<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: IL PAESE OSTILE	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Feb 2014 07:39:33 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: MATTEO RENZI E L&#8217;ALTRA META&#8217; DEL CIELO &#124;		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131920</link>

		<dc:creator><![CDATA[MATTEO RENZI E L&#8217;ALTRA META&#8217; DEL CIELO &#124;]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 07:39:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131920</guid>

					<description><![CDATA[[...] agli intellettuali brontoloni, noi dobbiamo dare risposte al paese che soffre. Peccato che, come scriveva Stefano Rodotà oltre un anno fa, sia impossibile un progetto politico ambizioso che non tenga conto dei diritti. La retorica del [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] agli intellettuali brontoloni, noi dobbiamo dare risposte al paese che soffre. Peccato che, come scriveva Stefano Rodotà oltre un anno fa, sia impossibile un progetto politico ambizioso che non tenga conto dei diritti. La retorica del [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131919</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 14:52:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131919</guid>

					<description><![CDATA[Massì, forse dovremmo riprendere in mano Aristotele e i suoi &quot;schiavi per natura&quot;, così per prepararci meglio al futuro che ci attende. Non c&#039;è niente di peggio di un grammofono che continua a suonare quando nessuno lo può sentire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massì, forse dovremmo riprendere in mano Aristotele e i suoi &#8220;schiavi per natura&#8221;, così per prepararci meglio al futuro che ci attende. Non c&#8217;è niente di peggio di un grammofono che continua a suonare quando nessuno lo può sentire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131917</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 00:05:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131917</guid>

					<description><![CDATA[mi fa un Po&#039; tristezza sentir parlare di diritti come di un lusso che non possiamo permetterci, come fa Giorgia, o sentir definire non fondamentali i diritti delle coppie di fatto, come fa k. anche perché non è che Rodotà non si sia mai speso per gli immigrati o le schiave del sesso, basta leggere altri suoi interventi per scoprirlo. ma la trappola è proprio questa, ragazzi, e ci state cadendo con tutte le scarpe. quale sarebbe la contraddizione tra le ragioni della&#039; economia e i diritti soggettivi? perché riconoscere le coppie di fatto dovrebbe inficiare la riduzione del debito? il liberalismo che si vuole (a parole) promuovere porterebbe anzi con sé il riconoscimento di maggiori diritti, perché questa è la tradizione liberale. a me sembra, scusate la rigidezza, che in voi insorga una vera e propria reazione allergica quandò si sollevano certi temi, perché davvero vi siete bevuti la vulgata che è a causa di un eccesso di permissivismo che siamo arrivati dove siamo. svegliatevi, non è vero. e il vostro mal indirizzato livore è complice di chi, con lucidità molto maggiore della vostra, ci riporterà molto presto a ben prima degli anni 70. l&#039; unica cosa di cui potrete gioire, quando accadrà, è che nella merda sguazzeremo tutti assieme: voi al fianco di quelli come Rodotà, finalmente riportato al livello infimo di tutti gli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi fa un Po&#8217; tristezza sentir parlare di diritti come di un lusso che non possiamo permetterci, come fa Giorgia, o sentir definire non fondamentali i diritti delle coppie di fatto, come fa k. anche perché non è che Rodotà non si sia mai speso per gli immigrati o le schiave del sesso, basta leggere altri suoi interventi per scoprirlo. ma la trappola è proprio questa, ragazzi, e ci state cadendo con tutte le scarpe. quale sarebbe la contraddizione tra le ragioni della&#8217; economia e i diritti soggettivi? perché riconoscere le coppie di fatto dovrebbe inficiare la riduzione del debito? il liberalismo che si vuole (a parole) promuovere porterebbe anzi con sé il riconoscimento di maggiori diritti, perché questa è la tradizione liberale. a me sembra, scusate la rigidezza, che in voi insorga una vera e propria reazione allergica quandò si sollevano certi temi, perché davvero vi siete bevuti la vulgata che è a causa di un eccesso di permissivismo che siamo arrivati dove siamo. svegliatevi, non è vero. e il vostro mal indirizzato livore è complice di chi, con lucidità molto maggiore della vostra, ci riporterà molto presto a ben prima degli anni 70. l&#8217; unica cosa di cui potrete gioire, quando accadrà, è che nella merda sguazzeremo tutti assieme: voi al fianco di quelli come Rodotà, finalmente riportato al livello infimo di tutti gli altri.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131916</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 18:20:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131916</guid>

					<description><![CDATA[Realisticamente questo articolo di Rodotà mi sembra un ammasso, un enorme  accumulo  di fantasiose  panzane,  insostenibile anche per gli ipocriti più valorosi. Ma  però c’è anche del buono. Prima però volevo brevemente accennare alle panzane.   Inanzitutto non si può iniziare parlando  di diritti “fondamentali”,   e poi inserire argomenti come es.   “il divorzio breve”  o “le unioni di fatto”, questi non sono “diritti fondamentali”, sono situazioni giuridiche che forse  meritano la loro attenzione, ma che non si possono considerare fondamentali, pena il ridicolizzare i veri diritti fondamentali dell’uomo.   Come infatti accade in Italia e in occidente, ma Rodotà, almeno qui, non ne parla.
Poi considerare gli anni 70, come un era di pace e fratellanza in cui l’Italia  Politica correva ragazzina  sui prati  raccogliendo diritti come fossero margherite finchè non è arrivato l’uomo nero,  non mi convince del tutto.  Io direi magari che quell’epoca di  diritti, si è infelicemente sposata con quella dei consumi provocando un ebrezza consumistica che... ( puntini)
Riguardo  lavoro immigrazione e razzismo,   ritorno al discorso fatto più su circa i  “diritti  fondamentali” ridicolizzati;  non si può parlare  es. di divorzio breve e tacere  dei milioni di immigrati che lavorano al nero nell’agricoltura, nell’assistenza familiare  oppure ( udite udite) la  vera schiavitù delle ragazze del terzo mondo e non solo,   costrette a vendersi o ad affittarsi per il diritto al figlio delle coppie occidentali  più o meno gay. Un silenzio assordante e intollerabile, che toglie credibilità  a tutto l&#039;articolo .
Per quanto riguarda invece il buono dell’articolo, va ribbadito che  è vero che “l’agenda politica  ha bisogno di orizzonti più larghi, di maggior respiro” rispetto ai limiti  imposti dell’economia.
 ma non solo l’agenda politica, anche  l’agenda, la vita di ogniuno, ha bisogno di orizzonti più larghi. Più che diritti si dovrebbe allora parlare forse di doveri, ma anche questi sono dei limiti   che solo la capacità di trascendere i propri desideri individuali può superare per allargare l’orizzonte .
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Realisticamente questo articolo di Rodotà mi sembra un ammasso, un enorme  accumulo  di fantasiose  panzane,  insostenibile anche per gli ipocriti più valorosi. Ma  però c’è anche del buono. Prima però volevo brevemente accennare alle panzane.   Inanzitutto non si può iniziare parlando  di diritti “fondamentali”,   e poi inserire argomenti come es.   “il divorzio breve”  o “le unioni di fatto”, questi non sono “diritti fondamentali”, sono situazioni giuridiche che forse  meritano la loro attenzione, ma che non si possono considerare fondamentali, pena il ridicolizzare i veri diritti fondamentali dell’uomo.   Come infatti accade in Italia e in occidente, ma Rodotà, almeno qui, non ne parla.<br />
Poi considerare gli anni 70, come un era di pace e fratellanza in cui l’Italia  Politica correva ragazzina  sui prati  raccogliendo diritti come fossero margherite finchè non è arrivato l’uomo nero,  non mi convince del tutto.  Io direi magari che quell’epoca di  diritti, si è infelicemente sposata con quella dei consumi provocando un ebrezza consumistica che&#8230; ( puntini)<br />
Riguardo  lavoro immigrazione e razzismo,   ritorno al discorso fatto più su circa i  “diritti  fondamentali” ridicolizzati;  non si può parlare  es. di divorzio breve e tacere  dei milioni di immigrati che lavorano al nero nell’agricoltura, nell’assistenza familiare  oppure ( udite udite) la  vera schiavitù delle ragazze del terzo mondo e non solo,   costrette a vendersi o ad affittarsi per il diritto al figlio delle coppie occidentali  più o meno gay. Un silenzio assordante e intollerabile, che toglie credibilità  a tutto l&#8217;articolo .<br />
Per quanto riguarda invece il buono dell’articolo, va ribbadito che  è vero che “l’agenda politica  ha bisogno di orizzonti più larghi, di maggior respiro” rispetto ai limiti  imposti dell’economia.<br />
 ma non solo l’agenda politica, anche  l’agenda, la vita di ogniuno, ha bisogno di orizzonti più larghi. Più che diritti si dovrebbe allora parlare forse di doveri, ma anche questi sono dei limiti   che solo la capacità di trascendere i propri desideri individuali può superare per allargare l’orizzonte .<br />
ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131915</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 09:26:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131915</guid>

					<description><![CDATA[Io apprezzo la lucidità di Rodotà, però mi sembra uno di quegli uomini che parlano da un altro pianeta, da un altro tempo. Mi domando che senso abbia parlare dei diritti che quelle generazioni non sono riuscite a conquistarsi quando oggi la politica non é nient&#039;altro che il prezzo delle patate. Sono riusciti a costruire debito pubblico mostruoso e adesso l&#039;intuizione è quella di farlo pagare a noi. Io direi di affrontare questa categoria di problemi, parlare dei doveri che abbiamo sulle spalle e togliere dal giradischi il vecchio disco dei diritti negati. Sono un lusso che per una decina d&#039;anni non potremmo permetterci di trattare e a quel punto se ne occuperà qualcun altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io apprezzo la lucidità di Rodotà, però mi sembra uno di quegli uomini che parlano da un altro pianeta, da un altro tempo. Mi domando che senso abbia parlare dei diritti che quelle generazioni non sono riuscite a conquistarsi quando oggi la politica non é nient&#8217;altro che il prezzo delle patate. Sono riusciti a costruire debito pubblico mostruoso e adesso l&#8217;intuizione è quella di farlo pagare a noi. Io direi di affrontare questa categoria di problemi, parlare dei doveri che abbiamo sulle spalle e togliere dal giradischi il vecchio disco dei diritti negati. Sono un lusso che per una decina d&#8217;anni non potremmo permetterci di trattare e a quel punto se ne occuperà qualcun altro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: xx		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131914</link>

		<dc:creator><![CDATA[xx]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 18:45:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131914</guid>

					<description><![CDATA[Rodotà sbaglia a supporre una alternativa tra &quot;diritti&quot; e sviluppo economico. Senza &quot;diritti&quot; resta solo la raccolta di pomodori, in nero. Solo con i &quot;diritti&quot; possiamo far valere la proprietà del nostro capitale.
Ma sono proprio i diritti quelli cui abbiamo rinunciato vivendo nel debito: chi dipende in tutto dai propri creditori non ha diritti, li ha ceduti ad essi.
Avremo un Presidente del Consiglio non eletto, e anche questo è inevitabile. Altro che diritti civili e personali: sono i supremi diritti politici che abbiamo perso. E meno male, probabilmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rodotà sbaglia a supporre una alternativa tra &#8220;diritti&#8221; e sviluppo economico. Senza &#8220;diritti&#8221; resta solo la raccolta di pomodori, in nero. Solo con i &#8220;diritti&#8221; possiamo far valere la proprietà del nostro capitale.<br />
Ma sono proprio i diritti quelli cui abbiamo rinunciato vivendo nel debito: chi dipende in tutto dai propri creditori non ha diritti, li ha ceduti ad essi.<br />
Avremo un Presidente del Consiglio non eletto, e anche questo è inevitabile. Altro che diritti civili e personali: sono i supremi diritti politici che abbiamo perso. E meno male, probabilmente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131913</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 15:38:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131913</guid>

					<description><![CDATA[Nel ragionamento di Rodotà ci sono alcuni punti fermi, primo tra tutti la sottolineatura di una concezione dei diritti fondamentali che «finiscono con l’apparire come una semplice variabile dipendente dell’economia», in evidente soluzione di continuità col percorso costituente (nel senso della realizzazione dei contenuti della Costituzione) degli anni Settanta. Percorso costituente che non deriva, per mera consequenzialità giuridica, dalla logica implicita della Carta del 1948, ma da un decennio di conflitti sociali (a partire da Genova 1960 e piazza Statuto 1962) che solo in parte furono fermati dalla Strage di Stato del 12 dicembre 1969.
Quello che dell&#039;&quot;agenda-Monti&quot; Rodotà denuncia oggi (ma non è certo stato in silenzio, a differenza di molti altri, negli anni precedenti, Rodotà) - la riduzione della dimensione dei diritti all&#039;interno di «una politica ad una dimensione, quella dell’economia» - è lo stravolgimento della Carta del 1948 da parte della costituzione materiale: Monti è solo l&#039;idraulico chiamato a riavvitare alcuni bulloni allentati e sostituire qualche guarnizione che non si è dimostrata all&#039;altezza. O meglio, è parte della malattia di cui pretende di essere la cura. Il punto è se quel «ritorno alla politica “costituzionale”, quella che ha fondato le vere stagioni riformatrici» sia possibile all&#039;interno dell&#039;attuale costituzione, sia materiale che formale. O se il processo costituente di cui parla Rodotà non richieda, almeno come orizzonte di obiettivi e finalità che un movimento (ogni movimento) politico deve porsi, una critica dei limiti dell&#039;attuale costituzione sia in senso negativo (l&#039;incapacità dell&#039;attuale Carta di limitare i processi di privatizzazione e appropriazione, stravolgimento delle tavole dei diritti, precarizzazione e indebitamento delle esistenze concrete) sia in senso positivo (necessità di disegnare nella prassi nuove figure giuridiche, dal &quot;comune&quot; (che non è la mera somma degli individui, e non è costituito dai soli individui, ma anche dai contesti, dalle relazioni, dalle pratiche, dai linguaggi che tra essi individui di dànno) all&#039;ambiente (che non può essere tutelato estendendo come una gomma americana quella &quot;tutela del paesaggio&quot; di cui meritoriamente parla la Costituzione); che fondi le regole non sul lavoro, ma sull&#039;esistenza; non sulla proprietà (nella quale finiscono col ricadere i cosiddetti, abusatissimi &quot;beni comuni&quot;) ma sull&#039;uso e la condivisione.
Vasto programma, sono il primo a riconoscerlo: ma a De Gaulle anche &lt;i&gt;&quot;morte aux cons&quot;&lt;/i&gt; appariva un &lt;i&gt;vaste programme&lt;/i&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel ragionamento di Rodotà ci sono alcuni punti fermi, primo tra tutti la sottolineatura di una concezione dei diritti fondamentali che «finiscono con l’apparire come una semplice variabile dipendente dell’economia», in evidente soluzione di continuità col percorso costituente (nel senso della realizzazione dei contenuti della Costituzione) degli anni Settanta. Percorso costituente che non deriva, per mera consequenzialità giuridica, dalla logica implicita della Carta del 1948, ma da un decennio di conflitti sociali (a partire da Genova 1960 e piazza Statuto 1962) che solo in parte furono fermati dalla Strage di Stato del 12 dicembre 1969.<br />
Quello che dell'&#8221;agenda-Monti&#8221; Rodotà denuncia oggi (ma non è certo stato in silenzio, a differenza di molti altri, negli anni precedenti, Rodotà) &#8211; la riduzione della dimensione dei diritti all&#8217;interno di «una politica ad una dimensione, quella dell’economia» &#8211; è lo stravolgimento della Carta del 1948 da parte della costituzione materiale: Monti è solo l&#8217;idraulico chiamato a riavvitare alcuni bulloni allentati e sostituire qualche guarnizione che non si è dimostrata all&#8217;altezza. O meglio, è parte della malattia di cui pretende di essere la cura. Il punto è se quel «ritorno alla politica “costituzionale”, quella che ha fondato le vere stagioni riformatrici» sia possibile all&#8217;interno dell&#8217;attuale costituzione, sia materiale che formale. O se il processo costituente di cui parla Rodotà non richieda, almeno come orizzonte di obiettivi e finalità che un movimento (ogni movimento) politico deve porsi, una critica dei limiti dell&#8217;attuale costituzione sia in senso negativo (l&#8217;incapacità dell&#8217;attuale Carta di limitare i processi di privatizzazione e appropriazione, stravolgimento delle tavole dei diritti, precarizzazione e indebitamento delle esistenze concrete) sia in senso positivo (necessità di disegnare nella prassi nuove figure giuridiche, dal &#8220;comune&#8221; (che non è la mera somma degli individui, e non è costituito dai soli individui, ma anche dai contesti, dalle relazioni, dalle pratiche, dai linguaggi che tra essi individui di dànno) all&#8217;ambiente (che non può essere tutelato estendendo come una gomma americana quella &#8220;tutela del paesaggio&#8221; di cui meritoriamente parla la Costituzione); che fondi le regole non sul lavoro, ma sull&#8217;esistenza; non sulla proprietà (nella quale finiscono col ricadere i cosiddetti, abusatissimi &#8220;beni comuni&#8221;) ma sull&#8217;uso e la condivisione.<br />
Vasto programma, sono il primo a riconoscerlo: ma a De Gaulle anche <i>&#8220;morte aux cons&#8221;</i> appariva un <i>vaste programme</i>.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131912</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 15:14:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131912</guid>

					<description><![CDATA[Il problema, quando scrive Rodotà e qualcun altro (pochi) del suo livello, è che non resta alcun commento da fare. Ha ragione lui, ha detto tutto quello che c&#039;era da dire in modo chiaro e ovviamente elegante, molto ma molto meglio di quanto potremmo mai fare noi (o almeno io). Non resta che applaudire e poi, però, tornare al solito tormentoso interrogativo: che fare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema, quando scrive Rodotà e qualcun altro (pochi) del suo livello, è che non resta alcun commento da fare. Ha ragione lui, ha detto tutto quello che c&#8217;era da dire in modo chiaro e ovviamente elegante, molto ma molto meglio di quanto potremmo mai fare noi (o almeno io). Non resta che applaudire e poi, però, tornare al solito tormentoso interrogativo: che fare?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-paese-ostile/comment-page-1/#comment-131911</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 14:37:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5698#comment-131911</guid>

					<description><![CDATA[Dormi Italia
http://www.loggiap2.com/piano_di_rinascita.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dormi Italia<br />
<a href="http://www.loggiap2.com/piano_di_rinascita.htm" rel="nofollow ugc">http://www.loggiap2.com/piano_di_rinascita.htm</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
