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	Commenti a: IL PRIMATO DELLE TRAME	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Realismo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Realismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 21:06:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il dibattito sul realismo su Piazzaemezza:
Nicola Lagioia: http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/08/sul-realismo/
Francesco Pacifico: http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/11/1844/
Vanni Santoni: http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/16/1877/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il dibattito sul realismo su Piazzaemezza:<br />
Nicola Lagioia: <a href="http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/08/sul-realismo/" rel="nofollow ugc">http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/08/sul-realismo/</a><br />
Francesco Pacifico: <a href="http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/11/1844/" rel="nofollow ugc">http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/11/1844/</a><br />
Vanni Santoni: <a href="http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/16/1877/" rel="nofollow ugc">http://www.piazzaemezza.it/wp/2013/03/16/1877/</a></p>
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		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 13:41:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà Proust era capace di colpi di scena, agnizioni, intrecci, etc. degni del miglior &quot;tramista&quot;. Altro che autore dell&#039;anima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà Proust era capace di colpi di scena, agnizioni, intrecci, etc. degni del miglior &#8220;tramista&#8221;. Altro che autore dell&#8217;anima&#8230;</p>
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		Di: Davide		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 04:29:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che coincidenza, Loredana. Ho appena scritto un post sul realismo (anche se il mio è dedicato a Dostoevskij) ed ora, passando di qua, vedo che tu ne hai pubblicato uno. Mi sa che l&#039;aria che tira è la stessa un po&#039; per tutti.
Buon viaggio!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che coincidenza, Loredana. Ho appena scritto un post sul realismo (anche se il mio è dedicato a Dostoevskij) ed ora, passando di qua, vedo che tu ne hai pubblicato uno. Mi sa che l&#8217;aria che tira è la stessa un po&#8217; per tutti.<br />
Buon viaggio!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-primato-delle-trame/comment-page-1/#comment-132892</link>

		<dc:creator><![CDATA[lara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 20:42:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gvazie gvazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gvazie gvazie</p>
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		Di: Giulia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 13:49:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero molto interessante!!
E divertente la voce enciclopedica (auto)biografica di Borges, il cui tono autoironico mi ricorda quello di Hesse ne &quot;La cura&quot;.
Io preferisco le trame realistiche a quelle che contemplano avvenimenti del tutto impossibili, inverosimili. Certo, ogni tanto è bello immergersi in letture spumeggianti, ricche di fantasiosa immaginazione, di invenzioni contorte e surreali, come Ariosto e lo stesso Borges. Mi pare comunque che anche gli autori di testi fantastici o fantascientifici abbiano sempre cura di offrire agli occhi del lettore un mondo di finzione coeso, coerente, verosimile, consentendo quella &quot;sospensione dell&#039;incredulità&quot; senza la quale non è neppure bello lasciarsi raccontare una storia.
Non comprendo però perché il romanzo d&#039;avventura non possa essere realistico e perché il romanzo psicologico debba necessariamente avere pretese di verosimiglianza. &quot;Il conte di Montecristo&quot; non è forse realistico, per quanto improbabile sia il concatenarsi delle vicende? E non si potrebbe scrivere una specie di &quot;Recherche&quot; in cui un venusiano, sbocconcellando l&#039;equivalente marziano di una madeleine, si ricorda improvvisamente della sua infanzia trascorsa presso la famiglia affidataria su Marte? La differenza non sta nel concentrarsi su quanto accade all&#039;esterno piuttosto che all&#039;interno dell&#039;animo dei personaggi?
Non sono del tutto convinta che il Novecento abbia avuto il &quot;primato&quot; delle trame: mi pare che, anche con ambientazioni particolari e dotazioni tecnologiche particolari, inventando mondi dei più strani e scegliendo punti di vista dei più strani, escogitando matrioske meta-letterarie e interpretazioni psicanalitiche, alla fine le dinamiche essenziali tra i personaggi siano sempre le stesse, come è normale che sia. In ogni modo, bisogna riconoscere che concepire una trama originale è tanto più difficile quanto più passano gli anni, perché la storia della letteratura si fa sempre più vasta e il rischio del &quot;già sentito&quot; aumenta esponenzialmente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero molto interessante!!<br />
E divertente la voce enciclopedica (auto)biografica di Borges, il cui tono autoironico mi ricorda quello di Hesse ne &#8220;La cura&#8221;.<br />
Io preferisco le trame realistiche a quelle che contemplano avvenimenti del tutto impossibili, inverosimili. Certo, ogni tanto è bello immergersi in letture spumeggianti, ricche di fantasiosa immaginazione, di invenzioni contorte e surreali, come Ariosto e lo stesso Borges. Mi pare comunque che anche gli autori di testi fantastici o fantascientifici abbiano sempre cura di offrire agli occhi del lettore un mondo di finzione coeso, coerente, verosimile, consentendo quella &#8220;sospensione dell&#8217;incredulità&#8221; senza la quale non è neppure bello lasciarsi raccontare una storia.<br />
Non comprendo però perché il romanzo d&#8217;avventura non possa essere realistico e perché il romanzo psicologico debba necessariamente avere pretese di verosimiglianza. &#8220;Il conte di Montecristo&#8221; non è forse realistico, per quanto improbabile sia il concatenarsi delle vicende? E non si potrebbe scrivere una specie di &#8220;Recherche&#8221; in cui un venusiano, sbocconcellando l&#8217;equivalente marziano di una madeleine, si ricorda improvvisamente della sua infanzia trascorsa presso la famiglia affidataria su Marte? La differenza non sta nel concentrarsi su quanto accade all&#8217;esterno piuttosto che all&#8217;interno dell&#8217;animo dei personaggi?<br />
Non sono del tutto convinta che il Novecento abbia avuto il &#8220;primato&#8221; delle trame: mi pare che, anche con ambientazioni particolari e dotazioni tecnologiche particolari, inventando mondi dei più strani e scegliendo punti di vista dei più strani, escogitando matrioske meta-letterarie e interpretazioni psicanalitiche, alla fine le dinamiche essenziali tra i personaggi siano sempre le stesse, come è normale che sia. In ogni modo, bisogna riconoscere che concepire una trama originale è tanto più difficile quanto più passano gli anni, perché la storia della letteratura si fa sempre più vasta e il rischio del &#8220;già sentito&#8221; aumenta esponenzialmente&#8230;</p>
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		Di: Nicoletta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/il-primato-delle-trame/comment-page-1/#comment-132890</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 09:57:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[accidenti che densità per essere solo martedì mattina...
evviva le trame dunque
Nicoletta (della libreria Trame di Bologna... era impossibile non cogliere il gioco di parole...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>accidenti che densità per essere solo martedì mattina&#8230;<br />
evviva le trame dunque<br />
Nicoletta (della libreria Trame di Bologna&#8230; era impossibile non cogliere il gioco di parole&#8230;)</p>
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