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	Commenti a: IL NOME SULLA FRONTE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-nome-sulla-fronte/comment-page-1/#comment-141654</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 08:12:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/il-nome-sulla-fronte/comment-page-1/#comment-141653&quot;&gt;Valentina Barigelli&lt;/a&gt;.

Sa una cosa, signora? Lei ha sbagliato pagina. Lei, nei suoi blog e nella sua attività on line, si dedica soltanto alla diffusione dell&#039;odio on line prendendo spunto dalla vicenda di Pamela Mastropietro. Allora, lei non è la benvenuta qui. Con i razzisti, qui non si parla. A mai più. Lei è stata messa in lista nera e se posterà da altri IP cancellerò ogni suo commento. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/il-nome-sulla-fronte/comment-page-1/#comment-141653">Valentina Barigelli</a>.</p>
<p>Sa una cosa, signora? Lei ha sbagliato pagina. Lei, nei suoi blog e nella sua attività on line, si dedica soltanto alla diffusione dell&#8217;odio on line prendendo spunto dalla vicenda di Pamela Mastropietro. Allora, lei non è la benvenuta qui. Con i razzisti, qui non si parla. A mai più. Lei è stata messa in lista nera e se posterà da altri IP cancellerò ogni suo commento. </p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Valentina Barigelli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-nome-sulla-fronte/comment-page-1/#comment-141653</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valentina Barigelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2021 16:09:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pur essendo sbagliato il gesto di Traini, esso rappresenta l&#039;esasperazione dell&#039;italiano medio per le troppe sentenze &quot;leggere&quot; nei confronti di questi qui,che sono campioni di criminalità.
Nel caso specifico, poi, uno dei poveri feriti, una volta dimesso, è stato sorpreso nuovamente a spacciare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pur essendo sbagliato il gesto di Traini, esso rappresenta l&#8217;esasperazione dell&#8217;italiano medio per le troppe sentenze &#8220;leggere&#8221; nei confronti di questi qui,che sono campioni di criminalità.<br />
Nel caso specifico, poi, uno dei poveri feriti, una volta dimesso, è stato sorpreso nuovamente a spacciare.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-nome-sulla-fronte/comment-page-1/#comment-141652</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 18:31:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricordo che proprio in concomitanza dell&#039;assassinio di Pamela (mi pare 24 ore dopo) fu uccisa a Milano un&#039;altra ragazza in circostanze e modi assolutamente simili; ma dalle mani di un bianco, italiano, &quot;uno di noi&quot;. La ragazza milanese potette avere un funerale degno di un essere umano solo grazie all&#039;interessamento del Comune di Milano perché la sua famiglia l&#039;aveva abbandonata vergognandosi di lei (era anch&#039;essa una &quot;tossica&quot;); nessun esponente politico sfruttò il delitto a proprio tornaconto ma soprattutto nessun Luca Traini si sentì in dovere di scatenare una mattanza di bianchi nella città meneghina. Per fortuna.
Tornando a Macerata, invece, in tante e tanti hanno solidarizzato con Traini, compresa una buona parte del locale ceto medio &quot;evoluto&quot;. Non una parola sui due maschi bianchi, italianissimi, che hanno portato Pamela dal suo spacciatore invece di riaccompagnarla nella Comunità in cui tentava (evidentemente senza successo, nonostante le ripetute dichiarazioni contrarie della famiglia) di liberarsi dalla droga e che hanno abusato di lei sessualmente, pagandola sopra. Questi signori pare che si siano persino vantati della loro prestazione senza suscitare alcuno sdegno e reazione politica.
Ma se ad ammazzare Pamela fosse stato uno di loro, cioè uno di noi, bianco e italiano? Sarebbe successo tutto quel che è successo dopo? La vittima avrebbe goduto della (giusta) empatia di cui è stata circondata o piuttosto sarebbe stata bollata &quot;vox populi&quot; come una &quot;drogata che perdipiù viene da fuori e che se l&#039;è cercata&quot;? Quante volte abbiamo dovuto sentire queste orribili motivazioni affibbiate alle vittime di femminicidio o comunque a donne vittime di maniaci sessuali?
Anni fa (era il 2006) un notissimo esponente dell&#039;alta cultura maceratese tentò (fortunatamente per la vittima, invano) di strangolare la moglie Francesca coi fili del telefono dopo averla selvaggiamente percossa; quindi, credendola morta, tentò di occultarne il presunto cadavere chiudendolo in un sacco dell&#039;immondizia gettato in un cassonetto di una frazione appena fuori Macerata: la donna riuscì a salvarsi perché riprese miracolosamente conoscenza prima che il sole portasse il cassonetto a temperature altissime e prima di esaurire il poco ossigeno intrappolato con lei nel sacco di plastica nera in cui era rinchiusa. I suoi flebili gemiti furono ascoltati da un ragazzo che abitava di fronte permettendogli di dare l&#039;allarme prima che passasse il camion dell&#039;azienda che raccoglie i rifiuti cittadini.
Il colpevole, dopo numerosissimi e premeditati depistaggi, ammise l&#039;atroce tentativo di delitto: fu trattato con i guanti di velluto, ben aldilà dei giusti modi dignitosi che vanno riconosciuti anche a chi commette violenze efferate. Pochi anni più tardi fu rimesso in libertà dopo aver soggiornato in una comunità di recupero pericolosissimamente vicina all&#039;abitazione della vittima. Nessun giudice ascoltò i reclami della ex-moglie, nessuno invocò la pena di morte per il colpevole, nessun esponente politico intervenì e nessun Luca Traini si sentì in dovere di vendicare quell&#039;orribile tentativo di femminicidio con tanto di premeditata, successiva distruzione di cadavere. E soprattutto, il colpevole godette a tutti i livelli di una comprensione e di una empatia ben superiori a quelle riservate alla sua vittima.
Mi vien da dire: trovate differenze e motivazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che proprio in concomitanza dell&#8217;assassinio di Pamela (mi pare 24 ore dopo) fu uccisa a Milano un&#8217;altra ragazza in circostanze e modi assolutamente simili; ma dalle mani di un bianco, italiano, &#8220;uno di noi&#8221;. La ragazza milanese potette avere un funerale degno di un essere umano solo grazie all&#8217;interessamento del Comune di Milano perché la sua famiglia l&#8217;aveva abbandonata vergognandosi di lei (era anch&#8217;essa una &#8220;tossica&#8221;); nessun esponente politico sfruttò il delitto a proprio tornaconto ma soprattutto nessun Luca Traini si sentì in dovere di scatenare una mattanza di bianchi nella città meneghina. Per fortuna.<br />
Tornando a Macerata, invece, in tante e tanti hanno solidarizzato con Traini, compresa una buona parte del locale ceto medio &#8220;evoluto&#8221;. Non una parola sui due maschi bianchi, italianissimi, che hanno portato Pamela dal suo spacciatore invece di riaccompagnarla nella Comunità in cui tentava (evidentemente senza successo, nonostante le ripetute dichiarazioni contrarie della famiglia) di liberarsi dalla droga e che hanno abusato di lei sessualmente, pagandola sopra. Questi signori pare che si siano persino vantati della loro prestazione senza suscitare alcuno sdegno e reazione politica.<br />
Ma se ad ammazzare Pamela fosse stato uno di loro, cioè uno di noi, bianco e italiano? Sarebbe successo tutto quel che è successo dopo? La vittima avrebbe goduto della (giusta) empatia di cui è stata circondata o piuttosto sarebbe stata bollata &#8220;vox populi&#8221; come una &#8220;drogata che perdipiù viene da fuori e che se l&#8217;è cercata&#8221;? Quante volte abbiamo dovuto sentire queste orribili motivazioni affibbiate alle vittime di femminicidio o comunque a donne vittime di maniaci sessuali?<br />
Anni fa (era il 2006) un notissimo esponente dell&#8217;alta cultura maceratese tentò (fortunatamente per la vittima, invano) di strangolare la moglie Francesca coi fili del telefono dopo averla selvaggiamente percossa; quindi, credendola morta, tentò di occultarne il presunto cadavere chiudendolo in un sacco dell&#8217;immondizia gettato in un cassonetto di una frazione appena fuori Macerata: la donna riuscì a salvarsi perché riprese miracolosamente conoscenza prima che il sole portasse il cassonetto a temperature altissime e prima di esaurire il poco ossigeno intrappolato con lei nel sacco di plastica nera in cui era rinchiusa. I suoi flebili gemiti furono ascoltati da un ragazzo che abitava di fronte permettendogli di dare l&#8217;allarme prima che passasse il camion dell&#8217;azienda che raccoglie i rifiuti cittadini.<br />
Il colpevole, dopo numerosissimi e premeditati depistaggi, ammise l&#8217;atroce tentativo di delitto: fu trattato con i guanti di velluto, ben aldilà dei giusti modi dignitosi che vanno riconosciuti anche a chi commette violenze efferate. Pochi anni più tardi fu rimesso in libertà dopo aver soggiornato in una comunità di recupero pericolosissimamente vicina all&#8217;abitazione della vittima. Nessun giudice ascoltò i reclami della ex-moglie, nessuno invocò la pena di morte per il colpevole, nessun esponente politico intervenì e nessun Luca Traini si sentì in dovere di vendicare quell&#8217;orribile tentativo di femminicidio con tanto di premeditata, successiva distruzione di cadavere. E soprattutto, il colpevole godette a tutti i livelli di una comprensione e di una empatia ben superiori a quelle riservate alla sua vittima.<br />
Mi vien da dire: trovate differenze e motivazioni.</p>
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