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	Commenti a: IL POLITICAMENTE CORRETTO E&#039; COME IL GENDER: NON ESISTE.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Mara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-politicamente-corretto-e-come-il-gender-non-esiste/comment-page-1/#comment-140676</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 09:18:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per completare il quadro. L’attuale direttore di Pagina99, Enrico Pedemonte, partecipava ieri alla presentazione del Rapporto Cer http://www.centroeuroparicerche.it/24-ottobre-presentazione-rapporto-cer-12016/ . L’articolo quindi ne costituiva oggettivamente il “lancio”.
In secondo luogo, ringrazio molto il precedente commentatore per la segnalazione della ricerca Cnel, istituzione inascoltata, ma non inutile, di cui forse in futuro sentiremo la mancanza. Mi limito però a dire che la ricerca risale al 2012, e che nella penultima pagina della “scheda di sintesi” si legge che  900 mila lavoratori stranieri troveranno lavoro nel decennio 2010-2020 (mentre l’occupazione degli italiani rimarrà invariata) e si inseriranno nelle professioni meno qualificate,  in cui sostituiranno i lavoratori italiani, che troveranno spazio in quelle più qualificate. A parte l’aleatorietà della previsione, secondo me questo equivale a circoscrivere e limitare “la concorrenza”, non a negarla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per completare il quadro. L’attuale direttore di Pagina99, Enrico Pedemonte, partecipava ieri alla presentazione del Rapporto Cer <a href="http://www.centroeuroparicerche.it/24-ottobre-presentazione-rapporto-cer-12016/" rel="nofollow ugc">http://www.centroeuroparicerche.it/24-ottobre-presentazione-rapporto-cer-12016/</a> . L’articolo quindi ne costituiva oggettivamente il “lancio”.<br />
In secondo luogo, ringrazio molto il precedente commentatore per la segnalazione della ricerca Cnel, istituzione inascoltata, ma non inutile, di cui forse in futuro sentiremo la mancanza. Mi limito però a dire che la ricerca risale al 2012, e che nella penultima pagina della “scheda di sintesi” si legge che  900 mila lavoratori stranieri troveranno lavoro nel decennio 2010-2020 (mentre l’occupazione degli italiani rimarrà invariata) e si inseriranno nelle professioni meno qualificate,  in cui sostituiranno i lavoratori italiani, che troveranno spazio in quelle più qualificate. A parte l’aleatorietà della previsione, secondo me questo equivale a circoscrivere e limitare “la concorrenza”, non a negarla.</p>
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		Di: girolamo de michele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-politicamente-corretto-e-come-il-gender-non-esiste/comment-page-1/#comment-140675</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo de michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 21:17:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate se &lt;a href=&quot;https://www.carmillaonline.com/2014/11/17/immigrazione-mare-nostrum-i-costi-i-numeri-quelli-veri/&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;mi cito, ma:
«La ricerca [del CNEL] &lt;i&gt;Il ruolo degli immigrati nel mercato del lavoro italiano&lt;/i&gt; [che trovate &lt;a href=&quot;http://www.cnel.it/271?shadow_documento_altri_organismi=3442&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;] rileva che «per quanto riguarda quindi il rischio di disoccupazione, sembrerebbe di poter affermare che non c’è un effetto di concorrenza, e tantomeno spiazzamento, derivante dalla maggior presenza di immigrati» [p. 132]; parimenti, «non si rileva un effetto di spiazzamento ricollegabile alla presenza di immigrati sul territorio» [p. 137]. Tradotto: non è vero che la presenza dei migranti comporta una diminuzione dei salari per gli italiani, né che il lavoro migrante sostituisce quello “indigeno”, creando disoccupazione. Questo perché (semplifico) il migrante trova in genere lavoro in quelle posizioni di basso rango che l’italiano abbandona perché ha trovato migliori opportunità lavorative, e che non sono ambite da altri italiani (una fra tutte: le imprese che bonificano dall’eternit i nostri tetti); mentre in caso di licenziamento di un lavoratore italiano non vi è alcuna sostituzione, ma perdita del posto di lavoro.
È invece vero che esiste «un evidente differenziale salariale sulla base della cittadinanza: se un italiano riceve circa 1299 euro netti in media al mese, uno straniero percepisce appena 993 euro, circa il 23 per cento in meno» [p. 56]: e infatti la ricerca del CNEL individua «l’esistenza di uno &lt;i&gt;stiky floor&lt;/i&gt; (pavimento appiccicoso), che tende a mantenere segregati nelle occupazioni meno retribuite gli immigrati, e di un &lt;i&gt;glass ceiling&lt;/i&gt;, che limita l’accesso alle posizioni di carriera più avanzate» [p. 57].»
Dopo di che, a giudicare dal summary indicato da @Maurizio, il cuore della ricerca del CER sembra essere diverso da quello che l&#039;articolo di &quot;pagina99&quot; pretende sia, e la conclusione di &quot;pagina99&quot;, per ammissione dello stesso autore dell&#039;articolo, non è tratta dal rapporto. In attesa, com&#039;è ovvio, di leggere per intero il rapporto CER, e verificare se e quanto approfondisce l&#039;analisi del contesto italiano, come fa il rapporto CNEL che ho linkato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se <a href="https://www.carmillaonline.com/2014/11/17/immigrazione-mare-nostrum-i-costi-i-numeri-quelli-veri/" rel="nofollow ugc">mi cito, ma:<br />
«La ricerca [del CNEL] <i>Il ruolo degli immigrati nel mercato del lavoro italiano</i> [che trovate </a><a href="http://www.cnel.it/271?shadow_documento_altri_organismi=3442" rel="nofollow ugc">qui</a>] rileva che «per quanto riguarda quindi il rischio di disoccupazione, sembrerebbe di poter affermare che non c’è un effetto di concorrenza, e tantomeno spiazzamento, derivante dalla maggior presenza di immigrati» [p. 132]; parimenti, «non si rileva un effetto di spiazzamento ricollegabile alla presenza di immigrati sul territorio» [p. 137]. Tradotto: non è vero che la presenza dei migranti comporta una diminuzione dei salari per gli italiani, né che il lavoro migrante sostituisce quello “indigeno”, creando disoccupazione. Questo perché (semplifico) il migrante trova in genere lavoro in quelle posizioni di basso rango che l’italiano abbandona perché ha trovato migliori opportunità lavorative, e che non sono ambite da altri italiani (una fra tutte: le imprese che bonificano dall’eternit i nostri tetti); mentre in caso di licenziamento di un lavoratore italiano non vi è alcuna sostituzione, ma perdita del posto di lavoro.<br />
È invece vero che esiste «un evidente differenziale salariale sulla base della cittadinanza: se un italiano riceve circa 1299 euro netti in media al mese, uno straniero percepisce appena 993 euro, circa il 23 per cento in meno» [p. 56]: e infatti la ricerca del CNEL individua «l’esistenza di uno <i>stiky floor</i> (pavimento appiccicoso), che tende a mantenere segregati nelle occupazioni meno retribuite gli immigrati, e di un <i>glass ceiling</i>, che limita l’accesso alle posizioni di carriera più avanzate» [p. 57].»<br />
Dopo di che, a giudicare dal summary indicato da @Maurizio, il cuore della ricerca del CER sembra essere diverso da quello che l&#8217;articolo di &#8220;pagina99&#8221; pretende sia, e la conclusione di &#8220;pagina99&#8221;, per ammissione dello stesso autore dell&#8217;articolo, non è tratta dal rapporto. In attesa, com&#8217;è ovvio, di leggere per intero il rapporto CER, e verificare se e quanto approfondisce l&#8217;analisi del contesto italiano, come fa il rapporto CNEL che ho linkato.</p>
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		<title>
		Di: diamomds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-politicamente-corretto-e-come-il-gender-non-esiste/comment-page-1/#comment-140674</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamomds]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 17:58:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono del parere che si possa ragionare dei problemi che una gran massa di persone che scappano da fame e guerra per forza di cose portano nei paesi in cui cercano rifugio solo con chi non ha il cervello farcito di preconcetti orientativamente xenofobi. Nel caso in questione ho dato un`occhiata all`articolo incriminato ravvisando dei limiti nella sintesi e nell`enumerazione delle statistiche. Auspico che serie politiche di integrazione riescano ad avviare percorsi virtuosi rilanciando nuovi e vecchi mestieri.  E che le speculazioni nel campo dell`accoglienza di chi ha i titoli per contarci siano rase al suolo. Il tutto nella consapevolezza che non si possano confrontare situazioni di altre realtà nazionali con una fotografia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono del parere che si possa ragionare dei problemi che una gran massa di persone che scappano da fame e guerra per forza di cose portano nei paesi in cui cercano rifugio solo con chi non ha il cervello farcito di preconcetti orientativamente xenofobi. Nel caso in questione ho dato un`occhiata all`articolo incriminato ravvisando dei limiti nella sintesi e nell`enumerazione delle statistiche. Auspico che serie politiche di integrazione riescano ad avviare percorsi virtuosi rilanciando nuovi e vecchi mestieri.  E che le speculazioni nel campo dell`accoglienza di chi ha i titoli per contarci siano rase al suolo. Il tutto nella consapevolezza che non si possano confrontare situazioni di altre realtà nazionali con una fotografia</p>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-politicamente-corretto-e-come-il-gender-non-esiste/comment-page-1/#comment-140673</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 16:14:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Suggerisco di andare alla fonte. Purtroppo non mi risulta che lo studio sia disponibile in rete, ma una buona sintesi si trova qui: https://www.britishcouncil.it/sites/default/files/programma_dati_pontignano_2016_0.pdf, nelle ultime due pagine del rapporto. Leggetelo: scoprirete che i ricercatori non hanno mai detto quello che dicono su Pagina 99 e che certe conclusioni vengono loro messe in bocca per supportare tesi precostituite. Ma non erano loro, quelli che non si facevano prendere la mano dall&#039;ideologia? In questo caso, in effetti,  potremmo più semplicemente chiamarlo livore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Suggerisco di andare alla fonte. Purtroppo non mi risulta che lo studio sia disponibile in rete, ma una buona sintesi si trova qui: <a href="https://www.britishcouncil.it/sites/default/files/programma_dati_pontignano_2016_0.pdf" rel="nofollow ugc">https://www.britishcouncil.it/sites/default/files/programma_dati_pontignano_2016_0.pdf</a>, nelle ultime due pagine del rapporto. Leggetelo: scoprirete che i ricercatori non hanno mai detto quello che dicono su Pagina 99 e che certe conclusioni vengono loro messe in bocca per supportare tesi precostituite. Ma non erano loro, quelli che non si facevano prendere la mano dall&#8217;ideologia? In questo caso, in effetti,  potremmo più semplicemente chiamarlo livore.</p>
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		<title>
		Di: Mara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-politicamente-corretto-e-come-il-gender-non-esiste/comment-page-1/#comment-140672</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 13:42:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca del CER, di cui parla l&#039;articolo, sicuramente sarà molto seria, come è nella tradizione dell&#039;istituto. Chi si occupa di mercato del lavoro, difficilmente si sorprenderà che i migranti facciano concorrenza ai locali, le donne agli uomini, i giovani (precari) agli anziani (assunti a tempo indeterminato). Quarant&#039;anni fa, facendo ricerca sugli italiani emigrati in Svizzera, constatavo che l&#039;occupazione delle donne svizzere aveva subito conseguenze negative. E allora? Parliamone, magari senza enfatizzare accuse preventive di &quot;buonismo&quot; (sicuramente un errore di Pagina99), e avendo ben presente, però, che le migrazioni non sono &quot;un pranzo di gala&quot;, che sono qui per rimanere, e che bisogna trovare un modo umano per conviverci e farle diventare un&#039;opportunità, per loro e per noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca del CER, di cui parla l&#8217;articolo, sicuramente sarà molto seria, come è nella tradizione dell&#8217;istituto. Chi si occupa di mercato del lavoro, difficilmente si sorprenderà che i migranti facciano concorrenza ai locali, le donne agli uomini, i giovani (precari) agli anziani (assunti a tempo indeterminato). Quarant&#8217;anni fa, facendo ricerca sugli italiani emigrati in Svizzera, constatavo che l&#8217;occupazione delle donne svizzere aveva subito conseguenze negative. E allora? Parliamone, magari senza enfatizzare accuse preventive di &#8220;buonismo&#8221; (sicuramente un errore di Pagina99), e avendo ben presente, però, che le migrazioni non sono &#8220;un pranzo di gala&#8221;, che sono qui per rimanere, e che bisogna trovare un modo umano per conviverci e farle diventare un&#8217;opportunità, per loro e per noi.</p>
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		<title>
		Di: Daniele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-politicamente-corretto-e-come-il-gender-non-esiste/comment-page-1/#comment-140671</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 12:23:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottima analisi, in cui, da lettore e abbonato alla rivista mi ritrovo totalmente.
Il problema ora, formalizzata l&#039;estinzione dell&#039;abbonamento, è... dove trovare parole non tossiche come quelle che pagina99 aveva prima della nuova direzione?
Grazie!
Daniele]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima analisi, in cui, da lettore e abbonato alla rivista mi ritrovo totalmente.<br />
Il problema ora, formalizzata l&#8217;estinzione dell&#8217;abbonamento, è&#8230; dove trovare parole non tossiche come quelle che pagina99 aveva prima della nuova direzione?<br />
Grazie!<br />
Daniele</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo Tesei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-politicamente-corretto-e-come-il-gender-non-esiste/comment-page-1/#comment-140670</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Tesei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 08:33:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7234#comment-140670</guid>

					<description><![CDATA[Parere personale: chi usa la parola &quot;buonista&quot; intende stigmatizzare e delegittimare  una persona che la pensa diversamente in particolare su un tema centrale come quello dell&#039;immigrazione. E quindi chi usa quella parola senza senso non è una persona seria. Rispetto al contenuto: il confronto che viene proposto &quot;cifre alla mano&quot; con altri paesi europei è semplicemente ridicolo. Quei dati sono solo apparentemente omogenei. In Germania, in Francia e in Gran Bretagna non è stata smobilitata la grande industria. Lì gli operai esistono ancora. In Italia gli immigrati occupano i lavori peggiori come succede negli altri paesi, solo che in Italia gli operai qualificati non esistono quasi più (chiuse le acciaierie, le chimiche, le automobilistiche, le meccaniche...). I giovani italiani, come i giovani degli altri paesi, pensano di non aver studiato per andare a raccogliere i pomodori, accudire le mucche, lavorare di notte, pulire le strade, fare i camionisti senza orario... Piuttosto emigrano. L&#039;unico ragionamento che guarda al futuro è la riconversione ecologica del modello economico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parere personale: chi usa la parola &#8220;buonista&#8221; intende stigmatizzare e delegittimare  una persona che la pensa diversamente in particolare su un tema centrale come quello dell&#8217;immigrazione. E quindi chi usa quella parola senza senso non è una persona seria. Rispetto al contenuto: il confronto che viene proposto &#8220;cifre alla mano&#8221; con altri paesi europei è semplicemente ridicolo. Quei dati sono solo apparentemente omogenei. In Germania, in Francia e in Gran Bretagna non è stata smobilitata la grande industria. Lì gli operai esistono ancora. In Italia gli immigrati occupano i lavori peggiori come succede negli altri paesi, solo che in Italia gli operai qualificati non esistono quasi più (chiuse le acciaierie, le chimiche, le automobilistiche, le meccaniche&#8230;). I giovani italiani, come i giovani degli altri paesi, pensano di non aver studiato per andare a raccogliere i pomodori, accudire le mucche, lavorare di notte, pulire le strade, fare i camionisti senza orario&#8230; Piuttosto emigrano. L&#8217;unico ragionamento che guarda al futuro è la riconversione ecologica del modello economico.</p>
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