#8217;è che se io e lui viviamo insieme, compriamo una sola scarpiera, se viviamo separati ne compriamo due.<br />
e però questo a livello subdolo, diciamo. che ne dici di tutti quei ragazzi che, forti di una cultura che li ha emancipati e secolarizzati spendono anni a cercare di realizzarsi non guardando in faccia niente e nessuno, ma con atteggiamenti di egoismo che rasenta la patologia &#8220;sociale&#8221;(ovviamente questo lo dico io, loro stanno bene così)?<br />
mi viene in mente tutto quel discorso magari un po&#8217; retorico di pasolini per cui &#8220;è in atto una trasformazione bla bla&#8221;. nel senso, secondo me un minimo questo tipo di egoismo/edonismo hanno creato danni, più che arricchire e liberare le persone. non mi piace quel velato senso di &#8220;se penso a me e mi realizzo sono più forte&#8221;, come se donasse invulnerabilità. c&#8217;è gente che ha fatto duemila esperienze, e poi, per mancata educazione sentimentale è incapace di far durare una storia più di un mese, accampando la cazzata della persona ideale, che non si riesce a trovare&#8230;ma perchè nessuno ha mai detto a queste persone pure colte che la persona ideale non esiste?<br />
perchè la parola impegno oggi suscita ilarità? perchè se penso che amare significa esserci e garantire una presenza e sforzarmi di risolvere problemi che quotidianamente si pongono devo sentirmi rispondere &#8220;tu hai un senso troppo responsabile dello stare insieme. un rapporto deve essere una cosa che da&#8217; piacere, non impegnativa&#8221;. ma che è???<br />
io dico molto francamente: sono una persona di cultura medio-alta (a dispetto del modo emotivo di scrivere che inficia e anzi quasi lascia supporre il contrario 🙂 il mio ragazzo pure sono in terapia da quasi due anni parlo comunico problematizzo eppure spesso non ci si incontra. ora, e concludo, non è che questo non incontrarsi non è legato a me e lui in particolare, o comunque al fatto che siamo una coppia, ma anche a un&#8217;educazione che abbiamo ricevuto, che ci ha dissuaso dal pensare che impegno non significhi sacrificio, bensì lavoro che rende frutti affidabili e gustosi?<br />
la mia psicologa, che è tutto fuorchè una reazionaria, dice che, anche se lo si possiede sgangherato, un &#8220;senso&#8221; di famiglia è sempre una cosa positiva, &#8220;sana&#8221;, per l&#8217;uomo. poi vabbè, penso che spesso quando dico vorrei un lavoro però anche del tempo per me però anche tempo per la casa e così via, il primo a non capire sia proprio chi mi sta accanto. ma questo non deve far sì che io pensi tu vuoi ostacolarmi dunque ciao, no?<br />
non so, credo che almeno ci si debba provare, a proporre soluzioni concilianti e funzionali. anche perchè sono certa che se rinunciassi a qualsiasi delle cose che ho detto, io la vivrei come una rinuncia.<br />
e aggiungo che qualora invece mi trovo a parlare con persone che invece credono nella coppia, il mio problematizzare e anelare a un qualcosa di felice e vero, è visto come un&#8217;utopia/che rottura di coglioni/de che te lamenti bla bla. che so, tipo sai, ho molta comprensione del fenomeno della depressione post partum, pur non avendo figli, arghhhh, suoni come una bestemmia, come il seme di una mamma snaturata. vorrei ci fossero meno posizioni categoriche, e più trasversali, se così si può dire. comunque come dicevo sono cose complesse. perdonatemi l&#8217;effetto stream-of-consciousness.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121966</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 12:39:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121966</guid>

					<description><![CDATA[Laura partiamo da una premessa: sono una donna sposata, felicemente, con figlio e che quando ha incontrato il futuro marito, contravvenendo a tutte le regole note alle donne ha parlato chiaro in merito a desideri e aspirazioni. L&#039;ho incontrato alla tua età e gli ho detto che o si giocava pesante o tante care cose.
Quello di cui parlo è una metafora per alludere al contenitore giuridico. Un tempo il contenitore giuridico escludeva in linea di massima la separazione e il divorzio, il contenitore sociale squalificava la vita da single. Si facevano dei matrimoni che potevano funzionare anche benissimo - e altri che potevano essere una chiavica. Il matrimonio era il mare della vaschetta dei pesci rossi, dove i pesci non crescono mai e mangiano quelle miserie che capitano nell&#039;acqua. Psicologicamente crescere era possibile ma difficile. Ci si riusciva ma era diverso, perchè non c&#039;era la terrorizzante sfida della possibilità.
Arrivata la legge sul divorzio, l&#039;ampolla è stata gettata nel mare, i pesci fanno molta fatica a lavorare con la prova dell&#039;acqua alta e si perdono nella ricerca di un centro gravitazionale. E&#039; difficile, e non può essere diversamente, ma non escludo affatto che si riesca a trovare ugualmente  e possa essere più bello. Perchè è più bello stare con una persona perchè ci vuoi stare e non perchè te  ne devi andare, persino perchè finito l&#039;amore scegli da soggetto quella responsabilità familiare e non da oggetto ti subisci quella norma giuridica. Ed è anche bello dare alle persone l&#039;occasione di sbagliarsi e riprovare in una forma diversa e in una costellazione diversa. In una prospettiva storica noi siamo solo nel prevedibile periodo di sbandamento dopo un&#039;eternità di contenimento. ma potrebbero arrivare nuove maturità e capacità.
Poi per la faccenda della pedagogia dei sentimenti....è un argomento che, su larga scala non può dire niente che luoghi comuni e retorica, per me lascia il tempo che trova.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Laura partiamo da una premessa: sono una donna sposata, felicemente, con figlio e che quando ha incontrato il futuro marito, contravvenendo a tutte le regole note alle donne ha parlato chiaro in merito a desideri e aspirazioni. L&#8217;ho incontrato alla tua età e gli ho detto che o si giocava pesante o tante care cose.<br />
Quello di cui parlo è una metafora per alludere al contenitore giuridico. Un tempo il contenitore giuridico escludeva in linea di massima la separazione e il divorzio, il contenitore sociale squalificava la vita da single. Si facevano dei matrimoni che potevano funzionare anche benissimo &#8211; e altri che potevano essere una chiavica. Il matrimonio era il mare della vaschetta dei pesci rossi, dove i pesci non crescono mai e mangiano quelle miserie che capitano nell&#8217;acqua. Psicologicamente crescere era possibile ma difficile. Ci si riusciva ma era diverso, perchè non c&#8217;era la terrorizzante sfida della possibilità.<br />
Arrivata la legge sul divorzio, l&#8217;ampolla è stata gettata nel mare, i pesci fanno molta fatica a lavorare con la prova dell&#8217;acqua alta e si perdono nella ricerca di un centro gravitazionale. E&#8217; difficile, e non può essere diversamente, ma non escludo affatto che si riesca a trovare ugualmente  e possa essere più bello. Perchè è più bello stare con una persona perchè ci vuoi stare e non perchè te  ne devi andare, persino perchè finito l&#8217;amore scegli da soggetto quella responsabilità familiare e non da oggetto ti subisci quella norma giuridica. Ed è anche bello dare alle persone l&#8217;occasione di sbagliarsi e riprovare in una forma diversa e in una costellazione diversa. In una prospettiva storica noi siamo solo nel prevedibile periodo di sbandamento dopo un&#8217;eternità di contenimento. ma potrebbero arrivare nuove maturità e capacità.<br />
Poi per la faccenda della pedagogia dei sentimenti&#8230;.è un argomento che, su larga scala non può dire niente che luoghi comuni e retorica, per me lascia il tempo che trova.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121965</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 11:08:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121965</guid>

					<description><![CDATA[&quot;In realtà non c’è cultura senza pedagogia, e non c’è pedagogia senza modelli di riferimento, espliciti o impliciti. &quot;
Sono d&#039;accordo.
&quot;Nel mio modello le pulsioni individualistiche si possono sacrificare in nome di un valore più grande, e in base a questo vivo, comunico, educo.&quot;
Capito. Per me il valore più grande è che tutti abbiano le stesse opportunità, e che i soggetti deboli vengano protetti. Fatto salvo questo, poter provare a costruire una vita che ci corrisponda lo ritengo fondamentale. Ma anche, a grande potere corrisponde grande responsabilità, come disse l&#039;Uomo Ragno, con quel che ne consegue (la responsabilità comporta di impegnarsi a usare bene le libertà, e non esclude affatto la scelta di sacrificarsi per il bene altrui).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In realtà non c’è cultura senza pedagogia, e non c’è pedagogia senza modelli di riferimento, espliciti o impliciti. &#8221;<br />
Sono d&#8217;accordo.<br />
&#8220;Nel mio modello le pulsioni individualistiche si possono sacrificare in nome di un valore più grande, e in base a questo vivo, comunico, educo.&#8221;<br />
Capito. Per me il valore più grande è che tutti abbiano le stesse opportunità, e che i soggetti deboli vengano protetti. Fatto salvo questo, poter provare a costruire una vita che ci corrisponda lo ritengo fondamentale. Ma anche, a grande potere corrisponde grande responsabilità, come disse l&#8217;Uomo Ragno, con quel che ne consegue (la responsabilità comporta di impegnarsi a usare bene le libertà, e non esclude affatto la scelta di sacrificarsi per il bene altrui).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121964</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 10:03:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121964</guid>

					<description><![CDATA[E&#039; l&#039;illusione di restare su un piano puramente descrittivo.
In realtà non c&#039;è cultura senza pedagogia, e non c&#039;è pedagogia senza modelli di riferimento, espliciti o impliciti.
Nel mio modello le pulsioni individualistiche si possono sacrificare in nome di un valore più grande, e in base a questo vivo, comunico, educo.
Altri fanno diversamente.
L&#039;importante è che lo sappiano e lo dichiarino, evitando di far passare per &quot;oggettività&quot; descrittiva quella che è una scala di valori ben definita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; l&#8217;illusione di restare su un piano puramente descrittivo.<br />
In realtà non c&#8217;è cultura senza pedagogia, e non c&#8217;è pedagogia senza modelli di riferimento, espliciti o impliciti.<br />
Nel mio modello le pulsioni individualistiche si possono sacrificare in nome di un valore più grande, e in base a questo vivo, comunico, educo.<br />
Altri fanno diversamente.<br />
L&#8217;importante è che lo sappiano e lo dichiarino, evitando di far passare per &#8220;oggettività&#8221; descrittiva quella che è una scala di valori ben definita.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121963</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:37:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121963</guid>

					<description><![CDATA[Per rispondere a Valter e laura, a me non sembra che si auspichi la distruzione della famiglia. Mi pare solo si dica che c&#039;è scollamento tra la rappresentazione della famiglia e la realtà che i numeri indicano. Che mentre la famiglia delle pubblicità sta ancora al mulino bianco, per dire, tante famiglie vere invece succede che magari i genitori si separano e stanno per un po&#039; da soli e poi magari si formano nuove costellazioni di affetti e legami, che ancora non sappiamo bene come affrontare, anche perchè non c&#039;è una via prescritta da seguire. Un tempo la morale corrente, che per molti coincideva con la religione, dava chiara indicazione sul fatto che il matrimonio era l&#039;unico tipo di relazione uomo-donna presentabile, e una volta contratto andava salvaguardato ad ogni costo. Prostitute, &quot;donnine&quot;, amanti, persino il figlio &quot;bastardo&quot;, erano comunque tollerati (per l&#039;uomo), purchè stessero al loro posto, non troppo pubblicizzato e subalterno rispetto al nucelo legittimo. Sono convinta che la possibilità di interrompere pubblicamente un&#039;unione che non coincide più con la propria idea di realizzazione e felicità, abbia reso la nostra società più giusta, smussando tra l&#039;altro gravi asimmetrie. In cambio certo ci lascia un po&#039; disorientati: cosa ci dice oggi la morale corrente (e per chi crede, la Chiesa) dei fidanzati di mamma, dei nuovi figli di papà, del marito numero due di nostra figlia? Lì bisogna un po&#039; arrangiarsi. Ecco le nuove libertà che bisogna imparare a gestire. Io in questo non ci vedo cavie, solo soggetti che cercano di agire la propria vita, facendo scelte spesso dolorose, e anche subendole, ovvio (ma questo è sempre stato così). Se poi c&#039;è un&#039;aumentata tendenza ad agire la propria vita in modo superficiale, irresponsabile, individualistico ecc. non so, è un discorso più ampio che non c&#039;entra con la famiglia secondo me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere a Valter e laura, a me non sembra che si auspichi la distruzione della famiglia. Mi pare solo si dica che c&#8217;è scollamento tra la rappresentazione della famiglia e la realtà che i numeri indicano. Che mentre la famiglia delle pubblicità sta ancora al mulino bianco, per dire, tante famiglie vere invece succede che magari i genitori si separano e stanno per un po&#8217; da soli e poi magari si formano nuove costellazioni di affetti e legami, che ancora non sappiamo bene come affrontare, anche perchè non c&#8217;è una via prescritta da seguire. Un tempo la morale corrente, che per molti coincideva con la religione, dava chiara indicazione sul fatto che il matrimonio era l&#8217;unico tipo di relazione uomo-donna presentabile, e una volta contratto andava salvaguardato ad ogni costo. Prostitute, &#8220;donnine&#8221;, amanti, persino il figlio &#8220;bastardo&#8221;, erano comunque tollerati (per l&#8217;uomo), purchè stessero al loro posto, non troppo pubblicizzato e subalterno rispetto al nucelo legittimo. Sono convinta che la possibilità di interrompere pubblicamente un&#8217;unione che non coincide più con la propria idea di realizzazione e felicità, abbia reso la nostra società più giusta, smussando tra l&#8217;altro gravi asimmetrie. In cambio certo ci lascia un po&#8217; disorientati: cosa ci dice oggi la morale corrente (e per chi crede, la Chiesa) dei fidanzati di mamma, dei nuovi figli di papà, del marito numero due di nostra figlia? Lì bisogna un po&#8217; arrangiarsi. Ecco le nuove libertà che bisogna imparare a gestire. Io in questo non ci vedo cavie, solo soggetti che cercano di agire la propria vita, facendo scelte spesso dolorose, e anche subendole, ovvio (ma questo è sempre stato così). Se poi c&#8217;è un&#8217;aumentata tendenza ad agire la propria vita in modo superficiale, irresponsabile, individualistico ecc. non so, è un discorso più ampio che non c&#8217;entra con la famiglia secondo me.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121962</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 07:44:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121962</guid>

					<description><![CDATA[Valter, mi sembra un po&#039; come chiedere ai banchieri se le condizioni e i tassi di interesse che praticano sono giusti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, mi sembra un po&#8217; come chiedere ai banchieri se le condizioni e i tassi di interesse che praticano sono giusti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Matteo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121961</link>

		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 00:21:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121961</guid>

					<description><![CDATA[Mi sento di dire che sta aumentando il senso di libertà.
[E&#039; una provocazione, ma fino a un certo punto.] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento di dire che sta aumentando il senso di libertà.<br />
[E&#8217; una provocazione, ma fino a un certo punto.] </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-giorno-piu-bello-2/comment-page-1/#comment-121960</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 23:14:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4765#comment-121960</guid>

					<description><![CDATA[@Ekerot
Non ci siamo capiti: io cito documenti che comprovano l&#039;orientamento esplicito di un istituzione che dettava legge in materia matrimoniale.
E dico che l&#039;interpretazione dei sentimenti e delle motivazioni delle persone presenti e soprattutto passate è quantomeno azzardata.
Per scrivere una storia del matrimonio è meglio usare i primi che la seconda, quanto meno questo è quello che fa uno storico degno di questo nome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ekerot<br />
Non ci siamo capiti: io cito documenti che comprovano l&#8217;orientamento esplicito di un istituzione che dettava legge in materia matrimoniale.<br />
E dico che l&#8217;interpretazione dei sentimenti e delle motivazioni delle persone presenti e soprattutto passate è quantomeno azzardata.<br />
Per scrivere una storia del matrimonio è meglio usare i primi che la seconda, quanto meno questo è quello che fa uno storico degno di questo nome.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
