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	Commenti a: IL LACCIO E L&#039;INCIAMPO DELLA BUONA SCUOLA: UN INTERVENTO DI GIROLAMO DE MICHELE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 May 2015 10:05:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Carlo Speranza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-laccio-e-linciampo-della-buona-scuola-un-intervento-di-girolamo-de-michele/comment-page-1/#comment-138623</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Speranza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2015 10:05:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@girolamo de michele
se concordi sul fatto che i decreti attuativi non ci sono, allora tutto il tuo punto due è basato sul nulla, essendo elocubrazione su qualcosa che anocra non è definito
Chris Hedges dal poco che hai citato di suo pare uno che si scandalizza perché a uno studente sono forniti gli strumenti analitici per esaminare in modo critico un qualsiasi problema e dimentica che questi strumenti lasciano ampio spazio e incoraggiano i lateral thinking, il thinking out of the box, l&#039;uscire dagli schemi dopo averli appresi e averne capito i limiti di applicabilità. Mi pare che a te piacciano di più quelli che acriticamente accettano i tuoi slogan
Circa la tua osservazione finale, mi pare prefettamente allineato allo stile di confronto che sta prendendo piede dalle nostre parti, quello stigmatizzato dalla Lipperini nel post dal titolo &quot;ALL PASSION SPENT&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@girolamo de michele<br />
se concordi sul fatto che i decreti attuativi non ci sono, allora tutto il tuo punto due è basato sul nulla, essendo elocubrazione su qualcosa che anocra non è definito<br />
Chris Hedges dal poco che hai citato di suo pare uno che si scandalizza perché a uno studente sono forniti gli strumenti analitici per esaminare in modo critico un qualsiasi problema e dimentica che questi strumenti lasciano ampio spazio e incoraggiano i lateral thinking, il thinking out of the box, l&#8217;uscire dagli schemi dopo averli appresi e averne capito i limiti di applicabilità. Mi pare che a te piacciano di più quelli che acriticamente accettano i tuoi slogan<br />
Circa la tua osservazione finale, mi pare prefettamente allineato allo stile di confronto che sta prendendo piede dalle nostre parti, quello stigmatizzato dalla Lipperini nel post dal titolo &#8220;ALL PASSION SPENT&#8221;</p>
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		<title>
		Di: girolamo de michele		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[girolamo de michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 22:38:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Carlo Speranza
Cosa vuoi che replichi? Rusconi dice che i presidi saranno licenziati, e nel testo di legge questo non c&#039;è scritto (l&#039;ho già detto); dice che (cito) &quot;I criteri precisi purtroppo non ci sono, perché come si sa questa è una legge delega: contiene i principi generali, e per attuarla ci vorranno dieci-quindici decreti attuativi&quot;, e anche questo l&#039;ho già detto. Poi però aggiunge che questi criteri che non ci sono &quot;saranno chiari, trasparenti, verificabili, insomma rigorosi&quot;, e vorrei tanto sapere come fa a dirlo, visto che parla di una cosa che non c&#039;è. Insomma, lui parla pro domo sua per slogan propagandistici (e lo capisco: l&#039;unica cosa chiara di questo ddl è che ci sono 12 milioni per quest&#039;anno, e 35 annui a partire dal prossimo, per incrementare il suo stipendio), e tu dimostri di non aver letto la legge, e secondo me neanche l&#039;articolo. Chi è Chris Hedges non sto neanche a spiegartelo, tanto non vale la pena.
PS: Un consiglio: cambia nickname, quello attuale dà l&#039;idea di uno che quando muore non è bello da vedere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Carlo Speranza<br />
Cosa vuoi che replichi? Rusconi dice che i presidi saranno licenziati, e nel testo di legge questo non c&#8217;è scritto (l&#8217;ho già detto); dice che (cito) &#8220;I criteri precisi purtroppo non ci sono, perché come si sa questa è una legge delega: contiene i principi generali, e per attuarla ci vorranno dieci-quindici decreti attuativi&#8221;, e anche questo l&#8217;ho già detto. Poi però aggiunge che questi criteri che non ci sono &#8220;saranno chiari, trasparenti, verificabili, insomma rigorosi&#8221;, e vorrei tanto sapere come fa a dirlo, visto che parla di una cosa che non c&#8217;è. Insomma, lui parla pro domo sua per slogan propagandistici (e lo capisco: l&#8217;unica cosa chiara di questo ddl è che ci sono 12 milioni per quest&#8217;anno, e 35 annui a partire dal prossimo, per incrementare il suo stipendio), e tu dimostri di non aver letto la legge, e secondo me neanche l&#8217;articolo. Chi è Chris Hedges non sto neanche a spiegartelo, tanto non vale la pena.<br />
PS: Un consiglio: cambia nickname, quello attuale dà l&#8217;idea di uno che quando muore non è bello da vedere.</p>
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		<title>
		Di: carlo speranza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carlo speranza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 12:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema è che esiste chi prende per buone queste affermazioni
&#062; una forma peculiare di intelligenza analitica, apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario che non vogliono che dipendenti pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti: vogliono che essi servano il sistema. Questi test creano uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a funzioni e servizi elementari. I test esaltano quelli che hanno i mezzi finanziari per prepararsi ad essi, premiano quelli che rispettano le regole, memorizzano le formule e mostrano deferenza all’autorità. I ribelli, gli artisti, i pensatori indipendenti, gli eccentrici e gli iconoclasti – quelli che pensano con la propria testa – sono estirpati
Insomma si torna allo stanco mito romantico dell&#039;individuo che senza conoscere le regole le supera e invanta il nuovo. Peccato che se vuoi diventare Leonardo allora devi imparare in modo analitico e preciso le regole che ti dà Verrocchio e imparare a dipingere secondo le sue regole, se vuoi diventare Rimbaud devi analizzare e imparare per anni da allievo modello le altrui poesie. E uno che possidede gli strumenti e impara a analizzare quello che gli viene messo sotto il naso, allora diventa un cittadino più scaltro nel valutare quello che gli verrà propinato. E la prima delle regole analitiche è guarda caso indentificare con chiarezza le assunzioni e il contesto in cui ci si trova, cioè proprio gli assiomi e le strutture esistenti.  Non ha caso gli odiati americani, quelli cui dobbiamo cose come il problem solving, ti danno le regole e poi adorano e ergono retorici monumenti a quelli che le regole le violano, le capovolgono, perché senza capovolgimento delle regole non c&#039;è una nuova frontiera da conquistare, non c&#039;è una innovazione da trovare che mette in discussione e rende obsoleto l&#039;esistente. E così vanno a inchinarsi all&#039;ultimo di tanti feticci di sovvertitori di regole, cioè lo Steve Jobs.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è che esiste chi prende per buone queste affermazioni<br />
&gt; una forma peculiare di intelligenza analitica, apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario che non vogliono che dipendenti pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti: vogliono che essi servano il sistema. Questi test creano uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a funzioni e servizi elementari. I test esaltano quelli che hanno i mezzi finanziari per prepararsi ad essi, premiano quelli che rispettano le regole, memorizzano le formule e mostrano deferenza all’autorità. I ribelli, gli artisti, i pensatori indipendenti, gli eccentrici e gli iconoclasti – quelli che pensano con la propria testa – sono estirpati<br />
Insomma si torna allo stanco mito romantico dell&#8217;individuo che senza conoscere le regole le supera e invanta il nuovo. Peccato che se vuoi diventare Leonardo allora devi imparare in modo analitico e preciso le regole che ti dà Verrocchio e imparare a dipingere secondo le sue regole, se vuoi diventare Rimbaud devi analizzare e imparare per anni da allievo modello le altrui poesie. E uno che possidede gli strumenti e impara a analizzare quello che gli viene messo sotto il naso, allora diventa un cittadino più scaltro nel valutare quello che gli verrà propinato. E la prima delle regole analitiche è guarda caso indentificare con chiarezza le assunzioni e il contesto in cui ci si trova, cioè proprio gli assiomi e le strutture esistenti.  Non ha caso gli odiati americani, quelli cui dobbiamo cose come il problem solving, ti danno le regole e poi adorano e ergono retorici monumenti a quelli che le regole le violano, le capovolgono, perché senza capovolgimento delle regole non c&#8217;è una nuova frontiera da conquistare, non c&#8217;è una innovazione da trovare che mette in discussione e rende obsoleto l&#8217;esistente. E così vanno a inchinarsi all&#8217;ultimo di tanti feticci di sovvertitori di regole, cioè lo Steve Jobs.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-laccio-e-linciampo-della-buona-scuola-un-intervento-di-girolamo-de-michele/comment-page-1/#comment-138620</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 11:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche perché Carlo Speranza non credo esista :) Credo sia il terzo nick della stessa persona (che non è Foucault)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche perché Carlo Speranza non credo esista 🙂 Credo sia il terzo nick della stessa persona (che non è Foucault)</p>
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		Di: Carlo Speranza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Speranza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 08:02:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invece di prendertela con Carlo Speranza, prova a replicare a Mario Rusconi sul problema della valutazione.
E fa attenzione a contrapporre le &quot;regole tecniche di radice americana&quot; con Foucault, a uscirne con le ossa rotte è Foucault]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invece di prendertela con Carlo Speranza, prova a replicare a Mario Rusconi sul problema della valutazione.<br />
E fa attenzione a contrapporre le &#8220;regole tecniche di radice americana&#8221; con Foucault, a uscirne con le ossa rotte è Foucault</p>
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		Di: girolamo de michele		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[girolamo de michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 09:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nocciolo della questione è che ci sono quelli come te, Carlo Speranza, che hanno lo slogan pronto – gli insegnanti non vogliono essere valutati – e lo usano senza neanche sapere di cosa si sta parlando, dal momento che lo slogan serve giusto a questo: a esonerarsi dalla fatica di leggere e comprendere, prima di articolare un giudizio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nocciolo della questione è che ci sono quelli come te, Carlo Speranza, che hanno lo slogan pronto – gli insegnanti non vogliono essere valutati – e lo usano senza neanche sapere di cosa si sta parlando, dal momento che lo slogan serve giusto a questo: a esonerarsi dalla fatica di leggere e comprendere, prima di articolare un giudizio.</p>
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		Di: Carlo Speranza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-laccio-e-linciampo-della-buona-scuola-un-intervento-di-girolamo-de-michele/comment-page-1/#comment-138617</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Speranza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 09:48:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nocciolo della questione è qui
http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/04/28/news/la-buona-scuola-riforma-dai-mille-pregi-gli-insegnanti-non-vogliono-essere-giudicati-1.209880?ref=HEF_RULLO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nocciolo della questione è qui<br />
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