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	Commenti a: IL MODELLO WU MING	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: sambigliong		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sambigliong]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2005 19:39:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PS: sono laureato io (110, Lettere)
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		Di: sambigliong		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sambigliong]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2005 19:36:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[IL testo estatto dell&#039;intervista rilasciata da pasolini: che cercando su internet si trova. Mi spiace per tutti i laureati...
Quelle che che amo di più sono le persone che possibilmente non abbiano fatto neanche la quarta elementare, cioè le persone assolutamente semplici. Non lo dico per retorica, ma perché la cultura piccolo borghese, almeno nella mia nazione(ma forse anche in Francia e in Spagna), è qualcosa che porta sempre a delle corruzioni, a delle impurezze. Mentre un analfabeta, uno che abbia fatto i primi anni delle elementari, ha sempre una certa grazia che poi va perduta attraverso la cultura. Poi si ritrova a un altissimo grado di cultura, ma la cultura media è sempre corruttrice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL testo estatto dell&#8217;intervista rilasciata da pasolini: che cercando su internet si trova. Mi spiace per tutti i laureati&#8230;<br />
Quelle che che amo di più sono le persone che possibilmente non abbiano fatto neanche la quarta elementare, cioè le persone assolutamente semplici. Non lo dico per retorica, ma perché la cultura piccolo borghese, almeno nella mia nazione(ma forse anche in Francia e in Spagna), è qualcosa che porta sempre a delle corruzioni, a delle impurezze. Mentre un analfabeta, uno che abbia fatto i primi anni delle elementari, ha sempre una certa grazia che poi va perduta attraverso la cultura. Poi si ritrova a un altissimo grado di cultura, ma la cultura media è sempre corruttrice.</p>
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		Di: ivan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 21:24:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Laura: il fatto che &quot;esista un fenomeno&quot; non significa che il fenomeno sia analizzabile secondo uno schema matematico e quindi riproducibile a tavolino. Quello che si chiede a Wu Ming mi sembra quasi un algoritmo  per il successo editoriale, e si scansa il fatto letterario come se fosse trascurabile (algoritmo in senso stretto: un numero finito di passi e il procedimento sicuro, indipendente dal substrato, quasi che fosse sufficiente il metodo. Se poi leggi Wu Ming pare che il metodo non esista).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Laura: il fatto che &#8220;esista un fenomeno&#8221; non significa che il fenomeno sia analizzabile secondo uno schema matematico e quindi riproducibile a tavolino. Quello che si chiede a Wu Ming mi sembra quasi un algoritmo  per il successo editoriale, e si scansa il fatto letterario come se fosse trascurabile (algoritmo in senso stretto: un numero finito di passi e il procedimento sicuro, indipendente dal substrato, quasi che fosse sufficiente il metodo. Se poi leggi Wu Ming pare che il metodo non esista).</p>
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		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-modello-wu-ming/comment-page-2/#comment-81444</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 21:20:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ospite da un&#039;amica in un&#039;altra città, approfitto della sua ADSL.
Mi sembra che il discorso continui stancamente, tra fraintendimenti-valanga e interventi che, anziché chiarire, confondono le acque.
L&#039;impostazione di Trespolo (che è in buona fede e anzi credeva di fare qualcosa di utile) è solo in apparenza *concreta* e *logica*, in realtà di concreto (cioè di attinente ai processi reali di cui in teoria staremmo parlando) e di logico ha pochino. Infatti, tutto il suo discorso ha perso pezzi per strada man mano che si discuteva, benché pochi se ne siano resi conto.
TESI DI FONDO: il modello Wu Ming non è riproducibile.
OBIEZIONE 1: Non esiste alcun modello Wu Ming, i Wu Ming non hanno mai detto che il loro esempio fosse da riprodurre.
RIBATTUTA: Ma se ogni volta che si parla della rete vengono citati i Wu Ming!
CONTRORIBATTUTA: Certo, ma perché loro hanno un&#039;esperienza di utilizzo della rete che forse vale la pena esaminare, non per questo esiste un &quot;modello&quot;. Un conto è fare patrimonio delle esperienze fatte da altri, un conto è imitare.
MODIFICA DELLA FORMULAZIONE DELLA TESI: Va bene, allora limitiamoci a dire che è una strategia non tesaurizzabile da altri, perché l&#039;investimento fatto dai Wu Ming non può permetterselo un piccolo editore.
OBIEZIONE 2: La strategia dei Wu Ming è autogestita, l&#039;editore investe quello che investirebbe comunque, il lavoro in rete dei Wu Ming è un &quot;di più&quot; che all&#039;editore non costa niente.
RIBATTUTA: Va bene, allora diciamo che nessun altro scrittore può permettersi un simile investimento.
DOMANDA: Quale investimento, di grazia?
[Esatto, quale sarebbe questo investimento, tolti dal ragionamento gli errori marchiani come quello sulle trasferte e dando comunque per buoni i criteri discutibili segnalati da Biondillo, Lucis, Melloni, Mongiò e Spettatrice?]
SPIEGAZIONE: un monte-ore di lavoro paragonabile a un investimento di un milione di euro e rotti. Chi cazzo ce li ha quei soldi?
OBIEZIONE 3: Ma perché, tu credi che i Wu Ming li avessero? Cos&#039;è che intendi dire?
[INTERMEZZO 1: chiarimento necessario. La strategia dei Wu Ming in realtà costa poco perché la rete costa poco. Quanto alle trasferte, sono rimborsate da chi organizza le presentazioni. Fine intermezzo.]
RIBATTUTA: Va bene, allora non parliamo di vile denaro se vi da fastidio, parliamo di &quot;sforzo&quot;. Duecentocinquanta presentazioni in tre mesi chi mai riesce a farle?
OBIEZIONE 4: Ma de che? Sono 250 presentazioni in sei anni!
RIBATTUTA: Vabbe&#039;, vedo che ne sai più di me... Ipotizziamo comunque quattro ore di lavoro giornaliero per quindici anni.
PREMESSA SOTTACIUTA, DETTA NELL&#039;ORECCHIO CON LA MANO A CONCA A COPRIRE LE LABBRA: I Wu Ming devono essere dei figli di papà, nessuno può investire così tanto tempo a fondo perduto per tutti quegli anni in una strategia che non si sa nemmeno se funziona. Ergo, il modello non è riproducibile perché funziona solo per i figli di papà.
[INTERMEZZO 2: chiarimento necessario. Mentre, di progetto culturale in progetto culturale, il gruppo di lavoro che poi si è coagulato nei Wu Ming allargava reti e costruiva comunità, i suoi membri hanno svolto i seguenti lavori: magazziniere notturno e scaricatore di camion all&#039;SDA; lettore dei contatori dell&#039;acqua nelle case IACP; ausiliario sanitario all&#039;Ospedale maggiore di Bologna; postino a Baricella (BO); buttafuori al circolo ARCI Candilejas di Bologna; istruttore di arti marziali nelle palestre Regis e Sempre Avanti di Bologna; educatore in un gruppo-appartamento per tossici che hanno appena smesso a Sasso Marconi (BO). Il Sottoscritto è figlio di una bracciante e di un metalmeccanico. Chiuso intermezzo.]
OBIEZIONE 5: Ma secondo te esistono progetti culturali che non richiedano investimenti a lungo termine e a fondo perduto? Cos&#039;è la sindrome della pappa pronta? Credi forse che i Wu Ming siano gli unici in grado di farsi il culo in questo paese?
OBIEZIONE 6: Fatto salvo che non esiste un modello Wu Ming da riprodurre, se il loro &quot;sforzo&quot; è stato compiuto mentre facevano tutti quei lavori, non si capisce perché simili &quot;sforzi&quot; debbano essere fuori dalla portata di altri scrittori. Certo, loro sono un gruppo e hanno potuto dividersi compiti e fatica, ma anche un quinto del tempo che loro hanno speso a costruire la rete e un quinto delle presentazioni che hanno fatto loro, è comunque molto più di quanto facciano certi segaioli. Inoltre, formare un gruppo non è una scorciatoia, fa parte del lavoro, ma qui ci fermiamo altrimenti parte tutt&#039;altra discussione.
[APPENDICE: *Questa* discussione non solo è priva della benché minima utilità, ma è anche dannosa perché alimenta disfattismo intorno alle potenzialità reali della rete. Non basta aprire un sito o un blog o spedire qualche mail informando che è uscito il proprio libro. Questo è un uso che non tiene in alcun conto la peculiarità della rete come &quot;mezzo che si fa mondo&quot; e crea comunità. Non ha senso lamentarsi che &quot;la rete non smuove copie&quot; se non si capisce che l&#039;attenzione del lettore/visitatore va *meritata*. Mai nessuno che si interroghi sull&#039;effettiva qualità della proposta web che fa. Può darsi che certi libri non vengano smossi dalla rete perché sono noiosi. Può darsi che certi utilizzi della rete non inneschino passaparola perché sono piatti. Può darsi che lo scrittore che dice tutti i santi giorni &quot;Me tapino, non mi pubblicano!&quot; scriva stronzate. E&#039; ora di finirla con la sindrome nazionale del dare sempre la colpa ad accadimenti esterni e a malvagi complotti ai danni della Cultura. Questo discorso neo-disfattista sulla rete agisce in modo perverso: ogni esempio di utilizzo fantasioso e positivo trova l&#039;immancabile risposta: &quot;Ma quello non fa testo! E&#039; atipico! etc.&quot;. In questo modo si impedisce all&#039;esperienza di germogliare. Questa perversione del discorso si ammanta comunque di intenzioni positive: &quot;Ma dai, cerchiamo di capire tutti insieme cosa va e cosa non va!&quot; e in realtà si sta facendo l&#039;esatto contrario, si sta pregiudicando la diffusione degli esempi contagiosi: De Michele non fa testo. Evangelisti non fa testo. I Quindici non fanno testo. Niente fa testo, la rete è una delusione, i libri vendono poco, c&#039;è la Restaurazione, piove governo ladro, ah se al governo ci fossi io etc. etc. etc. Scusate, lo dico papale papale: mi sono rotto la minchia! Questi sono discorsi REAZIONARI e deresponsabilizzanti (altroché nickname!). E adesso l&#039;ipotetico editore X che sta anche in rete: X non è uno che lavora poco. X è sempre in giro per rassegne, festival e presentazioni. X è in rete da dieci anni. X ha un&#039;esperienza di blogger/editore che data ormai da un lustro. Allora perché le strategie di X - a suo stesso dire - non funzionano e i suoi libri non vendono? Questo dovrebbe essere il quesito su cui ragionare, non l&#039;inutile quesito: &quot;Perché nessuno imita i Wu Ming?&quot;, che è una non-questione perché &quot;imitare i Wu Ming&quot; non avrebbe alcun senso.] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ospite da un&#8217;amica in un&#8217;altra città, approfitto della sua ADSL.<br />
Mi sembra che il discorso continui stancamente, tra fraintendimenti-valanga e interventi che, anziché chiarire, confondono le acque.<br />
L&#8217;impostazione di Trespolo (che è in buona fede e anzi credeva di fare qualcosa di utile) è solo in apparenza *concreta* e *logica*, in realtà di concreto (cioè di attinente ai processi reali di cui in teoria staremmo parlando) e di logico ha pochino. Infatti, tutto il suo discorso ha perso pezzi per strada man mano che si discuteva, benché pochi se ne siano resi conto.<br />
TESI DI FONDO: il modello Wu Ming non è riproducibile.<br />
OBIEZIONE 1: Non esiste alcun modello Wu Ming, i Wu Ming non hanno mai detto che il loro esempio fosse da riprodurre.<br />
RIBATTUTA: Ma se ogni volta che si parla della rete vengono citati i Wu Ming!<br />
CONTRORIBATTUTA: Certo, ma perché loro hanno un&#8217;esperienza di utilizzo della rete che forse vale la pena esaminare, non per questo esiste un &#8220;modello&#8221;. Un conto è fare patrimonio delle esperienze fatte da altri, un conto è imitare.<br />
MODIFICA DELLA FORMULAZIONE DELLA TESI: Va bene, allora limitiamoci a dire che è una strategia non tesaurizzabile da altri, perché l&#8217;investimento fatto dai Wu Ming non può permetterselo un piccolo editore.<br />
OBIEZIONE 2: La strategia dei Wu Ming è autogestita, l&#8217;editore investe quello che investirebbe comunque, il lavoro in rete dei Wu Ming è un &#8220;di più&#8221; che all&#8217;editore non costa niente.<br />
RIBATTUTA: Va bene, allora diciamo che nessun altro scrittore può permettersi un simile investimento.<br />
DOMANDA: Quale investimento, di grazia?<br />
[Esatto, quale sarebbe questo investimento, tolti dal ragionamento gli errori marchiani come quello sulle trasferte e dando comunque per buoni i criteri discutibili segnalati da Biondillo, Lucis, Melloni, Mongiò e Spettatrice?]<br />
SPIEGAZIONE: un monte-ore di lavoro paragonabile a un investimento di un milione di euro e rotti. Chi cazzo ce li ha quei soldi?<br />
OBIEZIONE 3: Ma perché, tu credi che i Wu Ming li avessero? Cos&#8217;è che intendi dire?<br />
[INTERMEZZO 1: chiarimento necessario. La strategia dei Wu Ming in realtà costa poco perché la rete costa poco. Quanto alle trasferte, sono rimborsate da chi organizza le presentazioni. Fine intermezzo.]<br />
RIBATTUTA: Va bene, allora non parliamo di vile denaro se vi da fastidio, parliamo di &#8220;sforzo&#8221;. Duecentocinquanta presentazioni in tre mesi chi mai riesce a farle?<br />
OBIEZIONE 4: Ma de che? Sono 250 presentazioni in sei anni!<br />
RIBATTUTA: Vabbe&#8217;, vedo che ne sai più di me&#8230; Ipotizziamo comunque quattro ore di lavoro giornaliero per quindici anni.<br />
PREMESSA SOTTACIUTA, DETTA NELL&#8217;ORECCHIO CON LA MANO A CONCA A COPRIRE LE LABBRA: I Wu Ming devono essere dei figli di papà, nessuno può investire così tanto tempo a fondo perduto per tutti quegli anni in una strategia che non si sa nemmeno se funziona. Ergo, il modello non è riproducibile perché funziona solo per i figli di papà.<br />
[INTERMEZZO 2: chiarimento necessario. Mentre, di progetto culturale in progetto culturale, il gruppo di lavoro che poi si è coagulato nei Wu Ming allargava reti e costruiva comunità, i suoi membri hanno svolto i seguenti lavori: magazziniere notturno e scaricatore di camion all&#8217;SDA; lettore dei contatori dell&#8217;acqua nelle case IACP; ausiliario sanitario all&#8217;Ospedale maggiore di Bologna; postino a Baricella (BO); buttafuori al circolo ARCI Candilejas di Bologna; istruttore di arti marziali nelle palestre Regis e Sempre Avanti di Bologna; educatore in un gruppo-appartamento per tossici che hanno appena smesso a Sasso Marconi (BO). Il Sottoscritto è figlio di una bracciante e di un metalmeccanico. Chiuso intermezzo.]<br />
OBIEZIONE 5: Ma secondo te esistono progetti culturali che non richiedano investimenti a lungo termine e a fondo perduto? Cos&#8217;è la sindrome della pappa pronta? Credi forse che i Wu Ming siano gli unici in grado di farsi il culo in questo paese?<br />
OBIEZIONE 6: Fatto salvo che non esiste un modello Wu Ming da riprodurre, se il loro &#8220;sforzo&#8221; è stato compiuto mentre facevano tutti quei lavori, non si capisce perché simili &#8220;sforzi&#8221; debbano essere fuori dalla portata di altri scrittori. Certo, loro sono un gruppo e hanno potuto dividersi compiti e fatica, ma anche un quinto del tempo che loro hanno speso a costruire la rete e un quinto delle presentazioni che hanno fatto loro, è comunque molto più di quanto facciano certi segaioli. Inoltre, formare un gruppo non è una scorciatoia, fa parte del lavoro, ma qui ci fermiamo altrimenti parte tutt&#8217;altra discussione.<br />
[APPENDICE: *Questa* discussione non solo è priva della benché minima utilità, ma è anche dannosa perché alimenta disfattismo intorno alle potenzialità reali della rete. Non basta aprire un sito o un blog o spedire qualche mail informando che è uscito il proprio libro. Questo è un uso che non tiene in alcun conto la peculiarità della rete come &#8220;mezzo che si fa mondo&#8221; e crea comunità. Non ha senso lamentarsi che &#8220;la rete non smuove copie&#8221; se non si capisce che l&#8217;attenzione del lettore/visitatore va *meritata*. Mai nessuno che si interroghi sull&#8217;effettiva qualità della proposta web che fa. Può darsi che certi libri non vengano smossi dalla rete perché sono noiosi. Può darsi che certi utilizzi della rete non inneschino passaparola perché sono piatti. Può darsi che lo scrittore che dice tutti i santi giorni &#8220;Me tapino, non mi pubblicano!&#8221; scriva stronzate. E&#8217; ora di finirla con la sindrome nazionale del dare sempre la colpa ad accadimenti esterni e a malvagi complotti ai danni della Cultura. Questo discorso neo-disfattista sulla rete agisce in modo perverso: ogni esempio di utilizzo fantasioso e positivo trova l&#8217;immancabile risposta: &#8220;Ma quello non fa testo! E&#8217; atipico! etc.&#8221;. In questo modo si impedisce all&#8217;esperienza di germogliare. Questa perversione del discorso si ammanta comunque di intenzioni positive: &#8220;Ma dai, cerchiamo di capire tutti insieme cosa va e cosa non va!&#8221; e in realtà si sta facendo l&#8217;esatto contrario, si sta pregiudicando la diffusione degli esempi contagiosi: De Michele non fa testo. Evangelisti non fa testo. I Quindici non fanno testo. Niente fa testo, la rete è una delusione, i libri vendono poco, c&#8217;è la Restaurazione, piove governo ladro, ah se al governo ci fossi io etc. etc. etc. Scusate, lo dico papale papale: mi sono rotto la minchia! Questi sono discorsi REAZIONARI e deresponsabilizzanti (altroché nickname!). E adesso l&#8217;ipotetico editore X che sta anche in rete: X non è uno che lavora poco. X è sempre in giro per rassegne, festival e presentazioni. X è in rete da dieci anni. X ha un&#8217;esperienza di blogger/editore che data ormai da un lustro. Allora perché le strategie di X &#8211; a suo stesso dire &#8211; non funzionano e i suoi libri non vendono? Questo dovrebbe essere il quesito su cui ragionare, non l&#8217;inutile quesito: &#8220;Perché nessuno imita i Wu Ming?&#8221;, che è una non-questione perché &#8220;imitare i Wu Ming&#8221; non avrebbe alcun senso.] </p>
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		Di: Wu Ming 1		</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 21:16:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Post sopra: stesura provvisoria rimasta in draft e partita per sbaglio. Quella vera, scritta nel frattempo, la posto tra un momento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Post sopra: stesura provvisoria rimasta in draft e partita per sbaglio. Quella vera, scritta nel frattempo, la posto tra un momento.</p>
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		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-modello-wu-ming/comment-page-2/#comment-81442</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 21:13:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ospite da un&#039;amica in un&#039;altra città, approfitto della sua ADSL.
Mi sembra che il discorso continui stancamente, tra fraintendimenti-valanga e interventi che, anziché chiarire, confondono le acque.
L&#039;impostazione di Trespolo (che è in buona fede e anzi credeva di fare qualcosa di utile) è solo in apparenza *concreta* e *logica*, in realtà di concreto (cioè di attinente ai processi reali di cui in teoria staremmo parlando) e di logico ha pochino.
TESI DI FONDO: il modello Wu Ming non è riproducibile.
OBIEZIONE: non esiste alcun modello Wu Ming, i Wu Ming non hanno mai detto che il loro esempio fosse replicabile.
RIBATTUTA: Ma se ogni volta che si parla della rete vengono citati i Wu Ming!
CONTRORIBATTUTA: Certo, ma perché loro hanno un&#039;esperienza di utilizzo della rete che forse vale la pena esaminare, ma non per questo esiste un &quot;modello&quot;.
MODIFICA DELLA FORMULAZIONE DELLA TESI (qui parafraso, cerco di cogliere il succo): Va bene, allora limitiamoci a dire che è una strategia non tesaurizzabile da altri, perché l&#039;investimento fatto dai Wu Ming non può permetterselo un piccolo editore.
OBIEZIONE: La strategia dei Wu Ming è autogestita, l&#039;editore investe quello che investirebbe comunque, il lavoro in rete dei Wu Ming è un &quot;di più&quot; che all&#039;editore non costa niente.
RIBATTUTA: Va bene, allora diciamo che nessun altro scrittore può permettersi un simile investimento.
DOMANDA: Quale investimento, di grazia?
[Quale sarebbe questo investimento, tolti dal ragionamento gli errori marchiani come quello sulle trasferte e dando comunque per buoni i criteri discutibili segnalati da Biondillo, Lucis, Melloni, Mongiò e Spettatrice?
RISPOSTA: un monte-ore di lavoro paragonabile a un investimento di un milione di euro e rotti.
CONCLUSIONE: chi cazzo ce li ha quei soldi?
REPLICA: ma perché, tu credi che i Wu Ming ce li avessero?
RIBATTUTA: va bene, allora non parliamo di soldi, parliamo di &quot;sforzo&quot;. Duecentocinquanta presentazioni in tre mesi chi mai riesce a farle?
REPLICA: ma de che? sono 250 presentazioni in sei anni!
RIBATTUTA: vabbe&#039;, ipotizziamo comunque 4 ore di lavoro giornaliero per quindici anni.
PREMESSA SOTTACIUTA, DETTA NELL&#039;ORECCHIO CON LA MANO A CONCA A COPRIRE LE LABBRA: i Wu Ming devono essere dei figli di papà, nessuno può investire così tanto tempo a fondo perduto per tutti quegli anni in una strategia che non si sa nemmeno se funziona. Ergo, il modello non è riproducibile
CHIARIMENTO NECESSARIO:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ospite da un&#8217;amica in un&#8217;altra città, approfitto della sua ADSL.<br />
Mi sembra che il discorso continui stancamente, tra fraintendimenti-valanga e interventi che, anziché chiarire, confondono le acque.<br />
L&#8217;impostazione di Trespolo (che è in buona fede e anzi credeva di fare qualcosa di utile) è solo in apparenza *concreta* e *logica*, in realtà di concreto (cioè di attinente ai processi reali di cui in teoria staremmo parlando) e di logico ha pochino.<br />
TESI DI FONDO: il modello Wu Ming non è riproducibile.<br />
OBIEZIONE: non esiste alcun modello Wu Ming, i Wu Ming non hanno mai detto che il loro esempio fosse replicabile.<br />
RIBATTUTA: Ma se ogni volta che si parla della rete vengono citati i Wu Ming!<br />
CONTRORIBATTUTA: Certo, ma perché loro hanno un&#8217;esperienza di utilizzo della rete che forse vale la pena esaminare, ma non per questo esiste un &#8220;modello&#8221;.<br />
MODIFICA DELLA FORMULAZIONE DELLA TESI (qui parafraso, cerco di cogliere il succo): Va bene, allora limitiamoci a dire che è una strategia non tesaurizzabile da altri, perché l&#8217;investimento fatto dai Wu Ming non può permetterselo un piccolo editore.<br />
OBIEZIONE: La strategia dei Wu Ming è autogestita, l&#8217;editore investe quello che investirebbe comunque, il lavoro in rete dei Wu Ming è un &#8220;di più&#8221; che all&#8217;editore non costa niente.<br />
RIBATTUTA: Va bene, allora diciamo che nessun altro scrittore può permettersi un simile investimento.<br />
DOMANDA: Quale investimento, di grazia?<br />
[Quale sarebbe questo investimento, tolti dal ragionamento gli errori marchiani come quello sulle trasferte e dando comunque per buoni i criteri discutibili segnalati da Biondillo, Lucis, Melloni, Mongiò e Spettatrice?<br />
RISPOSTA: un monte-ore di lavoro paragonabile a un investimento di un milione di euro e rotti.<br />
CONCLUSIONE: chi cazzo ce li ha quei soldi?<br />
REPLICA: ma perché, tu credi che i Wu Ming ce li avessero?<br />
RIBATTUTA: va bene, allora non parliamo di soldi, parliamo di &#8220;sforzo&#8221;. Duecentocinquanta presentazioni in tre mesi chi mai riesce a farle?<br />
REPLICA: ma de che? sono 250 presentazioni in sei anni!<br />
RIBATTUTA: vabbe&#8217;, ipotizziamo comunque 4 ore di lavoro giornaliero per quindici anni.<br />
PREMESSA SOTTACIUTA, DETTA NELL&#8217;ORECCHIO CON LA MANO A CONCA A COPRIRE LE LABBRA: i Wu Ming devono essere dei figli di papà, nessuno può investire così tanto tempo a fondo perduto per tutti quegli anni in una strategia che non si sa nemmeno se funziona. Ergo, il modello non è riproducibile<br />
CHIARIMENTO NECESSARIO:</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-modello-wu-ming/comment-page-2/#comment-81441</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 12:27:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/10/17/il-modello-wu-ming/#comment-81441</guid>

					<description><![CDATA[Trespolo si è preso la briga di fare uno studio, da economista quale immagino che sia. Adesso, è naturale che si sia posto delle domande rispetto a Wu Ming; chi si occupa di economia è questo che fa, analizza un processo (specialmente quando funziona) e cerca  di capire quali siano le ragioni del suo successo (o anche perchè ha dato risultati deludenti). Il fine è esattamente quello di capire per poter poi riprodurre. Non c&#039;è nulla di strano. Wu Ming è in rete, quindi si può dire che è come se avesse una sua bancarella in mezzo ad un mercato, cosa c&#039;è di male se coloro che frequentano quel mercato si chiedano perchè quella bancarella funziona?
Voler riprodurre è il fine verso cui tende ogni tipo di studio. Molti di noi, scoprendo Wu Ming, si saranno chiesti: ma questi perchè fanno così? Vale la pena fare così? E se lo facessi anche io, mi converrebbe?
Dovremmo piuttosto ringraziare trespolo, non dargli addosso, indipendentemente dalla veridicità dei suoi dati, almeno lui si è posto un problema. E grazie anche a Wu Ming1 per essersi prestato a dare delle spiegazioni: non a tutti avrebbe fatto piacere sentirsi fare i conti in tasca.
laura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trespolo si è preso la briga di fare uno studio, da economista quale immagino che sia. Adesso, è naturale che si sia posto delle domande rispetto a Wu Ming; chi si occupa di economia è questo che fa, analizza un processo (specialmente quando funziona) e cerca  di capire quali siano le ragioni del suo successo (o anche perchè ha dato risultati deludenti). Il fine è esattamente quello di capire per poter poi riprodurre. Non c&#8217;è nulla di strano. Wu Ming è in rete, quindi si può dire che è come se avesse una sua bancarella in mezzo ad un mercato, cosa c&#8217;è di male se coloro che frequentano quel mercato si chiedano perchè quella bancarella funziona?<br />
Voler riprodurre è il fine verso cui tende ogni tipo di studio. Molti di noi, scoprendo Wu Ming, si saranno chiesti: ma questi perchè fanno così? Vale la pena fare così? E se lo facessi anche io, mi converrebbe?<br />
Dovremmo piuttosto ringraziare trespolo, non dargli addosso, indipendentemente dalla veridicità dei suoi dati, almeno lui si è posto un problema. E grazie anche a Wu Ming1 per essersi prestato a dare delle spiegazioni: non a tutti avrebbe fatto piacere sentirsi fare i conti in tasca.<br />
laura</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-modello-wu-ming/comment-page-2/#comment-81440</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 09:07:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, sono d&#039;accordo con te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, sono d&#8217;accordo con te.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Frisch		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-modello-wu-ming/comment-page-2/#comment-81439</link>

		<dc:creator><![CDATA[Frisch]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 07:44:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/10/17/il-modello-wu-ming/#comment-81439</guid>

					<description><![CDATA[Lucio Angelini, ma hai trovato il tempo di postare qui senza neppure cliccare un link (di una newsletter di ieri, per di più)? Sei un genio, senza ombra di dubbio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lucio Angelini, ma hai trovato il tempo di postare qui senza neppure cliccare un link (di una newsletter di ieri, per di più)? Sei un genio, senza ombra di dubbio.</p>
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		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-modello-wu-ming/comment-page-2/#comment-81438</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2005 05:17:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/10/17/il-modello-wu-ming/#comment-81438</guid>

					<description><![CDATA[A proposito di strategie wumingo-webbiche, sentite cosa scrive Giu-Genna nella suanewsletter:
&quot;
Carissimi Miserabili Lettori &#038; Lettrici,
mentre l&#039;e-zine è in sonno, ho dato inizio a un work in progress abbastanza bizzarro. Connettendovi a http://www.miserabili.com , osserverete che L&#039;ANNO LUCE esplode in decine di sottolink con estratti, suggestioni multimedia (da non perdere il file audio dell&#039;emissione sonora di Saturno, captata dalla sonda Cassini), animazioni in flash, canzoni di Battiato. Cliccando in basso a destra, sulla faccia dell&#039;inquietante demone di Hellraiser, si accede alla seconda pagina di questo patch-work-in-progress, http://www.miserabili.com/annoluce2.html . Qui sono attivi solo pochi link. Per l&#039;appunto, si tratta della costruzione di un labirinto i cui il testo dell&#039;ANNO LUCE rientra nel suo amnio: che è la Rete. Progressivamente, decine di pop up si aggiungeranno a quelli già presenti (a voi cercare cosa si può cliccare), per un totale circa di 250 oggetti narrativi e polimediali.
Un caro saluto a tutti Voi, sperando che l&#039;ANNO LUCE PROJECT Vi interessi,
giuseppe genna&quot;
250 oggetti... aiuto!, chi ne ha voglia?:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di strategie wumingo-webbiche, sentite cosa scrive Giu-Genna nella suanewsletter:<br />
&#8221;<br />
Carissimi Miserabili Lettori &amp; Lettrici,<br />
mentre l&#8217;e-zine è in sonno, ho dato inizio a un work in progress abbastanza bizzarro. Connettendovi a <a href="http://www.miserabili.com" rel="nofollow ugc">http://www.miserabili.com</a> , osserverete che L&#8217;ANNO LUCE esplode in decine di sottolink con estratti, suggestioni multimedia (da non perdere il file audio dell&#8217;emissione sonora di Saturno, captata dalla sonda Cassini), animazioni in flash, canzoni di Battiato. Cliccando in basso a destra, sulla faccia dell&#8217;inquietante demone di Hellraiser, si accede alla seconda pagina di questo patch-work-in-progress, <a href="http://www.miserabili.com/annoluce2.html" rel="nofollow ugc">http://www.miserabili.com/annoluce2.html</a> . Qui sono attivi solo pochi link. Per l&#8217;appunto, si tratta della costruzione di un labirinto i cui il testo dell&#8217;ANNO LUCE rientra nel suo amnio: che è la Rete. Progressivamente, decine di pop up si aggiungeranno a quelli già presenti (a voi cercare cosa si può cliccare), per un totale circa di 250 oggetti narrativi e polimediali.<br />
Un caro saluto a tutti Voi, sperando che l&#8217;ANNO LUCE PROJECT Vi interessi,<br />
giuseppe genna&#8221;<br />
250 oggetti&#8230; aiuto!, chi ne ha voglia?:-)</p>
]]></content:encoded>
		
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