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	Commenti a: IL LABIRINTO DEGLI ORCHI: AGONIA E MORTE DI CHIARA PALAZZOLO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: gaetana zito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gaetana zito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 16:57:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Insieme a Salvatore, mio marito, all&#039;Hospice di Siracusa abbiamo capito cosa vuol dire &quot; Kairos&quot;. Abbiamo vissuto momenti molto intensi......dopo tanto girovagare, tante illusioni e delusioni, qualcuno ci ha preso per mano, ci ha protetto, ci ha voluto bene, ci ha considerato &quot;persone&quot;, ci ha coccolati, in un momento di tanta fragilità. La presenza discreta e costante del personale medico, degli infermieri, dei volontari ci dava sicurezza, e noi potevamo abbandonarci al nostro dolore, alla nostra impotenza, ai nostri ricordi e piano piano all&#039;accettazione di un qualcosa che non si può cambiare. La &quot;fortuna&quot; nella &quot;sfortuna&quot;........mai un .....&quot;tanto ormai&quot;, ma sempre un vivere l&#039;attimo, ogni attimo in modo unico e irripetibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme a Salvatore, mio marito, all&#8217;Hospice di Siracusa abbiamo capito cosa vuol dire &#8221; Kairos&#8221;. Abbiamo vissuto momenti molto intensi&#8230;&#8230;dopo tanto girovagare, tante illusioni e delusioni, qualcuno ci ha preso per mano, ci ha protetto, ci ha voluto bene, ci ha considerato &#8220;persone&#8221;, ci ha coccolati, in un momento di tanta fragilità. La presenza discreta e costante del personale medico, degli infermieri, dei volontari ci dava sicurezza, e noi potevamo abbandonarci al nostro dolore, alla nostra impotenza, ai nostri ricordi e piano piano all&#8217;accettazione di un qualcosa che non si può cambiare. La &#8220;fortuna&#8221; nella &#8220;sfortuna&#8221;&#8230;&#8230;..mai un &#8230;..&#8221;tanto ormai&#8221;, ma sempre un vivere l&#8217;attimo, ogni attimo in modo unico e irripetibile</p>
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		Di: Barbara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 20:50:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono una volontaria dell&#039; Hospice Kairos di siracusa di cui è responsabile il dottore Giovanni Moruzzi,mi intristisce sempre leggere di queste mancanze da parte del personale ospedaliero che dovrebbe accudire i malati ma sono anche orgogliosa di fare parte di un sistema di eccellenza in una realtà del sud come siracusa. Qui da noi la legge sulle cure palliative non solo viene rispettata ma direi che è una missione, la dignità del malato e della sua famiglia sono la nostra priorità, dico nostra perché non solo i medici e gli operatori ma anche noi,&quot;semplici volontari&quot; siamo costantemente attenti ad ogni bisogno dei pazienti e delle loro famiglie, la nostra fortuna è quella, oltre che di aver incontrato medici e personale altamente specializzato, di essere formati dalla dottoressa Giusy Digangi psicologa e psicoterapeuta che ci prepara durante incontri periodici e continui e ci insegna la delicatezza che mettiamo in ogni nostro gesto e incanala la nostra generosità altrimenti spontanea per riuscire a &quot;sollevare ed accudire&quot; chi vive momenti così delicati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una volontaria dell&#8217; Hospice Kairos di siracusa di cui è responsabile il dottore Giovanni Moruzzi,mi intristisce sempre leggere di queste mancanze da parte del personale ospedaliero che dovrebbe accudire i malati ma sono anche orgogliosa di fare parte di un sistema di eccellenza in una realtà del sud come siracusa. Qui da noi la legge sulle cure palliative non solo viene rispettata ma direi che è una missione, la dignità del malato e della sua famiglia sono la nostra priorità, dico nostra perché non solo i medici e gli operatori ma anche noi,&#8221;semplici volontari&#8221; siamo costantemente attenti ad ogni bisogno dei pazienti e delle loro famiglie, la nostra fortuna è quella, oltre che di aver incontrato medici e personale altamente specializzato, di essere formati dalla dottoressa Giusy Digangi psicologa e psicoterapeuta che ci prepara durante incontri periodici e continui e ci insegna la delicatezza che mettiamo in ogni nostro gesto e incanala la nostra generosità altrimenti spontanea per riuscire a &#8220;sollevare ed accudire&#8221; chi vive momenti così delicati</p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 08:07:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un grazie a Loredana e a Marina Sozzi per le loro testimonianze e le loro azioni.
Quel che mi colpisce leggendo gli accadimenti funesti che ti hanno più toccata, Loredana, è la distanza umana di chi svolge professioni e mestieri legati alla sofferenza e alla morte. Personalmente ho vissuto di recente due perdite importanti e, prima di esse, ho rischiato la vita in prima persona, eppure in un solo singolo caso ho &quot;sfiorato&quot; quella freddezza e quel cinismo; per il resto ho visto tanti operatori sensibili e calorosi sia con me che con familiari, amiche e amici. Linda parla di recupero del senso del sacro (anche e soprattutto in senso laico), credo abbia ragione. Forse bisognerebbe aggiungere anche quello dell&#039;etica umanista. O magari, banalmente, basterebbe riscoprire e praticare una sana empatia?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un grazie a Loredana e a Marina Sozzi per le loro testimonianze e le loro azioni.<br />
Quel che mi colpisce leggendo gli accadimenti funesti che ti hanno più toccata, Loredana, è la distanza umana di chi svolge professioni e mestieri legati alla sofferenza e alla morte. Personalmente ho vissuto di recente due perdite importanti e, prima di esse, ho rischiato la vita in prima persona, eppure in un solo singolo caso ho &#8220;sfiorato&#8221; quella freddezza e quel cinismo; per il resto ho visto tanti operatori sensibili e calorosi sia con me che con familiari, amiche e amici. Linda parla di recupero del senso del sacro (anche e soprattutto in senso laico), credo abbia ragione. Forse bisognerebbe aggiungere anche quello dell&#8217;etica umanista. O magari, banalmente, basterebbe riscoprire e praticare una sana empatia?</p>
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-labirinto-degli-orchi-agonia-e-morte-di-chiara-palazzolo/comment-page-1/#comment-138265</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 07:53:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Linda, il sacro è andato perduto perché manipolato e artefatto ad arte da istituzioni religiose che lo hanno sfigurato e piegato ai loro interessi terreni. Quel che va recuperato (dopo averlo compreso, però) è il &quot;senso del sacro&quot;, come tu giustamente scrivi. Grazie per queste riflessioni da un ex-credente in viaggio verso l&#039;agnosticismo e forse l&#039;ateismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Linda, il sacro è andato perduto perché manipolato e artefatto ad arte da istituzioni religiose che lo hanno sfigurato e piegato ai loro interessi terreni. Quel che va recuperato (dopo averlo compreso, però) è il &#8220;senso del sacro&#8221;, come tu giustamente scrivi. Grazie per queste riflessioni da un ex-credente in viaggio verso l&#8217;agnosticismo e forse l&#8217;ateismo.</p>
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		<title>
		Di: Linda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 15:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nemmeno io sono credente, però ritengo che la perdita del senso del sacro, per quanto riguarda nascita e morte, sia fra le sconfitte più gravi della cultura laica occidentale. Io l&#039;attimo in cui si dà quel punto cieco che chiamiamo &quot;morte&quot; lo voglio vedere, e molto bene: quando mi è successo, oltre al senso dell&#039;assurdo, si è manifestato anche qualcosa che chiamerei &quot;mistero&quot;, col quale questa società ha un pessimo rapporto. Diversi anni fa ho assistito mia nonna (che mi ha cresciuta) nei suoi ultimi momenti in ospedale: sconvolta da ciò che ho visto attorno a noi, l&#039;ho raccontato in un articolo (http://www.asia.it/adon.pl?act=doc&#038;doc=459): qui pongo una serie di domande alle quali il mondo medico potrebbe rispondere, se non fosse anch&#039;esso vittima di una cultura davvero povera da un punto di vista umanistico e umano... Ma tale povertà temo sia un problema comune, e riguarda anche la nascita. Per questo, a mio parere, sarebbe necessaria una riflessione anche filosofica: dove attinge la pietà umana? Dove radica il senso del sacro? Cosa è sacro, e come tale va protetto a tutti i costi? Cosa ci impedisce di rispettare il mistero, quando questo si manifesta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nemmeno io sono credente, però ritengo che la perdita del senso del sacro, per quanto riguarda nascita e morte, sia fra le sconfitte più gravi della cultura laica occidentale. Io l&#8217;attimo in cui si dà quel punto cieco che chiamiamo &#8220;morte&#8221; lo voglio vedere, e molto bene: quando mi è successo, oltre al senso dell&#8217;assurdo, si è manifestato anche qualcosa che chiamerei &#8220;mistero&#8221;, col quale questa società ha un pessimo rapporto. Diversi anni fa ho assistito mia nonna (che mi ha cresciuta) nei suoi ultimi momenti in ospedale: sconvolta da ciò che ho visto attorno a noi, l&#8217;ho raccontato in un articolo (<a href="http://www.asia.it/adon.pl?act=doc&#038;doc=459" rel="nofollow ugc">http://www.asia.it/adon.pl?act=doc&#038;doc=459</a>): qui pongo una serie di domande alle quali il mondo medico potrebbe rispondere, se non fosse anch&#8217;esso vittima di una cultura davvero povera da un punto di vista umanistico e umano&#8230; Ma tale povertà temo sia un problema comune, e riguarda anche la nascita. Per questo, a mio parere, sarebbe necessaria una riflessione anche filosofica: dove attinge la pietà umana? Dove radica il senso del sacro? Cosa è sacro, e come tale va protetto a tutti i costi? Cosa ci impedisce di rispettare il mistero, quando questo si manifesta?</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 12:50:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono nella stanza accanto, o meglio Lucio. Condoglianze per tuo fratello, anzitutto, di cuore. Quel testo, pensa, è stato scelto da Anselmo per l&#039;immagine che ricorda Chiara. Per una non credente come me, sarebbe meraviglioso crederci. Perché, purtroppo, non trovo mai chi vorrei nella stanza accanto. Abbracci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono nella stanza accanto, o meglio Lucio. Condoglianze per tuo fratello, anzitutto, di cuore. Quel testo, pensa, è stato scelto da Anselmo per l&#8217;immagine che ricorda Chiara. Per una non credente come me, sarebbe meraviglioso crederci. Perché, purtroppo, non trovo mai chi vorrei nella stanza accanto. Abbracci</p>
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		<title>
		Di: Sono Nella Stanza Accanto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sono Nella Stanza Accanto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 12:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avevo un fratello atleta, benché 68enne. Si stava allenando per le prossime olimpiadi Master (tante medaglie d&#039;oro già accumulate nel Decathlon). E&#039; morto d&#039;infarto in pochi secondi sulla pista del campo di atletica, al termine di un soddisfacente allenamento. Quando l&#039;ho raggiunto al pronto soccorso (ormai esanime) pareva dormisse. Servirà del tempo anche a me per capire che la cosa è successa davvero. Ma le persone a cui abbiamo voluto bene restano vive nella nostra mente, se le abbiamo interiorizzate come meritavano. Accludo un noto testo:
&quot;La morte non è niente. Sono solamente passato dall&#039;altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l&#039;uno per l&#039;altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un&#039;aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d&#039;ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c&#039;è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall&#039;altra parte, proprio dietro l&#039;angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.&quot; [S. Agostino o il reverendo inglese Henry Scott Holland (1847-1917)?] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo un fratello atleta, benché 68enne. Si stava allenando per le prossime olimpiadi Master (tante medaglie d&#8217;oro già accumulate nel Decathlon). E&#8217; morto d&#8217;infarto in pochi secondi sulla pista del campo di atletica, al termine di un soddisfacente allenamento. Quando l&#8217;ho raggiunto al pronto soccorso (ormai esanime) pareva dormisse. Servirà del tempo anche a me per capire che la cosa è successa davvero. Ma le persone a cui abbiamo voluto bene restano vive nella nostra mente, se le abbiamo interiorizzate come meritavano. Accludo un noto testo:<br />
&#8220;La morte non è niente. Sono solamente passato dall&#8217;altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l&#8217;uno per l&#8217;altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un&#8217;aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d&#8217;ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c&#8217;è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall&#8217;altra parte, proprio dietro l&#8217;angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.&#8221; [S. Agostino o il reverendo inglese Henry Scott Holland (1847-1917)?] </p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: peppe sidoti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-labirinto-degli-orchi-agonia-e-morte-di-chiara-palazzolo/comment-page-1/#comment-138261</link>

		<dc:creator><![CDATA[peppe sidoti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 12:34:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, è profondamente inumano non alleviare la sofferenza che impedisce di ragionare, di parlare, di lasciare chi si ama e ciò che si ama. Condivido.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, è profondamente inumano non alleviare la sofferenza che impedisce di ragionare, di parlare, di lasciare chi si ama e ciò che si ama. Condivido.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Loredana De Vita		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-labirinto-degli-orchi-agonia-e-morte-di-chiara-palazzolo/comment-page-1/#comment-138260</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loredana De Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 10:48:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie! Solo grazie... e qualcuno lassù dove io sono certa sia dopo l&#039;inferno quaggiù... quello stesso inferno di Chiara, quel qualcuno sa perché.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie! Solo grazie&#8230; e qualcuno lassù dove io sono certa sia dopo l&#8217;inferno quaggiù&#8230; quello stesso inferno di Chiara, quel qualcuno sa perché.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: beppe s.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-labirinto-degli-orchi-agonia-e-morte-di-chiara-palazzolo/comment-page-1/#comment-138259</link>

		<dc:creator><![CDATA[beppe s.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 10:41:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie, con empatia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, con empatia&#8230;</p>
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